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2025 italiani del decennio
(501-750, 5 aprile 2026)
501. Arianna FONTANA Sondrio 14 aprile 1990. Pattinatrice di short track • 2020 - • 2021 - • Gia medaglia d’oro sui 500 metri nel 2018 ai Giochi di Pyeongchang, argento nella stessa specialità nel 2014 ai Giochi di Soci e sui 3000 metri nel 2018, bronzo sulla stessa distanza nel 2006 ai Giochi di Torino, nei 500 nel 2010 a Vancouver, nei 1500 e nei 3000 nel 2014, nei 1000 nel 2018, il 5 febbraio 2022 vince ai Giochi di Pechino l’argento con la staffetta 2000 metri mista, il 7 l’oro nei 500, il 16 l’argento nei 1500: a quota 11, diventa l’azzurra con più medaglie olimpiche, sia invernali che estive (battute le 10 di Stefania Belmondo). Guido Santevecchi: «Scesa dal podio, si presenta un’altra Arianna, quella dei rancori e dei veleni nati sul ghiaccio del pattinaggio, quella dei rapporti così tesi con “il sistema federale” che “un atleta italiano ha cercato di farmi cadere mentre ero in allenamento”. Questa Arianna due, con molti conti da saldare, è la moglie di Anthony Lobello, che lei ha voluto come allenatore personale e consigliere. Ed è a causa del loro rapporto sentimental-professionale che da anni la supercampionessa è ai ferri corti con la Federazione sport del ghiaccio. “Ci hanno fatto soffrire, altri quattro anni così non so se li reggo”, dice, tornando a minacciare il ritiro proprio ora che la Nazionale ha bisogno di tutti i suoi eroi per prepararsi alle Olimpiadi di Milano-Cortina del 2026. Piange di rabbia, dice che “il sistema federale ci ha ostacolato in molti modi, ogni giorno ho dovuto farmi forza per alzarmi e tornare ad allenarmi, senza Anthony non ce l’avrei mai fatta”. Dopo Pyeongchang 2018 la pattinatrice di Sondrio ha vissuto da separata (fuori casa) con la Nazionale azzurra: è andata ad allenarsi in Ungheria, ha passato molti mesi in giro per il mondo. Tutto, secondo lei, a causa del mancato riconoscimento del valore tecnico del marito italo-americano, ex atleta di short track diventato il suo punto di ancoraggio psicologico oltre che tecnico» • 2023 - • Il 5 marzo 2024 Tommaso Dotti e Andrea Cassinelli, i due compagni di squadra accusati di averla fatta intenzionalmente cadere durante un allenamento misto uomini e donne, sono assolti dalla giustizia sportiva. In rotta totale con la Federazione e la Nazionale, il ritorno in azzurro per Milano/Cortina pare molto in forse: «È troppo presto, devo metabolizzare, a questo punto non ho idea di cosa farò...» • 2025 -.
502. Bruno TABACCI Quistello 27 agosto 1946. Politico • 2020 - • Il 15 gennaio 2021 Conte punta sui «costruttori» per andare avanti, Enrico Letta commenta: «Con tutto il rispetto, sentire i Tabacci e i Mastella, per loro stessa ammissione, fare telefonate di reclutamento non si può vedere proprio». Il 21 Dai dissidenti di Italia viva ai centristi di Tabacci. Le prove del nuovo gruppo per Conte. Alessandro Trocino: «Il perno centrale di questa formazione potrebbe essere il Centro democratico di Bruno Tabacci. Alla Camera — dove sono necessari almeno 20 deputati per costituire un gruppo — ha già 13 membri. Al Senato non c’è ancora, ma il simbolo potrebbe essere messo a disposizione da Tabacci. L’idea è quella di dare vita a una forza “contiana”, centrista, europeista e antisovranista. La scatola, dunque, si può trovare senza troppa difficoltà, ma poi bisogna trovare il modo di riempirla di contenuto». Il 23 Luca Angelini scrive: «Quando un alleato del premier come Bruno Tabacci, “costruttore” di un embrione di partito centrista, incontra il ministro grillino Luigi Di Maio e poi dichiara: “Serve un governo nuovo, non basta un piccolo rimpasto”, fa capire che i giochi si stanno riaprendo. Passerebbero per le dimissioni e un probabile reincarico a Conte: almeno fino a che il Movimento 5 Stelle e il Pd continueranno a considerarlo l’unico punto di equilibrio». Il 13 febbraio a Palazzo Chigi va Mario Draghi, il primo marzo diventa sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla programmazione e coordinamento economico ed alle politiche spaziali e aerospaziali. A fine marzo, in un articolo dal titolo Hanno cambiato partito 125 deputati e 65 senatori. Come si è trasformato il parlamento in tre anni (e tre governi), Renato Benedetto scrive: «In Senato, ad esempio, per creare un nuovo gruppo serve un simbolo che abbia ottenuto un seggio alle elezioni. E chi ce l’ha può contare su un piccolo tesoro. Italia viva non potrebbe esistere senza Riccardo Nencini, che ha portato in dote ai renziani il simbolo del Psi. Così Bruno Tabacci, con il suo Centro democratico, e Riccardo Merlo, con il Maie: nomi che diventano protagonisti non appena si apre una crisi di governo. Sono infatti queste che hanno generato le scosse principali in Aula». Il 5 agosto lascia la delega allo Spazio e all’Aerospazio dopo le polemiche scatenate dalla notizia che il figlio Simone è stato assunto dall’azienda aerospaziale Leonardo. Lui sostiene che sono solo strumentali: «Ci sono interessi enormi, specie ora che è partita una nuova corsa mondiale allo spazio. Ho tagliato subito certi ponti con il passato e così, da una certa destra, a proprio agio con qualche ambiente dei servizi che non accetta il nuovo corso, è partita la guerra» • A fine luglio 2022, quando mancano due mesi alle elezioni anticipate, si parla de Il Pd e i confini della coalizione. Francesco Verderami spiega che l’idea è «uno schema a quattro punte»: «A Fratoianni di Sinistra italiana è stato proposto di riunire ogni possibile formazione a sinistra; a Tabacci del Centro Democratico è stata assegnata la delega per raccogliere naufraghi grillini e del centrodestra; ai Socialisti è stato suggerito di unirsi ai Verdi o convergere con Fratoianni». Quando l’ex M5S 11. Luigi DI MAIO lancia un nuovo partito, Impegno civico, «Il simbolo lo “presta” il solito Bruno Tabacci, consentendo così a Di Maio di evitare di raccogliere 60 mila firme entro il 20 agosto, impresa improba» (Trocino). Il 25 settembre, candidato alla Camera nel collegio uninominale Lombardia 1 - 07 (Milano: NIL 20 - Loreto) è eletto con il 38,44% dei voti davanti ad Andrea Mandelli del centrodestra (35,38%) e Filippo Campiotti di Azione - Italia Viva (11,47%): è l’unico eletto di Impegno Civico (la lista totalizza lo 0,60%) • 2023 - • A metà dicembre 2024, quando 218. Ernesto Maria RUFFINI si dimette da direttore dell’Agenzia delle entrate, commenta: «Le spiegazioni che ha dato sono convincenti. Sono in commissione Finanze e la distanza di Ruffini dalle politiche fiscali di questo governo è diventata ingestibile, così non era con i precedenti, Renzi, Gentiloni, Conte e Draghi» • 2025 -.
503. Walter VERINI Città di Castello 17 gennaio 1956. Politico • 2020 - • 2021 - • 2022 - • Dal 2008 deputato del Pd, dal 2022 senatore, il 31 gennaio 2023 79. Giovanni DONZELLI, citando il confronto avuto da 115. Alfredo COSPITO «con un boss che lo ha esortato ad andare avanti» nella lotta al 41bis, attacca: «Mentre parlava con i mafiosi il 12 gennaio ha incontrato anche i parlamentari Serracchiani, Verini, Lai e Orlando che andavano a incoraggiarlo». Lui chiarisce: «Prima di tutto, insieme ai colleghi Serracchiani, Orlando e Lai siamo andati da Cospito rispondendo a un appello, non dei Tupamaros, ma di personalità di grande spessore, del calibro di Gherardo Colombo e di don Luigi Ciotti. Un appello lanciato perché era a rischio della vita. Per ragioni umanitarie, quindi. Come parlamentari abbiamo, non il diritto, ma il dovere di far visita ai detenuti che lamentano condizioni del genere». E aggiunge: «Se il suo trasferimento dal carcere di Sassari a quello di Opera, dove c’è una struttura sanitaria in grado di gestire le sue condizioni di salute, fosse avvenuto venti giorni fa e non solo lunedì, il clamore intorno a lui si sarebbe attenuato». Il 15 marzo il Giurì d’onore chiamato a valutare le dichiarazioni di Donzelli stabilisce che pur «politicamente aspre» non intendevano ledere «l’onorabilità» sua, di 171. Debora SERRACCHIANI, 37. Andrea ORLANDO, 2398. Silvio LAI. Il Giurì ricorda anche che «il diritto di accesso agli istituti carcerari costituisce una delle prerogative proprie del mandato parlamentare, un vero e proprio diritto-dovere. [...] Andare a visitare un detenuto non vuol dire condividerne le ragioni o sostenerlo in qualsiasi forma». Quando il centrosinistra rifita di votare la mozione dei partiti di governo sul 25 aprile perché non contiene la parola «antifascismo», a 259. Lucio MALAN che attacca «Dite che non votate la nostra mozione perché non c’è la parola antifascismo. Ma c’è scritto che condanniamo tutti i totalitarismi, quindi anche il fascismo, è la stessa cosa», replica: «Non abbiamo imbarazzo alcuno a ribadire giudizi inequivocabili su tragedie del Novecento. I lager sovietici, i massacri staliniani. Abbiamo ogni anno reso omaggio alle persone massacrate nelle foibe. Ma nel nostro Paese c’è stato un regime fascista. E i comunisti italiani si sono battuti per la libertà. Se oggi tutti noi siamo qui, è perché in Italia ci sono stati la Resistenza antifascista e il 25 aprile» • Capogruppo dem in Antimafia, a inizio marzo 2024, quando si parla di presunti «dossieraggi» a carico di politici, vip, sportivi, manager e imprenditori (tra il 2019 e il 2022 il tenente della Finanza 624. Pasquale STRIANO ha consultato 4.124 segnalazioni di operazioni economiche sospette, elaborato 171 schede di analisi su 1.531 persone fisiche e 74 persone giuridiche, fatto ricerche sul sistema dell’Agenzia delle entrate relative a 1.123 persone e in quello della polizia a 1.947 ) commenta: «Tra i documenti scaricati c’è tutto e il suo contrario, potrebbe essere una P2 dei poveri o qualcosa che attenta alla sicurezza dello Stato» • Il 6 giugno 2025 è a Milano per l’iniziativa «Due popoli, due Stati, un destino» organizzata da Azione e Italia viva, ospiti l’ex ostaggio Aviva Siegel, rapita il 7 ottobre 2023 e poi rilasciata, e il dissidente palestinese Hamza Howidy. A fine ottobre è a Milano, dove l’area moderata del Pd si riunisce sotto lo slogan Crescere (con lui 255. Pina PICIERNO, 224. Graziano DELRIO, 533. Marianna MADIA, 47. Lorenzo GUERINI, 781. Lia QUARTAPELLE, 474. Filippo SENSI, 235. Sandra ZAMPA, 467. Alfredo BAZOLI, 334. Simona MALPEZZI). A inizio dicembre è tra i firmatari della proposta di legge presentata da Delrio per contrastare l’antisemitismo nelle scuole: polemiche perché fa sua la definizione di antisemitismo scritta molti anni fa dall’IHRA (International Holocaust Remembrance Alliance) che qualifica come antisemita molte delle critiche radicali contro lo Stato di Israele.
504. Leonardo Maria DEL VECCHIO Milano 6 maggio 1995. Imprenditore • Figlio del Leonardo fondatore di Luxottica e della seconda moglie 1043. Nicoletta ZAMPILLO, a metà luglio 2023, a Candida Morvillo che gli chiede Che spartiacque è stato, per lei, il 27 giugno 2022, giorno della morte di suo padre? risponde: «Tutti noi della famiglia e, intendo la famiglia allargata all’azienda come la intendeva mio papà, abbiamo perso un padre, c’è chi ha perso un marito, chi un amico, chi un mentore. Io ho avuto la fortuna di stargli vicino sul lavoro anche mentre facevo l’università. Stavo qui tutto il giorno e ho imparato tantissimo da lui e da Francesco Milleri, che oggi è il presidente e amministratore delegato di EssilorLuxottica e il presidente di Delfin. Poi, ovviamente, le ultime settimane prima dell’esame, studiavo. Se mi chiede se c’è un Leonardo Maria del prima e del dopo… La perdita di mio padre era il momento a cui avevo cercato di preparami per tutta la vita, ma quando succede davvero, non è come te lo aspetti. La cosa che è cambiata è che lui non c’è più» • A fine novembre 2024 intervistato da Daniele Manca 740. Francesco MILLERI dice: «Ero in simbiosi con Leonardo Del Vecchio. I suoi otto eredi siano responsabili e capiscano la responsabilità che hanno» • A fine giugno 2025 con la sorella Marisa deposita una causa contro i 4 fratelli che hanno accettato con beneficio di inventario l’eredità del padre (gli 8 eredi hanno quote della Delfin, la holding che esprime un valore di mercato pari a 50 miliardi tra Essilux, Covivio, banche). A metà dicembre il no di Gedi all’acquisto di “la Repubblica” e “La Stampa” non attenua la sua voglia di giornali: attraverso la Lmdv Capital trova un accordo con la Tosinvest della famiglia Angelucci per rilevare il 30% de “Il Giornale” (vedi anche 427. Paolo BERLUSCONI). A Daniela Polizzi che gli chiede Dopo il no di Gedi alla vendita a Lmdv di “La Repubblica”, collocata più a sinistra, perché “Il Giornale”, quotidiano di destra? risponde: «Un anno fa Lmdv Capital ha stanziato gli investimenti per debuttare nell’editoria. Prima è arrivata la cessione di Gedi e intanto si preparava l’operazione su “Il Giornale”. È stata solo una questione di opportunità, non di scelte politiche. Il mio desiderio è costruire un polo italiano dell’informazione, slegato dai colori della politica. No destra o sinistra, per il futuro dei nostri figli e dell’Italia».
505. Enrico GIOVANNINI Roma 6 giugno 1957. Economista • Già presidente dell’Istat dal 2009 al 2013, ministro del lavoro e delle politiche sociali nel governo di 12. Enrico LETTA (2013-2014), ad aprile 2020 è inserito ne La task force con 17 esperti guidata da Vittorio Colao per programmare la ripartenza • Il 13 febbraio 2021 è tra «i tecnici di alto profilo» che diventano ministri nel governo di 4. Mario DRAGHI: a lui toccano infrastrutture e mobilità sostenibili, a 33. Marta CARTABIA la giustizia, a 136. Patrizio BIANCHI l’istruzione, a 990. Maria Cristina MESSA l’università. A inizio agosto propone di assegnare a Italferr (società delle Ferrovie) uno studio di fattibilità del ponte sullo Stretto: costo 50 milioni, tempo di consegna dei risultati primavera 2022, «la Lega storce il naso (così si perde tempo, dicono), il Movimento 5 Stelle anche, per la ragione opposta» (Alessandro Trocino). A metà dicembre (La svolta «verde» sulle auto) fa parte del Comitato interministeriale per la transizione ecologica che fa propria la linea dell’Unione Europea: dal 2035 stop alle immatricolazioni di auto con motore endotermico, siano esse a benzina, diesel o ibride (con lui il ministro dello Sviluppo economico 10. Giancarlo GIORGETTI e quello della Transizione ecologica 58. Roberto CINGOLANI) • Il 10 febbraio 2022 Draghi assicura: «Il ministro Giovannini mi ha dato poco fa una tabella sulla realizzazione delle opere pubbliche e sugli investimenti nelle infrastrutture e le aggiudicazioni dei bandi sono le più alte degli ultimi 20 anni». Il 22 ottobre gli succede 2. Matteo SALVINI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti nel neonato governo di 1. Giorgia MELONI • 2023 - • 2024 - • 2025 -.
506. Giuseppina “Giusi” BARTOLOZZI Gela 18 dicembre 1969. Politica • 2020 - • 2021 - • 2022 - • 2023 - • 2024 - • Eletta alla Camera nel 2018 con Forza Italia, di fatto braccio destro di 23. Carlo NORDIO dall’ottobre 2022, dal 4 aprile 2024 è capo di Gabinetto del ministero della giustizia. Magistrata, prima di arrivare in via Arenula è stata giudice a Palermo e alla Corte d’appello di Roma. Il 9 settembre si viene a sapere che è indagata per informazioni qualificate come mendaci che ha fornito alla Procura il 31 marzo sul rimpatrio del generale Najeem Osama Almasri, il 21 gennaio portato in Libia su un volo di Stato italiano nonostante la Corte penale internazionale avesse emesso nei suoi confronti un mandato d’arresto per crimini contro l’umanità e di guerra commessi dal febbraio 2015 in poi (dirige con metodi spietati le famigerate prigioni di Tripoli). Giovanni Bianconi spiega che avrebbe mentito: quando ha sostenuto di non avere sottoposto a Nordio la bozza di provvedimento preparata dal Dipartimento affari di giustizia che avrebbe consentito di convalidare l’arresto ed evitare la scarcerazione; quando ha detto di non aver fornito «al ministro, che le aveva prospettato la necessità di studiare le carte, un elemento tecnico da valutare e tenere in considerazione ai fini della decisione da assumere»; quando ha detto di non sapere che c’era un limite di tempo entro cui Nordio doveva esprimersi sull’arresto, pena la scarcerazione; quando ha affermato di non aver mai discusso come sarebbe avvenuto il rimpatrio, fatto poi con un aereo di Stato a disposizione dei servizi segreti. Inchiesta subito sospesa, si parla di uno scudo della maggioranza per proteggerla. Gianluca Mercuri: «Il centrodestra sembra orientato a sollevare un conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale. L’obiettivo è far considerare il reato contestato a Bartolozzi “in concorso” e non solo “connesso” con quelli contestati ai ministri, perché così anche lei potrebbe essere giudicata dal Tribunale dei ministri e anche per lei si potrebbe negare l’autorizzazione a procedere».
507. Francesco ACERBI Vizzolo Predabissi 10 febbraio 1988. Calciatore • Dal 2018 alla Lazio, il 29 febbraio 2020 è costretto a saltare la sfida dell’Olimpico con il Bologna che, vinta 2-0, porta i biancocelesti in testa alla classifica. Il 9 marzo la Juventus batte a porte chiuse l’Inter ed effettua il controsorpasso, il giorno seguente la Figc sospende sine die tutti i campionati per la pandemia di Covid-19, il 2 agosto chiude il campionato al quarto posto • In campo a Roma il 16 giugno 2021 contro la Svizzera (sostituendo l’infortunato 345. Giorgio CHIELLINI), il 20 contro il Galles (sostituendo al 46’ 397. Leonardo BONUCCI), il 26 a Londra nella sfida valida per gli ottavi di finale vinta ai supplementari contro l’Austria (titolare, gioca tutti i 120 minuti), l’11 luglio a Wembley, vittoria ai rigori contro l’Inghilterra, si laurea (sebbene senza scendere in campo) campione d’Europa • 2022 - • Dal primo settembre 2022 in prestito all’Inter, il 18 gennaio 2023 vince a Riad la Supercoppa (3-0 al Milan), il 24 maggio vince a Roma la sua seconda Coppa Italia (2-1 alla Fiorentina, la prima l’aveva vinta con la Lazio nel 2019), il 10 giugno gioca da titolare la finale di Champions League persa a Istanbul col Manchester City. Paolo Tomaselli gli dà un 7 in pagella: «Si porta comunque a casa lo scalpo più ambito, quello di Haaland: gli concede poco o nulla la profondità, in collaborazione con tutta la truppa. La deviazione sul cross di Bernardo diventa l’assist per il gol di Rodri. Ma la sua resta una prestazione super». Il 7 luglio i nerazzurri lo riscattano • A metà marzo 2024 il difensore del Napoli Juan Jesus lo accusa: «Mi ha detto “vai via nero, sei solo un ne...”. In seguito alla mia protesta con l’arbitro ha ammesso di aver sbagliato e mi ha chiesto scusa». Lui replica «Non ho mai detto nessuna frase razzista, è lui che ha frainteso» ma è costretto al lasciare il ritiro della Nazionale in partenza per gli Usa. «Vai via nero, sei solo un negro» la frase secondo l’accusa, «ti faccio nero» secondo la difesa, mancando prove certe evita la squalifica. Gianluca Mercuri: «Servivano riscontri certi, afferma il giudice. Ha una logica — altrimenti chiunque potrebbe fare squalificare chiunque — ma è una logica inaugurata ad personam. Milanisti e juventini, ricordando casi come la patente di Recoba e le telefonate di Calciopoli, ironizzano: “Ad squadram”. In realtà, l’Inter era pronta a licenziare Acerbi e non è affatto contenta di vedere la sua immagine associata a un caso di razzismo. Juan Jesus ha commentato postando la foto di Tommie Smith e John Carlos sul podio olimpico di Città del Messico nel 1968. Quella con il pugno chiuso, divenuta simbolo della lotta al razzismo». Massimo Gramellini (Sentenza di non condanna) commenta: «Per la giustizia sportiva Francesco Acerbi è innocente perché non esistono prove che abbia dato del “negro” a Juan Jesus, tranne una: la testimonianza dell’offeso. Eppure, a meno di non voler considerare Juan Jesus un mitomane (nel qual caso da condannare sarebbe stato lui), Acerbi deve avere pur detto qualcosa. E riesce difficile credere che questo qualcosa sia la frase che lo stesso Acerbi ha lasciato trapelare: “Ti faccio nero”. Ma quale giovane del 2024 dice ancora “Ti faccio nero”? A un nero, poi. Neanche in un oratorio gestito dalle Orsoline. Però è indubbio che, per poter emettere una sentenza di condanna, il giudice aveva bisogno di prove oggettive. Pensate che cosa sarebbe successo, se Acerbi fosse stato condannato sulla base della sola parola di Juan Jesus. Si sarebbe trattato di un precedente pericoloso, che da domani avrebbe consentito a chiunque di rovinare la carriera di un rivale seppellendolo sotto il peso di un’accusa infamante, anche se non supportata né da un audio né da un testimone. La giustizia è costretta a conoscere ragioni che la ragione, intesa come buon senso, non conosce. Perciò, mentre la ragione dà ragione a Juan Jesus, la giustizia deve darla ad Acerbi. Più difficile, invece, dare ragione a sua moglie, che con il commento social “Adesso sciacquatevi la bocca” ha commesso lo stesso errore di quei politici che sbandierano una sentenza di non condanna come se si trattasse di un’assoluzione». Il 22 maggio apre le marcature nel derby: la vittoria vale il suo primo scudetto (il 20° per l’Inter, che cuce sulla maglia la seconda stella) • Il 6 maggio 2025, ritorno della semifinale di Champions League col Barcellona, segna al 93’ il gol del 3-3 che vale i tempi supplementari (poi sarà 827. Davide FRATTESI a segnare il gol che vale la finale). Stavolta Gramellini lo celebra (Quelli che erano usciti): «Quanti saranno stati: cento, mille, cinquemila? All’intervallo si sentivano già in finale con il cuore e con la testa, poi il Barcellona aveva macinato la sua remuntada, l’Inter sembrava sulle gambe, era pure uscito Lautaro e Acerbi si era messo a fare il centravanti. Addio sogni di gloria e domattina tocca pure alzarsi presto per andare a scuola o in ufficio a beccarsi gli sfottò dei milanisti. Tanto vale lasciare San Siro un attimo prima della fine, per evitare almeno il mesto ingorgo della ritirata. E invece succede che Acerbi si trasformi in un clone di Altobelli e segni il più epico dei 3 a 3. Il boato dello stadio sorprende i fuggitivi sulle scale o addirittura nel piazzale. Innestano la retromarcia, ma “maschere” inflessibili, ligie custodi delle regole o semplicemente non così appassionate di calcio da capire che dolore stanno infliggendo, impediscono a chi era uscito di rientrare. E i tifosi, dopo tutto quel che hanno speso in risorse economiche ed emotive, sono costretti a origliare il 4 a 3 di Frattesi come in un podcast. Li capisco. Quante volte me ne sono andato da un luogo o da una relazione sul più bello, pensando fosse diventato brutto, per smettere di soffrire o perché mi ero stufato di sperare. Certo, nella vita non capita quasi mai che Acerbi segni al novantatreesimo contro il Barcellona. Ma sono abbastanza sicuro che nessuno di quei tifosi lascerà più lo stadio o qualunque altra cosa un attimo prima della fine. Perché adesso sanno che ogni tanto capita». Il 31 maggio a Monaco di Baviera arriva contro il Paris Saint Germain un’umiliante sconfitta per 5-0. Stavolta Tomaselli gli dà, come a tutti i compagni di reparto, un 4 in pagella: «Le scarpe sono quelle col buco, portafortuna col Barcellona. Ma il mito del difensore invincibile non inizia nemmeno: l’Inter è una voragine, tutta la retroguardia è portata a spasso e lui non sa a chi appendersi. Disperato».
508. RENATO ZERO - Renato FIACCHINI Roma 30 settembre 1950. Cantautore • Il 30 settembre 2020 compie 70 anni. Aldo Cazzullo (Buon compleanno a Renato Zero che scandalizzò l’Italia) scrive: «A 15 anni Renato Zero ballava una sera per Jimi Hendrix e un’altra per Rita Pavone. A 20 era il fidanzato di Enrica Bonaccorti. A 25 sconvolgeva l’Italia molto cattolica e molto comunista di metà anni Settanta travestendosi e cantando Mi vendo e Il triangolo no. Ha amato ed è stato amato da generazioni di italiani. Lo intervistai dieci anni fa, in questi stessi giorni, per un altro compleanno a cifra tonda. Mi raccontò del padre poliziotto, con cui abitava in un grande condominio della periferia romana, alla Montagnola, con 163 famiglie di poliziotti. Renato usciva di casa in jeans e camicia, con i trucchi e i costumi in una borsa, e si cambiava negli androni: nel primo il boa di struzzo, nel secondo la stivalata, nel terzo gli strass. I colleghi di papà l’avevano puntato. Così finiva sempre al commissariato di Campo Marzio, dove il padre lavorava. Lo apostrofavano: “Non ti vergogni con un figlio così?”. Lui ogni volta lo andava a prendere: “Renatì, nnamo a casa”. Sua mamma, infermiera, di cognome faceva Pica: come Claudio Villa, che si era convinto di essere suo parente. Così il reuccio invitò la giovane star con la madre sulla sua barca, a Viareggio. “Arriviamo al porto e vediamo una sfilza di barche di ricchi, una più bella dell’altra, ma non quella di Claudio Villa. Facciamo per andarcene, quando notiamo l’unica barca con tutti i panni stesi ad asciugare. Dissi: ‘A mà, me sa che l’avemo trovato…’”. Di Mario Tronti, l’ideologo dell’operaismo, è parente sul serio. “Lo ricordo ragazzo in una stanza piena di libri. I suoi genitori avevano il banco ai mercati generali. Per me il Partito comunista era questo: un padre che torna a casa stanco dal lavoro, mette in tavola un pane, un bicchiere di vino e un fiasco d’olio, e con quel che ha risparmiato compra un libro a suo figlio. Oggi questi c’hanno la barca pure loro, e l’ossessione per la poltrona”» • A settembre 2021, quando aumentano le voci che chiedono per il mondo dello spettacolo la capienza al 100 per cento e l’abolizione del distanziamento, fioccano le sottoscrizioni «con star come Renato Zero, Zucchero ed Emma» • A inizio ottobre 2022, al lettore Filippo Donni che gli chiede «non le pare da condannare e da stigmatizzare che alcuni artisti (come Renato Zero) abbiano insultato gli elettori della Meloni?», Cazzullo risponde (Difesa di Renato Zero nell’Italia indifferente): «Insultare non va bene, ma esprimersi sì. E la libertà d’espressione degli artisti è sacra. Mettere alla berlina gli artisti che non si allineano è ingeneroso. Così come Laura Pausini ha diritto di non cantare Bella ciao e Eros Ramazzotti ha diritto di difenderla, allo stesso modo Renato Zero o Damiano dei Maneskin hanno diritto di chiamarsi fuori. Certo ci vuole più coraggio a criticare il vincitore piuttosto che a correre in suo soccorso. La versione per cui la Pausini eroicamente canta fuori dal coro è debole. È vero il contrario. Alla grande maggioranza degli italiani di fascismo e antifascismo non importa nulla. Non sanno e non vogliono sapere quale tragedia sia stato il regime di Mussolini. [...] La verità è che gli antifascisti hanno perso: non le elezioni (che si giocavano invece sul crinale sovranismo-europeismo), ma la battaglia della memoria storica. Si potrebbe cantare La solitudine con Laura Pausini; o meglio ancora Amico con Renato Zero, che è una canzone meravigliosa» • 2023 - • A metà maggio 2024, quando il generale 45. Roberto VANNACCI definisce «nauseante» il Nemo vincitore dell’Eurovision, «e non per la qualità della voce, ma a causa di quelle unghie smaltate e di quei movimenti così poco marziali», Massimo Gramellini commenta che «Ai meno giovani Vannacci ricorda il generale Damigiani, che però era un personaggio di Alto gradimento, non un candidato alle Europee, e comunque non si sarebbe mai sognato di definire “nauseante” il Nemo di allora, Renato Zero» • A fine ottobre 2025, intervistato da Giovanna Cavalli e dal solito Cazzullo, alla domanda È ancora di sinistra? Cosa vota? risponde «Non voto. Mi presenterei senza fiducia, preferisco stare a casa. Rimpiango gli anni ’60 e ’70, quando si rubava di meno e i politici avevano tre lauree. Gente che sapeva di dover difendere gli operai, le classi disagiate». Che le pare di Elly Schlein? «Mah». Non è la leader giusta? «Io vedo il quotidiano. L’assetto attuale del Paese. Con un sud che è ancora escluso e un nord che fatica a ripartire la proprie ricchezze in parti uguali». E la Meloni? «I meloni mi piacciono solo con il prosciutto».
509. Adriano CELENTANO Milano 6 gennaio 1938. Showman • 2020 - • Il 2 marzo 2021, prima serata del Festival di Sanremo, si dice che Zlatan Ibrahimovic, l’ospite più atteso, è stato «celentanesco». Renato Franco e Andrea Laffranchi (che nelle loro pagelle gli danno 7,5): «Celentaneggia tra culto della personalità e fede in se stesso. Le pause, il volto da sfinge sempre incazzata, il sorriso perennemente beffardo» • A inizio febbraio 2022 è di nuovo tempo di Festival di Sanremo. Vista l’ospite Ornella Muti, Aldo Grasso commenta: «Ma perché nella galleria di attori che hanno lavorato con lei non c’era Celentano, con cui ha girato i suoi film più famosi? Mistero» • Il 17 gennaio 2023 muore il coreografo Gino Landi (all’anagrafe Luigino Gregori). Per capire chi era, Grasso consiglia di andare su RaiPlay o YouTube per vedere il Prisencolinensinanciusol con Raffaella Carrà (frammento tratto dal varietà del sabato sera Milleluci), «resterete, ne sono sicuro, a bocca aperta»: «Com’è noto, Prisencolinensinanciusol è un brano del 1972 di Celentano molto ritmato scritto in un finto inglese o, meglio, in una lingua inventata, una sorta di grammelot, un inno, secondo alcuni, contro le convenzioni, anche musicali. La coreografia inventata da Gino Landi attraverso un gioco di specchi, diretta da Antonello Falqui e interpretata da Carrà e Celentano, ritrae uno dei momenti più alti del varietà della tv italiana, da far invidia a Broadway. Tant’è vero che nel 2016 Roberto Bolle ha sentito anche lui il bisogno di interpretare mirabilmente una versione di Prisencolinensinanciusol, remixata da Benny Benassi e cantata da Mina e Celentano (anche questo video lo trovate su YouTube)». Quando viene la settimana del Festival di Sanremo, sembra sia impossibile non parlare di lui. Stavolta il pretesto è il discorso del presidente ucraino Volodymyr Zelensky che, si dice, «parlerà anche al cuore dei russi». Maria Serena Natale: «Ai tempi dell’Urss rimpianta da Vladimir Putin la musica occidentale ammessa oltrecortina veniva da qui, riviere fiorite e dolce vita. Era l’Italia, il mare, libertà. E oggi, per generazioni di nostalgici nell’immenso spazio post-sovietico, il ricordo degli anni più belli. Già nei Settanta, tra cassette pirata e dischi con il monosolco impresso sulle lastre radiografiche contrabbandati al mercato nero, Adriano Celentano era un sogno proibito (dal Komsomol, l’Unione dei giovani del Partito comunista). Ventiquattromila baci è il refrain del film premiato a Venezia come migliore opera prima nel 1981» (Ti ricordi di Dolly Bell? di Emir Kusturica). Il 22 agosto, nel messaggio d’addio a Toto Cutugno, confida un suo rimpianto: «Ricordo che eravamo in macchina... una Cinquecento credo, e tu insistevi perché io incidessi L’Italiano. Una superbomba appena ultimata la notte prima che ci vedessimo. Non ho dormito tutta la notte — mi dicesti —pensando al successo che faremo, tu come interprete, e io come autore. Il brano era davvero forte!!! Ma ciò che più di tutto mi frenava era proprio la frase più importante: “Io sono un italiano vero”. Una frase oltretutto insostituibile, in quanto è proprio su questa che si regge l’intera impalcatura di quella grande opera. E io sentirmi pronunciare: “Sono un italiano vero” mi sembrava di volermi innalzare. Lui non credeva alle sue orecchie: “Ma non capisci che è proprio questo il punto, io l’ho scritta pensando a te, perché tu sei davvero un italiano vero”. “Si lo so — gli dissi io — però non mi va di dirlo io…”. Non sempre, ma a volte la troppa scrupolosità si può trasformare in una cazzata mondiale. Nonostante tu l’abbia cantata come l’avrei cantata io, oggi, se la dovessi ricantare la canterei esattamente come l’hai cantata tu!» • A ottobre 2024 spiazza e incuriosisce la sua spiegazione all’(ex?) amico Teo Teocoli: «Non ti rispondo più al telefono perché ti voglio bene». Massimo Gramellini (Perdere un amico): «Roberto Saviano si è messo nei panni di Celentano, analizzando le ragioni che ci spingono a lasciar appassire certe amicizie, non necessariamente per egoismo, rancore o maleducazione, ma, ad esempio, per tutelare l’altro dalle nostre paturnie» • 2025 - •
510. Marcello VIOLA Caltanissetta 10 febbraio 1957. Magistrato • 2020 - • Dal 2016 procuratore generale di Firenze, il 22 dicembre 2021 268. Francesco LO VOI lo batte nella votazione per eleggere il capo della Procura di Roma ottenendo 19 voti su 25 contro i suoi 2. Giovanni Bianconi commenta che nel plenum «sono tornati a risuonare gli echi delle trame dell’hotel Champagne, quando nel maggio 2019 alcuni consiglieri concordavano strategie assieme all’ex componente del Csm Luca Palamara e ai deputati Cosimo Ferri e Luca Lotti (quest’ultimo imputato proprio davanti alla Procura di Roma) per la successione all’ex procuratore Giuseppe Pignatone, appena andato in pensione. Anche allora erano in corsa Lo Voi e Viola, il procuratore generale di Firenze individuato da Ferri e Palamara per realizzare la “discontinuità” con la gestione Pignatone e dare via libera alla successiva nomina dello stesso Palamara a procuratore aggiunto. Un “patto” siglato fuori dal Csm e svelato dal trojan che aveva trasformato il telefonino dell’ex magistrato in una microspia, con relative dimissioni dei consiglieri coinvolti e successiva radiazione di Palamara dall’ordine giudiziario. Alla diffusione di quelle intercettazioni seguirono l’annullamento delle procedure portate avanti fino a quel momento (prevalenza di Viola in commissione incarichi direttivi), una nuova trattazione della pratica e la nomina del procuratore aggiunto Michele Prestipino, sancita a marzo 2020. Annullata però dal Tar e dal Consiglio di Stato che hanno accolto i ricorsi di Lo Voi e Viola, ritenendo che un procuratore aggiunto non possa superare un procuratore o un procuratore generale. Le sentenze della giustizia amministrativa hanno di fatto costretto il Csm a una nuova scelta tra i due candidati sconfitti all’epoca, e ieri il Consiglio ha scelto Lo Voi». A suo favore si sono pronunciati i due consiglieri ormai separati dalla corrente di Autonomia e indipendenza nelle cui file furono eletti, 1021. Sebastiano ARDITA e 449. Nino DI MATTEO che lo definisce «la vittima principale, ingiustamente penalizzata» dello scandalo esploso con le intercettazioni dell’hotel Champagne, non essendo emerso alcun ruolo nelle manovre extra-consiliari • Sostenuto da Magistratura indipendente e da Ardita, il 7 aprile 2022 diventa procuratore della Repubblica di Milano, 13 voti contro i 6 per il procuratore aggiunto di Milano Maurizio Romanelli e i 3 per il procuratore di Bologna Giuseppe Amato: è la prima volta dopo quarant’anni che viene scelto un capo da fuori. Lui commenta: «Sono onorato e ringrazio il Csm per questa nomina così importante. È una nomina che mi responsabilizza molto e sono consapevole del fatto che guidare la Procura di Milano sia un incarico particolarmente delicato. Ma metterò il massimo impegno nello svolgere il ruolo direttivo che mi è stato assegnato come ho sempre fatto». In magistratura dal 1981, già pm a Palermo e procuratore a Trapani, prende il posto di 541. Francesco GRECO (1951), andato in pensione a novembre • A fine ottobre 2023 per il gip 878. Tommaso PERNA l’esistenza di una «super mafia», ossia di un organismo mafioso unico a Milano, non è dimostrata. Luca Angelini: «Dopo quasi tre anni d’indagini dei carabinieri di Milano e Varese, la procura era convinta di aver provato la presenza di una mafia “confederata” in terra lombarda con ’ndrangheta, camorra e Cosa nostra sedute allo stesso tavolo, nelle stesse compagini societarie, che condividono affari — ecobonus e fondi Covid alle imprese — e mettono in Rete i contatti bancari, finanziari e nel mondo delle professioni. Ma delle 153 richieste di misure cautelari, il gip ne ha accolte soltanto 11, parlando di “grave carenza di indizi” e di elementi ”eccessivamente scarni riguardo al sodalizio”». Col pm Alessandra Cerreti e l’aggiunto a capo della Dda Alessandra Dolci presenta ricorso al Riesame • A fine gennaio 2024, intervistato da Giuseppe Guastella dichiara: «A Milano servono più magistrati per combattere la violenza sulle donne. Bisogna inoltre aumentare la vigilanza sull’incrocio tra criminalità economica e alcune presenze in città della criminalità organizzata» • A metà giugno 2025 lancia «accuse terribili» al cosidetto modello Milano: ha senz’altro proiettato la città su una scala internazionale ragguardevole, ma ha spacciato per sviluppo avanguardistico quello che alla fine è un fenomeno «di incontrollata espansione edilizia che ha assunto dimensioni di rilievo notevolissimo».
511. Fabio ROIA Milano 29 maggio 1960. Magistrato • Il 30 maggio 2020, Minacce, mance sottratte, punizioni: Uber commissariata per caporalato, Luigi Ferrarella scrive che «a fare questa bonifica aziendale — da ieri e per un anno — saranno i giudici Roia-Tallarida-Pontani della Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Milano, che ne hanno disposto l’“amministrazione giudiziaria” per affiancare (senza per ora spossessare) la proprietà» • 2021 - • Presidente vicario del tribunale di Milano, a metà giugno 2022 Giusi Fasano lo mette «fra i più preparati magistrati italiani sul tema della violenza di genere»: «Si occupò per la prima volta di violenza domestica nel lontano 1991, da giovane pubblico ministero. Ogni tanto racconta di quell’imputato italiano che gli disse: “Signor giudice io non lo sapevo che picchiare la moglie fosse un reato!”. Non stava mentendo, quell’uomo. Aveva davvero la concezione proprietaria nei confronti della donna che aveva sposato: lei è mia e io ne faccio quello che voglio, compreso picchiarla se non fa cosa e come dico io». Lui spiega: «Mi sento di dire che oggi una donna che decide unilateralmente di abbandonare una relazione di coppia è in una potenziale situazione di pericolo di vita. Mi rendo conto che una frase del genere ha un effetto molto forte ma è una considerazione che va fatta con chi è vicino a quella donna in quel momento. Tutti: dalle amiche ai parenti, dall’avvocato al sistema giustizia. Le leggi ci sono, sono le competenze che vanno migliorate» • A inizio giugno 2023 spiega ad Elisa Messina: «Quando si parla di prevenire la violenza sulle donne si commette spesso l’errore di pensare a come aiutarle a difendersi. Ribaltiamo il messaggio: facciamo capire agli uomini che non devono aggredire e insultare le donne, che devono rispettare la loro autonomia, la bellezza della loro diversità e accettare la possibilità che i legami vengano interrotti anche in modo unilaterale. [...] Nel nostro contesto culturale è ancora incrostata l’idea che la donna sia qualcosa di mia proprietà di cui posso disfarmi. [...] I dati purtroppo dicono che la cultura maschilista non si è attenuata con il passaggio generazionale: la fascia di età di chi commette questi reati va dai 18 ai 35 anni. Quindi anche ai giovani viene trasmesso il messaggio del predominio maschile sulla donna [...] Quello che manca, non mi stanco di ripeterlo, è il cambiamento culturale: dovremmo indignarci di più per queste tragedie e invece siamo come assuefatti» • Il 12 febbraio 2024 diventa presidente del Tribunale di Milano: «Prima dei ringraziamenti ha chiesto una “deroga”. E nel porgere pubblicamente le “scuse” alla moglie, che ha rinunciato a guidare una sezione civile per consentire a lui di diventare presidente del Tribunale (passerà in Corte d’Appello), ha sollevato un tema che gli sta a cuore: “Emerge sempre la questione di genere con la donna che deve arretrare per fare spazio all’uomo”». Poi aggiunge: «Da parte mia il desiderio e l’impegno che in un momento davvero prossimo si possa dire e fare il contrario, attraverso la creazione di una effettiva parità di chance fra donna e uomo in tutte le articolazioni della società, con l’uomo che rinunci senza frustrazioni a favore della donna». La moglie Adriana CASSANO CICUTO (Milano 12 aprile 1959) racconta a Ferrarella: «Quando mi ha fatto leggere l’intervento che voleva fare la frase sulle scuse c’era già, per carità, però arrivava alla fine. Allora gli ho detto: “Senti, caruccio, mi sa che la devi mettere all’inizio, visto che io sono la tua condizione di procedibilità…”». Non è la prima volta che, tra i due insieme da 35 anni, è lei a frenare per lui: «Nel 2001 quando si impegnò nel comitato direttivo dell’Anm a Roma eravamo entrambi pm a Milano, mi piaceva molto farlo ma, con due figlie piccole e i turni di notte e nei fine settimana, finii per cercare una funzione più gestibile». Nella coppia avevate stabilito che l’altro si sarebbe professionalmente sacrificato per il partner più in carriera? «Ma in quale film io avrei mai potuto dire a Fabio di rinunciare?», «è sempre stato indubbio che lui avesse le capacità e le sensibilità, riconosciute per prima da me, per questo tipo di incarichi. Io non vi ho mai davvero ambìto: un po’ perché mi piace di più fare il giudice di udienza, e un po’ perché temevo creasse tensioni familiari». In che senso? «Necessariamente uno dei due sarebbe rimasto scontento, e di più avrebbe sofferto lui». Non teme d’aver già introiettato un approccio rinunciatario? «Per me non è stata una rinuncia ma una scelta consapevole: il lavoro è importantissimo, ma prima di tutto per me è sempre venuta la mia famiglia, l’ho fortemente voluta, ho avuto in dono di incontrare Fabio, si merita tutto il supporto che gli ho dato e, tornando indietro, rifarei lo stesso. Anche se a volte, per scherzo, glielo faccio pesare…» • A fine novembre 2025, intervenendo alla Giornata contro la violenza sulle donne de la 27Ora del Corriere propone un’Authority autonoma, lontana dai condizionamenti politici, per gestire tutto ciò che riguarda la violenza di genere. Negli stessi giorni la legge che introduce la necessità del «consenso libero e attuale» in materia di violenza sessuale subisce in Commissione al Senato lo stop della Lega. La ministra 130. Eugenia ROCCELLA argomenta che la nuova formulazione, prevedendo la necessità del «consenso libero e attuale» per un atto sessuale, non comporterebbe più l’obbligo per l’accusa di provare che ci sia stata davvero violenza sessuale ma, al contrario, farebbe sì che dovrebbe essere l’accusato a dover provare l’esistenza del consenso. Lui precisa: «Non è esatto sostenere che introducendo il consenso libero e attuale si inverte l’onere della prova, come dicono alcuni. È una suggestione, oltre che un errore. Dal punto di vista processuale e giuridico non cambierebbe assolutamente nulla. Verrebbe ampliato il concetto di consenso ma sarebbe sempre il pubblico ministero a dover verificare se quel consenso c’è stato oppure no, tenendo presente che la denuncia comporta una assunzione di responsabilità. Se denunci il falso commetti il reato grave di calunnia. Per chiarire fino in fondo: non è che all’improvviso una donna denuncia e quello che dice diventa automaticamente sufficiente per una condanna».
512. Giovanni CARAVELLI Frisa 18 marzo 1961. Generale • Già vice direttore dall’agosto 2014, il 16 maggio 2020 diventa direttore dell’Agenzia informazioni e sicurezza esterna (Aise) • A metà maggio 2021, quando 4. Mario DRAGHI nomina l’ambasciatrice 206. Elisabetta BELLONI a capo del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (Dis), al posto del prefetto Gennaro Vecchione, lui è confermato • 2022 - • Il 28 marzo 2023 presenta la relazione annuale sull’attività dell’intelligence insieme a Belloni, al sottosegretario con delega ai servizi 51. Alfredo MANTOVANO, al presidente dell’Aisi Mario Parente, accanto al presidente del Copasir 47. Lorenzo GUERINI (segnalano un «marcato aumento dei flussi irregolari», la minaccia anarchica «è concreta e vitale») • A gennaio 2024 il ministro della difesa 17. Guido CROSETTO incontrando il procuratore di Perugia 371. Raffaele CANTONE critica i servizi segreti, dicendo di avere rapporti «non particolarmente buoni con l’Aise» (lamenta le «mancate informazioni che avrebbero potuto anche creare problemi alla sicurezza nazionale»). A novembre, quando il colloquio diventa pubblico, Mantovano gli assicura pubblicamente piena fiducia • A inizio gennaio 2025, quando Belloni si dimette dal vertice dei servizi segreti, Marco Galluzzo scrive che il caso di 790. Cecilia SALA «è stata forse la goccia che ha fatto traboccare il vaso»: dal primo istante dell’arresto della nostra connazionale, Belloni è stata tenuta fuori dal dossier, accentrato su Palazzo Chigi e da lui gestito in prima battuta. A metà febbraio, visto che la premier 1. Giorgia MELONI non ritiene opportuno esporsi in prima persona, è lui a rispondere per due ore alle domande dei parlamentari del Copasir sul caso di spionaggio con il software della società israeliana Paragon.
513. Ernesto GALLI DELLA LOGGIA Roma 18 luglio 1942. Storico • A fine dicembre 2020 Gianantonio Stella (Il caso Regeni, uno schiaffo agli italiani che resero l’Egitto uno Stato moderno) scrive che «“Uno Stato serio non si lascia trattare così”, ha accusato Giuliano Ferrara. “Non si lascia trattare così”, ha insistito parola per parola Ernesto Galli della Loggia» • Il 2 luglio 2021 1. Giorgia MELONI scrive al direttore del Corriere della Sera: «I suoi editorialisti di punta invitano a riflettere sulla “lezione” che offrono le ultime elezioni regionali francesi [...] Ci sarebbe piaciuto leggere qualche analisi a riguardo. Invece ci siamo ritrovati l’ennesimo articolo che ci parla di fascismo, questa volta a firma di Ernesto Galli della Loggia» • A metà marzo 2022 Andrea Carandini ricorda: «Ernesto Galli della Loggia ed io avanzammo su questo giornale (il 21 febbraio 2011) la proposta del Museo dell’Italia al Quirinale». A fine mese, sentito 2. Matteo SALVINI che ha detto «Quando si parla di armi fatico ad applaudire», intervenendo a Zapping su Radio1 commenta: «Le solite chiacchiere demagogiche cui Salvini ci ha abituati». A fine ottobre, quando Gianna Fregonara chiede al ministro dell’istruzione 60. Giuseppe VALDITARA Perché avete cambiato nome al ministero, aggiungendo il sostantivo merito? ottiene in risposta: «Come ha scritto sul Corriere Ernesto Galli Della Loggia, “non è una scuola dell’eguaglianza perché non è una scuola del merito”. Parte da questa consapevolezza la sfida del merito, che dà sostanza alla parola Istruzione» • Il 23 maggio 2023 scrive in «un editoriale di quelli che restano» (Gianluca Mercuri): «La verità è che, a dispetto di ogni infingimento, di ogni cautela sulla carta, il progetto di legge Calderoli costituisce un formidabile colpo di piccone contro ciò che ancora sopravvive del nostro Stato e dell’unità della nazione. E a questo proposito è difficile non riflettere amaramente sul paradosso di un sistema politico che fa sì che ciò avvenga proprio con un governo guidato da chi da sempre ha fatto dell’uno e dell’altra il cuore della propria identità» • 2024 - • A metà gennaio 2025 è citato tra i membri di una commissione di esperti incaricata da Valditara le cui indicazioni sono così riassunto da Fregonara: «Torna il latino alle medie, anche se non sarà obbligatorio. E tornano le poesie: da imparare a memoria come filastrocche. E poi la storia: gli alunni delle scuole italiane dovranno concentrarsi fin dalle elementari sui popoli italici, sulle origini e le vicende dell’Antica Grecia e di Roma, sui primi secoli del Cristianesimo. In un secondo momento sull’Europa e sull’America: sulla storia dell’Occidente insomma».
514. Giuseppe DE RITA Roma 27 luglio 1932. Sociologo • Nel 1964 tra i fondatori del Censis (Centro Studi Investimenti Sociali), dal 1989 al 2000 presidente del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, il primo luglio 2020 Dario Di Vico (Il rapporto Censis: scuola, sanità e consumi, è dal basso che viene la ripresa) scrive: «Il Censis sostiene che “è soprattutto sul ritorno della voglia di consumare che si giocano le chance di ripresa”. È stato così nel primo Miracolo economico e negli anni ’80 e per riattivare una dinamica analoga la ricetta di De Rita è incentivare/promuovere “un virtuoso mix di contesto positivo e di soggettivismo improntato alla gioia di vivere”, la micro-felicità e il micro-benessere che sommati generano vantaggi per tutti. È un errore, dunque, demonizzare shopping e movida perché bisogna scacciare la biopaura da contagio e il terrore del crollo economico». A fine novembre Andrea Ducci (Il Censis avverte: italiani più poveri. Cinque milioni senza pasti regolari «decenti») sottolinea: «Un anno fa nel mese di dicembre un nucleo familiare a basso reddito poteva contare su un reddito disponibile di circa 900 euro, oggi quel valore, secondo l’istituto presieduto da Giuseppe De Rita, è ormai ridotto di un terzo, ossia 600 euro» • A fine gennaio 2021 Goffredo Buccini (L’opzione centrista in una società bloccata e impaurita che cerca stabilità) segnala: «Massimiliano Valerii del Censis spiegava che la globalizzazione, “presentata come la tavola imbandita cui tutti avremmo potuto accomodarci”, ha lasciato indietro deboli e vulnerabili, producendo forgotten men in America ma anche muri, barriere e fili spinati in Europa. Una stagione gelata, peggiorata dal Covid-19, per noi più fredda che per altri. Borghesia o ceto medio che lo si voglia chiamare (per De Rita non sono sinonimi, solo la prima avendo coscienza di sé), questo pezzo di Italia non ha abbandonato le posizioni moderate per improvviso ribellismo, ma per paura e disperazione» • A fine dicembre 2022, intervistato da Massimo Franco spiega: «Tutti noi che parliamo di società italiana, dimentichiamo che l’Italia è come un bambino tra gli otto e gli undici anni. Vive nella fase che Sigmund Freud chiamava stato di latenza. Ha ossa, carne, cervello, ma non è ancora formato dall’adolescenza, né sfidato dal futuro. E dunque è come sospeso». Quindi vaticina: «Che succederà all’Italia nel 2023? Secondo me quasi niente. Siamo un Paese mediocre con un governo mediocre, anche se mi pare che Giorgia Meloni stia studiando per imparare i meccanismi del sistema. Sa, la mediocrità non è soltanto un male...» • A fine settembre 2023 commentando la manovra economica dice che «Non si vede ancora un’idea di futuro». Quindi accusa: «Non c’è stato, e sembra che non ci sia, spazio per capire, analizzare, discutere e lavorare sui processi socioeconomici reali e sui soggetti individuali e collettivi che ne sono portatori. Ci si accontenta di quel che accade, quasi strusciando i piedi nell’attuale strana autopropulsione del sistema. Restiamo tranquilli sulla rendita dei grandi processi degli ultimi trent’anni: l’economia sommersa degli anni ’70, il made in Italy degli anni ’80, la vitalità dei nostri localismi, la strategia di nicchia delle piccole e medie imprese magari terziste, la potenza delle nostre filiere, la resilienza di fronte alle ricorrenti grandi crisi finanziarie, la valorizzazione dell’esplosione turistica. È lo zoccolo duro che continua ad operare, anche con qualche stanchezza (la costante ripetizione delle “eccellenze italiane”), e su di esso ci si adagia senza nuove energie strategiche» • L’11 ottobre 2024 esce la sua autobiografia Oligarca per caso. Il racconto della vita di un italiano alla ricerca degli italiani, scritta con Lorenzo Salvia. Federico Fubini: «Tutti abbiamo un momento che ci ha formato e definito per sempre. Per Giuseppe De Rita, 92 anni, otto figli, il primo vero imprenditore che l’Italia abbia avuto nell’arte di capire la società e battezzarne i fenomeni con nomi nuovi e spiazzanti — il Censis è creatura sua — quel momento è stato un soggiorno estivo a Sermoneta. Nel castello dell’americanissima contessa Margherita Caetani, divenuta italiana avendo sposato il duca Roffredo, signore di quella rocca. In seguito i Caetani avrebbero avuto un ruolo mai del tutto chiarito nel tentativo di salvare Aldo Moro. Ma allora, nell’immediato dopoguerra, nel castello si tenevano corsi per ragazzi e ragazze liceali organizzati dall’educatore e poeta Cecrope Barilli. Quell’uomo e quel luogo deviarono il corso della vita di De Rita. A Sermoneta si cantava, si ballava, si discuteva. Si gettavano — un po’ senza saperlo, un po’ volendolo — le basi di una classe dirigente. De Rita la chiama un’oligarchia: ma virtuosa». Lui spiega: «L’oligarchia è fatta di persone che hanno una loro personalità e un rapporto orizzontale di fiducia: non mafiosa, ma fiducia. Magari non sono amiche fra loro, ma si riconoscono per la stessa cultura». Fatta di cosa? «Di volontà di far bene alla cosa pubblica». Lei ha voluto diventare oligarca o davvero lo è «per caso»? «Non ci si diventa per volontà. Puoi diventare per volontà presidente del Consiglio, al limite presidente della Repubblica. Ma non puoi diventare oligarca, perché un oligarca è riconosciuto come tale in una dimensione orizzontale di simili. Non te ne puoi appropriare in verticale: puoi fare il capo con i tuoi gerarchi; il Lollobrigida di turno è un gerarca, ma non sarà mai un oligarca perché nessuno in orizzontale gli riconosce uno specifico valore». Esempi di oligarchi illustri? «Che so, io sono stato molto amico di Antonio Maccanico, probabilmente uno degli oligarchi più riconosciuti. Come segretario generale, con la sua cucitura orizzontale, è stato determinante per il Quirinale di Pertini. Gianni Letta, lo stesso. Nell’Italia che contava qualcosa non c’è nessuno che non abbia conosciuto Gianni Letta». Lei dove si mette in questa rete? «Quando fondammo il Censis nel ’64 eravamo 14 licenziati dalla Svimez. Pasquale Saraceno, capo della Svimez, diceva in giro che eravamo degli avventurieri, che non saremmo durati. Invece negli anni ’70 la mattina alle otto prendevo il caffè con Andrea Monorchio. Lui il potere lo aveva davvero, era alla ragioneria, io no. Ma ci riconoscevamo». Quando capì di avercela fatta, di essere nell’oligarchia? «Quando alla seconda edizione del Forum Ambrosetti a Cernobbio mi invitarono a parlare del sommerso. E poi mi rinvitarono. Sentivamo Berlusconi che cantava mentre Confalonieri suonava il piano. Agnelli mi chiamava “l’amico degli stracciaroli di Prato”. Ma ero lì e la sala faceva clap clap» • 2025 -.
515. Italo BOCCHINO Napoli 6 luglio 1967. Politico • 2020 - • Deputato dal 2006 al 2013 (Alleanza Nazionale, Popolo della Libertà), il 27 settembre 2021 è rinviato a giudizio per il caso Consip (traffico di influenze illecite) • 2022 - • A fine marzo 2023 è ormai considerato la «voce televisiva del melonismo» (Gianluca Mercuri) • L’11 marzo 2024 (caso Consip) è assolto con formula piena • A fine ottobre 2025 792. Agostino GHIGLIA (uno dei quattro componenti del Collegio del Garante per la Privacy) è ripreso in video mentre entra nella sede di Fratelli d’Italia poche ore prima della pubblicazione di una sanzione contro Report (vedi 104 Sigfrido RANUCCI e 50. Gennaro SANGIULIANO). Oggetto di attacchi, si giustifica: «Mi sono recato in via della Scrofa, ma per incontrare il direttore del Secolo d’Italia, Italo Bocchino, in merito a una presentazione a Torino e a Roma dei nostri due nuovi libri» (il suo s’intitola Perché l’Italia è di destra).
516. Giovanni STORTI Milano 20 febbraio 1957. Comico • A gennaio 2020 in streaming Odio l’estate, film che segna il ritorno del trio con 518. Aldo BAGLIO e 691. Giacomo PORETTI «dopo il flop di Fuga da Reuma Park e un distacco di quattro anni. Tre famiglie costrette a condividere le vacanze in un’Italia ammaccata e chiassosa. Il nullafacente innamorato di Massimo Ranieri, il venditore di accessori per scarpe precisino e male organizzato e il dentista snob e stressato» (Paolo Baldini) • A inizio settembre 2022 partecipa con uno show a Fuoricinema, rassegna nel Parco della Biblioteca degli Alberi a Milano • A inizio luglio 2023 1. Giorgia MELONI invita a smetterla con l’autolesionismo masochistico alla Tafazzi (il personaggio di Giacomo protagonista di memorabili sketch del Trio) • Testimonial del progetto La casa dei polpi, lanciato a Talamone con l’obiettivo di favorire il ripopolamento del mare, a inizio maggio 2024 spiega ad Agostino Gramigna che stanno scomparendo per «colpa dei moderni modi di pesca e dell’ingordigia umana». Obiettivo: buttare in mare 2.000 anfore che possano fungere da tana (troppi quelli che rimangono intrappolati in contenitori di plastica) • 2025 -.
