top of page

20 settembre. Tra i morti oggi, il primo posto è occupato dalla giornalista Rossana Rossanda (1924-2020), cofondatrice de “il Manifesto”, il secondo dall’editrice Inge Schönthal Feltrinelli (1930-2018), terza moglie di Giangiacomo; il terzo da Bruna Ciampolini Coppi (1921-1979), prima (unica?) moglie del campionissimo Fausto. Seguono: il giornalista Giuseppe Trevisani (1924-1973), il politico Gaetano Scamarcio (1930-2014), il regista Mario Caiano (1933-2015), l’imprenditore Carlo Pesenti (1907-1984), il generale Alfredo Dallolio (1853-1952), Eduardo Clemente (1920-1996, cugino e segretario particolare di Totò), l’architetta Giuliana Gramigna (1929-2016), il politico Ermanno Amicucci (1890-1955), l’urologo Edoardo Austoni (1946-2012), l’avvocato Piervito Bardi (1954-2022).

19 settembre. Tra i morti oggi, il primo posto è occupato dallo scrittore Italo Calvino (1923-1985), vincitore del Premio Viareggio nel 1957 con Il barone rampante; il secondo dal calciatore Alessandro “Sandro” Mazzola (1942-2026), con l’Inter campione d’Europa e del mondo nel 1964 e 1965, con la nazionale campione d’Europa nel 1968 e vicecampione del mondo nel 1970; il terzo dal politico Virginio Rognoni (1924-2022), più volte ministro. Seguono: Vincenzo Muccioli (1934-1995), fondatore della Comunità di San Patrignano; il filosofo Gianni Vattimo (1936-2023), il compositore Sylvano Bussotti (1931-2021), l’architetto Vico Magistretti (1920-2006), il giornalista Franco Colombo (1931-2002, tra 1980 e 1981 direttore del Tg1), lo speleologo e sociologo Maurizio Montalbini (1953-2009), esploratore del tempo che passò 962 giorni in grotta; i calciatori Rino Ferrario (1926-2012, Il leone di Belfast, ma anche Mobilia) e Francisco Lojacono (1935-2002, nato in Argentina, poi naturalizzato), Diego Planeta (1940-2020), tra i re del vino siciliano; il traduttore Piero Bernardini Marzolla (1929-2019), il politico Giovanni Porcellana (1928-2012), l’avvocato Carlo D’Amelio (1902-1996), la politica Maria Maddalena Rossi (1906-1995, una delle 21 donne elette all’Assemblea costituente italiana), il giornalista Gino Pallotta (1923-1991), il partigiano Enrico “Mauri” Martini (1911-1976).

18 settembre. Tra i morti oggi, il primo posto è occupato dal politico socialista Riccardo Lombardi (1901-1984), il secondo dal politico azionista Leo Valiani (1909-1999, nato Leo Weiczen), il terzo dal regista Florestano Vancini (1926-2008). Seguono: il calciatore Salvatore “Totò” Schillaci (1964-2024), capocannoniere dei mondiali 1990; il cantautore Fausto Amodei (1934-2025), fondatore dei Cantacronache, sua canzone più famosa Per i morti di Reggio Emilia; l’attore teatrale Leo De Berardinis (1940-2008), lo stilista Franco Moschino (1950-1994), il pittore Agostino Bonalumi (1935-2013), l’imprenditore Vittorio Cini (1885-1977), lo scenografo Cesarini da Senigallia (1923-1996, nato Carlo Cesarini), il regista Augusto Genina (1892-1957), lo scultore Marino Mazzacurati (1907-1969), il calciatore Severino Lojodice (1933-2023), il politico Vittorio Cervone (1917-1993), il critico letterario Enzo Golino (1932-2020), il giurista Francesco Guizzi (1933-2021).

17 settembre. Tra i morti oggi il primo posto è occupato dal mafioso Ignazio Salvo (1931-1992, assassinato mentre stava entrando nel cancello della sua abitazione a Santa Flavia da un gruppo di killer composto da 1480. Leoluca BAGARELLA, 1243. Giovanni BRUSCA, 6577. Gioacchino BARBERA e Antonino Gioè); il secondo dal poeta Nelo Risi (1920-2015, fratello di Dino, marito di 406. EDITH BRUCK), il terzo dal poliziotto Giuseppe PARLATO (1917-2003, dal 1976 al 1979 capo della polizia). Seguono: il regista teatrale Beppe Menegatti (1929-2024, marito di Carla Fracci), lo scrittore Giancarlo Fusco (1915-1984), l’allenatore di calcio Eugenio Bersellini (con l’Inter vincitore dello scudetto nel 1980), l’attore Riccardo Cucciolla (1924-1999, tra 1971 e 1972 Prix d’interprétation masculine al Festival di Cannes e Nastro d’argento per Sacco e Vanzetti, lui faceva il primo, Gian Maria Volonté il secondo); il cardinale Giovanni Urbani (1900-1969), il critico letterario Francesco Flora (1891-1962), Antonietta “Bambi” Susini (1932-2010: dall’8 ottobre 1966 moglie di Salvatore Ligresti, nel 1981 fu vittima di un sequestro), il magistrato Raffaele Sepe (1899-1963, noto soprattutto per aver guidato negli anni 50 le indagini sul Caso Montesi), il tennista Fausto Gardini (1930-2008, vincitore degli Internazionali d’Italia nel 1955, finalista in Coppa Davis nel 1961), il calciatore Angelo “Anzlen” Schiavio (1905-1990, nel 1928 medaglia di bronzo ai Giochi di Amsterdam, nel 1934 autore del gol che a Roma ci diede il primo titolo mondiale, nel 1932 e 1934 vincitore della Coppa dell’Europa centrale col Bologna, all’epoca lo «squadrone che tremare il mondo fa»); il giornalista Gaetano Polverelli (1886-1960), il generale Daniele Tei (1946-2011).

16 settembre. Tra i morti oggi, il primo posto è occupato dall’economista Carlo Azeglio Ciampi (1920-2016), tra 1979 e 1993 governatore della Banca d’Italia, tra 1993 e 1994 presidente del Consiglio, tra 1999 e 2006 presidente della Repubblica; il secondo dall’architetto Giovanni “Gio” Ponti (1891-1979), il terzo dal poeta Giovanni Raboni (1932-2004). Seguono: il politico Egidio Ariosto (1911-1998), il regista Luciano Emmer (1918-2009), il soprano MARIA CALLAS (1923-1977, nata Kalogeropoulou, considerata italiana solo per il periodo, 1949-1959, in cui fu sposata con Giovanni Battista “Titta” Meneghini), il magistrato Severino Santiapichi (1926-2016), l’imprenditore Pietro Barilla (1913-1993), il cantautore STEFANO ROSSO (1948-2008, nato Rossi, grande successo nel 1976 con Una storia disonesta, «Che bello, due amici, una chitarra e lo spinello» ecc.), il politico Amedeo Matacena (1963-2022), il giornalista Mauro De Mauro (1921-1970), lo scrittore Stelio Mattioni (1921-1997), l’esorcista Gabriele Amorth (1925-2016), l’architetto Annibale Vitellozzi (1902-1990), il costumista Dario Cecchi (1918-1992), il politico Donato Pafundi (1888-1973), l’economista Gianni Zandano (1934-2022), il critico letterario Giancarlo Vigorelli (1913-2005), il politico Ezio Garibaldi (1894-1969, figlio di Ricciotti, nipote di Giuseppe), il playboy Beppe Piroddi (1940-2022), il gesuita Luigi Rosa (1920-1980), il ginecologo Francesco D’Ambrosio (1934-2016), tra i “padri” della Legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza. 

15 settembre.
Tra i  morti oggi, il primo posto è occupato dalla giornalista Oriana Fallaci (1929-2006), il secondo dall’attrice pornografica Moana Pozzi (1961-1994), il terzo dal giudice Antonio Alibrandi (1927-2018, padre del terrorista Alessandro). Seguono: il sindacalista Fernando Santi (1902-1969), il politico Giovanni Battista Bertone (1874-1969, tra i fondatori del Partito Popolare), il meteorologo Rai Edmondo Bernacca (1914-1993, noto come colonnello, infine generale), il paroliere Franco Migliacci (1930-2023: tra i suoi successi Nel blu dipinto di blu, Tintarella di luna, Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte, In ginocchio da te, Una rotonda sul mare, C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones, Il cuore è uno zingaro, Uno su mille), il politico Silvio Liotta (1935-2018), il poliziotto Domenico Russo (1950-1982: vittima dell’agguato in cui il 3 settembre furono uccisi il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa e la moglie Emanuela Setti Carraro, morì dopo 12 giorni di agonia), l’editore Tullio Pironti (1937-2021), la regista Giuliana Ruggerini Berlinguer (1933-2014, moglie di Giovanni Berlinguer), il designer Gianfranco Iliprandi (1925-2016), il compositore Guido Turchi (1916-2010), il principe Nicola Romanoff (1922-2014), don Pino Puglisi (1937-1993, assassinato dalla mafia nel giorno del 56mo compleanno), il manager Davide Maccagnani (1943-2025).

14 settembre. Tra i morti oggi, il primo posto è occupato dal sindacalista Agostino Novella (1905-1974), tra 1957 e 1970 segretario generale della Cgil; il secondo dal poeta Roberto Roversi (1923-2012); il terzo dal sindacalista Raffaele Vanni (1928-2019), dal 1969 al 1976 segretario generale della Uil. Seguono: lo scrittore Raffaele Carrieri (1905-1984), il politico Roberto Villetti (1944-2019), lo scenografo Gianni Quaranta (1943-2025, Oscar nel 1987 per Camera con vista), l’attrice Caterina Boratto (1915-2010), lo sceneggiatore Franco Solinas (1927-1982), l’imprenditore Domenico “Mino” Zucchetti (1938-2023), la cantautrice Giuni Russo (1951-2004, nata Giuseppe Romeo), il ciclista Arnaldo Carli (1901-1972, nel 1920 medaglia d’oro dell’inseguimento a squadre ai Giochi d’Anversa), il giornalista Giancarlo Zizola (1936-2011).

13 settembre. Tra i morti oggi, il primo posto è occupato dal politico comunista Gian Carlo Pajetta (1911-1990), il secondo dall’alpinista Walter Bonatti (1930-2011), il terzo dal poeta Guido Ceronetti (1927-2018). Seguono: l’economista Giuseppe Ugo Papi (1893-1989), lo scrittore Ermanno Rea (1927-2016), il giornalista Gianluigi Melega (1935-2014), il politico democristiano Bernardo D’Arezzo (1922-1985), l’attrice Franca Bettoja (1936-2024, moglie di Ugo Tognazzi, madre di Gianmarco e Maria Sole), i giornalisti Enrico Mattei (1902-1987) e Giuseppe Boffa (1923-1998), il politico Gaetano Arfè (1925-2007), lo storico Delio Cantimori (1904-1966), lo scrittore Luigi “Gino” De Sanctis (1912-2001), l’aviatore Maner Lualdi (1912-1968), lo scultore Francesco Messina (1900-1995), l’economista Giorgio Fuà (1919-2000), il politico Antonio Casellati (1928-2020, tra 1987 e 1988 sindaco di Venezia), il giornalista Paolo Valmarana (1928-1984), il calciatore Ottavio Bugatti (1928-2016), monsignor Aldo Nicoli (1934-2009), la sindacalista Fiorella Ghilardotti (1946-2005), il criminale Franco “Er Negro” o “Er Fornaretto” Giuseppucci (1947-1980, tra i fondatori della Banda della Magliana), l’imprenditore Andrea Riello (1962-2022).

12 settembre. Tra i morti oggi, il primo posto è occupato dal poeta Eugenio Montale (1896-1981), Premio Nobel per la letteratura 1975; il secondo dall’attrice Elsa De Giorgi (1914-1997, nata Elsa Giorgi Alberti), il terzo dal politico Alfredo Baccelli (1963-1955, nel 1906 qualche mese da ministro delle poste del Regno col governo di Sidney Sonnino). Seguono: il giornalista Pietro Calabrese (1944-2010, tra 1996 e 2000 direttore de “Il Messaggero”, tra 2002 e 2004 de “La Gazzetta dello Sport”, tra 2004 e 2007 di “Panorama”), i medici Giuseppe Poggi Longostrevi (1936-2000: “re Mida” della sanità lombarda protagonista di uno scandalo fine anni novanta) e Eugenio Fiorentino (1951-2023); il sindacalista Riccardo Terzi (1941-2015), l’artista Salvo (1947-2015, nato Salvatore Mangione), il calciatore Giulio Zignoli (1946-2010, nel 1970 campione d’Italia col Cagliari), l’avvocato Alberto Steccanella (1926-2010: pochi giorni dopo la strage di piazza Fontana, precisamente il 15 dicembre 1969, fu a lui che si rivolse il professor Guido Lorenzon per confidare i forti sospetti sull’amico editore neofascista Giovanni Ventura), il politico Secondo Pessi (1905-1975).