517. Fabio CAPELLO San Canzian d’Isonzo 18 giugno 1946. Ex calciatore • A inizio febbraio 2020, parlando di Fernando Gago, Il Messi della malasorte, Tommaso Pellizzari ricorda che ai tempi del Real Madrid lo liquidò perché «si infortunava troppo spesso per un giovane». Il riferimento è al suo secondo mandato sulla panchina de Los Merengues, nel campionato 2006/2007, concluso col titolo spagnolo come il primo, nel 1996/1997 • L’11 luglio 2021 100. Matteo BERRETTINI, sconfitto nella finale di Wimbledon con Novak Djokovic poche ore prima del trionfo azzurro a Wembley (campioni d’Europa!), racconta: «Sono arrivato nell’intervallo di Italia-Inghilterra, quando perdevamo 1-0. Non ho fatto in tempo ad entrare nella lounge alle spalle della tribuna d’onore, che mi è venuto incontro il presidente della Repubblica Mattarella. Lui a me! Mi ha colto di sorpresa... Complimenti, mi ha detto, ho visto i primi due set della tua partita, sei stato pazzesco...». Il presidente della Repubblica ha detto proprio «pazzesco»? «Giuro, lo ha detto!». E poi? «Poi non ci ho capito più niente. È sbucato Fabio Capello e mi ha abbracciato: io so chi è Capello, ovviamente, ma non ci eravamo mai visti in vita nostra!» • A fine aprile 2022, reduce da un’intervista al presidente francese Emmanuel Macron, Stefano Montefiori racconta: «Alle pareti, incorniciate, la maglietta della Nazionale francese firmata da tutti i campioni dei mondiali di calcio 2018 in Russia — erano davvero altri tempi —, un’altra maglietta della squadra del cuore, l’Olympique Marseille, e ancora un pezzo pregiato, che a fine intervista il presidente mostrerà con orgoglio al giornalista del Corriere: la foto del colpo di testa di Basile Boli che il 26 maggio 1993 a Monaco di Baviera consegnò all’OM la Champions League, sconfiggendo il Milan di Fabio Capello» (si sarebbe rifatto vincendo la coppa l’anno dopo, leggendario 4-0 ad Atene contro il Barcellona allenato da Johann Cruijff). A fine giugno, quando 545. Damiano TOMMASI viene eletto sindaco di Verona, Riccardo Bruna ricorda che lo definì «Centrocampista atipico» (insieme vinsero nel 2001 quello che è ancora l’ultimo scudetto della Roma) • A inizio giugno 2023, a Monica Colombo che gli chiede Il gol di Wembley è il punto più alto della carriera da giocatore? risponde «Quella rete del 1973 che ha propiziato la prima vittoria dell’Italia in Inghilterra, ebbe anche un significato sociale. La dedicai ai ventimila camerieri presenti allo stadio, come i nostri connazionali erano stati ribattezzati». Tre scudetti da calciatore con la Juventus di Gianni Agnelli (poi quello della stella rossonera), quattro da allenatore con il Milan di Silvio Berlusconi (poi quello in giallorosso e i due sulla panchina bianconera persi causa Calciopoli), racconta: «L’Avvocato arrivava, faceva battute fulminanti e ci salutava. Era circondato da un’aura di superiorità. Berlusconi invece era carismatico e accessibile allo stesso tempo». A fine agosto, a Walter Veltroni che gli chiede Chi ti manca di più, tra quelli che se ne sono andati? confida «Certamente Galbiati (il suo storico vice Italo, morto l’8 marzo 2023, ndr), col quale ho condiviso una vita. Chinaglia che era, nel privato, molto diverso dalla sua immagine pubblica. E Scirea, con lui e Zoff abbiamo passato tanto tempo. Ma di ricordi ne ho tanti. Armando Picchi, ad esempio, era un giovane allenatore che stava imparando, portava la sua esperienza di libero d’eccezione, uno che da dietro la difesa dirigeva la squadra. Io mi ricordo di lui, sul treno che portava la Juventus a Bologna per la partita, sdraiato nello scompartimento, devastato dal dolore che di lì a poco lo ucciderà» • Il 22 gennaio 2024, quando muore Gigi Riva, commenta: «Perdiamo uno dei simboli del calcio italiano, un giocatore fantastico e soprattutto un uomo vero, di una rettitudine unica, con la Sardegna nel cuore. È stata una fortuna averlo conosciuto» • 2025 -.
518. Aldo BAGLIO Palermo 28 settembre 1958. Comico • A gennaio 2020 in streaming Odio l’estate, film che segna il ritorno del trio con 516. Giovanni STORTI e 691. Giacomo PORETTI «dopo il flop di Fuga da Reuma Park e un distacco di quattro anni. Tre famiglie costrette a condividere le vacanze in un’Italia ammaccata e chiassosa. Il nullafacente innamorato di Massimo Ranieri, il venditore di accessori per scarpe precisino e male organizzato e il dentista snob e stressato» (Paolo Baldini) • A febbraio 2021 in streaming Scappo a casa di Enrico Lando, «è un meccanico razzista che si concede una vacanza a Budapest e finisce in un campo profughi» (ibidem) • Il 7 luglio 2022 nelle sale Una boccata d’aria di Alessio Lauria: «segue la vicenda di Salvo (Aldo Baglio), pizzaiolo di Milano con moglie (Lucia Ocone) e figlio (Davide Calgaro), a suo tempo fuggito dal Sud lasciando con un palmo di naso il papà (Tony Sperandeo) e il fratello contadino (Giovanni Calcagno). Salvo torna a casa sperando in un’eredità che lo faccia uscire dalla stretta del fallimento» • A inizio luglio 2023 1. Giorgia MELONI invita a smetterla con l’autolesionismo masochistico alla Tafazzi (il personaggio di Giacomo protagonista di memorabili sketch del Trio) • A dicembre 2024 è nella serie The Bad Guy, in streaming su Prime • 2025 -.
519. Maurizio PATRICIELLO Frattaminore 11 marzo 1955 • 2020 - • 2021 - • Parroco di Caivano (Napoli), a fine settembre 2022 Gian Antonio Stella (I veleni del Nord, le colpe da dividere) ricorda certe sue messe celebrate tra le foto dei bambini morti di cancro: «Qui sono pentiti tutti: i poveretti che hanno taciuto su quello che vedevano, i camionisti, i camorristi... Tutti meno gli affaristi e gli imprenditori settentrionali che si son liberati dei rifiuti tossici» • A fine agosto 2023 1. Giorgia MELONI annuncia l’intenzione di fargli visita a Parco Verde di Caivano, da ultimo teatro di ripetute violenze di gruppo su due bambine di 11 e 12 anni: «Intendo accogliere l’invito di don Patriciello a recarmi sul posto, la mia non sarà una semplice visita, offriremo sicurezza alla popolazione. L’obiettivo del governo è bonificare l’area; per la criminalità non devono esistere zone franche». Stella ricorda che sono passati dieci anni da quando denunciò «in un libro tremendo e insieme pieno d’amore, Vangelo dalla terra dei fuochi»: «La camorra ha bisogno di “manodopera” come dell’aria. Ha bisogno di braccia giovani, di persone dal curriculum ancor vergine. Ha bisogno di rimpiazzare coloro che vengono arrestati. La camorra sa bene in quale mare andare a pescare i suoi pesciolini. Sa postarsi e attendere la preda con la pazienza del gatto che bracca il topolino. Poi lo adesca, lo ammalia, lo circuisce, lo cattura. Lo fa suo. Lo deruba della libertà, della dignità, della gioia di vivere. Lo rende nemico della sua stessa gente, della sua stessa anima. Lo convince che sta facendo l’unica cosa giusta da fare. Per comprar loro le scarpe. Per mandarli a scuola. Per non farli vergognare davanti agli amici. A lungo andare questi discorsi vengono assimilati, fatti propri. È umiliante, deprimente per tanti genitori non poter far fronte alle esigenze dei propri figli. Non sono riusciti a portarli al mare nemmeno un giorno solo, quest’estate. Non potranno comprar loro lo zainetto con l’occorrente per la scuola che riapre...». E ancora: «Solo il volto imberbe tradisce la loro età. Ragionano, infatti, di pistole, di carcere e di droga come il più navigato dei trafficanti. Sanno tutto. Sanno i rischi che corrono e i soldi che guadagneranno. Sono preziosissimi per chi delinque. Mano d’opera essenziale. Mantengono, nascondono e trasportano le armi. Il killer le avrà solo al momento opportuno. Non può correre il rischio di farsele trovare addosso dalla polizia. Hanno poco più di quindici anni. L’età in cui bisognerebbe passare le giornate sui libri per imparare l’arte di vivere e sperare; sognare e progettare. Invece stanno lì. A disposizione del capo. Aspettano di essere comandati». Il 31, terminata la visita della spedizione governativa, dichiara: «Stavo per salutare la premier con un applauso. Poi mi sono trattenuto. Ma l’ho invitata, non si è fatta pregare e si è impegnata: prima, davanti a tre ministri, un prefetto, il capo della polizia e al mio vescovo, e poi davanti alle telecamere. Più di così? Io sono un credente. Credo anche alle parole date. Ma se nulla dovesse succedere, se le parole dovessero rimanere parole, allora sarei il primo a fischiare» • A inizio aprile 2024 scrive al boss ora pentito Francesco “Sandokan” Schiavone: «Tra coloro cui hai fatto più male ci sono i tuoi figli, il buon popolo di Casal di Principe, le vittime innocenti, i morti di cancro, soprattutto bambini, per lo scempio degli sversamenti tossici. [...] Prendi il coraggio a due mani e raccontaci tutto quel che sai. Tanti colletti bianchi stanno tremando. Aiutaci a estirpare la maledetta zizzania alla radice. Non aver paura, sii uomo e sii forte» • Il 4 gennaio 2025 il capo dello Stato 5. Sergio MATTARELLA assiste alla sua messa nel Parco Verde di Caivano (dopo le tensioni createsi per gli sgomberi degli occupanti illegittimi dalle case popolari del quartiere, aveva dovuto annullare la messa di mezzanotte di Natale). A fine mese la Corte europea dei diritti umani stabilisce, con una sentenza senza precedenti, che le autorità italiane mettono a rischio la vita degli abitanti della Terra dei Fuochi, l’area tra le province di Napoli e Caserta inquinata per decenni da interramento di rifiuti tossici, discariche abusive e roghi di immondizia. Il rischio di morte per gli abitanti è «sufficientemente grave, reale e accertabile», nonché «imminente». Per contro, «non c’è una risposta sistematica, coordinata e completa da parte delle autorità nell’affrontare la situazione». Non solo si è fatto poco o nulla, dice la Corte, ma non ci sono state informazioni alla gente per avvertirla dei rischi. I giudici danno due anni di tempo alla politica per attuare misure correttive. Lui parla di «decisione storica» ma aggiunge: «Non posso essere felice, ci sono state troppe vittime, troppi funerali, troppe bare bianche. L’ultima ragazza l’abbiamo seppellita solo pochi giorni fa. Aveva 20 anni». Il 28 settembre, durante la messa nella chiesa di Caivano, un 75enne con problemi psichici, Vittorio “Caciotta” De Luca, gli consegna un proiettile calibro 9 avvolto in un fazzoletto. Arrestato per atti persecutori aggravati dal metodo mafioso, commenta: «Tanto a me nessuno può fare niente. Tengo l’infermità mentale, io». Fulvio Bufi: «Nella sua vita ai margini della legalità, e oltre, ha accumulato più che altro piccole denunce. E quella di ieri non è la prima che rimedia per la sua ossessione nei confronti di don Patriciello e per la sua abitudine ad andare in parrocchia a dimostrargliela, nonostante il sacerdote non lo abbia mai tenuto a distanza e si sia tante volte intrattenuto a parlargli. È passato poco più di un anno da quando, nel giugno del 2024, De Luca entrò in chiesa con un coltello che gli spuntava da una delle tasche dei pantaloni. Gli uomini della scorta del parroco se ne accorsero e lo fermarono. Fu portato in caserma e denunciato a piede libero. All’epoca si difese dicendo che quel coltello non doveva assolutamente servirgli contro don Maurizio. Stavolta invece costruisce uno scenario molto più inquietante, che però va preso con le molle, tenendo conto da parte di chi arriva. “Mi hanno ordinato di portare quel proiettile e io l’ho portato”, ha detto dopo essere stato fermato. E chi lo ha incaricato? “Se lo dico mi uccidono”». Lui fa sapere: «Ci sono state due stese, e le stese non vengono mai organizzate a caso. Vogliono sempre trasmettere qualcosa. Se quella gente ha sentito il bisogno di farsi sentire sparando all’impazzata per le strade del quartiere può voler dire una cosa sola: a Caivano e dintorni la malavita organizzata, ben radicata da anni, ha ricevuto, in questi ultimi mesi, un durissimo colpo. Carabinieri e polizia non si sono fermati un solo istante, il commercio della maledettissima droga è diminuito a vista d’occhio, i capi clan quasi tutti in carcere». Il governo Meloni, aggiunge, «si sta impegnando come non era mai successo».
520. Julio VELASCO La Plata (Argentina) 9 febbraio 1952. Allenatore di pallavolo • 2020 - • Già campione del mondo con la nazionale maschile nel 1990 e 1994, medaglia d’argento ai Giochi di Atlanta del 1996, a fine agosto 2021 è oggetto di un Caffè di Massimo Gramellini (Il disgusto secondo Velasco): «Chi non ama il politicamente corretto, ma è nauseato anche dal suo opposto — la cattiveria contrabbandata per genuinità — si sentirà confortato dallo sfogo di Julio Velasco. Definirlo allenatore di pallavolo sarebbe riduttivo: è una delle persone più stimolanti in circolazione. Tempo fa si era addirittura auspicato il suo ingresso in politica, ma trattandosi di una buona idea non fu presa in considerazione. Ecco le parole che ha pronunciato in tv: “Sembra che sforzarsi di essere buoni sia diventato un difetto. Se uno cerca il bene passa per idiota: un buonista, un falso. Non è così. L’educazione si basa sul reprimere certi impulsi che possono far male agli altri”. Secondo i parametri ricordati da Velasco, il suo intervento si configurerebbe come predica buonista. Invece è il grido di dolore con cui un mite, che è anche un mito, denuncia l’incarognimento collettivo, favorito da una comunicazione social che premia l’insulto frontale. Difficile non condividere il suo pensiero. Peccato lo abbia fatto precedere da un altro, in cui bollava come “disgustose” le dichiarazioni della ex schermitrice Di Francisca, che aveva criticato il c.t. delle fiorettiste azzurre e definito “emotiva” una di loro. La reazione del grande Velasco è la conferma che giudicare male il prossimo resta l’unico sport olimpico in cui tutti vinciamo la medaglia d’oro. Se la bontà non è una colpa, di certo rimane solo un’aspirazione» • 2022 - • A fine settembre 2023 (Il ritorno di Velasco) si legge: «Il leggendario allenatore di pallavolo tornerà con ogni probabilità a guidare una nazionale azzurra, stavolta femminile, fortissima ma scossa da sconfitte e contrasti interni con al centro la campionessa Paola Egonu» • A metà luglio 2024 racconta: «Ho detto subito alle ragazze che non serve essere amiche per vincere. Serve lavorare di squadra, aiutarsi. Quando sento il ritornello “abbiamo vinto perché siamo un bel gruppo” mi viene da ridere: e se avessi giocato male, il gruppo non sarebbe bastato? La verità è che bisogna essere squadra, non andare a cena insieme». L’11 agosto, vittoria 3-0 contro gli Stati Uniti, vince la medaglia d’oro ai Giochi di Parigi. A metà settembre, intervistato da Aldo Cazzullo dice: «Mio fratello fu torturato e i miei amici assassinati: io sfuggii alla dittatura argentina facendo il lavavetri. Le donne hanno il terrore di sbagliare perché per millenni hanno pagato gli errori con le botte degli uomini. Perciò vanno incoraggiate» • Il 7 settembre 2025 vince a Bangkok, 3-2 alla Turchia, il suo terzo titolo mondiale: «Queste ragazze hanno lavorato con grande dedizione e giocato con coraggio anche quando eravamo in difficoltà. Questi sono valori che significano tanto e credo che questo gruppo abbia meritato di vincere così. Una vittoria arrivata anche grazie al lavoro fuori dal campo. Volevo ragazze autonome e autorevoli ed ho un gruppo che ha fatto grandissime cose». Gramellini (L’appetito vien se hai fame) commenta: «L’appetito non vien mangiando, dice Julio Velasco, navigato gestore di personalità forti almeno quanto la sua, una sorta di versione argentina del maestro Miyagi (quello di “Dai la cera, togli la cera”). L’appetito, spiega, viene solo se hai fame, cioè se non ti senti appagato. Persino quando vinci, devi ragionare come se avessi perso». Lui minimizza: «Io sono un bravo allenatore che allena una squadra forte. Gli invincibili esistono solo nella mitologia. Nella realtà esistiamo noi e i nostri personaggi. Personaggi che vivono di vita propria. Il mio, per esempio, dice cose che non ho mai detto, fa cose che non ho mai fatto, sembra possa riuscire in qualunque cosa. Ma chi fa bene il musicista non è detto che sia un buon direttore d’orchestra».
521. Rula JEBREAL Haifa (Israele) 24 aprile 1973. Giornalista • Palestinese con cittadinanza israeliana, naturalizzata italiana ma residente a New York («questa sì che è globalizzazione») a inizio gennaio 2020, quando emerge che 71. AMADEUS vorrebbe ospitarla sul palco dl Festival di Sanremo (da sempre impegnata contro la violenza sulle donne, aveva proposto un’intervista a Michelle Obama o, in alternativa, a Oprah Winfrey) si alza «il coro degli indignati a destra accompagnati da un nutrito gruppo di haters sovranisti sui social»: niente contratto, il caso diventa politico e finisce il parlamento. 2. Matteo SALVINI, indicato come il mandante dell’esclusione, nega: «Ma con tutti i problemi che ho mi occupo di Sanremo e delle conduttrici di Sanremo? Invitino chi vogliono, è l’ultima delle mie preoccupazioni onestamente». L’entourage della direttrice di Rai1 2441. Teresa DE SANTIS («accompagnata sempre da un sottopancia che dice “in quota Lega”») fa sapere che non c’è stata nessuna censura, il problema semmai è la mancanza assoluta di condivisione sulla composizione di tutto il cast. 49. Daniela SANTANCHÈ sposta la polemica sul fatto che la giornalista sarebbe pagata «con i soldi degli italiani, gli stessi italiani accusati dalla signora di essere fascisti, razzisti, impresentabili... Delirio». Il 14 De Santis lascia la direzione di Rai1, il 19 Aldo Grasso scrive: «“La Rai mi ha chiesto di fare un passo indietro, ho rifiutato”, ha dichiarato la Jebreal, così il passo indietro lo ha fatto la Rai e Rula ci sarà». Il 4 febbraio recita un durissimo monologo: «Per tutta la serata era stata sorridente e aveva svolto il suo ruolo di co-conduttrice con garbo ed eleganza, verso la mezzanotte ha preso quello spazio sul palco per parlare a tutti donne e uomini. Aveva davanti a sè due libri, uno nero, con le parole della realtà e uno bianco con testi di canzoni meravigliose. Rula parte dalla realtà, dalle parole che feriscono. “Che biancheria aveva quella sera?” e “trova sexy un uomo coi jeans?”. “Se le donne non vogliono essere stuprate devono smettere di essere poco di buono”. Ecco queste sono solo alcune delle frasi rivolte alle donne vittime di violenza sessuale che si ascoltano nelle aule del tribunale. “Noi donne non siamo mai innocenti - prosegue Rula - o perchè abbiamo denunciato troppo tardi o troppo presto, o perchè siamo troppo belle o troppo brutte, o disinibite e ce la siamo voluta”». Il momento più duro arriva quando racconta della madre Nadia, suicidatasi dandosi fuoco quando lei aveva 5 anni: «Ma il suo dolore cominciò da adolescente, voleva liberarsi del suo corpo perchè mia madre fu stuprata due volte: a 13 anni da un uomo e poi da un sistema che non le ha consentito di denunciare. L’uomo che l’ha violentata, per anni aveva le chiavi di casa» • L’8 marzo 2021 esce il suo libro Il cambiamento che meritiamo. Intervistata da Candida Morvillo, racconta: «Mi sono salvata solo perché ho avuto un padre femminista: un uomo che non aveva studiato, ma che ha sempre creduto che l’arma più importante fosse l’istruzione. Perciò, quando mamma morì e lui era già malato di leucemia, scelse per me e mia sorella un orfanotrofio gestito da donne straordinarie che ci hanno educate a credere in noi stesse e a fare rete. Vedevamo papà solo nel fine settimana. Ho poi scoperto che, nell’ultimo anno, aveva risparmiato sulle medicine per aiutare me e mia sorella a studiare: ha sacrificato la sua salute in nome della nostra istruzione. Perciò mi sento di parlare a tutti gli uomini perbene: perché esistono e abbiamo bisogno che uniscano a noi» • 2022 - • 2023 - • 2024 - • A fine agosto 2025, sotto la sigla Venice 4 Palestine, 1.500 personalità del cinema chiedono alla Biennale di Venezia di esporsi politicamente condannando Israele e ritirando l’invito a due attori nel cast di The hand of Dante, film del suo compagno Julian Schnabel (travolto dalle polemica, assicura: «Condanno senza riserve ogni cosa che causi del male a ogni bambino»).
522. Lucia BORGONZONI Bologna 18 settembre 1976. Politica • «Cresciuta tra il Dams, i centri sociali e i punkabbestia», dal 23 marzo 2018 senatrice della Lega, tra 2018 e 2019 sottosegretario alla cultura nel primo governo Conte, quando il 26 gennaio 2020 è la candidata del centrodestra alla presidenza dell’Emilia-Romagna Aldo Cazzullo scrive che «Il vento di destra spazza anche la più rossa delle Regioni: stasera la sinistra rischia davvero parecchio». Alla fine, arriva la conferma di 20. Stefano BONACCINI, rieletto col 51,42% mentre lei si ferma al 43,63% • Il primo marzo 2021 torna sottosegretaria alla cultura, stavolta nel governo Draghi. A inizio luglio critica l’imminente nomina di 376. Carlo FUORTES ad amministratore delegato della Rai perché «non avrebbe esperienza televisiva e sarebbe troppo vicino alla “sinistra”. Che la leghista identifica, non proprio correttamente, con Veltroni e Calenda» (qui c’è un piccolo contrappasso perché il pedante Alessandro Trocino ha scritto “Bergonzoni”) • 2022 - • Nel 2022 rieletta al Senato e confermata nel governo Meloni (con delega al cinema e all’audiovisivo), a metà ottobre 2023, quando il ministro 50. Gennaro SANGIULIANO parla un taglio di 100 milioni ai fondi destinati al cinema e all’audiovisivo, chiarisce che la cifra sarà più contenuta: «Oltre al 5% che vale per tutti i ministeri, per la restante parte l’intervento sarà di 14 milioni di euro e i tagli, vi assicuro, non peseranno» (curiosamente Trocino continua a chiamarla “Bergonzoni”) • 2024 - • A fine ottobre 2025 la riduzione del fondo per il tax credit (190 milioni di euro in meno per il 2026 e 240 per il 2027), parte dei tagli richiesti a ogni dicastero dal ministro dell’Economia 10. Giancarlo GIORGETTI per chiudere la legge di Bilancio, sono oggetto di un braccio di ferro col nuovo ministro 152. Alessandro GIULI. Lei prova a spiegare che «se il fondo si riduce, il cinema si inchioda. Non avendo la certezza che recupererà parte dei soldi, impegnati all’avvio del film per attori e regista, chi potrà permettersi di rischiare? E così si danneggerà non solo un settore che vede una decina di migliaia di addetti ma anche il racconto italiano», il ministro replica che il taglio è stato chiesto dal suo compagno di partito Giorgetti. Siccome insiste che è stato un errore e va «recuperato», a metà novembre Giuli annuncia di aver trovato 101 milioni, il mondo del cinema si indigna replicando che si tratta di somme non spese, Giorgetti chiude il discorso spiegandogli in un faccia a faccia che l’operazione non si può fare perché è vietata dal patto di stabilità (Trocino insiste, imperterrito, con “Bergonzoni”, a questo punto verrebbero dei dubbi però la macchina del tempo ci viene in soccorso: il 9 aprile 2026 scriverà, finalmente, “Borgonzoni”).
523. Gualtiero BASSETTI Marradi 7 aprile 1942. Cardinale • Dal 16 luglio 2009 arcivescovo di Perugia, dal 24 maggio 2017 presidente della Conferenza Episcopale Italiana, «uomo di indole mite» che «alza la voce assai di rado» (Gian Guido Vecchi), a fine gennaio 2020 dichiara: «Se a qualcuno non piace questo Papa lo dica perché è libero di scegliere altre strade. Criticare va bene, ma questo “distruttismo” no», «C’è troppa gente che parla del Papa e a qualcuno io ho detto “fai la scelta di evangelico, se non ti va bene la Chiesa cattolica, se è troppo stretta questa barca”. I nostri fratelli protestanti non hanno né il Papa né il vescovo, ognuno faccia le sue scelte», «Scusatemi per lo sfogo, ma l’obiettivo di tutti deve essere quello di cercare risposte per il bene della Chiesa e dell’umanità». Ad inizio aprile, nell’imminenza della Pasqua (il 12), all’osservazione La decisione della Cei di rispettare le disposizioni sanitarie delle autorità civili è stata vista da qualcuno come una rinuncia della Chiesa alla propria autonomia... replica: «La Chiesa non rinuncia ad alcuna autonomia, ma si fa carico della sofferenza e della difficoltà vissuta da tutto il Paese. Più che soffiare sulla paura, più che attardarci sui distinguo, più che puntare i riflettori sulle limitazioni e sui divieti, la Chiesa sente una responsabilità enorme di prossimità al Paese. La domanda forse dovrebbe essere un’altra: ci sentiamo ancora parte di una comunità che, nelle ristrettezze, vive nella comunione, oppure stiamo ossessivamente rivendicando un’altra idea di Chiesa?». Dopo la protesta della Cei in nome della «libertà di culto», a inizio maggio firma con il presidente del Consiglio 3. Giuseppe CONTE e il ministro dell’Interno 64. Luciana LAMORGESE un «protocollo di intesa» : come chiedevano i vescovi, prevede la «ripresa graduale» delle celebrazioni «con il popolo». Contratto il virus Covid-19, a inizio novembre finisce in terapia intensiva • A metà maggio 2021 fa una parziale apertura sul ddl Zan sull’omotransfobia (vedi 95. Alessandro ZAN): «Che ci si ponga il problema di difendere le persone omosessuali da insulti omofobi, aggressioni o violenze, per me non è né è mai stato un problema, ci mancherebbe. Tutte le creature devono essere difese, protette e tutelate. Però la legge dev’essere chiara e non prestarsi a sottointesi» (intervistato da Vecchi, dice che quel ddl «andrebbe più corretto che affossato»). A fine giugno, alla domanda Ma cosa chiede il Vaticano? Gianluca Mercuri risponde: «Formalmente, di esentare le scuole cattoliche dalla celebrazione della Giornata nazionale per la lotta a omofobia, transfobia e lesbofobia che la legge istituisce». Sul piano politico, spiega Massimo Franco, si tratta di «arginare le divisioni nel mondo cattolico», con l’ala più conservatrice, ancora e sempre incarnata dal cardinale 330. Camillo RUINI, che da tempo contesta la presunta «timidezza» della Conferenza episcopale italiana sotto la sua guida. A fine novembre confida (a Vecchi, ça va sans dire): «In terapia intensiva ho toccato con mano cos’è la sofferenza», «L’amore per il prossimo si manifesta in tanti modi: uno di questi è la responsabilità verso gli altri, chi ti sta vicino e soprattutto i più fragili e i più deboli. Questo è lo spirito che serve per affrontare la pandemia. Ed è quello che ricordo a tutti, non solo agli uomini e alle donne che manifestano contro il green pass: non c’è libertà senza responsabilità. Non c’è amore senza carità» • Il 24 maggio 2022, scaduto il quinquennio, lascia la presidenza della Cei (gli subentra 169. Matteo Maria ZUPPI) • 2023 - • 2024 - • Quando il 21 aprile 2025 muore il papa, alla domanda Che cosa resterà di Francesco? risponde: «L’eredità che lascia è molto chiara, non c’è da andare a cercare chissà che cosa. La Chiesa può veramente camminare sul tracciato della misericordia che a lui stava tanto a cuore, fatta di gesti concreti. Dopodiché il successore valuterà come proseguire, esaminerà come stanno le cose e valuterà i ritocchi necessari, come è sempre accaduto».
524. Sergio CASTELLITTO Roma 18 agosto 1953. Attore • A novembre 2020 in streaming Il talento del calabrone di Giacomo Cimini «parte da un’inedita Milano pre Covid notturna, aerea, egoista mentre al dj Steph (Lorenzo Richelmy) arriva in diretta la telefonata di un ascoltatore (Sergio Castellitto) che annuncia di volersi suicidare e minaccia una strage» (Paolo Baldini). A dicembre su RaiPlay con Natale in casa Cupiello di Edoardo De Angelis, adattamento per il cinema del classico di Eduardo De Filippo • Il 20 maggio 2021 nelle sale Il cattivo poeta di Gianluca Jodice, «ripercorre gli ultimi due anni di vita di Gabriele D’Annunzio attraverso le vicende del giovane federale di Brescia che fu incaricato dal regime di spiare il Vate dissenziente nell’esilio al Vittoriale. Sergio Castellitto rasato e zoppicante è da dieci e lode» (ibidem). Candidato al Nastro d’argento (premio vinto nel 1996 con L’uomo delle stelle e nel 2002 con L’ora di religione; nel 1990 con Tre colonne in cronaca, nel 1993 con Il grande cocomero e nel 2004 con Non ti muovere ha vinto il David di Donatello), il 22 giugno è battuto da 905. Kim ROSSI STUART. Il 7 ottobre nelle sale Il materiale emotivo (anche regista), «storia del libraio italo-francese Vincenzo e della figlia Albertine, muta dopo un incidente. Vincenzo incontra una vivace attrice (Bérénice Bejo) che gli restituisce la gioia di vivere fino ad allora consegnata alla lettura. Castellitto è al centesimo film, il settimo e forse ultimo da regista» • Il 29 settembre 2022 è nelle sale con Dante di 413. Pupi AVATI • 2023 - • Il 13 novembre 2024 presenta le sue «dimissioni irrevocabili» dalla presidenza della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia dopo poco più di un anno di lavoro, svolto a titolo gratuito. «È una decisione che meditavo da tempo. Non sono gli attacchi ad avermi spinto a lasciare, mi hanno ferito ma mai impaurito. Semplicemente voglio tornare a fare il mio vero mestiere, che ho trascurato per più di un anno». Il ministro 152. Alessandro GIULI accoglie l’addio «con rammarico» e gli esprime «gratitudine e stima» • 2025 -.
525. Matilda DE ANGELIS Bologna 11 settembre 1995. Attrice • 2020 - • «Astro nascente del cinema italiano» (Luca Angelini), già in una produzione internazionale come la serie The Undoing, al fianco di Hugh Grant e Nicole Kidman, a inizio febbraio 2021 si discute del fatto che «È bellissima, oggettivamente, eppure ha scelto di mostrare sui social anche il suo volto mangiato dall’acne». Celebrata come «“il” personaggio italiano dei prossimi decenni» (Gianluca Mercuri), il 2 marzo è «la vera star» della prima serata del Festival di Sanremo. Renato Franco e Andrea Laffranchi nella loro pagella non vanno però oltre il 7: «Chi l’avrebbe mai detto: il palco di Sanremo (buona solo la prima) è più difficile da affrontare di una serie tv hollywoodiana. Matilda De Angelis fatica a trattenere l’emozione e parte con il fiatone, ma ha il merito dell’autoironia (“questo palco ti fa azzerare la saliva”). Il monologo sul bacio non è granché (ma lei lo recita bene) e quando canta dimostra che potrebbe tranquillamente partecipare alla gara. Applausi (veri, non finti)». A aprile in streaming Divine - La fidanzata dell’Altro di Jan Schomburg «racconta lo strano idillio tra un giornalista straniero in trasferta a Roma, mentre è in corso il conclave per eleggere il Papa, e la povera ma bella Matilda De Angelis in procinto di farsi suora» (Paolo Baldini). L’11 maggio vince il David di Donatello come non protagonista per L’incredibile storia dell’Isola delle Rose. L’8 luglio nelle sale Atlas di Niccolò Castelli, «richiama nel titolo sia la catena montuosa del Nord Africa sia la geografia dell’atlante che raccoglie le mappe dei continenti. Ma è un film sulle conseguenze del terrorismo con un chiaro riferimento agli attentati francesi del 2015. Allegra (Matilda De Angelis) è in Marocco per un’escursione e un kamikaze uccide i suoi tre amici. Il senso di colpa per essere sopravvissuta la spinge a indagare» (ibidem) • A metà luglio 2022 Massimo Gramellini le dedica un Caffè (La nostra ansia): «Moltissimi si riconosceranno nell’autoritratto interiore che l’attrice bolognese Matilda De Angelis ha affidato alle pagine di Instagram. Quel macigno sul petto che ti impedisce quasi di respirare. La perdita di senso e di desiderio. La paura di uscire di casa o di tornarci, perché qualunque movimento può farti cadere dal filo su cui ti reggi in equilibrio precario. Nessuno sarà così superficiale da bollare quest’ansia esistenziale come una fisima. Il fatto che i mali dell’anima siano invisibili non significa che siano meno autentici di quelli del corpo, ai quali peraltro si collegano. [...] Cara Matilda, ti saluto con le parole immortali di Jung: “Lo scopo della vita non è diventare perfetti, ma completi”» • 2023 - • 2024 - • Il 20 maggio 2025 è presentato in concorso al 78º Festival di Cannes Fuori di 372. Mario MARTONE, biopic su Goliarda Sapienza, il 16 giugno vince, ex aequo con la co-interprete 238. ELODIE, il Nastro d’argento come non protagonista.
526. Ginevra GIAMBRUNO Roma 16 settembre 2016 • 2020 - • 2021 - • Figlia di 1. Giorgia MELONI e 375. Andrea GIAMBRUNO, a inizio settembre 2022, quando la madre sembra ormai destinata a Palazzo Chigi, Roberto GRESSI scrive: «Ancora si rimprovera di aver detto al Family day che aspettava un bambino. Gli odiatori si scatenarono, tanti le augurarono di abortire: “Mi sono sentita in colpa, come se, alla prima prova di maternità, non l’avessi protetta”» • A fine ottobre 2023, quando si consuma la rottura tra i genitori, Gianluca Mercuri commenta il mancato licenziamento del padre da parte di Mediaset parlando di «una gogna che la presidente del Consiglio, già indispettita dallo scandalo fatto uscire dalle tv berlusconiane, non avrebbe digerito perché Giambruno — per quanto ormai impresentabile e fuori dal mondo (voleva perfino tornare alla conduzione) — resta il padre della figlia» • Il 29 luglio 2024, a Pechino in visita ufficiale (firma di un piano d’azione triennale per la cooperazione economica e industriale), la madre trova il tempo per portarla a una festa in costume • A fine maggio 2025 Stefano Addeo, 65enne insegnante del liceo “Medi” di Cicciano (Napoli), facendo riferimento all’uccisione della 14enne Martina Carbonaro scrive: «Auguro alla figlia della Meloni la stessa sorte della ragazza di Afragola». Il post ormai diventato virale, chiede scusa: «Non si augura mai la morte, soprattutto a una bambina ma non ritiro le mie idee politiche: non mi sento rappresentato da questo governo» (dice di aver scritto d’impulso nella notte, dopo aver sentito al telegiornale che l’Italia continuava a inviare armi a Israele, solo la mattina seguente si sarebbe reso conto di quanto fatto, «Madonna mia, cosa ho scritto»; il 2 giugno tenta il sucidio, il 3 il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale per la Campania ne dispone la sospensione, il 9 giugno 2026, ricoverato per un nuovo tentativo di suicidio, morirà per un arresto cardiaco). Lunedì 8 settembre la madre respinge al mittente le accuse – con tanto di interrogazione del senatore di Italia viva 192. Enrico BORGHI - sulla sua “assenza” nel fine settimana: «Il senatore Borghi e quanti, anche dagli organi di stampa, sollevano “misteri” sulle due giornate di assenza pubblica dovrebbero forse riconoscere una verità molto semplice: almeno una volta all’anno, il Presidente ha il diritto di svolgere il suo ruolo più naturale, quello di madre» (una nota di Palazzo Chigi spiega che «ha trascorso il fine settimana a New York in veste privata con sua figlia Ginevra, che tra qualche giorno compie gli anni. Il viaggio era il regalo di compleanno per sua figlia. Entrambe hanno viaggiato con voli di linea all’andata e al ritorno, perché il presidente Meloni non ha mai utilizzato voli di Stato per ragioni private. Pertanto, il presidente Meloni intende adire le vie legali nei confronti di chi ha diffuso o insinuato notizie infondate in merito»).
527. Piero DE LUCA Cava de’ Tirreni 11 giugno 1980. Politico • 2020 - • Figlio di 32. Vincenzo DE LUCA, dal 2018 deputato del PD, a fine agosto 2021, quando la Lega vota alla Camera contro il Green Pass, parla di «incoerenza intollerabile, indebolisce il governo» • 2022 - • A inizio giugno 2023 è rimosso da 9. Elly SCHLEIN dal ruolo di vicecapogruppo del PD. Massimo Gramellini scrive in un Caffè (Il sol del Tafazzismo): «Era stato nominato vicecapogruppo in quanto figlio di suo padre e ora è stato degradato per lo stesso motivo, a prescindere dalle sue qualità personali, magari modeste o magari invece notevolissime. E questo accade nel partito che ogni giorno rinfaccia alla Meloni di muoversi secondo logiche di clan» • A gennaio 2024, quando si parla di una possibile candidatura alle Europee di Schlein come testa di lista in tutte le circoscrizioni, commenta: «Meloni si candida capolista perché deve coprire il vuoto di classe dirigente. Noi non siamo un partito leaderistico» • A metà luglio 2025 si vocifera che il padre abbia «incassato, in cambio del via libera a campo largo e candidato pentastellato» in Campania «un ruolo nazionale per il figlio Piero (in segreteria?), il prossimo segretario regionale del partito (commissariato da più di due anni) e un assessorato di peso». A fine agosto, quando sembra fatta per 39. Roberto FICO, si legge che il padre «aveva posto una condizione: che il figlio Piero De Luca fosse il candidato unico alla segreteria del Pd in Campania. Non il massimo per un partito che si vuole democratico e lontano da familismi più o meno amorali» (Alessandro Trocino). Candidato unico, il 4 ottobre viene eletto segretario regionale del PD In Campania.
528. Luca GUADAGNINO Palermo 10 agosto 1971. Regista • A luglio 2020 in streaming Suspiria, in cui riprende l’originale horror firmato da 476. Dario ARGENTO, «Un quaderno di psicanalisi sulla possessione e la gestione impropria della follia, protagonista Dakota Johnson» (Paolo Baldini). A ottobre la sua serie We are who we are non entusiasma Aldo Grasso: «È ambientata in una caserma militare americana vicino a Chioggia. Per qualcuno Guadagnino fa dei grandi esercizi di stile, ma i suoi film sono sempre privi di trama e senza trama: non c’è passione, non c’è racconto» • 2021 - • A settembre 2022 è in gara a Venezia con Bones and All, «storia romantico-pulp di cannibalismo e amore», «riunisce un super cast con Timothée Chalamet, la rivelazione Taylor Russell e il veterano Mark Rylance e racconta la fuga di due giovani cannibali feriti da traumi profondi, incapaci di reagire al male che si portano dentro. Legittimo commuoversi?» (ibidem). Il 10, quando si assegna il Leone d’oro, è dato tra i favoriti con Alice Diop e Kōji Fukada, vince invece Tutta la bellezza e il dolore (All the Beauty and the Bloodshed) di Laura Poitras (si consola col Leone d’argento alla regia) • 2023 - • Il 27 giugno 2024, candidato al Nastro d’argento per la regia di Challengers, è battuto da 284. Matteo GARRONE con Io capitano (il 20 giugno 2023, candidato per Bones and All, era stato battuto da 249. Marco BELLOCCHIO con Rapito). Il 4 settembre, 81ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, presenta in concorso Queer (con Daniel Craig, stavolta torna a mani vuote) • Il 29 agosto 2025 è di nuovo a Venezia (stavolta fuori concorso) con After the Hunt: sui falsi #MeToo, protagonista Julia Roberts, secondo Paolo Mereghetti è «un mosaico con troppe tessere o troppo poche che finisce per respingere chi vorrebbe trovargli un senso». A fine settembre, ad Aldo Cazzullo che gli chiede Lei ha detto che Fellini è il maggiore dei minori. Come mai non le piace? spiega: «Punto di vista personale: lo trovo noioso, prevedibile, tranne in alcuni capolavori, come La strada e Giulietta degli Spiriti, tutti rischiarati dalla presenza di Giulietta Masina: la grande artista ahimè negletta della coppia. Che illumina anche un film tardo come Ginger e Fred». Non le piace 8 e mezzo? «Poteva durare un’ora in meno». La criticheranno per questo. «Lo so. E non voglio mancare di rispetto a un regista come Fellini, che ha fatto la storia del cinema. Ma un artista non dovrebbe diventare un canone. Bergman disse: “Se dovessi fare un film alla Bergman, sarei finito”. Ecco, Fellini ha fatto film felliniani».
529. Stefania CRAXI Milano 25 ottobre 1960. Politica • Dal 2006 al 2013 deputato, dal 2018 senatrice (Forza Italia), nel gennaio 2020 è ad Hammamet per ricordare il padre Bettino a vent’anni dalla scomparsa (19 gennaio 2000): davanti alle telecamere, esalta l’Italia del padre rispetto «all’Italietta» di oggi e derubrica le inchieste, le tangenti e le condanne a «errori eventualmente commessi». Convinta che «Vent’anni sono un tempo sufficiente per fare una riflessione serena sull’opera e la figura di Craxi», loda il mea culpa dei leghisti («Basta dire due paroline, abbiamo sbagliato. Non è complicato») e si dice delusa dal PD • L’11 luglio 2021 viene depositata la sentenza (discussa il 7) con cui la Corte di Cassazione rigetta il ricorso presentato con fratello Vittorio e la madre Anna Moncini contro gli avvisi di accertamento per tasse evase su oltre 19 miliardi e mezzo di lire depositati sul conto svizzero International Gold Coast, riconducibile al padre (oltre ai 5 milioni di euro di tasse, gli vengono chiesti 20mila euro di spese legali). Lei grida all’«obbrobrio giuridico»: «Condannano noi a pagare per un finanziamento illecito. Abbiamo ereditato il partito? È un’ingiustizia nell’ingiustizia, per un uomo come Bettino Craxi che ha pagato un prezzo così alto». Secondo la famiglia nulla è dovuto anche perché i Craxi hanno rinunciato all’eredità «con beneficio d’inventario» (non si è tenuti a pagare i debiti superiori al lascito) • Il 18 maggio 2022 viene eletta presidente della 3ª Commissione Affari esteri, emigrazione (i grillini pensavano di sostituire il filoputiniano Vito Petrocelli con un proprio nome, «ma la maggioranza non ha tenuto neanche un po’»). A fine agosto, in vista delle elezioni anticipate, si parla di sfida fratricida in Sicilia con Vittorio: lei è candidata a Gela per il Senato col centrodestra, lui a Palermo per la Camera col centrosinistra. Il 25 settembre è rieletta all’uninominale con il 37,5% staccando di 7 punti l’avversario del Movimento 5 Stelle (Pietro Lorefice), Bobo si ferma al 14,94%, sconfitto dalla candidata del centro-destra (Carolina Varchi, 36,1%) e superato pure da quello dei pentastellati (Aldo Penna, 33,74%) • 2023 - • 2024 - • 2025 -.
530. Claudio BISIO Novi Ligure 19 marzo 1957. Attore • A dicembre 2020 in streaming Se mi vuoi bene di Fausto Brizzi: «Segue le vicende dell’avvocato di successo Claudio Bisio che aspirando alla felicità incontra il titolare di un negozio dal nome curioso, Chiacchiere, in cui le persone si curano con le parole» (Paolo Baldini); e pure Cops - Una banda di poliziotti, «film in due parti di Luca Miniero ambientato in Puglia dove un commissariato di polizia, agli ordini dell’(ex) super poliziotto Claudio Bisio, rischia di chiudere perché non si commettono più reati» (ibidem) • A febbraio 2021 in streaming Arrivano i prof di Ivan Silvestrini, «esplorazione in chiave di commedia del disastro scolastico pre Covid. Nel liceo dei bocciati vengono inviati gli insegnanti più alternativi. Con Claudio Bisio e Lino Guanciale» • Ad aprile 2022 in streaming Mollo tutto e apro un chiringuito «descrive l’avventura del Milanese Imbruttito Germano Lanzoni che, di fronte a un insuccesso sul lavoro, chiede le ferie arretrate al boss-guru Claudio Bisio e va a gestire un chiringuito in Sardegna insieme agli storici amici». Negli stessi giorni Aldo Grasso (Zelensky e la commedia diventata, suo malgrado, una tragedia) scrive: «In tutta onestà, non so cosa avrei scritto se avessi visto Servant of the People nell’anno di uscita, il 2015. Mi sarebbero subito venuti in mente i film L’uomo dell’anno (2006) con Robin Williams e Benvenuto presidente (2013) con Claudio Bisio, accennando a un piccolo confronto: il retroterra di Bisio è vagamente leghista, mentre Vasiliy Goloborodko (Volodymyr Zelensky), eletto a furor di popolo presidente del Paese, dopo che un suo sfogo sul malcostume del governo diventa virale su YouTube, ha ascendenze grilline» • A metà luglio 2023, intervistato da Giorgio Terruzzi in occasione del debutto come regista con L’ultima volta che siamo stati bambini, alla domanda Ridere e far ridere oggi. Con quali spunti? risponde: «Penso sia difficile trovarli, individuare modi e temi non scontati. Guarda, voglio farti una confessione a proposito della scelta di confrontarmi con la regia: non so come verrà accolto il film, dalla critica, dal mondo del cinema, dal quale sono sempre rimasto un po’ defilato, anche perché vivo a Milano. Spero semplicemente che venga intesa la mia sincerità. Un comico di Zelig che fa un film sulla Shoah? Può suonare male. Per questo non vedo l’ora che le persone lo vedano, magari apprezzando il coraggio, la voglia di affrontare un capitolo nuovo del mio percorso. Non c’è altro, nessuna strategia. Solo una bella favola che, per me, valeva la pena di raccontare e, spero, di ascoltare» (arriverà la candidatura al David Giovani, il 3 maggio 2024 sarà battuto da C’è ancora domani di 228. Paola CORTELLESI). A metà ottobre, intervistato da Renato Franco racconta: «Il mio maestro a sua insaputa è stato Dario Fo, andavo di nascosto a vedere le sue prove. Lo conobbi quando avevo solo 15 anni, durante un’occupazione al Cremona, il liceo scientifico. Gli chiesi se poteva venire da noi a scuola, convinto dicesse di no. Invece anche se non mi conosceva rispose subito di sì. Praticamente ci fece Mistero Buffo nell’Aula Magna e io rimasi affascinato da quell’affabulazione, dai versi di Cielo d’Alcamo e di Cecco Angiolieri. In quel momento ebbi la folgorazione sulla via di Damasco; mi dissi: io voglio fare quella cosa lì, senza sapere bene cosa fosse. Decisi di prenderlo come modello e maestro, i miei spettacoli in fondo sono delle affabulazioni» • 2024 - • 2025 -.
531. Raffaella PAITA La Spezia 23 novembre 1974. Politica • 2020 - • 2021 - • Dal 2018 deputato del Pd, dal 2019 con Italia Viva, nel 2022 è eletta al Senato: il 26 ottobre (La fiducia alla Camera per il governo Meloni), si legge che ha promesso il sostegno del suo partito alla commissione d’inchiesta sul Covid annunciata dalla premier (è un cavallo di battaglia di 6. Matteo RENZI) • «Fedelissima renziana», quando il 22 maggio 2023 si riuniscono al Senato i gruppi parlamentari di Azione e Italia viva, ultima occasione per cercare di ricucire i rapporti tra i due (ex?) alleati del Terzo Polo, dichiara: «La nostra intenzione non è rompere i gruppi in Parlamento, ma nemmeno farci ridere dietro dall’Italia». L’11 giugno è nominata «coordinatrice nazionale di Italia Viva». Alessandro Trocino: «Una doccia fredda per l’ex ministra Elena Bonetti e Luigi Marattin, responsabile economico. Che non sapevano della nomina, per un incarico peraltro finora inesistente. I due hanno diffuso una nota critica su Twitter e Matteo Renzi ha risposto da par suo, facendo capire che i due avrebbero voluto quel posto e per questo ora criticano» • A fine settembre 2024, i renziani si stufano degli ultimatum dei 5 Stelle, che non li vogliono nella coalizione in Liguria (voto il 27 e 28 ottobre). In una nota dichiara: «Siamo disponibili a fare gli accordi con il centrosinistra ma non a tutti i costi. Visto che non ci sono i tempi per costruire una lista alternativa, Italia viva non parteciperà alle elezioni, lasciando ai propri elettori la piena libertà di voto» (finirà col clamoroso successo del candidato del centrodestra 256. Marco BUCCI su 37. Andrea ORLANDO, l’Istituto Cattaneo confermerà che il centrosinistra ha pagato «l’anatema di Giuseppe Conte contro Matteo Renzi») • 2025 -.
532. Myrta MERLINO Napoli 3 maggio 1968. Conduttrice tv • 2020 - • A fine febbraio 2021 Massimo Gramellini scrive in un Caffè (Prodi-La Russa, Techetecheté): «Chi si ostina a guardare la tv, nella speranza continuamente frustrata che appaia un ministro di Draghi per comunicare qualcosa, ha potuto imbattersi in uno spettacolo d’altri tempi: Romano Prodi, dicesi Romano Prodi, che si ricollega con lo studio di Myrta Merlino da cui era stato appena congedato per bisticciare in diretta con Ignazio La Russa, dicesi Ignazio La Russa, su un tema fresco fresco: il passaggio dalla lira all’euro» • A metà agosto 2022, col compagno 653. Marco TARDELLI, è tra i vip e i turisti costretti alla fuga da due incendi a Pantelleria. A inizio settembre si parla della sua lunga intervista a 34. Liliana SEGRE, divenuta un podcast (Tienimi la mano) prodotto da Chora Media per il “Corriere della Sera”: «Ho avuto il privilegio di poter trasformare un rapporto professionale, giornalistico in una vera e grande amicizia, preziosa e profonda, in cui non si avvertono gli anni di differenza. Sono stata fortunata. Tutto questo ha portato al dialogo che si ritroverà in questo podcast diviso in tre parti…» • Dal 2011 conduttrice su La7 de L’aria che tira, a luglio 2023 passa a Mediaset per condurre Pomeriggio Cinque (lascia il posto a 435. David PARENZO, prende quello di 556. Barbara D’URSO) • 2024 - • 2025 -.
533. Marianna MADIA Roma 5 settembre 1980. Politico • 2020 - • Dal 2008 deputata del Pd, tra 2014 e 2018 ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione con 6. Matteo RENZI e 25. Paolo GENTILONI, a fine marzo 2021 è in ballottaggio con 171. Debora SERRACHIANI per il posto di capogruppo alla Camera. Tommaso Labate: «A dispetto di un metodo che sarebbe sembrato il tipico prodotto dei 5 Stelle degli esordi — l’applausometro che lanciò l’istantanea candidatura di Serracchiani alle Europee del 2009 e la “straordinaria inesperienza” vantata dalla Madia erano un leggerissimo anticipo sui tempi dell’“uno vale uno” — negli ultimi dodici anni le due deputate sono state in fondo lo Zenit e il Nadir del pianeta Pd, yin e yang che si fondono nello stesso simbolo. Una arrivava dal basso, l’altra dall’alto; una aveva usufruito dalla benedizione di Dario Franceschini per lanciarsi alle Europee del 2009, l’altra s’era fatta le ossa nella segreteria tecnica di Enrico Letta durante il governo Prodi dal 2006 al 2008. Ma entrambi i profili, alla fine, sono finiti in quel limbo in cui — carriere alla mano — si capisce bene che cosa hai fatto ma non c’è un giudizio unanime sul come». Il 30 le viene preferita la rivale, 66 voti contro 24 • Il 25 settembre 2022 è rieletta nella quota proporzionale del collegio Lazio 2 - 01 (eletta anche nel collegio Lazio 1 - 01, lascia quel seggio ad Andrea Casu) • Il 10 gennaio 2024 è con 47. Lorenzo GUERINI e 781. Lia QUARTAPELLE tra i tre deputati dem che votano a favore delle armi all’Ucraina (il resto del partito si astiene). A inizio maggio, quando 9. Elly SCHLEIN firma il referendum contro il job act, lei, che varò quella riforma, polemizza: «Se proprio doveva firmare, avrebbe potuto farlo prima di Conte» • Il 6 giugno 2025 è a Milano per l’iniziativa «Due popoli, due Stati, un destino» organizzata da Azione e Italia viva, ospiti l’ex ostaggio Aviva Siegel, rapita il 7 ottobre 2023 e poi rilasciata, e il dissidente palestinese Hamza Howidy. A fine ottobre è a Milano, dove l’area moderata del Pd si riunisce sotto lo slogan Crescere (con lei Guerini, Quartapelle, 255. Pina PICIERNO, 224. Graziano DELRIO, 474. Filippo SENSI, 235. Sandra ZAMPA, 467. Alfredo BAZOLI, 334. Simona MALPEZZI, 503. Walter VERINI.
534. Luisa RANIERI Napoli 16 dicembre 1973. Attrice • 2020 - • A metà novembre 2021 il marito 741. Luca ZINGARETTI racconta ad Aldo Cazzullo: «La conquistai sul set di Cefalonia. Le facevo trovare fiori dappertutto. Prenotavo l’intero ristorante, c’erano fiori su ogni tavolo. Cedette per sfinimento». Dal 24 novembre è distribuito nelle sale È stata la mano di Dio di 120. Paolo SORRENTINO, presentato in anteprima il 2 settembre in concorso alla 78ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia: «È una sorta di memoir, romanzo di formazione con punti e contrappunti di Fabietto Schisa, 17 anni, nella Napoli di Maradona e San Gennaro, attraverso fortune, disgrazie, miracoli, entusiasmi e dolori. Il film più amabile del regista de La grande bellezza» (Paolo Baldini). Il 25 dicembre arriva nelle sale 7 donne e un mistero di Alessandro Genovesi «film tutto al femminile, un noir all’italiana ma con imprinting inglese. Vigilia di Natale in una villa di campagna sotto una tormenta di neve. Il padre-padrone è stato accoltellato e le signore della sua vita si confrontano per capire chi è l’assassino. Con Margherita Buy, Luisa Ranieri, Sabrina Impacciatore, Micaela Ramazzotti, Diana Del Bufalo, Benedetta Porcaroli, Ornella Vanoni» (ibidem) • Candidata al David di Donatello come “non protagonista” per È stata la mano di Dio, il 3 maggio 2022 è battuta da Teresa Saponangelo (anche lei nel film di Sorrentino). A fine mese, intervistata da Dario Di Vico mentre sta girando la seconda stagione de Le indagini di Lolita Lobosco, all’osservazione Nel film di Sorrentino, È stata la mano di Dio, lei interpreta una donna che impazzisce perché non riesce ad avere figli replica: «È una donna che vede cose che gli altri non vedono. Non avere figli diventa per lei un dolore insuperabile nel quale si identifica e si perde. Sorrentino assegnandomi quella parte mi ha fatto un grande regalo. In genere mi offrono ruoli più consolidati o di amica della porta accanto o di donna sexy, in quello ho visto qualcosa di differente. “È un personaggio che ti darà tantissimo”, mi aveva detto saggiamente mio marito Luca. E dopo aver letto la sceneggiatura aveva aggiunto ridendo: “Se non vai tu, vado io”». Il 20 giugno vince il Nastro d’argento (la Saponangelo, nuovamente premiata, questa volta è stata considerata “protagonista”) • A inizio maggio 2023, quando il Napoli vince il terzo scudetto (atteso 33 anni) a Valerio Cappelli che la provoca dicendo Sabrina Ferilli dopo lo scudetto giallorosso fece uno spogliarello leggendario replica: «L’aveva promesso. Lei è una super tifosa, se lo facessi io non avrebbe senso, sarebbe esibizionismo mio e voyeurismo di chi mi guarda. No, mi spiace, non mi spoglio. Ma festeggio eccome. Napoli si mette in scena ogni giorno, stavolta la faccenda è grossa. Non mi perderò nulla» • Il 21 maggio 2024 durante il Festival di Cannes viene presentato in anteprima mondiale Parthenope, nuovo film di Sorrentino che il 24 ottobre arriva nelle sale. A Cappelli che le dice Nel film lei sembra Sophia Loren replica: «La povera Sophia non c’entra niente, io la adoro e lei non si è mai espressa in modo malevolo su Napoli. Greta è un archetipo, i capelli grossi, gli occhialoni, il modo di porsi degli Anni 70 e 80» (il film le varrà una nuova candidatura al David: il 7 maggio 2025 sarà battuta da 387. Valeria BRUNI TEDESCHI, premiata per l’interpretazione ne L’arte della gioia) • 2025 -.
535. Alberto TRENTINI Venezia 10 agosto 1979 • 2020 - • 2021 - • 2022 - • 2023 - • 2024 - • Il 14 gennaio 2025 su Prima ora si legge (Elena Tebano): «Un cooperante originario di Venezia, Alberto Trentini, è in carcere in Venezuela dallo scorso 15 novembre. “Il governo ci aiuti — l’appello dei familiari —, non sappiamo più nulla”. Nel Paese sudamericano l’opposizione è duramente repressa e vengono imposte restrizioni diplomatiche per chi avversa il regime di Nicolás Maduro. Trentini, in missione a Caracas con la ong Humanity & Inclusion per portare aiuti umanitari alle persone con disabilità, è stato fermato a un posto di blocco a Guasdualito e portato in un carcere militare insieme all’autista perché sul suo telefonino le autorità avrebbero rintracciato posizioni di appoggio all’opposizione». Il 5 febbraio Carlo Verdelli firma l’appello Non dimentichiamo Alberto: scrive che serve una mobilitazione come quella per 790. Cecilia SALA. Il 7 aprile la premier 1. Giorgia MELONI telefona alla mamma assicurando che si sta lavorando per salvarlo. A fine agosto, grazie all’intervento del ministro degli esteri 7. Antonio TAJANI, vengono liberati gli italo-venezuelani Amerigo De Grazia (arrestato il 7 agosto 2024) e Margarita Assenza (arrestata il 2 ottobre 2024), incarcerati in Venezuela in seguito alla loro attività politica. Il 12 settembre, rispondendo a una domanda del giornalista Stefano Pozzebon della Cnn, il ministro degli esteri venezuelano parla per la prima volta della sua sorte: assicura che conosce bene il caso, che «i suoi diritti umani non sono stati violati», che sta subendo un processo e ha un avvocato. Il 23 dello stesso mese è visitato per la prima volta da Giovanni Umberto De Vito, ambasciatore italiano a Caracas: insieme a lui un altro detenuto italiano, l’imprenditore Mario Burlò, i due stanno bene, anche se deperiti (Maduro non sembra avere intenzione di liberarli). Detenuto da 380 giorni, il 27 novembre riceve una nuova visita dell’ambasciatore, che riferisce di averlo trovato in condizioni di umore migliori rispetto alla volta precedente.
536. Roberto SALIS Cagliari 9 marzo 1966. Ingegnere • 2020 - • 2021 - • 2022 - • 2023 - • Padre di 181. Ilaria SALIS, maestra milanese arrestata in Ungheria l’11 febbraio 2023 con l’accusa di avere aggredito due neonazisti insieme ad altri manifestanti antifascisti (si dichiara innocente e ha rifiutato una sorta di patteggiamento che le sarebbe costato una condanna a 11 anni, per questo ora ne rischia 24), il 17 gennaio lancia un appello che sembra cadere nel vuoto. Il 29, quando su siti e Tg rimbalzano le immagini della figlia con mani e piedi incatenati, i ceppi legati a una specie di guinzaglio con cui viene trascinata come un cane in tribunale, commenta: «Ilaria si dichiara innocente, e porterà in aula tutte le motivazioni per dimostrare la sue estraneità alle accuse. Il punto è un altro: mia figlia deve uscire di lì, bisogna tirarla fuori. Denunciamo da tempo le condizioni in cui è detenuta, la privazione dei diritti fondamentali di una cittadina italiana, in un Paese europeo. Non è civile celebrare un processo equo in queste condizioni. Su questo mi sarei aspettato una indignazione trasversale». Gianluca Mercuri: «La domanda è: ci saranno l’“indignazione” e soprattutto la mobilitazione trasversali che auspica il padre della detenuta? Si riuscirà a farle scontare gli arresti domiciliari in Italia? E soprattutto: ci sarà comunione d’intenti tra le fazioni della politica?». Luca Angelini: «Un “giallo” c’è anche su quanto il governo sapesse di quel che stava accadendo a Ilaria Salis nelle carceri magiare. Tajani ha ribadito di non averne avuta notizia: “Le visite consolari sempre state fatte, sono state portate alla detenuta tutte le cose che lei chiedeva, non avevamo notizie di trattamenti di detenzione particolari”. Il padre di Ilaria, Roberto Salis, ha però detto in tv che l’ambasciata italiana a Budapest sapeva di manette e catene». Il 31 arriva una nota della Lega che, dopo il riconoscimento che le immagini di Salis in manette sono «scioccanti», aggiunge: «Il 18 febbraio 2017, a Monza, un gazebo della Lega veniva assaltato da decine di violenti dei centri sociali, e le due ragazze presenti attaccate con insulti e sputi da un nutrito gruppo di facinorosi. Per quei fatti Ilaria Salis è finita a processo, riconosciuta dalle militanti della Lega». Alessandro Trocino: «La replica dell’avvocato di Salis non lascia dubbi: la ragazza è stata assolta e fu lo stesso pm a chiedere l’assoluzione. E dunque la nota della Lega è, perlomeno, incompleta, se non fuorviante. Ma c’è di più, perché viene diffuso anche un video nel quale si vede Salis spingere via compagni di manifestazione, allontanandoli dai gazebo». Incurante delle smentite, dell’assoluzione e del video, 2. Matteo SALVINI insiste: «Spero che si dimostri innocente, perché qualora fosse ritenuta colpevole, atti di violenza imputabili a un’insegnante elementare che gestisce il presente e il futuro di bimbi di sei-sette-otto anni sarebbero assolutamente gravi». Poi aggiunge: «È assurdo che Salis in Italia faccia la maestra. Non può fare quel lavoro». Lui definisce le parole Salvini «fuori luogo» e minaccia querele. Il 2 febbraio ha un colloquio, a Milano, con 18. Ignazio LA RUSSA: chiede che alla figlia venga concesso di poter eleggere domicilio «presso l’ambasciata italiana», così da non ricevere un quarto «no» per pericolo di fuga alla richiesta di arresti domiciliari («Mi è sembrata una richiesta legittima. In passato è già stato fatto per i due marò. Non dipende da me, ma gli ho promesso che mi adopererò con il ministro competente e con la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, affinché la valutino» è la risposta del presidente del Senato). Il 5 incontra 23. Carlo NORDIO: «È andata peggio di quanto ci aspettassimo. Nessuna collaborazione, abbiamo presentato le nostre istanze, ma ci è stato detto che non possono essere accolte. Credo che resterà in carcere a lungo». Conclusione: «A difendere mia figlia Ilaria sono rimasto solo io». Giovanni Bianconi scrive che il ministro della giustizia avrebbe fatto presente che «il giudice ungherese potrebbe anche indispettirsi se il governo di un Paese straniero gli spiegasse in una nota ufficiale come funziona la propria legislazione; qualora gli interessi può studiarsela da solo, senza che altri gliela illustrino». Angelini: «Volevano una dichiarazione per ribadire che la detenuta in casa sarebbe sorvegliata dal braccialetto elettronico e puntuali controlli di polizia, oltre ad essere portata anche fisicamente nell’aula del tribunale di Budapest ogni volta che fosse stato necessario. Niente da fare, Nordio non s’è convinto». Il 28 febbraio, dopo aver incontrato Tajani alla Farnesina, il ministro degli esteri ungherese Péter Futsal Szijjártó dichiara: «È sorprendente che l’Italia cerchi di interferire in un caso giudiziario ungherese, questa signora, presentata come una martire in Italia, è venuta in Ungheria con un piano chiaro per attaccare persone innocenti per le strade come parte di un’organizzazione di sinistra radicale. Spero sinceramente che questa signora riceva la meritata punizione in Ungheria». Lui replica: «Dobbiamo chiedere al ministro ungherese cosa intende per martire, se intende una persona torturata per 35 giorni certo Ilaria è una martire». L’8 marzo un po’ d’ottimismo: «Finalmente abbiamo trovato il modo per avere un domicilio in Ungheria, la condizione necessaria per chiedere la detenzione domiciliare per mia figlia. È prudente che la modalità con cui è stata ottenuta la disponibilità di questo alloggio non sia divulgata». Poco prima Nordio aveva spiegato che «se fossero concessi gli arresti domiciliari in Ungheria allora sì, potremmo procedere con una richiesta per la trasformazione degli arresti domiciliari in Italia». Il 28, quando i domiciliari vengono negati, commenta: «È stata una prova di forza del governo Orbán». Critico nei confronti del governo («Può e deve fare qualcosa per impedire che un cittadino italiano venga trattato come un cane. Dovrebbero farsi un esame di coscienza»), attacca Nordio («Mi ha accusato di aver ritardato la richiesta di domiciliari in Ungheria, se non avessi fatto questo secondo lui mia figlia sarebbe stata libera già da un po’»), annuncia che chiederà aiuto al Quirinale, chiamando il presidente della Repubblica. Il primo aprile la figlia fa sapere dal carcere a 5. Sergio MATTARELLA di essere «molto contenta della vicinanza e della solidarietà che ha espresso» al padre, lo «ringrazia tanto per il coinvolgimento» e si dichiara «impressionata che abbia telefonato lui in prima persona e che l’abbia fatto con questa rapidità». Il 2 Zoltan Kovacs, segretario di Stato per le comunicazioni e le relazioni internazionali dell’Ungheria, scrive su X un durissimo post: «Il padre di Ilaria Salis ha fatto il giro dei media europei dicendo di essere preoccupato per la sicurezza della figlia finché sarà in Ungheria ma nessun gruppo di estrema sinistra dovrebbe vedere l’Ungheria come una sorta di ring di pugilato dove arrivare e pianificare di picchiare qualcuno a morte». Lui commenta: «Il processo è già stato fatto, il verdetto è già stato emesso». Il 3 9. Elly SCHLEIN esclude la possibilità di candidarla alle europee col PD: «Questa ipotesi non è in campo. Non c’è in corso nessuna trattativa. Ho voluto incontrare il padre di Ilaria Salis per discutere come possiamo aiutare a toglierla dalla condizione in cui si trova. Nel dibattito sul totonomi terrei fuori una situazione delicata come questa». Candidata da Alleanza Verdi e Sinistra, il 15 maggio la figlia vede accolto il ricorso dal tribunale d’appello ungherese: potrà uscire dal carcere e andare ai domiciliari a Budapest. Lui si dice comprensibilmente «felicissimo» ma aggiunge: «Finché è in Ungheria, non mi sento del tutto tranquillo» (e attacca ancora il governo, accusato di immobilismo). Il 9 giugno la figlia è stra-eletta al Parlamento europeo trascinando Alleanza Verdi-Sinistra al 6,62 %: dopo un anno, quattro mesi e tre giorni di detenzione, torna una donna libera: il 17 festeggerà i 40 anni nella sua casa di Monza • Il 23 settembre 2025, quando con un voto di scarto (13-12) la commissione Affari giuridici del Parlamento europeo si esprime contro la revoca dell’immunità alla figlia, udito il commento di 13. Carlo CALENDA («Il problema è Orbán ma è anche candidare una persona che va in giro a spaccare teste. Un poco di silenzio ci starebbe bene») non ce la fa a trattenersi e dà il via a un aggressivo botta e risposta sui social.
537. Alessandro CATTANEO Rho 12 giugno 1979. Politico • 2020 - • 2021 - • Dal 2009 al 2014 sindaco di Pavia, dal 2018 deputato (Forza Italia), a metà ottobre 2022, quando 1. Giorgia MELONI si appresta a varare il suo governo, Silvio Berlusconi «lascia socchiusa la cartelletta, che viene fotografata. Da qui si evincono i desiderata di Forza Italia per il governo: Tajani Esteri, Casellati Giustizia, Bernini Università, Gasparri Pubblica amministrazione, Cattaneo Ambiente e transizione o un altro non identificato» (Alessandro Trocino). Il 18 il totonomi lo dà alla pubblica amministrazione, invece è eletto capogruppo alla Camera. A fine novembre, quando un faccia a faccia tra la premier e 13. Carlo CALENDA sulla manovra agita la maggioranza, chiarisce che se «qualcuno romanza che ci annacquiamo con Calenda, nulla è più falso: Forza Italia ha raccolto nel Paese voti pari alla Lega ed è avanti a Calenda» • Il 15 febbraio 2023, quando Berlusconi è assolto nel terzo processo per il caso Ruby, chiede discutere al più presto «la proposta di legge per istituire una commissione parlamentare di inchiesta sull’uso politico della magistratura». Il 24 marzo si parla de il terremoto in Forza Italia. Gianluca Mercuri scrive che «nel partito-azienda la guerra di successione non solo è cominciata a babbo vivo, ma pare già finita. Vincitori: i governisti filo-meloniani, Antonio Tajani, l’eterno Gianni Letta e l’ormai leader de facto Marta Fascina». Paola Di Caro: «Sembra quindi a un passo il terremoto: i due capigruppo di Senato e Camera, la stessa Ronzulli e Alessandro Cattaneo, potrebbero essere ad horas defenestrati». Si dice che 32 deputati su 44 avrebbero firmato un documento contro di lui, accusato perfino di spiarli per scoprire eventuali incontri con Tajani. In «un clima da fine impero», «se qualcuno si salverà è probabile che sia Ronzulli, grazie al vecchio legame col leader». Il 28 marzo diventa vice coordinatore del partito e lascia il posto di capogruppo a 251. Paolo BARELLI • 2024 - • 2025 -.
538. Stefania SALMASO Ancona 26 febbraio 1955. Epidemiologa • Ex direttrice del Centro nazionale epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute (Cneps) dell’Istituto Superiore di Sanità, a fine marzo 2020, quando in piena pandemia da Covid-19 si parla de Il calo dei nuovi contagi, i dubbi su numeri e modelli, dichiara «I modelli matematici indispensabili ma non infallibili» • Per tutto il 2021 si susseguono i suoi interventi (sempre sollecitati da Margherita De Bac): il 10 marzo «I contagi tra i bimbi indice della svolta. L’unica strategia è limitare i contatti», il 23 aprile «Il coprifuoco è giusto: la sera è a rischio», il 14 maggio «È ancora presto per cantare vittoria. Anche in estate le cautele servono», il 30 ottobre «L’aumento dei contagi dipende soprattutto dai bambini non vaccinati», il 12 novembre «Ondata spinta dai non vaccinati. I loro motivi vanno indagati» ... • ... nel 2022 il 16 gennaio «L’epidemia rallenta, ma i morti sono ancora tanti per i contagi del periodo natalizio», l’11 febbraio «Le precauzioni individuali devono restare salde», il 12 marzo «L’aumento dei casi è l’effetto di meno restrizioni e dei pochi bimbi con il vaccino», il 20 aprile «È ancora troppo presto per dire addio alle mascherine», dopodiché gli italiani (forse pure la De Bac) si stufano... • 2023 - • 2024 - • 2025 -.
539. Olindo ROMANO Albaredo per San Marco 10 febbraio 1962 540. Rosa BAZZI Erba 12 settembre 1963 • 2020- • 2021 - • 2022 - • Condannati in via definitiva all’ergastolo il 3 maggio 2011 per la strage di Erba dell’11 dicembre 2006 in cui morirono a colpi di coltello e spranga Raffaella Castagna (30 anni), il figlio Youssef Marzouk (2), la madre Paola Galli (57) e la vicina Valeria Cherubini (55; il marito di quest’ultima, Mario Frigerio - morto a 73 anni il 16 settembre 2014 - colpito con un fendente alla gola si salvò grazie ad una malformazione congenita alla carotide) a metà aprile 2023 tornano a sperare nella libertà: il sostituto procuratore generale di Milano Cuno Tarfusser, si viene a sapere, convinto della loro innocenza ha scritto una richiesta di revisione del processo. Giusi Fasano: «La convinzione dell’innocenza ruota attorno a tre punti: la confessione dei due imputati, la testimonianza di Frigerio e la macchia di sangue di Valeria Cherubini sull’auto di Olindo. Dice in sostanza la difesa (e a questo punto anche Tarfusser): il riconoscimento di Mario Frigerio fu una “falsa memoria”, indotta dalle domande su Olindo che il luogotenente dei carabinieri Gallorini gli fece mentre lui era ricoverato in gravissime condizioni; la confessione di Olindo e Rosa fu ottenuta con “errate tecniche di intervista investigativa” e ci sono dubbi sulla raccolta, sull’analisi e sulla provenienza della macchia di sangue sul battitacco dell’auto. Tre questioni tutt’altro che nuove, perché già affrontate in secondo grado. Ma “lo sono ontologicamente”, spiega il magistrato nella sua richiesta di revisione, “in quanto fondano su conoscenze scientifiche, metodologiche e tecnologiche sviluppate successivamente alla prima decade di questo secolo, ma ancora di più lo sono se considerate e valutate unitamente alle prove già valutate e ancora di più alle prove in atti e mai valutate”». Subito la procuratrice generale Francesca Nanni e l’avvocata generale Lucilla Tontodonati bloccano la trasmissione degli atti perché, dicono, tocca a loro occuparsi della richiesta: lo faranno entro un mese. Il 28 la procura di Como interviene con un documento ufficiale firmato dal procuratore della Repubblica facente funzione Massimo Astori: «Stupisce che la proposta di revisione sia stata rapidamente ed integralmente divulgata prima della sua trasmissione all’autorità competente a valutarla e prima di un suo eventuale uso processuale. Stupisce che la premessa menzioni la collaborazione delle difese. Infine, che nell’atto siano contenute espressioni che contengono accuse di condotte abusive ed illegittime, se non di veri e propri reati, a carico di magistrati della procura di Como, a distanza di 16 anni dai fatti e senza giustificazione alcuna» • A inizio gennaio 2024 la Corte d’appello di Brescia accoglie e riunisce le due istanze di revisione presentate dai loro legali e da Tarfusser e stabilisce la data della prima udienza. Marco Imarisio: «“E poi, guardateli in faccia…”. Alla fine, tutto si riduce a questo. Le trasmissioni televisive, un procuratore generale che segue l’onda, piccoli tasselli che non quadrano, suggestioni, dubbi legittimi e le oscene insinuazioni sulla famiglia Castagna. Ma più di ogni cosa conta l’incredulità. Come disse nella sua arringa l’avvocato Enzo Pacia, scomparso poco dopo la condanna, guardate i due imputati, “osservateli nelle loro espressioni semplici come le loro menti”, e chiedetevi come possano aver compiuto un massacro del genere. L’estremismo omicida della strage di Erba ha sempre fatto pensare più all’opera di un commando che alla rabbia di due coniugi di mezza età con intelligenze ben sotto la media, circostanza certificata dagli psicologi che li hanno visitati. E così si torna a loro due». Elena e Andrea Frigerio, figli di Mario e Valeria Cherubini, non commentano la notizia; Beppe Castagna, uno dei due fratelli di Raffaella, promette: «Stavolta non ci presenteremo in aula. Se lo facciano da soli, il processo». Il primo marzo si tiene in corte d’Appello a Brescia la prima udienza sulla revisione. L’avvocato generale dello Stato Domenico Chiaro ribadisce con forza che non c’è alcun motivo per riaprire il processo («Tutte le presunte prove sono inammissibili») e che non si sarebbe arrivati all’udienza se non fosse stato per il «gran can can mediatico che si è sviluppato per effetto anche di interventi inopportuni». Il procuratore generale di Brescia Guido Rispoli sostiene che «Un regolamento di conti della criminalità organizzata per motivi di spaccio per spiegare la strage è assolutamente inverosimile. L’ipotesi del commando che aspetta in casa e poi fugge dal terrazzino è impossibile». Azouz Marzouk, marito padre e genero di tre delle vittime, va controcorrente: «Sto facendo questa lotta per tutti perché Olindo e Rosa sono innocenti e giustizia non è stata fatta. Stiamo ottenendo una parte di una rivincita, sono emozionato e questa giornata è importante anche per mio figlio, per Raffaella e le altre vittime». A sorpresa loro chiedono di non essere ripresi dalle telecamere. Il 10 giugno i giudici decidono di non riaprire il processo. Fasano: «Quelle presentate come “nuove prove” sono fuffa, è il senso della decisione dei magistrati, nulla che possa intaccare l’epilogo sempre uguale in ogni grado di giudizio. Perché, va detto, quanto sui media e nell’opinione pubblica il dibattito tra innocentisti e colpevolisti è stato incessante per 18 anni, tanto la giustizia non ha mai manifestato dubbi» • Il 25 marzo 2025 la Cassazione conferma l’inammissibilità della richiesta di revisione.
541. Francesco GRECO Napoli 13 novembre 1951. Magistrato • 2020 - • Dal 2016 procuratore capo di Milano, il 7 maggio 2021, alla vigilia dell’interrogatorio del pubblico ministero 219. Paolo STORARI, indagato per rivelazione di segreto, consegna agli inquirenti romani la relazione che ricostruisce da dicembre 2019 le tappe degli interrogatori dell’avvocato 270. Piero AMARA. Luigi Ferrarella & Fiorenza Sarzanini (Il caso della loggia Ungheria. Greco dà la sua relazione ai pm romani: io parte offesa): «E accusa proprio Storari di aver commesso un grave reato foriero di un duplice obiettivo: danneggiare gli accertamenti oppure rendere noti i nomi dei personaggi pubblici che Amara accusava di essere componenti della congregazione massonica. Tesi che Storari respinge, sostenendo che la stasi investigativa dei capi avrebbe in realtà danneggiato proprio lui». A fine mese Paolo Mieli (Magistrati e indagini: lo strano «metodo ungherese») scrive: «Per come sono andate le cose, è evidente che a Pedio (e al capo della Procura di Milano Francesco Greco) è subito parso che le indicazioni di Amara non fossero sufficientemente irrobustite da riscontri e che, perciò, quell’indagine non meritasse una corsia particolare. Storari fu di diverso avviso e, quattro mesi dopo l’interrogatorio, ritenne di denunciare questa sospetta lentezza al consigliere del Csm Piercamillo Davigo. Al quale consegnò copia dei verbali di Amara dopo esser stato da lui rassicurato circa la liceità di tale comportamento. L’intenzione dichiarata di Storari era quella di imprimere un’accelerazione all’indagine che Greco, a suo avviso, aveva frenato. Poi però Storari non fece caso al fatto che di mesi ne trascorsero altri dodici (un anno!) senza che si muovesse foglia». Dopo che 56 pm della Procura di Milano su 64, oltre a una trentina tra gip e giudici dei tribunali, hanno firmato un documento a favore di Storari e contro la richiesta di trasferimento avanzata, davanti al consiglio disciplinare del Csm, dal procuratore generale della Cassazione Salvi (per Ferrarella non è «assimilabile a una “sfiducia” a Greco e al suo gruppo dirigente»), il 30 luglio si legge che La Procura di Milano, una delle istituzioni vitali di questo Paese, è sempre più nel caos. Gianluca Mercuri: «Greco ha mandato una mail ai pm per dire che l’accusa di aver rallentato le indagini sulla presunta associazione segreta Ungheria, che gli muove il sostituto Paolo Storari, è frutto di “menzogne, calunnie e diffamazioni”». Il giorno dopo si viene a sapere che è stato messo sotto indagine dalla procura di Brescia per «indagini ritardate». Il 4 agosto il Csm respinge l’istanza di trasferimento d’urgenza di Storari «Sconfessando così anche il procuratore Francesco Greco, che è indagato per omissione d’atti d’ufficio e che sta andando in pensione lasciando nella confusione uno degli uffici giudiziari, finora, più temuti e autorevoli in Italia» (Alessandro Trocino). A inizio ottobre Ferrarella fa il punto dell’inchiesta della Procura di Brescia: lui finisce nel «paradiso» degli ormai archiviati, il suo vice 553. Fabio DE PASQUALE nell’«inferno» di coloro che si avviano a essere processati, la sua vice 658. Laura PEDIO nel «purgatorio» giudiziario di coloro che son sospesi (nel limbo cioè di accertamenti ancora in corso), i pm Storari e 760. Sergio SPADARO verso il giudizio assieme all’ex consigliere Csm 221. Piercamillo DAVIGO. A novembre va in pensione • Il 17 febbraio 2022 Davigo è rinviato a giudizio per rivelazione di atti d’ufficio (il 20 giugno 2023 sarà condannato in primo grado a un anno e tre mesi, pena confermata in appello il 7 marzo 2024 e resa definitiva dalla Cassazione il 5 dicembre) • A metà settembre 2023 si parla de La sanatoria sui soldi nelle cassette di sicurezza, una voluntary disclosure (autodenuncia) al Fisco dei contribuenti che detengono illecitamente capitali all’estero o nascondono contanti guadagnati in nero: in cambio della regolarizzazione della loro posizione, dovrebbero pagare solo una percentuale della somma nascosta. Gianluca Mercuri: «Il principale sostenitore storico dell’idea è l’ex procuratore capo di Milano Francesco Greco, che negli anni scorsi aveva stimato il tesoro nascosto in 200-300 miliardi (di cui la metà liquidi), una cifra pari o superiore a un decimo del debito pubblico italiano» • 2024 - • 2025 -.
542. Flavio COBOLLI Firenze 6 maggio 2022. Tennista • 2021 - • 2022 - • 2023 - • Il 13 settembre 2024 a Bologna è sconfitto da Zizou Bergs ma, grazie ai successi di 100. Matteo BERRETTINI e del doppio formato da 708. Andrea VAVASSORI e 686. Simone BOLELLI, gli azzurri hanno ugualmente la meglio nella sfida di Coppa Davis contro il Belgio. Il 15, dopo il successo di Berrettini, batte l’olandese Tallon Griekspoor e conquista la finale. Il 24 novembre, quando a Malaga gli azzurri conquistano l’insalatiera per la seconda volta consecutiva, lui non c’è: con 5624. Matteo ARNALDI è stato sostituito da 106. Lorenzo MUSETTI e 16. Jannik SINNER • Il 6 aprile 2025 vince il torneo di Bucarest. Il 7 luglio batte Marin Cilic e si qualifica per i quarti di finale del torneo di Wimbledon, il 9 perde in quattro set con Novak Djokovic. Il 19 novembre a Bologna, quarti di finale di Coppa Davis, batte l’austriaco Filip Misolic dopo che Berrettini ha fatto lo stesso con Jurij Rodionov; il 21, semifinale col Belgio, si prende la rivincita con Bergs dopo che Berrettini ha avuto la meglio su Raphaël Collignon; il 23, finale con la Spagna, dopo che Berrettini ha liquidato Pablo Carreño Busta il suo successo contro Jaume Munar vale all’Italia la terza Coppa Davis consecutiva. Premesso che «i Sinner non si programmano, ma i Cobolli sì», Massimo Gramellini sottolinea che «per quanto i puristi non manchino di far notare che Cobolli-Munar, la partita che ha assegnato l’insalatiera, in un torneo dello Slam sarebbe stata un trentaduesimo di finale, e che senza Sinner e Alcaraz (e i rispettivi numeri 2: Musetti e Davidovich-Fokina) questa sfida era Italia B contro Spagna B» la vittoria «È stata bellissima lo stesso. E la foto di Cobolli che in semifinale, e in pieno delirio agonistico, squarcia la maglia azzurra finirà dritta nell’album dei ricordi accanto a quella di Sinner che si pianta a braccia alzate sull’erba di Wimbledon».
543. Camilla “Milly” CARLUCCI Sulmona 1 ottobre 1954. Conduttrice tv • Il 7 dicembre 2020 presenta in eurovisione assieme a Bruno Vespa A riveder le stelle, concerto che a causa della pandemia di COVID-19 sostituisce la tradizionale “Prima” della Scala di Milano. Aldo Grasso, Alla Scala uno show maestoso (con qualche eccesso «sociale»), commenta: «Il melodramma è la sublimazione del kitsch prima che il kitsch esistesse, una perfetta forma di contaminazione che fonde high e low brow per creare un prodotto popolare. La musica è così avvolgente che lascia spazio alla dittatura del cuore, sia ai piaceri semplici che alle degustazioni più raffinate. Come il finale del Guglielmo Tell che chiudeva un tempo le trasmissioni della Rai (senza però Milly Carlucci e Bruno Vespa)» • Come sempre dal 2016, il 7 dicembre 2021, con la fine delle restrizioni Covid, torna a condurre la diretta di Rai 1 dalla “Prima” della Scala, sempre affiancata da 53. Bruno VESPA. Grasso (Vespa, Carlucci e l’opera lirica multimediale vista in tv) stavolta commenta: «Nella festa della milanesità, nel giorno fausto in cui l’apertura della Scala coincide, per voluta simbolicità, con la celebrazione di Ambrogio, il santo protettore della città, a commentare il Macbeth su Rai1 vengono su due da Roma: Milly Carlucci e Bruno Vespa. Toccherà assegnare loro anche l’Ambrogino d’oro pop. Per carità, nessuna rivendicazione campanilistica, ma una semplice constatazione o forse il ricordo dei tempi in cui gli Elio Sparano sapevano gestire da Milano la Prima della Scala e anche il prima della prima» • Dal 2005 conduttrice di Ballando con le stelle, a metà novembre 2022 è di nuovo nel mirino di Grasso (Se Milly Carlucci dà spazio a un Montesano no vax e pro X Mas per un pugno di share in più): «Nonostante gli innumerevoli sforzi, Milly Carlucci perde quasi sempre la sfida con Tu si que vales di Maria De Filippi. Più che dei meriti di De Filippi, forse converrebbe parlare dei demeriti di Carlucci (le conduttrici, non le persone). La prima è campionessa di determinazione, dura e opaca, di pianificazione delle risorse, di imprenditorialità; si è fatta la fama di essere “Maria la sanguinaria”. La seconda no, vuol apparire come una signora bene che invece di organizzare partite a burraco si cimenta con la scena televisiva. Sorride sempre ma è più ostinata di De Filippi, per qualche punto in più di share ha chiamato persino Montesano (complottista, paladino della resistenza al Nuovo Ordine Mondiale, no vax, anti-5G, contro il canone Rai). La parte più interessante di Ballando con le stelle è il ballo, con le sue coreografie, con il coraggio di chi si butta in pista anche non avendo doti particolari. Carlucci, invece, ha spostato tutta l’attenzione sulla giuria, scegliendo persone che hanno fatto della provocazione la loro missione professionale. Costrette a rinunciare al talento, si sono specializzate nell’urlo. Carlucci sembra un’orfana di sentimenti e di passioni, una fiamma senza fuoco, un fulgore che non illumina. Sorride e intanto dà in pasto ballerine e ballerini alle palette della giuria. Sorride, fingendo di smorzare le polemiche ma facendo di tutto per alimentarle. Sorride ma dispone le parole con perversa scaltrezza. Sorride, volendo conciliare pettegolezzo e pedagogia coreutica. In un eclettismo del sorriso e della disperazione, Ballando con le stelle ci ha regalato volutamente anche la maglietta della X Mas» • 2023 - • A inizio dicembre 2024 Guillermo Mariotto è accusato dalla senatrice di Fratelli d’Italia Susanna Donatella Campione di aver molestato un ballerino - gli ha toccato le parti intime - nella puntata di Ballando con le stelle del 30 novembre. Lei commenta: «È chiaro che avesse solo perso l’equilibrio, non scherziamo. Se ci fosse stato qualcosa di scorretto sarebbe subito esploso, senza contare che poi abbiamo chiesto direttamente al ballerino, Simone Iannuzzi, che nemmeno si era accorto: ha detto che quando gli hanno fatto vedere il video si è messo a ridere» • A fine giugno 2025 Ballando con le stelle è confermato nei palinsesti Rai per un’altra stagione.
544. Alessandro DEL PIERO Conegliano 9 novembre 1974. Ex calciatore • Nonostante abbia contribuito al titolo mondiale del 2006 (autore al 121’ del 2-0 che a Dortmund ha chiuso la semifinale con la Germania, realizzatore del quarto dei cinque rigori che ci hanno dato la vittoria nella finale con la Francia), il 21 luglio 2020 (Gli abbiamo rifatto il cucchiaio?), Gianluca Mercuri, paragonando il gesto «con cui Francesco Totti beffò il portiere dell’Olanda Van der Sar in una storica semifinale europea» all’accordo sul Recovery Fund («La resistenza dell’Olanda - e degli altri “frugali” del Nord - è stata vinta?») ancora gli rinfaccia la sconfitta contro la Francia nella finale dell’Europeo 2000 «per sudden death, morte improvvisa dopo un gol preso nei supplementari — una specie di parametro di Maastricht calcistico applicato a noi e poi mai più — e dopo essersene mangiati un paio con Alessandro Del Piero» • Il 17 novembre 2021, anche Aldo Cazzullo (Il calcio maestro di vita) lo accosta a Totti, quasi non si possa più parlare di lui senza citare l’amico/rivale: «Per noi italiani il calcio non è soltanto uno sport. È un grande romanzo popolare, è la nostra forma di epica, in cui Ettore e Achille sono incarnati di volta in volta da Meazza e Piola, da Rivera e Mazzola, da Totti e Del Piero» • Il 26 marzo 2022 è Mario Sconcerti a tirarlo in ballo (Il peso del risultato e l’eccesso di schemi. Così la Nazionale ha perso attaccanti e campioni): «C’è una domanda semplice a cui nessuno sa rispondere: perché da trent’anni non nascono più grandi giocatori in Italia? Da due generazioni si è fermato tutto. È la prima volta che capita. Negli anni Sessanta abbiamo avuto Rivera, Mazzola, De Sisti, Riva, Prati, Burgnich, Facchetti. Dopo di loro Rossi, Antognoni, Tardelli, Conti, Scirea, Zoff. Poi Del Piero, Totti, Zola, Buffon, Cannavaro, Baresi, Baggio, Maldini. Oggi più nessuno» • Campione del mondo con la Juventus nel 1996 (suo il gol che a Tokyo decise la finale col River Plate), squadra seguita nel 2006 pure in B (campionato concluso con la promozione e il titolo di capocannoniere), il 21 ottobre 2023, a Walter Veltroni che gli chiede Tu nella Juventus, Totti nella Roma, Maldini nel Milan. Perché voi che avete scritto la storia restando, nei momenti fortunati e in quelli sfortunati, con quella maglia, non siete ai vertici delle società? risponde: «Le persone mi chiedono: “Perché non torni alla Juve?”. Io rispondo che non devo tornare, perché non sono mai andato via. Quando passi tanto tempo e tante esperienze in una comunità le radici affondano nel terreno. Ok, oggi non ci lavoro, va bene — magari in futuro le cose cambieranno, chi lo sa? —, ma non mi sentirò mai lontano. Una parte importante del mio cuore è lì. E lo sarà per sempre. Sempre dalla stessa parte» • Il 26 giugno 2024, dopo che «un Assange negli spogliatoi della Nazionale» «avrebbe osato spifferare il segreto peggio custodito dell’umanità: che il c.t. condivide le sue scelte con i senatori della squadra», Massimo Gramellini (Spallettileaks) ne sancisce la catalogazione storica come vice azzurro di Totti accusando Spalletti di aver scatenato «una caccia alle streghe col rischio di spaccare lo spogliatoio, anziché ricompattarlo come Bearzot e Lippi» «senza contare che uno aveva in squadra Conti-Tardelli-Rossi e l’altro De Rossi-Pirlo-Totti. O Del Piero, a scelta» • 2025 -.
545. Damiano TOMMASI Negrar 17 maggio 1974. Politico • Ex calciatore (campione d’Italia con la Roma nel 2001), dal 2011 presidente dell’Associazione Italiana Calciatori, l’8 marzo 2020, mentre in piena emergenza Covid-19 si parla de L’impossibile prova di normalità: il calcio torna in campo a porte chiuse (con Juve-Inter) ma ha paura sul suo profilo ufficiale scrive: «Fermiamo il campionato». Il 30 novembre lascia il posto a Umberto Calcagno • 2021 - • Il 26 giugno 2022 è eletto sindaco di Verona. Elena Tebano: «Consegna al centrosinistra una città che da quindici anni era una roccaforte incontrastata del centrodestra. Quest’ultimo paga le divisioni interne: tra Federico Sboarina, sindaco uscente ed esponente di Fratelli d’Italia, appoggiato anche dalla Lega, e l’ex leghista Flavio Tosi, passato a Forza Italia dopo il primo turno. Neppure per il ballottaggio hanno saputo trovare un accordo». Riccardo Bruno: «Dicono che nella Roma dello scudetto del 2001, che schierava gente come Totti, De Rossi* e Batistuta, era lui il vero perno del gioco. Gli è sempre piaciuto dettare tempi e regole, ma a modo suo. “Centrocampista atipico” lo definì l’allenatore Fabio Capello, e anche adesso si fa fatica a incasellarlo. Già cinque anni fa gli proposero di correre per diventare sindaco, lui rispose cordialmente di no perché era impegnato alla guida dell’Associazione italiana calciatori. Un sindacalista, ancora una volta atipico, rappresentante di una categoria privilegiata, a volte più forte degli stessi datori di lavoro. Un ruolo complicato, in cui ha imparato l’arte della diplomazia e la capacità di offrire un punto di vista insolito. Come fa adesso: “Abbiamo provato a proporre un modello di politica diverso: civico, autentico, partecipato”. Tommasi ha sempre avuto visione di campo e la consapevolezza che il gol non nasce dall’improvvisazione. Ha chiamato la coalizione che l’ha sostenuto “Rete!”, nome che gioca con il suo passato e mostra la volontà di unire a dispetto dei distinguo». *De Rossi nella Roma dello scudetto non c’era • Il 29 maggio 2023, quando a Vicenza il candidato di centrosinistra 1559. Giacomo POSSAMAI batte il sindaco uscente Francesco Rucco si parla di «Un successo simile a quello di Damiano Tommasi un anno fa a Verona, il che vuol dire che il centrosinistra ha smarrito la chiave in molti posti ma forse la sta trovando nel Veneto leghista, ma un tempo, appunto, ultra-dc» (Gianluca Mercuri) • A fine febbraio 2024 si legge che 269. Alessandra TODDE, candidata alla presidenza della Regione Sardegna, «è stata imposta dai 5 Stelle, con il Pd al seguito: non vuole né Conte né Schlein ai comizi, sperando di emulare il sindaco di Verona Damiano Tommasi» (Alessandro Trocino) • 2025 -.
546. Dino ZOFF Mariano del Friuli 28 febbraio 1942. Ex calciatore • Portiere (e capitano) della nazionale campione del mondo nel 1982, il 9 dicembre 2020, quando muore Paolo Rossi, Gaia Piccardi scrive: «Sono passati 38 anni dal giro di campo al Bernabeu accanto a Zoff serissimo, Causio a petto nudo, Selvaggi e Massaro con la tuta delle riserve, Tardelli rauco per l’urlo, Bergomi baffuto, Bearzot venerabile vecio. La notte più bella della nostra vita» • Campione d’Europa nel 1968 (l’unico calciatore italiano ad aver fatto doppietta col mondiale), quando l’11 luglio 2021 l’Italia conquista a Wembley un titolo atteso 53 anni, Aldo Cazzullo commenta: «Nulla a che vedere con la Nazionale che vinse nel 1968: Zoff, Facchetti, Mazzola, Anastasi, Rivera, Riva…» • Il 28 febbraio 2022 compie 80 anni. A Carlos Passerini che gli chiede qual è il primo ricordo della sua vita? risponde: «La campagna friulana, un pallone, la porta senza pali. Poi il resto: le corse, i giochi, i primi tuffi nell’Isonzo, i boschi, le bestie, mio padre e mia madre, nonna Adelaide che mi allenava a parare lanciandomi le prugne. E il dialetto. A volte mi accorgo di pensare in friulano». E il primo ricordo dei suoi vent’anni? «Sempre un pallone. Il calcio che diventa un mestiere. Prima era solo una passione. Lavoravo in officina, riparavo motori a Gorizia: sessantamila lire di paga. Lì è iniziato tutto: Udinese, poi a Mantova dove ho incontrato la mia Anna che ancora oggi mi sopporta, quindi il Napoli, la Juve». Quaranta. Buttiamo lì: i Mondiali dell’82? «La notte di Madrid, Bearzot, Scirea, la partita a scopone con Pertini in aereo. Sì, è vero che poi si scusò per l’errore. Mi scrisse un telegramma: “Vieni a trovarmi. Giocheremo a scopone e cercherò di non fare più gli errori che mi hai giustamente rimproverato”. Grande uomo ». Sessanta. «Gli anni da allenatore. Emozioni diverse, ma sempre intense. Come la storia delle dimissioni da c.t. all’Europeo del 2000. Le frasi di Berlusconi dopo la finale persa con la Francia andarono oltre la critica. Dimettersi, in un paese in cui nessuno si fa da parte, fu un gesto rivoluzionario». A maggio Cazzullo scrive che 282. Gianluigi BUFFON è «il secondo più grande portiere di tutti i tempi — il primo è ovviamente Zoff». L’11 luglio, quarant’anni dal trionfo del Bernabeu, 653. Marco TARDELLI racconta a Cazzullo: «Passato il girone eliminatorio, avemmo un giorno libero. Ci videro in giro con le mogli, e scrissero che non ce lo eravamo meritato. Decidemmo che era troppo. Così scegliemmo il più loquace, perché parlasse per tutti...». Dino Zoff. «Riconosco che fu una forma di crudeltà verso i giornalisti. Dino li faceva impazzire. Rispondeva a monosillabi». A novembre Massimo Gramellini scrive: «Se vuole durare, la Meloni farà bene a prendere esempio dalla Nazionale di Bearzot del 1982, quando l’unico autorizzato a parlare era Zoff, un capitano decisamente più taciturno di Salvini» • 2023 - • Il 22 gennaio 2024, quando muore Gigi Riva, confida: ««A Gigi mi legano tante cose, abbiamo fatto il servizio militare assieme, poi vincemmo gli Europei del 1968 e abbiamo continuato con le altre nazionali, fino al 2000 quando io ero il ct e lui era dirigente. Avevamo un grande rapporto, era impossibile non essergli amico» • 2025 -.
547. Simone PILLON Brescia 1 giugno 1971. Politico • 2020 - • Dal 2018 senatore della Lega, a fine maggio 2021 suscita polemiche parlando di «ragazze più propense a materie di accudimento». Massimo Gramellini (Il minatore Pillon): «Secondo il senatore Pillon “è naturale che i maschi siano più appassionati a discipline tecniche, tipo ingegneria mineraria, mentre le femmine abbiano una maggiore propensione per le materie legate all’accudimento, come ostetricia”. Sarebbe ingiusto negare i progressi del senatore Pillon. Contrariamente a quanto affermato dai suoi detrattori, egli non pensa più che le donne possano uscire dalle caverne solo per svolgere la preziosa funzione di raccoglitrici. In un afflato di magnanimità, concede loro di fare persino le ostetriche, si presume con il consenso scritto del padre o del marito. Non però di andare in miniera, dove peraltro e per fortuna non ci va quasi più nessuno. Neanche Pillon, anche se magari ogni tanto gli farebbe bene. Il buio pesto è una grande fonte di ispirazione. Perché il teorico della disparità di genere ha sentito il bisogno di ribadire che certi mestieri sono più adatti ai maschi e altri alle femmine? Era offeso con l’università di Bari che, pur di incentivare le ragazze a iscriversi alle facoltà scientifiche, ha ridotto loro le tasse. Secondo Pillon, le ragazze non si iscrivono in massa a ingegneria mineraria per una legge di natura che le spinge a preferire il biberon alla torcia e le pappe alle mappe. Ma è tipico dei reazionari sbandierare presunte leggi di natura per nascondere sicuri ritardi di cultura. Così almeno la pensa un maschio degenere come il sottoscritto. Nel dubbio, chiederò lumi a una mia amica laureata in ingegneria». Il 27 luglio (Verso l’obbligo di vaccino per il personale scolastico) si legge che «la questione vaccini continua ad agitare il centrodestra, soprattutto la Lega. La scelta di Salvini di vaccinarsi non ha sciolto l’ambiguità di fondo, visto che molti esponenti noti — il solito Borghi, lo “Steve Bannon italiano” Armando Siri, il senatore Pillon saranno domani in piazza a contestare la misura varata dal loro governo» (Gianluca Mercuri) • Il 23 marzo 2022, passato quasi un mese dall’invasione dell’Ucraina (24 febbraio), Milena Gabanelli (Quei parlamentari indifferenti alla tragedia) scrive: «Loro in Aula non c’erano ad ascoltare l’appello del leader di un Paese europeo che chiede aiuto perché da 27 ininterrotti giorni Putin sta bombardando, massacrando, riducendo alla fame, e con la prospettiva di ridurre in macerie il suo Paese. Mentre ormai milioni di donne sono in fuga per salvare i loro bambini. Da liberi cittadini, e liberi deputati e senatori di un Paese libero, possono fare ciò che credono: c’è chi può permettersi di dire che le dittature sanguinarie sono belle, chi pensa che Putin abbia ragione, chi preferisce prendere le distanze da entrambe le parti. Si chiamano Bianca Laura Granato del gruppo misto, Gabriele Lorenzoni e Vito Petrocelli del M5S, Simone Pillon della Lega, Matteo Dall’Osso e Veronica Giannone di Forza Italia, Pino Cabras e altri 18 del gruppo l’Alternativa, Emanuele Dessì del Partito comunista, Michele Giarrusso e Gianluigi Paragone di Italexit». Cofondatore del Family Day, a inizio settembre, in vista delle elezioni anticipate, Elena Tebano lo definisce «forse il politico più attivo sul fronte cosiddetto “no gender”. In sintonia col premier ungherese Viktor Orbàn, deferito dall’Unione europea alla Corte di giustizia dell’Ue per le violazioni ai diritti delle persone lgbt+, ad aprile ha twittato: «Nella costituzione ungherese ora si legge “il diritto dei bambini a un’identità corrispondente al loro sesso alla nascita” e “La madre è una donna, il padre è un uomo”. Lo dovremmo prevedere anche noi». «Ultracattolico» noto per le sue posizioni antiabortiste e contro i diritti per le coppie omosessuali, il 25 settembre non è eletto nel collegio plurinominale Umbria - 01: «Il mio seggio non è scattato ma io non mi arrendo. Resto a disposizione della Lega e del centrodestra e continuerò a difendere la vita, la famiglia e i valori cristiani» • A inizio maggio 2023, quando l’appuntato scelto Angelo Orlando si sposa col parrucchiere Giuseppe, Massimo Gramellini (Nei secoli fedele) commenta: «Il fatto che lavori a Palazzo Chigi, i cui attuali inquilini non vanno particolarmente pazzi per i matrimoni gay, dà alla sua scelta un significato ironico» («penso allo sgomento che starà provando il senatore Pillon») • A metà aprile 2024, quando Azzurra Carnelos, giovane donna di Oderzo che ha sospeso la chemio per mettere al mondo un figlio, muore ringraziando tutti, Gramellini commenta sollevato che «persino il campione dei “Pro Vita”, Simone Pillon, nell’esaltare la signora Carnelos ha resistito alla tentazione di contrapporla polemicamente a chi non desidera avere figli» • 2025 -.
548. Luigi CIOTTI Pieve di Cadore 10 settembre 1945. Presbitero • 2020 - • A fine marzo 2021, a Roberta Scorranese che ricorda intuì prima di molti altri che stava arrivando l’eroina racconta: «Me lo fece capire Mario nei primi anni Sessanta. Era un medico che era finito sulla strada dopo aver perso tutto. Io ero già nell’Azione Cattolica, mi avvicinai per parlargli ma lui mi indicò un gruppo di giovani davanti a un bar. Bevono, mi disse, e prendono anche delle pasticche. All’epoca le amfetamine te le vendevano in farmacia, per aumentare la concentrazione. Ma Mario aveva visto lo “sballo”». Nacque così il Gruppo Abele, da una domanda tra le più difficili: «Sono forse io il custode di mio fratello?» E la risposta è «sì». «Erano gli anni Sessanta, cominciammo con i senza dimora poi presero ad arrivare i tossicodipendenti. Non volevano tornare a casa. Mi dicevano: “Spacciano sotto casa mia, se torno lì ci ricasco”. Il punto è che lo Stato non poteva riconoscere quel disagio senza ammettere anche che la cosiddetta società del benessere era piena di storture e di ingiustizie» • 2022 - • Fondatore nel 1995 della rete contro le mafie Libera, il 21 marzo 2023, giornata dedicata alle vittime della mafia, 70 mila persone lo ascoltano a Milano in piazza Duomo: «Ricordare tutte le vittime innocenti della violenza criminale mafiosa è fondamentale e questa è una giornata che noi abbiamo fortemente voluto; ma non dobbiamo neanche dimenticarci che l’80% di questi familiari non conosce la verità o ne conosce solo una parte». A fine luglio, partecipando ad un’iniziativa a Bovalino, nella Locride, dice: «Il Ponte sullo stretto non unirà due coste, ma due cosche». 2. Matteo SALVINI non la prende bene: «Una vergogna e una mancanza di rispetto nei confronti di milioni di persone perbene che meritano di lavorare, di studiare e di fare il pendolare di andare a farsi curare come tutti gli altri» • A fine maggio 2024 Gian Antonio Stella racconta Don Ciotti vittima dell’AI: voce e volto rubati dai truffatori della Rete per promuovere pozioni anti artrite: la «credibilità del protagonista infaticabile della guerra alle mafie, alla corruzione pubblica, alla droga, allo sfascio del territorio, è stata usata infatti da una banda di ciarlatani venditori di pozioni magiche per guadagnare su Facebook la fiducia di clienti sprovveduti e sofferenti». Il video originale mostra Don Luigi in occasione della Giornata contro le mafie a Tor Vergata, «l’aria sofferente per la stanchezza di tante battaglie spacciata per una malattia dovuta ai dolori muscolari, il clone di Don Ciotti con la voce quasi identica a quella vera, dice scempiaggini inverosimili titillando tutti i peggiori pregiudizi nei confronti dei medici per smerciare unguenti e pozioni da ciarlatani» • Il 21 marzo 2025 (giorno del ricordo delle vittime della mafia) dichiara: «Il grande problema del nostro Paese è la corruzione. Invece vedo giorno dopo giorno il tentativo di smantellare leggi preziose per individuare i “reati spia” della presenza mafiosa. Vedo la cancellazione dell’abuso di ufficio, il depotenziamento del reato di traffico di influenze illecite, la liberalizzazione del sistema degli appalti, gli ostacoli crescenti al lavoro della Corte dei conti...». Il 10 settembre, quando compie 80 anni, dice a Stella: «Vedo crescere l’individualismo, i personalismi. Io, io, io... Mi preoccupa l’indifferenza, la superficialità. Al centro non c’è più l’ecosistema ma l’“Ego-sistema”. Non solo da noi. Ci sono cinque persone (cinque!) che in questi momenti di grande conflitto, guerre, genocidi, fragilità, hanno guadagnato negli ultimi tempi il 114% in più dei loro capitali. Cinque in tutto il mondo. Mentre cinque miliardi di persone già povere stanno peggio. Serve una riflessione. Forse non c’è mai stata tanta corruzione nel mondo. Basta vedere come Trump intende la trattativa. Questi si sentono padroni del mondo. Si sentono immortali».
549. Gian Carlo BLANGIARDO Arona 20 dicembre 1948. Demografo • Dal 4 febbraio 2019 presidente dell’Istat, il 3 luglio 2020 a Montecitorio (Non è andato e non andrà tutto bene: nel rapporto Istat i conti in rosso della popolazione italiana) spiega che «l’aumento dei decessi è tale da interrompere e invertire la consolidata tendenza all’aumento progressivo della speranza di vita degli italiani», «quasi un anno in meno di aspettativa di vita in media» ma anche «vent’anni» «nelle aree più colpite», non bastasse, «nel periodo post-Covid la caduta della natalità potrebbe anche subire un’accelerazione. Non c’è dubbio che la scelta sempre più impegnativa se fare o meno un, o un altro, figlio andrà sempre più maturando in condizioni di incertezza economiche e non solo, sulla cui durata non è dato di sapere». A inizio settembre, intervistato da Federico Fubini, quantifica: «Fare previsioni è difficile, ma temo che nel 2021 potremmo scendere sotto le 400 mila nascite». Erano più di un milione nel 1964, 576 mila nel 2008. «Da notare che il declino riguarda anche la popolazione straniera. L’immigrazione oggi porta 62 mila nati all’anno, dopo essere arrivata a 80 mila. Ma aldilà dei fattori congiunturali — la crisi, la pandemia — in Italia c’è soprattutto un effetto strutturale, perché si sta riducendo il numero di persone in età feconda. I nati all’apice del baby boom oggi hanno 56 anni. Le generazioni in età riproduttiva saranno sempre più ristrette». A metà dicembre calcola: «Alla fine del 2020 supereremo i 700 mila morti, come nel 1944, quando eravamo nel pieno della Seconda guerra mondiale» • A fine giugno 2021 «L’Istituto presieduto da Gian Carlo Blangiardo registra un’accelerazione in “tutti i principali raggruppamenti di industrie”» • A ottobre 2022 Roberto Volpi (Allarme denatalità, e il Paese invecchia) scrive che «l’Istat sotto la guida ispirata del professor Blangiardo, ha da tempo lanciato l’allarme e pubblicato previsioni della popolazione italiana che prevedono una perdita di 12 milioni di abitanti entro il 2065 che corrisponde grosso modo alla previsione Onu per la fine del secolo» • A metà marzo 2023 lascia la presidenza dell’Istat. A maggio, Stati generali della natalità, ribadisce: «Le previsioni per i prossimi anni dicono che i 59 milioni di italiani di oggi scenderanno a 48 milioni scarsi. Spariranno 11 milioni di persone». A metà settembre scrive in un intervento che «Ogni nascita non è solo un fatto privato di chi vive la genitorialità, ma è anche un evento di rilevanza e interesse collettivo. Un evento che, in una visione di bene comune, andrebbe collocato nella prospettiva di avere un paio di braccia in più affinché, quando sarà giunto il momento, possano aiutarci a remare più forte per andare avanti» • 2024 - • 2025 -.
550. Selvaggia LUCARELLI Civitavecchia 30 luglio 1974. Giornalista • 2020 - • 2021 - • A fine novembre 2022 Massimo Gramellini (Aggressione selvaggia) scrive: «Che diritto ha la gente di giudicare il dolore degli altri? Nessuno, ma da quando la tecnologia le ha messo in mano lo strumento adatto, quel diritto se lo è preso con estremo gusto. L’ultimo bersaglio è la giornalista Selvaggia Lucarelli, crocefissa sui social per avere partecipato a Ballando con le stelle poche ore dopo la morte della madre, e per averlo fatto “tutta elegante e truccata”, come se l’unica modalità di lutto accettabile fosse quella delle prefiche scarmigliate che piangono ai funerali. Insomma, se ti tieni dentro la sofferenza, sei una persona insensibile. Se però la esprimi in pubblico, stai facendo pornografia dei sentimenti». A fine dicembre, a Renato Franco che le chiede Ci si abitua agli hater? risponde «No, ma ai miei livelli ormai c’è un forte margine di accettazione. Il singolo individuo insultante per me ormai non merita più un’attenzione particolare, mi preoccupa di più l’odio organizzato, alimentato da capipopolo squilibrati, come le chat dei no vax». Ha paura fisica a volte? «Alla presentazione del libro a Roma lo scorso anno avevo la polizia a vigilare per le minacce dei no vax. Sotto casa mi guardo intorno, sto attenta a chi mi passa accanto. Detto ciò, mi sa che ho rischiato di più nei corridoi di Ballando quest’anno» • A metà dicembre 2023, scoperchiato «il caso del pandoro» Balocco, Massimo Gramellini la definisce «la nemesi di Ferragni» (vedi 52. Chiara FERRAGNI) • Il 15 gennaio 2024 le polemiche sulla gogna social. Elena Tebano: «Giovanna Pedretti, 59 anni, titolare della pizzeria “Le Vignole” di Sant’Angelo Lodigiano era stata al centro di un caso nato dalla presunta recensione di un cliente che lamentava di essersi sentito a disagio cenando accanto a una coppia gay e un disabile. La sua risposta, che invitava il cliente a non tornare nel locale, era stata raccontata sui giornali (anche dal Corriere) e lodata sui social. Nei giorni successivi però sono stati sollevati dei dubbi sull’autenticità della recensione del cliente. Tra i primi a ipotizzare che potesse trattarsi di un fake la giornalista Selvaggia Lucarelli e il suo compagno, lo chef Lorenzo Biagiarelli. Intervistata dal Tg3 la ristoratrice aveva dato delle risposte contraddittorie. Ed era diventata bersaglio di numerosi attacchi, anche online. Ieri pomeriggio, a poco più di 24 ore dai primi dubbi sulla sua onestà, Pedretti è stata trovata morta: secondo le prime ricostruzioni si sarebbe suicidata. Ora le polemiche si sono estese a Lucarelli e a quella che è stata definita la “gogna mediatica” nei confronti di Pedretti». Lei pubblica su Instagram alcune schermate di attacchi molto violenti e volgari: «Si arriva a un punto che anche le mer.. come te superano davvero il limite. So dove abiti, guardati le spalle perché hai le ore contate. Ti accoltello quando meno te lo aspetti. Non è uno scherzo, ma l’ultima che hai fatto la pagherai pesantemente. Ti sgozzo come un maiale», «Tro… devi morire di cancro, tua madre è una mignott… da battaglia», «Vergognati hai istigato al suicidio una povera donna, assassina, sei deplorevole…», «Fai veramente schifo, vergognati!». Poi attacca «I giornalisti che in queste ore paragonano il debunking che spiega perché una notizia è falsa al giornalismo modello Iene che fa imboscate a chi rifiuta interviste, insegue, bracca, aspetta sotto casa o al lavoro, monta le immagini dei silenzi e delle fughe, musichette suggestive e faccioni degli inviati in servizi tv in prima serata, beh, come disse qualcuno, “o sono cretini o sono dei farabutti in malafede”». Infine afferma: «Essere associati a suicidi con questa facilità sui giornali e questa goduria generale potrebbe uccidere molto più che una critica per aver raccontato una bugia». A inizio luglio un detenuto del carcere di Montorio sostiene che l’ex campione di surf 640. Chico FORTI, recluso lì da oltre un mese, gli avrebbe chiesto di contattare qualche ’ndranghetista per mettere a tacere lei, 308. Marco TRAVAGLIO e una terza persona. Fesseria o cosa seria? L’accusato nega • A inizio novembre 2025 emerge da un’inchiesta che le influencer o attiviste «femministe» Carlotta Vagnoli e Valeria Fonte, l’attivista palestinese Karem Rohana, il divulgatore social Giuseppe Flavio Pagano («dejalanuit») e l’influencer di «attualità, diritti e politica» Flavia Carlini attaccavano una serie di persone del mondo della politica e dei media (compreso 5. Sergio MATTARELLA, definito «Vecchio di merda», e 34. Liliana SEGRE, «Vecchia nazi»). Con lei erano particolarmente velenosi: «Gossip, commedia sexy. Un cancro di quelli recidivi con metastasi al buco del... povera crista, psicopatica, povera stronza...».
551. Alessia PIFFERI Milano 24 agosto 1985 • 2020 - • 2021 - • All’alba del 20 luglio 2022 viene trovato il corpo senza vita della figlia Diana, nata il 29 gennaio 2021: l’ha lasciata sola a casa, un appartamento in zona Ponte Lambro a Milano, sei giorni per raggiungere il compagno in provincia di Bergamo. Il 21 viene fermata con l’accusa di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi. Cesare Giuzzi e Pierpaolo Lio: «Diana è morta di stenti e disidratata nella casa dove sua mamma, Alessia Pifferi, 36 anni, l’ha lasciata alle 18.55 di giovedì 14 luglio. A quell’ora, dopo “averle dato alcune gocce di tachipirina”, le stesse che dice di averle somministrato il giorno prima (“La vedevo molto agitata e sbavava, pensavo fosse per i dentini”), la mamma chiude il trolley e parte alla volta di Leffe (Bergamo) per andare dal nuovo compagno. Gli investigatori in casa non troveranno alcun flacone di antipiretico, ma solo una boccetta di “En”, benzodiazepine, vuota per tre quarti, su un mobile della cucina: “Me l’aveva data una persona che ho conosciuto”. Forse, questo il sospetto degli inquirenti, la mamma dava alla piccola Diana dosi di ansiolitico per tenerla tranquilla, mansueta. Nata “settimina”, Diana era gracile e aveva piaghe sul corpo. Il segno dei pannolini lasciati per giorni nelle altre occasioni in cui la mamma la chiudeva a casa da sola. Per interi weekend». Il 20 alle 11.30, racconta, «Ho visto che non si muoveva. Le ho dato una pacchetta sulla schiena. Le ho messo i piedi nel lavandino per bagnarla, ma non reagiva», quindi ha chiesto aiuto a una vicina, ha chiamato il 118, è scesa in cortile e ha detto ai vicini: «Non sono una cattiva madre» (nessuno conosce il nome del padre) • Il 19 settembre 2023 in tribunale a Milano, al pm Francesco De Tommasi dice: «Le chiedo gentilmente di non sgridarmi. Io pensavo che il latte nel biberon che le avevo lasciato in casa bastasse». La sorella Viviana (in aula ha indossato una maglietta con la foto della nipote, nel processo è parte civile) dichiara: «Lei si difende, per lei la colpa è sempre di qualcun altro, ma spero che sia davvero pentita di quello che ha fatto. Non voglio riallacciare i rapporti con lei, io ripenso a quella bambina lasciata nel lettino come una bambola». Il 10 ottobre la Corte d’Assise di Milano dispone che sia sottoposta a una perizia psichiatrica • Il 25 gennaio 2024 si legge che De Tommasi ha messo sotto indagine per l’ipotesi di falso ideologico il difensore e due psicologhe che a San Vittore ebbero colloqui con lei: avrebbero svolto, secondo il pm, una «vera e propria attività di consulenza difensiva, non rientrante» nelle loro «competenze» e attestato «falsamente» che la donna «aveva un quoziente intellettivo pari a 40 e quindi un “deficit grave”». Il 13 maggio è condannata all’ergastolo in primo grado. La sorella, che ha ottenuto un risarcimento, definisce la sentenza «giusta». L’avvocata Alessia Pontenani parla di «un deficit di sviluppo intellettivo» che non le farebbe provare empatia, né accorgersi dei bisogni e della sofferenza degli altri, né prevedere e collocare nel tempo le conseguenze delle proprie azioni: «Alessia Pifferi non ha mai voluto uccidere la figlia, ha commesso il reato di abbandono di minore più volte: la prima volta che è andata al supermercato senza la bambina, il primo weekend in cui è partita, la volta della cena in limousine, il secondo weekend: lei sperava in cuor suo e credeva che non sarebbe accaduto nulla alla bambina» • Il 5 novembre 2025 la Corte d’Assise d’appello di Milano abbassa la condanna a 24 anni: per i giudici non è incapace di intendere e volere ma è affetta da disturbi mentali. Il primo dicembre l’avvocata Alessia Pontenani, il perito Marco Garbarini e le psicologhe Paola Guerzoni, Federica Martinetti, Letizia Marazzi e Fiorella Gazzale sono assolti dall’accusa di favoreggiamento: non truccarono i test sulla sua salute mentale.