11 settembre. Tra i morti oggi, il primo posto è occupato dalla politica Emma Bonino (1948-2026), tra 2026 e 2008 ministro del commercio internazionale e per le politiche europee nel secondo governo di 27. Romano PRODI, tra 2013 e 2014 ministro degli affari esteri nel governo di 12. Enrico LETTA, tra 1995 e 1999 commissaria europea per la politica dei consumatori, la pesca e gli aiuti umanitari; il secondo dal politico Raffaele Costa (1936-2026), tra 1992 e 1993 ministro per le politiche comunitarie e gli affari regionali nel primo governo di di 194. Giuliano AMATO, tra 1993 e 1995 ministro della sanità con Amato e nel primo governo di Silvio Berlusconi, tra 1993 e 1994 ministro dei trasporti e della navigazione nel governo di Carlo Azeglio Ciampi; il terzo dal cantante Gennaro “Gino” Latilla (1924-2011), in coppia con Giorgio Consolini vincitore del Festival di Sanremo 1954 (Tutte le mamme, terzi nel 1953 con Vecchio scarpone). Seguono: il critico cinematografico Guido Aristarco (1918-1996): nel 1953 la pubblicazione su “Cinema Nuovo” (rivista che fondò e diresse fino alla morte) di un soggetto cinematografico sull’occupazione italiana in Grecia (L’armata s’agapò) gli costò insieme all’autore, Renzo Renzi, una denuncia per vilipendio delle forze armate e la detenzione, in attesa di giudizio, per una trentina di giorni nel carcere militare di Peschiera; il giornalista Piero Scaramucci (1937-2019), dal 1961 al 1992 in Rai, dal 1992 al 2002 direttore di Radio Popolare (che nel 1976 aveva contribuito a fondare); il cantante Jimmy Fontana (1934-2013, nato Enrico Sbriccoli, Il mondo), il conduttore tv Luca Giurato (1939-2024, Domenica in, Unomattina ecc.), lo scrittore Michele Perriera (1937-2010, tra i fondatori del Grupp 63), il fisico Enrico Bellotti (1940-2021), l’imprenditore Italo Gemini (1901-1984, dal 1955 al 1970 presidente dell’Accademia del Cinema Italiano - Premi David di Donatello), il politico Terenzio Magliano (1912-1989), l’artista Giuseppe “Pino” Pascali (1935-1968, morì per le gravi lesioni causate da un incidente motociclistico avvenuto il 30 agosto).

10 settembre. Tra i morti oggi, il primo posto è occupato dal sociologo Achille Ardigò (1921-2008); il secondo dal terrorista Gianni Nardi (1946-1976): membro delle Squadre d’Azione Mussolini, indagato per l’omicidio del commissario Luigi Calabresi (17 maggio 1972), morì in un sospetto incidente d’auto sull’isola di Maiorca prima che fosse riconosciuta ufficialmente la sua estraneità ai fatti; il terzo dall’attore Franco Interlenghi (1931-2015, marito della collega Antonella Lualdi nata Antonietta De Pascale, padre della collega Antonella detta Antonellina, nonno dell’ex annunciatrice Rai Virginia Sanjust di Teulada). Seguono: l’attrice Anna Maria Pierangeli (1932-1971, nota anche con lo pseudonimo Pier Angeli, morì a Hollywood per un’assunzione eccessiva di barbiturici, fu sospettato il suicidio); l’imprenditore Steno Marcegaglia (1930-2013, padre dell’Emma che fu dal 2008 al 2012 presidentessa di Confindustria); l’attore Luigi Maria Burruano (1948-2017, nel 2000 interpretò Luigi Impastato, padre di Peppino, ne I cento passi); la first lady Clio Bittoni Napolitano (1934-2024, moglie di Giorgio, presidente della Repubblica dal 2006 al 2015); l’editore Franco Maria Ricci (1937-2020), il regista Giuliano Carnimeo (1932-2016, nato Carmineo, tra i suoi film Joe... cercati un posto per morire!Sono Sartana, il vostro BecchinoC’è Sartana... vendi la pistola e comprati la bara!Una nuvola di polvere... un grido di morte... Arriva Sartana, Buon funerale amigos!... paga SartanaGli fumavano le Colt... lo chiamavano CamposantoTesta t’ammazzo, croce... sei morto - Mi chiamano AllelujaUomo avvisato mezzo ammazzato... parola di Spirito SantoLo chiamavano Tresette... giocava sempre col morto, poi La signora gioca bene a scopa?Prestami tua moglie ecc.); il gioielliere Francesco Trapani (1957-2025), l’avvocato Adolfo Gatti (1919-2001), l’attore Marco Vicario (1925-2020), la “signora delle banche” Franca Bruna Segre (1926-2014); il politico Zenone Benini (1902-1976, ministro dei lavori pubblici di Benito Mussolini fino alla caduta del 25 luglio 1943), il vescovo Giuseppe Melas (1901-1970), la scrittrice Mariateresa Di Lascia (1954-1994, nel 1995 vinse da morta con Passaggio in ombra il Premio Strega), il mafioso Filippo Marchese (1938-1982, detto Milinciana - melanzana, per via della testa - e pure Fifuzzu, sparì all’inizio del Maxiprocesso), il politico Salvatore Mannuzzu (1930-2019).

9 settembre. Tra i morti oggi, il primo posto è occupato dallo scrittore Alberto Bevilacqua (194-2013), vincitore del Premio Campiello nel 1966 con Questa specie d’amore, dello Strega nel 1968 con L’occhio del gatto; al secondo il cantautore Lucio Battisti (1943-1998), al terzo il neofascista Stefano Delle Chiaie (1936-2019, accusato e poi prosciolto per le stragi di Bologna e di piazza Fontana). Seguono: lo scrittore Stefano Benni (1947-2025), il filosofo Nicola Abbagnano (1901-1990), l’arbitro di calcio Concetto Lo Bello (1924-1991), lo scrittore Domenico “Nico” Naldini (1929-2020, cugino di Pier Paolo Pasolini, le madri erano sorelle), la designer Cini Boeri (1924-2020, nata Maria Cristina Mariani Dameno, madre di 294. Stefano BOERI e 1738. Tito BOERI), il sociologo Domenico De Masi (1938-2023), il giornalista Mario Spezi (1945-2016, noto per l’instancabile a caccia al Mostro di Firenze), l’imprenditore Riccardo Sarfatti (1940-2010), il calciatore Luis Monti (1901-1983: oriundo nato a Buenos Aires, con la nazionale campione del mondo nel 1934, con l’Argentina vicecampione del mondo nel 1930), il giurista Michele Scudiero (1936-2025), la cantante Caterina Valente (1931-2024, nata a Lugano, morta a Parigi), il fondista Marcello De Dorigo (1937-2024: si ritirò a fine 1964, dopo una disavventura durante alcuni allenamenti in Svezia che lo costrinsero a subire l’amputazione di 6 dita dei piedi, rimaste congelate); il giornalista Guido Passalacqua (1943-2010), lo scrittore Amos Luzzatto (1928-2020), l’attore Ivano Davoli (1931-2010), il partigiano Roberto Vighi (1891-1974, primo presidente della Provincia di Bologna), l’insegnante Francesco Mangiameli (1950-1980, assassinato dai Nuclei Armati Rivoluzionari di 574. Giusva FIORAVANTI e 751. Francesca MAMBRO), il cardinale Velasio De Paolis (1935-2017), lo psichiatra Domenico “Nico” Casagrande (1939-2023), il giurista Alberto Crespi (1923-2022, legale di fiducia di Enrico Cuccia), il magistrato Carlo Biotti (1901-1977: nell’ottobre 1970 fu chiamato a presiedere il collegio giudicante nel processo per diffamazione a mezzo stampa intentato dal commissario di polizia Luigi Calabresi contro il direttore di Lotta Continua Pio Baldelli che lo aveva accusato della morte di Giuseppe Pinelli, nel maggio 1971 fu ricusato); il serial killer Ernesto Picchioni (1906-1967), noto come Il mostro di Nerola o Il mostro della Salaria (dai 6 ai 16 omicidi tra 1944 e 1947, morì nel carcere di massima sicurezza di Porto Azzurro, sull’Isola d’Elba): nel film Totò contro i quattro, ad Aldo Fabrizi che gli chiede l’indirizzo di uno scassinatore per poterlo aiutare ad aprire una serratura rotta, il Principe della Risata risponde: «Sicché quando deve tirare il collo a una gallina che fa? Chiama il mostro della Salaria!?»; Maria Mattarella (1961-2024), figlia del Piersanti presidente della Regione Siciliana assassinato il 6 gennaio 1980 (nipote di 5. Sergio MATTARELLA), il magistrato Giuseppe Facchinetti Pulazzini (1862-1952), il direttore d’orchestra Antonino Votto (1896-1985), il critico cinematografico Filippo Sacchi (1887-1971).

8 settembre. Tra i morti oggi il primo posto è occupato dal conduttore tv Mike Bongiorno (1924-2009), il secondo dal politico Roberto Tremelloni (1900-1987, più volte ministro), il terzo dal partigiano Luigi Cavallo (1920-2005). Seguono: l’imprenditore Ivanoe Fraizzoli (1916-1999), dal 1968 al 1984 presidente dell’Inter, che condusse agli scudetti del 1971 e 1980 e alle coppe Italia del 1978 e 1982; l’archeologo Sabatino Moscati (1922-1997); il soprano Magda Olivero (1910-2014, nata Maria Maddalena), il filosofo Luigi Pareyson (1918-1991), il politico Francesco Sisinni (1934-2025), l’alpinista Cosimo Zappelli (1934-1990: morì sul sul Pic Gamba nel massiccio del Monte Bianco, un improvviso distacco di sassi lo travolse insieme a un cliente), l’imprenditore Pasquale Casillo (1948-2020, patron del Foggia che con Zdenek Zeman in panchina nei primo anni 90 si tolse soddisfazioni pure in serie A), il mafioso Giuseppe Salvo (1949-2025).

7 settembre. Tra i morti oggi il primo posto è occupato dal cantautore Sergio Endrigo (1933-2005, nato a Pola), nel 1968 vincitore del Festival di Sanremo con Canzone per te, ne 1969 secondo con Lontano dagli occhi, nel 1970 terzo con L’arca di Noè; al secondo il politico Sergio Garavini (1926-2001): già deputato del Pci, dal 1991 al 1993 fu segretario di Rifondazione Comunista; al terzo l’artista Lucio Fontana (1899-1968, nato in Argentina, poi naturalizzato). Seguono: il ciclista Antonio Bailetti (1937-2025), nel 1960 medaglia d’oro della 100 km a squadre ai Giochi di Roma; il partigiano Enzo Enriques Agnoletti (1909-1986), il politico Dante Schietroma (1917-2004), il regista Piero Vivarelli (1927-2010), l’economista Carlo Maria Guerci (1938-2008), le attiviste Marcella Di Folco (1943-2010, nata di sesso maschile) e Rosita Lanza di Scalea (1909-1984, pioniera della pianificazione familiare), lo psichiatra Nicola Perotti (1897-1970), il critico letterario Giuseppe De Robertis (1888-1963), l’irredentista Luis Amplatz (1926-1964), l’imprenditore Raffaello Fellah (1935-2008, nato a Tripoli).

6 settembre. Tra i morti oggi il primo posto è occupato dal tenore Luciano Pavarotti (1935-2007), il secondo dallo storico Gaetano Salvemini (1873-1957, colui che defini Giovanni Giolitti Il ministro della malavita, vedi 103. Roberto SAVIANO), il terzo dal regista Giuliano Montaldo (1930-2023). Seguono: l’attore Francesco “Nino Castelnuovo” (1936-2021), Renzo Tramaglino ne I promessi sposi televisivi del 1967, poi noto soprattutto per una pubblicità dell’Olio Cuore in cui saltava una staccionata (citata adesso nella versione che ha per protagonista 207. Gianmarco TAMBERI); il regista Amedeo “Duccio” Tessari (1926-1994), il direttore d’orchestra Claudio Scimone (1934-2018), il giurista Pietro Barcellona (1936-2013), l’economista Gustavo Del Vecchio (1883-1972), l’attore Beniamino Maggio (1907-1990), l’annunciatore televisivo Marco Raviart (1921-1995), l’economista Alfredo Ambrosetti (1931-2025, fondatore del Forum Ambrosetti di Cernobbio), il compositore Guido Baggiani (1932-2018), il politico Paolo Ungari (1933-1999, cadde nella tromba dell’ascensore al terzo piano del palazzo in piazza d’Aracoeli in cui aveva sede una delle riviste cui collaborava, morte che non mancò di suscitare qualche sospetto), i cardinali Carlo Caffarra (1938-2017) e Antonio Innocenti (1915-2008), i giornalisti Luigi Barzini (1874-1947) e Girolamo Modesti (1923-2011), l’economista Angelo Abbondio (1942-2022), il pilota motonautico Renato Molinari (1946-2024), il sindacalista Paolo Nerozzi (1949-2025).