552. LINO BANFI - Pasquale ZAGARIA Andria 9 luglio 1936. Attore • 2020 - • Il primo settembre 2021 il Caffè di Massimo Gramellini s’intitola Il caso Banfi: «Prima o poi la smania purificatrice doveva arrivare anche lì: a Lino Banfi che dice porcaputténa. Lo dice da quarant’anni, senza particolari conseguenze sulla psiche di svariate generazioni. Lo ha ripetuto Ciro Immobile in mondovisione dopo il primo gol agli Europei e ha portato pure bene. Ma adesso che a New York hanno tolto dal menu gli spaghetti alla puttanesca, non poteva durare. Il Moige che invoca la censura per lo spot di Banfi è un capolavoro del grottesco. Prima tira in ballo fantasmatici genitori preoccupati dagli effetti del porcaputténismo su una prole cresciuta con i ditirambi dei rapper. Poi cita nientemeno che Nanni Moretti — “le parole sono importanti” — per spiegare che certe volgarità “sulla lunga sono controproducenti”, anche se forse intendeva dire “alla lunga” (le parole sono importanti). Infine, notizia di ieri, spaccia esultante un programmato cambio di slogan — ogni episodio dello spot ne ha uno diverso, l’ultimo è “lapalissienemente” — per una vittoria della censura, intestandosi un demerito che non ha». A fine ottobre Elvira Serra scrive: «Lino Banfi ha vinto il suo Oscar alla carriera il 26 luglio 2021, festa dei santi Gioacchino ed Anna, nonni di Gesù. È datata quel giorno la lettera che lo accredita come “il nonno di una Nazione intera”, che ha “condiviso con tante generazioni il dono del sorriso, che viene da Dio ed è una missione”. L’attore pugliese viene ringraziato “per essere testimone della gioia” e gli viene chiesto di continuare “a trasmettere i valori della famiglia, i valori che contano”. Firmato: Francesco. Il Papa». Lui racconta: «La sua lettera è arrivata dentro quattro buste, una sopra l’altra. L’ho incorniciata nel mio studio, accanto alle onorificenze più importanti, da quella di cavaliere di Gran Croce ad ambasciatore Unicef a membro della commissione italiana all’Unesco. Poi ho pensato: ma è troppo bella per tenerla tutta per me. Però non è che puoi condividere una cosa così senza permesso. Faccio chiedere e una decina di giorni fa mi arriva la telefonata: “Sono il segretario di Sua Santità. Può dirlo a chi vuole, anche a un giornale”». Poi confida: «Il primo marzo del 2022 festeggio le nozze di diamante. A Lucia dico che saranno nozze di amante, perché dopo 10 anni di fidanzamento e 60 di matrimonio, con il tempo che ci rimane faremo gli amanti. Ci sposammo al freddo a Canosa di Puglia, alle 6 del mattino. In sagrestia, le promisi: un giorno faremo una festa come si deve e voglio pure U’ Pep». Come sta sua moglie? «Con i migliori neurologi stiamo cercando di rallentare il corso della sua malattia. Però la lettera le è rimasta impressa. Mi ha detto: “Ma ti rendi conto? U’ Pep”» • Il 25 gennaio 2022, si parla de La trattativa a ostacoli per il Colle, Massimo Franco cita «la tattica di Oronzo Canà, il mitico allenatore interpretato da Lino Banfi: giocare con la Bi-Zona, ovvero il 5-5-5». L’8 giugno esce nelle sale Viaggio a sorpresa di Roberto Baeli, «occasione di riunire nello stesso set il divo della soap Beautiful Ronn Moss e il nonno d’Italia Lino Banfi. Il primo è un broker americano stanco della finanza e di Wall Street, l’altro il buffo capofamiglia che accoglie lo straniero» • Il 22 febbraio 2023 la figlia Rosanna annuncia via instagram la morte della moglie Lucia Lagrasta (era nata a Canosa di Puglia il 21 aprile del 1938). A metà settembre, dice ad Aldo Cazzullo: «Conosce la scena di Fracchia e la belva umana, quando il commissario Auricchio entra al ristorante, viene accolto da un stornello beffardo e dice: continua a suonere…». I classici li conosco: «Nun me chiamo frifrì, sono commissario, e ti faccio un culo così…» «Manganelli, l’ex capo della polizia, mi ha raccontato che la faceva cantare in coro a tutti i nuovi commissari, come rito iniziatico. Ecco, quella scena nel copione non c’era. Se lei guarda bene il film, nota che il suonatore cerca lo sguardo del regista e di Villaggio, per capire cosa fare. E loro gli dissero di continuare a suonere» • 2024 - • A inizio gennaio 2025, quando Giovanna Cavalli gli ricorda che i critici chiamavano i suoi film pellicole di serie B, racconta: «Alcuni li vedevano di nascosto, me l’hanno confessato dopo. Altri si sono ricreduti. Un giorno mi telefonò Valerio Caprara alle 7 del mattino. “Linù, sto a Mosca, qui sulla piazza c’è una rassegna di cinema italiano. Davanti alla tenda dove proiettano L’allenatore nel pallone vedo la fila, a quella dei fratelli Taviani non c’è nessuno». I ricordi scorrono nitidi e veloci, là, sopra la mitica noce del capocollo. «Sono arrivato a 88 anni e non me ne sono nemmeno accorto. Ricordo tutto a memoria, anche il codice fiscale. Vuoi vedere che a forza di darmi le botte in testa nei film ho rigenerato un pezzo di cervello? L’ho chiesto al professor Di Lazzaro, grande neurologo. “Tu lo dici scherzando, ma può essere vero”».
553. Fabio DE PASQUALE Messina 8 settembre 1957. Magistrato • 2020 - • Toga che ottenne la prima condanna di Bettino Craxi e l’unica condanna definitiva di Silvio Berlusconi, procuratore aggiunto a Milano, uno dei vice di 541. Francesco GRECO, titolare delle inchieste per corruzione internazionale sull’Eni, il 9 settembre 2021 si legge che «Rischia di dover lasciare Milano o le sue funzioni»: «La Prima Commissione del Consiglio superiore della magistratura ha infatti aperto nei suoi confronti la procedura di trasferimento d’ufficio per incompatibilità». Luigi Ferrarella: «De Pasquale è già indagato dalla Procura di Brescia per “rifiuto d’atto d’ufficio” nell’ipotesi che non avesse messo a disposizione del Tribunale del processo Eni-Nigeria talune prove: quelle che, evidenziate ai capi dal pm Paolo Storari tra fine 2020 e inizio 2021 in un fascicolo con l’altra vice Laura Pedio, facevano traballare l’attendibilità dell’accusatore di Eni, il coimputato/dichiarante Vincenzo Armanna, molto valorizzato dalla Procura milanese sia nel processo Eni-Nigeria sia (con Amara) nell’indagine tuttora a carico anche del n°1 Eni Descalzi per ipotesi di depistaggio giudiziario. L’incompatibilità ambientale non va confusa né con un procedimento disciplinare né con l’indagine penale, scaturita a Brescia dalle carte del pm Storari a sua volta indagato per rivelazione (all’allora consigliere Csm Davigo) dei verbali segretati dell’ex avvocato esterno Eni Piero Amara sulla presunta “loggia Ungheria”: verbali su cui l’inerzia dei vertici milanesi è sinora costata anche a Greco la messa sotto inchiesta per “omissione d’atto d’ufficio”. Mentre i procedimenti penale e disciplinare richiedono che un magistrato abbia commesso qualche illecito codificato, il Csm può invece ravvisare l’incompatibilità ambientale di magistrati anche senza che abbiano violato qualche norma, e cioè già solo “quando, per qualsiasi causa indipendente da loro colpa, nella sede occupata non possono svolgere le proprie funzioni con piena indipendenza e imparzialità”». Il 9 ottobre Ferrarella fa il punto sull’inchiesta della Procura di Brescia: Greco nel «paradiso» degli ormai archiviati, lui nell’«inferno» di coloro che si avviano a essere processati • Ad aprile 2022 il procuratore capo facente funzioni Riccardo Targetti esprime parere non positivo in valutazione per la sua riconferma dopo i primi 4 anni nel ruolo di procuratore aggiunto a capo del pool affari esteri: «Targetti non sintetizza le sue critiche a De Pasquale nel classico giudizio finale, dal quale argomenta di volersi astenere (lasciandolo al Csm) dopo che De Pasquale di recente “ha messo in dubbio la mia legittimità come procuratore facente funzioni” a seguito del pensionamento di Francesco Greco a novembre 2021 e sino alla propria pensione tra 10 giorni. Lo fa, invece, elencando “circostanze” di cui “è a conoscenza in merito all’attività (o inattività) di De Pasquale”, e che prescindono totalmente sia dalle vicende per le quali De Pasquale è indagato a Brescia, sia dalle polemiche intorno ai processi di corruzione internazionale sfociati in assoluzioni. Anzi Targetti gli dà atto che è stato “certamente felice” il suo ruolo di ariete italiano contro le corruzioni internazionali, per “l’esperienza maturata, la competenza mostrata in tanti procedimenti, i rapporti intessuti in tanti Paesi”. Inizia però a lamentare che, quando subentrò a De Pasquale alla guida del pool reati economici, “la situazione organizzativa appariva talmente in difficoltà che occorsero molti sforzi, tempo, e l’appello accorato ad un personale sfiduciato e demotivato, per venire a capo delle rilevanti criticità”. Nel pool affari esteri creato poi apposta da Greco per De Pasquale, “le assegnazioni e le definizioni sono state incomparabilmente inferiori agli altri gruppi di lavoro”, e le energie così drenate e hanno “ancor più impoverito gli altri pool”. Molto critico è inoltre Targetti sui rapporti di De Pasquale con i colleghi, “spesso difficili, se non aspri”: al punto che “talvolta si sono innescate tensioni talmente intense che taluno ha preannunciato nei suoi confronti il ricorso a vie legali”. Targetti stesso dice di avere “avuto spesso difficoltà a mantenere rapporti distesi” di fronte a risposte “improntate al fastidio e alla sottovalutazione dei problemi”. In più informa il Csm che De Pasquale, di fronte alla lettera di 22 pm sugli squilibri di lavoro tra i loro pool e il suo, ha reagito dicendo che, se ci fosse stato un procuratore in carica, avrebbe chiesto “provvedimenti formali” nei confronti dei 22 pm. Frase che per Targetti, “a prescindere dalle intenzioni, non ha certo rasserenato il clima dell’ufficio, essendo apparsa a molti come obliquamente minacciosa, tanto da innescare vivaci proteste”». Il 9 giugno la Procura di Brescia chiede di processare lui e Spadaro. Il 19, a sorpresa, la procuratrice generale di Milano Celestina Gravina rinuncia all’Appello proposto il 27 luglio 2021 da lui e Spadaro contro la sentenza di Tribunale che aveva negato la condanna a 8 anni degli a.d. Eni 175. Claudio DESCALZI (in carica) e 558. Paolo SCARONI (ex), e la confisca a Eni e Shell di 1 miliardo e 92 milioni di dollari, per presunte tangenti. Ferrarella: «È come se al box della Ferrari il capomeccanico, invece del cambio gomme nel tentativo di aiutare il pilota a rimontare la seconda parte di una gara già compromessa, fermasse la macchina con l’argomento che è un catorcio che non tiene la strada e che nella prima metà gara è stata pure mal guidata dal pessimo pilota» • Il 18 gennaio 2023 il gup bresciano Christian Colombo rinvia a giudizio lui e Spadaro • Il 21 ottobre 2024 il Tribunale d Brescia condanna lui e Spadaro a 8 mesi (con attenuanti generiche e sospensione della pena) per «rifiuto d’atti d’ufficio». Ferrarella: «Il pm “all’americana”, che con gli elementi a sua conoscenza fa quello che vuole nel proprio processo, in Italia non si può fare». Pasquale Annicchiarico, avvocato di Gianfranco Falcioni, ex console onorario per l’Italia in Nigeria, imputato (assolto) nel processo Eni-Nigeria, commenta: «I pubblici ministeri sono magistrati tanto quanto lo sono i giudici e non possono e non devono nascondere prove, anche quando non sono favorevoli all’accusa». Massimo Dinoia, suo difensore, parla di «precedente molto pericoloso per l’autonomia della magistratura» (condanna confermata nell’ottobre 2025 in secondo grado, il 18 giugno 2026 con Spadaro saranno assolti in Cassazione «perché il fatto non sussiste», senza rinvio ad un eventuale Appello bis; il 9 luglio deciderà di anticipare la pensione di un anno, senza aspettare il 70mo compleanno dell’8 settembre 2027) • 2025 -.
554.Nicolò MARTINENGHI Varese 1 agosto 1999. Nuotatore • 2020 - • Il 26 luglio 2021 conquista ai Giochi di Parigi la medaglia di bronzo dei 100 rana, il primo agosto la stessa medaglia con la 4x100 misti (con 469. Thomas CECCON, Federico Burdisso e Alessandro Miressi) • Il 19 giugno 2022 vince i 100 rana ai mondiali di Budapest; il 21 è argento nei 50, battuto per soli 3 centesimi dall’americano Nic Fink; il 25 vince l’oro con la staffetta 4x100 misti (ancora con Cecco, Burdisso e Miressi). Il 12 agosto è oro nei 100 rana agli europei di Roma, il 16 bis nei 50, il 17 tris con la staffetta • Il 24 luglio 2023 è argento nei 100 rana ai mondiali di Fukuoka, appaiato con Fink e l’olandese Arno Kamminga (58”72), battuti per soli 3 centesimi dal cinese Qin Haiyang • L’11 febbraio 2024 è medaglia d’argento dei 100 rana ai mondiali di Doha (battuto da Fink), il 14 è argento pure nei 50 (stavolta davanti a Fink, ma dietro l’australiano Sam Williamson), il 18 bronzo con la 4x100 misti. Il 28 luglio vince l’oro dei 100 rana ai Giochi di Parigi (59”03 contro il 59”05 di Fink e del britannico Adam Peaty) • 2025 - (il 29 luglio è argento nei 100 rana ai mondiali di Singapore, battuto da Qin Haiyang, ma Elena Tebano ignora la notizia).
555. LILLO - Pasquale PETROLO Roma 27 agosto 1962. Comico • A maggio 2020 in streaming D.N.A. (Decisamente Non Adatti), opera prima del duo formato con Claudio “Greg” GREGORI (Lillo & Greg, sceneggiatori, registi a quattro mani e prim’attori), «Storia di due amicinemici: il bullo di periferia Nando e il professore di genetica Ezechiele» (Paolo Baldini) • Il 2 giugno 2021 nella sale Tutti per Uma «della debuttante Susy Laude segue le vicende della famiglia (e dell’azienda) Ferliga sull’orlo della rovina: nonno Attila (Antonio Catania), il figlio Ezio (Pietro Sermonti) con i piccoli Emanuele e Francesco, lo zio Dante (Lillo Petrolo) e il cane Mimmo. A mettere ordine nella loro vita arriva una cinguettante principessina austriaca» (ibidem). Il 25 novembre nelle sale Una famiglia mostruosa di Volfango De Biasi «horror comico che mette a confronto la famiglia del vampiro Massimo Ghini e della strega Lucia Ocone con il nucleo di coatti composto da Lillo Petrolo e Ilaria Spada» • Il 14 aprile 2022 nelle sale Gli idoli delle donne di Lillo & Greg ed Eros Puglielli «racconta lo sventurato caso di Filippo il gigolò dell’anno, così irresistibile che le vecchiette gli cedono il posto sul bus ma gran spacciatore di luoghi comuni, il quale deve rifarsi i connotati dopo un incidente. Risultato: Francesco Arca diventa Lillo con le conseguenze del caso». A giugno in streaming Con chi viaggi di Younuts! (Antonio Usbergo e Niccolò Celaia) «racconta la storia di quattro sconosciuti che rispondono a un’app di car sharing e si mettono in viaggio da Roma a Gubbio. Strada facendo si fa strada l’idea che l’autista sia un serial killer. Con Lillo Petrolo, Alessandra Mastronardi, Fabio Rovazzi, Michela De Rossi» • 2023 - • 2024 - • 2025 -.
556. Maria Carmela “Barbara” D’URSO Napoli 7 maggio 1957. Conduttrice tv • A fine marzo 2020 Massimo Gramellini scrive: «Gradirei essere informato in anticipo quando il signor Salvini, della Sepolcri Imbiancati Spa, recita L’Eterno Riposo in tv con Barbara D’Urso. Mica per altro: per mandargli il testo, visto che da come lo biascicava a favore di telecamera si capiva lontano un miglio che era la prima volta». A inizio ottobre si legge: «Dal 5 all’11 ottobre verrà trasmesso lo spot Proteggi te e gli altri, scarica Immuni. La app che ti avverte di essere entrato in contatto con una persona contagiata, lanciata già molte settimane fa, non ha avuto il riscontro sperato. Quindi il governo non solo lancerà lo spot, ma ha già pronta una lettera che sarà inviata ai principali conduttori di trasmissioni televisive, da Mara Venier a Barbara D’Urso, perché sensibilizzino gli spettatori» (Alessandro Trocino) • A fine febbraio 2021 Gramellini (Zinga e l’onda D’Urso) scrive: «Qualcuno ci aiuti a capire. Se Zingaretti inciampa sulle consonanti e dice alla radio che bisogna rilanciare il Pci, anziché il Pd, gli danno del nostalgico dell’Armata Rossa, tirando in ballo Stalin o quantomeno Freud. Se però il giorno dopo esalta in un tweet Barbara D’Urso invece di Che Guevara, fioccano subito i richiami indignati a Berlinguer. Che cosa deve fare quel pover’uomo nella sua eroica presa di distanza dai cosiddetti intellettuali di sinistra, che schifano gli avversari e arricciano il naso di fronte a qualsiasi cosa che incontri il gradimento di più di tre persone?» (il 7 marzo 21. Nicola ZINGARETTI, ospite del suo programma domenicale, confermerà di essersi dimesso da segretario del Pd per «dare una scossa» al partito e di non avere intenzione di ripensarci) • 2022 - • A fine giugno 2023 arriva dopo 15 anni l’addio a Pomeriggio 5. Chiara Maffioletti: «La critica principale mossa alla conduttrice è di fare una tv trash. Eppure, proprio a Silvia Toffanin, a Verissimo, d’Urso aveva risposto: “Televisione trash? Non so cosa sia”. E forse anche questo è stato un punto fondamentale di non incontro con l’azienda. La sua idea di una tv fatta “col cuore”, vicina agli spettatori con cui condivideva il “caffeuccio” prevedeva argomenti borderline, vip caduti in disgrazia (molto discussa l’intervista a Francesco Nuti), personaggi eccentrici, disposti a spingersi oltre i confini del buon gusto. Il tutto sfociava quasi sempre in discussioni animate, spesso in litigate in cui le parole superavano il lecito: lei le sanzionava ogni volta ma ogni volta andavano in onda. E con grandi ascolti. Questa, di fatto, era la base della sua convinzione: “Trash è un termine usato per molti programmi popolari”. [...] “La gente vuole leggerezza”, era la replica della conduttrice, sostenuta dai numeri. A completare la sua filosofia televisiva, ci sono state le tante interviste ai politici, ogni volta finite sotto la lente per quel modo inusuale di affrontarle: il “sei bellino” rivolto a Matteo Renzi, l’Eterno riposo recitato con Matteo Salvini per le vittime del Covid, il suo stile colloquiale con Giorgia Meloni, il selfie con Silvio Berlusconi. Quasi tutti sono passati da lei e quasi tutti sono stati trattati nello stesso modo, non liturgico. Eccessivo, a detta di molti, tanto da finire al centro delle polemiche che hanno accompagnato la sua carriera» • 2024 - • A fine giugno 2025, a Elvira Serra che le chiede Ma è possibile che da due anni a questa parte sia scomparsa dalla tv? risponde: «Non sono scomparsa per mia scelta. Ma, invece, ho scelto io in questi due anni di stare tranquilla, in un angolo, di non parlare, non replicare mai alle mille cose che ho letto. E aspettare. La pazienza è la virtù dei forti, e io sono una donna forte». Cosa l’ha ferita di più? «È dalle ore 16.30 del 26 giugno del 2023, quando ho avuto per vie traverse la notizia che non avrei più fatto parte della trasmissione che avevo creato io nel 2008, che leggo qualsiasi cosa su di me. Cose anche molto spiacevoli. Ma sono fortunata. Il pubblico che ho coltivato in questi 50 anni di carriera mi supporta in una maniera incredibile, mi ferma per strada, mi chiede perché non torno, mi dice che è una ingiustizia. Paradossalmente, il mio non esserci è stato più forte della mia presenza». Davvero in Rai c’è un veto di Forza Italia e Fratelli d’Italia per non scontentare i piani altissimi Mediaset? «Non posso pensare che l’azienda culturale pubblica più grande del Paese, della quale paghiamo tutti il canone, possa accettare veti. Sarebbe orribile». Alcuni quotidiani scrivono di un veto di Marina Berlusconi. Le sembra possibile? «Non ci credo, sarebbe assurdo. Ho sempre avuto un rapporto di stima e affetto con tutta la famiglia Berlusconi, alla quale sarò sempre e comunque grata. Pier Silvio l’ho conosciuto che era un bambino, perché ho cominciato a lavorare a Mediaset quando si chiamava Telemilano 58, nel 1977, e avevo 20 anni. C’era ancora il Biscione». Il 27 settembre torna come concorrente a Ballando con le stelle. In effetti, nell’ultima puntata del suo Pomeriggio Cinque lo aveva detto: ci vediamo a settembre: «Solo che doveva essere il 2, invece sarà il 27. E poi, ecco, sono passati due anni».
557. Matteo VILLA 1984 Sociologo • Ricercatore dell’Ispi (Istituto per gli studi di politica internazionale), fin dall’aprile 2020 è molto citato per le «analisi molto accurate sulla pandemia in Italia» • A fine marzo 2021 «sulla base dei calcoli elaborati con un modello matematico» colloca intorno al 25 giugno la data nella quale la letalità del Covid, stimata senza vaccini all’1,15%, si allineerà a quella dell’influenza stagionale, che è dello 0,1% • A fine gennaio 2022, quando ci si chiede se i morti per Covid siano sovrastimati, conclude che «i morti inclusi nel bollettino siano una buona approssimazione delle persone per cui il Covid è stata davvero la causa determinante di morte negli ultimi due anni». A metà novembre cambia argomento negando l’esistenza del pull factor: «Nei primi quattro mesi e mezzo del 2021 la media di migranti partiti ogni giorno dalle coste libiche è di 125 con le Ong presenti nell’area Sar del paese nordafricano e 135 senza» • A fine settembre 2023 Gianluca Mercuri lo definisce «uno dei massimi esperti italiani di flussi migratori e salvataggi in mare» • 2024 - • 2025 -.
558. Paolo SCARONI Vicenza 28 novembre 1946. Manager • 2020 - • Dal 2005 al 2014 amministratore delegato dell’Eni, il 17 marzo 2021 è assolto «perché il fatto non sussiste» nella sentenza di primo grado del processo sull’acquisto nel 2011 della licenza petrolifera “Opl 245” dall’ex ministro nigeriano del Petrolio, Dan Etete (per i pm la più grande tangente di sempre a politici e burocrati stranieri). Dal luglio 2018 presidente del Milan, quando a dicembre 2021 la società rossonera sceglie con l’Inter la «Cattedrale», ossia il progetto dello studio Populous per il nuovo stadio che dovrebbe essere pronto per le Olimpiadi del 2026 (ispirato al Duomo e alla Galleria Vittorio Emanuele) dice che sarà «lo stadio più bello del mondo» • A luglio 2022 la procuratrice generale di Milano Celestina Gravina rinuncia all’Appello proposto dai pm 553. Fabio DE PASQUALE e Sergio Spadaro contro la sentenza che aveva negato la condanna sua e del successore all’Eni 175. Claudio DESCALZI (8 anni per presunte tangenti). Luigi Ferrarella: «È come se al box della Ferrari il capomeccanico, invece del cambio gomme nel tentativo di aiutare il pilota a rimontare la seconda parte di una gara già compromessa, fermasse la macchina con l’argomento che è un catorcio che non tiene la strada e che nella prima metà gara è stata pure mal guidata dal pessimo pilota». Dal 2002 al 2005 amministratore delegato dell’Enel, a metà ottobre 2022 si legge che per sottolineare l’intenzione di aggredire l’emergenza del caro bollette 1. Giorgia MELONI sarebbe intenzionata a scorporare dalla transizione ecologica un ministero per l’energia: «Il nome: Paolo Scaroni» • Il 10 maggio 2023 diventa presidente dell’Enel. Mercuri scrive che è «una vittoria di Forza Italia. La premier non lo voleva perché incarna i legami antichi con Putin e il gas russo. Ma Gianni Letta, e il ricovero di Berlusconi, l’hanno ammorbidita» (tra le clausole poste per accettare, quella di non rinunciare alla presidenza del Milan) • A ottobre 2024 figura tra le vittime dei “dossieraggi” della «macchina degli spioni» messa in piedi dal presidente di Fondazione Fiera Milano, Enrico Pazzali, e dalla sua agenzia investigativa Equalize srl • 2025 -.
559. Andrea OSTELLARI Campo San Martino 17 marzo 1974. Politico • 2020 - • Leghista, dal 2018 presidente della commissione giustizia del Senato, a fine aprile 2021, quando si sbocca l’iter per approvare anche al Senato la legge Zan contro l’«omotransfobia, la misoginia e l’abilismo» (vedi 95. Alessandro ZAN), si legge che «si è nominato relatore e ostacolerà in ogni modo la legge» • Il 2 novembre 2022 diventa sottosegretario alla giustizia nel governo Meloni • Tra le sue deleghe quella al «trattamento dei detenuti», finito nel possibile mirino della galassia anarchica (vedi 115. Alfredo COSPITO) a inizio febbraio 2023 finisce sotto protezione • A fine luglio 2024 definisce la questione dell’eccesso di detenuti «Un falso problema. I tre metri quadri previsti a persona sono rispettati». A inizio novembre (Il nuovo scontro governo-giudici), intervistato da Marco Cremonesi dichiara: «A forza di tenere immigrati in Italia perché vengono da Paesi che qualcuno definisce non sicuri, il nostro Paese si trasformerebbe nel più insicuro del mondo» • 2025 -.
560. DARGEN D’AMICO - Jacopo D’AMICO Milano 29 novembre 1980. Cantautore • 2020 - • 2021 - • A febbraio 2022 è nono al 72° Festival di Sanremo con il brano Dove si balla. Aldo Cazzullo: «I critici musicali hanno annotato che, con le consuete eccezioni — Irama, Dargen D’Amico —, le canzoni erano un po’ convenzionali» • 2023 - • Di nuovo in gara a Sanremo (Onda alta, finirà 20°), il 6 febbraio 2024 al termine dell’esibizione lancia un appello pacifista: «Nel Mar Mediterraneo in questo momento ci sono bambini sotto le bombe, senza acqua e senza cibo. Il nostro silenzio è corresponsabilità. La storia, Dio non accettano la scena muta. Cessate il fuoco». Renato Franco e Andrea Laffranchi in pagella non vanno oltre il 6: «Dargen D’Amico, ovvero dell’eccessivo ingombro dello styling. A X Factor si notavano di più i suoi outfit che i giudizi. Ci sarà anche una spiegazione, ma la giacca con gli orsetti non aiuta a far prendere sul serio il messaggio più profondo del festival, quello dei migranti e della guerra del Mediterraneo». L’11, tornato a parlare di migranti durante Domenica In, è zittito da 263. MARA VENIER («Va bene, però qui è una festa, ci vorrebbe troppo tempo per affrontare determinate tematiche; qui stiamo parlando di musica e quindi chiedo scusa a tutti quanti») • Il primo dicembre 2025, quando viene annunciata la sua partecipazione al Festival di Sanremo 2026, Andrea Laffranchi lo accoppia a DITONELLAPIAGA: «Hanno già fatto molto bene, ma faticano a trovare continuità fuori dal Festival: troppo esposti per l’underground, troppo sofisticati per il mainstream».
561. Gian Marco CENTINAIO Pavia 31 ottobre 1971. Politico • 2020 - • 2021 - • Leghista, già ministro delle politiche agricole alimentari forestali e del turismo nel primo governo di 3. Giuseppe CONTE (2018-2019), dal primo marzo 2021 sottosegretario al ministero delle politiche agricole alimentari e forestali in quello di 4. Mario DRAGHI, il 25 settembre è rieletto (è alla terza legislatura), il 18 ottobre il totogoverno lo mette all’agricoltura, il 19 diventa vicepresidente del Senato • A metà aprile 2023, quando il ministro dell’agricoltura della sovranità alimentare e delle foreste 35. Francesco LOLLOBRIGIDA (gli ha soffiato il posto nel governo di 1. Giorgia MELONI) parla di «sostituzione etnica», commenta che «ha pronunciato parole veramente brutte, ha sbagliato la forma e spesso la forma è sostanza. Ma non considero sbagliato il suo ragionamento sulla necessità di aiutare le coppie italiane a fare più figli» e aggiunge: «Credo anche che non ci sia bisogno di 500 mila immigrati per fare alcuni lavori, soprattutto in agricoltura. Dobbiamo piuttosto aiutare gli italiani ad avere un lavoro equo con uno stipendio equo» • A metà aprile 2024, quando sembra probabile la candidatura del generale 45. Roberto VANNACCI alle Europee con la Lega, fa sapere: «Il mio entusiasmo per la candidatura di Vannacci? È a meno 2000. La mia opinione è nota: la Lega deve candidare leghisti, già uno che deve meditare se candidarsi o no non lo sceglierei mai. Se Vannacci sarà candidato nella mia circoscrizione non lo voterò, sceglierò uno della Lega che si è fatto il mazzo sul territorio» • A inizio settembre 2025 torna ad attaccare il generale (infine eletto alle europee del 9 giugno 2024): «Vannacci inizi a rispettare le regole della Lega. Se non gli vanno bene, faccia il suo partito. Deve capire che è entrato in un partito strutturato, che ha già un suo leader, Salvini. Se vuole essere accettato, è Vannacci che deve salvinizzarsi».
562. Walter MAZZARRI San Vincenzo 1 ottobre 1961. Allenatore di calcio • Dal 4 gennaio 2018 allenatore del Torino, il 4 febbraio 2020, la squadra al 12° posto dopo ventidue giornate, con la società decidono di risolvere il contratto • 2021 - • Dal 15 settembre 2021 alla guida del Cagliari, il 27 febbraio 2022 si prende una piccola rivincita col successo per 2-1 sul campo dei granata. Il 2 maggio, sette sconfitte nelle ultime otto partite, viene esonerato • Il 14 novembre 2023 si legge che «il Napoli campione d’Italia è crollato in casa con l’Empoli. La sconfitta interna segna il capolinea per il tecnico francese Rudi Garcia. In pole per sostituirlo c’è il croato Igor Tudor, ma se l’operazione non dovesse andare in porto si fanno anche i nomi di Fabio Cannavaro e Walter Mazzarri». Già sulla panchina partenopea dal 2009 al 2013, il giorno dopo torna ad allenare la squadra con cui nel 2012 vinse la Coppa Italia • Il 22 gennaio 2024 perde a Riad la finale di Supercoppa con l’Inter (squadra che ha allenato tra 2013 e 2014): decisivo un gol di Lautaro Martinez al 91’, l’espulsione al 60’ di Giovanni Simeone lo rende furibondo («Vergogna! Vergogna! È una vergogna, ha rovinato una partita»). Il 19 febbraio, con gli azzurri al nono posto in classifica, viene esonerato. Gianluca Mercuri: «Dopo avere distrutto il Napoli, rendendosi insopportabile agli artefici dello scudetto (l’allenatore Spalletti e il manager Giuntoli, scappati dopo il titolo) Aurelio De Laurentiis ne ha forse azzeccata una, cacciando l’inadeguato Walter Mazzarri e sostituendolo in panchina con Francesco Calzona, già vice di Sarri e Spalletti e attuale ct della Slovacchia» • 2025 -.
563. Stefano MORDINI Marradi 10 agosto 1968. Regista • A luglio 2020 in streaming Gli infedeli: «Nella miglior tradizione del cinema a episodi, segue le tempeste nel bicchiere di un gruppo di adulteri, bugiardi matricolati e narcisi al limite del patologico» (Paolo Baldini). L’11 settembre viene presentato alla 77ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia il thirller Lasciami andare: «Ante Mose, narra di una coppia che ha perduto il figlio e vive nell’ossessione della sua presenza. L’acqua alta della coscienza su un lutto intollerabile» (ibidem) • Ad aprile 2021 in streaming Il testimone invisibile, «vivace congegno giallo», «La bella amante dell’imprenditore dell’anno, arrogante e traditore, viene trovata morta e la verità finisce in mille pezzi». L’11 maggio, candidato adl David di Donatello per la sceneggiatura adattata di Lasciami andare (con Francesca Marciano e Luca Infascelli), è battuto da Lontano lontanoœ. Il 6 settembre viene presentato alla 78ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia La scuola cattolica, tratto dal «capolavoro» di 442. Edoardo ALBINATI e ispirato al massacro de Circeo del 1975 • Il 3 maggio 2022, candidato al David per la sceneggiatura adattata de La scuola cattolica (con Massimo Gaudioso e Infascelli), è battuto da L’arminuta • A gennaio 2023 La scuola cattolica è in streaming su Netflix, Prime Video, Infinity, Chili, TimVision, Rakuten Tv, Google Play, Microsoft Store, iTunes • 2024 - • 2025 -.
564. JORGINHO - Jorge Luiz Frello Filho Imbituba (Brasile) 20 dicembre 1991. Calciatore • 2020 - • Il 29 maggio 2021 vince a Porto col Chelsea la Champions League (1-0 nella finale contro il Manchester City). Il 6 luglio, in programma la semifinale del campionato europeo contro la Spagna, Mario Sconcerti scrive, Con la Spagna il pericolo è Pedri (ma vinceremo): «Cominciano il palleggio dal portiere, il giocatore che tocca più palloni è Laporte uno dei due difensori centrali. Ha fatto 540 passaggi in 5 partite, una media di 108 a gara, con una percentuale di successo del 96,4, uguale a quella di Jorginho che di passaggi ne ha fatti molti meno. Jorginho tocca però il pallone ogni volta per ricominciare un’azione, cioè nel difficile». Vinciamo ai rigori, lui trasfoma l’ultimo. L’11 luglio, finale a Wembley contro l’Inghilterra, fallisce il rigore che ci darebbe la vittoria, ma grazie a 185. Gianluigi DONNARUMMA il successo è solo rinviato: dopo 53 anni l’Italia torna campione d’Europa. La madre Maria Tereza Freitas racconta: «Se è vero che sono più forte di lui? Jorginho ha sempre voglia di scherzare: la verità è che lui è nato con un talento e che il calcio nella mia famiglia è sempre stato importante. Ancora oggi gioco a pallone con le mie amiche e un po’ di quello che ho potuto trasmettergli gliel’ho trasmesso con passione. Dopo aver alzato la Coppa mi ha chiamato e mi ha detto: “Mamma, questa vittoria è nostra, non solo mia. È nostra, perché tutto quello che abbiamo vissuto, lo abbiamo vissuto assieme”». Trascinatore della nazionale cui ha dato «ritmo, geometria, autocontrollo», in corsa per il Pallone d’oro come il suo idolo Kakà, ci si chiede se il Brasile che ha perso la Coppa America con l’Argentina si sarà pentito: «Credo che non lo diranno mai, ma penso di sì, perché lui sarebbe stato molto utile alla Seleçao. Ma quando l’Italia ha chiamato, lui ha parlato con la Federazione brasiliana, che gli ha detto di aspettare. Così ha scelto la maglia azzurra, senza mai pentirsi, anzi amandola sempre di più: quando vedo come canta l’inno, con il cuore, penso ai dieci anni che ha vissuto lì. A Verona, che gli ha segnato la vita e a Napoli: l’Italia rappresenta tantissimo per noi». Il 5 settembre l’Italia pareggia 0-0 a Basilea con la Svizzera in un match valido per la qualificazione ai mondiali, lui come a Wembley, sbaglia il rigore che ci avrebbe dato la vittoria (tira debolmente); l’11 novembre a Roma, altro pareggio con la Svizzera (1-1), altro rigore sbagliato (questo lo tira alle stelle). Il 29 novembre è terzo nella classifica del Palone d’Oro, preceduto da Lionel Messi e Robert Lewandowski • Costretti a passare dagli spareggi per la qualificazione ai mondiali, il 24 marzo 2022 gli azzurri sono clamorosamente sconfitti 1-0 a Palermo dalla Macedonia del Nord. Paolo Tomaselli gli dà un 5 in pagella: «Batte il tempo senza grossi momenti di creatività, schermato da Bardhi: servirebbe un pensiero più verticale. Sul gol, perde tempo a protestare, invece di provare a chiudere su Traijkovski» • 2023 - • Schierato tra i titolari il 15 giugno 2024 a Dortmund (2-1 all’Albania), il 20 a Gelsenkircken (0-1 contro la Spagna, sostituito all’intervallo), il 24 a Lipsia (1-1 con la Croazia, sostituito all’81’, quando eravamo sotto 1-0), il 29 giugno, ottavi degli europei a Berlino contro la Svizzera, 69. Luciano SPALLETTI per la sfida contro la Svizzera gli preferisce 423. Nicolò FAGIOLI (assisterà dalla panchina alla sconfitta per 2-0) • 2025 -.
565. Andrea ORCEL Roma 14 maggio 1963. Banchiere • 2020 - • «Considerato uno dei più capaci banchieri d’affari, già numero uno dell’investment banking di Ubs e prima ancora in BofA Merrill Lynch» (Fabrizio Massaro), il 27 gennaio 2021 diventa amministratore delegato di Unicredit (arriverà al comando della banca dopo l’assemblea del 15 aprile) • 2022 - • 2023 - • A capo di «un gigante che in questi anni ha accumulato una montagna di miliardi», «specialista di acquisizioni» che «si muove per creare valore per gli azionisti attraverso espansioni in Europa (la tedesca Commerzbank) e in Italia, dove non si rassegna al primato di Intesa», a fine novembre 2024 Bpm respinge la sua offerta pubblica di scambio del valore di 10,1 miliardi (tra le motivazioni, le «preoccupazioni» per le ricadute a livello occupazionale e sociale e il prezzo ritenuto non giusto, perché non rifletterebbe il reale valore della banca) • A fine marzo 2025 la Bce gli dà il permesso «di acquisire il controllo diretto di Banco Bpm e indiretto delle altre società del gruppo e di Anima sgr»: scatta il conto alla rovescia per la partenza dell’offerta che vale circa 15 miliardi. Il 18 aprile, su impulso del ministro dell’economia 10. Giancarlo GIORGETTI, tramite un dpcm il governo esercita i poteri speciali del golden power (gli consente di limitare operazioni che potrebbero portare in mani straniere attività strategiche) imponendo quattro prescrizioni vincolanti all’operazione. Il 21 maggio la Consob comunica di aver accolto l’istanza di Unicredit sospendendo l’offerta pubblica di scambio su Banco Bpm per un periodo di 30 giorni: chiesti chiarimenti sugli obblighi imposti dal decreto del 18 aprile riguardo al livello di prestiti, alla consistenza del portafoglio Btp di Anima e alla cessazione entro nove mesi di tutte le attività in Russia, il ministero dell’economia spiega che il golden power sulla scalata a Banco Bpm è legittimo e le sue prescrizioni sono realizzabili, ma l’istituto potrà dimostrare che non è oggettivamente possibile rispettare uno o più obblighi. A metà giugno il nuovo governo tedesco prende ufficialmente posizione nei confronti della scalata a Commerzbank: il cancelliere Friedrich Merz irrigidisce la posizione del suo predecessore («è impegnato per una Commerzbank forte e indipendente») e affronta le preoccupazioni dell’organo di rappresentanza dei lavoratori sui possibili tagli occupazionali come quelli di Hypovereinsbank (il sindacato ha ricordato che la banca con sede a Monaco di Baviera, assorbita da Unicredit nel 2005, ha da allora tagliato più del 60% delle sue posizioni a tempo pieno); il 10 luglio gli viene chiesto di porre fine al tentativo di acquisizione. Il 22 luglio, dopo otto mesi di lavoro, Unicredit rinuncia a Banco Bpm formalizzando il ritiro dell’ops i cui termini di adesione sarebbero scaduti il 23: i paletti contenuti nel dpcm del 18 aprile rappresentano l’unica ragione addotta per tirarsi indietro.
566. Silvia PANZERI Ponte San Pietro 22 maggio 1984. Avvocato • 2020 - • 2021 - • Figlia di 191. Antonio PANZERI, ex eurodeputato del Pd e di Articolo 1, il 9 dicembre 2022, quando il padre viene arrestato nell’inchiesta sulle sospette tangenti dal Qatar, finisce ai domiciliari con la madre Maria Dolores Colleoni nella casa di Calusco D’Adda (Bergamo), dove la Guardia di Finanza si dice abbia trovato 17 mila euro in contanti. Il 19 la Corte d’Appello di Brescia dà il via libera alla consegna alle autorità belghe della madre, accogliendo così la richiesta del mandato d’arresto europeo firmato dal giudice di Bruxelles Michel Claise (è accusata di concorso in associazione per delinquere, corruzione e riciclaggio): «per certe stranezze della giustizia che si fatica a capire», è invece accettata la sua richiesta di accertare prima della decisione «lo stato delle carceri belghe». Alla vigilia di Natale si parla di 240mila congelati nei conti suoi e del padre • Il 16 gennaio 2023 la Corte d’appello di Brescia dispone che venga consegnata al Belgio perché «sembra avere sviluppato e animato un’organizzazione fraudolenta». Il 19 si legge che sul suo conto bancario «sono stati trovati circa 200 mila euro, in massima parte provenienti dalla sede italiana della ong No peace without justice per compensi professionali e dall’ong statunitense American Human Rights Foundation». Il 25 gennaio arriva la notizia che il Belgio rinuncia alla sua consegna e a quella della madre, il 26 le due tornano in libertà. A fine settembre i legali del padre sostengono che, interrogato senza avvocato, avrebbe fatto le ammissioni sul Qatargate in cambio della promessa della loro liberazione • A dicembre 2024 302. Francesco GIORGI, ex assistente del padre, accusa gli inquirenti belgi di aver costruito un caso inesistente: Panzeri sr., spiega, «rischiava 15 anni che con il patteggiamento sono stati ridotti a meno di un anno a scapito della verità. Ha accusato altri sotto pressione sapendo che la libertà della moglie e della figlia dipendeva da questo. Le sue ammissioni sono infondate. È normale che nel cuore dell’ Europa i figli vengano usati per ricattare i genitori?» • 2025 -.
567. Alberto STEFANI Camposampiero 16 novembre 1992. Politico • 2020 - • 2021 - • 2022 - • 2023 - • Dal 2018 deputato, dal 24 giugno 2023 segretario della Liga Veneta, il 12 settembre 2024 diventa vicesegretario federale della Lega per Salvini Premier • Laureato in Diritto canonico che «in politica ha bruciato le tappe. A 22 anni era già consigliere di minoranza nel suo Comune, Borgoricco. A 26 è entrato in Parlamento (e allora fu il più giovane deputato d'Italia) e poco dopo è stato eletto con maggioranza bulgare alla guida del suo paese», il 24 novembre 2025 è eletto presidente della Regione Veneto col 64,39% contro il 28,88% del candidato del centrosinistra Giovanni Manildo, ex sindaco Pd di Treviso.
568. Lamberto GIANNINI Roma 29 gennaio 1964. Poliziotto • 2020 - • Considerato uno dei massimi esperti italiani in antiterrorismo, per anni alla guida della Digos della Capitale (smantellando le Nuove Br e contrastando l’eversione interna e internazionale), il 4 marzo 2021 è nominato capo della polizia • 2022 - • L’11 maggio 2023 diventa prefetto di Roma con poteri speciali sul Giubileo (a capo della polizia va 391. Vittorio PISANI): carica vacante da due mesi, è un ridimensionamento del suo incarico («Non c’è amarezza, guardo alla prossima sfida») • 2024 - • A inizio gennaio 2025, quando 206. Elisabetta BELLONI lascia il vertice del Dis, la struttura di coordinamento dei nostri servizi segreti, è citato tra i possibili sostituti (gli verrà preferito Vittorio Rizzi).
569. Margherita BUY Roma 15 gennaio 1962. Attrice • 2020 - • Il 23 settembre 2021 esce nelle sale Tre piani di 145. Nanni MORETTI: dal romanzo omonimo di Eshkol Nevo, «trasferisce l’azione da Tel Aviv a Roma raccontando dieci anni di infelicità di tre famiglie che abitano in un palazzo signorile nel quartiere Prati» (Paolo Baldini). Il 25 dicembre nelle sale 7 donne e un mistero di Alessandro Genovesi, «un film tutto al femminile, un noir all’italiana ma con imprinting inglese. Vigilia di Natale in una villa di campagna sotto una tormenta di neve. Il padre-padrone è stato accoltellato e le signore della sua vita si confrontano per capire chi è l’assassino» (ibidem). A fine anno in streaming Il silenzio grande di 323. Alessandro GASSMANN, tratto dal testo teatrale di 379. Maurizio DE GIOVANNI «descrive la decadenza della famiglia Primic, un tempo ricca e riverita e oggi in rovina» • Il 18 maggio 2022 esce nella sale la prima parte di Esterno notte di 249. Marco BELLOCCHIO, «racconto dei 55 giorni del sequestro di Aldo Moro, dal 16 marzo al 9 maggio 1978» (il 9 giugno esce la seconda parte) • Il 26 gennaio 2023 nelle sale Il primo giorno della mia vita di 473. Paolo GENOVESE, «parla del confine tra la vita e la morte. O meglio: tra la voglia di vivere e la voglia di morire. Quindi, della ricerca della felicità e dell’ombra della depressione». Il 20 aprile nelle sale Il sol dell’avvenire di Moretti. Il 10 maggio, candidata al David di Donatello per Esterno notte (ha vinto nel 1991 per La stazione, nel 1999 per Fuori dal mondo, nel 2004 per Caterina va in città, nel 2005 per Manuale d’amore, nel 2008 per Giorni e nuvole, nel 2013 per Viaggio sola, nel 2015 per Mia madre) le viene preferita Barbara Ronchi (Settembre). Il 20 giugno, candidata al Nastro d’argento per Il sol dell’avvenire (ha vinto nel 1991 con La stazione, nel 2001 con Le fate ignoranti, nel 2022 con Il più bel giorno della mia vita, nel 2004 con Caterina va in città, nel 2007 con Il Caimano e Saturno contro, nel 2008 con Giorni e nuvole, nel 2015 con Mia madre) le è di nuovo preferita la Ronchi (Rapito, si consola col premio nella categoria Grandi Serie per Esterno notte) • 2024 - • 2025 -.
570. Antonio RICCI Albenga 26 giugno 1950. Autore televisivo • Il 21 giugno 2020, intervistato da Aldo Cazzullo, alla domanda Quando ha conosciuto Grillo? Risponde: «Eravamo riserve nell’Albenga. Trofeo Beretti: io terzino, lui mezzala. Grazie a lui sono entrato in Rai» • Il 7 luglio 2021 sempre Cazzullo (Perché ci manca tanto la modernità di Raffaella) scrive: «Quando vennero gli anni 80, il varietà — con rare eccezioni, quasi tutte firmate da Antonio Ricci — perse il tono moderno e mai sguaiato che le aveva dato la Carrà, ed entrò nell’era trash» • Nel giugno 2022 378. Claudio BAGLIONI ottiene il sequestro del libro Tutti poeti con Claudio che, su ordine del Tribunale di Monza, non è più scaricabile dal sito di Striscia la Notizia per un’inchiesta che lo vede indagato per diffamazione insieme ai comici-presentatori Enzo Iacchetti ed Ezio Greggio e al Mago Casanova, alias Antonio Montanari, accusati di aver «ripetutamente definito», in molti servizi dal 2019, il famoso cantautore «con termini tali da farlo passare come un disonesto, che copia senza neppure dirlo». Sua replica: nessuna offesa, la nostra è satira • A fine ottobre del 2023 si toglie un altro sassolino: «Il dirigente Mediaset dietro la trasmissione dei fuorionda su Andrea Giambruno, ex compagno della premier, parla con Renato Franco. E gli dice che è “padrone e mandante” di sé stesso. e che non ha sentito nessun dirigente, compreso Pier Silvio Berlusconi. Poi critica Giorgia Meloni: “Non ha speso neanche una parola per le ragazze coinvolte”» (Alessandro Trocino). Vedi 375. Andrea GIAMBRUNO • Il 13 dicembre 2024, Massimo Gramellini (La notizia è Striscia) scrive: «Mi sa che Striscia la notizia ha vinto comunque. Anche se ieri Pier Silvio Berlusconi ha dichiarato che, alla veneranda età televisiva di 37 anni, l’appuntamento dell’ora di cena (residuo momento di focolare domestico, prima che la famiglia si sparpagli tra le smart-tv) sta attraversando “un momento faticoso”. E persino se un giorno Striscia non esistesse più. Perché il programma di Antonio Ricci, unico divo della tv a non essere praticamente mai andato in tv, è già dappertutto. I social hanno preso il suo linguaggio, il trattamento sarcastico e surreale dell’attualità, la denuncia condita dallo sghignazzo. Il Salvini onni-borbottante gli ha rubato l’idea del Gabibbo, al quale assomiglia anche un po’. E i “meme” sono stati inventati da Striscia quando ancora nessuno sapeva come si chiamassero. Mentre certe performance su TikTok sono la versione ancor più liofilizzata dei micro-monologhi di Ezio Greggio a Drive In, che all’epoca parvero rivoluzionari proprio per la loro brevità. (Venivamo dalle irresistibili barzellette di Walter Chiari, che però duravano mezz’ora). In fondo anche l’altra grande invenzione di Ricci, Beppe Grillo, è ormai dappertutto. Ogni partito politico, mica solo i Cinque Stelle, parla la lingua populista dei primi comizi scritti da Ricci per il giovane comico in gilet di Fantastico 1979. Per quanto quelli, ne ricordo uno profetico sulle banche, facessero più ridere e fossero decisamente più seri» • 2025 -.
571. Franco CORDELLI Roma 20 febbraio 1943. Scrittore • 2020 - • Quando il 2 settembre 2021 muore Daniele Del Giudice, Paolo Di Stefano scrive che «per lungo tempo, e ben oltre i più ragionevoli limiti anagrafici» fu «inserito dal marketing giornalistico-editoriale nella categoria dei “giovani narratori italiani” anni Ottanta, tra i quali Tabucchi, Busi, Cordelli, Montefoschi, Orengo, De Carlo, Rasy, De Luca. In realtà non avevano in comune quasi nulla se non l’anagrafe, e l’aver sentito solo il profumo della neoavanguardia, sfiorata invece da scrittori poco più anziani come Celati e Vassalli. Erano quelli che venivano prima della generazione Tondelli (classe ’55), a proposito dei quali si parlava di un ritorno alla narratività dopo gli sperimentalismi» • Il 12 maggio 2022 esce Tao 48. Di Stefano (Cordelli, il paradosso abita a Roma) scrive che «a Cordelli scrittore le mezze misure, scrivendo, non piacciono. Altrimenti perderebbe la sua peculiarità, che è, appunto, il rischio, cioè la peculiarità della grande letteratura. [...] lo stile di Cordelli è un investimento folle nel massimo di precisione per raccontare i vuoti indicibili dell’esistenza e della parola. Esattamente al contrario di tanta paraletteratura che con il massimo di imprecisione stilistica vorrebbe restituire un presunto senso del mondo» • Il 20 febbraio 2023 compie 80 anni. A Di Stefano che gli chiede Come ti avvicini a questo compleanno? risponde: «Ma sai, mi avvicino pensando che dopotutto ho campato ottant’anni e non è andata male: ho rischiato la vita almeno tre volte e quindi non posso che essere grato alla fortuna o agli dèi. Per quanto riguarda quel che rimane da vivere, sapere che è poco è tuttavia confortevole. Dà una certa serenità». Parli di serenità perché valuti di aver vissuto bene i tuoi primi ottant’anni? «Li ho vissuti facendo quello che volevo fare anzi riuscendo a non fare quello che non volevo fare. È una cosa vera. Negli anni scolastici, dalle medie fino ai primi anni di università, il mio pensiero ossessivo era: nella mia vita non lavorerò, e ci sono riuscito» • Il 19 settembre 2024 Alessandro Trocino scrive che «Franco Cordelli, il nostro critico e grande scrittore, ha adorato Tucidide. Atene contro Melo, per la regia (e non solo) di Alessandro Baricco» • Il 18 settembre 2025, Trocino scrive che «il maestro Franco Cordelli loda il “minimalismo in jeans” di A little bit of the moon».
572. Alessandro CATTELAN Tortona 11 maggio 1980. Conduttore tv • 2020 - • Dal 2011 al 2020 conduttore di X Factor, quando a ottobre 2021 parte la nuova stagione Aldo Grasso scrive che «Gli occhi erano puntati su di lui, su Ludovico Tersigni, chiamato a raccogliere l’eredità di Alessandro Cattelan, il centro di gravità permanente della trasmissione» • A marzo 2022 conduce Una semplice domanda (Netflix), sei incontri (306. Roberto BAGGIO, 344. Geppi CUCCIARI, 495. ELIO, Francesco Mandelli, 120. Paolo SORRENTINO e Gianluca Vialli) sul tema della felicità, o meglio su come agire per essere felici • A fine maggio 2023 si fa il suo nome per la sostituzione di 88. Fabio FAZIO, che ha lasciato la Rai • A metà febbraio 2024 è messo tra i papabili per sostituire 71. AMADEUS alla conduzione del Festival di Sanremo • A metà ottobre 2025 Massimo Gramellini scrive: «Hanno provato a piazzare il Nobel per la Fisica Giorgio Parisi alla presidenza della commissione antidoping. Naturalmente avevano sbagliato Parisi. Quello giusto è il rettore dell’università dello sport e si chiama Attilio, non Giorgio. Come se avessero affidato una installazione d’arte contemporanea ad Alessandro Cattelan o la panchina dei Cinquestelle ad Antonio Conte (che peraltro sarebbe un’idea)».
573. Salvatore CUFFARO Raffadali 21 febbraio 1958. Politico • Tra 2001 e 2008 presidente della Regione Sicilia, quando a inizio marzo 2020 le cautele antivirus sconsigliano effusioni, Massimo Gramellini ricorda che era detto «Totò vasa-vasa» per la consuetudine di sbaciucchiare le guance altrui • 2021 - • 2022 - • A fine maggio 2023 Enzo Trantino, eletto sindaco di Catania con il 65,33, rivendica il suo sostegno («È stato riabilitato») • A inizio aprile 2024, quando diventa chiaro che Azione correrà all’Europee senza alleati di rilievo dopo la rottura di tutte le sue alleanze, l’ultima con 6. Matteo RENZI e 92. Emma BONINO, 13. Carlo CALENDA dichiara: «Io, un matto che va contromano? Meglio di certi accordi. Candido chi sa l’inglese, altri il genero di Cuffaro». L’ex sindaco di Parma ed ex presidente di +Europa, Federico Pizzarotti, lascia la formazione di Bonino per candidarsi con Azione. Motivo principale: l’alleanza di +Europa con Italia Viva e dunque, dice, la «contaminazione» con Cuffaro, la Nuova Dc e Mastella • A inizio novembre 2025 la Procura di Palermo coordinata da Maurizio de Lucia ne chiede gli arresti domiciliari insieme ad altri 17 indagati. Luca Angelini: «Per i magistrati sarebbe il dominus di un comitato d’affari occulto in grado di condizionare la vita politica e amministrativa siciliana. Perché, anche se da tempo non ha più ruoli istituzionali, Totò Cuffaro, ex governatore dell’isola, secondo gli inquirenti, al potere non ha mai rinunciato. Anzi, grazie al ruolo ricoperto per decenni, alle relazioni strette e a uomini di fiducia piazzati nei posti che contano, sarebbe ancora in grado di muovere da dietro le quinte le fila dell’amministrazione regionale, facendo avere appalti a imprenditori amici e posti di lavoro o promozioni ai suoi».
574. Giuseppe Valerio “Giusva” FIORAVANTI Rovereto 28 marzo 1958. Terrorista • Il 9 luglio 2020 esce la nuova edizione de I terroristi della porta accanto, libro-inchiesta di Piero A. Corsini in cui si legge che tra le vittime della strage di Bologna del 2 agosto 1980 c’è una donna mai identificata (si trovava vicinissima all’ordigno) e i cui resti (un lembo del volto) non sono mai stati reclamati. Aldo Cazzullo: «La scoperta di questa nuova vittima riporta alla mente quello che Francesco Cossiga disse al Corriere nel 2008. Secondo Cossiga — al tempo presidente del Consiglio —, l’eccidio di Bologna fu dovuto all’esplosione accidentale di esplosivo trasportato dai palestinesi, che in virtù del “lodo Moro” in quegli anni si muovevano liberamente per il nostro Paese. Quei resti — si chiede Corsini — appartengono forse a chi doveva trasportare la bomba? Una tesi sempre duramente avversata dai magistrati bolognesi (i quali scrivono che il “lodo Moro” non è mai esistito) e dall’Associazione tra i familiari delle vittime, che restano convinti della colpevolezza di Valerio Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini, condannati con sentenza definitiva quali esecutori materiali. Per questo si tratta di una materia da maneggiare con cura. Il libro di Corsini si muove con rispetto sia del lavoro della magistratura, sia del dolore dei familiari. E, con questa premessa, racconta la vicenda di Fioravanti e Mambro, che continuano a dirsi innocenti» • 2021 - • Il 6 aprile 2022 Paolo Bellini, «quinto uomo» della strage di Bologna, è condannato all’ergastolo con un anno di isolamento diurno. Andreina Baccaro e Andrea Pistore: «La prima sentenza ha individuato tre colpevoli: Valerio Fioravanti, 22 anni all’epoca, Francesca Mambro, 21 e Luigi Ciavardini, nemmeno diciottenne: è stato processato a parte, dal tribunale dei minorenni. Terroristi-ragazzini che sotto la sigla neofascista dei Nuclei armati rivoluzionari (Nar) hanno commesso e rivendicato omicidi di poliziotti, carabinieri, magistrati, avversari politici ma per la strage si proclamano innocenti. Un quarto esecutore materiale è ancora presunto, si chiama Gilberto Cavallini, altro estremista nero dell’epoca. Il quinto presunto attentatore è appunto Paolo Bellini, neofascista di avanguardia nazionale, che all’epoca della strage di anni ne aveva 27» • Il 27 settembre 2023
la Corte d’Assise conferma la condanna all’ergastolo per Cavallini. Alessandro Trocino: «Era stato condannato in primo grado nel 2020, a distanza di 40 anni dai fatti, per concorso nella strage di Bologna insieme a Francesca Mambro, Giusva Fioravanti e Luigi Ciavardini, condannati anche loro ma ormai liberi dall’inizio degli anni 2000» • A inizio febbraio 2024, intervistata da Cazzullo, Anna Maria Cossiga racconta: «Trovai in salotto Mambro e Fioravanti che prendevano il tè, babbo mi disse: per la strage di Bologna sono innocenti» • A fine ottobre 2025 il magistrato Leonardo Agueci, pubblica accusa nel processo d’appello per l’omicidio del presidente della Regione Sicilia Piersanti Mattarella (6 gennaio 1980), dichiara: «A sparare fu Valerio Fioravanti, io continuo a esserne sicuro», «Tra le ipotesi fatte all’epoca c’era quella del presunto patto di scambio che i boss avrebbero stretto con i terroristi neri. La mafia avrebbe fatto evadere Pierluigi Concutelli, allora detenuto a Palermo, e loro avrebbero fatto un favore a Cosa nostra assassinando Mattarella. Che Fioravanti nel periodo dell’assassinio del presidente della Regione fosse in città poi è ormai accertato».
575. Roberto BOLLE Casale Monferrato 26 marzo 1975. Ballerino • L’11 novembre 2020 si legge che la sera in cui si consumò la violenza sessuale per la quale è finito in carcere 357. Alberto GENOVESE la polizia per due volte si presentò sul pianerottolo della sua casa in piazza Santa Maria Beltrade a Milano. Luca Angelini: «A chiamare il 113 l’étoile della Scala Roberto Bolle, esasperato all’1.30 di notte per la musica ad alto volume. Poche ore prima, per lo stesso motivo, un’altra telefonata di protesta. Ma gli agenti non si accorsero di nulla». Il 9 dicembre Aldo Grasso scrive: «Per la prima volta nella sua storia, l’apertura della Scala non era rivolta al pubblico privilegiato del Piermarini ma interamente pensata per l’audience televisiva, per un pubblico che abitualmente non frequenta l’opera lirica. ... a riveder le stelle è stato uno show maestoso, con il meglio della musica operistica, dei cantanti, dell’orchestra, delle scenografie, dei balletti (Roberto Bolle danza con una luce laser!), dei costumi, della realtà aumentata, dell’Inno di Mameli cantato dai lavoratori (pareva di essere tornati ai tempi di Luigi Nono). La più bella prima che si potesse immaginare, senza il pubblico della prima» • Quando il 27 maggio 2021 muore Carla Fracci, ricorda: «Abbiamo tanti punti in comune: la scuola di ballo della Scala fin da giovanissimi, la carriera all’American Ballet Theatre e l’idea di diffondere la nostra arte con qualunque mezzo». Il 15 dicembre lancia alla Camera dei deputati, durante un’audizione alla Commissione Cultura, un atto di accusa in difesa del «sistema danza»: «È un grido di dolore della categoria che rappresento. E una richiesta d’aiuto per la danza in Italia, avvilita come la Cenerentola delle arti, mentre lirica e musica sinfonica giocano il ruolo di sorelle privilegiate all’interno delle 14 Fondazioni: sono sopravvissuti solo quattro corpi di ballo. Negli ultimi decenni è stato compiuto uno scempio di cui ci si può solo vergognare: quando c’è da ridurre i costi, il taglio ai corpi di ballo è sempre stata la carta più facile da giocare» • A inizio luglio 2022, con 436. BEBE VIO e Steven Zhang partecipa alla festa per il lancio del nuovo portale di “Corriere LOGIN”. Luca Angelini: «Tre personaggi di grande popolarità che si sono prestati a trasformarsi in avatar e a entrare dentro la “copia” della redazione di LOGIN per essere intervistati sfruttando le potenzialità dell’essere “fisicamente” insieme, pur trovandosi separati e magari in luoghi lontani» • A metà gennaio 2023, ricordando in morte di Gino Landi una coreografia del suo Milleluci con protagonisti Raffaella Carrà, 509. Adriano CELENTANO e un folto corpo di ballo sulle note del brano Prisencolinensinanciusol (1972), Grasso parla di «uno dei momenti più alti del varietà della tv italiana, da far invidia a Broadway. Tant’è vero che nel 2016 Roberto Bolle ha sentito anche lui il bisogno di interpretare mirabilmente una versione di Prisencolinensinanciusol, remixata da Benny Benassi e cantata da Mina e Celentano» • 2024 - • A inizio novembre 2025, intervistato da Chiara Maffioletti parla della fondazione che porta il suo nome, nata nel 2023 per diffondere i valori artistici, culturali e umani che la danza porta con sé: «Sono molto interessato all’educazione e alla formazione dei ragazzi attraverso i valori della danza. Negli ultimi anni, con il Festival On Dance, sono andato in questa direzione: ho cercato di dare ai giovani l’opportunità di avvicinarsi a quest’arte organizzando lezioni, attività gratuite, incontri, serate danzanti, balli».
576. Alberto TOMBA Bologna 19 dicembre 1966. Ex sciatore alpino • 2020 - • Tra il 3 il 5 dicembre 2021, a Lake Louise 67. Sofia GOGGIA fa una tripletta (due discese e un superG) che ricorda la sua tra il 20 e il 22 dicembre 1994 a Lech (slalom) e Alta Badia (gigante). Il 19 dicembre, suo 55mo compleanno, l’«ormai imbattibile» Goggia gli dedica la vittoria nel SuperG della Val d’Isère • 2022 - • A metà marzo 2023, intervistato da Flavio Vanetti racconta che a chiamarlo Tomba la Bomba fu «Patrick Lang, figlio dell’inventore della Coppa del Mondo. Magari a suo tempo poteva starci, oggi con le bombe vere che riempiono le cronache di guerra è meglio lasciar perdere. Peraltro c’è sempre il resto del campionario di soprannomi: Albertone, Albert-One». Quando le ricordano che il Festival di Sanremo si è fermato per il suo secondo oro di Calgary prova orgoglio o le viene da sorridere? «Sarebbe da fermare il Festival di oggi. Invece hanno fermato quello degli anni belli». Teme che nel tempo ci si dimentichi di Alberto Tomba? «C’è chi mi dice: ti ricorderemo sempre. Per ora è vero e mi commuovo per l’affetto che mi riservano: adesso capisco quanto ho combinato» • A fine gennaio 2024, dopo che 16. Jannik SINNER ha vinto il suo secondo Australian Open, Marco Imarisio non può evitare il paragone con lui e 128. Valentino ROSSI: «Al pari dei suoi illustri predecessori, è ormai avviato a diventare una figura che va oltre allo sport, che unisce un Paese davanti alla televisione per una disciplina fino a poco tempo prima considerata di nicchia. Lo sta facendo però a modo suo, con modalità inedite alle nostre latitudini. Con un atteggiamento semplice, da persona educata e rispettosa, del tutto priva di quell’atteggiamento guascone, talvolta sopra le righe e fuori dalle regole in senso buono, che ha parzialmente contribuito a determinare la mitologia sorta intorno a Tomba e Rossi» • L’11 novembre 2025 esce la sua autobiografia, Lo slalom più lungo. Aldo Cazzullo commenta che è piena di sorprese: «Semplicemente perché ero, e sono, molto diverso da come mi avete descritto. Ho sempre odiato quando mi chiamavano sbruffone. Detestavo essere definito guascone». È vero che tra le due manche del gigante di Calgary, prima medaglia d’oro olimpica, mangiò una fetta di panettone? «È vero, ma mica l’ho finito… Lo so, qualsiasi allenatore lo proibirebbe. Ma io ero fatto così. Non volevo passare il tempo tra le due prove a macerarmi. Preferivo stare in mezzo alla gente. E mangiare il panettone, se avevo fame. È la mia natura, il mio modo di scaricare la tensione. Mi piaceva scherzare, fare le foto, firmare gli autografi. Poi magari andavo di fretta, dovevo dire di no a qualcuno, e i giornali scrivevano: Tomba evita i tifosi». Nel 1995 riportò la Coppa del Mondo in Italia, vent’anni dopo la quarta Coppa di Gustavo Thoeni.« All’ultima gara, nell’intervallo tra le due manche, feci una discesa in canottiera, pantaloncini e cravatta. Era il mio modo di salutare la gente. Farla divertire mi è sempre piaciuto». Ad Albertville rivinse il gigante. «E rivincere è molto più difficile che vincere. Soprattutto nello sci, che si gioca sui centesimi, sui millimetri: basta una gobba, un’inforcata, una lastra di ghiaccio, e sei fuori. Infatti alle Olimpiadi non era mai successo che un atleta conquistasse due ori di fila nella stessa specialità. Dopo il traguardo mi inginocchiai, presi la neve con le mani nude, mi lavai la faccia. Una magnifica sensazione di libertà. Albertville: la città di Alberto». Anche le rimonte di Tomba erano leggendarie. «Alle Olimpiadi del 1994 a Lillehammer dopo la prima manche dello speciale ero dodicesimo, con quasi due secondi di distacco, e in mezzo c’erano tutti i migliori. Avevo sbagliato la scelta del pettorale, il numero 1: senza riferimenti, e c’erano 28 gradi sotto zero. Finii secondo, a 15 centesimi dall’oro. Se c’era ancora una porta, vincevo pure quella gara».
577. Alberto BRAMBILLA Merate 17 settembre 1950. Economista • A inizio settembre 2020 Daniele Manca, L’«ottima imposta» di Luigi Einaudi e la lezione (ignorata) su tasse e Fisco, parla delle «puntuali radiografie condotte da Alberto Brambilla del Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali» • A fine ottobre 2021, intervistato da Enrico Marro parla di «Una giungla di regole, ora anche i lavori gravosi, diversi dagli usuranti», a metà dicembre è citato da Milena Gabanelli (Sanità, assistenza, scuola: chi paga e quanto) • 2022 - • A inizio ottobre 2023 analizza il debito pubblico italiano «senza freni» (Chi pagherà quei mille miliardi di interessi?) • A fine ottobre 2024 Massimo Gramellini scrive: «Un contribuente su quattro paga tre quarti di tutta l’Irpef. Parliamo dell’unico fesso (su quattro) che in questo Paese dichiara di guadagnare più di 29.000 euro lordi all’anno. Mi sembra di conoscerlo, forse perché ogni ricerca sul fisco (l’ultima è dell’Osservatorio Itinerari Previdenziali di Alberto Brambilla) finisce sempre per raccontarci di lui e della sua solitudine» • Il 16 settembre 2025 il sottosegretario al lavoro 212. Claudio DURIGON, «nel convegno del centro studi Itinerari previdenziali, presieduto da Alberto Brambilla, sulla previdenza complementare» illustra una proposta sul tavolo del governo: il Tfr di chi verrà assunto per la prima volta dal 2026 finirà obbligatoriamente nei fondi pensione, a meno che l’interessato, entro 6 mesi non dichiari di volerlo tenere in azienda.
578. Valeria VALENTE Napoli 16 settembre 1976. Politico • Dal 2018 senatrice del Pd (nel 2013 era stata eletta alla Camera), a fine aprile 2020, presidente della Commissione femminicidio, fa un appello ai media: «Aiutateci a non derubricare la violenza di genere a stress da quarantena. Questo è il momento in cui il femminicidio e la violenza di genere emergono con più gravità per quello che sono: fenomeni strutturali» • A fine agosto 2021 la Commissione sul femminicidio rende nota un’indagine condotta nelle procure, nei tribunali ordinari, in quelli di sorveglianza, al Consiglio nazionale forense e degli ordini psicologi, al Csm e alla scuola superiore della magistratura. Giusi Fasano: «È stato preso come riferimento il triennio 2016-2018 e la ricerca ha provato a capire quanto e come la “filiera” della Giustizia percepisse la violenza domestica, quanto riuscisse a riconoscerla e quanto fossero diffuse specializzazione e formazione. Risultato: nel sistema Giustizia la formazione professionale e culturale su questi temi è carente. E questo, per dirlo con le parole della stessa Valeria Valente, significa che “portatori e portatrici di stereotipi e pregiudizi finiscono per non leggere la violenza, per sottovalutarla o per non fare una valutazione adeguata del rischio”» • 2022 - • Alle primarie del Pd del febbraio 2023 sostiene 20. Stefano BONACCINI contro 9. Elly SCHLEIN («la radicalità non è massimalismo») • Membro della Bicamerale femminicidio, a fine gennaio 2024 accusa la Lega di «rimettere in discussione il diritto all’autodeterminazione e alla maternità libera e consapevole delle donne previsto dalla legge 194/78» • A metà gennaio 2025, quando la Corte di Assise di Modena motiva la condanna di un Salvatore Montefusco, a processo per aver ucciso moglie e figlia, a 30 anni di reclusione anziché all’ergastolo, con la «condizione psicologica di profondo disagio, umiliazione e enorme frustrazione vissuta dall’imputato, a cagione del clima di altissima conflittualità che si era venuto a creare nell’ambito del ménage coniugale e della concreta evenienza che lui stesso dovesse abbandonare l’abitazione familiare» commenta: «Se quanto riportano gli organi di stampa fosse confermato, saremmo di fronte a un provvedimento da “manuale del patriarcato”».
579. Antonino “NINO” FRASSICA Messina 11 dicembre 1950. Comico • 2020 - • A fine giugno 2021 nelle sale School of mafia di Alessandro Pondi: «È una satira di Cosa Nostra: i boss di New York hanno un problema, la discendenza. I tre figli non ne vogliono sapere di continuare la strada dei padri-padrini. Così vengono mandati alla scuola di Turi U’ Appiacciaturi (Nino Frassica)» • Il 6 gennaio 2022 è con 552. LINO BANFI tra gli ospiti di Soliti ignoti – Speciale Lotteria Italia • 2023 - • Il 12 novembre 2024 esce il suo libro Piero di essere Piero («È una galleria di Pieri immaginari, una piccola umanità che non esiste ma che in fondo è molto vera: in ognuno di noi c’è una vena grottesca»). A Roberta Scorranese che gli chiede E come fece per arrivare a Quelli della notte, dove debuttò 40 anni fa? risponde: «Mi feci dare il numero di telefono di Renzo. Ogni giorno gli lasciavo un messaggio anonimo nella segreteria telefonica». E che cosa gli diceva? «Recitavo. Inscenavo piccoli spettacoli solo per lui, senza chiedere nulla e senza dire chi ero. Lo corteggiai così». Ci riuscì. «Non prima di averlo quasi ucciso: in seguito mi raccontò che ogni sera correva ad ascoltare i messaggi della segreteria e una volta stava mangiando una mela. Cominciò a ridere in modo così convulso che quasi si strozzò» • In occasione dei 40 anni dalla messa in onda della prima puntata di Quelli della notte (29 aprile 1985), 838. Renzo ARBORE parla del suo frate Antonino da Scasazza: «Parlava proprio come certi frati che avevo conosciuto a Foggia... Avevo capito subito, dai messaggi che mi lasciava in segreteria telefonica, che Nino era molto bizzarro. Quando poi ho chiamato per la prima volta a casa sua, la madre non credeva fossi io, pensava a uno scherzo. Dissi a Nino di venirmi a trovare appena gli fosse capitato di passare da Roma. Il giorno dopo era sotto casa mia. Nino ha sempre avuto lo swing».
580. Domenico DOLCE Polizzi Generosa 13 agosto 1958 581. Stefano GABBANA Milano 14 novembre 1962. Stilisti • A inizio gennaio 2020, parlando de La settimana della moda maschile a Milano, Paola Pollo scrive che «All’appello, certo, non manca nessuno, tra i big: da Armani a Prada e poi Ferragamo e Versace, Fendi e Gucci e Dolce & Gabbana». A metà febbraio, Fashion Week Women’s di Milano, Pollo li mette tra «le teste di serie più autorevoli» con Gucci, Prada, Versace, Bottega Veneta, Armani • A metà agosto 2022, intervistati da Matteo Persivale, dicono: «All’estero tutti vogliono l’Italia, per questo non comprendiamo come ci possa essere chi, da italiano, ha complessi di inferiorità. I complessi di superiorità sono sempre odiosi e sbagliati, ma sentirci inferiori? Noi italiani? La storia degli italiani all’estero è una storia, all’inizio, storicamente, di sofferenza, è vero. Ma, alla fine, è la storia della vittoria contro tutto e tutti. Adesso tutto il mondo sa che se sei un italiano che lavora all’estero sei bravo a fare il tuo mestiere, sei un lavoratore, hai l’intelligenza speciale degli italiani che è fatta anche di flessibilità (la rigidità non è intelligente), di capacità di risolvere gli imprevisti» • A inizio gennaio 2023 Danilo Taino, parlando della parola ruhua, usata per accusare chi osa «insultare la Cina», ricorda che nel 2018 «ci fu il primo caso rilevante, quello di Dolce&Gabbana, attaccata per una pubblicità in cui una cinese faticava a mangiare pasta italiana con i chopstick: il post di un sito statale fu rilanciato 33 mila volte con più di 150 mila like» • 2024 - • A fine giugno 2025, “nozze” Bezos-Sánchez a Venezia, gli abiti degli sposi sono Dolce & Gabbana.
582. Angelino ALFANO Agrigento 31 ottobre 1970. Politico • 2020 - • Tra 2013 e 2016 ministro dell’interno nei governi di 12. Enrico LETTA e 6. Matteo RENZI (poi, fino al 2018, agli esteri con 25. Paolo GENTILONI, dal 2008 al 2011 era stato alla giustizia nel Berlusconi IV), a fine marzo 2021 Gian Antonio Stella, Chi sbaglia paga (quasi mai), scrive: «Il punto è che troppo spesso il principio sacrosanto che chi commette errori gravi o peggio dei reati deve poi pagarne il prezzo, evapora in una formula così rituale e ripetitiva da sembrare scontata. “Chi ha sbagliato pagherà”, dice il presidente della Figc Gabriele Gravina dopo il pasticcio Juventus-Napoli. “Chi ha sbagliato pagherà”, tuona il governatore della Sicilia Nello Musumeci scatenato contro chi ha buttato i soldi europei. “Chi ha sbagliato pagherà”, assicura l’allora responsabile dei rapporti con il Parlamento Francesco Boccia a chi gli chiede come finirà il caso della Banca Popolare di Bari. “Chi ha sbagliato pagherà”, giura l’allora ministro dell’Interno Angelino Alfano dopo lo scandalo di Alma Shalabayeva, la moglie del dissidente kazako espulsa dall’Italia con la figlia... “Chi ha sbagliato pagherà”, promette Virginia Raggi dopo le polemiche roventi sui 70 bus israeliani noleggiati da Atac e mai utilizzati... E via così... Ma in questi anni hanno pagato sul serio?». A metà luglio, quando si parla del possibile passaggio di 275. Renato SCHIFANI a Fratelli d’Italia, Gianluca Mercuri commenta che «sarebbe la seconda scappatella dopo quella con Alfano» • A fine luglio 2022, commentando i casi di 59. Mariastella GELMINI, 83. Renato BRUNETTA, 86. Mara CARFAGNA, Aldo Cazzullo scrive che «le uscite da Forza Italia difficilmente toglieranno voti alla destra italiana. Come non li hanno tolti Alfano, Toti, Fini e tutti quelli che si sono sganciati in passato» • A fine gennaio 2023 Caterina Malavenda (Intercettazioni, un dibattito fuori tempo massimo) ricorda: «Era il 9 luglio 2010, quando la Fnsi indiceva una manifestazione nazionale contro la legge di riforma delle intercettazioni, il cosiddetto ddl Alfano che limitava i casi nei quali era legittimo pubblicarle, comminando ai contravventori pene detentive: non fu convertito e decadde nel 2011» • Il 16 febbraio 2024 Crollo in un cantiere a Firenze, tre morti e due dispersi. Alessandro Trocino: «La società committente dei lavori risulta La Villata spa, immobiliare di investimento e sviluppo controllata da Esselunga, con sede a Milano, di cui da un anno è presidente l’ex ministro Angelino Alfano» • Il 20 novembre 2025 nell’Appello bis a Firenze sono tutti condannati i cinque poliziotti imputati per l’espulsione dall’Italia di Alma e Alua Shalabayeva nel 2013. Elena Tebano: «Moglie e figlia di Mukhtar Ablyazov, dissidente kazako ricercato dalle autorità del suo Paese, furono vittime, secondo l’accusa, di una sorta di rapimento a fini politico-diplomatici. Anche se avevano diritto all’asilo politico, furono rimpatriate su un aereo privato affittato dall’ambasciata kazaka. Il ministro dell’Interno Angelino Alfano fu costretto a riferire in Parlamento e il capo di gabinetto del Viminale, il prefetto Giuseppe Procaccini, si dovette dimettere. Il coinvolgimento diretto del ministero dell’Interno (da cui dipende la polizia) non è mai stato provato».
583. Davide FARAONE Palermo 19 luglio 1975. Politico • Senatore, passato nel 2019 dal Pd a Italia Viva, a inizio gennaio 2020, quando scoppia il caso di 521. Rula JEBREAL (cui è stato ritirato l’invito come ospite al Festival di Sanremo) chiede di convocare la Commissione parlamentare di Vigilanza Rai di cui fa parte dal 2018 • 2021 - • A metà febbraio 2022 fanno discutere i messaggi ricevuti con Andrea Ruggieri (Forza Italia, anche lui in Vigilanza) da 104. Sigfrido RANUCCI. Antonella Baccaro: «Messaggi in cui il giornalista commentava il fatto che i due parlamentari avevano reso nota in Vigilanza una lettera anonima con accuse di molestie sessuali e mobbing contro di lui, giudicate poi infondate da un audit interno della Rai». Lui racconta che Ranucci gli ha scritto accusandolo «di avergli gettato fango addosso», poi ha minacciato «Ho dossier su di voi tutti» e «Vi scateno contro le mie telecamere», «Pensi che a me non arrivino dossier su di voi pieni di merda. Non li ho mai presi in considerazione». Infine, alla sua offerta di prendersi insieme un caffè, replica: «Dopo quello che hai fatto con il cazzo. Vi risponderemo la mia squadra e io come sappiamo fare. Solo il nostro lavoro». Il 25 settembre è eletto alla Camera • A metà dicembre 2023, quando la Corte costituzionale albanese annuncia la sospensione delle procedure per l’approvazione parlamentare dell’accordo sulla creazione di due centri di identificazione e accoglienza da affiancare a quelli sul suolo italiano, ironizza: «Lo spot di Meloni rischia di non andare in onda» • Dopo che il 7 gennaio 2024 a Villa Glori (Roma), durante la cerimonia di commemorazione di Acca Larenzia (sede dell’Msi dove il 7 gennaio 1978 furono uccisi due giovani esponenti del Fronte della Gioventù), sono stati scambiati saluti romani al grido «Presente!», commenta: «Il reato di apologia del fascismo è stato abolito? La Digos domenica sera era operativa? Quante persone ha fermato?» • 2025 -.
584. Irene TINAGLI Empoli 16 aprile 1974. Politica • Dal 2019 europarlamentare del Pd, Presidente della Commissione per i problemi economici e monetari, a fine dicembre 2020 è inserita dal “Corriere della Sera” tra le 110 donne dell’anno con 288. Antonella VIOLA, 52. Chiara FERRAGNI, 238. ELODIE, 73. Federica BRIGNONE, 114. Ilaria CAPUA, 258. Larissa IAPICHINO, 33. Marta CARTABIA, 208. Paola EGONU, 521. Rula JEBREAL, 289. Sophia LOREN ecc. • A marzo 2021 diventa vicesegretaria del Partito Democratico • A metà aprile 2022, a Maria Teresa Meli che le chiede Di intervento in intervento, alla fine si andrà a uno scostamento di bilancio, così come chiedono, e non da ora, sia la Lega sia il Movimento 5 Stelle? Risponde: «Noi stiamo ragionando su altre ipotesi. Per esempio un ulteriore intervento sugli extra-profitti che finora è stato molto limitato. Lo scostamento non può essere il punto di partenza. Vedo che alcuni partiti già da mesi gridano “scostamento, scostamento” senza neanche capire e dire per che cosa. Ci vuole serietà. Per un Paese ad alto debito come il nostro lo scostamento è l’extrema ratio. Noi vogliamo invece partire dalle misure: capire che cosa serve e come possiamo fare a trovare le coperture per evitare lo scostamento. Se poi dovessimo renderci conto che lo scostamento è necessario, dovremo farlo mirato e circoscritto per realizzare gli interventi realmente necessari» • A fine aprile 2024, quando lo spagnolo Josep Borrell, Alto rappresentante per la politica estera Ue, indica l’ex ministro degli Esteri ed ex leader di 5 Stelle 11. Luigi DI MAIO come «il candidato più adatto» all’incarico di inviato speciale Ue per il Golfo, alla Lega che denuncia «Indicazione vergognosa, un insulto all’Italia e a migliaia di diplomatici in gamba» replica: «Ma vergognosa perché? In che senso? Forse perché sfugge allo spoils system? Dicano questo, allora, non che è vergognoso. Dicano che Di Maio non va bene perché non appartiene alla loro area, unico criterio valido per una nomina» • 2024 - • Rieletta alle elezioni europee del giugno 2024 (non più a capo della Commissione per i problemi economici e monetari), a metà marzo 2025 è tra i 10 piddini che a Strasburgo votano a favore di una risoluzione non vincolante sul Libro bianco della difesa contenente il piano ReArm Europe (seguendo le indicazioni di 9. Elly SCHLEIN, 11 piddini scelgono l’astensione). A metà luglio, quando il presidente degli Stati Uniti annuncia di voler imporre tasse del 30% sulle merci europee e l’Europa esita a varare contromisure, commenta: «Trump è un bullo e la sua psicologia è che finché trova chi soccombe o lo asseconda va avanti. Forse per questo non ha molto senso aspettare, perché, qualsiasi cosa gli si conceda, lui alza ancora la posta».
585. Pietro MARCELLO Caserta 2 luglio 1976. Regista • Il 3 aprile 2020 vince con Martin Eden (dal classico di Jack London, dà il volto di 452. Luca MARINELLI al marinaio di San Francisco e ne trasferisce la storia in una Napoli da angiporto) il David di Donatello per la migliore sceneggiatura adattata (con Maurizio Braucci, nelle categorie film e regista gli viene preferito Il traditore di 249. Marco BELLOCCHIO) • Dal 5 al 7 luglio 2021 è nelle sale Per Lucio, documentario sul cantautore Lucio Dalla; tra il 25 e il 27 ottobre il documentario Futura, diretto con Alice Rohrwacher e Francesco Munzi (è stato presentato al Festival di Cannes nella sezione Quinzaine des Réalisateurs) • A metà aprile 2022 si legge che «Al festival di Cannes tutti aspettavano Emanuele Crialese (mentre Pietro Marcello era dato come probabile). Invece dal cilindro spunta a sorpresa Mario Martone. È l’italiano in gara fra i 18 alla griglia di partenza». Il 18 maggio Le vele scarlatte è presentato in anteprima alla Quinzaine des Réalisateurs • Il 12 gennaio 2023 Le vele scarlatte arriva nelle sale: «Racconta il ritorno a casa dalle trincee della Grande Guerra di Raphaël (Raphaël Théry), uomo cortese con l’aspetto di un orco, artigiano del legno e padre di Juliette (Juliette Jouan), che divenuta una donna s’innamora del bel pilota Jean (Louis Garrel)» (Paolo Baldini) • 2024 - • Il 3 settembre 2025 viene presentato all’82ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia Duse.
586. Silvia AVALLONE Biella 11 aprile 1984. Scrittrice • A metà marzo 2020, L’emergenza che non dà tregua, scrive una lettera aperta al “Corriere della Sera” («Cari ragazzi, disubbidite a voi stessi»): «Sono stata adolescente anch’io, e tutta quell’energia irrefrenabile e strafottente che pulsa dall’interno per andare, sfidare, me la ricordo, a volte persino mi manca. Però ricordo benissimo anche l’estate in cui è morta mia nonna. Avevo 13 anni e la mia vita era un verbo: uscire. Dalla mattina alla sera, rientrando giusto il tempo dei pasti, salutando i miei genitori per modo di dire, tutto il giorno al mare, il più lontano possibile dagli adulti. Se qualcuno mi avesse obbligata a rimanere in casa, sarei scoppiata a ridere: cosa ci faccio in casa, io? Posso mica perdermi il mondo proprio adesso? Ho appena iniziato, scoppio di forza! L’amore e l’amicizia non erano concetti, ma corpi. Camminare mano nella mano un manifesto. Il bacio l’evento. La fuga in due sul motorino il massimo. Quel giorno di agosto mi trovavo ai giardinetti con gli altri perché era nuvoloso. Quando ho visto papà comparire all’improvviso, ho alzato gli occhi al cielo: adesso che vuole? Arrabbiata: lo sa che ci sono i miei amici. Lui si è fermato a una decina di metri, mi ha chiamata in disparte. “La nonna è morta”, mi ha detto. Ero truccata, indossavo una salopette di jeans, mi ero quasi fidanzata con il ragazzo che mi piaceva. Cosa voleva dire che mia nonna era morta? Com’era possibile una cosa del genere se io ero così felice?» • Quando, il 13 maggio 2021, la ventiduenne Luana D’Orazio muore in una fabbrica tessile di Montemurlo (Prato) stritolata dagli ingranaggi di un orditoio, commenta: «Questa è una tragedia che ci riguarda: tutti, da vicino. Che non si può accettare né risarcire» • L’8 marzo 2022 fa una dedica alle donne ucraine: «Fuggono come fuggirei io: con il piumino pesante, i documenti, lo smartphone. Salutano i mariti che partono per il fronte come io saluterei Giovanni. Ascoltano i figli implorare: “Papà non andare via”. Oppure restano, imbracciano kalashnikov che non hanno mai usato, preparano molotov di cui ignoravano il funzionamento, si appostano e sparano come forse — non oso pensarci — farei se mi avessero portato via tutto e raso al suolo persino la città» • A Pasqua 2023 (10 aprile), quando il piccolo Enea viene lasciato dalla madre nella «culla della vita» alla clinica Mangiagalli di Milano, scrive: «Abbandonare significa gettare nel buio informe e minaccioso di un bosco, nel duro e nello sporco di un marciapiede, nell’indicibile di un cassonetto, e pazienza se sopravvivrai o no. La donna che ha atteso, partorito e accudito Enea per un certo tempo, adagiando il suo corpo vivo e vestito nella culla termica della Mangiagalli, lo ha invece affidato, che è l’opposto di abbandonare» • 2024 - • A fine maggio 2025, quando il “Corriere della Sera” lancia le videolezioni d’autore (70 tra i 7 e i 10 minuti), a lei viene affidata Elsa Morante (è laureata in filosofia e specializzata in filologia moderna con una tesi su La Storia).
587. Maurizio MARTINA Calcinate 9 settembre 1978. Politico • Deputato, già ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali nei governi di 6. Matteo RENZI e 25. Paolo GENTILONI, segretario del Partito Democratico (qualche mese nel 2018), a inizio agosto 2020, Decreto Agosto: il piano per il Sud provoca mugugni al Nord (anche nel Pd), pur senza entrare nel merito del decreto, invita il suo partito ad essere attento alle esigenze del Nord: «Vorrei che si sminasse qualsiasi sentimento anti-settentrionale esattamente come serve farlo sempre per qualsiasi logica anti-meridionalista» • A gennaio 2021 lascia la Camera e diventa vicedirettore generale della FAO. A inizio aprile, intervistato da Maria Teresa Meli, Renzi dice: «Tutte le volte che mi dipingono fuori dalla politica accade qualcosa. All’inizio fu quando Di Maio e Martina volevano fare un governo nel 2018». A inizio novembre è citato con 98. Pier Luigi BERSANI, 292. Rosy BINDI, 227. Antonio MISIANI tra i big (ed ex) del Pd che la Procura di Firenze ha chiamato a testimoniare durante le indagini sulla Fondazione Open, cassaforte e braccio operativo dell’attività politica di Renzi da Palazzo Vecchio a Palazzo Chigi (undici gli indagati a vario titolo, tra finanziamento illecito ai partiti, corruzione, riciclaggio e traffico di influenze) • A fine maggio 2022, dopo l’invasione russa dell’Ucraina, avverte: «Già prima di questo conflitto la fame nel mondo stava crescendo. Quasi 200 milioni di persone in 53 Paesi nel 2021 sono entrate in una situazione quotidiana di fame acuta con un balzo di 40 milioni di persone in soli dodici mesi. Questa guerra aggraverà ancora lo scenario, le nostre prime stime indicano un aumento di altre 18 milioni di persone ma è chiaro che molto dipenderà anche dall’evoluzione del conflitto» • A inizio maggio 2023 aggiorna: «Purtroppo, per il quarto anno consecutivo il numero delle persone in stato di insicurezza alimentare acuta è in aumento e raggiunge oltre un quarto di miliardo di persone. In ben 58 Paesi e territori oltre 258 milioni di persone affrontano livelli di crisi acuta, un balzo drammatico rispetto ai 193 milioni registrati nell’anno precedente». A fine luglio, quando a Roma si svolge il vertice sui sistemi alimentari promosso dalle Nazioni Unite e dall’Italia, spiega che «Complessivamente, rispetto al periodo pre pandemico, oltre 122 milioni di persone in più soffrono di insicurezza alimentare portando a oltre 730 milioni le persone a rischio fame cronica» • A inizio febbraio 2024, il ministro dell’agricoltura 35. Francesco LOLLOBRIGIDA (si «gioca il collo» perché, scrive Monica Guerzoni, «non è stato il Maradona del governo») si mostra per una vota ecumenico, riconoscendo «la voglia di collaborare in nome degli interessi italiani anche da parte di ex ministri come De Castro e Martina»• 2025 -.
588. Andrea DINI Milano 7 settembre 1964. Imprenditore • Cognato del presidente della Lombardia 19. Attilio FONTANA (che ha sposato la sorella Roberta Dini), a inizio luglio 2020 è indagato per l’ipotesi di «turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente» nella fornitura/donazione di 82 mila tra camici, copricapi e calzari sanitari alla Regione, per un valore di 513 mila euro, soldi mai liquidati. Il 25 (Ora Fontana è indagato) Luigi Ferrarella scrive: «Con parte dei soldi di un proprio conto in Svizzera, sul quale nel 2015 aveva fatto uno “scudo fiscale” per 5,3 milioni detenuti fino ad allora da due “trust” alle Bahamas, il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ora indagato per l’ipotesi di “frode in pubbliche forniture”, il 19 maggio cercò di fare un curioso bonifico per arginare — 4 giorni dopo una generica intervista di Report — il rischio reputazionale insito nei 75.000 camici e 7.000 set sanitari venduti per 513.000 euro alla Regione il 16 aprile dalla società Dama spa del cognato Andrea Dini e (per il 10%) della moglie Roberta. Andò all’Unione fiduciaria, che gli amministra il “mandato fiduciario misto” da 4,4 milioni accennato a pagina 3 del modulo sulla “situazione patrimoniale” dei politici sul sito online della Regione, e tentò di bonificare alla Dama spa del cognato 250.000 euro: cioè gran parte del mancato profitto al quale il cognato l’indomani sarebbe andato incontro facendo il 20 maggio, in una mail alla centrale acquisti regionale Aria spa diretta dall’ex Gdf Filippo Bongiovanni, l’unilaterale bel gesto di tramutare in donazione alla Regione l’iniziale vendita dei 75.000 camici, e di rinunciare a farsi pagare dalla Regione i 49.353 camici e 7.000 set già consegnati». Il 27 il titolo è La scoperta dei magistrati: la donazione di camici mai accettata dalla Regione Lombardia (per le perplessità, si legge, dell’ufficio legale interno sulla semplicistica modalità mail e sulla non consegna del resto dei camici). Il primo agosto Lo «squalo» sulla lettera: così la Lombardia si accorse che a fornire i camici era il cognato di Fontana: «Un po’ tutti in Regione affermano di non aver mai ricollegato la fornitura al fratello della moglie di Fontana fin quasi al buffo “ohibò” del 10/12 maggio. Una collaboratrice del direttore generale della centrale acquisti regionale Aria spa, Filippo Bongiovanni, il 10 maggio gli si sarebbe infatti presentata con in mano la lettera del contratto proposto da Dama spa, facendo notare come stampato nell’intestazione ci fosse anche il logo — lo squalo — di “Paul & Shark”, il noto marchio di abbigliamento in pancia alla Dama spa di Dini» • Il primo aprile 2021 la notizia è che «C’è un supplemento di indagine, con richiesta di rogatoria e cioè di assistenza giudiziaria in Svizzera per l’ipotesi di autoriciclaggio e falso in voluntary, nell’inchiesta della Procura di Milano sul presidente leghista della Regione Lombardia, Attilio Fontana, indagato per turbativa d’asta e frode in pubbliche forniture alla centrale acquisti regionale “Aria spa”, dopo che la “Dama spa” del cognato Andrea Dini aveva tramutato in “donazione” (e non completato) la “fornitura” invece pattuita il 16 aprile 2020 come affidamento diretto» • Il 13 maggio 2022 la giudice dell’udienza preliminare Chiara Valori proscioglie lui, Fontana e altri tre imputati con la formula «perché il fatto non sussiste». L’avvocato Giuseppe Iannaccone commenta: «Sono molto soddisfatto per il provvedimento, perché rende finalmente giustizia a Dini e certifica che ha agito sempre animato dalle migliori intenzioni e unicamente con il proposito di dare una mano alla Regione Lombardia, in un momento di estrema difficoltà. Non avevo alcun dubbio che un attento esame della vicenda avrebbe consentito di riconoscere la correttezza del suo operato» • Il 10 luglio 2023 la Corte d’Appello di Milano conferma il proscioglimento: respinto il ricorso della Procura della Repubblica che voleva la condanna per concorso in «frode in pubbliche forniture». Iannaccone conclude: «Il dottor Andrea Dini è un grandissimo gentiluomo, una tra le persone più specchiate che abbia mai conosciuto e delle quali mi onoro di essere amico. Ha dovuto affrontare un procedimento lungo e inutile, ma quello che rimane è la sua innocenza assoluta e cristallina, che è stata confermata dalla Corte di Appello di Milano» • 2024 - • 2025 -.
589. Stefano BANDECCHI Livorno 4 aprile 1961. Imprenditore • 2020 - • 2021 - • 2022 - • Ex parà della Folgore, fondatore dell’Università degli Studi “Niccolò Cusano”, dal 2019 presidente della Ternana, a fine gennaio 2021, all’indomani del sequestro di venti milioni e di un avviso di garanzia per evasione fiscale, parla dei suoi finanziamenti alla politica: «Sto appoggiando Rocca (240. Francesco ROCCA, candidato del centrodestra alle regionali del Lazio) anche economicamente: ho versato 10 mila euro ma era mia intenzione arrivare a 60. Non ho problemi a dirlo. E comunque non ho finanziato solo lui, ma in passato anche esponenti dell’opposizione». Candidato civico, il 15 maggio, primo turno per l’elezione del sindaco di Terni, prende il 28,2% contro il 35,6% del candidato di centrodestra Orlando Masselli, il 29 è eletto col 54,6. A fine agosto, durante un consiglio comunale, tenta di aggredire il capogruppo di Fratelli d’Italia Marco Cecconi. Al Pd che gli chiede di dimettersi risponde: «Se ne vadano a fare...». Poi spiega: «Cecconi? L’ho solo avvisato che se succede un’altra volta che non mi fanno parlare gli fracasso la testa sul tavolo». Massimo Gramellini (Il buio oltre Bandecchi) commenta: «Con il sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, si entra in una nuova era. Avanza una specie inedita di statista, che non solo minaccia un oppositore in consiglio comunale di “fargli volare via i denti dalla bocca” e subito dopo si avventa fisicamente contro un altro: fin qui saremmo ancora nel solco rassicurante della tradizione. La novità eversiva del Bandecchi è che, dopo averci dormito su, gira un video in tuta per annunciare che lui si rifiuta di chiedere scusa e che rifarebbe tutto daccapo, però con un sovrappiù di violenza» • A fine gennaio 2024, Gramellini torna ad occuparsi di lui (Bandecchi negli orecchi): «Per sostenere la tesi minimalista secondo cui il maschio che reagisce al rifiuto con la violenza è un caso limite, ha detto: “Un uomo normale guarda il bel sedere di una donna e ci prova. Se ci riesce, ci fa l’amore, altrimenti se ne torna a casa”. Ovviamente non ha usato “sedere” e “fare l’amore”». Criticato per le troppe parolacce e le volgarità contro le donne, l’8 febbraio si dimette da sindaco: «Così finisce la mia dittatura». Ha un «piano B», candidarsi alle europee col suo partito Alternativa popolare: «Ho protocollato le dimissioni. Ma non escludo di ritirarle e mandare tutti a casa. Oppure vado in Europa, visto che subiamo la demenza dei nostri 75 eletti a Strasburgo». Il 16 ritira le dimissioni: «Sì, ho ritirato le mie dimissioni. Perché? Merito delle opposizioni che mi hanno convinto: troppi incompetenti, troppe parole spese al vento, mica potevo lasciare la città in mano a questi animali». E poi: «Ho visto che le opposizioni si stanno strappando le vesti: “questo criminale, questo delinquente che vuole stare ancora qui, quest’uomo infame”. È solo colpa vostra se ho ritirato le mie dimissioni perché vedere quello che avete scritto e detto da destra e sinistra è una cosa vergognosa, io non vi sopporto e a me personalmente fate parecchio schifo. Ciao a tutti, il mostro è tornato». A fine ottobre in Liguria sostiene il candidato di centrodestra 256. Marco BUCCI (che a sorpresa viene eletto). A metà novembre, la Procura di Roma ne chiede il rinvio a giudizio con l’accusa di aver evaso, tra il 2018 e il 2022, 13 milioni e 884mila euro come amministratore di Unicusano. Fabrizio Roncone lo descrive così: «Un capoccione pelato (“Ma in Italia di vero e grande capoccione pelato ce n’è stato solo uno... Ah ah ah!”) e 114 chili di muscoli (dichiarati) parecchio utili nelle risse in consiglio comunale e quando, davanti alle telecamere, alza un’Ape come fosse una bicicletta». Alle elezioni per la presidenza della Regione Umbria sostiene la candidata del centrodestra Donatella Tesei (Lega, il 5 ottobre a Bastia Umbra le ha addirittura fatto il baciamano...). Premesso che «Io i voti non li elemosino di certo... al massimo li compro o li prendo di prepotenza. Io ho sempre elemosinato solo la fica», promette: «Sarò decisivo come lo è stato Scajola in Liguria. Io posso spostare anche dodicimila voti». Alla conta del 18 novembre sono solo 6939 (2,16%), la vittoria va alla candidata del centrosinistra Stefania Proietti col 51,13% (Tesei si ferma al 46,17%) • A ottobre 2025 fa scalpore la notizia che 267. Maria Rosa BOCCIA («per qualche tempo, in un afflato di follia, pezzi di sinistra la elevarono a martire del femminismo e dell’antifascismo») sarà candidata alle Regionali in Campania «nelle liste del destrorso maschilista Bandecchi, uno al cui confronto Vannacci pare il Mahatma Gandhi» (Gramellini). Il 24 novembre, candidato alla presidenza, lui prende 10497 voti (0,49%), Boccia 160.
590. Claudio RANIERI Roma 20 ottobre 1951. Allenatore di calcio • Dal 12 ottobre 2019 sulla panchina della Sampdoria (all’ultimo posto con 3 punti dopo 7 giornate), il 19 luglio 2020, vittoria 3-2 col Parma, conquista la salvezza con 4 giornate d’anticipo • 2021 - • 2022 - • 2023 - • Dal 23 dicembre 2022 sulla panchina del Cagliari (l’11 giugno 2023 l’ha riportato in Serie A, come già aveva fatto nel 1990), il 21 maggio 2024 annuncia l’addio al calcio: «Dopo la promozione in A, che magari non ci aspettavamo così immediata quando arrivai a gennaio, e questa salvezza arrivata ora, ho deciso la cosa giusta, lasciare adesso. A malincuore, perché è una decisione dura e sofferta. Preferisco andare via così e magari un altro anno che le cose non vanno bene. Voglio lasciare un bel ricordo alla gente». A fine ottobre confida ad Alessandro Bocci: «Ho dato l’addio al calcio ma ci sto ripensando». Il 14 novembre torna alla Roma subentrando all’esonerato Ivan Juric («se la Roma chiama non si può dire di no») • Chiuso il campionato a un solo punto dalla Champions League (nel girone di ritorno nessuno ne ha fatti più dei giallorossi, 46), pronto a diventare dal primo luglio dirigente (in panchina andrà 351. Gian Piero GASPERINI), a inizio giugno 2025, quando il ct della nazionale 69. Luciano SPALLETTI viene esonerato, si legge «forse arriva Ranieri» (il 10 fine dice no all’offerta della Figc).
591. Samantha CRISTOFORETTI Milano 26 aprile 1977. Astronauta • 2020 - • Pilota dell’aeronautica militare, a fine maggio 2021 viene annunciato che nel 2022 diventerà la prima donna europea a comandare la Stazione spaziale internazionale (Iss), scelta compiuta dai rappresentanti dei cinque partner «proprietari» della casa cosmica, cioè le agenzie Nasa ed Esa, Jaxa giapponese, Roscomsos russa e Csa canadese: «La nomina, oltre all’onore di rappresentare il mio paese e l’Europa, è motivo di soddisfazione professionale. Cercherò con umiltà di attingere all’esperienza che ho acquisito nello spazio e sulla Terra per guidare il mio equipaggio composto di persone eccezionali» • A metà febbraio 2022 si legge: «Effetto Cristoforetti Crescono le ragazze che aspirano a diventare astronaute: lo dicono i numeri dell’ultima selezione dell’Agenzia spaziale europea». A inizio marzo arriva il contrordine: non sarà più, come era stato annunciato, la comandante dell’intera Stazione Spaziale Internazionale Iss nella 68esima missione: «Sono onorata di servire come capo dell’Us orbital segment e questo ruolo include la maggior parte dei doveri che avrei avuto come comandante ma riconosco anche che molte persone in Europa, soprattutto donne, sono state ispirate dalla prospettiva di avere la prima donna europea comandante della Iss». Il 27 aprile parte per la missione Crew-4, che la porterà per la seconda volta nella stazione spaziale Internazionale, con un missile Falcon della società SpaceX di Elon Musk. Il 21 luglio diventa la prima astronauta europea ad effettuare una space walk, passeggiata spaziale che in gergo tecnico si chiama Eva, extra vehicular activity. Il 14 settembre nuovo annuncio: sarà la prima donna europea comandante della Stazione Spaziale Internazionale. Il 28 assume il comando, seconda italiana dopo Luca Parmitano (2019). Giovanni Caprara: «Il cosmonauta russo Oleg Artemyes ha consegnato le chiavi simboliche alla sorridente Samantha Cristoforetti che eserciterà il suo ruolo fino al ritorno sulla Terra il mese prossimo. Il suono della campana di bordo secondo le tradizioni marinare ha fatto seguito allo scambio suggellando l’evento che segna cronaca e storia della ISS. Intorno le facevano corona i tanti astronauti, dieci in tutto, che in questo momento sono presenti nella casa cosmica. Prima di Cristoforetti solo tre americane hanno conquistato questa posizione di particolare responsabilità. Artemyes era stato il compagno della passeggiata cosmica che insieme avevano effettuato il 21 luglio scorso lavorando intorno al braccio robotizzato». Il 14 ottobre torna sulla Terra • A metà gennaio 2023, a Martina Pennisi che le chiede della passeggiata spaziale racconta: «È stata un’esperienza bella intensa anche nelle fasi di preparazione. Aprire il portello è stato gratificante: il coronamento di tanto lavoro e tanta fatica. L’addestramento è stato impegnativo perché le passeggiate spaziali sono molto difficili, soprattutto per le persone di dimensioni relativamente piccole come me. Poi mi sono addestrata con la tuta americana della Nasa e mi sono trovata a farla con quella russa. Alla fine tutto serve: questo formare il carattere, la resilienza alle difficoltà, la fatica fisica». Quanto al comando della Stazione «È un ruolo che si applica solo in situazioni critiche che per fortuna non ci sono state. Ho comunque avuto la responsabilità di fare i briefing, introdurre il nuovo equipaggio e assicurarmi che tutti fossero consapevoli del loro ruolo durante un’eventuale emergenza» • 2024 - • 2025 -.
592. Benedetta PORCAROLI Roma 11 giugno 1998. Attrice • 2020 - • L’11 maggio 2021, candidata al David di Donatello per 18 regali, le viene preferita 525. Matilda DE ANGELIS, premiata per L’incredibile storia dell’Isola delle Rose (candidata anche al Nastro d’argento, il 6 luglio 2020 il sindacato dei giornalisti cinematografici le aveva preferito 264. Valeria GOLINO). Il 7 ottobre esce La scuola cattolica di 563. Stefano MORDINI: tratto dal bestseller di 442. Edoardo ALBINATI (premio Strega 2016) racconta l’ambiente romano in cui maturò il delitto del Circeo (nella notte tra il 29 e il 30 settembre 1975 due ragazze furono sequestrate e seviziate per ore da un gruppo di sadici. Una morì in seguito alle torture, l’altra si salvò fingendosi morta, lei interpreta quest’ultima, Donatella Colasanti). Il 25 dicembre esce 7 donne e un mistero di Alessandro Genovesi «film tutto al femminile, un noir all’italiana ma con imprinting inglese. Vigilia di Natale in una villa di campagna sotto una tormenta di neve. Il padre-padrone è stato accoltellato e le signore della sua vita si confrontano per capire chi è l’assassino» (Paolo Baldini). Con 569. Margherita BUY, 534. Luisa RANIERI, 963. Sabrina IMPACCIATORE, 403. Micaela RAMAZZOTTI, 1529. Diana DEL BUFALO e Ornella Vanoni (1934-2025) • Il 24 febbraio 2022 esce L’ombra del giorno di Giuseppe Piccioni «thriller sentimentale ambientato ad Ascoli sul finire degli Anni Trenta. Racconta la storia d’amore tra Luciano (Riccardo Scamarcio), un reduce della Grande Guerra gestore del ristorante più lussuoso della città, e Anna (Benedetta Porcaroli), una donna senza passato che bussa alla sua porta per chiedere un lavoro» (ibidem). Il 13 ottobre esce Amanda di Carolina Cavalli, «racconto antiborghese, post generazionale, sull’animo precario dei nostri giovani. Amanda (Benedetta Porcaroli) è una ragazza di buona famiglia, ma apatica, ribelle, in cerca d’affetto. Corteggia un balordo di periferia e ritrova un’amica d’infanzia, anche lei in rotta con il mondo» (ibidem) • Il 5 settembre 2023 viene presentato all’80ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia Enea di 613. Pietro CASTELLITTO • 2024 - • 2025 -.
593. Fabiana DADONE Cuneo 12 febbraio 1984. Politica • Dal 2013 deputata del Movimento 5 Stelle, dal 5 settembre 2019 ministra per la pubblica amministrazione nel secondo governo di 3. Giuseppe CONTE, il 17 febbraio 2020 firma nella sede dell’Accademia della Crusca, a Firenze, un accordo per la semplificazione del linguaggio della pubblica amministrazione. Lorenzo Salvia: «Come ha spiegato la ministra, l’accordo porterà all’emanazione di una direttiva che funzionerà da guida per la scrittura dei moduli messi a disposizione dai vari uffici pubblici, troppo spesso ancora oscuri. Non si tratta certo della prima iniziativa adottata in Italia contro il cosiddetto burocratese. Ma richiamandosi agli interventi dei suoi predecessori, da Sabino Cassese a Franco Frattini, Dadone ha sottolineato come il linguaggio non sia più quello di 20 anni fa e come sia necessario un aggiornamento». A fine dicembre, Raccomandato o obbligatorio? Il governo diviso sul vaccino, quando la sottosegretaria alla salute 235. Sandra ZAMPA dice che «l’obbligatorietà dovrebbe essere una precondizione per chi lavora nel pubblico» replica di non essere una fan dell’obbligo di vaccinarsi e sostiene che «una forte raccomandazione è il modo migliore per arrivare all’immunità di gregge» • Il 13 febbraio 2021 diventa ministra per le politiche giovanili (con delega alle politiche antidroga) nel governo di 4. Mario DRAGHI. Il 27 aprile, quando con una sentenza destinata a fare giurisprudenza il gup di Arezzo Fabio Lombardo stabilisce che Walter De Benedetto, 49 anni, colpito da più di trent’anni da una gravissima e dolorosa forma di artrite reumatoide, «non era (e non è) uno spacciatore che coltivava l’erba per soldi, ma un malato che cercava di lenire un po’ le sue atroci sofferenze», commenta: «Un giorno storico». Il 23 luglio dice apertamente quel che si dice da giorni nei retroscena: i 5 Stelle potrebbero abbandonare il governo. Minaccia relativa alle modifiche attese sulla riforma della Giustizia, fa sapere che la decisione sarà presa d’intesa con Conte, nuovo capo dei pentastellati. L’uscita crea scalpore, ma si tratta di un modo per calmare le acque internamente al Movimento. Il 30 luglio la riforma di 33. Marta CARTABIA ottiene l’ok di tutti i partiti della maggioranza: lei si dice «soddisfatta del risultato raggiunto», ma nel suo partito non tutti la pensano così (l’azzurro 7. Antonio TAJANI ha esultato che «è stata sconfitta la Santa Inquisizione» del grillino 97. Alfonso BONAFEDE) • A inizio marzo 2022, parlando dei neet («Not in Employment, Education or Training», cioè giovani della fascia 15-34 anni che non studiano né lavorano, alla fine del 2020 erano oltre 3 milioni) Dario Di Vico scrive che «sono pannicelli caldi gli sportelli “dedicati” ai Neet nei centri per l’impiego o peggio “il tour informativo” che la ministra Fabiana Dadone ha preannunciato. Se poi aggiungiamo che non risulta che il suo ministero (senza portafoglio), il dicastero del Lavoro e le Regioni viaggino sulla stessa lunghezza d’onda ne deriva un inevitabile effetto-Babele». A fine luglio arriva Il no M5S al terzo mandato. Luca Angelini: «Risultato: deroghe non ce ne saranno per nessuno. Nemmeno per Roberto Fico, Paola Taverna, Alfonso Bonafede, Fabiana Dadone, Vito Crimi, Roberta Lombardi e altri nomi pentastellati illustri» • 2023 - • 2024 - • 2025 -.
594. Benedetto DELLA VEDOVA Sondrio 3 aprile 1962. Politico • 2020 - • 2021 - • Sottosegretario agli esteri del governo di 4. Mario DRAGHI dal primo marzo 2021 (e già, tra 2014 e 2018, in quelli di 6. Matteo RENZI e 25. Paolo GENTILONI), dal 27 gennaio 2019 segretario di +Europa, a inizio agosto 2022 firma con 13. Carlo CALENDA e 12. Enrico LETTA un’intesa per le candidature alle imminenti elezioni anticipate: il 70% dei collegi andranno al Pd, il 30% ad Azione e +Europa, nessun big, ex M5S o ex Forza Italia sarà candidato negli uninominali. I tre definiscono anche alcuni tasselli del programma che ricalcano l’agenda Draghi: sì allo «ius scholae» e al salario minimo, riforma del reddito di cittadinanza e del Superbonus 110%, e conferma del sostegno all’Ucraina. Il 7 agosto, quando Calenda rompe con Letta, (Come si è disintegrato il fronte anti Meloni) commenta: «Le presenze di Bonelli, Fratoianni e Di Maio erano già previste al momento della firma del patto siglato anche da Calenda. Ed erano note dal primo all’ultimo incontro che abbiamo avuto con Letta. Tutti gli aspetti erano chiarissimi e non ci sono state sorprese e novità dell’ultima ora». Il 25 settembre è eletto alla Camera (mancava dal 2013) nel collegio uninominale Lombardia 1 - 09 (Milano - Buenos Aires - Venezia) col 37,85% dei voti superando 201. Giulio TREMONTI (30,37%). A fine ottobre dichiara: «Ieri Meloni in modo sprezzante ha liquidato la legalizzazione della cannabis. Ho risposto che lei vuole lasciare i consumatori e il mercato comodamente in mano alle mafie, a differenza di quanto accade in Canada, Usa e, presto, in Germania» • Il 17 novembre 2023, Carne coltivata, il divieto è legge, «A margine c’è da segnalare la rissa sfiorata tra Benedetto della Vedova (+Eu) e il presidente Coldiretti Ettore Prandini. Più che rissa, però, i video testimoniano l’aggressione verbale e il tono minaccioso di Prandini, infastidito dalla manifestazione di protesta» • A fine marzo 2024, in vista delle europee, dichiara: «Le nostre porte sono aperte e mi auguro che Calenda voglia unirsi a noi». Il 9 giugno, separati, restano entrambi sotto lo sbarramento al 4%: Azione prende il 3,36%, Stati Uniti d’Europa (+Europa, Italia Viva ecc.) il 3,76% • 2025 -.
595. Luigi DE MAGISTRIS Napoli 20 giugno 1967. Politico • Ex magistrato, dal primo giugno 2011 sindaco di Napoli, quando il 23 febbraio 2020 386. Sandro RUOTOLO è candidato alle suppletive per il Senato, Simona Brandolini scrive che «si sperimenta il Pdema, ovvero il matrimonio tra due acerrimi nemici, i dem del governatore Vincenzo De Luca e i sostenitori del sindaco Luigi de Magistris» (l’esperimento riesce). Il 30 marzo, I tre obiettivi del governo per fare arrivare subito sussidi e liquidità (tra Reddito di emergenza e Reddito di cittadinanza «light»), Enrico Marro scrive che a tenere banco è «il tema del Reddito di emergenza, come lo chiama il Movimento 5 Stelle, o del Reddito di quarantena, come lo chiamano il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, o il partito di Liberi e uguali» • Il 14 settembre 2021, in vista delle comunali, Nando Pagnoncelli scrive che «l’amministrazione uscente polarizza le valutazioni dei napoletani: il 54% ne dà un giudizio negativo mentre il 45% si esprime positivamente. Il voto medio non raggiunge la sufficienza (4,9), nonostante la gestione della pandemia sia stata giudicata positivamente dal 55% dei cittadini». Il 3-4 ottobre a Napoli concorrono alla carica di primo cittadino il candidato del centrosinistra 140. Gaetano MANFREDI (eletto col 62,88%), quello del centrodestra 1777. Catello MARESCA (21,88%), l’ex sindaco ed ex governatore campano 903. Antonio BASSOLINO (8,2%), e Alessandra Clemente, cui va il suo appoggio (5,58%). Lui si candida alla presidenza della Calabria: prende il 16,17%, contro il 54,46% del candidato di centro-destra 223. Roberto OCCHIUTO e il 27,68% della candidata del centrosinistra Amalia Bruni • Leader di Unione popolare, alla vigilia delle elezioni anticipate del 25 settembre 2022 riferisce che il regista inglese Ken Loach gli ha inviato un messaggio di sostegno: «Questi sono tempi pericolosi, la gente comune, la classe lavoratrice, è stata tradita più e più volte, da politici che affermano di parlare per loro, ma le cui azioni dimostrano che loro proteggono gli interessi dei ricchi e dei potenti. Niente sembra cambiare mai. Ma non fatevi ingannare di nuovo. Appoggio la sinistra seria»: prende l’1,43 alla Camera (eccetto Valle d’Aosta, dove arriva al 2,56) e l’1,36% al Senato (senza Valle d’Aosta, 2,41%, e Trentino-Alto Adige, 1,26%). A fine ottobre Luciano Fontana, direttore del “Corriere della Sera”, scrive di non credere che «esista una maggioranza alternativa frutto della somma dei consensi a tutti i partiti d’opposizione e dei voti ottenuti da liste varie (da quella di Paragone a quella di De Magistris), insomma una sorta di fronte nazionale anti centrodestra maggioritario nel Paese. Intanto perché i partiti non sono riusciti e non hanno voluto presentarsi insieme davanti agli elettori: troppe le differenze politiche e programmatiche. Non lo hanno fatto nel settembre scorso e probabilmente non lo faranno nei prossimi anni. La ricostruzione di una proposta unitaria dell’opposizione mi sembra lontana così come una solida maggioranza alternativa» • 2023 - • 2024 - • 2025 -.