5 settembre. Tra i morti oggi, il primo posto è occupato dal giornalista Gaetano Baldacci (1911-1971), primo direttore de “Il Giorno” (1956-1959); il secondo dall’imprenditore Giovanni Fenaroli (1908-1975), condannato all’ergastolo per l’uxorcidio della moglie Maria Martirano (tramite il sicario Raoul Ghiani), avvenuto il 10 settembre 1958 in via Monaci a Roma (il caso divise l’Italia in “colpevolisti” e “innocentisti”, morì in carcere); il terzo dal critico letterario Emilio Cecchi (1884-1966). Seguono: il giornalista Italo Pietra (1911-1991, prese il posto di Baldacci alla direzione de “Il Giorno”); la stilista Mila Schòn (1916-2008, nata Maria Carmen Nutrizio), il politico Fulvio Suvich (1887-1980, sottosegretario in un paio di governi Mussolini); l’armatore Guido Grimaldi (1917-2010), il critico cinematografico Pietro Pintus (1920-2001), il tenore Salvatore Licitra (1968-2011), l’ingegnere Carlo Zanmatti (1896-1978: commissario liquidatore dell’Agip, azienda da cui era stato assunto nel 1927, perso l’incarico per l’adesione al fascismo repubblicano divenne poi uno dei più stretti collaboratori di Enrico Mattei, che lo aveva sostituito); il manager Oddone Camerana (1937-2022), l’agente di cambio Ettore Fumagalli (1937-2023, negli anni 80 tra le figure più autorevoli di Piazza Affari), lo storico dell’economia Carlo M. Cipolla (1922-2000).

4 settembre. Tra i morti oggi, il primo posto è occupato dal diplomatico Carlo Sforza (1872-1952), ministro degli esteri del Regno tra il 1920 e il 1921, della Repubblica tra 1947 e 1951; al secondo il politico Fermo “Mino” Martinazzoli (1931-2011), tra 1992 e 1994 ultimo segretario della Democrazia Cristiana, tra 1994 e 1998 sindaco di Brescia; al terzo lo stilista Giorgio Armani (1934-2025). Seguono: il calciatore Giacinto Facchetti (1942-2006), con la nazionale campione d’Europa nel 1968 e vicecampione del mondo nel 1970, con l’Inter campione d’Europa e del mondo nel 1964 e 1965; la politica Franca Falcucci (1926-2014) tra 1982 e 1987 ministro dell’istruzione nel Fanfani V, Craxi I e II; l’ingegnere Antonio Ruberti (1927-2000), tra 1976 e 1987 rettore della Sapienza di Roma, tra 1988 e 1992 ministro dell’università e della ricerca scientifica nei governi De Mita, Andreotti VI, Andreotti VII; l’imitatore Luigi “Gigi” Sabani (1952-2007), il sociologo gesuita Ennio Pintacuda (1933-2005); l’architetto Aldo Rossi (1931-1997), primo italiano a vincere nel 1990 il Premio Pritzker, seguito otto anni dopo da 363. Renzo PIANO; Nicola Rana (1934-2020), storico segretario particolare di Aldo Moro; gli attori Gastone Moschin (1929-2017, Nastro d’argento nel 1967 per Signore & signori e nel 1986 per Amici miei - Atto III) e Franco Graziosi (1929-2021), lo scrittore Sion Segre (1910-2003), i ciclisti Michele Gismondi (1931-2013, già fedele gregario di Fausto Coppi, poi secondo ai mondiali del 1959) e Giovanni Pinarello (1922-2014, maglia nera al Giro d’Italia del 1951, poi fondò un’impresa produttrice di biciclette), il pugile Italo Scortichini (1929-1995), il sindacalista Filippo Di Benedetto (1922-2001), il politico Raffaele Paolucci (1892-1958), lo storico dell’arte Giuseppe Mazzariol (1922-1989), l’imprenditore Giancarlo Mondovì (1937-2016).

3 settembre. Tra i morti oggi il primo posto è occupato del generale dei carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa (1920-1982), assassinato a Palermo dalla mafia insieme alla moglie Emanuela Setti Carraro e all’agente di scorta Domenico Russo (morì il 15 settembre dopo 12 giorni di agonia), padre di 869. Rita DALLA CHIESA e 1185. Nando DALLA CHIESA. Al secondo posto il calciatore Gaetano Scirea (1953-1989), con la Nazionale campione del mondo nel 1982, con la Juventus nel 1985: è tra i 9 giocatori che vinsero tutte le coppe europee dell’epoca (Uefa nel 1977, Coppe nel 1984, Campioni nel 1985), oltre a lui Gianluca Vialli, 2582 Antonio CABRINI, 653. Marco TARDELLI, 1881 Stefano TACCONI, Sergio Brio (più gli olandesi Arnold Mühren e Danny Blind e il portoghese Vítor Baía); al terzo il politico Fausto Gullo (1887-1974), soprannominato “ministro dei contadini” per il suo impegno in favore della riforma agraria e contro il latifondismo (tra 1944 e 1946 ministro dell’agricoltura e delle foreste nei governi Badoglio, Bonomi, Parri, De Gasperi). Seguono: Giuseppe “Pippo” Ricciardi (1911-1974), commerciante di tessuti. La sera del 29 novembre 1946 una Rina Fort con cui aveva intrapreso una relazione extraconiugale entrò nel sua appartamento di via San Gregorio 40 a Milano e uccise a colpi di spranga la moglie Franca Pappalardo e i tre figli, Giovanni di anni 7, Giuseppina di 5, Antonio di 10 mesi; il politico Vittorino Veronese (1910-1986), dal 1946 al 1952 presidente dell’Azione Cattolica, dal 1958 al 1961 direttore generale dell’Unesco; il generale Ambrogio Viviani (1929-2013), tra il 1980 e 1981 al comando della Brigata paracadutisti “Folgore” (tra 1990 e 1992 fu deputato: subentrato con il Partito Radicale, passò poi al Movimento Sociale Italiano); l’economista Piero Sraffa (1898-1983), il politico Guido Cortese (1908-1964, tra 1955 e 1957 ministro dell’industria e del commercio nel primo governo Segni), don Paolo Liggeri (1911-1996, si adoperò per la costruzione del centro di assistenza sociale “La Casa”, salvando perseguitati politici ed ebrei), lo storico Pietro Zerbi (1922-2008), il fumettista Alarico Gattia (1927-2022), il cardiologo Attilio Maseri (1935-2021), l’antropologo molecolare Franco Ugo Rollo (1948-2014), il soprano Mafalda Favero (1905-1981, nata Giuseppina), i pistard Loris Campana (1926-2015, nel 1952 medaglia d’oro dell’inseguimento a squadre ai Giochi di Helsinki) e Mario Lusiani (1903-1964, nel 1928 medaglia d’oro dell’inseguimento a squadre ai Giochi di Amsterdam), l’attore Ferruccio Amendola (1930-2001, padre di 1057. Claudio AMENDOLA).

2 settembre. Tra i morti oggi, il primo posto è occupato dal giornalista Emilio Fede (1931-2025), il secondo dal generale dei carabinieri Francesco Delfino (1936-2014), nel 2001 condannato in via definitiva a tre anni e quattro mesi di reclusione per truffa aggravata (secondo la sentenza approfittò del rapimento dell’amico Giuseppe Soffiantini per intascare 800 milioni di lire); al terzo il criminale Andrea Ghira (1953-1994): la notte tra il 29 e il 30 settembre 1975 partecipò con Angelo Izzo e Gianni Guido al massacro del Circeo (dopo lo stupro, Rosaria Lopez morì, Donatella Colasanti si salvò fingendosi morta). Arruolato sotto falsa identità nella legione straniera spagnola, morì a Melilla, in Nordafrica, per un’overdose di eroina. Seguono gli scrittori Anna Banti (1895-1985, nata Lucia Lopresti), nel 1972 vincitrice del Premio Bagutta per Je vous écris d'un pays lointain e Daniele Del Giudice (1949-2021); Idina Ferruzzi Gardini (1935-2018), figlia di Serafino Ferruzzi, moglie di Raul Gardini; il critico cinematografico Pietro Bianchi (1909-1976), gli scrittori Arturo Tofanelli (1908-1994) e Giulio Cattaneo (1925-2010), le cantanti Nuccia Bongiovanni (1930-1970) e Katyna Ranieri (1925-2018, nata Caterina), l’antifascista Roberto Bernardino (1886-1966), il giornalista Donato Martucci (1916-2000), storico capo ufficio stampa del CONI; il violista Piero Farulli (1920-2012), il prefetto Angelo Barbato (1925-2010), Caterina Pilenga (1930-2020), vedova di Vincenzo Consolo; il vescovo Andrea Gemma (1931-2019), il camorrista Ciro Mazzarella (1940-2018), il politico socialista Sergio Moroni (1947-1992: fisicamente provato da un tumore al rene in stadio avanzato, ricevuti nell’estate del 1992 due avvisi di garanzia si sparò in bocca con un fucile). I giornalisti Italo Toni (1930) e Graziella De Palo scomparvero nel settore siropalestinese di Beirut il 2 settembre 1980.

1 settembre. Tra i morti oggi, il primo posto è occupato dallo scrittore e giornalista Manlio Cancogni (1916-2015): nella storia del giornalismo il suo articolo pubblicato su “L’Espresso” del 22 gennaio 1956 col titolo Capitale corrotta = Nazione infetta, nel 1966 vincitore del Premio Bagutta con La linea del Tomori, nel 1971 del Campiello con Il ritorno, nel 1973 dello Strega con Allegri, gioventù, nel 1985 del Viareggio con Quella strana felicità. Al secondo posto il conduttore televisivo Mario Riva (1913-1960, nato Bonavolontà): diventato popolarissimo col quiz musicale Il Musichiere (dal 7 dicembre 1957 al 7 maggio 1960, cantava la sigla Domenica è sempre domenica), morì per le conseguenze della caduta in una botola del palco dell’Arena di Verona (il 21 agosto). Al terzo posto l’estremista di destra Antonio Braggion (1952-2018): iscritto al FUAN e legato ad Avanguardia Nazionale, il 16 aprile 1975, a Milano in piazza Cavour, aprì il fuoco con una pistola detenuta illegalmente contro un gruppo di militanti di sinistra del Movimento Studentesco che lo avevano circondato e aggredito nella sua auto, uno dei proiettili uccise il diciassettenne Claudio Varalli (condannato per eccesso colposo di legittima difesa e porto abusivo d’arma da fuoco, divenne poi avvocato). Seguono: l’editore Alessandro Perrone (1920-1980), proprietario e direttore del “Messaggero” dal 1952 al 1974, del “Secolo XIX” dal 1973 al 1976; l’imprenditore Edoardo Longarini (1931-2020): costruttore, fu anche proprietario della Ternana (dal 2005 al 2017, quando l’Università Niccolò Cusano - vedi 589. Stefano BANDECCHI - rilevò la sua quota); il generale Taddeo Orlando (1885-1950), nel 1944 per quattro mesi scarsi ministro della guerra del Regno d’Italia nel secondo governo Badoglio; l’economista Mario Levi (1905-1973), l’attore Salvatore “Turi” Vasile (1922-2009), i giornalisti/scrittori Michele Topa (1925-1999, tra i fondatori del “Giornale” di Indro Montanelli, per dieci anni corrispondente da Bonn) e Giovanni Ansaldo (1895-1969), l’artista Emilio Prini (1943-2016, esponente dell’“arte povera”), il pallanuotista Pasquale Buonocore (1916-2003, nel 1948 medaglia d’oro ai Giochi di Londra), la filantropa Teresa Sarti (1946-2009, fondatrice col marito Gino Strada della ONG Emergency, madre di 991. Cecilia STRADA), il boss dell’ndrangheta Antonio Nirta (1919-2015), l’attrice Elena Varzi (1926-2014, moglie del collega Raf Vallone), l’alpinista Armando Aste (1926-2017), il politico Antonio Girfatti (1939-2017), lo storico Arnaldo Momigliano (1908-1987).

31 agosto. Tra i morti oggi il primo posto è occupato dal cardinale Carlo Maria Martini (1927-2012), dal 1979 al 2022 arcivescovo di Milano; il secondo dallo scrittore Goffredo Parise (1929-1986), nel 1965 vincitore del Premio Viareggio con Il padrone, nel 1982 dello Strega con 8 luglio 1982; il terzo dalla scrittrice Gianna Manzini (1896-1974), nel 1956 vincitrice del Viareggio con La sparviera, nel 1971 del Campiello con Ritratto in piedi. Seguono: l’italianista Goffredo Bellonci (1882-1964), fondatore nel 1947 con la moglie Maria Villavecchia del premio Strega; il manager Ennio Presutti (1931-2008, fu presidente e ammistratore delegato di Ibm), il pugile Emilio Marconi (1927-2010), pesi leggeri e welter, era detto “il ragioniere del ring”; i politici Gino Cacchioli (1925-1981) Luigi De Sena (1943-2015) Olinto Cremaschi (1899-1974) Camillo Orlando (1892-1975, figlio di Vittorio Emanuele), il partigiano Giovanni Battista Sticchi (1899-1980), il genetista Luca Cavalli Sforza (1922-2018), il produttore cinematografico Domenico Forges-Davanzati (1913-1972), il giornalista Leonardo Azzarita (1888-1976); il calciatore Francesco Morini (1944-2021) difensore detto Morgan, come il celebre corsaro Henry Morgan, per via della sua abilità “piratesca” nel rubare palla agli avversari (con la Juventus vinse tra 1972 e 1978 cinque scudetti e una coppa Uefa).

30 agosto. Tra i morti oggi il primo posto è occupato dal cardinale Alfredo Ildefonso Schuster (1880-1954), arcivescovo di Milano dal 1929 alla morte; il secondo dall’attore Luigi Vannucchi (1930-1978), il terzo dallo scrittore Raffaele Crovi (1934-2007), nel 1993 vincitore del Premio Campiello con La Valle dei cavalieri. Seguono: il regista teatrale Franco Enriquez (1927-1980, nato Gianfranco Enriques), l’attrice Laura Adani (1913-1996), lo scrittore Franco Ferrucci (1936--2010); l’architetto Paolo Ramundo (1942-2021): nel ’68 a Roma fu tra fondatori de “Gli Uccelli”, «contestazioni e denunce assolutamente originali, sempre non-violente e nelle forme più teatralizzate» (“il manifesto”); il diplomatico Alberto Berio (1900-1984) noto per il ruolo nelle trattative segrete che precedettero l’armistizio di Cassibile del 1943; il politico Dante Rossi (1919-2008), l’attrice Wanda Capodaglio (1889-1980), il neurologo Mario Gozzano (1898-1986), l’arcivescovo Mario Giardini (1877-1947).

29 agosto. Tra i morti oggi il primo posto è occupato dallo psichiatra Franco Basaglia (1924-1980): a capo del movimento per l’abolizione dei manicomi, la sua azione e le sue tesi ispirarono la Legge 180/1978, nota appunto come Legge Basaglia, che portò alla chiusura degli ospedali psichiatrici. Al secondo posto il politico democristiano Natale Pierucci Bondicchi (1922-1989), dal 1977 alla morte commissario europeo per l’allargamento (accompagnato nelle varie commissioni da cooperazione e sviluppo, politiche mediterranee e informazione, energia e ambiente); al terzo il generale Raffaele Giudice (1915-1994), dal 1974 al 1978 Comandante generale della Guardia di Finanza (nel 1979 fu coinvolto nello scandalo dei petroli, nel 1981 il suo nome fu trovato nelle liste della P2). Seguono: il mezzofondista Luigi “Ninì” Beccali (1907-1990), nel 1932 medaglia d’oro dei 1500 ai Giochi di Los Angeles, nel 1936 bronzo a quelli di Berlino; i cardinali Achille Silvestrini (1923-2019) e Corrado Ursi (1908-2003), il generale Giacomo Zanussi (1894-1966: distintosi durante la guerra civile spagnola, prese poi parte all’invasione della Jugoslavia, fu uno dei protagonisti delle trattative con gli anglo-americani che portarono alla firma dell’armistizio di Cassibile, scappò col Re e gli Alti comandi militari da Roma a Brindisi e infine, al comando del Gruppo di combattimento “Cremona”, partecipò alla liberazione di Venezia); il politico Paolo D’Antoni (1895-1982, dall’agosto all’ottobre 1946 Alto Commissario per la Sicilia), il conduttore televisivo Angelo Lombardi (1910-1996), la principessa Elvina Pallavicini (1914-2004: nota per i suoi sforzi umanitari come mediatrice tra i monarchici e gli alleati a Roma al termine del secondo conflitto mondiale, a partire dal 1977 guidò un gruppo di nobili neri che fornì supporto all’arcivescovo Marcel Lefebvre, oppositore delle riforme apportate dal Concilio Vaticano II), l’imprenditore Libero Grassi (1924-1991), ucciso da Cosa nostra per la sua lotta contro il pizzo; la sceneggiatrice Sofia Scandurra (1937-2014), lo scultore Valeriano Trubbiani (1937-2020).

28 agosto. Tra i morti oggi, il primo posto è occupato dal politico democristiano Crescenzo Mazza (1910-1990), tra 1968 e 1969 ministro delle poste e telecomunicazioni e per i rapporti con il Parlamento; al secondo l’attore Mauro Bronchi (1943-2018), noto come la “brunetta” delle Sorelle Bandiera (lanciate dal programma di Renzo Arbore L’altra domenica, nel 1978 ebbero grandissimo successo con la sigla finale Fatti più in là); al terzo l’archeologo Umberto Zanotti Bianco (1889-1963), noto anche con lo pseudonimo Giorgio D’Acandia. Seguono: il filologo Manara Valgimigli (1876-1965), i giornalisti Giulio Giustiniani (1952-2022) e Pietro Pinna (1925-2006), il penalista Odoardo Ascari (1922-2011, coinvolto nei processi per il disastro del Vajont, la strage di Piazza Fontana, il dirottamento dell’Achille Lauro, il disastro della Val di Stava, nel collegio difensivo di Giulio Andreotti ecc.), il politico comunista Fernando Di Giulio (1924-1981, morì da capogruppo alla Camera), il politologo Alberto Sperafico (1928-1991), il camorrista Luigi Salvatore “Giggino” Graziano (1935-2013), tra i killer della strage delle donne del 26 maggio 2002 (un commando del suo clan aprì il fuoco da un’auto blindata contro un’Audi 80 a bordo della quale si trovavano quattro donne della famiglia Cava, tre persero la vita); i piloti delle Frecce Tricolori Mario Naldini (1947-1988) Ivo Nutarelli (1950-1988) e Giorgio Alessio (1957-1988), morti per uno scontro in volo durante la manifestazione FlugTag 88 di Ramstein-Miesenbach in Germania, incidente sospetto perché la notte della strage di Ustica, 27 giugno 1980, Naldini e Nutarelli, in volo all’altezza di Firenze-Peretola, si erano trovati in prossimità del DC-9 Itavia precipitato per ragioni mai del tutto chiarite (si parla di un allarme che avrebbero lanciato dal cielo...).

27 agosto. Tra i morti oggi il primo posto è occupato dal politico socialista Aldo Aniasi (1921-2005), dal 1967 al 1976 sindaco di Milano, il secondo dal cantante Virgilio Savona (1919-2009), dal 1941 membro del Quartetto Cetra, di cui compose buona parte delle musiche e degli arrangiamenti (marito di Lucia Mannucci, altra componente del gruppo), il terzo dallo scrittore e poeta Cesare Pavese (1908-1950), a giugno 1950 vincitore del Premio Strega per La bella estate (era già stato nella cinquina nel 1948 con Il compagno e nel 1949 con Prima che il gallo canti), ultima sua opera pubblicata in vita La luna e i falò. Seguono: il politico Augusto Turati (1888-1955), tra il 1926 e il 1930 segretario del Partito Nazionale Fascista; l’aviatore Sergio Duilio Fanali (1911-1987), dal 1968 al 1971 Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, poi coinvolto nello scandalo Lockheed, condannato per aver intascato tangenti per favorire l’acquisto dei velivoli da trasporto militare C-130 Hercules da parte dello Stato italiano; i politici Lodovico Ligato (1939-1989, dal 1985 presidente delle Ferrovie dello Stato, coinvolto nello scandalo delle lenzuola d’oro nel novembre del 1988 fu costretto a dimettersi, il 27 agosto 1989 a Bovale di Reggio Calabria fu assassinato a colpi di pistola in un agguato di stampo mafioso) e Franco Castellazzi (1941-2001, tra i fondatori della Lega Nord); i giornalisti Antonio Cederna (1921-1996, fratello della collega Camilla, padre dell’attore Giuseppe) Piergiorgio Branzi (1928-2022, pure fotografo) Maria Adele Teodori (1931-2017); il manager Marcello Rodinò (1906-1994), Vincenzo Dona (1930-2006), fondatore del movimento dei consumatori; l’arcivescovo Enrico Nicodemo (1973), lo scultore Andrea Cascella (1919-1990), il cardinale Angelo Dell’Acqua, il vescovo Simone Scatizzi (1931-2010), il produttore cinematografico Gianni Hecht Lucari (1922-1998, nel 1972 vinse l’Oscar con Il giardino dei Finzi Contini, David di Donatello anche nel 1968 per La ragazza con la pistola, 1970 per Metello, 1977 per Il prefetto di ferro).

26 agosto. Tra i morti oggi il primo posto è occupato da “Il principe nero” Junio Valerio Borghese (1906-1974), comandante della Xª Flottiglia MAS che dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 aderì alla Repubblica Sociale Italiana combattendo al fianco dei nazisti contro l’esercito anglo-americano; tra 1951 e 1953 presidente del Movimento Sociale Italiano, nel 1970 si fece promotore di un fallito colpo di Stato passato alla storia come “golpe Borghese” o “golpe dell’Immacolata”, quindi fuggì nella Spagna franchista dove rimase fino alla morte. Al secondo posto Alessandra Sgarella Vavassori (1958-2011): rapita l’11 dicembre 1997 a Milano mentre parcheggiava nel quartiere San Siro, fu liberata il 4 settembre 1998 a Locri (il suo fu l’ultimo rapimento della ’ndrangheta, morì poche ore dopo l’arresto di Francesco Perre, l’ultimo latitante coinvolto nel sequestro); al terzo l’imprenditore Luigi Lucchini (1919-2013), tra 1984 e 1988 presidente di Confindustria. Seguono: il cantante Giovanni “Nanni” Svampa (1938-2017), fondatore del gruppo musicale e cabarettistico I Gufi; il politico Ernesto De Marzio (1910-1995, nel dicembre 1976 uscì dall’MSI-DN capeggiando la scissione di Democrazia Nazionale, nel 1979, chiuso l’esperimento, abbandonò la politica); l’imprenditore Gianni Cigna (1937-1996, marito di Laura Biagiotti), il commediografo Enrico Fulchignoni (1913-1988), il critico letterario Giuliano Manacorda (1919-2010), il chirurgo Francesco Crucitti (1930-1998), il partigiano Paolo Brichetto Arnaboldi (1920-2013, padre di 63. Letizia BRICHETTO MORATTI), il magistrato Antonio Brancaccio (1923-1995, morto nel giorno del 72° compleanno), l’attore Italo Nardullo (1974-1991, fatale un’immersione subacquea nelle acque di Porto Rotondo), il brigatista Carlo “Picchio” Picchiura (1950-2013, il 4 settembre 1975 sparò e uccise l’agente della Polstrada Antonio Niedda), il filosofo Mario Costa (1936-2023), l’architetto Annibale Fiocchi (1915-2011, noto per il suo lavoro con l’Olivetti), l’avvocato Fabio Dean (1932-2011).

25 agosto. Tra i morti oggi, il primo posto è occupato dal brigatista Germano Maccari (1953-2001, coinvolto nel sequestro di Aldo Moro, morì in carcere), il secondo dal poeta Umberto Saba (1883-1957, nato Poli), tra le sue poesie Goal
 
Il portiere caduto alla difesa
ultima vana, contro terra cela
la faccia, a non veder l’amara luce.
Il compagno in ginocchio che l’induce
con parole e con mano, a rilevarsi,
scopre pieni di lacrime i suoi occhi.

La folla – unita ebrezza – par trabocchi
nel campo. Intorno al vincitore stanno,
al suo collo si gettano i fratelli.
Pochi momenti come questo belli,
a quanti l’odio consuma e l’amore,
è dato, sotto il cielo, di vedere.

Presso la rete inviolata il portiere
– l’altro – è rimasto. Ma non la sua anima,
con la persona vi è rimasta sola.
La sua gioia si fa una capriola,
si fa baci che manda di lontano.
Della festa – egli dice – anch’io son parte.