596. Laura CASTELLI Torino 14 settembre 1986. Politica • Dal 2013 deputata del Movimento 5 Stelle, dal 13 giugno 2018 prima sottosegretario e poi viceministro dell’economia e delle finanze nei governi di 3. Giuseppe CONTE, a metà luglio 2020 dichiara: «Questa crisi ha spostato domanda e offerta, le persone hanno cambiato il modo di vivere, e bisogna aiutare gli imprenditori dei nuovi business che sono nati in questo periodo. Certo che se una persona decide di non andare più al ristorante bisogna aiutare l’imprenditore a fare un’altra attività e non perdere l’occupazione e va sostenuto anche nella sua creatività, magari ha visto un nuovo business. Io credo che negare che questa crisi abbia cambiato la domanda e l’offerta in termini macro economici sia un errore. Vanno aiutate le imprese, sposteremo le tasse». Dopo le polemiche scatenate da 2. Matteo SALVINI («Massacrati dalla crisi, senza soldi, senza rinvio delle scadenze fiscali e pure sbeffeggiati dalla viceministro grillina all’economia!») e 1. Giorgia MELONI («Sono senza parole. Sarebbe questa la gente che dovrebbe aiutare l’Italia a ripartire?»), precisa: «La citazione del ristorante è un esempio e non un attacco alla categoria, come strumentalmente qualcuno ha voluto far intendere. Dispiace constatare che, pur di attaccare il Governo, alcuni giornali non facciano altro che inventare e fomentare notizie inesistenti, assumendosi anche la responsabilità di generare conflitti sociali». Paolo Trancassini, deputato di Fratelli d’Italia e proprietario del ristorante più antico di Roma, attacca: «Ascoltare il viceministro Laura Castelli consigliare ai ristoratori, me compreso, di cambiare mestiere lascia increduli e genera rabbia in ognuno di noi. Sorprende la superficialità dell’approccio ad un tema così drammatico, che ricordo alla “ignorante” rappresentante del Governo, riguarda non pochi ristoratori ma migliaia di posti di lavoro legati all’enorme filiera della ristorazione: cuochi, camerieri, commercianti, agricoltori, artigiani, etc. dovrebbero tutti cambiare mestiere solo perché un Governo di incapaci si arrende davanti alla crisi del settore e con una presunzione inaccettabile resta sordo alle proposte concrete per affrontare questa problematica. No viceministro Castelli, io non cambio mestiere, lo cambi lei così da regalarci almeno una speranza». Giorgio Locatelli, chef stellato e già giudice di MasterChef Italia, va controcorrente: «Forse la ministra ha usato quelle parole perché scocciata dagli italiani che piagnucolano. Ogni tanto qualcuno che dà una sferzata serve. Così chi è capace è spronato a reinventarsi, che è da sempre una caratteristica importante di un ristoratore che vuole durare». A inizio agosto Allo studio il bonus consumi: sconto del 20% se si paga con carta al ristorante. Direttamente sul conto, proposta che avanza con il viceministro alla sviluppo economico 1427. Stefano BUFFAGNI • Il 24 febbraio 2021 è confermata nel governo di 4. Mario DRAGHI • A fine aprile 2022 - Che succede se la Russia ci blocca il gas? - annuncia che ci sarà un taglio all’Iva sulle bollette. Il 21 giugno segue la scissione di 11. Luigi DI MAIO, esce dal Movimento 5 Stelle e aderisce a Insieme per il futuro. A inizio agosto 8. Beppe GRILLO posta l’immagine di un album di figurine, con in copertina i volti trasfigurati suo, di Di Maio, di 704. Davide CRIPPA e le foto di altri transfughi con la didascalia «Sono tutti zombie». Il 25 settembre Ipf non supera lo sbarramento del 3% (0,6% alla Camera, 0,56% al Senato) • 2023 - • 2024 - • 2025 -.
597. Alessandro PIPERNO Roma 25 marzo 1972. Scrittore • 2020 - • Il 6 aprile 2021 firma un intervento in difesa dello scrittore americano Philip Roth, di cui esce l’assai discussa biografia firmata da Blake Bailey: «L’ultimo anno di università, preparando la tesi su Proust e l’ebraismo, m’imbattei in un numero così sconcertante di eminenti geni antisemiti da coprire l’intera storia letteraria: Voltaire, Dostoevskij, i Goncourt, T. S. Eliot. Sentite questa, è di Baudelaire: “Bella cospirazione da organizzare per lo sterminio della razza ebraica”. Insomma, eccomi impelagato in un bel caso di coscienza. Per uscirne, decisi che occorreva separare l’ambito artistico da quello morale. Una scorciatoia maldestra che presentava parecchi problemi supplementari. Se la moralità di un individuo si esprime nella ricerca di verità, come tenere l’artista lontano dall’oggetto della sua indagine? [...] Ora è il turno di Philip Roth. A quanto pare, alle soglie dell’uscita della sua biografia, una tempesta di riprovazione minaccia la sua memoria. Non che la cosa debba per forza preoccuparci. Confido che alla lunga la sua opera densa e complessa avrà la meglio sulla damnatio memoriae che la pretestuosa suscettibilità dei nuovi maccartisti è pronta a comminargli. Di norma la faziosità dei puritani ha fiato corto e vita breve. Inoltre, mi conforta il proverbiale stoicismo rothiano. Pare che una volta, per consolare l’amico Harold Bloom dell’ennesima violenta contestazione che mise fine a una sua conferenza, Roth abbia detto: “Che vuoi farci, Harold? Siamo nati per essere insultati”». Il 14 settembre esce Di chi è la colpa, Antonio D’Orrico lo definisce «romanzo sublime» • 2022 - • 2023 - • Tifosissimo laziale, a fine gennaio 2024 «fischi odiosi allo stadio» durante una sfida col Napoli lo spingono a un j’accuse e a una decisione drastica: «Non so se è peggio la dabbenaggine ipocrita delle autorità calcistiche che hanno pensato bene di commemorare la memoria della Shoah in quei luoghi franchi, quelle arene che sono gli stadi italiani; o la feccia che ieri sera, durante la partita Lazio-Napoli, assecondando la propria natura empia, razzista e antisemita, ha colto la palla al balzo per dissacrare con fischi e sberleffi un evento tragico che meriterebbe silenzio e raccoglimento. Ciò che so è che dopo trent’anni di stadio non ci metterò mai più piede. E lo dico con dolore perché è sempre stato uno degli innocui piaceri della mia vita». Il 23 aprile esce Aria di famiglia, «Dentro c’è la violenza dei social, l’eterno ritorno dell’antisemitismo e il (non) senso della vita» (Luca Angelini) • Il 13 aprile 2025 muore Mario Vargas Llosa: con 301. Claudio MAGRIS è tra coloro che lo ricordano sul “Corriere della Sera”: «Ci vuole fegato e un bel po’ di improntitudine per credere ancora nel romanzo. Conosco romanzieri che non gradiscono che li si definisca tali. Come ti permetti?, protestano risentiti. Con chi credi di avere a che fare? Chiamami scrittore, se preferisci narratore, ma per l’amor del cielo non darmi del romanziere, o almeno non farlo in pubblico. Ecco il bello del romanzo: è un genere talmente spurio, volubile e camaleontico da tollerare, senza scomporsi, l’abiura dei propri stessi adepti. Be’, ora che ci ha lasciato, ora che non è più qui per difendersi, bisognerà riconoscerglielo: Mario Vargas Llosa ha riposto nel romanzo una fede cieca, rigorosa e palpitante. Si è fatto in quattro per regalarci opere vivide, sfarzose, ricche di profumi speziati e di afrori pestilenziali. E lo ha fatto spinto dalla consapevolezza che “i romanzi hanno un inizio e una fine e, anche in quelli più informi e spasmodici, la vita assume un senso che riusciamo a cogliere perché ci offrono una prospettiva che la vita autentica, in cui siamo immersi, sempre ci rifiuta”». A fine maggio, quando il “Corriere della Sera” lancia le videolezioni d’autore (70 tra i 7 e i 10 minuti), a lui vengono affidati Proust e Baudelaire.
598. Walter BIOT Roma 25 maggio 1966 • 2020 - • Ufficiale della Marina, capitano di fregata, il 30 marzo 2021 è arrestato per spionaggio in un parcheggio di un centro commerciale della Capitale, colto in flagrante mentre cede, per 5 mila euro, documenti segreti a un diplomatico russo. Luca Angelini: «I colleghi sospettano che i russi abbiano fatto leva sulle difficoltà economiche di Biot, legate alle cure per una figlia, affetta da grave disabilità». C’è un video che lo incastra: «È seduto di fronte al computer, in mano ha uno smartphone. Inquadra la schermata e scatta decine di foto. Quando ha terminato estrae la scheda dal cellulare e la nasconde in una scatola. Poi si alza e va via» (era il 25 marzo, quella scheda, che conteneva documenti top secret, è stata trovata cinque giorni dopo in tasca a Dmitrij Ostroukhov, il diplomatico di Mosca che l’aveva agganciato, si parla di almeno cinque contatti). A metà giugno Francesco Verderami scrive che l’arresto «fu reso noto con grande risalto proprio per mandare un avvertimento a Putin», come fece intendere il ministro della difesa 47. Lorenzo GUERINI • 2022 - • Il 9 marzo 2023 il tribunale militare lo condanna a 30 anni (l’accusa aveva chiesto l’ergastolo) per vari reati, tra cui rivelazione di segreti militari e procacciamento di notizie segrete (19 documenti fotografati con uno smartphone, tra cui alcuni della Nato «riservatissimi» e uno «Top secret») • Il 19 gennaio 2024 la Corte d’Assise lo condanna a 20 anni. L’avvocato Roberto De Vita, suo difensore, dichiara: «È una battaglia per lui ma anche di civiltà giuridica affinché nessuno possa essere giudicato con prove segrete. Siamo passati da 30 anni a 20 anni: questo significa che più si approfondisce e si ragiona su come questo processo ha fatto spostare la bilancia della giustizia verso la ragion di Stato più che verso lo stato di diritto, più le pene si riducono. E siamo solo in primo grado. Proseguendo così e conoscendo quel che viene in Appello e in Cassazione siamo certi che prima o poi ci sarà un giudice che riconoscendo i diritti dovrà riconsegnare Walter Biot alla sua famiglia». Il 29 dello stesso mese la Corte d’Appello militare riduce la pena a 29 anni e 2 mesi (il 20 novembre la Cassazione rende definitiva la condanna) • Il 3 giugno 2025 la Corte d’assise di appello di Roma conferma la condanna a 20 anni. A fine ottobre, nell’anticipazione di un libro di 53. Bruno VESPA si legge la frase di 17. Guido CROSETTO «Persone italiane insospettabili sono state corrotte dalla Russia». Il ministro dell difesa si stupisce dello stupore e, postando la vecchia notizia che lo riguarda, precisa che si riferiva a fatti noti.
599. Alessandro BARBERO Torino 30 aprile 1959. Scrittore • 2020 - • «Grande storico e divulgatore», a inizio settembre 2021 firma (con 600 docenti e studiosi) «un appello contro l’obbligo di green pass all’università che, senza il suo nome, non avrebbe avuto grande eco». Gianluca Mercuri: «Ha definito “ipocrita”, e da relativo girone dantesco, la scelta del governo, perché un conto, dice, è imporre l’obbligo, “e io non avrei niente da dire su questo”, e un altro “è dire che non c’è nessun obbligo, però, semplicemente, non puoi più vivere, non puoi più prendere i treni, andare all’università”. I promotori dell’appello, però, sono contro l’obbligo». 1200. Ferruccio RESTA, presidente della Conferenza dei rettori, lo liquida parlando di «Discorsi di lana caprina» («Di cosa parliamo? Di meno dell’1% dei docenti universitari, che sono circa 60 mila»). Quanto all’idea che sia più coerente l’obbligo esplicito che quello indiretto (come lui 1. Giorgia MELONI), Roberto Gressi commenta che «c’è un che di pilatesco nel preferire senz’altro questa strada piuttosto che la ricerca di un’assunzione comune di responsabilità». A fine ottobre finisce in un Caffè di Massimo Gramellini (Barbero lo spavaldo): «Il noto storico e divulgatore francese Michel Platini ebbe a sostenere una volta che persino Einstein, intervistato tutti i giorni, avrebbe finito col dire una cretinata. Il professor Barbero non sarà Einstein, ma resta uno dei miei idoli, non foss’altro perché le sue lezioni sulla zarina di tutte le Russie mi hanno accompagnato in cuffia durante i tentativi fallimentari di perdere peso con la cyclette. Per questo ci sono rimasto male nel leggere sulla Stampa la sua esternazione a proposito di presunte “differenze strutturali tra uomo e donna” che renderebbero quest’ultima “meno aggressiva, spavalda e sicura di sé”. Mi sono chiesto: perché un uomo tanto sicuro di sé, dopo l’intemerata sui vaccini, ha sentito il bisogno aggressivo di uscirsene con un’altra spavalderia? Nel suo mondo fitto di differenze strutturali non esisterà qualcuno, uomo o donna che sia, in grado di attenuarne la smania dichiaratoria suggerendogli nell’amato dialetto piemontese: “Prof, pìsa pi curt”? (Traduzione per i non sabaudi: Professore, accorci il raggio della sua minzione). Non pensa, Barbero, che il titolare di una cattedra universitaria farebbe meglio a non frequentare il Bar Sport della battuta a tema libero, dove nell’ultimo anno è andato a infrangersi il prestigio di tanti scienziati, e che da domani una sua studentessa potrebbe giustificare la scena muta all’esame affermando di sentirsi strutturalmente insicura? Forse ci ha pensato, ma è talmente uomo che proprio non riesce a tenere a freno la sua spavalderia» • A inizio febbraio 2022 è tra i firmatari della protesta contro lo schwa (ə) che dovrebbe «rendere la lingua italiana più inclusiva e meno legata al predominio maschilista», con lui 406. Edith BRUCK, 377. Massimo CACCIARI, scrittori, storici, artisti, letterati («Siamo di fronte a una pericolosa deriva, spacciata per anelito d’inclusività da incompetenti in materia linguistica», dice la petizione di protesta lanciata su change.org dal linguista Massimo Arcangeli) • A inizio novembre 2023 348. Corrado AUGIAS annuncia: «Farò un programma settimanale in prima serata da lunedì 4 dicembre: La torre di Babele. Un’ora di tv, dopo Lilli Gruber. Ci sarà uno spirito-guida, un ospite ad alto livello, a cominciare da Alessandro Barbero» • 2024 - • A fine ottobre 2025, quando il ministro della giustizia 23. Carlo NORDIO parlando dei cold case dichiara «Certe volte bisogna avere il coraggio di arrendersi e lasciare la verità agli storici», Gramellini commenta: «Nessuno mi aveva ancora indicato con tanta chiarezza la via: anche gli omicidi hanno diritto di andare in prescrizione come qualsiasi altro reato. Trascorso un congruo numero di anni (ma perché non di mesi?), la ricerca dell’assassino va tolta dalle mani dei pubblici ministeri e affidata a una lectio magistralis del professor Barbero».
600. Massimo ADRIATICI Voghera 1 giugno 1974. Avvocato • 2020 - • Assessore leghista alla Sicurezza del Comune di Voghera (Pavia), nella tarda serata del 20 luglio 2021 uccide con un colpo di pistola Youns El Bossettaoui, trentanovenne di origini marocchine. 2. Matteo SALVINI si schiera al suo fianco: «La difesa è sempre legittima». I magistrati inizialmente pensano all’omicidio volontario, poi l’accusano di eccesso colposo di legittima difesa, lui sostiene che il colpo è partito accidentalmente a causa della spinta ricevuta durante una lite, poi davanti al gip dice «Ero confuso, non ricordo quegli attimi» (Andrea Galli racconta però di «uno sceriffo con il colpo in canna anche quando andava a comprare il gelato»). L’11 agosto si legge che ha pedinato la vittima. Galli: «Nell’analisi dei filmati delle prime telecamere sparse per Voghera la Procura di Pavia sta registrando una “coincidenza quantomeno anomala”. Ovvero la presenza, nei medesimi tratti cittadini, dell’avvocato di 47 anni Adriatici e del vagabondo e molestatore seriale 39enne, ammazzato da un proiettile. E sempre, in quei filmati, chi camminava davanti (pare ignaro della presenza alle spalle) era El Boussettaoui, seguito da Adriatici che forse, con quella attività di monitoraggio (e pare non da una posizione distante) voleva appurare eventuali nuove scorrerie del marocchino. Ma con quale fine ultimo?» • 2022 - • 2023 - • A inizio novembre 2024 il Tribunale di Pavia rimanda gli atti alla Procura e stabilisce che va processato: il pm aveva chiesto 3 anni e sei mesi per eccesso colposo di legittima difesa perché la vittima lo aveva colpito con una manata, facendolo cadere a terra, i giudici stabiliscono che «Non si può parlare di legittima difesa perché fu lui a creare e accettare una situazione di pericolo» • A fine febbraio 2025 la Procura di Pavia cambia l’accusa: non più «eccesso di legittima difesa», ma omicidio volontario, con l’aggravante dell’abuso di potere. Il 26 novembre il pm Fabio Napoleone chiede 11 anni e 4 mesi per omicidio volontario (la famiglia della vittima ha rifiutato un risarcimento di 220 mila euro).
601. Alessandra MORETTI Vicenza 24 giugno 1973. Politica • Da 2019 eurodeputata dal Pd, dal 2008 al 2013 vicesindaco di Vicenza, a fine gennaio 2020, commentando i risultati delle elezioni in Emilia-Romagna (dove il governatore in carica 20. Stefano BONACCINI ha battuto 522. Lucia BORGONZONI) Antonio Polito scrive: «Sembra incredibile, ma Matteo Salvini ha commesso lo stesso errore di Matteo Renzi. Cinque anni fa, quando era lui l’uomo forte della politica italiana e svettava nei sondaggi e alle Europee, l’allora leader del Pd si mise in testa di strappare il Veneto alla Lega con una giovane candidata, Alessandra Moretti. Il governatore Luca Zaia la surclassò, prendendo il 50,08%: perché mai gli elettori veneti avrebbero dovuto cambiare la via vecchia per la nuova?» (lei prese il 22,74%, il pentastellato Jacopo Berti l’11,88%, 1229. Flavio TOSI l’11,87%) • 2021 - • A metà dicembre 2022, quando l’inchiesta belga su una presunta corruzione del Qatar nei confronti di eurodeputati e funzionari per influenzare le decisioni del Parlamento Ue (vedi 191. Antonio PANZERI, 302. Francesco GIORGI, 498. Andrea COZZOLINO) fa guardare con occhi diversi a una risoluzione del 24 novembre (Situazione dei diritti umani nel contesto della Coppa del Mondo Fifa in Qatar) ribadisce di avere sempre votato in linea con il proprio gruppo S&D, in qualche caso discostandosene per sostenere emendamenti più duri presentati dalla Sinistra/Gue • 2023 - • 2024 - • A inizio marzo 2025 la procura federale del Belgio chiede al Parlamento europeo di revocare l’immunità a lei e 769. Elisabetta GUALMINI per poterle interrogare: subito si autosospendono dal gruppo socialisti e democratici dell’Europarlamento: «Abbiamo preso questa decisione per essere pienamente a disposizione della magistratura per qualsiasi esigenza, al fine di sottolineare la totale estraneità a ogni fatto corruttivo». Giuseppe Guastella: «Il nome di Moretti compare nella prima relazione che la Polizia federale di Bruxelles fece il 15 luglio 2022, ricalcando pedissequamente un analogo documento dei servizi segreti, secondo i quali faceva parte della rete tessuta da Panzeri e da Giorgi. Solo poche righe con i suoi dati personali, niente di più. Sarà Antonio Panzeri a dire in un interrogatorio che, quando la Commissione Libe del Parlamento doveva votare per permettere ai cittadini del Qatar di entrare in Europa senza visto, Giorgi si mise in moto per far votare a favore anche Moretti. [...] Sul fronte del Marocco, Panzeri ha dichiarato che fece il nome di Moretti e di altri ad Abderrahim Atmoun, l’ambasciatore di Rabat in Polonia, accusato di aver consegnato buste di denaro in contante a lui e a Giorgi». A metà marzo è tra i 10 piddini che a Strasburgo votano a favore di una risoluzione non vincolante sul Libro bianco della difesa contenente il piano ReArm Europe (seguendo le indicazioni di 9. Elly SCHLEIN, 11 piddini scelgono l’astensione). A fine agosto sue immagini compaiono nella «sezione vip» del forum Phica.eu, raccolta sconfinata di foto rubate dai profili social di donne comuni e personaggi noti (52. Chiara FERRAGNI, 228. Paola CORTELLESI, 263. MARA VENIER ecc.), spesso ritoccate e condite da frasi volgari. Lei dichiara: «Il dilagare di questi siti pornografici dove le donne vengono utilizzate come merce di scambio evidenzia una grave e pericolosa regressione sul terreno della cultura del rispetto della persona. Purtroppo assistiamo a fenomeni sempre più diffusi anche attraverso i social, ormai diventati luoghi dove tutto è consentito e dove le donne appaiono come semplici oggetti su cui riversare violenze e brutalità». Il 3 dicembre la commissione Affari giuridici del Parlamento europeo approva la richiesta di revoca dell’immunità nei suoi confronti (mentre la respinge per Gualmini). Lei dice che «Si è trattato di un voto politico», «Mi sembra abbastanza chiaro che sia stato così, visto che alcuni parlamentari di Fratelli d’Italia lo hanno dichiarato apertamente alla stampa. Nei miei riguardi si è trattato di una resa dei conti tra gruppi parlamentari». Poi spiega; «Mi sono sempre occupata in tutta la mia carriera politica di diritti umani e civili. Quello sul quale hanno indagato era un periodo molto fitto di iniziative per salvare molte donne afghane. Era questo quello che facevo. Ciò che la Procura mi contesta rientra nelle mie prerogative parlamentari che sono quelle di svolgere le mie funzioni facendo dichiarazioni e missioni all’estero nella totale trasparenza». Infine, sulla prospettiva di essere chiamata per un interrogatorio, assicura: «Sarò felice di andare di fronte agli inquirenti a far valere le mie ragioni e dimostrare la mia totale estraneità a questa vicenda. Già a marzo avevo detto di essere disposta a farmi interrogare. Ho sempre avuto un rispetto enorme per la giustizia. Sono un avvocato, ho iniziato a studiare giurisprudenza ispirandomi alle figure di Falcone e Borsellino, ma ora mi sento vittima di un sistema che non è nemmeno più in grado di riconoscere l’importanza di difendere le istituzioni. È un momento, ripeto, di grande amarezza. Io rappresento 83 mila persone che mi hanno votata ed eletta, che credono in me. Ma nello stesso tempo è un momento di grande determinazione. Da questa vicenda che sto subendo in prima persona voglio che nasca una battaglia politica in difesa del Parlamento». Il 16 l’aula del Parlamento europeo vota la revoca della sua immunità: 497 a favore, 139 contrari, 15 astenuti (i pentastellati votano per la revoca). Guastella non esclude che i magistrati si limiteranno a interrogarla: qualsiasi altra iniziativa «sarebbe davvero inimmaginabile visto che, a più di 3 anni dagli arresti che seminarono il panico nei corridoi del Parlamento europeo, i magistrati di Bruxelles non sono ancora in grado di formulare un capo di imputazione che possa dirsi tale per la trentina di indagati nel Qatargate».
602. Pasquale STANZIONE Solopaca 3 luglio 1945. Giurista • 2020 - • 2021 - • 2022 - • Dal 29 luglio 2020 Garante per la protezione dei dati personali, a metà aprile 2023, intervistato da Federico Fubini, dichiara: «Sull’intelligenza artificiale no al mercato senza freni» • A fine ottobre 2024, Dossieraggi, un server in Lituania, si studiano provvedimenti, annuncia «una task force interdipartimentale» • A metà novembre 2025, Lo scontro sul Garante della Privacy: il caso riguarda la multa da 150 mila euro imposta alla trasmissione Report per aver diffuso un audio tra l’allora ministro della cultura 50. Gennaro SANGIULIANO e la moglie registrato da 267. Maria Rosaria BOCCIA. Nel 2010 capo dell’assemblea provinciale del Pd salernitano, il partito l’ha voluto nell’Authority con il sostegno del deputato Tino Iannuzzi e il consenso di 28. Dario FRANCESCHINI, ma quando servizi di Report lo collocano nel centrodestra in virtù di una vecchia docenza presso la Link Campus University e per i rapporti, maturati presso l’Università di Salerno, con Sangiuliano e i fratelli Silverio e Salvatore Sica, il Pd fa partire «l’operazione di sganciamento». Il centrodestra dapprima lo difende, poi 79. Giovanni DONZELLI spariglia dichiarando che «non sarà certo Fratelli d’Italia a difendere l’Autorità targata Pd-M5S». Sotto assedio, dichiara al Tg1 di non avere alcuna intenzione di dimettersi.
603. Luca DE MEO Milano 13 giugno 1967. Manager • 2020 - • 2021 - • Dall’1 luglio 2020 CEO del gruppo Renault, a inizio giugno 2022, Lo stop ai motori termici, stima che in Francia «si perderanno 75 mila posti di lavoro ma se ne creeranno 500 mila» • Milanese di origini pugliesi, laurea in Bocconi, car guy (appassionato di auto) da quando era bambino e disegnava macchine, primo non francese a guidare il marchio della Losanga (111 mila collaboratori in 38 Paesi), a inizio gennaio 2023 intervistato da Stefano Montefiori, racconta: «La mia vita parigina? Non ho una vita», «Sono arrivato qui per la prima volta all’inizio degli anni Novanta con la mia fidanzata ed ex compagna di università che poi è diventata mia moglie. Eravamo neanche trentenni a Parigi, un sogno». Francese perfetto «perché mio padre progettava infrastrutture in tanti continenti, abbiamo girato una dozzina di Paesi e fino all’adolescenza ho studiato nella rete delle scuole francesi e poi inglesi», esibisce la rosetta tricolore di Cavaliere del lavoro, l’onorificenza che il presidente 5. Sergio MATTARELLA gli ha conferito a maggio, unico non residente in Italia: «La porto con orgoglio perché è un segno del legame con il mio Paese. Noi “expat” rischiamo di perdere le radici, alle quali io invece tengo molto» (il 29 dicembre 2022 era arrivata, per decreto del presidente Macron, la Legion d’onore) • Un tempo il più importante collaboratore di Sergio Marchionne alla Fiat, a fine luglio 2024 «uno dei manager italiani in assoluto più influenti al mondo» (è pure presidente dell’Associazione dei costruttori europei di automobili), intervistato da Federico Fubini dichiara: «Le società che hanno rifiutato il progresso nel corso della storia hanno sempre perso. E l’elettrificazione delle automobili fa parte del progresso. Le auto di nuova generazione, quelle che regalano un’esperienza completamente diversa grazie a nuove architetture software, con possibilità di fare aggiornamenti da remoto, sono tutte auto elettriche al 100%. La questione è il ritmo. Rispetto ciò che decide il legislatore. Ma passare dal 10% di quota di mercato per i veicoli elettrici al 100% in 12 anni è davvero molto complicato. E non siamo gli unici a dirlo». A inizio dicembre, quando Carlos Tavares, amministratore delegato di Stellantis, si dimette, alla domanda chi gli succederà il suo nome è «sulla bocca di tutti» • A fine aprile 2025, intervistato da Bianca Caretto dice tra l’altro che «Le auto stanno per diventare una sorta di smartphone su ruote, si potranno aggiornare e migliorare per l’intero ciclo di vita» e «L’obiettivo rimane lo stesso: la fine della vendita dei veicoli termici nel 2035». A fine maggio, quando Antonio Filosa prende il posto che fu di Tavares, «tutta l’auto francese ora è a guida italiana». La situazione dura giusto un paio di settimane perché a metà giugno arriva un annuncio sorpresa: lascia l’incarico in Renault «per perseguire nuove sfide al di fuori del settore automobilistico». Il 16 giugno diventa amministratore delegato del gruppo Kering, presieduto da François-Henri Pinault.
604. Marco MANCINI Castel San Pietro Terme 3 ottobre 1960. Spia • 2020 - • Per anni agente di spicco del Dipartimento per le informazioni e la sicurezza, a metà maggio 2021, quando 4. Mario DRAGHI nomina 206. Elisabetta BELLONI direttrice, Fiorenza Sarzanini ricorda che il predecessore 1791. Gennaro VECCHIONE e 3. Giuseppe CONTE hanno cercato più volte di farlo nominare «ai vertici dei servizi segreti nonostante il passato segnato dal coinvolgimento nel rapimento di Abu Omar avvenuto a Milano e l’arresto per le intercettazioni illegali compiute dalla Telecom nel 2006». La prima grana per Belloni, si dice, è un’indagine sul suo incontro del 23 dicembre 2020 in un autogrill a Fiano Romano con l’ex premier 6. Matteo RENZI, ripreso da un’automobilista di passaggio («per brigare per una promozione», si sospetta). Il 4 giugno si legge che l’incontro pre-natalizio gli è costato il posto di dirigente del Dis: da luglio sarà in pensione. Il 5 si precisa che potrà scegliere tra prepensionameto e rientro nei carabinieri. È comunque l’occasione per ricordarne la carriera: arruolato nell’Arma a 19 anni, inizi con gli alamari al Nucleo Radiomobile di Milano, poi alla Sezione speciale anticrimine del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, ha partecipato alle indagini su esponenti di Prima Linea (compreso l’arresto di Sergio Segio) e di Potere operaio e Autonomia operaia (Oreste Scalzone). Dall’85 al Sismi, al centro controspionaggio di Bologna si occupa del caso Uno Bianca. Attività di controspionaggio anche in Africa e Medio Oriente, nel marzo 2005 riporta in Italia la giornalista del Manifesto Giuliana Sgrena, rapita in Iraq e liberata nel corso di un’operazione costata la vita a Nicola Calipari. Molto legato al direttore del Sismi, Nicolò Pollari, nel luglio del 2006 scoppia il caso del rapimento di Abu Omar, imam egiziano della moschea di viale Jenner a Milano: arrestato, il pm Armando Spataro chiede una condanna a 10 anni, la sentenza dispone il non luogo a procedere perchè gli atti sono coperti dal segreto di Stato. Pochi mesi dopo, finisce di nuovo in carcere per lo scandalo delle intercettazioni illegali di Telecom (con Giuliano Tavaroli): invocato il segreto di Stato sui rapporti tra Sismi e Telecom, nel 2010 il giudice per l’udienza preliminare lo solleva da tutte le accuse, nel 2013 la Cassazione rende definitivo il proscioglimento • A fine novembre 2022 Indagata la prof che filmò Renzi e Mancini. Alessandro Trocino: «Il famoso video che ritrae Matteo Renzi mentre parla con Marco Mancini, allora 007 del Dis, in una piazzola dell’autogrill di Fiano Romano, è stata fatto da una professoressa. Che di video, in realtà, ne ha girati due, e ha scattato 13 fotografie. Ora la donna è indagata per “diffusione di riprese e registrazioni fraudolente”. La professoressa si difende spiegando di essere capitata per caso in quell’autogrill, di essersi incuriosita e che aver ripreso i due rientra nel “diritto di cronaca”» • 2023 - • A fine ottobre 2024, L’inchiesta di Milano sui dossier («almeno 767» persone «dossierate mediante l’esfiltrazione delle banche dati strategiche nazionali» dall’agenzia investigativa Equalize), un’intercettazione del 2 novembre 2023 rivela che l’ex poliziotto Carmine Gallo, capo dell’operazione, ha «una comunanza con lui e Tavaroli». Gianluca Mercuri: «Si dilunga parecchio su una serie di presunti favori reciproci con questi due mammasantissima dello spionaggio italiano» • A metà ottobre 2025, tra le tante querele ricevute da 104. Sigfrido RANUCCI è citata quella di Renzi per il servizio sul loro incontro.
605. Renato POZZETTO Milano 14 luglio 1940. Attore • Il 14 luglio 2020 compie 80 anni. A Candida Morvillo che gli chiede la vital’è ancora bèla? risponde: «Ho qualche acciacco, ma sì. Ho passato il lockdown a Milano: coi due figli e i cinque nipoti abitiamo nello stesso palazzo. Ora, sono “sfollato” a Laveno, nella mia casa sul lago Maggiore. Sto qua, seguo la Locanda Pozzetto e il 14 luglio festeggeremo tutti assieme il compleanno. Qui ho i primi ricordi, papà ci aveva portato a Gemonio durante la guerra, con la valigia di cartone». E quali sono i primi ricordi? «C’era così poco da fare e io e Cochi, sfollato da Milano pure lui, ci annoiavamo così tanto, che cercavamo di essere simpatici per renderci meno drammatica l’esistenza. Il nostro umorismo e il duo Cochi e Renato sono nati così». Il cabaret come arriva? «A Milano, per mancanza di fondi, andavamo all’Osteria dell’Oca d’oro di Porta Romana: c’erano molti artisti, anche Piero Manzoni, Lucio Fontana, noi cantavamo canzoni popolari e approfittavamo della bottiglia di vino che girava. Poi lì vicino, aprì il Cab 64, dove abbiamo incontrato: Giorgio Gaber che ci ha insegnato a suonare la chitarra, più a Cochi, che era bravino; Enzo Jannacci, con cui abbiamo scritto le prime canzoni, tipo “la gallina l’è intelligente, si capisce da come guarda la gente”, lui componeva la musica e noi si andava avanti con le parole; Dario Fo che veniva a darci il suo parere; Bruno Lauzi che pure si esibiva e tutti quelli che diventeranno i nostri amici». Il cinema l’ha separata da Cochi. «Le storie di ragazzi di quell’età sono così, ma non abbiamo mai litigato. Eravamo insieme a Cesenatico un mese fa. Di recente, abbiamo fatto di nuovo teatro assieme. Se, come pare, darò una mano al Lirico di Milano, magari ci riuniamo ancora. Per anni, non ci distinguevano uno dall’altro. Quando nacque mia figlia Francesca, l’infermiera uscì dalla sala parto gridando: è nata la figlia di Cochi e Renato» • A febbraio 2021 in streaming Lei mi parla ancora «racconta l’amore “immortale” di Nino e Caterina in una Ferrara di chiatte e balere, riprendendo il libro di Giuseppe Sgarbi, papà farmacista di Vittorio ed Elisabetta. Con Renato Pozzetto e Stefania Sandrelli» (Paolo Baldini). Candidato al David di Donatello, l’11 maggio gli è preferito 243. Elio GERMANO (Volevo nascondermi), il 22 giugno riceve il Nastro speciale 75. A Morvillo che gli chiede Emozionato? confida: «Ora no, ma quando mia figlia mi ha chiamato per dirmelo, non ho considerato più niente. Non sono abituato tutti i giorni ai premi. Però, emozionato lo ero già per aver fatto un bel film, diverso dai soliti miei, su un amore pulito». La scena che l’ha commossa di più? «È una storia di vecchi amori che spero esistano ancora: Nino e Rina si sono giurati amore eterno e sono stati insieme per sessantacinque anni, ma mio padre e mia madre erano così, i miei sogni di ragazzo erano così. Il momento tragico della perdita dell’amore della vita, se l’hai vissuto, a riviverlo, ti emoziona. Non che uno per fare l’attore deve aver vissuto ogni cosa... Mica per girare Il ragazzo di campagna, prima, ho fatto il contadino» (la moglie Brunella Gubler, sposata nel 1967, è morta nella notte tra il 20 e 21 dicembre 2009). A fine novembre Massimo Gramellini (La vita è Biella, vedi 729. ZEROCALCARE) scrive: «Nelle barzellette i romani dicono tutti “ahò” e i milanesi “eh la madonna”, anche se l’ultimo ad averlo detto davvero è stato Renato Pozzetto nel 1978» • A inizio ottobre 2022 a Michela Proietti che gli chiede Chi sono i comici oggi? dice «Non li seguo molto perché hanno un umorismo che faccio fatica a seguire, ma sicuramente è colpa mia. Mi ricordano quel cliente del Derby, con 1.200 dipendenti, che a fine spettacolo mi disse: “Io non ho riso, perché? Eppure non sono un pirla, do lavoro a un sacco di gente”. Ecco, anche io penso di non essere un pirla, ma non li capisco. Un po’ come non capisco i rapper». Nessuno la fa ridere? «Checco Zalone: non lo conosco bene, ma è un umorista vero e ha talento, suona e canta». La comicità femminile. «Tra tutte preferisco la Littizzetto, soprattutto fisicamente. Riguardo alle altre... preferisco Totò» • Il 29 marzo 2023, a dieci anni dalla scomparsa di Enzo Jannacci, scrive: «Quando io arriverò dove sei tu, se Lui me lo permetterà (io ci spero perché non è che abbia fatto tante cazzate), fatti trovare con il pianoforte e la chitarra. So che lì ci sono strumenti della Madonna. E io vorrei cantare, sai? Qui, con tutto quello che succede, mi mancano voglia e occasioni» • 2024 - • 2025 -.
606. Luciana LITTIZZETTO Torino 29 ottobre 1964. Comica • 2020 - • Il 12 ottobre 2021 esce il libro Io mi fido di te. Storia dei miei figli nati dal cuore. A dicembre, intervistata da Elvira Serra, parla di Jordan e Vanessa, 9 e 11 anni quando le sono stati dati in affido, 24 e 27 adesso. Alla domanda Qual è la dote che ha scoperto di avere? risponde «Pensavo di non avere Satana dentro e poi invece ho scoperto di averne le tracce, perché ci sono dei momenti in cui mi fanno arrabbiare tantissimo. La dote che di sicuro non ho è la pazienza, ma con loro qualche sbavatura mi è venuta. E ho scoperto l’accettazione, che non è rassegnazione, ma è lasciare che le cose avvengano da sole. Tu hai messo i semi, devi aspettare che fioriscano». Un momento bellissimo solo vostro? «Le cose più belle sono quando finiamo di cenare e abbiamo la tv spenta, Jordan è in buona, Vanessa ha la ridarella e diciamo cavolate. Da poco è successo mentre stavamo giocando con Ehi Google. Ci racconti una barzelletta? E se ne esce con: “Cosa dice una lumaca quando accompagna la figlia a scuola? Fai la bava”. E noi a ridere per tre ore come degli imbecilli! Sono questi i momenti migliori perché questa è casa, casa è protezione. Quando sono fuori sono un po’ di tutti e questo a loro dà fastidio, quindi cerco sempre di metterli dentro, come se fossimo un essere mitologico con tre teste» • 2022 - • A metà maggio 2023 con 88. Fabio FAZIO passa a Nove. A fine mese si congeda con un’ironica lettera alla Rai e chiude con un «Bello, ciao!» in risposta a 2. Matteo SALVINI (Massimo Gramellini scrive che «Matteo Salvini sopporta la Meloni ancor meno della Littizzetto») • A inizio maggio 2024 Gramellini segnala che «Circola sui social una campagna pro Meloni di cui mi auguro che Meloni sia all’oscuro. “Tu scrivi Giorgia, anche se lei/lui ci rimane male” recita lo slogan che accompagna le foto di Littizzetto, Schlein, Fazio, Formigli e Scurati: una caccia all’uomo virtuale con l’alibi peloso della sghignazzata goliardica» • 2025 -.
607. FABIO VOLO - Fabio BONETTI Calcinate 23 giugno 1972. Conduttore televisivo • A metà luglio 2020 alla domanda Progetti di lavoro? risponde: «Dopo aver cercato di risollevare gli animi durante la nostra reclusione con The Orchite Show, che grazie a Barilla ha raccolto centomila euro a scopo benefico, sto pensando a un nuovo programma televisivo, ispirato al grande Nanni Loy. Io che giro le piazze delle città italiane in camper, fermandomi a incontrare le persone. Aspetto che a settembre riaprano le produzioni per scegliere la rete a cui proporla». A fine dicembre confida a Elvira Serra: «Mio padre purtroppo ha sempre avuto grandi problemi economici, pignoramenti, sono cresciuto dentro questa bolla della povertà. Non che non ci fosse da mangiare, ma il non poter fare le cose. Quando sono stato fortunato abbastanza da aiutarli ho pagato i suoi debiti, ho comprato casa per loro e li ho mandati in pensione qualche anno prima. Il più grade successo della mia vita è stato quello» • Ad aprile 2021 in streaming Genitori vs influencer: «Propone il braccio di ferro tra una figlia virtuosa che vorrebbe fare l’influencer (Ginevra Francesconi) e un #papàtrombone (Fabio Volo) che si oppone e diventa suo malgrado un anti-influencer. La coppia scoppia e poi si ricompone» (Paolo Baldini). L’11 novembre nelle sale Per tutta la vita di Paolo Costella: «Ipotizza che quattro coppie diversamente assortite, insieme da anni, scoprano che i loro matrimoni non sono validi in quanto celebrati da un prete-non-prete. La domanda è: rifareste tutto daccapo? Vi leghereste di nuovo alla stessa persona? O quel contrattempo sarebbe un’ideale via di fuga? Con Ambra Angiolini, Carolina Crescentini, Fabio Volo, Claudia Pandolfi» (ibidem) • L’11 febbraio 2022 “7” mette in copertina la generazione “50 special”: con 713. Stefano ACCORSI si interrogano sulla crisi di mezza età. A fine luglio, nuova intervista di Serra, racconta la sua passione per le statue di Gesù, che colleziona • A fine gennaio 2023 è tra i firmatari di una petizione che contesta l’invito al festival di Sanremo del presidente ucraino Volodymyr Zelensky «L’Italia ha lanciato da Sanremo successi planetari che celebrano la vita, la felicità e l’amore. Abbiamo appreso perciò con incredulità che, in una delle serate clou dell’evento, interverrà il capo di Stato di uno dei due paesi che oggi combattono la sanguinosa guerra del Donbass». Con lui 1031. Carlo FRECCERO, 1375. Franco CARDINI, 909. MONI OVADIA, 2010. VAURO, 8. Beppe GRILLO, 68. Alessandro DI BATTISTA.
608. Noemi DI SEGNI Gerusalemme (Israele) 24 febbraio 1969 • 2020 - • 2021 - • 2022 - • Doppia nazionalità (ha svolto il servizio militare in Israele), dal luglio 2016 presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane, a metà marzo 2023 critica la proposta di riforma della Corte Suprema del premier Benjamin Netanyahu: «Ho voluto dare voce a chi si sente smarrito nel caos delle reciproche accuse. Non ci si può barricare dietro a un “è giusto così e basta” che produce gli scontri che vediamo». L’ex presidente della Comunità ebraica romana Riccardo Pacifici afferma che lei non lo rappresenta, «Non è una novità, non si è mai sentito rappresentato da me. Ma lo sono migliaia di altri ebrei italiani che hanno manifestato queste posizioni. Il bello dell’ebraismo italiano è che ciascuno sceglie da chi farsi rappresentare». Il 25 aprile è tra le 100 mila persone che sfilano a Milano per testimoniare l’attualità dei valori della resistenza («È un dovere»). Il 5 dicembre, a piazza del Popolo a Roma per la manifestazione contro l’antisemitismo convocata dalle comunità ebraiche, dichiara: «I promotori di questo appello avremmo voluto non essere noi, ma essere ospiti di un’iniziativa promossa dalle istituzioni» • Il 7 novembre 2024 ad Amsterdam, dopo la partita Ajax-Maccabi Tel Aviv di Europa League, si scatena la caccia ai tifosi israeliani, non in quanto tifosi ma in quanto israeliani, anzi ebrei: «Colpisce la coincidenza profondamente e tragicamente simbolica con la Notte dei cristalli, l’atroce pogrom nazista contro gli ebrei tedeschi del 9 novembre 1938. Un nuovo atto di barbarie si aggiunge alla Memoria, al giorno in cui noi ebrei accendiamo le luci per ricordare. Non so se in quelle teste ci fosse una simile consapevolezza, ma è davvero un nuovo pogrom, la caccia agli ebrei in quanto tali, il loro inseguimento… Gli israeliani erano facilmente individuabili» • Il 27 luglio 2025 un ebreo francese di 52 anni e il figlio di sei sono insultati e aggrediti nell’autogrill Villoresi Ovest, appena oltre Rho, sull’Autostrada dei Laghi (indossavano la kippah). Lei denuncia: «Se basta essere riconoscibili come ebrei per essere veementemente aggrediti, vuol dire che la legittimazione all’odio e all’antisemitismo è ormai virale». Il 16 settembre i cortei pro Pal organizzati in diverse città sfociano in momenti di tensione (all’Università di Pisa un gruppo di attivisti sale in piedi sulla cattedra sventolando bandiere palestinesi e urlando «fuori i sionisti dalle Università», un professore di diritto pubblico comparato che vorrebbe continuare la lezione è preso a pugni in faccia). Lei commenta: «È l’escalation che da tempo temiamo e avvertiamo come deriva della violenza già lungamente tollerata».
609. Loredana BERTÈ Bagnara Calabra 20 settembre 1950. Cantautrice • 2020 - • Il 2 marzo 2021 è tra gli ospiti alla prima serata del 71° Festival di Sanremo. Il 29 giugno è protagonista dell’Artista Day, iniziativa promossa da Corriere e Radio Italia • 2022 - • Il 3 dicembre 2022, durante il Tg1 delle 13.30 71. AMADEUS annuncia che sarà in gara al 74° Festival di Sanremo • Il 6 febbraio 2024 il suo Pazza chiude in testa la prima serata del Festival. Renato Franco e Andrea Laffranchi le danno un 7 in pagella: «La fata turchina del rock, 73 anni e non sentirli. Pazza e santa. Un che di già sentito, che comunque funziona». Il 10 conclude al 7° posto ma si consola col premio della Critica intitolato alla sorella Mia Martini, morta nel 1995. Matteo Cruccu: «Secondo il sondaggio di Ipsos pubblicato dal Corriere, se ci fosse stata la vecchia giuria demoscopica che rappresenta un campione variopinto ed eterogeneo del gusto musicale nostrano sarebbe arrivata prima». Lei replica «con la caratteristica burbanza di sempre»: «C’è un regolamento e c’è un vincitore. Non ho bisogno di pacche sulle spalle e non mi piacciono i contentini». Quanto al premio della critica «Non ci speravo più, ancora non ci credo. Posso dedicarlo solo a lei che è sempre accanto a me, finalmente la prendo per mano e riportiamo questo premio a casa insieme» • A inizio luglio 2025, ad Aldo Cazzullo che gli chiede la cosa peggiore che ha fatto? 113. Adriano PANATTA racconta di quando stava con 1856. Mita MEDICI: «Era una ragazza deliziosa. Ma una sera a Milano, al Santa Lucia, arriva Loredana Bertè. Pelliccia di scimmia, modi da star. Andai via con lei. Mi comportai come una merda. Me ne sono sempre vergognato». Adriano Panatta e Loredana Bertè erano una coppia da film. «Una sera andiamo al cinema. Loredana aveva una minigonna ascellare. Mise le gambe sul sedile davanti. Si accesero le luci nell’intervallo: era praticamente nuda. Dalla galleria mi gridarono: “A Panatta, puoi pure vincere, ma vatteneaffanculo...”».
610. Elisa DI FRANCISCA Jesi 13 dicembre 1982. Schermitrice • Nel 2012 oro nel fioretto individuale e a squadre ai Giochi di Londra, nel 2016 argento individuale a quelli di Rio de Janeiro, il primo novembre 2020 annuncia che non parteciperà a quelli di Tokyo (era tra i papabili per il ruolo di portabandiera, nella scia di 226. Federica PELLEGRINI che ci rappresentò in Brasile) perché a maggio 2021 sarà di nuovo mamma: «Ho sempre desiderato una famiglia numerosa. Appena partorito Ettore, non vedevo l’ora di rimanere di nuovo incinta. Ma avevo ricominciato con il fioretto, avevo deciso di arrivare fino a Tokyo: con mio marito Ivan si era detto di aspettare. Con il rinvio dei Giochi, lo scorso marzo in pieno lockdown, ero caduta in una specie di oblio mentale. Ero divisa tra la voglia di fermarmi e la promessa che avevo fatto di continuare, con tutti i sacrifici che avrebbe comportato. Sono uscita dalle incertezze e ho detto basta: smetto la pillola, voglio una creatura». Poi assicura: «L’Olimpiade non dipende da me, un figlio sì. E con i figli bisogna stare: escludo, da maggio ad agosto, una rincorsa record e forsennata a Tokyo. Allatterò, crescerò i miei bambini, i Giochi li guarderò alla televisione senza rimpianti. Ho scelto un bambino, non ho scelto me. Indietro non si torna» • A maggio 2021 è protagonista di uno dei 7 episodi della serie podcast Mama non Mama, 6 donne che raccontano la loro esperienza di madre (e una che invece ha scelto di non diventarlo): con lei 2640. Ludovica COMELLO, 2378. Carmen CONSOLI, 681. Susanna NICCHIARELLI, 2391. Elena GOITINI, 114. Ilaria CAPUA, 118. Lilli GRUBER. A fine luglio 520. Julio VELASCO definisce «disgustose» le dichiarazioni con cui ha criticato il c.t. delle fiorettiste azzurre e definito «emotiva» una di loro • 2022 - • «Campionessa anche nella lotta alla violenza di genere e nella difesa del valore delle donne, come testimonial di WeWorld», a inizio maggio 2023 è sulla copertina del’inserto Buone Notizie • A inizio maggio 2024 partecipa al convegno organizzato nella sala della Regina di Montecitorio dalla Fondazione Craxi e dalla Fondazione De Gasperi, invitata da Palazzo Chigi insieme ad altri personaggi famosi per «aprire il confronto con i cittadini» • A fine luglio 2024, nuove polemiche per un suo commento durante i Giochi di Parigi. «Agonista feroce (la diplomazia non è la specialità della casa)» quando la nuotatrice 1010. Benedetta PILATO perde la medaglia di bronzo per un centesimo ma parla di «giorno più bello della mia vita» commenta in tv: «Non ho capito niente, ci fa o ci è? Fate un’altra intervista per capire cosa voleva dire, con i sottotitoli. Sinceramente non l’ho capita. Ci è rimasta male, obiettivamente male. Non è possibile. Questa intervista è surreale. Assurdo, ma che ci è venuta a fare? Io rabbrividisco, dico solo questo» • 2025 -.
611. Francesco RUTELLI Roma 14 giugno 1954. Politico • Tra 1993 e 2001 sindaco di Roma, tra 2006 e 2008 vicepresidente del Consiglio nel secondo governo di 27. Romano PRODI, a metà gennaio 2020 Maria Teresa Meli (Il «partito nuovo») scrive: «Zingaretti preferisce non parlare ora del cambio di nome, nonostante si sia discusso anche di questo negli ultimi tempi. Goffredo Bettini, consigliere di Zingaretti e mente del “Pd nuovo”, conversando con alcuni amici, non lo ha escluso, anzi ha caldeggiato questa ipotesi. E Roberto Morassut, che di Bettini è amico e sodale dai tempi delle giunte capitoline di Francesco Rutelli e Walter Veltroni, ha rivelato quello che potrebbe essere il nuovo nome: “I Democratici”» • A metà ottobre 2021 Antonio Polito (Quanto avrebbe fatto bene a Meloni e Salvini candidarsi a Roma e Milano) scrive: «Ci sono anche sconfitte di successo. Fini nel 1993 perse contro Rutelli col 47% e 844 mila voti: un anno dopo il Movimento sociale era al governo. Lula ha perso in Brasile quattro volte prima di diventare presidente» • Curiosamente, a inizio novembre 2022 torna ad essere citato insieme al politico brasiliano. Aldo Cazzullo (Tra Lula e Bolsonaro manca un liberale): «Quando Antonio Bassolino sconfisse al ballottaggio Alessandra Mussolini e fu eletto sindaco di Napoli, e Francesco Rutelli prevalse a Roma su Gianfranco Fini — allora segretario del Msi e convinto che Mussolini fosse “il più grande statista del Novecento” —, Sergio Romano scrisse sulla Stampa che era giusto, per i liberali e i moderati, sostenere i candidati meno estremisti, ma per il futuro era necessario che liberali e moderati avessero in campo i loro candidati. Credo che lo stesso ragionamento valga per il Brasile» • 2023 - • A metà maggio 2024 Francesco Rutelli potrebbe tornare in politica? Alessandro Trocino: «L’ex sindaco di Roma, in scadenza a fine anno come presidente dell’Anica, ha ricevuto pressioni dal solito Goffredo Bettini e da Matteo Renzi, ma dice di avere anche lui qualche progetto». A metà giugno, Una nuova Margherita per il centrosinistra? «C’è spazio per un partito di centro, che però sia ancorato al centro sinistra? È quello che ci si sta chiedendo in questi giorni, dopo le Europee. Perché è vero che Stati Uniti d’Europa e Azione non hanno raggiunto il quorum per andare a Bruxelles, ma è anche vero che di voti ne hanno presi e non poco. Forse il fatto di essere in bilico da una parte e dall’altra, li ha frenati. E forse anche al Pd, come dicono Goffredo Bettini e Romano Prodi, sarebbe utile la nascita di una nuova Margherita, che allarghi il campo. Servirebbe un leader. Maria Teresa Meli raccoglie due ipotesi: Francesco Rutelli, che di Margherita se ne intende, e Beppe Sala, sindaco di Milano» (ibidem) • 2025 -.
612. LIGABUE - Luciano LIGABUE Correggio 13 marzo 1960. Cantautore • Il 4 dicembre 2020, per celebrare 30 anni di carriera esce il cofanetto 77+7, che raccoglie 77 singoli rimasterizzati e l’album di inediti 7: «Me lo dissero due numerologhe: sei un 7 che cammina. E iniziai a notare che nome e cognome hanno sette lettere, che la mia canzone di maggior successo, “Certe notti”, è la settima sul disco, san Luciano è il 7 gennaio, nell’87 feci il primo concerto, nel ’97 il primo stadio...» • Il 13 agosto 2021 muore Gino Strada, Mario Porqueddu ricorda quando con 245. JOVANOTTI e 680. Piero PELÙ destinarono alla sua Ong Emergency i proventi del loro singolo contro la guerra (Il mio nome è mai più, pubblicato il 17 giugno 1999) • A inizio novembre 2022, chiuso in una stanza di hotel a Parigi per il Covid (saltati i suoi concerti al Bataclan e a Londra), si mostra in video: «Questa è una chitarra che non era mia ma lo è diventata grazie a un impulso di Maioli (il suo manager, ndr.) che l’ha trovata in un mercatino, passeggiando per le strade di Parigi. Non costava tanto e ha pensato che potesse farmi un po’ di compagnia... forse sperando anche che potessi scrivere qualcosa... in effetti un pezzo l’ho scritto» • Il primo maggio 2023 è al concertone di Roma con 1533. ARIETE, 4336. FULMINACCI, 6241. TANANAI, 5014. ROCCO HUNT ecc. («Padre nobile? Facciamo che sarò lo zio»): «Il Primo maggio resta sempre la festa di tutti i lavoratori e come tale è sempre una delle mie preferite. E se faccio fatica a chiamare “lavoro” lo scrivere canzoni e cantarle su un palco, è pur sempre vero che nei miei anni fra i venti e trenta, di “lavori veri” ne ho fatti parecchi e magari la mia passione per questa festa si è formata proprio lì. Detto questo, le canzoni e i loro autori non possono risolvere problemi così complessi ma un atto di presenza è pur sempre qualcosa». Il 22 settembre esce l’album Dedicato a noi: «Non ho pensato alle dimensioni, ma al bisogno di un “noi”. Ho fatto i conti con il peggiore inizio di decennio dei sei che ho vissuto: la pandemia, la guerra nel nostro continente, le catastrofi legate al cambiamento climatico, femminicidi e stupri che sono simbolo di arretratezza culturale, la Gen Z che va dallo psicologo in massa perché sta crescendo senza un’idea di futuro... A questo si somma un quadro sociale di frammentazione e isolamento. Un insieme che fa paura e la paura rende soli. Per questo sento un bisogno del “noi”. Che io vedo nella coppia, allargo alla famiglia, poi a quel sottofondo che ho nella testa che è il mio pubblico e infine a un “noi” idealizzato e sfrangiato di cui fanno parte quelli “fuori moda, fuori tempo, insomma sempre fuori” di cui cantavo al debutto e cui appartengo ancora con coerenza» («Non è tempo per noi... e forse non lo sarà mai») • 2024 - • 2025.
613. Pietro CASTELLITTO Roma 16 dicembre 1991. Attore • Il 22 ottobre 2020 è nelle sale I predatori, suo esordio da regista: «Si affida al racconto surreale per seguire le miserie di due famiglie ai poli opposti della scala sociale, i Pavone e i Vismara: i primi altolocati e finto-lungimiranti, gli altri xenofobi e fascistoidi con armeria a Ostia» (Paolo Baldini) • A metà marzo 2021, La serie su Totti, un crescendo di sorrisi e suggestioni che non scade nel macchiettismo, Aldo Grasso scrive: «Raccontare un campione schivo e popolare, giocoso e disciplinato come il “Pupone” necessitava di un registro capace di pennellate comedy mischiate a improvvisi affondi introspettivi. Nei panni del Capitano, Pietro Castellitto tenta di restituirne tic, sguardi, atteggiamenti, inflessione schietta e tagliente». A metà aprile, Se Kevin Spacey mette la mano, Massimo Gramellini scrive: «Pietro Castellitto, il Totti televisivo ma non solo, è un giovane dal talento imprevedibile. Perciò mi ha sorpreso che nell’intervista al Corriere (realizzata da Valerio Cappelli) se ne sia uscito con un’affermazione un po’ banale: “Se Kevin Spacey mi mette una mano sulla coscia, gliela sposto. Non gli rovino la vita chiedendogli pure dei soldi”. È il pensiero della stragrande maggioranza, e ogni volta mi stupisco che si cerchi di farlo passare per coraggioso e anticonformista, mentre è quanto di più pigro e conservatore si possa immaginare. Fa parte di una lista di frasi fatte: la ragazza molestata che indossava la minigonna e dunque “se l’è andata a cercare”, l’attrice ribaltata sul divano “ma rimanere lì è stata una sua scelta”, e via semplificando, però sempre con l’aria di sfidare l’opinione dominante, che invece è esattamente quella: non sui giornali, forse, ma nella vita vera. In chi denuncia una sopraffazione sessuale Pietro Castellitto sostiene di vedere “la volontà di potenza che sfrutta questa crociata morale per ingrassarsi”. Non ho studiato Nietzsche quanto lui, ma mi sembra ci sia più superomismo in un personaggio potente, lesto ad approfittarsi della sottoposta o del sottoposto, che non in questi ultimi. Anche Castellitto incorre in un errore di prospettiva: giudicare la vittima invece del carnefice. Il problema non è spostare la mano di Kevin Spacey. Il problema è spostare l’attenzione dalla questione principale: che quella mano Kevin Spacey non la deve proprio mettere». L’11 maggio vince il David di Donatello come miglior regista esordiente, il 22 giugno arriva anche il Nastro d’argento. Il 28 ottobre arriva nelle sale Freaks out di 1484. Gabriele MAINETTI (a settembre presentato in concorso alla 78ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia), «fantasy da 13 milioni di euro, storia del circo Mezzapiotta nella Roma occupata del 1943. In pista quattro meraviglie della natura: l’uomo lupo (Claudio Santamaria), l’albino domatore di insetti (Pietro Castellitto), il nano calamita umana (Giancarlo Martini) e la ragazza elettrica (Aurora Giovinazzo). Il nemico è il pianista Franz, nazista con sei dita che legge nel futuro» (ibidem) • Figlio dell’attore e regista 524. Sergio CASTELLITTO, ma pure della scrittrice Margaret Mazzantini, a fine febbraio 2022 il suo romanzo Gli iperborei è tra quelli segnalati dagli Amici della Domenica per entrare nella rosa dei semifinalisti del premio Strega (che la madre ha vinto nel 2002 con Non ti muovere, seguito nel 2009 dal Campiello per Venuto al mondo). Candidato al David come non protagonista per Freaks Out, il 3 maggio gli viene preferito Eduardo Scarpetta • A fine luglio 2023 il suo Enea è inserito tra i sei film italiani in concorso all’80ª Mostra del cinema di Venezia (candidato al Nastro, il 7 maggio 2024 gli saranno preferiti per la regia 284. Matteo GARRONE con Io capitano, per la sceneggiatura Maurizio Braucci e Michele Riondino, Palazzina Laf. Il 16 giugno 2025 vincerà il Nastro come attore in una commedia per Diva futura) • 2024 - • 2025 -.
614. Laura MATTARELLA Palermo 16 febbraio 1967. Avvocata • 2020 - • 2021 - • Figlia di 5. Sergio MATTARELLA, e di Marisa Chiazzese (morta il primo marzo 2012), dal 3 febbraio 2015 fa da First Lady (ma la definizione non le piace) del padre, eletto presidente della Repubblica. Il 19 settembre 2022 lo accompagna a Londra per il funerale della Regina Elisabetta • Il 2 gennaio 2023 rende omaggio nella Basilica di San Pietro alla salma di Benedetto XVI (morto il 31 dicembre), ma il 5 non partecipa al funerale • 2024 - • L’8 aprile 2025 incontra col Re Carlo d’Inghilterra e la regina Camilla. Il 22 dello stesso mese rende omaggio alla salma di papa Francesco nella cappella di Santa Marta (è morto il 21, stavolta partecipa pure al funerale, il 26). Il 6 giugno fa visita a papa Leone XIV in Vaticano.