Al terzo posto il ciclista Alfredo Martini (1921-2014): dal 1975 ct della nazionale, condusse alla maglia iridata Francesco Moser (1977), Giuseppe Saronni (1982), Moreno Argentin (1986), Maurizio Fondriest (1988), Gianni Bugno (1991 e 1992). Seguono: il politico Cino Macrelli (1887-1963), dal 1962 ministro della marina mercantile nel quarto governo Fanfani (lasciò il posto due mesi prima di morire); il prefetto Efisio Zanda Loy (1914-2003), dal 1973 al 1975 capo della Polizia; il fumettista Pino Zac (1930-1985, nato Giuseppe Zaccaria), nel 1977 fondò con Vauro il settimanale di satira politica “Il Male”; il politico Antonino Calarco (1932-2020), dal 1987 al 2002 presidente della società pubblica Stretto di Messina S.p.A., incaricata della realizzazione del ponte sullo stretto; il basso Enzo Dara (1938-2017), specializzato nei ruoli di buffo; l’artista Eliseo Mattiacci (1940-2019), il diplomatico Riccardo Astuto dei duchi di Lucchese (1882-1952) tra il 1930 e il 1935 governatore dell’Eritrea; il fotoreporter Silvano Cinelli (1928-1981), l’artista Luca Maria Patella (1934-2023), il cantante Gianni Marzocchi (1934-1990), al Festival di Sanremo del 1956 con Musetto, poi portata al successo dal Quartetto Cetra (la più bella sei tuuuuuu-u), l’alpinista Francesco “Vecio Orso” Santon (1939-2022, nel 1983 guidò una spedizione alla conquista del K2). 

24 agosto. Tra i morti oggi, il primo posto è occupato dall’esploratore Ambrogio Fogar (1941-2005: vittima il 12 settembre 1992 di un gravissimo incidente durante l’ottava tappa del rally Pechino-Mosca-Parigi, subì la frattura della seconda vertebra cervicale rimanendo quasi completamente paralizzato), il secondo dal giornalista Arrigo Levi (1926-2020), il terzo dal pilota automobilistico Luigi “Gigi” Villoresi (1909-1997), con la Ferrari vincitore della Mille Miglia 1951, con la Maserati della Targa Florio 1939 e 1940. Seguono: il drammaturgo Umberto Simonetta (1926-1998), il medico Giovanni Borromeo (1898-1961, salvò decine di ebrei e perseguitati politici dai nazisti inventando una contagiosa malattia letale, il “morbo K”, nel 2004 fu riconosciuto come Giusto fra le Nazioni), il carabiniere Rosario Cattafi (1924-1980, il 5 giugno 1975 rimase ferito nell’azione alla cascina Spiotta che costò la vita a Margherita “Mara” Cagol, fondatrice delle Brigate Rosse), il filologo Piero Camporesi (1926-1997), il diplomatico Antonio Meli Lupi di Soragna (1885-1971, nel 1947 sottoscrisse, a nome dello Stato italiano, il Trattato di Parigi fra l’Italia e le potenze alleate), il giornalista Adriano De Zan (1932-2001, indimenticabile voce del ciclismo Rai, tra il 1976 e il 1983 condusse 5 edizioni della Domenica Sportiva), l’attrice Elsa Albani (1921-2004, nata Lapini), Umberta Nasi (figlia di Aniceta Agnelli, nipote del Giovanni fondatore della Fiat), il politico Armando Sarti (1927-2000), i calciatori Giovanni Romano (1931-2010) e Virginio De Paoli (1938-2009), l’alpinista Andrea Mellano (1934-2024), il politico Enrico Dalfino (1935-1994).

23 agosto. Tra i morti oggi il primo posto è occupato dal sindacalista Bruno Trentin (1926-2007), dal 1988 al 1994 segretario generale della Cgil, il secondo dallo scrittore Paolo Volponi (1924-1994), Premio Viareggio nel 1960 per la Poesia (Le porte dell’Appenino), nel 1975 per la Narrativa (Il sipario ducale), Premio Strega nel 1965 per La macchina mondiale e nel 1991 per La strada per Roma (aveva esordito nel 1962 con Memoriale), il terzo dal politico Ottaviano Del Turco (1944-2024), prima leader della corrente socialista della Cgil, poi segretario del Partito Socialista Italiano (tra 1993 e 1994), ministro delle finanze nel secondo governo Amato (2000-2001), presidente della Regione Abruzzo (2005-2008). Seguono: l’ammiraglio Raffaele de Courten (1888-1978), ultimo capo di stato maggiore della Regia Marina e primo della Marina Militare; l’attore Carlo Delle Piane (1936-2019), nel 1984 Nastro d’argento per Una gita scolastica, nel 1986 Coppa Volpi alla 43ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia per Regalo di Natale e candidatura al Nastro per Festa di laurea (tutti film di Pupi Avati); Rachele Torri (1903-2000), zia di Pietro Valpreda, ballerino anarchico ingiustamente accusato di essere l’autore materiale della strage di piazza Fontana del 12 dicembre 1969 a Milano: «[...] anche nei momenti peggiori non aveva voluto cambiare il campanello con la scritta “Torri-Valpreda” e rinfacciava ai cronisti bugia dopo bugia (e furono davvero tantissime) restando ancorata alle sue certezze: “Arrivati a questo punto, signori miei, bisogna dire che l’onore di una famiglia è stato calpestato senza che nessuno. vi abbia punto un dito. Però la coscienza, se non si fa viva oggi, si farà viva domani» (Gian Antonio Stella). La scrittrice Vittoria Aliberti Ronchey (1925-2002), moglie di Alberto, fra i suoi libri Figlioli miei marxisti immaginari (1975, Premio Viareggio Opera Prima Saggistica); il calciatore Omero Tognon (1924-1990), il produttore cinematografico Augusto Caminito (1939-2020); il politico Giuliano “Johnny” Rovacchi (1941-2015): iscritto alla FGCI, nel luglio 1960 partecipò attivamente alle manifestazioni di piazza a Reggio Emilia contro il governo Tambroni, assistendo ai fatti del 7 luglio in cui persero la vita cinque operai; il comico Luigi “Gino” Cogliandro (1949-2022), con il trio I Trettré nel programma tv di Italia 1 Drive In; l’arcivescovo Orazio Semeraro (1906-1991), i fisici Luigi Arialdo Radicati di Brozolo (1919-2019) e Protogene Veronesi (1920-1990), il regista Giuseppe Colizzi (1925-1978), il designer Giotto Stoppino (1926-2011), la cantautrice Margot (1941-2017, nata Margherita Galante Garrone), il fumettista Massimo Mattioli (1943-2019, nei primi anni settanta creò per “Paese Sera” Pasquino), il batterista Giulio Capiozzo (1946-2000, fondatore insieme a Demetrio Stratos del gruppo musicale Area), lo storico dell’arte Bruno Contardi (1953-2000), l’arciprete del duomo di Trieste Livio Destro (1957-2017).

22 agosto. Tra i morti oggi, il primo posto è occupato dal pugile Alessandro “Sandro” Mazzinghi (1938-2020), dal 1963 al 1965 e nel 1968 campione del mondo dei pesi medi junior: storici i due combattimenti del 1965 persi con il grande rivale Nino Benvenuti, il 18 giugno a San Siro per ko alla sesta ripresa, il 17 dicembre al Palazzo dello Sport di Roma ai punti. Al secondo posto lo scrittore Ignazio Silone (1900-1978, nato Secondino Tranquilli), Premio Campiello nel 1968 per L’avventura di un povero cristiano, ma il suo romanzo più celebre è Fontamara (pubblicato in Svizzera in tedesco nel 1933, in Italia disponibile dal 1945); al terzo posto il cantautore Salvatore “Toto” Cutugno (1943-2023), vincitore del Festival di Sanremo nel 1980 con Solo noi, secondo nel 1984 con Serenata, nel 1987 con Figli, nel 1988 con Emozioni, nel 1989 con Le mamme, nel 2005 con Come noi nessuno al mondo (in coppia con Annalisa Minetti), ma il suo successo più celebre è L’italiano (quinto nel 1983). Seguono: il pugile Francesco Cavicchi (1928-2018, dal 1955 al 1956 campione europeo dei pesi massimi, titolo perso con lo svedese Ingemar Johansson, che sarebbe poi diventato campione del mondo battendo nientepopodimenoche Floyd Patterson); il vescovo Girolamo Grillo (1930-2016, fu uno dei primi sociologi italiani), il politico comunista Giacomo Ferrari (1887-1974, dal 1951 al 1963 sindaco di Parma), il terrorista Mario Marano (1953-2020), uno dei due esecutori materiali dell’omicidio del giornalista Walter Tobagi (28 maggio 1980), il pittore Vettor Pisani (1934-2011), la stilista Maria Antonelli (1903-1969), il politico socialista Rocco Trane (1938-2012, uomo-ombra del ministro Claudio Signorile oltre che suo segretario particolare, si prese arresti e condanne senza mai fare un nome), il cardinale Giovanni Mercati (1866-1957), i giornalisti Marziano Bernardi (1897-1977) e Francesco Cascioli (1953-2010), il velista Bruno Bianchi (1904-1988, nel 1936 medaglia d’oro della Classe 8 metri ai Giochi di Berlino), la scrittrice Grazia Cherchi (1937-1995, con Piergiorgio Bellocchio e Augusto Vegezzi fondatrice dei Quaderni piacentini), il musulmano Emilio Adel Smith (1960-2014: divenne famoso nei primi anni Duemila per la sua battaglia contro la presenza di simboli sacri negli edifici pubblici, scuole-aule giudiziarie-ospedali-seggi elettorali, culminata nel 2003 con il lancio di un crocifisso dalla finestra dell’ospedale dell’Aquila dove era ricoverata la madre, gesto che gli costò la condanna a 8 mesi di reclusione per vilipendio alla religione).

21 agosto. Tra i morti oggi, il primo posto è occupato dal comunista Palmiro “il Migliore” Togliatti (1893-1964), il secondo dal democristiano Giuseppe Medici (1907-2000, più volte ministro), il terzo dal regista Giovanni “Nanni” Loy (1925-1995, Nastro d’argento film e sceneggiatura nel 1963 per Le quattro giornate di Napoli, soggetto nel 1980 per Café Express, sceneggiatura nel 1984 per Mi manda Picone). Seguono: il giurista Guido Rossi (1931-2017, commissario straordinario della Figc ai tempi - 2006 - di Calciopoli), il calciatore Giuseppe Mezza (1910-1979, campione del mondo nel 1934 e 1938), la signorina buonasera Nicoletta Orsomando (1929-2021), il vignettista Vincino (1946-2018, nato Vincenzo Gallo: curiosamente la sua “autobiografia disegnata a dispense” si intitola Mi chiamavano Togliatti..., quando si dice nomen omen...), Wanda Toscanini Horowitz (1907-1998, figlia di Arturo), lo scrittore Carlo Laurenzi (1920-2003, nato a Livorno), il collezionista d’arte Leo Castelli (1907-1999, nato Krausz), il politico Andrea Mitolo (1914-1991: consigliere regionale missino, il 30 luglio 1970 con il leader della Cisnal Gastone del Piccolo, dopo aver marciato per 7 chilometri, incolpevole fu messo alla gogna nel centro di Trento con appesa al collo la scritta «Siamo fascisti. Oggi abbiamo accoltellato 3 operai Ignis. Questa è la nostra politica pro operai». Secondo Luigi Bobbio fu «l’episodio destinato a fungere da modello del nuovo antifascismo militante»), Alberto Ablondi (1924-2010: lui a Livorno, di cui fu vescovo dal 1970 al 2000, c’è morto), il partigiano Giovanni Tonetti (1888-1970), il dirigente d’azienda Enrico Marchesano (1894-1967), la poetessa Maria Teresa Rossi (1916-2002, professoressa al Liceo Parini di Milano nel 1967, quando scoppiò il caso de “La Zanzara”), l’italianista Guido Bezzola (1919-2016, uno dei massimi specialisti di Ugo Foscolo), Giancarlo Bornigia (1930-2013, fondatore del Piper Club, uno dei locali storici di Roma, nonché tra i primi club italiani a ospitare esibizioni di artisti internazionali), l’attore Bombolo (1931-1987, nato Franco Lechner), il pugile Primo Zamparini (1939-2024, nel 1960 medaglia d’argento dei pesi gallo a Giochi di Roma).

20 agosto. Tra i morti oggi il primo posto è occupato dal poeta Alfredo Giuliani (1924-2007, Gruppo 63), il secondo dal calciatore Humberto Maschio (1933-2024) con Omar Sivori e Antonio Valentin Angelillo uno dei tre Angeli dalla faccia sporca (angeles de la cara sucia) che dopo aver vinto il campionato sudamericano nell’estate del 1957 arrivarono in Italia dall’Argentina; il terzo dal politico Francesco Musotto (1947-2025), presidente della Provincia di Palermo tra 1994 e 1995 e 1998 e 2008. Seguono: il politico comunista Renato Pollini (1925-2010), lo sceneggiatore Pipolo (1933-2006, nato Giuseppe Moccia), in coppia con Franco Castellano, Castellano & Pipolo, per tanti film di Adriano Celentano: Zio Adolfo in arte Führer (1979), Mani di velluto (1979), Il bisbetico domato  (1981), Asso (1981), Innamorato pazzo (1981), Segni particolari: bellissimo (1983), Il burbero (1986), e di Renato Pozzetto, Mia moglie è una strega (1981), Il ragazzo di campagna (1984), È arrivato mio fratello (1985), padre dello scrittore Federico; il dirigente d’azienda Lamberto Mazza (1926-2012, presidente dell’Udinese che nel 1983 comprò il fuoriclasse brasiliano Zico, «o Zico o Austria!»), l’imprenditore Benito Panini (1928-1986, a lui si deve l’intuizione di puntare coi fratelli sul collezionismo delle figurine: celo celo manca...), la giornalista Gaia Servadio (1938-2021), l’attore Tiberio Murgia (1929-2010, noto come Ferribotte, ultimo sopravvissuto tra i protagonisti maschili de I soliti ignoti, film che nel 1959 fece incassi eccezionali), la scrittrice Barbara Allason (1877-1968), il pittore Demos Bonini (1915-1991, riminese, grande amico di Federico Fellini), Guido Bianchini (1926-1998, figura chiave dell’operaismo politico italiano, punto di riferimento delle lotte al Petrolchimico di Porto Marghera), il fumettista Ugo “Hugo” Pratt (1927-1995, creatore di Corto Maltese), l’imprenditore Elvino Scavolini (1939-2004, lo slogan «La più amata dagli italiani», recitato da Lorella Cuccarini negli spot tv degli anni 80/90 per vendere le sue cucine, è un tormentone ancora in voga), il soprano Daniela Dessì (1957-2016), Francesca Romani De Gasperi (1894-1998, moglie di Alcide), il giurista Roberto Bracco (1903-1967), il politico comunista Bruno Maffi (1909-2003), il colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo (1928-1977, ucciso da un commando mafioso composto da Leoluca Bagarella, Giovanni Brusca, Vincenzo Puccio e Giuseppe Greco detto “Scarpuzzedda”, con lui perse la vita l’insegnante Filippo Costa, che lo stava aiutando nella stesura di un libro di memorie), la musicista Yuki Maraini (1939-1995, figlia di Fosco nata a Sapporo, sorella di Dacia), il magistrato Antonio Marini (1941-2019), il mimo Giorgio “Gero” Caldarelli (1942-2017, dal 1990 alla morte animatore del Gabibbo), l’attrice Perla Peragallo (1943-2007).

19 agosto. Tra i morti oggi il primo posto è occupato dal politico democristiano Alcide De Gasperi (1881-1954), presidente del Consiglio dal 1946 al 1953, il secondo dal politico democristiano Guido Gonella (1905-1982), tra il 1953 e il 1973 più volte ministro di grazia e giustizia, il terzo dall’imprenditore Roberto Colaninno (1943-2023), leader del gruppo di imprenditori che nel 1999 promosse la l’Opa di Olivetti su Telecom Italia (Massimo D’Alema, allora presidente del Consiglio, li definì «capitani coraggiosi»). Seguono: l’allenatore di calcio Carlo Mazzone (1937-2023), il pittore Ardengo Soffici (1879-1964), i giornalisti Renzo Trionfera (1912-1983) e Giovanni ‘“Vanni” Teodorani (1916-1964), il ciclista Ezio Cecchi (1913-1984), il politico Claudio Bonfanti (1947-2020), il regista Fernando Cerchio (1914-1974), la poliziotta Antonia Custra (1977-2017), figlia del poliziotto Antonio, morto assassinato nel maggio 1977 mentre prestava servizio durante una manifestazione di militanti di estrema sinistra, nacque meno di due mesi dopo l’omicidio del padre («Mamma era al paese, a San Giorgio a Cremano, in vista del parto. Non risalì più a Milano, mi mise quel nome, Antonia, che mi ha schiacciato per tutta la vita, si lasciò andare, sempre in casa, mai un ristorante, mai un cinema, mai un’amica, neppure un viaggio anche solo a Napoli. Io sono cresciuta dentro una tenaglia: la paura, la paura di sapere, di conoscere quel che era successo a papà; l’odio, l’odio smisurato per chi quel giorno mi aveva tolto la famiglia, la possibilità di avere un fratello o anche solo una carezza. Ho passato trent’anni a rimpiangere il padre che non ho mai avuto»).

18 agosto. Tra i morti oggi il primo posto è occupato dal manager Cesare Romiti (1923-2020), prima amministratore delegato e poi presidente della Fiat; il secondo dalla traduttrice Fernando Pivano (1917-2009), il terzo da Gaetano Gifuni (1932-2018), dal 1992 al 2006 segretario generale della presidenza della Repubblica (padre dell’attore Fabrizio). Seguono: l’attrice Diletta D’Andrea (1942-2024, terza moglie di Vittorio Gassman), il comunista Mario Ricci (1908-1989), l’imprenditore Pericle Lavazza (1908-1979, insieme ai fratelli Mario e Giuseppe trasformò la drogheria torinese fondata dal padre Luigi in una delle più grandi e importanti aziende di caffè a livello globale), il politico Alberto Spigaroli (1922-2014, dal 1961 al 1963 sindaco di Piacenza), Carlo Ugo di Borbone-Parma (1930-2010, capo della Casa di Borbone-Parma, nell’ambito della quale utilizzò il titolo dinastico di duca di Parma e Piacenza), il critico cinematografico Giovanni Grazzini (1925-2001), Liliana Pannella (1932-2015, sorella di Marco), gli attori/registi Tino Schirinzi (1934-1993) e Alvaro Piccardi (1941-2025), Eduardo Giliberti (1948-2008, manager del settore pubblicitario), l’imprenditore Salvatore Orlando (1957-2012, sesta generazione della storica dinastia industriale).

17 agosto. Tra i morti oggi il primo posto è occupato da Francesco Cossiga (1928-2010), dal 1979 al 1980 presidente del Consiglio, dal 1983 al 1985 presidente del Senato, dal 1985 al 1992 presidente della Repubblica; il secondo dallo scrittore Aldo Palazzeschi (1885-1974, nato Giurlani), il terzo dal criminale Francesco “Francis” Turatello (1944-1981, assassinato nel carcere di Badu ’e Carros). Seguono: l’avvocato Niccolò Ghedini (1959-2022, noto soprattutto per essere stato per molti anni l’avvocato personale di Silvio Berlusconi), il regista Gualtiero Jacopetti (1919-2011, ideatore, insieme a Paolo Cavara e Franco Prosperi del genere cinematografico dei Mondo movie, il cui capostipite fu Mondo cane), il critico cinematografico Tullio Kezich (1928-2009), il magistrato Gaspare Ambrosini (1886-1985), il comandante Gerardo De Rosa (1934-2014, comandante della nave da crociera Achille Lauro durante il dirottamento dell’ottobre 1985 ad opera dei terroristi del Fronte per la Liberazione della Palestina), il generale della Folgore Franco Monticone (1940-2022, nel 1993 fu coinvolto, assieme ad alti vertici militari, nell’Affare Lady Golpe), il cantautore Claudio Lolli (1950-2018), il politico Luigi Cacciatore (1900-1951), il grafico Alberto “Abe” Steiner (1913-1974), l’imprenditore Franco Sensi (1926-2008, presidente della Roma che nel 2001 vinse il suo ultimo scudetto), il sassofonista Gianni Basso (1931-2009), il magistrato Giuseppe Pagano (1877-1967), il sommergibilista Ottorino Beltrami (1917-2013), il pittore Arnaldo Galli (1926-2019, uno dei costruttori dei carri allegorici del Carnevale di Viareggio più influenti e apprezzati), il cavaliere Paolo Angioni (1938-2025, nel 1964 medaglia d’oro del concorso completo a squadre ai Giochi di Tokyo), il politico Donato Bruno (1948-2015), l’italianista Umberto Limentani (1913-1989), il critico d’arte Mario De Micheli (1914-2004), i politici Antonio Pecoraro (1914-1999), Alfredo De Poi (1945-2010), l’imprenditore Claudio Castiglioni (1947-2011, figlio del Giovanni che fondò la Cagiva). 

16 agosto.
Tra i morti oggi, il primo posto è occupato dal conduttore tv Giuseppe “Pippo” Baudo (1936-2025), tra l’altro alla guida di 13 edizioni del Festival di Sanremo (1968, 1984, 1985, 1987, 1992, 1993, 1994, 1995, 1996, 2002, 2003, 2007, 2008); il secondo dal ciclista Felice Gimondi (1942-2019), vincitore del campionato del mondo 1973, Giro di Francia 1965, Giro d’Italia 1967, 1969, 1976, Vuelta a España 1968, Milano-Sanremo 1974, Parigi-Roubaix 1966, Giro di Lombardia 1966, 1973; il terzo dalla politica Angelina “Lina” Merlin (1887-1979): la legge che porta il suo nome, n. 75 del 20 febbraio 1958, vietò lo sfruttamento della prostituzione. Seguono: Giancarlo Gorrini (1934-2012), imprenditore coinvolto con la sua Maa assicurazioni nello scandalo Mani Pulite (grande proprietario di cavalli con la scuderia Lady M., tra le tante vittorie il Derby di trotto del 1977 con Eskipazar e quello di galoppo del 1990 con Houmayoun), il soprano Renata Scotto (1934-2023), il paroliere Vito Pallavicini (1924-2007, tra le sue canzoni nel 1961 Le mille bolle blu per Mina, nel 1965 Io che non vivo (senza te) per Pino Donaggio, nel 1968 Azzurro per Adriano Celentano e Insieme a te non ci sto più per Caterina Caselli, nel 1970 Messico e nuvole per Enzo Jannacci), il politico Franco Foschi (1931-2007), il cantautore Herbert Pagani (1944-1988), il fisico Nicola Cabibbo (1935-2010), il saggista Ippolito Pizzetti (1926-2007), l’avvocato Emanuele Scieri (1972-1999, allievo paracadutista della Folgore morì vittima del nonnismo all’interno della caserma Gamerra di Pisa), l’editore Paolo Boringhieri (1921-2006), il giornalista Renato Angiolillo (1901-1973), il giurista Alberto Predieri (1921-2001), l’artista Amalia Dal Ponte (1936-2025), l’attrice Concetta “Tina” Pica (1884-1968, Nastro d’argento 1955 per Pane, amore e gelosia), il pallanuotista Mario Majoni (1910-1985, nel 1948 medaglia d’oro ai Giochi di Londra).

15 agosto. Tra i morti oggi il primo posto è occupato dal comico Gianfranco D’Angelo (1936-2021): dal 1983 tra i protagonisti del programma di Antonio Ricci Drive In (Italia 1), nel 1988 condusse insieme a Ezio Greggio la prima stagione di Striscia la notizia; il secondo dal politico comunista Edoardo D’Onofrio (1901-1973): esponente della “destra” del partito , nel 1956 Palmiro Togliatti lo fece togliere dalla direzione dell’Ufficio quadri; il terzo dall’industriale Ambrogio Molteni (1933-2005), patron della squadra ciclistica con la quale negli Anni 60 e 70 gareggiarono Eddy Merckx, Marino Basso, Michele Dancelli, Gianni Motta ecc. Seguono: l’ingegnere Angelo Palego (1935-2021): vita dedicata alla ricerca dell’Arca di Noè sul Monte Ararat (Turchia), a partire dal 1989 compì oltre venti spedizioni, fatale l’ultima quando s’era convinto di aver individuato i resti lignei dell’imbarcazione divisi in due tronconi a circa 4.800 metri di quota; l’attivista Rita Borsellino (1945-2018) sorella del magistrato Paolo, ucciso dalla mafia nella strage di via d’Amelio del 19 luglio 1992; il palombaro Emilio Bianchi (1912-2015), durante la seconda guerra mondiale incursore nella Xª Flottiglia MAS (nella notte tra il 18 e il 19 dicembre 1941 partecipò all’attacco alla base navale inglese di Alessandria d’Egitto), il soprano Licia Albanese (1909-2014, naturalizzata statunitense), i politici Giuliano Pajetta (1915-1988, fratello di Gian Carlo) e Salvatore Stornello (1924-1997); Moira Caradonna (1977-2008): nella notte tra il 5 e il 6 gennaio 1986 presso il Policlinico Umberto I di Roma divenne la prima bambina a ricevere un trapianto di cuore; il commerciante Giorgio Perlasca (1910-1992): nell’inverno del 1944 fingendosi il console generale spagnolo presso Budapest salvò la vita di oltre cinquemila ebrei ungheresi, strappandoli alla deportazione nazista e alla Shoah, per questo noto come lo “Schindler italiano”; l’attrice Laura D’Angelo (1956-2010), il giornalista Domenico Porzio (1921-1990), il giurista Danilo Zolo (1936-2018), il generale Giambattista Bolchi (1935-2000), dal 1993 numero due del Sismi; i piloti motociclistici Gianni Leoni (1915-1951) e Sante Geminiani (1919-1951): durante le prove del Gran Premio dell’Ulster si scontrarono frontalmente in una curva cieca del circuito di Clady (temendo un incidente del secondo, attardatosi ai box, il primo stava tornando indietro per cercarlo).