615. Angelo SCOLA Malgrate 7 novembre 1941. Cardinale • 2020 - • 2021 - • Quando il 24 maggio 2022 169. Matteo Maria ZUPPI è nominato presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Aldo Cazzullo commenta che «è una buona notizia, che viene dopo anni non facili per la Chiesa italiana. Non è certo colpa dei suoi predecessori. È che, dopo una stagione in cui la Chiesa ha contato molto non solo in politica ma anche nella discussione pubblica, grazie in particolare alle capacità di elaborazione strategica di Ruini e di elaborazione culturale di Scola, negli ultimi dieci anni non è più stato così» • Morto il 31 dicembre papa Benedetto XVI, il 2 gennaio 2023 Cazzullo parlando delle dimissioni del febbraio 2013 ricorda che «certo il successore non fu quello cui Benedetto pensava, Angelo Scola. Ma quando un papato finisce in modo traumatico, le successioni non vanno mai come le si era pensate» • A inizio aprile 2024, Massimo Gramellini (Papez) scrive: «Un Papa che rivela i retroscena dei conclavi a cui ha partecipato non si era mai visto nemmeno al cinema. Nell’ultimo libro-intervista, che segue di due settimane il penultimo, Bergoglio racconta di quando dirottò i suoi voti su Ratzinger per impedire la vittoria del candidato della Curia, e di come, nel conclave successivo, il cardinal Scola fece spostare i propri suffragi su di lui» • Il 25 aprile 2025 esce il suo libro Nell’attesa di un nuovo inizio. Riflessioni sulla vecchiaia: la prefazione è di papa Francesco, morto 4 giorni prima. Il 29 aprile, in vista del conclave, Alberto Melloni scrive: «Chi non sa distinguere fra cardinali sinceri e cardinali insinceri perde rapidamente tutta la sua forza (capitò così, allora, al cardinale Scola)».
616. Giuseppe AMATO Roma 19 luglio 1960. Magistrato • 2020 - • 2021 - • Procuratore di Bologna, il 23 febbraio 2022, Giustizia, sfida sulla Procura di Milano, la commissione Incarichi direttivi del Consiglio superiore della magistratura attribuisce due voti al procuratore generale di Firenze 510. Marcello VIOLA, sostenuto da Magistratura indipendente e da 1021. Sebastiano ARDITA (ex Mi, poi co-fondatore di Autonomia e indipendenza); un voto al procuratore aggiunto di Milano Maurizio Romanelli, Area per la giustizia; un voto a lui, da Unità per la costituzione; il 7 aprile il plenum del Csm elegge Viola, 13 voti contro i sei di Romanelli, lui ne prende 3. Il 23 agosto Alessandra Matteuzzi è massacrata a Bologna dal suo ex, Giovanni Padovani, nonostante una denuncia. Mentre la ministra della giustizia 33. Marta CARTABIA si interroga su un eventuale falla nel sistema giudiziario, spiega: «In questa vicenda non si può parlare di mala giustizia. La denuncia è stata accolta a fine luglio, il primo agosto è stato immediatamente aperto il fascicolo e subito sono state delegate le indagini. Si attendeva un rapporto completo entro fine 29 agosto semplicemente perché alcune delle persone da interrogare erano in ferie. Noi quello che potevamo fare lo abbiamo fatto» • A fine maggio 2023 decide di non aprire alcun fascicolo sull’alluvione che ha colpito la Romagna: «È difficile individuare dei colpevoli di fronte a un fenomeno così eccezionale» (la posizione lo distingue dai colleghi di Ravenna e Forlì, che hanno avviato indagini per disastro colposo e omicidio colposo). Il 6 luglio il Consiglio superiore della magistratura dà indicazione sul procuratore di Napoli: la Quinta commissione designa con quattro voti su sei 119. Nicola GRATTERI, un voto lo prende lui, uno la procuratrice aggiunta Rosa Volpe. Il 13 settembre il plenum del Csm nomina Gratteri con 19 voti, Volpe ne prende otto, lui 5 • Martedì 9 aprile 2024 un’esplosione nella centrale idroelettrica del bacino di Suviana, il lago più esteso della città metropolitana di Bologna, provoca 7 vittime (il corpo dell’ultima verrà recuperato il 12). La Cgil attacca «la logica dei subappalti che trasforma il lavoro in merce», Enel Green Power parla di «un unico livello di subappalti» da considerare fisiologico, perché «nessuna azienda possiede il 100% delle competenze», lui condivide questo parere: «Il subappalto non è di per sé il problema, è previsto dal codice civile» (in ogni caso, aggiunge, sono in corso accertamenti per verificare l’esistenza di una «catena» e gli eventuali rischi per la sicurezza che avrebbe comportato). Il 17 aprile il plenum del Csm lo nomina, con una sola astensione, procuratore generale di Roma • A gennaio 2025 Giovanni Bianconi scrive che «La volontà del governo italiano di ignorare il mandato di arresto del generale Najem Osama Almasri, il capo della polizia giudiziaria libica e del centro di detenzione di Mitiga accusato dalla Corte penale internazionale di crimini contro l’umanità, è svelata in una frase del procuratore generale di Roma: “Il ministro della Giustizia, interessato da questo ufficio in data 20 gennaio immediatamente dopo aver ricevuto gli atti dalla Questura di Torino, ad oggi non ha fatto pervenire nessuna richiesta in merito”».
617. Canio Giovanni MAZZARO Potenza 6 novembre 1959. Imprenditore • 2020 - • 2021 - • 2022 - • Ex compagno di 49. Daniela SANTANCHÈ (hanno un figlio, Lorenzo, nato nel 1996), a fine giugno 2023 un servizio di Report solleva pesanti accuse nei loro confronti per la gestione di alcune società, a partire da Visibilia: «Bilanci in rosso - sintetizza il sito della trasmissione -, lavoratori mandati a casa senza liquidazione e ditte del tanto celebrato Made In Italy messe in difficoltà, o addirittura strozzate, dal mancato saldo delle forniture». Il 20 settembre la Procura di Milano chiede il fallimento per la sua azienda Ki Group (Santanchè detiene delle quote) • Il 12 aprile 2024 la procura di Milano chiude l’indagine per falso in bilancio che li riguarda. Il 17 luglio è condannato a 2 anni e sei mesi per dichiarazione infedele dei redditi. Il 30 ottobre i pm di Milano, Luigi Luzi e Marina Gravina, chiedono il rinvio a giudizio per il falso in bilancio della Visibilia. A fine dicembre con Santanchè sono indagati per l’ipotesi di reato di bancarotta di Ki Group • Il 17 gennaio 2025 arriva il rinvio a giudizio per l’ipotesi di reato di falso nelle comunicazioni societarie 2016-2022 di Visibilia.
618. Nicola PROCACCINI Roma 21 gennaio 1976. Politico • 2020 - • 2021 - • Dal 2011 al 2015 sindaco di Terracina, dal 2019 eurodeputato di Fratelli d’Italia, a metà dicembre 2022 è inserito tra i “papabili” per la candidatura alla presidenza del Lazio (gli sarà preferito 240. Francesco ROCCA) • 2023 - • Dal 14 febbraio 2023 co-presidente del Gruppo dei Conservatori e dei Riformisti Europei (Ecr), mantiene la carica dopo la rielezione del giugno 2024. Il 12 settembre 21. Nicola ZINGARETTI, capo delegazione del Pd in Europa, sul no di 1. Giorgia MELONI alla nomina di Ursula Von der Leyen alla presidenza della Commissione europea, dice: «Serve chiarezza. Non si può sostenere solo a parole, come ha fatto Nicola Procaccini, il copresidente di Ecr, sul Corriere, che ci vuole più Europa per poi ripromettersi di guidarla all’insegna del meno Europa. È una contraddizione che va risolta». Il 17, quando 40. Raffaele FITTO diventa vicepresidente della Commissione, dichiara: «Noi abbiamo sempre saputo che l’Italia non rischiava l’isolamento. Qualcun altro ha sperato di poter caricare sulle spalle di Meloni un eventuale fallimento nella distribuzione dei pesi nella nuova Commissione europea. E invece 5 anni fa non avevamo neppure un vicepresidente, oggi ne abbiamo uno esecutivo» • L’11 marzo 2025 Fratelli d’Italia si astiene sull’Ucraina. Alessandro Trocino: «Due cose da sapere sul partito di Giorgia Meloni. La prima è che ha provato, invano, a modificare il nome del piano: la proposta era di cambiarlo da ReArm a Defend Europe, ma non è passata. La delegazione meloniana si è astenuta sull’altra risoluzione, quella sull’Ucraina, per sottolineare la presa di distanza con un testo che, a loro giudizio, non tiene conto delle novità delle scorse ore e finisce - parole di Nicola Procaccini in Aula - “per scatenare odio verso gli Usa invece di aiutare l’Ucraina”. Il tentativo di Fdi era di rinviare il voto. È la prima volta che Fratelli d'Italia non dà il pieno sostegno all’Ucraina».
619. Patrizia REGGIANI Vignola 2 dicembre 1948. Socialite • 2020 - • Condannata a 29 anni di reclusione come mandante dell’omicidio dell’ex marito Maurizio Gucci (27 marzo 1995), rilasciata per buona condotta nell’ottobre 2016 dopo aver scontato 17 anni, a meta marzo 2021, ad Andrea Galli che argomenta Nella degenerazione del matrimonio l’amore s’è lentamente trasformato in odio? La coppia si incrina e frantuma, dilaniata da incomprensioni, litigi, ripicche, suo marito che la abbandona per un’altra mentre lei si ammala di una bestia atroce... Per questo ha deciso di farlo uccidere? Odio? risponde «Nessun odio. Io non odiavo Maurizio. Non l’ho mai odiato. È stata stizza, la mia. Mi stizziva. Andavo dal salumaio e domandavo se conoscesse qualcuno che ammazzava la gente. Pensare che anni prima, avevano assassinato un conoscente di Maurizio e ci trovammo a parlarne. Eravamo alle Galapagos. Io ripetevo – e non mentivo – che non ne sarei mai stata capace. Mai». Il 16 dicembre è nelle sale italiane House of Gucci di Ridley Scott: «Ripercorre il caso giudiziario più famoso degli Anni 90: l’omicidio di Maurizio Gucci, erede della celebre casa di moda, e la condanna della moglie Patrizia Reggiani accusata di essere la mandante. Ricostruzione bizzarra per un super cast» (Paolo Baldini). La sua parte è affidata a Lady Gaga, quella del marito ad Adam Driver. L’11 è uscita su “7” un’intervista rilasciata da Pina Auriemma, sua amica e confidente condannata per complicità nell’omicidio (13 anni a San Vittore, dal 2010 in libertà). A Greta Previtera che le chiede Che cosa le fa più fatica ricordare? risponde «Che è morto un uomo, no? Era una brava persona, un padre di due bambine. Aveva solo 47 anni. Non c’è giorno che non pensi a Maurizio e a quello che gli è successo». Ma lei è stata condannata per questo omicidio. «Sì, sono stata superficiale. Ora sono una persona diversa. Se ai tempi avessi avuto questa testa avrei denunciato Patrizia che chiedeva di ucciderlo». Ma è lei che ha trovato il portiere che poi ha messo in contatto Patrizia Reggiani con il killer. «Sì, ma doveva essere una truffa, non un omicidio. Questa è l’ultima volta che lo racconto, è andata così: Maurizio si è messo con un’altra donna e Patrizia è impazzita. Tutto l’amore che aveva l’ha trasformato in rabbia. Andava in giro per la città chiedendo se qualcuno volesse uccidere l’ex marito. Inizialmente pensavo fosse solo un momento passeggero poi ho capito che faceva sul serio e per tenerla buona ho pensato a una truffa». Quale? «Le ho detto che avrei trovato qualcuno disponibile ad ammazzare Maurizio. Ho contattato Ivano Savioni, era il portiere di un piccolo albergo di Milano. Non era un criminale, aveva solo bisogno di qualche soldo. Ma in realtà non c’era nessun vero piano per uccidere. Volevo tenere buona Patrizia e far sì che non accadesse nulla». È un po’ strano tenere buona un’amica con una truffa. «In realtà no, non lo è. Nella mia testa, pensavo che con gli anni il suo desiderio di vendetta sarebbe scomparso, e quindi anche l’idea dell’omicidio». Ma non andò così. «No. Un giorno venne da me e mi disse: “Pina, è passato tantissimo tempo. Maurizio è ancora vivo”. Mi chiese il contatto di Ivano Savioni e da quel momento fece tutto lei, io sono uscita di scena. Organizzarono senza di me» (sulla scelta della sua interprete in House of Gucci commenta: «Sono contenta, Salma Hayek è una donna bellissima. Certo, ai tempi ero anche io una bella signora, ma non così bella») • A fine maggio 2022 «Contro Reggiani circonvenzione d’incapace»: sarebbe stata «spennata» da consulenti e finti amici, tra cui la sua ex compagna di cella, che si era installata nella sua villa milanese e ora è stata «sfrattata» dai magistrati. In tutto sono otto le persone accusate di concorso in circonvenzione di incapace • 2023 - • A metà marzo 2024 l’ex compagna di cella va a processo • A fine aprile 2025 Il killer di Gucci spara al figlio. Gianluca Mercuri: «Una lite familiare è finita a colpi pistola a Santa Maria a Monte (Pisa), dove un padre ha sparato al figlio, al volto, prima di tentare di uccidersi con la stessa arma. A sparare è stato Benedetto Ceraulo, l’uomo che 30 anni fu l’esecutore materiale dell’omicidio di Maurizio Gucci».
620. Ferdinando DE GIORGI Squinzano 10 ottobre 1961. Allenatore di pallavolo • 2020 - • Da giocatore campione del mondo nel 1990, 1994 e 1998, a giugno 2021 (dopo il flop ai Giochi di Tokyo) diventa ct della nazionale, il 19 settembre a Katowice gli azzurri battono la Slovenia e vincono il campionato d’Europa • L’11 settembre 2022, l’Italia batte a Katowice la Polonia e, dopo 24 anni, torna campione del mondo. Pierfrancesco Catucci: «Stringe mani in mezzo al campo Fefè De Giorgi. Ci mette un po’ a lasciarsi travolgere dall’orgasmo di gioia che monta dentro. Non sale sul seggiolone dell’arbitro come Velasco nel 1990 al Maracanazinho di Rio de Janeiro. Abbraccia tutti i ragazzi d’azzurro vestiti come il suo maestro ad Atene nel 1994. Come Bebeto a Tokyo nel 1998 [...] Ma questa non è la “Generazione dei Fenomeni” e De Giorgi non è Velasco, ma con quella squadra lì questi ragazzi hanno in comune più di quello che ci si possa immaginare. Certo, il c.t. è il filo più evidente che tiene insieme le due epoche d’oro» • Il 16 settembre 2023 l’Italia è sconfitta dalla Polonia a Roma nella finale del campionato europeo • 2024 - • Solo quarti ai Giochi di Parigi, il 28 settembre 2025 a Pasay (Filippine) gli azzurri battono la Bulgaria e, tre settimane dopo il trionfo delle donne guidate da 520. Julio VELASCO a Bangkok, bissano il titolo mondiale: «Essere in sua compagnia anche in questo traguardo mi rende felice. Sono orgoglioso del lavoro che stiamo facendo, perché è fondamentale per tutto il movimento. Le nazionali portano visibilità grazie ai risultati, ma è ancora più importante come si vince: il modo in cui i ragazzi e le ragazze giocano, lottano e trasmettono emozioni». A metà dicembre, a 142. Walter VELTRONI che dice La pallavolo era uno sport laterale e ora è diventato uno dei più importanti e seguiti, risponde: «Dietro c’è un grande lavoro. Il nostro sport si è aggiornato senza snaturarsi. L’abolizione del cambio palla è stata una rivoluzione, perché in Tv non si poteva programmare, non si sapeva quanto durava una partita e quindi ci mandavano in differita. Ora facciamo ascolti importanti. L’introduzione della figura del libero evita che la palla cada subito sulla battuta avversaria e, al tempo stesso, consente a un ragazzo alto un metro e sessanta di giocare in nazionale. Ancora: l’innovazione di prendere la palla con i piedi. Il rugby ha fatto così, cambiando le regole della mischia. Come il tennis con l’introduzione del tie-break. Tutto questo ha consentito a questi sport di aggiornarsi, di essere moderni».
621. Carlo RIMINI Trieste 30 ottobre 1966. Giurista • 2020 - • Il primo marzo 2021, E se a uccidere fossero le donne?, Giusi Fasano scrive: «Il professor Carlo Rimini qualche giorno fa su queste pagine ha centrato il punto. “Per proteggerle — ha scritto — occorrono risorse, competenze e formazione; per far sentire i loro persecutori braccati”. Ma più di ogni altra cosa è necessario capire, finalmente, il passaggio successivo del suo pensiero, e cioè che “tutto ciò non si fa con i proclami ma con il denaro, tanto denaro”». Ordinario di Diritto privato all’Università di Milano, l’11 marzo, su “7” si confronta con la bioeticista Chiara Lalli sulla sentenza che per la prima volta in Italia ha autorizzato un’aspirante madre a procedere con la procreazione assistita anche se l’uomo con cui ha creato gli embrioni, poi crioconservati, non vuole diventare padre: «Un uomo non può pentirsi della decisione di diventare padre. Non può quando il concepimento avviene naturalmente e non può, a maggior ragione, quando l’embrione è l’effetto dell’impiego di tecniche di fecondazione assistita, che richiedono una preventiva manifestazione di consenso da parte di entrambi gli aspiranti genitori. La legge è chiara: l’art. 6 della legge n. 40 del 2004 (la legge sulla fecondazione assistita) afferma che il consenso può essere revocato solo fino al momento della fecondazione dell’ovulo. Consentire all’uomo di opporsi all’impianto dell’embrione porterebbe a risultati aberranti. La donna percepisce l’embrione come parte di sé, del proprio corpo: impedirle l’impianto che permette lo sviluppo del feto sarebbe come costringerla a subire un aborto» • Il 27 aprile 2022 la Corte Costituzionale definisce «discriminatoria e lesiva dell’identità del figlio la regola che attribuisce automaticamente il cognome del padre» e precisa che «la regola diventa che il figlio assume il cognome di entrambi i genitori nell’ordine dei medesimi concordato, salvo che essi decidano di comune accordo, di attribuire soltanto il cognome di uno dei due». Lui commenta: «Se non ci sarà accordo sull’ordine, deciderà il giudice. Di fronte al silenzio del legislatore questa era l’unica soluzione possibile, ma è evidente che la sua gestione sarà assai complicata, soprattutto dopo la prima generazione. Di qui nasce l’ultimo appello rivolto dalla Corte al legislatore a regolare gli aspetti pratici. Forse, almeno per i figli di genitori coniugati, si potrebbe immaginare un istituto semplice: il cognome familiare. Si potrebbe prevedere che, al momento del matrimonio, i coniugi siano chiamati a scegliere il cognome della famiglia e che quel cognome – e solo quello – sia trasmesso automaticamente ai figli» • A metà giugno 2023 la procura di Padova chiede di cancellare le annotazioni sul registro di stato civile che su iniziativa del sindaco riconoscono la seconda mamma di 33 figli di coppie lesbiche (pratica inaugurata dal Comune di Torino nel 2018 per supplire alla mancanza di una legge in proposito). Commenta: «È mai possibile che il destino dei figli di persone dello stesso sesso sia lasciato al confronto fra un sindaco e un procuratore della Repubblica? No, non è possibile, almeno in uno Stato rispettoso dei diritti umani». Il 15 ottobre muore lo zio Cesare Rimini: «Ho un ricordo nitido del primo giorno di lavoro come praticante nello studio di mio zio, Cesare Rimini. Quel giorno immaginavo di assistere a un processo. “Vieni, ti porto dall’Antonia”, mi disse invece. Chi era l’Antonia? Perché non andavamo in tribunale? Antonia de Dionigi era la sua più temibile avversaria all’inizio degli anni Novanta. Avvocata minuta e intelligentissima. “Imparerai più in un pomeriggio dall’Antonia che in un mese di udienze in tribunale”. Andammo quindi dall’Antonia, portando una decina di fascicoli. Erano le vite di famiglie spezzate, ciascuna con i suoi dolori e problemi. Capii che l’obiettivo era trovare, per ciascuna, un accordo che permettesse loro di guardare al futuro. Lo scopo era comune, ma litigarono l’intero pomeriggio. A sera l’accordo era trovato su quasi tutti i fascicoli. Pochissimi appunti essenziali per ogni accordo. Oggi il mondo, anche quello degli avvocati, è molto più difficile, aggressivo, e io pagherei per essere portato ancora da lui un pomeriggio, almeno uno, dall’Antonia» • 2024 - • A fine luglio 2025 (Femminicidi e reati, meglio copiare il modello spagnolo) critica il disegno di legge approvato dal Senato che introduce il delitto di femminicidio e lo punisce con l’ergastolo. L’unica strada, spiega, è quella spagnola: «È stato istituito un numero telefonico sempre operativo al quale le donne possono informalmente rivolgersi per segnalare comportamenti o semplici paure. Un grande numero di operatori specializzati raccoglie queste segnalazioni: qualche volta interviene, qualche volta si limita ad osservare con discrezione. Quando i reati “sentinella” vengono commessi, l’osservazione e l’intervento si traducono in forme pressanti di controllo e protezione. Tutto ciò costa molto denaro. In Spagna, al ministero per l’Uguaglianza è stato assegnato un budget di 600 milioni di euro l’anno, in costante aumento. Dalla nuova legge italiana, invece, non potranno derivare maggiori oneri per le finanze pubbliche. Sono previsti solo tre capitoli di spesa per un totale di 636.000 euro l’anno. Affrontare un problema costa, prevedere un nuovo reato non costa nulla ma non risolve il problema».
622. Elena CATTANEO Milano 22 ottobre 1962. Farmacologa • 2020 - • Conosciuta nel mondo per i suoi studi sulla malattia di Huntington e per le sue ricerche sulle cellule staminali, nominata senatrice a vita il 30 agosto 2013 assieme a Claudio Abbado, 363. Renzo PIANO e Carlo Rubbia (la più giovane della storia, terza donna dopo Camilla Ravera e Rita Levi-Montalcini), il 22 maggio 2021 si legge che «L’agricoltura biodinamica, con i suoi trattamenti esoterici a base di cornoletame e vesciche urinarie di cervo, è stata equiparata per legge (con la sola opposizione della senatrice a vita Elena Cattaneo) a quella biologica» (ha parlato di «pratiche non solo antiscientifiche ma schiettamente esoteriche e stregonesche») • Il 19 gennaio 2022 è derubata nel sottopasso della Stazione Centrale di Milano: «Ha tentato di opporsi alla borseggiatrice, descritta di età compresa tra i 40 e i 50 anni, ma è stata spinta a terra. La ladra è riuscita a scappare mentre la senatrice è stata portata al Cto per una contusione alla gamba. Nel pomeriggio gli agenti della Polizia ferroviaria hanno recuperato il portafogli con i documenti e altri effetti personali. Ma senza soldi». Il 9 febbraio la rivolta sua, del Nobel per la Fisica 144. Giorgio PARISI e dell’Accademia dei Lincei, supportata da 5. Sergio MATTARELLA, ferma l’equiparazione dell’agricoltura biodinamica a quella biologica con tutto quello che ne sarebbe conseguito in termine di finanziamenti pubblici (il disegno di legge, modificato, tornerà al Senato). A maggio, a Pavia sul palco del primo Festival dedicato al Merito, ricorda che «Il nostro è anche un Paese sempre in bilico tra competenze e superstizione» • A fine maggio 2023 riflette su Ricerca: i bandi e le occasioni perdute: «Mantenere competitiva a livello internazionale la nostra ricerca scientifica è (anche) una lotta contro il tempo. La ricerca è come un orto, se non lo curi tutti i giorni hai la certezza che domani morirà. Se non vogliamo che l’oggi si trasformi nel “tempo delle occasioni perdute”, dobbiamo dare una risposta immediata alle migliaia di ricercatori che ancora attendono l’esito dei bandi a cui hanno partecipato» • A fine maggio 2024 firma con 34. Liliana SEGRE l’intervento Il coraggio e la dignità: Giacomo Matteotti cent’anni dopo: «Con lui, oggi, sosteniamo tutti gli oppositori che “a mani nude”, con la forza dei fatti e con le armi delle parole, non tacciono, si oppongono, esistono e resistono dentro e fuori le istituzioni, fino a offrire i propri corpi e la loro libertà al potere che li desidera morti» • 2025 -.
623. Stefano FRESI Roma 16 luglio 1974. Attore • A luglio 2020 in streaming Il Regno di Francesco Fanuele: «Ipotizza che intorno al Raccordo Anulare viva una comunità medioevale senza telefonini, senza computer e senza Totti, il cui sovrano muore e designa come erede il figlio autista Atac (Stefano Fresi) rinnegato trent’anni prima» (Paolo Baldini). Il 20 agosto nelle sale Il Grande Passo di Antonio Padovan: «Segna l’incontro cinematografico tra i gemelli diversi Stefano Fresi e Giuseppe Battiston. Sono due fratellastri. Il primo ferramenta saggio, il secondo lunatico con un chiodo fisso: costruire un razzo e andare nello spazio» (ibidem) • Il 30 novembre 2021 nelle sale Lasciarsi un giorno a Roma di 917. Edoardo LEO: «Racconta in chiave di commedia romantica due love story al capolinea. Da un lato, lo scrittore Edoardo Leo, impegnato con la posta del cuore di un magazine, e la spagnola imprenditrice di videogiochi Marta Nieto. Dall’altro, il professore senza studenti Stefano Fresi e la sindaca di Roma Claudia Gerini. L’amore finisce e mancano le parole per dirlo» • A gennaio 2022 in streaming I delitti del BarLume - Le nuove storie di Roan Johnson «propone i nuovi episodi della saga più vivace della serialità italiana. Due veri film di 90’ circa, Compro oro e A bocce ferme con il cast abituale: Filippo Timi, Lucia Mascino, Alessandro Benvenuti, Enrica Guidi, Stefano Fresi, Corrado Guzzanti». A fine agosto in streaming Ma cosa ci dice il cervello di Riccardo Milani «commedia sullo spiazzamento generazionale con Paola Cortellesi, Stefano Fresi, Claudia Pandolfi, Giampaolo Morelli, Carla Signoris. L’impiegata del ministero diventa un’agente internazionale e la riunione degli ex liceali si trasforma in una convention sull’arroganza» • A gennaio 2023 in streaming tre nuove storie de I delitti del BarLume (ce ne saranno altrettanti anche nel 2024 e 2025) • 2024 - • 2025 -.
624. Pasquale STRIANO Ercolano marzo 1965 • 2020 - • 2021 - • 2022 - • 2023 - • Luogotenente della Guardia di finanza accusato di una lunghissima serie di accessi abusivi alle banche dati che raccolgono le Sos (le movimentazioni di denaro sospette segnalate dalla Banca d’Italia), a fine febbraio 2024 si viene a sapere che è indagato in un’inchiesta nata a fine 2022 da un esposto del ministro della difesa 17. Guido CROSETTO (un articolo del quotidiano Domani aveva rivelato i compensi ricevuti in passato dalla società Leonardo, per attività di consulenza svolte attraverso le aziende di cui faceva parte prima di entrare nel governo). Nei giorni seguenti si parla di «Una lista lunghissima per un totale di circa 800 accessi contestati a Striano, effettuati dal 2020 in avanti. Resta ancora da chiarire quale fosse l’obiettivo del finanziere, all’epoca in servizio alla Direzione nazionale antimafia»: essendo coinvolto anche il pm 697. Antonio LAUDATI, il centrodestra è convinto che il monitoraggio fosse politicamente motivato. L’8 marzo Giovanni Bianconi segnala che tra i suoi «dossier» c’è «quello trasmesso nel 2019 ai pm di Milano, Bergamo e Genova; oggetto: “Attività finanziarie del partito politico Lega Nord”. Conteneva una serie di Sos riguardanti soggetti ritenuti vicini o collegati al partito di Salvini. Nulla che avesse apparentemente a che fare con le funzioni istituzionali della Dna». Il 9 Gianluca Mercuri scrive: «Ma chi c’è dietro Striano? È il grande mistero da chiarire. Il procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo ha detto alla Commissione Antimafia che l’attività del finanziere “pare difficilmente compatibile con la logica della devianza individuale”. Insomma, non ha agito da solo. Il caso appare semmai parte di un “gigantesco mercato clandestino di informazioni riservate che ha logiche complesse e toccano l’economia, gli apparati statali e gli interessi politici che ruotano intorno alla vita del Paese”». A fine settembre «Dagli archivi della Direzione nazionale antimafia e da altre banche dati riservate e collegate, il tenente della Guardia di finanza Pasquale Striano avrebbe scaricato oltre 200 mila documenti in tre anni, fra il 2019 e il 2020. Un numero che si aggiunge ai 30 mila del biennio successivo, affiorati fin qui nell’indagine sui presunti dossieraggi avvenuti dietro lo scudo della Dna». Bianconi: «L’assenza di spiegazioni e moventi comporta la necessità di indagare alla ricerca di eventuali “mandanti” che vadano oltre i giornalisti amici, ai quali pure Striano avrebbe girato altri documenti, oltre a quelli già contestati» • 2025 -.
625. Marco MARSILIO Roma 17 febbraio 1968. Politico • Origini abruzzesi (da ragazzo frequentava la casa dei nonni materni a Tocco Da Casauria, poco più di duemila anime arroccate su un colle della Val Pescara), «famiglia paterna di destra; nella famiglia materna, più che comunisti e basta, erano “comunisti così”, come il personaggio interpretato da Mario Braga in Un sacco bello di Verdone», laureato in filosofia autore di un saggio intitolato Razzismo. Un’origine illuminista, già deputato e senatore (Fratelli d’Italia) dal 2019 presidente della Regione Abruzzo (il primo eletto dal suo partito), a metà giugno 2020 finisce in un Caffè di Massimo Gramellini (Palle d’Abruzzo): «L’ancora nebulosa Fase Tre si preannuncia come una delle più creative. Per festeggiare i loro cinquant’anni di vita, le Regioni stanno dando il meglio di sé e in questo quadro mi permetto di segnalare l’ordinanza d’Abruzzo che vieta le marcature a uomo sui campi di calcetto e di basket per amatori. La decisione illuminata del presidente Marsilio e dei suoi non meno elettrificati assessori è un’autentica manna per gli sportivi in pancetta come il sottoscritto, che potranno piantarsi sul terreno senza inseguire gli avversari, adducendo insindacabili ragioni sanitarie». Il 7 dicembre (per gestire le restrizioni e il contenimento dei contagi da Covid-19 basandosi su specifici parametri epidemiologici e tassi di occupazione dei posti letto ospedalieri, è stato introdotto un sistema a colori), l’Abruzzo, ultima regione rossa, si autoproclama arancione con due giorni d’anticipo (il governo gli manda una diffida) • 2021 - • 2022 - • 2023 - • Uomo di 1. Giorgia MELONI «che più suo non si può» (fu lui nel 1992 a battezzarla politicamente nel Movimento sociale italiano, quando a settembre 2022 ha vinto le politiche ha confidato alla Bbc di sentirsi come «un padre che accompagna la figlia all’altare»), a fine febbraio 2024, in vista delle nuove elezioni regionali, gode di tanta fiducia che 76. Maurizio LUPI non bada a scaramanzie: «Si vincerà bene perché Marco Marsilio ha governato bene. Finirà 53% a 47% per noi». La previsione si rivela azzeccata: il 10 marzo vince col 53,5%, il candidato di centrosinistra e Movimento 5 Stelle 883. Luciano D’AMICO si ferma al 46,5% (rompe un’alternanza tra le coalizioni che durava da quasi trent’anni). A fine mese, quando il Consiglio dei ministri decide un brusco stop allo sconto in fattura e alla cessione dei crediti d’imposta sui lavori edilizi (giustificato da 10. Giancarlo GIORGETTI con la necessità di evitare scenari apocalittici per i conti pubblici), con il collega del Lazio 240. Francesco ROCCA rivolge un appello alla premier perché torni sulla decisione, scongiurando «il prevedibile blocco della ricostruzione»: nelle aree colpite dal sisma, spiega, il 110% e la cessione del credito «non sono un privilegio per pochi, ma una necessità senza la quale non potremmo continuare ad aprire cantieri» • 2025 -.
626. Sami (Samuel) MODIANO Rodi (Grecia) 18 luglio 1930. Superstite dell’Olocausto • Il 27 gennaio 2020, Giornata della Memoria, Antonio Ferrari ricorda: «Non dimenticheremo mai quanto ci disse Sami Modiano, salvato dalla camera a gas perché occorrevano braccia robuste per scaricare da un treno decine di pesantissimi sacchi di patate. Dalla morte sicura alla vita per un capriccio degli aguzzini» • Il 19 gennaio 2021 Massimo Gramellini scrive (Sami l’influencer): «Ieri Sami ha fatto il vaccino ed è come se con lui si fosse vaccinato il Novecento. Dopo ciò che ha vissuto, se ne infischia della morte, ma non della memoria. E ogni anziano che muore di Covid è un tozzo di memoria che se ne va. Credo sia per questo che Sami ha offerto il suo braccio al vaccino. Per convincere le persone, in Indonesia vaccinano i giovani influencer. In Italia non mi viene in mente un influencer migliore di Samuel Modiano, classe 1930, unico sopravvissuto della sua famiglia al campo di Auschwitz-Birkenau» • Il 9 ottobre 2022, quarantesimo anniversario dell’attentato alla Sinagoga, accogliendo nel Tempio Maggiore di lungotevere Cenci, a Roma, 5. Sergio MATTARELLA, prima di abbracciarlo commosso gli dice: «Un giorno importantissimo, perché tutto questo non accada mai più» • Coetaneo di 34. Liliana SEGRE che come lei ha deciso di testimoniare dopo molti anni di silenzio, il 26 gennaio 2023, intervistato da Alessia Rastelli alla vigilia della Giornata della Memoria, confida: «Nel 2005, dopo un silenzio di sessant’anni, iniziai a raccontare e tornai per la prima volta ad Auschwitz-Birkenau accompagnando gli studenti. Lì ebbi la piena consapevolezza che non avevo dimenticato niente, fu come rivedere mio papà, mia sorella, piansi di dolore, e ancora oggi posso dire che non sono mai uscito da Birkenau. Ma, insieme a me, quel giorno piansero i ragazzi. Capii che dovevo proseguire, parlare nelle scuole, fare il mio dovere, e lo giurai agli innocenti che in quell’inferno sono stati ammazzati. Io ho visto uccidere senza alcuna colpa ebrei, omosessuali, disabili, rom, deportati politici... Quindi, finché avrò vita, non posso che andare avanti a raccontare. Grazie a Dio, i riscontri che ho avuto finora dagli studenti sono stati positivi» • A novembre 2024 viene vandalizzato il murale realizzato il 30 settembre in viale Andrea Doria a Milano dal pop artist 1871. alexSandro PALOMBO: Segre con le braccia dietro la schiena dalle quali si scorge il numero di matricola 75190, lui con una valigia su cui è stato trascritto il numero di matricola B7456, entrambi con indosso un giubbotto antiproiettile, qualcuno ha cancellato volti e stelle di David.
627. Marco RIZZO Torino 12 ottobre 1959. Politico • Dal 1994 al 2004 deputato (Rifondazione comunista ecc. ecc.), il primo marzo 2020, suppletive della Camera nel Collegio Lazio 1-01 (seggio lasciato vacante da 25. Paolo GENTILONI), candidato del Partito Comunista prende 855 voti finendo al quarto posto col 2,62% (è eletto 24. Roberto GUALTIERI con 20304 voti, Elisabetta Canitano, candidata di Potere al Popolo!, ne prende pochi meno di lui, 785) • Il 3-4 ottobre 2021, suppletive della Camera nel Collegio Toscana - 12 (seggio lasciato vacante da 812. Pier Carlo PADOAN), prende 3135 voti, terzo con il 4,69% (è eletto 12. Enrico LETTA con 33391 voti, la candidata di Potere al Popolo!, Elena Golini, stavolta è quasi doppiata, 1971 voti) • A fine marzo 2022 863. Beppe SEVERGNINI scrive: «Marco Rizzo, segretario del Partito comunista (sì, c’è ancora): “Un potere che inventa una modalità di controllo sociale efficace come quello pandemico, dovrebbe abbandonarla? O tenerla solo accantonata, per poterla riproporre alle prime tensioni sociali per il disastro economico e sociale che arriverà? Della serie: Covid, guerra e di nuovo Covid...”. Sotto, tre immagini: il virus, un mitragliatore, il virus. Non occorre essere uno studioso di eziologia per capire che non basta accostare due fenomeni: per collegarli, occorre un nesso. Ma agli avversari ideologici del green pass, questo, non interessa. La guerra in Ucraina è solo un pretesto per proseguire nella crociata». A inizio settembre cattura l’attenzione Massimo Gramellini (Brindando alla morte): «Nel dibattito pubblico ridotto a un ruttodromo e solcato da odiatori e infelici di ogni risma, resisteva un ultimo tabù: il silenzio davanti alla scomparsa di qualcuno che ti sta sonoramente sulle scatole. Rizzo è il primo personaggio pubblico ad avere violato questa clausola minima di umanità. Nessuno pretendeva ipocrite beatificazioni a tempo scaduto, solo un dignitoso arrestarsi di fronte al mistero della morte. Rizzo poteva persino insinuare a cadavere ancora caldo che Gorbaciov fosse stato un agente della Cia o un utile idiota al soldo delle multinazionali, ma nel mondo in cui mi piacerebbe vivere non avrebbe mai detto quello che invece ha detto per pura smania di visibilità, e cioè di avere tenuto idealmente in fresco una bottiglia di bollicine per oltre trent’anni, in attesa del luttuoso annuncio che gli avrebbe dato l’occasione di stapparla. Anche perché Rizzo non festeggerebbe mai la morte di un militante di estrema destra (con alcuni di loro si è appena alleato alle elezioni)» • Il 26 novembre 2023 fonda con 315. Gianni ALEMANNO (???) il Forum per l’indipendenza italiana. Gramellini, Arrivano i rossobruni, scrive (il 15): «Quando gli indipendenti prenderanno il potere sarà un momento bellissimo. Moni Ovadia alla Cultura. Elena Basile agli Esteri per fondare l’Eurussia e sfrattare finalmente gli americani. Il sinistro-sinistro Marco Rizzo ministro dell’Economia con il ritorno della lira o, meglio ancora, del fiorino. E il destro-destro Gianni Alemanno premier forte-forte con delega agli Interni e all’amministrazione delle città: ruolo nel quale, come sindaco di Roma, ha già dimostrato di saperci fare. Il loro governo durerà tre minuti, dato che l’unica cosa su cui vanno d’accordo è l’odio per il sistema in cui vivono (piuttosto bene)» • A fine ottobre 2024 Gramellini torna ad occuparsi di lui (Mai dire gnocca, ormai prende quasi più Caffè che voti...): «“Mi piace la gnocca e non mi dovete rompere le balle”, sbotta in pubblico il prode Marco Rizzo, già comunista e ora sovranista, ma sempre fieramente anticapitalista. Nessuno ha intenzione di rompergliele: i tempi eroici di Fantozzi che sconvolge il conformismo del cineforum gridando “la Corazzata Potemkin è una cagata pazzesca” sono lontani. Oggi nulla è più politicamente corretto della critica al politicamente corretto. Vi si esercitano in molti, ricevendo applausi scroscianti, specie se la critica è formulata in modo un po’ becero. Viviamo un periodo in cui la volgarità viene spacciata per spontaneità, addirittura per verità, e non stupisce che la taverna dei social abbia tributato al compagno gnoccofilo il più facile dei trionfi» • 2025 -.
628. Francesca MICHIELIN Bassano del Grappa 25 febbraio 1995. Cantautrice • 2020 - • Già seconda al Festival di Sanremo 2016 con Nessun grado di separazione (vincono gli Stadio con Un giorno mi dirai), il 6 marzo 2021, in coppia con 38. FEDEZ (Chiamami per nome), deve nuovamente accontentarsi della piazza d’onore (vincono i Måneskin con Zitti e buoni) • Il 9 settembre 2022 alla Triennale di Milano, prima giornata del Tempo delle Donne, è ospite della serata Il nostro imPATTO con 733. Andrea DELOGU e 1257. Virginia RAFFAELE • A fine gennaio 2023 si ribella contro gli haters per le critiche sull’aspetto fisico. Massimo Gramellini (Da Aristide a Michielin): «Ogni giorno c’è qualcuno che non ne può più. Ieri è toccato alla cantante Francesca Michielin, una delle persone più aggraziate e sensibili che conosco. Stufa di leggere i commenti di emeriti sconosciuti che discettavano sui suoi brufoli, è sbottata: “Non sappiamo più farci i c. nostri!” Ha ragione, ma non ce li sapevamo fare neanche prima. L’unica differenza è che prima la vittima non ne veniva quasi mai a conoscenza. Sarebbe rassicurante se la colpa fosse dei social che, dice la Michielin, “ci hanno portato ad avere una opinione su tutto e a convincerci di avere la verità in tasca”. In realtà è la natura umana che ha la maldicenza e la saccenteria nel suo patrimonio genetico» • A fine novembre 2024 è annunciata tra i big della 75ª edizione del Festival di Sanremo • Il 15 febbraio 2025 la sua Fango in paradiso chiude il Festival al 21° posto. A metà settembre è di nuovo al Tempo delle donne (partecipa al concerto finale).
629. Simona QUADARELLA Roma 18 dicembre 1998. Nuotatrice • 2020 - • Già oro dei 400, 800 e 1500 stile libero agli europei 2018 (Glasgow), oro dei 1500 e argento degli 800 ai mondiali 2019 (Gwangju), il 23 maggio 2021 completa a Budapest una nuova tripletta europea (stavolta ha preso pure, con 226. Federica PELLEGRINI, il bronzo della staffetta 4x200 stile libero): «Sono commossa, non me l’aspettavo, sono riuscita a ripetere l’impresa di Glasgow anche questa volta, sentendomi più insicura e incerta. Non solo per l’anno difficile che abbiamo passato tutti, in realtà anche perché questo Europeo non era stato preparato. Dico sempre che non sento le pressioni, invece non è così. Le sento, eccome». Il 31 luglio vince il bronzo degli 800 ai Giochi di Tokyo (il 28, nei 1500, è finita quinta) • Il 24 giugno 2022 ai mondiali di Budapest è bronzo negli 800 (il 20, nei 1500, unica europea in finale, è di nuovo finita quinta). Il 12 agosto vince agli europei di Roma l’oro degli 800, il 15 quello dei 1500, stavolta la tripletta salta perché il 17, nei 400, si deve accontentare dell’argento, battuta dalla tedesca Isabel Marie Gose • Il 25 luglio 2023 è argento nei 1500 ai mondiali di Fukuoka • Il 13 febbraio 2024, mondiali di Doha, vince l’oro dei 1500 (non c’è la super campionessa Katie Ledecky). Arianna Ravelli: «Le avversarie più temibili erano la cinese Li (poi seconda) e la tedesca Gose di bronzo, Simona conduce una gara d’attacco dettando il ritmo, provando a staccarsi di dosso la cinese dotata di velenoso finale, ma Veleno è il soprannome della nostra Simo sin da ragazzina e anche oggi si è capito perché: nella lunga traversata dei 1500, Quadarella supera anche il momento di sofferenza che arriva ai 1150 metri (“Ho visto di tutto, ho rischiato di mollare”) e tiene il vantaggio. “Sono veramente soddisfatta: non avevo buone sensazioni in allenamento, a volte noi atleti siamo così, ci buttiamo giù, ma questo risultato mi convince che tutta la fatica che ho fatto è servita a qualcosa. Anche il tempo è meglio di quanto pensassi. La continuità è la cosa più difficile per uno sportivo, sali sul podio e vuoi tornarci sempre». Il 17 febbraio fa il bis negli 800 (ai Giochi di Parigi sarà quarta negli 800 e nei 1500) • Il 29 luglio 2025 è argento nei 1500 ai mondiali di Singapore, battuta solo da Ledecky, stabilisce il record europeo (15’31”79) migliorandosi di 9 secondi: «Sono molto più tranquilla rispetto all’anno scorso e questo è un bello stimolo in vista delle Olimpiadi di Los Angeles, mancano tre anni e ci sono ancora tanti appuntamenti. La delusione di Parigi è passata e con questa gara ancora di più, le delusioni fanno parte del percorso di un atleta» (il 2 agosto è quarta negli 800).
630. Silvio GARATTINI Bergamo 12 novembre 1928. Oncologo • Farmacologo, fondatore dell’Istituto Mario Negri, a fine novembre 2020, quando Giangiacomo Schiavi suggerisce che Sarebbe giusto togliere il brevetto, come ha fatto Sabin con il vaccino della polio... risponde: «È auspicabile, ma è difficile che avvenga: chi ha investito vuole essere remunerato. Noi al “Mario Negri” non brevettiamo niente, vogliamo che i nostri risultati vengano conosciuti e siano disponibili a tutti. Ma non facciamo business con la salute, la nostra scienza è non profit». Poi, dopo essersi lamentato che «In piena crisi da pandemia avremmo bisogno di poterci fidare della politica e della scienza... Invece ognuno dice la sua. I messaggi della politica sono contraddittori e della scienza si parla come del calcio al bar. In questo modo si genera solo sfiducia» si dice profondamente deluso dalla gestione lombarda del Covid: «La Lombardia dovrebbe essere la punta di diamante del Paese, il riferimento nazionale. Invece qui è mancata la capacità di dare una linea, i medici sono stati lasciati troppo soli nelle rispettive trincee. E certi ritardi non si spiegano...» • A fine agosto 2021, mentre il coordinatore del Comitato tecnico scientifico Franco Locatelli definisce «ragionevole» l’ipotesi di prorogare da 9 a 12 mesi la validità del green pass, si mostra cauto: «Bisogna vedere quali sono le evidenze scientifiche, perché sennò è inutile fingere di essere protetti se non lo siamo» • 2022 - • A maggio 2023, intervistato da Stefano Lorenzetto racconta il suo incontro con Mario Negri, gioielliere di via Montenapoleone: «Nel 1958 venne da me per un consiglio: aveva investito nella Burroughs Wellcome, industria farmaceutica britannica senza scopo di lucro. Gli chiesi di aiutarmi a costituire una fondazione no profit. L’anno dopo Negri si ammalò di tumore, mi chiamò: “Professore, volevo dirle che ho fatto tutto secondo i suoi desideri”. Nel 1960, all’apertura del testamento, scoprii che mi aveva lasciato 100 milioni di lire e le azioni della Farmacosmici. A valori di oggi, 14 milioni di euro» • Il 2 aprile 2024 l’Istituto Mario Negri riceve la Medaglia di Edimburgo, istituita nel 1989 «per onorare gli uomini e le donne della scienza e della tecnologia che hanno dato un contributo significativo alla comprensione e al benessere dell’umanità» (è la prima volta che il premio, uno dei più prestigiosi del mondo scientifico, viene assegnato non a un singolo individuo ma a una istituzione che opera nel settore della ricerca medica). Nello stesso mese è tra i quattordici grandi scienziati italiani che lanciano un appello in difesa del Servizio Sanitario Nazionale: «Parte delle nuove risorse deve essere impiegata per intervenire in profondità sull’edilizia sanitaria, in un Paese dove due ospedali su tre hanno più di 50 anni e uno su tre è stato costruito prima del 1940. Ma il grande patrimonio del SSN è il suo personale: una sofisticata apparecchiatura si installa in un paio d’anni, ma molti di più ne occorrono per disporre di professionisti sanitari competenti, che continuano a formarsi e aggiornarsi lungo tutta la vita lavorativa. Nell’attuale scenario di crisi del sistema, e di fronte a cittadini/pazienti sempre più insoddisfatti, è inevitabile che gli operatori siano sottoposti a una pressione insostenibile che si traduce in una fuga dal pubblico, soprattutto dai luoghi di maggior tensione, come l’area dell’urgenza» • A inizio gennaio 2025, a Roberta Scorranese che gli chiede Per uno scienziato come lei che cosa significa sfiorare i cento anni? risponde: «Mi sembra strano. Quando ero bambino già arrivare ai sessanta era un traguardo. Il punto è che noi italiani viviamo a lungo ma male. Abbiamo quattro milioni e mezzo di diabetici: con la prevenzione giusta sarebbero molti meno. Ma la medicina è diventata un mercato: tanti farmaci e spesso prescritti inutilmente. Nessuno spiega mai perché si prescrivano con disinvoltura terapie antibiotiche preventive. Il tema della resistenza agli antibiotici è serio: ogni anno provoca circa 12 mila morti in Italia». Come vede il futuro? «Per me ogni giorno è un gioco di equilibri tra la consapevolezza che l’indomani potrei non svegliarmi e la necessaria, benefica programmazione delle cose da fare a medio e lungo termine. Però, mi creda: ogni giorno oggi per me è un regalo».
631. Arrigo SACCHI Fusignano 1 aprile 1946. Allenatore di calcio • Campione del mondo col Milan nel 1989 e 1990, il 3 marzo 2020 esce Fragile, biografia del fuoriclasse olandese Marco Van Basten che di lui dice: «Non c’è mai stato feeling personale tra me e lui. Non mi ha mai dato l’impressione di essere onesto nei rapporti umani. Quando non era contento di come ci allenavamo, se la prendeva con i giovani, con i più deboli, che magari invece erano in testa a tirare il gruppo» • A fine maggio 2021, parlando del commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure occorrenti per il contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica COVID-19, 41. Francesco Paolo FIGLIUOLO, Massimo Gramellini scrive che alle prese con venti governatori che «oltre a non eseguire i suoi ordini, li vanificano con il disordine», «ricorda il quadratissimo Arrigo Sacchi alle prese con le bizze anarchiche di Van Basten» • A maggio 2022 interviene con 27. Romano PRODI e 202. Luciano VIOLANTE al Festival dedicato al Merito promosso a Pavia dal Collegio Ghislieri • 2023 - • Luglio 2024: vicecampione del mondo con la nazionale, a trent’anni dalla finale persa ai rigori col Brasile il 17 luglio 1994, Gramellini (Il falso Baggio) scrive: «C’è una fake news che resiste da molto prima che si parlasse di fake news, ed è che nell’estate del 1994 l’Italia perse la finale dei Mondiali contro il Brasile perché Baggio sbagliò il rigore decisivo. In questi giorni l’ha ribadita persino Sacchi, che pure dovrebbe essere a conoscenza dei fatti, dato che di quell’Italia era il c.t.. Lo stesso Baggio mostra di crederci, perché ha ripetuto più di una volta che quel tiro se lo sogna di notte. Ma se anche avesse segnato, il Brasile avrebbe avuto ancora un rigore a disposizione, affidato allo specialista Bebeto, che al 90 per cento (e mi tengo stretto) lo avrebbe realizzato» (vedi 306. Roberto BAGGIO) • A fine agosto 2025 la sua casa è tra quelle colpit dal nubifragio che investe la Romagna (oltre 70 millimetri di pioggia e raffiche di vento fino a 120 chilometri orari): «Un vero disastro, non ho memoria di un evento del genere. Stanotte non mi sono accorto di niente, anche perché dormivo. Tuttavia, al mio risveglio, vedendo tutto quello che è successo nella notte qui a Milano Marittima, mi ritengo decisamente fortunato se sono ancora vivo. È stato un evento traumatico senza precedenti. Non ho mai visto un disastro di queste proporzioni vicino alle case. Sapevo che i pini avevano radici superficiali, ma vederli così sradicati dal terreno, in maniera tanto “facile”, è qualcosa di inquietante».
632. Paolo BELLINI Reggio Emilia 22 giugno 1953. Terrorista • Il 31 luglio 2020, tra le Altre cose importanti si legge: «A 40 anni dalla strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980 un’intercettazione inedita accende una nuova luce sulla presenza di un possibile quinto attentatore sul luogo della strage: Paolo Bellini. La conversazione, molto tesa, tra la ex moglie e il figlio sul riconoscimento dell’uomo in un frammento video, si può ascoltare per la prima volta nel podcast Corriere Daily di oggi in cui Giovanni Bianconi ricostruisce tutta la vicenda» • Ex «primula nera» di Avanguardia nazionale, il 16 aprile 2021, quando si apre il nuovo processo che lo vede tra gli imputati, il pm di Bologna Umberto Palma introduce l’accusa dicendo: «La strage di Bologna fu finanziata dalla P2 e compiuta da elementi di estrema destra manovrati dai servizi deviati» • Considerato con 751. Francesca MAMBRO, 915. Luigi CIAVARDINI, 574. Giusva FIORAVANTI e 1013. Gilberto CAVALLINI uno degli esecutori dell’attentato che causò 85 morti e 200 feriti (il «quinto uomo»), il 25 febbraio 2022 la Procura generale di Bologna chiede per lui «l’ergastolo con isolamento diurno per tre anni». Il 6 aprile arriva la condanna all’ergastolo con un anno di isolamento diurno • Il 27 settembre 2023 è confermata in appello la condanna all’ergastolo di Cavallini, il «quarto uomo» (la condanna di primo grado era arrivata nel 2020, il la definitiva conferma della Cassazione arriverà il 25 gennaio 2025) • 2024 - • Condanna confermata in appello l’8 luglio 2024, a inizio gennaio 2025 nelle motivazioni si parla de L’alibi saltato. Marco Madonia: «Bellini ha sempre ribadito che non era presente a Bologna all’ora dello scoppio. Ha più volte detto che si trovava a Rimini in partenza per una vacanza in famiglia. Una ricostruzione smentita più volte nei procedimenti. Secondo i giudici, “non si è in presenza di un alibi semplicemente ‘fallito’, ma di un alibi appositamente preordinato ed apparentemente solidissimo e granitico in quanto egli, diverse ore prima della strage, si è fatto consegnare da terze persone lontane da Bologna una bambina (la nipote Daniela, ndr) con la quale si è poi fatto vedere da altre persone dopo la strage ancora lontano da Bologna”. Un alibi rivelatosi falso “per una circostanza assolutamente fortuita e imprevedibile”, vale a dire “un video girato da un turista straniero” per un ricordo famigliare. Il video, un filmato girato in Super 8 dal tedesco Harald Polzer, è divenuto noto agli inquirenti, spiega la Corte, “solo ed esclusivamente perché, diverso tempo dopo, il turista capì la possibile importanza del filmato”. Risulta “provato, senza ombra di dubbio, che l’anonimo ritenuto essere Paolo Bellini è stato ripreso da Polzer da bordo del treno pochi minuti dopo l’esplosione (avvenuta alle 10.25, ndr) e comunque sicuramente diverso tempo prima delle 11.05, ovvero prima che le carrozze non danneggiate dall’esplosione venissero rimosse anche per consentire i soccorsi”. Dal video Polzer e dal riconoscimento fatto dall’ex moglie di Bellini, Maurizia Bonini, della persona ritratta in tale video sul primo binario della stazione, è quindi “provato che Bellini era alla stazione di Bologna pochi minuti prima e pochi minuti dopo la micidiale esplosione”». Il primo luglio 2025 i giudici della sesta sezione della Cassazione rendono la condanna definitiva.
633. Roberto ANDÒ Palermo 11 gennaio 1959. Regista • Ad agosto 2020 in streaming Una storia senza nome «ritratto di una sceneggiatrice invisibile (Micaela Ramazzotti) che regala i suoi soggetti al cineasta in crisi Alessandro Gassmann e finisce in un mistero» (Paolo Baldini) • L’11 settembre 2021 è presentato fuori concorso al Festival di Venezia (sezione Fiction) Il bambino nascosto (nelle sale dal 4 novembre). Direttore del Teatro Mercadante-Teatro Nazionale di Napoli (dal 2019), negli stessi giorni firma un appello del mondo del teatro al ministro della cultura 28. Dario FRANCESCHINI per «avere l’indicazione di una data per misure meno restrittive sulla occupazione di sale e luoghi all’aperto» (la prima firmataria è Andrée Ruth Shammah, direttrice e regista del Franco Parenti di Milano, tra le tante adesioni quelle di 197. Toni SERVILLO, 120. Paolo SORRENTINO, 372. Mario MARTONE, 2222. Gabriele LAVIA, 2351. Stefania ROCCA, 6547. Giuliana DE SIO) • Il 27 ottobre 2022 nelle sale La stranezza: «Racconta l’incontro nella Sicilia del 1920 tra Luigi Pirandello poco più che cinquantenne (Toni Servillo) e due becchini-giullari (Ficarra & Picone) che stanno mettendo in scena la farsa La trincea del rimorso ovvero Cicciareddu e Pietruzzo. Sullo sfondo, il contestato debutto dei Sei personaggi in cerca d’autore al Valle di Roma il 9 maggio del 1921» • Il 10 maggio 2023 vince con Ugo Chiti e Massimo Gaudioso il David di Donatello per la sceneggiatura originale de La stranezza (nella categoria film gli è preferito Le otto montagne, nella regia 249. Marco BELLOCCHIO, Esterno notte). È il secondo David dopo quello del 2013 per la sceneggiatura di Viva la libertà • 2024 - • Il 27 agosto 2025, apertura dell’82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Paolo Mereghetti scrive che il cinema, italiano «non viene da un anno esaltante: qualche alto (Özpetek e Genovese, poi Nunziante, Siani, Salvatores, Soldini, Andò. Avrò dimenticato qualcuno ma le dita di due mani sono fin troppe) e invece molti bassi». A Emilia Costantini che gli chiede come giudica l’appello per il ritiro dell’invito ai due attori Gal Gadot e Gerard Butler, accusati di sostenere la politica di Israele a Gaza, risponde: «Devo fare una precisazione. In un primo momento avevo firmato un documento dove si specificava che Venezia dovesse essere un luogo in cui si manifestasse contro quanto sta avvenendo in Palestina: ero assolutamente d’accordo. Poi, c’è stato un ulteriore passaggio, ovvero la richiesta da parte degli artisti “Venice4Palestine” di escludere i due attori dalla manifestazione e penso che questo sia un errore».
634. MASSIMO RANIERI - Giovanni CALONE Napoli 3 maggio 1951. Cantante • A fine gennaio 2020 in streaming Odio l’estate «dolce ritorno di Aldo, Giovanni e Giacomo dopo il flop di Fuga da Reuma Park e un distacco di quattro anni. Tre famiglie costrette a condividere le vacanze in un’Italia ammaccata e chiassosa. Il nullafacente innamorato di Massimo Ranieri, il venditore di accessori per scarpe precisino e male organizzato e il dentista snob e stressato» (Paolo Baldini) • Il 27 luglio 2021 muore Gianni Nazzaro, «cantore dell’amore romantico, considerato il rivale di Massimo Ranieri»: nel 1987 non aveva superato le selezioni per il Festival di Sanremo con Perdere l’amore, canzone che lui avrebbe portato al successo l’anno dopo (nel 2014 Nazzaro si era fatto giustizia vincendo una puntata di Tale e quale show imitandolo nell’esecuzione del conteso brano) • Il 6 maggio 2022 cade dal palco mentre si esibisce in teatro a Napoli: portato all’ospedale Cardarelli, gli viene riscontrato un trauma lombo-dorsale, uno alla spalla destra e alcune ferite da suturare (lo ricoverano in osservazione) • L’8 febbraio 2023 si esibisce al 73° Festival di Sanremo con 276. AL BANO e 182. Gianni MORANDI • Il 30 novembre 2024 vengono presentati i big che parteciperanno al 75° Festival di Sanremo: «Nella categoria dell’eterno ritorno si piazzano Massimo Ranieri e Marcella Bella» (il 15 febbraio 2025 la sua Tra le mani un cuore finirà 23ª) • 2025 -.
635. Roger ABRAVANEL Tripoli (Libia) 27 luglio 1946. Saggista • 2020 - • A metà aprile 2021, tempi di pandemia da coronavirus, in un podcast del “Corriere Daily” spiega con Diana Cavalcoli che «nel momento in cui il mondo si ferma per un anno (e anche più) la selezione si fa ancora più dura» e per le startup diventa perciò decisivo il tasso di innovazione contenuto nel progetto • 2022 - • A fine febbraio 2023 scrive in un intervento sugli aiuti di Stato che «Il nostro vero problema non è quello del debito ma dell’innovazione». A inizio giugno analizza l’eterno anacronismo delle nomine nei Tg Rai: «La soluzione sarebbe delegare al cda la responsabilità della qualità e la “vera imparzialità” e sorvegliandola dall’esterno con l’aiuto delle authority» • A metà dicembre 2024 intervento sui rischi del neonegazionismo climatico • A metà luglio 2025 propone un un «piano Davignon» per l’auto europea.