14 agosto 2026. Tra i morti oggi, il primo posto è occupato da Enzo Ferrari (1898-1988), fondatore dell’omonima casa automobilistica e della Scuderia con la quale conquistò 9 campionati del mondo piloti e 8 campionati del mondo costruttori di Formula 1; il secondo dal regista Luigi Zampa (1905-1991), Nastro d’argento nel 1947 (soggetto di Vivere in pace) e nel 1954 (sceneggiatura di Anni facili), il terzo dal sociologo Francesco Alberoni (1929-2023). Seguono: l’attrice Piera Degli Esposti (1938-2021, David di Donatello nel 2003 per L’ora di religione e nel 2009 per Il divo, Ubu nel 1979 per Molly Cara, nel 1980 per Rosmerholm, nel 1992 per Madre coraggio e i suoi figli), il politico Franco Servello (1921-2014), il drammaturgo Diego Fabbri (1911-1980), il giurista Giuseppe Branca (1907-1987, dal 1969 al 1971 presidente della Corte costituzionale), il critico letterario Luigi Russo (1892-1961), il calciatore Mario Trebbi (1939-2018, vinse col Milan la Coppa dei Campioni 1962/63), la first lady Carla Bissatini Gronchi (1912-1993, moglie di Giovanni Gronchi, presidente della Repubblica dal 1955 al 1962), il critico d’arte Lionello Venturi (1885-1961), gli stilisti Bruno Piattelli (1927-2021) e Sergio Galeotti (1945-1985, co-fondatore della Giorgio Armani S.p.A.), il produttore cinematografico Luciano Martino (1933-2013,  tra i suoi film Giovannona Coscialunga disonorata con onore, La signora gioca bene a scopa?, La segretaria privata di mio padre, La dottoressa del distretto militare, La compagna di banco, La soldatessa alle grandi manovre, L’insegnante va in collegio, L’insegnante viene a casa, La poliziotta della squadra buon costume); Marino Loretti (1917-1969, motorista del jet di Enrico Mattei morto insieme al figlio Irnerio precipitando con il loro aereo De Havilland a Sassone Acquacetosa), l’apneista Stefano Makula (1954-2023), il teologo Paolo Ricca (1936-2024), Frate Modestino da Pietrelcina (1917-2011, nato Damiano Fucci, figlio spirituale di Padre Pio), il giornalista Matteo Incerti (1971-2022), Angela Corradi (1950-2024, prima “pupa” della banda di Vallanzasca, poi suora laica terziaria francescana), il paroliere Pinchi (1900-1971, nato Giuseppe Perotti) primo successo nel 1935 con Ti saluto, vado in Abissinia («Cara Virginia/Ma tornerò» ecc. ecc.) poi, tra le tante canzoni Una donna pregaVecchio scarpone, Aprite le finestre, Colpa del bajon, Bongo cha cha; il giornalista Stefano Malatesta (1940-2020).

13 agosto 2026. Tra i morti oggi, nella storia della Repubblica il primo posto è occupato da Ettore Bernabei (1921-2016), dal 1961 al 1974 direttore generale della Rai, il secondo dal giornalista Piero Angela (1928-2022), il terzo dall’attore Alberto Lupo (1924-1984, nato Alberto Zoboli). Seguono il medico Luigi “Gino” Strada (1948-2021, fondatore di Emergency), la stilista Giovanna Fontana (1915-2004, celebre per aver fondato insieme alle sorelle Micol e Zoe l’atelier di alta moda Sorelle Fontana), lo sceneggiatore Sergio Donati (1933-2024), il politico Beniamino Finocchiaro (1923-2003), l’ammiraglio Giuseppe Sirianni (1874-1955), il sindacalista Giuseppe Rossi (1904-1948, assieme all’archeologo Ranuccio Bianchi Bandinelli assunse nel 1944 la decisione di far uccidere il filosofo Giovanni Gentile), il “frate ultrà” Fedele Bisceglia (1937-2025, U Monaco spesso in curva a sostenere il Cosenza), il politico Roberto De Vito (1867-1959, ministro della marina nel governo Facta, quello che il 28 ottobre 1922 cadde per la marcia su Roma), l’arcivescovo Mario Vianello (1887-1955), padre Ugolino Nicolini (1926-1991), il manager Raffaele Minicucci (1936-2001, altro direttore generale della Rai - dal 1995 al 1996 - come il Bernabei in testa all’odierna rassegna).

12 agosto. Tra i morti oggi, nell’intera storia della Repubblica il primo posto è occupato dall’imprenditore Angelo Moratti (1909-1981), dal 1955 al 1968 presidente della Grande Inter;  il secondo da Loriana Nunziati (1931-2007): proprio un 12 agosto, era il 1956, sposò con rito civile Mauro Bellandi. Avendoli il vescovo di Prato Pietro Fiordelli definiti «pubblici concubini e peccatori», lo denunciarono per diffamazione (condannato in primo grado, fu assolto in appello). Il matrimonio finì presto (del marito, commerciante comunista finito in rovina, si persero le tracce in Cecoslovacchia); al terzo il regista Anton Giulio Majano (1909-1994, grande successo nel 1964 con lo sceneggiato tv La cittadella). Seguono: il cantante Achille Togliani (1924-1995, secondo al Festival di Sanremo nel 1951 battuto dal Grazie dei fiori di Nilla Pizzi, nel 1954 dal Tutte le mamme di Giorgio Consolini e Gino Latilla); il politico socialista Walter Armanini (1937-1999): il 19 maggio 1992 divenne il 31º arrestato di Mani Pulite, poi il primo processato dell’inchiesta; lo scrittore Sergio Ferrero (1926-2008), don Pierino Gelmini (1925-2014, fondatore della Comunità incontro), l’avvocato Augusto Salvadori (1936-2022), il batterista Giancarlo Golzi (coi Matia Bazar vincitore dei Festival di Sanremo nel 1978 e 2002), il calciatore Claudio Garella (1955-2022, portiere del Verona che vinse lo scudetto del 1985 e del Napoli che vinse quello del 1987), il giurista Pier Alberto Capotosti (1942-2014, nel 2005 qualche mese da presidente della Corte costituzionale), il giornalista Emilio De Martino (1895-1958, dal 1947 al 1950 direttore della “Gazzetta dello Sport”), il calciatore Giampiero Combi (1902-1956, portiere della nazionale che nel 1934 vinse il campionato del mondo, nel 1928 medaglia di bronzo ai Giochi di Amsterdam, quattro scudetti con la Juventus del quinquennio, saltò quello del 1935, ma ne aveva vinto un altro nel 1926), Giannalisa Gianzana Feltrinelli (1903-1981, madre di Giangiacomo), il politico democristiano Alfredo Diana (1930-2025), il militare Paolo Caccia Dominioni (1896-1992), l’attrice Olga Villi (1922-1989, nata Villani), il dirigente sportivo Artemio Franchi (1922-1983, dal 1973 alla morte presidente dell’Uefa), i giornalisti Pasquale Prunas (1924-1985) e Nino Milazzo (1930-2021), l’imprenditore Ferruccio Fiorucci (1927-2018), il magistrato Alfio Finocchiaro (1935-2021), il regista Francesco Bortolini (1943-2016).

11 agosto. Tra i morti oggi, nell’intera storia della Repubblica il primo posto è occupato dal leggendario pilota auto-motociclistico Tazio Nuvolari (1892-1953), il secondo dal partigiano Eligio Trincheri (1925-2015): membro di spicco della Volante Rossa, organizzazione paramilitare comunista attiva a Milano nel secondo dopoguerra, il 27 gennaio 1949 fu tra gli esecutori materiali dei “delitti del taxi” vittime l’ex componente della Muti Felice Ghisalberti e un Leonardo Massaza ucciso per errore durante la fuga; il terzo dal giornalista Nello Ajello (1930-2013). Seguono: il brigatista Giovanni Ciucci (1949-2011), membro del commando che nel 1981 rapì il generale americano James L. Dozier, si racconta che prima del blitz dei Nocs il capo disse «Facciamo irruzione quando è di turno il toscano - così lo chiamavano quelli dei reparti speciali - perché è uno che non spara» (poi stimato dirigente di una cooperativa); l’ammiraglio Giovanni Torrisi (1917-1992), l’imprenditore Gaetano Marzotto (1894-1972), il manager Luigi Mennini (1911-1997, direttore generale dello IOR - Istituto per le Opere di Religione - la “banca vaticana”, durante l’era di monsignor Paul Marcinkus), il direttore d’orchestra Gianluigi Gelmetti (1945-2021), il poeta Enrico Pea (1881-1958), il medico legale Paolo Giaccone (1929-1982, ucciso dalla mafia), gli attori Franca Tamantini (1931-2014) Lamberto Puggelli (1938-2013) Mario Feliciani (1918-2008), il fisico Giovanni Polvani (1892-1970), il ginnasta Ettore Bellotto (1895-1966, nel 1920 medaglia d’oro del concorso a squadre ai Giochi di Anversa), lo statistico Pierpaolo Luzzatto Fegiz (1900-1989, padre del critico musicale Mario), lo storico Giovanni Gozzi (1902-1976), il politico Antonio Fantini (1936-2013, dal 1983 al 1989 presidente della Regione Campania), l’imprenditore Alberto Bauli (1940-2020, il “re del pandoro”).

10 agosto. Tra i morti oggi, nell’intera storia della Repubblica il primo posto è occupato dal manager Vittorio Valletta (1883-1967), dal 1946 al 1966 presidente della Fiat, il secondo dal politologo Gianfranco Miglio (1918-2001), il terzo dal costumista Piero Tosi (1927-2019, cinque volte candidati all’Oscar). Seguono: lo schermidore Giuseppe Delfino (1921-1999, nel 1960 medaglia d’oro individuale ai Giochi di Roma; nello stesso anno, come già ai Giochi di Helsinki 1952 e a quelli di Melbourne del 1956, medaglia d’oro a squadre), il giornalista Livio Zanetti (1924-2000), la scrittrice Michela Murgia (1972-2023, premio Campiello 2010 per Accabadora), l’attrice Antonella Lualdi (1931-2023, nata Antonietta De Pascale), il canottiere Renzo Sambo (1942-2009, nel 1968 medaglia d’oro del due con ai Giochi di Città del Messico), il giornalista Umberto Calosso (1895-1959), l’effettista Carlo Rambaldi (1925-2012, premiato con l’Oscar nel 1980 per Alien e nel 1983 per E. T. l’extra terrestre), il mafioso Rosario Spatola (1949-2008), il generale Nicolangelo Carnimeo (1887-1965), la politica Maria Pucci (1919-1996), l’imprenditore Paolo Lavino (1940-2020), il critico letterario Cesare De Michelis (1943-2018), il giornalista Fulvio Palmieri (1903-1966), il manager Giuseppe Profiti (1961-2023).

9 agosto. Tra i morti oggi, nell’intera storia della Repubblica il primo posto è occupato dallo sprinter Livio Berruti (1939-2026), medaglia d’oro dei 200 metri ai Giochi di Roma (1960), il secondo dall’attrice Franca Valeri (1920-2020, nata Alma Francesca Maria Norsa), il terzo dal politico democristiano Antonino Pietro Gullotti (1922-1989, più volte ministro). Seguono: il magistrato Agostino Cordova (1936-2024), il giornalista Cesare Rossi (1887-1967, capo dell’ufficio stampa della Presidenza del Consiglio dei ministri nel primo governo Mussolini), il cantante Giuseppe “Peppino” Gagliardi (1940-2023), il politico Corrado Bonfantini (1909-1989), il giurista Francesco Tritto (1950-2005: assistente di Aldo Moro, in ottemperanza alle sue ultime volontà il 9 maggio 1978 ricevette la telefonata del brigatista rosso Valerio Morucci che ne annunciava la morte indicando la posizione del cadavere), l’autore televisivo Ludovico Peregrini (1943-2025, noto come Il Signor No dei quiz di Mike Bongiorno), il gesuita Roberto Busa (1913-2011, pioniere dell’informatica applicata alla linguistica), l’attrice Elena Fabrizi (1915-1993, sorella di Aldo nota come la Sora Lella: con Bianco, rosso e Verdone nel 1981 vinse a 66 anni il Nastro d’argento come miglior attrice esordiente, con Acqua e sapone nel 1984 il David di Donatello, spesso ospite del Maurizio Costanzo Show), il giornalista Alessandro Chiavolini (1889-1958, con Benito Mussolini fu segretario particolare del gabinetto della Presidenza del Consiglio dei ministri), il politico Antonino Varvaro (1892-1972), l’economista Giannino Parravicini (1910-2001), il giornalista Frane Barnieri (1923-1987), il politico Nadir Tedeschi (1930-2021, il primo aprile 1980 fu gambizzato dalle Brigate Rosse nella sede milanese della Democrazia Cristiana), il calciatore Alberto Orzan (1931-2022), il magistrato Antonino Scopelliti (1935-1991, vittima della ’ndrangheta), il ciclista Giancarlo Ferretti (1941-2026, fidato gregario di Felice Gimondi).

8 agosto. Tra i morti oggi, il primo posto è occupato dal politico democristiano Antonio Gava (1930-2008, più volte ministro, figlio di Silvio), il secondo da don Luigi Sturzo (1871-1959, nel 1919 fondatore del Partito Popolare Italiano), il terzo da Massimiliano Cencelli (1936-2026), noto per il “manuale” che quantificando il peso dei ruoli governativi veniva usato per distribuirli tra partiti e correnti. Seguono: il giornalista Federico Orlando (1928-2014, condirettore di Indro Montanelli al “Giornale”), lo schermidore Cesare Salvadori (1941-2021, nel 1972 medaglia d’oro nella sciabola a squadre ai Giochi di Monaco di Baviera, nel 1964 e 1968 argento a quelli di Tokyo e Città del Messico), il terrorista Fabrizio Pelli (1952-1979, deceduto in carcere per una forma fulminante di leucemia), il giurista Alfredo De Marsico (1888-1985, ministro di grazia e giustizia di Benito Mussolini fino alla caduta del 25 luglio 1943), il giornalista Giorgio Pecorini (1924-2020, noto per il legame professionale e di amicizia fraterna con don Lorenzo Milani, il priore di Barbiana), il banchiere Fabrizio Saccomanni (1942-2019), Emilio Pellicani (1940-2005, l’uomo che aiutò il banchiere Roberto Calvi a fuggire a Londra, dove fu trovato morto sotto a un ponte il 18 giugno 1982), l’antifascista Giuliana Benzoni (1895-1981), il comunista Mario Montagnana (1897-1960), il direttore d’orchestra Francesco Molinari Pradelli (1911-1996), il giornalista Leone “Leo” Wollemborg (1912-2000), l’attrice Elsa Vazzoler (1920-1989), l’epigrafista Luigi Moretti (1922-1991, padre di Nanni), il pittore Nani Tedeschi (1938-2017), la cantante Anna D’Amico (1938-2003).

7 agosto. Tra i morti oggi, nell’intera storia della Repubblica il primo posto è occupato dal giornalista Lino Jannuzzi (1928-2024, nato Raffaele Jannuzzi: nel 1967 insieme a Eugenio Scalfari svelò sulle pagine de “L’Espresso” i dettagli del Piano Solo, tentativo di colpo di Stato del 1964 che vedeva coinvolto il generale dei Carabinieri Giovanni de Lorenzo); il secondo dal comunista Lucio Libertini (1922-1993), il terzo dal fascista Tullio Cianetti (1899-1976, ministro delle corporazioni di Benito Mussolini fino alla caduta del 25 luglio 1943). Seguono: il filosofo Mario Tronti (1931-2023), le giornaliste Gianna Preda (1921-1981, nata Maria Giovanna Pazzagli) e Anna Piaggi (1931-2012, nata Maria), l’imprenditore Piero Pirelli (1881-1956), lo stilista Salvatore Ferragamo (1898-1960), il regista Paolo Cavara (1926-1982, ideatore insieme a Franco Prosperi e Gualtiero Jacopetti del genere cinematografico dei Mondo movie), il politico Ludovico Corrao (1927-2011, sindaco di Gibellina dal 1969 al 1994, promotore della ricostruzione della stessa all’indomani del terremoto che nella notte tra il 14 e 15 gennaio 1968 devastò la Valle del Belìce), il critico letterario Guido Guglielmi (1930-2022), il calciatore Gustavo Giagnoni (1933-2018: leader del Mantova di “Mondino” Fabbri noto tra fine anni 50 e inizio anni 60 come “Il piccolo Brasile”, diventato allenatore prese ad andare in panchina col colbacco), il magistrato Romano Canosa (1935-2010), il politico Andrea Borri (1935-2003, dal 1987 al 1992 presidente della Commissione di Vigilanza Rai), l’imprenditore Andrea Pininfarina (1957-2008).

6 agosto. Tra i morti oggi, il primo posto è occupato da Giovanni Battista Montini (1897-1978), dal giugno 1963 Papa Paolo VI; il secondo dal cantautore Domenico Modugno (1928-1994), quattro volte vincitore del Festival di Sanremo: nel 1958 con Nel blu dipinto di blu, nel 1959 con Piove (ciao ciao bambina), nel 1962 con Addio... addio... nel 1966 con Dio, come ti amo; il terzo dal cantautore Francesco Guccini (1940-2026). Seguono: il comunista Renato Zangheri (1925-2015), dal 1970 al 1983 sindaco di Bologna; la mistica Mamma Ebe (1933-2021, nata Gigliola Ebe Giorgini), lo storico Massimo “Max” Salvadori (1908-1992), il fotografo Gianni Berengo Gardin (1930-2025), lo scultore Marino Marini (1901-1980), l’alpinista Riccardo Cassin (1909-2009), i giornalisti Luca Pavolini (1922-1986) e Eugenio Gara (1888-1985), il doppiatore Carlo Bonomi (1937-2022, noto per aver dato la voce al personaggio animato La Linea), l’editore Francesco Cardella (1940-2011, editore di ABC e fondatore della comunità terapeutica Saman), il saggista Renato Palmieri (1924-2023), i politici Umberto Carpi (1941-2013) e Pasquale Cavaliere (1958-1999), i poliziotti vittime della mafia Antonino “Ninni” Cassarà (1947-1985) e Roberto Antiochia (1962-1985), il principe Carlo Pacelli (1903-1970, nipote di Eugenio Pacelli, dal marzo 1939 Papa Pio XII), l’editrice Laura Lepetit (1932-2021, nata Maltini), il magistrato Gaetano Costa (1916-1980, altra vittima della mafia), il pilota automobilistico Giovanni Bracco (1908-1968), il paroliere e compositore Giuseppe “Peppino” Fiorelli (1904-1960, vincitore del Festival di Sanremo nel 1955 con Buongiorno tristezza e nel 1957 con Corde della mia chitarra), l’archiatra Mario Fontana (1904-1979, medico di Paolo VI).

5 agosto. Tra i morti oggi, il primo posto è occupato dal conte Edgardo Sogno (1915-2000), diplomatico, partigiano, politico, scrittore ecc., il secondo dallo scrittore Franco Lucentini (1920-2002, con Carlo Fruttero in Fruttero&Lucentini), il terzo dall’ingegnere Corradino D’Ascanio (1891-1981, inventò il prototipo di elicottero moderno e l’elica a passo variabile, poi progettista della Vespa). Seguono: il cardinale Dionigi Tettamanzi (1934-2017), il dirigente d’azienda Massimo Pini (1937-2012: autodefinitosi «biografo necessario» di Bettino Craxi, ne scrisse una gigantesca biografia di 737 pagine pubblicata nel 2006 da Mondadori), il brigatista Pietro Vanzi (1956-2003), la giornalista Luciana Peverelli (1902-1986), il poliziotto Ugo Macera (1914-2010, capo della Squadra mobile di Roma, questore di Agrigento, Salerno e Roma, direttore della Criminalpol), il comunista Paolo Robotti (1901-1982), lo scrittore Carlo Còccioli (1920-2003); i coniugi navigatori Sergio Albeggiani (1931-1989) e Licia Restivo (1935-2023: dal 23 settembre 1984 fecero a bordo del Carol ketch Lisca Bianca - due alberi lungo 11 metri - un giro del mondo di tre anni raccontato nel libro Isole lontane); l’astrofisico Guido Chincarini (1938-2024, figura chiave della rinascita dell’Osservatorio astronomico di Brera negli anni Novanta).

4 agosto. Tra i morti oggi il primo posto è occupato dal politico Giovanni Spadolini (1925-1994), primo presidente del Consiglio non democristiano (1981-1982), in precedenza, dal 1968 al 1972, direttore del ”Corriere della Sera”; il secondo dal giornalista Sergio Zavoli (1923-2020), il terzo dall’economista Paolo Baffi (1911-1989), dal 1975 al 1979 governatore della Banca d’Italia. Seguono il diplomatico Renato Ruggiero (1930-2013), dal 1995 al 1999 direttore generale dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (Wto); l’architetto Renato Nicolini (1942-2012), organizzatore dell’Estate Romana; lo juventino Idris (1951-2023, nato in Gambia Edrissa Sanneh), supertifoso della trasmissione tv Quelli che il Calcio; la comunista Laura Diaz (1920-2008, sorella di Furio, primo sindaco di Livorno dopo la Liberazione), il politico Dionigi Coppo (1921-2003, più volte ministro, dal 1973 al 1974 di uno stravagante dicastero “dei compiti politici”), il direttore d’orchestra Bruno Canfora (1924-2017), il cestista Marco Bonamico (1957-2025, nel 1980 medaglia d’argento ai Giochi di Mosca), la manager Marisa Bellisario (1935-1988), lo sceneggiatore Belisario Randone (1906-1998), i politici Paolo Treves (1908-1958) e Michele Achilli (1931-2023), il magistrato Bruno Catalanotti (1939-2016), l’imprenditore Lorenzo Ercole (1939-2023, storicamente legato alla guida dell’azienda Saclà).

3 agosto. Tra i morti oggi il primo posto è occupato dal cardinale Alfredo Ottaviani (1936-2010), il secondo dall’editrice Elvira Sellerio (1936-2010), il terzo dal terrorista Achille Lollo (1951-2021), condannato a 18 anni di reclusione (pena prescritta) per il rogo di Primavalle (16 aprile 1973, persero la vita Virgilio e Stefano Mattei, 22 e 10 anni, figli di Mario, segretario locale del Movimento Sociale Italiano). Seguono: Roberto Peci (1956-1981), fratello minore del terrorista pentito Patrizio, sequestrato e poi assassinato dalle Brigate Rosse; il ciclista Olimpio Bizzi (1916-1976), campione d’Italia 1938 (battendo in volata Gino Bartali); l’imprenditore Guido Alberti (1909-1996), produttore del Liquore Strega, ideatore del premio letterario; il cantante Luciano Tajoli (1920-1996), vincitore del Festival di Sanremo 1961 (Al di là, in coppia con Betty Curtis), il politico Vittorio Badini Confalonieri (1914-1993), lo storico dell’arte Carlo Ludovico Ragghianti (1910-1987), il giornalista Giovanni Battista Angioletti (1896-1961), il politico Calogero Volpe (1910-1976), il commercialista Giacinto Spizzico (1909-1993, noto per aver assunto la presidenza della Mondadori nel 1990, durante la “Guerra di Segrate”), l’arcivescovo Salvatore Cassisa (1921-2015), il poeta Luciano Erba (1922-2010), il politico Angelo Nicosia (1926-1991), il giornalista Stefano Bonilli (1945-2014, fondatore della rivista culinaria Gambero Rosso), lo scrittore Antonio Pennacchi (1950-2021, vincitore con Canale Mussolini del Premio Strega 2010), il filosofo Carlo Antoni (1896-1959), lo scrittore Giuseppe Raimondi (1898-1985), i pittori Leda Mastrocinque (1901-1989) Paolo Garreto (1903-1989) Mario Berrino (1920-2011), i magistrati Giuseppe Borrè (1932-1997) e Vincenzo Carbone (1935-2022), il calciatore Sandro Vitali (1934-2016), il fotografo Claudio Abate (1943-2017).

bottom of page