636. Alessandro D’AVENIA Palermo 2 maggio 1977. Scrittore • Insegnante di lettere al liceo, esordio nel 2010 con Bianca come il latte, rossa come il sangue, Il 3 novembre 2020 esce il libro L’appello. A Roberta Scorranese che chiede troviamo una classe di alunni difficili e un professore cieco. Perché? risponde «Perché noi vediamo i ragazzi ma non li ascoltiamo, non li sentiamo. Se vogliamo cambiare davvero la scuola, dobbiamo partire da qui: restituire loro una presenza. E un nome. Una persona senza vista è in disarmo, la vita gli accade. E vede più di altri» • A fine ottobre 2021 Civil Week Lab, tre giorni di incontri e talk su giovani e futuro dopo la pandemia organizzata da Corriere Buone Notizie, Centro Servizi Volontariato di Milano, Forum del Terzo settore e Fondazioni di comunità milanesi (in collaborazione con Csv e Forum nazionali), comincia con la sua lectio C’ero una volta: il rischio di essere vivi • 2022 - • Il 19 settembre 2023 esce Resisti cuore. Scorranese: «Racchiude il suo senso profondo nel sottotitolo, L’Odissea e l’arte di essere mortali. Si contrappone così a un altro saggio dello scrittore e insegnante, L’arte di essere fragili, su Leopardi. È su questo confine tra la fragilità e la mortalità che si snoda la bellezza complessa di questo libro e, assieme, un importante momento di vita personale dell’autore. Partendo dal viaggio di Ulisse, D’Avenia indaga il tema del ritorno a casa, della scelta di vita, dell’eroe che (stanco eppure splendente di consapevolezza) intraprende il viaggio decisivo: diventare mortale. E, come tale, capace di amare e di essere amato» • A metà febbraio 2024, intervistato da Gianna Fregonara sulla linea dura del governo sulle occupazioni delle scuole, dice: «Le occupazioni ci sono da tanti anni e rientrano nel paradosso degli amori traditi che portano alla violenza: non mi hai dato quel che mi aspettavo e io distruggo tutto. Negli anni è diventato un cliché, un rituale che mima un desiderio di cambiamento ma non ottiene nulla. Se io studente occupo perché voglio portare nella scuola il mondo di fuori, non posso farlo chiudendola agli altri» • 2025 -.
637. Gerry (Virginio) SCOTTI Camporinaldo 7 agosto 1956. Conduttore televisivo • Il 16 novembre 2020 esce dall’ospedale dopo 10 giorni di ricovero al Covid Center dell’Humanitas di Rozzano. Tornato a casa confida che «le due grandi paranoie» sono arrivate prima al tampone positivo («Quando ho sentito quella parola mi è sembrato improvvisamente di essere al di là del Muro di Berlino»), poi quando ne hanno chiesto il ricovero («Sono diventato verde, ho sudato freddo. Io li vedevo tutti, vedevo 24 persone immobili, intubate, come nei film di fantascienza») • A metà aprile 2021 lui e Michelle Hunziker sono «colpiti da una maxi campagna hater» dopo aver «fatto gli occhi a mandorla e detto qualche parola con la elle al posto della erre» parlando di Cina a Striscia la notizia. Ricordato che «per vent’anni sono stato descritto come il presentatore cicciottello e pelato», intervistato da Chiara Maffioletti riflette: «Io ho diversi amici cinesi e nessuno mi ha detto nulla. Se ho offeso allora ho sbagliato, ma anche io vorrei dire di non lasciarsi strumentalizzare da chi semina odio. E di stare anche attenti all’obbligo del politicamente corretto che sta investendo la comunicazione: mi spaventa, suona dittatura, di fascismo» • Inizi come presentatore radiofonico («mi sembrava il massimo», «quello volevo fare»), poi in tv con Festivalbar («Nell’87 entrai all’Arena di Verona per fare la pubblicità delle patatine. Dagli spalti si alzò un boato. Il patron Salvetti mi convocò: l’anno prossimo conduci tu»), La sai l’ultima?, Buona Domenica, Il Quizzone, Chi vuol esser Milionario?, La Corrida, Paperissima, Italia’s Got Talent, a fine novembre 2022, sempre intervistato da Maffioletti, dice che «recitare mi piaceva» e confessa due rammarichi: «Enzo Garinei, sapendo che il mio mito è Johnny Dorelli, mi chiese di fare in grande Aggiungi un posto a tavola. Mi pareva una cosa enorme e non ho avuto nemmeno il coraggio di rispondergli, non me lo perdono. Un altro grande che si era inventato una cosa per me era Bud Spencer: avrei pagato, anche in quel caso, per accettare ma erano proposte che mi avrebbero portato via mesi, come potevo?» • A gennaio 2023 Massimo Gramellini, parlando di 38. FEDEZ, racconta che «quando Gerry Scotti gli parlò del regista Giorgio Strehler, triestino di nascita ma uno dei milanesi più famosi del Novecento, il milanese Fedez, che ne ignorava l’esistenza, se ne uscì con un’altra risata: “Chi cazzo è Streller, raga?”» • A maggio 2024, conduttore de La Ruota della Fortuna per il centenario di Mike Bongiorno, intervistato da Renato Franco spiega: «In comune abbiamo il rispetto del lavoro, della gente, una forma di curiosità mai sopita. Seguo il suo linguaggio nella tutela dello sponsor e della réclame come lui ci ha insegnato. Diceva sempre: queste persone ci portano i soldi e gli devi voler bene». A fine ottobre, mentre è su Canale 5 anche con Tú sí que vales e Io Canto generation, esce per Rizzoli Quella volta, libro in cui ha raccolto «i suoi ricordi e quelli di tutti noi». Stavolta a intervistarlo è Giovanna Cavalli, che gli rammenta quando in sua presenza Silvio Berlusconi commentò «Questo qui ha la faccia del mio ragioniere della Brianza»: «Non so se fosse un complimento. Anni dopo, al funerale di Vianello, mi confidò: “Quando vedo la tua faccia in tv mi sento a casa”» • 2025 -.
638. Alberto BAGNAI Firenze 10 dicembre 1962. Politico • Dal 2018 senatore della Lega, il primo luglio 2020 Francesco Verderami lo definisce «ideologo di sfondamento contro l’Europa», il 24 settembre, dopo che ha preso il posto di 250. Claudio BORGHI come responsabile del “dipartimento economia” del partito, Gianluca Mercuri usa il termine «eurofobo» • A fine luglio 2021, Dario Di Vico (La Lega e quella strana vocazione minoritaria) scrive: «Osservando gli avvenimenti degli ultimi giorni legati alle mobilitazioni no vax colpisce l’ostinazione della Lega, e soprattutto del suo leader Matteo Salvini, nel coltivare il consenso di minoranze sicuramente agguerrite ma residuali ai fini dell’esito della transizione politica italiana. Era avvenuto già con i no euro, protetti fino all’inverosimile e corteggiati financo tramite le promozioni-civetta di Alberto Bagnai e Claudio Borghi, e sta accadendo grosso modo la stessa cosa con gli attivisti refrattari alla vaccinazione» • Il 25 settembre 2022 è eletto alla Camera nel collegio uninominale di Chieti, a fine ottobre è il primo firmatario del progetto di legge che vuole alzare il tetto del contante da 2 mila a 10 mila euro • A fine febbraio 2023 è con Andrea Paganella e 1680. Giulio CENTEMERO tra i leghisti che trattano con Fratelli d’Italia e Forza Italia le nomine nelle società pubbliche • A metà febbraio 2024 presenta un emendamento al decreto Milleproroghe che proroga di 6 mesi, fino al 31 dicembre, la sospensione delle multe per chi ha violato l’obbligo di vaccinazione per il Covid • 2025 -.
639. Fabrizio GIFUNI Roma 16 luglio 1966. Attore • A dicembre 2020 in streaming La belva di Ludovico Di Martino: «Forte di un inedito Fabrizio Gifuni, racconta il problematico reinserimento del reduce Leonida dopo molte missioni di guerra. Prigioniero degli psicofarmaci, non riesce a staccarsi dall’incubo. Ma quando viene rapita la figlia, torna il guerriero vendicatore» (Paolo Baldini) • Il 22 giugno 2021, candidato al Nastro d’argento per La belva (protagonista) e Lei mi parla ancora (non protagonista) gli vengono preferiti 905. Kim ROSSI SUART (Cosa sarà) e 1517. Massimo POPOLIZIO (I predatori). L’8 ottobre nelle sale La scuola cattolica di 563. Stefano MORDINI, tratto dal bestseller di 442. Edoardo ALBINATI (premio Strega 2016, racconta l’ambiente romano in cui maturò il delitto del Circeo): udito il professore di teologia da lui interpretato che dinnanzi a un dipinto di Gesù picchiato da sei uomini afferma «chi fa del male, lo fa anche a se stesso», la Commissione per la classificazione delle opere cinematografiche vieta la visione ai minori di 18 anni perché «il film presenta una narrazione filmica che ha come suo punto centrale la sostanziale equiparazione della vittima e del carnefice» («Pensavo fosse uno scherzo, ma è scritto nero su bianco», è il suo commento) • Il 18 maggio 2022 nelle sale la prima parte di Esterno Notte di 249. Marco BELLOCCHIO (il 9 giugno la seconda), racconto dei 55 giorni del sequestro di Aldo Moro • Il 10 maggio 2023 l’interpretazione del presidente della Dc gli vale il secondo David di Donatello (il primo nel 2014 per Il capitale umano), il 17 giugno il Nastro Grandi serie • A marzo 2024, nell’ambito della celebrazione degli 80 anni dalla strage delle Fosse Ardeatine, organizza con 31. Maurizio LANDINI, 145. Nanni MORETTI e 243. Elio GERMANO una Staffetta antifascista in bicicletta. Il 7 settembre è presentato fuori concorso in anteprima all’81ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia Il tempo che ci vuole di Francesca Comencini (il 7 settembre esce nelle sale; il 16 giugno 2025 gli varrà il terzo Nastro dopo quelli del 2004 per La meglio gioventù e 2014 per Il capitale umano, il 7 maggio 2025, candidato al David, gli sarà preferito Germano, Berlinguer - La grande ambizione) • 2025 -.
640. Enrico “Chico” FORTI Trento 8 febbraio 1959 • Pluricampione italiano di windsurf, condannato all’ergastolo per un omicidio avvenuto il 15 febbraio 1998 in Florida (vittima Dale Pike, figlio di Anthony dal quale stava acquistando un Hotel di Ibiza) di cui si è sempre dichiarato innocente, alla vigilia del Natale 2020 si legge che finirà di scontare la pena in Italia. Il ministro degli esteri 11. Luigi DI MAIO parla di «Un risultato che premia un lungo e paziente lavoro politico e diplomatico» • Il 7 gennaio 2021 la Farnesina conferma di aver avviato l’iter per il nulla osta al trasferimento. A marzo Di Maio annuncia «È stato trasferito in un altro penitenziario americano, dove si collocano i detenuti in attesa di trasferimento», poi qualcosa s’inceppa. La ministra della giustizia 33. Marta CARTABIA prosegue un dialogo con la controparte americana che il 5 novembre culmina con la missione a Washington • 2022 - • 2023 - • Passati tre anni abbondanti in attesa di sviluppi, il primo marzo 2024 1. Giorgia MELONI dichiara: «Sono felice di annunciare che dopo 24 anni di detenzione negli Stati Uniti è stata appena firmata l’autorizzazione al trasferimento in Italia di Chico Forti. Un risultato frutto dell’impegno diplomatico di questo governo, della collaborazione con il governo dello Stato della Florida e con il Governo federale degli Stati Uniti che ringrazio. È un giorno di gioia per Chico, per la sua famiglia, per tutti noi. Lo avevamo promesso, lo abbiamo fatto e ora aspettiamo Chico in Italia». Il 18 maggio arriva in Italia, dopo un passaggio a Rebibbia è trasferito nel carcere Montorio di Verona. Gianluca Mercuri: «Il suo avvocato prevede che già entro l’anno gli sarà riconosciuta la libertà vigilata e ed entro 5 sarà completamente libero». A inizio luglio Una nuova indagine intorno a Chico Forti: un detenuto del carcere di Montorio sostiene che gli avrebbe chiesto di contattare qualche ’ndranghetista per mettere a tacere 308. Marco TRAVAGLIO, 550. Selvaggia LUCARELLI e una terza persona. In cambio Forti gli avrebbe promesso un aiuto futuro, non appena riuscirà a ottenere la libertà. Fesseria o cosa seria? Il capo della Procura Raffaele Tito taglia corto: «Confermo l’indagine, abbiamo già avvertito le istituzioni e sentito tutti i possibili protagonisti. Per noi naturalmente non è una fesseria ma non aggiungo altro». Travaglio e Lucarelli si erano indignati per l’accoglienza al suo sbarco a Roma: «Ciascuno è libero di dubitare della colpevolezza ma per la giustizia americana Chico Forti è un assassino... — aveva spiegato il primo — Per tornare in Italia Forti ha dovuto accettare la sentenza di condanna. E la Corte d’Appello di Trento ha dovuto riconoscere la sentenza americana cosicché da quel momento è un assassino anche per la giustizia italiana. La Meloni fa due cose che non si sono mai viste: primo manda a prendere Forti con un Falcon dell’aeronautica militare, secondo lo accoglie all’aeroporto come un Papa, un capo di Stato, un eroe nazionale...». Intervistata da “La Stampa”, Lucarelli dichiara: «È bizzarro che in questa storia si riveli un modus operandi di Chico Forti. Anche anni prima, secondo un informatore della polizia americana, aveva chiesto di trovare un sicario per far fuori un avvocato di Miami». Lui si mostra sconcertato dall’accusa («Non ho mai detto né pensato una cosa del genere») • 2025 -.
641. Stefano MERLER Trento 13 dicembre 1968 • Ricercatore della Fondazione Bruno Kessler di Trento che quotidianamente fa i conti per il ministero della Salute e l’Istituto superiore di Sanità, a novembre 2020 è noto come «l’epidemiologo-matematico che ha previsto tutto fin da febbraio»: il 21 Gianluca Mercuri, dopo averlo definito «il più decisivo, con i suoi studi impeccabili, tra gli esperti che stanno pilotando le nostre vite» definisce l’intervista con Simona Ravizza la «più importante di questi mesi» • A fine aprile 2021 Ravizza ribadisce che addetto ai conti per l’Istituto superiore di Sanità e il ministero della Salute da febbraio 2020 «li ha azzeccati tutti». A fine maggio è «lo studioso che da 15 mesi fornisce senza sbagliare i dati su cui esperti e politici maturano orientamenti e decisioni» (Mercuri) • 2022 - • A inizio marzo 2023, «la politica è in pieno scompiglio per i reati di epidemia colposa aggravata, omicidio colposo plurimo e rifiuto di atti di ufficio contestati dalla Procura di Bergamo a 19 persone» tra cui l’ex presidente del Consiglio 3. Giuseppe CONTE, l’ex ministro della Salute 15. Roberto SPERANZA, il presidente della Lombardia 19. Attilio FONTANA, l’ex assessore regionale 203. Giulio GALLERA, «nel mirino, le decisioni prese sul Covid nei primi giorni del marzo 2020». Si torna perciò a parlare de Il «piano Covid» di Stefano Merler, «il geniale ricercatore» «autore dei modelli matematici che per tutta la pandemia hanno fatto da base alle decisioni dei governi su chiusure e aperture». Mercuri: «Non però in quella fase iniziale, quando Merler non fu ascoltato. Il 27 febbraio 2020 mandò una mail alla Regione Lombardia in cui illustrava con grafici la situazione epidemiologica di Alzano e Nembro: una situazione catastrofica, pur con dati “ancora molto sottostimati”, e del tutto simile a quella del Lodigiano, che era diventato zona rossa (come Vo’ Euganeo, in Veneto) dal 23 febbraio. La mail fu ignorata, la zona rossa in Val Seriana non scattò (e da allora è iniziato il rimpallo di responsabilità tra Fontana e Conte)». Ormai considerato «fra i massimi esperti mondiali di modelli epidemiologici», Luca Angelini scrive che già prima di Natale 2019 aveva iniziato a studiare la diffusione del Covid in Cina e ai primi di febbraio 2020, prima dell’individuazione del “paziente 1” aveva fatto presente che «data l’alta trasmissibilità del virus (R0 = 2.6, dai dati cinesi), anche mettendo in campo interventi che riducono molto la trasmissibilità ma non eliminano del tutto la malattia, l’impatto sul sistema sanitario potrebbe essere devastante» • 2024 - • 2025 -.
642. Luca RICHELDI Modena 30 marzo 1963. Pneumologo • Direttore dell’Unità di Pneumologia al Gemelli di Roma, presidente della Società italiana di pneumologia, componente del Comitato tecnico-scientifico, a inizio agosto 2020 avverte che «non è rassicurante» sapere che il 2,5% della popolazione, equivalente a 1 milione 482 mila italiani, hanno avuto un contatto con il coronavirus in 4 mesi di pandemia, «piccolo» numero che nasconde molte insidie se col virus si vuol sottoscrivere un patto di non belligeranza: «La gran parte della popolazione non si è contagiata ed è a rischio. Siamo lontani anni luce dall’immunità di gregge, ossia dallo scudo creato dal fatto di essere circondati da persone che già si sono infettate. Ecco perché bisogna continuare più che mai a rispettare le regole: mascherina, igiene delle mani, distanza di un metro». A inizio novembre spiega che «il difficile è prevedere il futuro guardando il passato visto che i dati fotografano contagi avvenuti in media due settimane prima rispetto a quando vengono analizzati. Le epidemie si diffondono rapidamente e si estinguono molto lentamente. Prepariamoci a una maratona» • A inizio marzo 2021 individua il rischio «Nella stanchezza degli italiani a sopportare una situazione così difficile. I bollettini quotidiani sono uno strazio e può esserci l’involontaria tendenza ad abbassare la guardia, a non indossare correttamente le mascherine, ad invitare a casa gli amici. C’è il rischio di dimenticare, trascinati dallo sconforto di non vedere ancora la fine» • A metà gennaio 2022 intravede un cammino meno accidentato: «Sembra che il virus si stia trasformando in quello che avremmo voluto all’inizio della pandemia, quando ancora non lo conoscevamo. Speriamo diventi responsabile di infezioni simili all’influenza stagionale. Una variante meno aggressiva (come pare sia Omicron) troverà una popolazione in gran parte immune, grazie alle vaccinazioni o per l’immunità indotta dall’infezione. In più avremo test rapidi sempre più accurati e farmaci sempre più efficaci. Così il Covid potrebbe essere declassato a un’influenza» • 2023 - • 2024 - • 2025 -.
643. Gianni AMELIO Magisano 20 gennaio 1945. Regista • Il 9 gennaio 2020 esce nelle sale Hammamet. Paolo Mereghetti: «È un film su Craxi. O forse non lo è. Meglio: forse non lo vuole essere». A Ciak dichiara: «Non ho mai votato per il Partito Socialista o simpatizzato per Bettino Craxi quando era in vita». Paolo Baldini parla di «diario romanzato del declino di Bettino Craxi nell’esilio tunisino. Il rapporto con la figlia, la dissoluzione del partito, il senso della politica, gli incontri con i sodali, i nani e le ballerine. Gianni Amelio è però interessato soprattutto ai tormenti dell’uomo di potere che inciampò su se stesso». Il 6 luglio, candidato al Nastro d’argento, nella categoria film (premio vinto nel 2017 per La tenerezza) gli è preferito Favolacce di 715. Damiano D’INNOCENZO e 716. Fabio D’INNOCENZO, come regia (1991 Porte aperte, 1993 Il ladro di bambini, 1995 Lamerica, 2005 Le chiavi di casa, 2017 La tenerezza) 284. Matteo GARRONE (Pinocchio) • Il 6 settembre 2022 presenta a Venezia, in concorso, Il signore delle formiche, racconto del processo al poeta, scrittore e drammaturgo Aldo Braibanti che, accusato di plagio ai danni di un giovane con cui conviveva a Roma, nel 1968 fu condannato a nove anni di prigione. Mereghetti parla di «un ritratto culturale e generazionale che Amelio conosce bene perché lo subì anche sulla propria pelle e che il film racconta senza una sbavatura, senza cedere al ricatto della lacrima o della rabbia». Lui dichiara: «Essere gay per tanti è ancora un tabù o una malattia» (candidato al David di Donatello per film e regia, doppietta realizzata nel 1992 con Il ladro di bambini, il 10 maggio la giuria preferirà Le otto montagne e 249. Marco BELLOCCHIO, Esterno notte; candidato al Nastro nella categoria film, il 20 giugno gli sarà preferito Rapito, altra opera di Bellocchio) • 2023 - • Il 31 agosto 2024 viene presentato alla 81ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia (dove nel 1998 vinse il Leone d’oro per Così ridevano) Campo di battaglia (candidato con Alberto Taraglio al David di Donatello per la sceneggiatura originale, il 7 maggio 2025 gli saranno preferiti 264. Valeria GOLINO & C., L’arte della gioia) • 2025 -.
644. Maria Dolores COLLEONI Pensionata • 2020 - • 2021 - • Moglie di 191. Antonio PANZERI, ex eurodeputato del Pd e di Articolo 1, il 9 dicembre 2022, quando il marito viene arrestato nell’inchiesta sulle sospette tangenti dal Qatar, finisce ai domiciliari con la figlia 566. Silvia PANZERI nella casa di Calusco D’Adda (Bergamo), dove la Guardia di Finanza si dice abbia trovato 17 mila euro in contanti. Il 19, accogliendo la richiesta del mandato d’arresto europeo firmato dal giudice di Bruxelles Michel Claise (è accusata di concorso in associazione per delinquere, corruzione e riciclaggio), la Corte d’Appello di Brescia dà il via libera alla sua consegna alle autorità belghe: «per certe stranezze della giustizia che si fatica a capire», è invece accettata la richiesta della figlia di accertare prima della decisione «lo stato delle carceri belghe» • Il 25 gennaio 2023 arriva la notizia che il Belgio rinuncia alla sua consegna e a quella della figlia, il 26 le due tornano in libertà. A fine settembre i legali del padre sostengono che, interrogato senza avvocato, avrebbe fatto le ammissioni sul Qatargate in cambio della promessa della loro liberazione • A dicembre 2024 302. Francesco GIORGI, ex assistente del marito, accusa gli inquirenti belgi di aver costruito un caso inesistente: Panzeri sr., spiega, «rischiava 15 anni che con il patteggiamento sono stati ridotti a meno di un anno a scapito della verità. Ha accusato altri sotto pressione sapendo che la libertà della moglie e della figlia dipendeva da questo. Le sue ammissioni sono infondate» • 2025 -.
645. Alessandra MAIORINO Roma 24 luglio 1974. Politica • 2020 - • 2021 - • 2022 - • Dal 2018 senatrice del Movimento 5 Stelle (vicecapogruppo), a fine febbraio 2023, quando durante una puntata di Belve (Rai2) 18. Ignazio LA RUSSA dice a 370. Francesca FAGNANI «Accetterei con dispiacere la notizia di un figlio gay: come se fosse milanista» commenta: «Per molti genitori avere un figlio gay non è un dispiacere ma è certo una preoccupazione, proprio perché esistono persone come Ignazio La Russa che si lasciano andare a commenti offensivi». In vista del primo maggio, promette battaglia: «Il governo festeggia il lavoro smantellando il reddito di cittadinanza e il decreto Dignità. Ci opporremo in ogni sede». A inizio luglio, quando il ministro 43. Roberto CALDEROLI riceve una lettera con cui 194. Giuliano AMATO, Franco Gallo, Alessandro Pajno e Franco Bassanini lasciano il comitato per «l’individuazione dei livelli essenziali delle prestazioni» istituito per trovare «coperture» bipartisan al disegno di legge sull’autonomia differenziata delle Regioni (organismo presieduto da 124. Sabino CASSESE, avevano già lasciato i dem 202. Luciano VIOLANTE e 1163. Anna FINOCCHIARO), parla di «Un requiem per quel provvedimento» • A metà settembre 2024, quando Rainews trasmette integralmente un video di quattro minuti in cui 2. Matteo SALVINI attacca i magistrati di Palermo che hanno chiesto sia condannato a sei anni di carcere per il sequestro di 147 migranti della Open Arms, dichiara: «Si rende conto il ministro di essere sovversivo? Il suo video ha la stessa valenza dell’assalto a Capitol Hill». A metà novembre, quando il tribunale di Roma «boccia», come già a fine ottobre, il trasferimento di migranti in Albania, attacca: «Meloni metta fine alla sua costosissima farsa» • A metà settembre 2025 dichiara che 7. Antonio TAJANI «Agisce come un influencer prezzolato da Israele» (il ministro degli esteri piuttosto offeso, precisa che ha detto «agisce come», non «è»).
646. ELENA FERRANTE Scrittrice • 2020 - • 2021 - • A metà gennaio 2022, in tv la serie tratta da L’amica geniale (libro uscito il 14 ottobre 2011), 834. Marco MISSIROLI, 586. Silvia AVALLONE, 1527. Giulia CAMINITO e 2033. Teresa CIABATTI riflettono sul suo grande successo (titolo del servizio pubblicato su “7”: Quattro volte pazzi per Elena Ferrante). A inizio marzo Paolo Di Stefano parla de «l’avventura che Sandro Ferri racconta in un memoir, L’editore presuntuoso, pubblicato da e/o, la stessa casa editrice protagonista del libro. Per chi non ne sa nulla, basti dire che si parte da un monolocale in affitto, si attraversa il purgatorio dei debiti e dei conti bancari aperti e si arriva a Parigi e a New York con i bestseller mondiali di Elena Ferrante». Il 7 aprile esce nelle sale La figlia oscura, film presentato in anteprima il 3 settembre 2021 alla 78ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia che Maggie Gyllenhaal ha tratto dal suo libro uscito il 31 marzo 2015. A fine dicembre, intervistata per “7” in vista dell’uscita della serie tv che 1717. Edoardo DE ANGELIS ha tratto da La vita bugiarda degli adulti (libro uscito il 7 novembre 2019), 322. Paolo GIORDANO ricorda che ha usato un termine più interessante di trasposizione: ha parlato di «filiazione»: «Forse la parola è intimamente inserita in quell’intreccio tra dentro e fuori che anima i nostri organismi, sicché i suoi usi letterari esprimono come niente altro la condizione più segreta, più enigmatica, dell’animale umano. I libri quindi sono stimoli potenti per chiunque, la lettura smuove mondi interiori, li feconda, genera altri libri, opere d’arte, film. Non c’è da stupirsi, perciò, se il cinema fa da sempre ricorso alla narrativa. Il racconto per immagini è figlio della scrittura, che sia scrittura di una cronaca, di un racconto, di un romanzo di pregio o di consumo, di un soggetto o di una sceneggiatura. Va sottolineato piuttosto che nessun film esaurisce la sventagliata di suggestioni che offre costituzionalmente la scrittura letteraria con la sua plurivocità» • Il 4 gennaio 2023 La vita bugiarda degli altri va in streaming su Netflix. 264. Valeria GOLINO, che interpreta zia Vittoria, ha confidato: «È libera, bugiarda, tenera e arcigna, non è attaccata ai soldi, e teneva solo a quel braccialetto. Ha qualcosa di selvatico, carnale, arcaico. Mi è capitato raramente un personaggio così» • A metà luglio 2024 Massimo Gramellini (Elena chi?) scrive: «L’italiana più conosciuta al mondo è una sconosciuta. Ma adesso che una giuria larghissima del New York Times ha votato L’amica geniale miglior romanzo del nuovo secolo (preferendolo ad altri libri memorabili come L’anno del pensiero magico di Joan Didion e La strada di Cormac McCarthy) molti pretendono che Elena Ferrante riveli finalmente il suo volto. Si tratti di una donna, di un uomo o di una coppia, le dimensioni planetarie del fenomeno sembrano reclamare il suo ingresso tardivo nel club degli Ego Arroventati, di cui fanno parte coloro che ambiscono a essere riconosciuti per strada o almeno dai propri followers. La tentazione è forte: copertina di Time, intervista da Oprah, dirette social (“Qual è la sua pizza preferita?” “Preferisce Biden o Trump?” “Che cosa pensa Lila Cerullo dell’intelligenza artificiale?”). E poi: un contratto a Hollywood, un seggio in Parlamento e un selfie con Sinner (titolo originalissimo: “L’amico geniale”). Ma anche una polemica con Sgarbi. Gli auguri portafortuna di Salvini. E l’articolo invidiosetto di qualche collega che la accuserà di aver copiato da lui... Tenga duro, Ferrante, e rimanga a scrivere nell’ombra. Come fa dire Sorrentino a uno dei suoi personaggi: “Lo scrittore più importante degli ultimi 20 anni? Salinger. Il regista? Kubrick. L’artista? Banksy. Il gruppo di musica elettronica? I Daft Punk. La più grande cantante italiana? Mina. Il filo invisibile che lega questi personaggi? Nessuno di loro si lascia fotografare”». NdA (da intendere come “Nota d’Autore”, si sa mai qualcuno pensasse all’NDA, Non-Disclosure Agreement, che in italiano si traduce accordo di riservatezza, patto di non divulgazione o accordo di confidenzialità): se prendiamo per buona la data di nascita 5 aprile 1943 (come fanno in molti) allora restano pochi dubbi: i sospettati Anita Raja e 933. Domenico STARNONE (moglie e marito che lavorerebbero in coppia, lui dedicandosi all’editing finale) sono nati il 5 aprile 1953 e il 15 febbraio 1943: più chiaro di così... • 2025 -.
647. Donatella TESEI Foligno 17 giugno 1958. Politica • Leghista, dall’11 novembre 2019 presidente della Regione Umbria, il 24 ottobre 2020 si legge (Il pressing delle Regioni e degli scienziati: «Serve un nuovo lockdown») che «vieta gli assembramenti nei cimiteri il 2 novembre e, a partire da domani, la domenica, sospende i campionati dilettantistici e chiude mercati, centri commerciali e negozi di ogni tipo, tranne farmacie, edicole, tabaccherie» • 2021 - • Il 19 luglio 2022, Il dilemma di Salvini, «la Lega è divisa tra governisti ed “elezionisti”. Tra i primi spiccano i sei governatori (Zaia, Fedriga, Fontana, Tesei, Solinas e Fugatti), fermati dal capo prima che formalizzassero il sostegno a Draghi. Tra chi spinge per il voto, invece, ci sarebbero la “base” e molti parlamentari» (il 21 4. Mario DRAGHI presenta le dimissioni) • 2023 - • A fine febbraio 2024 2. Matteo SALVINI è in un strana posizione: «In Sardegna ha preso un’atra sberla: meno del 4% dei voti e il suo governatore uscente, Christian Solinas, nemmeno ricandidato per volontà di Meloni. Ma proprio per questo può rinfacciare la sconfitta alla premier. E chiederle di svoltare ricandidando d’ora in poi tutti gli uscenti. Per la Lega vuol dire rinunciare alla pretesa di sostituire il forzista Vito Bardi in Basilicata. Ma cosi può difendere la sua Donatella Tesei in Umbria». In breve arriva un comunicato congiunto Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Noi Moderati e Udc: «I presidenti di Basilicata, Piemonte ed Umbria che hanno ben governato saranno i candidati di tutto il centrodestra unito ai prossimi appuntamenti elettorali regionali». Il 24 giugno suona un campanello d’allarme: Perugia torna al centrosinistra, 52,12 % per Vittoria Ferdinandi, candidata civica del centrosinistra, sconfitta Margherita Scoccia, in quota Fratelli d’Italia, assessora all’Urbanistica nella giunta del sindaco uscente Andrea Romizi. Il 18 novembre è sconfitta da Stefania PROIETTI, 51,13% a 46,17% (nel 2019 aveva vinto con 20 punti di distacco, la Lega crolla dal 37% al 7,7%). Francesco Verderami: «La sconfitta in Umbria è attribuita a una carenza nella capacità di amministrare il territorio: carenza che non è stata colmata dallo sforzo di tutto il governo, che ha sostenuto la campagna elettorale di Tesei» • 2025 -.
648. Federico PIZZAROTTI Parma 7 ottobre 1973. Politico • Dal 25 maggio 2012 sindaco di Parma, primo eletto dal Movimento 5 Stelle in un capoluogo di provincia, il 26 gennaio 2020, voto per la Regione Emilia-Romagna a pochi giorni dalle dimissioni di 11. Luigi DI MAIO da capo politico, si dice che comunque vada «si aprirà il dibattito sul ruolo del Movimento 5 Stelle, che proprio in Emilia Romagna aveva conquistato i suoi primi comuni (su tutti il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, ora fuoriuscito)» • 2021 - • Il 27 giugno, al ballottaggio, è eletto sindaco di Parma Michele Guerra, già assessore nella sua giunta. Lui commenta: «Parma ha scelto il futuro, lascio il timone a un parmigiano che saprà al meglio esprimere il valore di essere il Primo Cittadino. Sono felice che Parma abbia fatto la scelta giusta. Ora inizia un nuovo capitolo, le parole sono tante, e le emozioni sono le stesse del primo giorno, ma la felicità è al massimo. Ho ereditato una città sull’orlo del baratro, la lascio come una delle città più solide dal punto di vista economico e finalmente pronta alle sfide di domani». A inizio agosto si legge che sta lavorando «alla “Lista civica nazionale”, che non avrà bisogno di raccogliere le firme grazie a Italia viva di Renzi, ma sarà in coalizione con Letta, il quale probabilmente lo candiderà in un collegio uninominale». Dopo che ha rifiutato di confluire nella lista promossa da Di Maio e 502. Bruno TABACCI, si parla di un “partito dei sindaci” alleato con 6. Matteo RENZI. Il 10 Maria Teresa Meli spiega che «al di là della diffidenza e alle volte anche dell’antipatia che Renzi e Calenda nutrono uno nei confronti dell’altro, la questione da dirimere riguarda la spartizione delle candidature. Si sta trattando sullo schema 60 per cento (ad Azione) a 40 (Italia viva), poi ognuno dei due partiti devolverà una piccola parte della sua quota alla lista di Federico Pizzarotti». Il 23 si legge che con l’ex sindaco di Milano 338. Gabriele ALBERTINI «si sono trovati sbarrate le porte dell’alleanza di Calenda e Renzi»: «La mia partecipazione alle elezioni politiche del 25 settembre finisce qui, cioè non inizia. Non sarò candidato, non ci sono stati spazi seri nel progetto del Terzo Polo per candidature non direttamente collegate ad Azione e Italia Viva. La scelta “conservativa” e poco coraggiosa è stata quella di “salvare l’attuale dirigenza” senza aprirsi a rappresentanti dei territori e di persone che potessero far crescere questo nuovo soggetto. Non c’è stato posto per Gabriele Albertini, non c’è stato posto per Federico Pizzarotti e per altre figure che pure avrebbero a mio parere offerto un importante contributo e un messaggio di apertura e pluralità. Non è stato così, purtroppo le fusioni a freddo realizzate in due settimane hanno queste conseguenze». E poi: «Qualcuno pensa che io abbia sbagliato ad aprire con generosità e senza “garanzie preliminari” al Terzo Polo. Io ho compiuto una scelta parlando con i suoi promotori, dai quali ho ricevuto un caloroso benvenuto. Oltre la parola e una stretta di mano, non mi sembrava servissero altre rassicurazioni. Avevano specificato che una parte delle candidature sarebbe stata aperta, un 10% avevano riportato i giornali, l’effetto reale è stato avere solo due proposte», «Non avevo chiesto e non mi aspettavo una candidatura “blindata” (da sindaco ho sempre faticato per guadagnarmi le cose) ma solo di essere messo nelle condizioni di poter gareggiare seriamente e di poter concretizzare una rappresentanza adeguata della lista civica nazionale. Non sono stati in grado di fare proposte serie e ho dovuto a malincuore ritirare la mia candidatura» • 2023 - • Dal 26 febbraio 2023 presidente di +Europa, a fine gennaio 2024 si dice pronto a candidarsi alle europee. A metà aprile decide di lasciare la formazione di 92. Emma BONINO e di candidarsi alle Europee con Azione. Motivo principale: l’alleanza di +Europa con Italia Viva e dunque, dice, la «contaminazione» con 573. Salvatore CUFFARO, la Nuova Dc e 261. Clemente MASTELLA. Il 9 giugno a causa del mancato superamento della soglia di sbarramento (4%) della lista, non viene eletto • 2025 -.
649. Giorgio DIRITTI Bologna 21 dicembre 1959. Regista • Il 21 febbraio 2020 viene presentato in anteprima al Festival internazionale del cinema di Berlino Volevo nascondermi. A metà agosto Paolo Mereghetti scrive: «Il dramma di un uomo che si sente condannato all’infelicità, timoroso e insicuro persino quando tutti vorrebbero applaudirlo (come nella scena dell’esposizione a Roma, da cui fugge impaurito). Il Ligabue che Giorgio Diritti ha affidato a uno straordinario Elio Germano e che esce in questi giorni (dopo che il lockdown aveva soffocato una prima uscita sull’onda degli applausi al Festival di Berlino) non è certo una riscoperta del pittore naïf già magistralmente interpretato da Flavio Bucci in un ormai lontano 1977. Piuttosto è lo specchio doloroso fin ai limiti della crudeltà di un uomo che si sente schiacciato dalle proprie “imperfezioni” (fisiche, mentali, inconsce) e che prova a lottare per dar forma ai propri sogni. Come è il cammino, più o meno tortuoso, di ogni artista» • L’11 maggio 2021 Volevo nascondermi gli vale il David di Donatello per il miglior film e la migliore regia (il primo l’aveva già ricevuto nel 2010 per L’uomo che verrà, per il secondo gli era stato preferito 249. Marco BELLOCCHIO, Vincere) • 2022 - • Il 7 settembre 2023 è presentato in concorso alla 80ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia Lubo, nelle sale dal 9 novembre • 2024 - • 2025 -.
650. Adriano GALLIANI Monza 30 luglio 1944. Politico • 2020 - • 2021 - • Dal 1986 al 2017 amministratore delegato del Milan (29 trofei, tra cui 8 scudetti e 5 Coppe dei Campioni/Champions League), a metà gennaio 2022, quando Silvio Berlusconi è il nome ufficiale del centrodestra per la corsa al Quirinale, assicura il suo sostegno dicendo «è il minimo sindacale che noi possiamo fare per lui» • Dal 2018 amministratore delegato del Monza comprato da Berlusconi (il 29 maggio 2022 la squadra ha ottenuto la prima promozione in serie A della Storia), il 24 aprile 2023 si legge che la rimonta 0-2 a 3-2 contro la Fiorentina è stata oggetto di una telefonata col Cavaliere, ricoverato al San Raffaele. Il 12 giugno, dopo la morte del fondatore di Forza Italia, si mette a disposizione per un’eventuale candidatura nel seggio rimasto vacante al Sento: «Per l’amore che nutro nei confronti di Silvio Berlusconi farò tutto quello che mi verrà richiesto in qualunque settore. Al momento nessuno mi ha parlato di candidarmi nel collegio elettorale di Monza né del futuro della società di calcio del Monza». Il 26 settembre viene presentata la sua candidatura, il 23 ottobre è eletto alle suppletive del collegio Lombardia - 06 (Monza) col 51,46% (232. Marco CAPPATO prende il 39,53%, 1283. Cateno DE LUCA l’,76%) • 2024 - • Il 12 giugno 2025, ricordando Berlusconi a due anni dalla scomparsa, racconta il loro primo incontro, l’1 novembre 1979: «Ero a San Gimignano per il week-end. Il giorno precedente chiamai negli uffici dell’Elettronica Industriale, la mia azienda di allora, per sapere se c’erano novità. Mi dissero che aveva chiamato Silvio Berlusconi per sapere se fossi libero l’indomani e che ero stato invitato a cena ad Arcore. “Cosa facciamo?” mi chiesero. “Confermi, confermi...”». Cosa accadde? «Mi domandò subito del mio orientamento politico. Gli risposi che mio papà da piccolo mi diceva che i comunisti mangiano i bambini e che da allora le mie idee non erano cambiate».
651. Luca MORISI Mantova 10 ottobre 1973 Spin doctor • Consulente d’immagine di 2. Matteo SALVINI che ne guida la strategia social, a metà settembre 2021 è noto come «l’inventore della Bestia»: «Il nome della Bestia l’ho copiato dalla campagna elettorale di Barack Obama» (The Beast era la struttura creata, con un peso schiacciante di internet, per arrivare alla Casa Bianca) • Considerato dagli addetti ai lavori l’artefice del boom salviniano alle Europee del 2019, con la Lega che in due anni ha perso quasi il 15% il 23 settembre 2021 lascia la gestione dei social del partito. Claudio Bozza scrive che «alla base di questa svolta radicale, ci sarebbe anche la necessità della Lega di avviare una nuova strategia comunicativa, più equilibrata, meno urlata, e calzante rispetto a un quadro politico rivoluzionato». Lui dichiara: «Ringrazio tutti per l’interesse e l’amicizia: sto bene, non c’è alcun problema politico, in questo periodo ho solo la necessità di staccare per un po’ di tempo per questioni famigliari». Il 27 si legge che «Ci sarebbe una storia di droga dietro l’improvviso abbandono». Luca Angelini: «Tre ragazzi lo accuserebbero di aver venduto loro degli stupefacenti. Un’inchiesta avviata dopo la denuncia dei carabinieri che hanno perquisito la sua cascina a Belfiore, in provincia di Verona, e trovato alcune dosi di droga». Fiorenza Sarzanini spiega che tutto è cominciato «a metà agosto, quando vengono fermati tre giovani e nell’auto hanno un flacone di droga liquida. La versione ufficiale racconta che sono loro ad accusare Morisi di avergliela ceduta. In realtà c’è il sospetto che Morisi fosse sotto osservazione già da qualche settimana e il controllo apparentemente casuale dei tre giovani sia scattato proprio monitorando i suoi contatti». Lui scrive in una nota: «Non ho commesso alcun reato ma la mia vicenda personale è una grave caduta come uomo. Chiedo innanzitutto scusa per la mia debolezza e i miei errori a Salvini e a tutta la comunità della Lega». Salvini risponde su Facebook: «Quando un amico sbaglia e commette un errore che non ti aspetti, e Luca ha fatto male a se stesso più che ad altri, prima ti arrabbi con lui, e di brutto. Ma poi gli allunghi la mano, per aiutarlo a rialzarsi. Ti voglio bene amico mio, su di me potrai contare. Sempre». Gianluca Mercuri: «In Rete, inevitabilmente, è stato un fiorire di riferimenti alla famosa citofonata di Salvini a un presunto spacciatore tunisino minorenne — “Scusi, è vero che lei spaccia?”: Bologna, gennaio 2020 — con vignette del tipo “Scusi, lei spaccia?” “No, sono un amico che sbaglia”. Ricorda tutto anche Lapo Elkann: “Una volta Salvini per attaccarmi disse che facevo ‘dichiarazioni stupefacenti’ e fui travolto sui social”. Di certo, ferma restando l’innocenza di Morisi fino a eventuale sentenza, gli elementi a suo carico, se fossero stati a carico di un avversario politico, gli sarebbero bastati per farlo scientificamente a pezzi». Aldo Cazzullo: «Luca Morisi non ha commesso reati fino a prova contraria, e quello che accade tra adulti e consenzienti non ci riguarda. Ma se uno monta la più grande macchina di propaganda politica d’Italia puntando sulla costruzione del nemico, e se questo nemico spesso è drogato, gay, straniero, e poi è sospettato di aver organizzato un droga party con escort stranieri, è difficile non parlarne. Il problema, però, non è Morisi. Il problema siamo noi. Perché la macchina di propaganda da Morisi organizzata e leggiadramente definita Bestia funzionava benissimo. E non solo perché Salvini è il leader europeo più seguito su Instagram, subito dopo Macron e davanti alla Merkel (la Meloni ha meno della metà dei suoi follower). Perché il metodo Morisi ha fatto scuola». Massimo Gramellini (La Bestia fragile): «La naturale fragilità dell’essere umano, con le sue imperfezioni e le sue cadute continue, non era contemplata da chi divideva con l’accetta il mondo in buoni e cattivi. Dove i cattivi erano sempre gli altri e i buoni, cioè Morisi e Salvini, prima segnalavano ai “follower” gli obiettivi da colpire e poi, a lapidazione social avvenuta, intervenivano nel ruolo di pacieri, inviando un messaggio di presunta misericordia (“Bacioni!”) ai bersagli da loro stessi indicati». Spunta l’ombra del ricatto: il 14 agosto uno dei rumeni, dopo la serata nella cascina a Belfiore, avrebbe chiamato i carabinieri per denunciare un furto (i due giovani adescati avrebbero chiesto 1.500 euro in cambio del silenzio. Mistero sul pusher della cocaina). L’8 ottobre Il caso Morisi verso l’archiviazione: dalle chat è emerso che a portare la «droga dello stupro» fu uno dei due migranti cui aveva dato lavoro. Mercuri riflette: «Perché la sua macchina della propaganda ultra-aggressiva è diventata unanimemente esecrabile (perfino agli occhi dei leghisti) solo quando si è scoperto che il suo inventore aveva fatto uso di droghe e compiuto atti sessuali con altri adulti consapevoli e consenzienti? L’incoerenza tra i suoi comportamenti e la sua propaganda politica è più grave della “bestialità” con cui quella propaganda è stata condotta per anni? Fosse stata “coerente”, la Bestia andava bene? Se ci ha inorridito solo l’incoerenza, è perché alla bestialità eravamo assuefatti?». A fine novembre la procuratrice di Verona Angela Barbaglio specifica che «la richiesta di archiviazione è per particolare tenuità del fatto» • 2022 - • 2023 - • 2024 - • 2025 -.
652. Nunzia CATALFO Catania 29 luglio 1977. Politica • Dal 2013 senatrice del Movimento 5 Stelle, dal 5 settembre 2019 ministro del lavoro e delle politiche sociali nel secondo governo di 3. Giuseppe CONTE, il 27 gennaio 2020 incontra i sindacati per impostare la trattativa su come sostituire Quota 100, che scade nel 2021, e reintrodurre forme di pensionamento flessibile (le posizioni sono distanti). Il 21 febbraio riceve a Roma i vertici di Unicredit sul piano di ristrutturazione, che prevede tagli di filiali e 2 mila esuberi. A fine maggio chiarimento nel governo perché, a quanto pare, il ministro 29. Francesco BOCCIA (Affari regionali) non ha spiegato bene alla ministra dell’interno 64. Luciana LAMORGESE e a lei «la sua idea di 60 mila assistenti volontari pescati tra i percettori di reddito di cittadinanza per fare la moral suasion a chi si assembra troppo (dai allontanati un po’, su mettiti la mascherina eccetera)». A metà giugno sottolinea la sinergia con la ministra per le pari opportunità e la famiglia 170. Elena BONETTI per «garantire più sostegno alle famiglie e un importante incentivo al lavoro femminile». Il 2 agosto incontro sui rider con i sindacati e le organizzazioni di settore. A fine settembre si parla di un suo sostanzioso pacchetto che tra ammortizzatori universali e salario minimo per legge suscita apprensioni al Tesoro, Conte le chiede di collaborare invece di litigare con 1217. Domenico PARISI, presidente dell’Agenzia nazionale delle politiche attive sul lavoro che lamenta di essere ostacolato e di avere le mani bloccate. A fine ottobre annuncia il taglio dei contributi per chi «assume a tempo indeterminato donne disoccupate al Sud o da 24 mesi su tutto il territorio nazionale» • «Ministro più debole della compagine M5S», a inizio gennaio 2021, quando si parla di un rimpasto del governo Conte con tre ministri per Italia Viva, si dice che 6. Matteo RENZI «sta facendo tutto questo casino solo per dare» il suo posto a 117. Maria Elena BOSCHI. Contratti dei 2.978 navigator in scadenza il 30 aprile (sono stati assunti da ANPAL Servizi per affiancare i Centri per l’impiego nel reinserimento lavorativo dei beneficiari del reddito di cittadinanza), a fine mese promette il prolungamento dell’ingaggio per altri otto mesi, fino a fine anno (Milena Gabanelli e Rita Querzè parlano di «Un modo come un altro per rimandare il problema. La domanda è: i navigator servono al Paese e ai contribuenti che pagano il loro stipendio?»). Il 13 febbraio, nato il governo di 4. Mario DRAGHI, lascia il posto a 37. Andrea ORLANDO • 2022 - • 2023 - • 2024 - • 2025 -.
653. Marco TARDELLI Careggine 24 settembre 1954. Ex calciatore • Campione del mondo con la nazionale nel 1982, il 9 dicembre 2020, quando muore Paolo Rossi, viene citata l’ultima intervista in cui Gaia Piccardi ricorda che «sono passati 38 anni dal giro di campo al Bernabeu accanto a Zoff serissimo, Causio a petto nudo, Selvaggi e Massaro con la tuta delle riserve, Tardelli rauco per l’urlo, Bergomi baffuto, Bearzot venerabile vecio. La notte più bella della nostra vita» • 2021 - • L’11 luglio 2022, 40° anniversario del trionfo mondiale, intervistato da Aldo Cazzullo ricorda il suo famoso gol del 2-0 nella finale contro la Germania Ovest (quello dell’urlo): «Mi passò davanti tutta la mia vita. Almeno tutta la carriera calcistica. Subito ho pensato a mio padre. Un uomo buono, ma severo. Ho pensato ai miei tre fratelli, tutti fortissimi, che però non avevano potuto giocare a pallone». Perché? «Fu una cosa abbastanza drammatica. Nostro padre non voleva: li ha fatti diplomare tutti, dovevano avere un lavoro sicuro, il posto fisso». A metà agosto Incendio a Pantelleria, turisti in fuga, tra loro anche lui e la compagna 532. Myrta MERLINO • A fine gennaio 2021, intervistato da Daniele Dallera, alla domanda se abusava di farmaci risponde: «Se vogliamo fare lo sport che fa bene alla salute, si fa la corsetta, la passeggiata. Ma non è certo questo il caso dello sport professionistico, quindi estremizzato. Se stavo bene tutto ok, ma io andavo in campo anche se non ero in perfette condizioni. I tempi di recupero erano stretti, si doveva giocare e quindi è possibile che abbia abusato di qualche farmaco». A inizio giugno torna sull’argomento quando Elvira Serra gli chiede Un ricordo dell’Avvocato: «Quando mi feci male a una gamba e mi mandò il suo fisioterapista: prima della partita chiamò per chiedermi come stavo, risposi “vorrei tagliarmela, questa gamba”. E lui: “Lo dica a me...”. L’Avvocato non sarebbe potuto stare in questo calcio. Lui è quello che dopo la finale di Coppa dei Campioni persa ad Amburgo disse: “Doveva andare così”». Vincitore con la Juventus della Coppa dei Campioni, alla domanda Perché andaste a festeggiare sotto la curva dopo la vittoria all’Heysel, nel 1985? risponde: «Siamo solo andati a salutare i tifosi. Ma io ho sempre detto che non ho vinto quella Coppa». Di chi fu l’errore? «Di tutto il calcio: ci hanno obbligati a giocare. Era stata una scelta sbagliata mettere i tifosi in una curva sola». Chi prese la decisione? «Penso l’Uefa. E la polizia di Bruxelles decise di farci giocare perché sarebbe stato un dramma disperdere i tifosi» • A fine giugno 2024, quando 69. Luciano SPALLETTI parla di uno spione nella sua nazionale, Massimo Gramellini commenta che ha così «aperto una caccia alle streghe col rischio di spaccare lo spogliatoio, anziché ricompattarlo come Bearzot e Lippi, che il nemico ebbero cura di sceglierlo sempre all’esterno: i dirigenti, gli arbitri, il mondo intero e, in mancanza di meglio, i giornalisti. Senza contare che uno aveva in squadra Conti-Tardelli-Rossi e l’altro De Rossi-Pirlo-Totti. O Del Piero, a scelta» • 2025 -.
654. Alex SCHWAZER Vipiteno 26 dicembre 1984. Marciatore • Nel 2008 medaglia d’oro della 50 km ai Giochi di Pechino, nel 2005 e 2007 bronzo mondiale sulla stessa distanza, nel 2010 campione d’Europa della 20 km, squalificato 8 anni per una positività al doping nel 2016 (seconda squalifica dopo quella di 3 anni e mezzo nel 2012), il 16 settembre 2020 sotto il titolo Pasticcio Schwazer, c’è un complotto? Il marciatore e il giallo delle provette Giuseppe Toti scrive che dopo «quattro anni di battaglia legale, quasi tre di udienze preliminari al Tribunale di Bolzano e tre perizie» è questa l’ipotesi che si spalanca per lui e l’allenatore Sandro Donati: «Il lunghissimo lavoro di analisi compiuto su atleti in attività e popolazione comune dal colonnello Giampietro Lago, comandante del Ris di Parma e genetista incaricato dal Gip di Bolzano Walter Pelino di fare luce sul “giallo” più clamoroso nella storia dello sport degli ultimi anni, ha condotto a due risultati. Il primo: ha escluso che il valore anomalo e abnorme di Dna presente in uno dei due campioni di urina (1200 picogrammi per microlitro nella provetta B) prelevata a Schwazer durante il controllo a Racines dalla Iaaf, l’1 gennaio 2016, possa essere giustificato dalla fisiologia umana. Né è spiegabile con il super allenamento, tantomeno con patologie di vario genere (mai accusate da Schwazer in nessuno dei tantissimi controlli antidoping subiti). Il secondo risultato, in pratica, è una diretta conseguenza del primo. Ossia: quel valore anomalo del Dna può essere stato determinato dalla manomissione delle provette». Massimo Gramellini commenta: «A farmi propendere per l’innocenza di Alex Schwazer nel suo secondo pasticciaccio di doping è che nessun colpevole serio si sarebbe comportato come lui. Se fosse stato minimamente astuto — come noi ci si immagina che siano i veri colpevoli — quest’uomo dal cognome ingorgato di consonanti si sarebbe limitato, fin dalla prima volta in cui fu colto in castagna, ad ammettere le sue colpe e a chiedere perdono al sistema, come hanno fatto decine di altri atleti, bombati e pentiti, e oggi regolarmente riabilitati. Invece Alex, da vera testa dispari, ammise di essersi dopato una prima volta, ma estese la confessione alla sporcizia circostante, rompendo l’omertà che governa lo sport come ogni altro genere di consesso umano, dove vige la regola che i panni sporchi si lavano in famiglia e il capro espiatorio, sottoposto alla gogna per arginare lo scandalo, deve accettare in silenzio il proprio destino. Alex Chisciotte si difese rovesciando le parti in commedia, cioè trasformandosi in un paladino della lotta al doping: proprio lui, e proprio alla vigilia di un’altra Olimpiade, quella di Rio, dove evidentemente non faceva comodo a molti che andasse». Il 3 dicembre la Procura di Bolzano chiede l’archiviazione del suo caso. A Toti che gli chiede Se le dicono Tokyo, che cosa risponde? dice «Primo: spero che le Olimpiadi nel 2021 si facciano. Secondo: che ci sarò anch’io» • Il 18 febbraio 2021 il Gip di Bolzano, accogliendo la richiesta di archiviazione del pm, stabilisce che fu vittima di un complotto (a Toti dice «Una gioia simile all’arrivo di un figlio»). Gramellini (Alex va rimesso in marcia) stavolta commenta che «Inflazionati come siamo da complottismi che poggiano sulle fragili basi della maldicenza, vedere sbugiardato un complotto autentico ci coglie quasi impreparati». A inizio marzo, sul palco del Festival di Sanremo, si mostra ottimista: «Credo nessuno mi ridarà quello che mi hanno rubato, perché non si può tornare indietro. Quello che si può fare è rimediare e non perdere altre gare senza avere colpe. L’Olimpiade? La mia bimba mi vedrà in gara, prima per qualificarmi e poi alle Olimpiadi. Perché io ho vinto in tribunale, ma sono uno sportivo e voglio vincere in gara». Il 22 aprile la WADA, contesta in un comunicato stampa le conclusioni riportate nelle carte processuali. Il 7 maggio il Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS) di Losanna respinge la sua richiesta di sospendere la squalifica , l’11 maggio il Tribunale Federale Svizzero respinge il ricorso d’urgenza, la squalifica rimane attiva fino al 2024 • 2022 - • Dal 13 aprile 2023 è disponibile su Netflix la docuserie che racconta la sua vicenda (Il caso Schwazer) • Il 22 luglio 2024, intervistato da Gaia Piccardi dice: «Non lascio l’atletica, il mio futuro è allenare» • 2025 -.
655. Mauro MORETTI Rimini 29 ottobre 1953. Manager • 2020 - • Tra 2006 e 2014 amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Italiane, l’8 gennaio 2021 la Cassazione dichiara prescritti i reati di omicidio colposo per la strage di Viareggio (32 morti per l’esplosione di un carro ferroviario cisterna, il 29 giugno 2009, non è stata riconosciuta l’aggravante della violazione delle leggi sugli infortuni sul lavoro). Un nuovo processo d’appello dovrà rivalutare le pene, per lui e 1326. Michele Mario ELIA (condannati a 7 e 6 anni) i profili di colpa sono riconosciuti solo in parte e dovranno essere di nuovo valutati. Fra rabbia e disperazione, i parenti delle vittime dichiarano: «È la nostra piazza Fontana» • Il 7 marzo 2022, prima udienza del processo bis, in Corte d’Appello a Firenze, dichiara di non voler rinunciare alla prescrizione. Il 30 giugno è condannato a 5 anni (il reato di omicidio colposo è dichiarato estinto per prescrizione). La difesa parla di «sentenza deludente». Il 4 luglio 513. Ernesto GALLI DELLA LOGGIA (Strage di Viareggio: giustizia o legge del taglione?) scrive: «Se la condanna appena emessa trovasse conferma – che sarebbe ormai definitiva – l’ingegner Mauro Moretti passerà qualche anno in galera. Per gli smemorati ricordo il tipo. Nominato nel 2006 amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, rifiuta la nomina contemporanea a presidente ritenendo le due cariche incompatibili. Due anni dopo, per la prima volta chiude in attivo un bilancio delle Ferrovie (naturalmente a prezzo di tagli e sacrifici perché altro modo come si capisce non c’era). E infine è lui che porta a conclusione il progetto dell’Alta velocità da Torino a Salerno. Non è né un santo né un eroe, intendiamoci. Ma chiunque lo ha conosciuto, come è capitato a chi scrive, non ha dubbi: è una persona per bene. Ha però la sfortuna di essere alla testa delle ferrovie quando nel giugno 2009 alla stazione di Viareggio si rompe l’asse di un carrello di un vagone cisterna carico di gas liquido, il convoglio deraglia e nell’esplosione che segue 32 persone muoiono e molte altre rimangono ferite gravemente. Il vagone appartiene in realtà a una ditta tedesca, la sua manutenzione non è competenza delle ferrovie italiane ma non importa: automaticamente a Moretti viene affibbiata la “responsabilità oggettiva” del disastro e una pesantissima condanna. Ma che cos’è la “responsabilità oggettiva”»? Come si concilia con il dettato costituzionale che la responsabilità penale è personale? Che cosa in concreto avrebbe dovuto/potuto fare l’ingegner Moretti tale da evitare il disastro e colpevolmente non ha fatto? Quale nesso di causalità è individuabile – come la giurisprudenza impone - tra la sua condotta e l’evento? Finora nessun giudice lo ha spiegato in un modo che pur legalmente ineccepibile fosse anche logicamente convincente: forse troppo attento alla richiesta di giustizia che si leva dai parenti delle vittime. Una richiesta sacrosanta ma a una condizione: che sia richiesta di giustizia e non già la richiesta di applicare una barbarica legge del taglione» • 2023 - • Il 15 gennaio 2024 il quinto processo finisce con un nuovo parziale rinvio: le responsabilità sono confermate, ma la Cassazione dispone il ricalcolo della pena e quindi il ritorno in corte di Appello a Firenze. La sua avvocata, Ambra Giovene, dichiara: «Il ricalcolo della pena evita il rischio degli arresti per Moretti. Il carcere non lo rischia sicuramente». Daniela Rombi, una delle anime de Il Mondo che vorrei, associazione che unisce i familiari delle vittime, attacca: «Sette gradi di giudizio, è una presa per i fondelli, siamo la barzelletta d’Italia» • Il 27 maggio 2025 arriva la terza sentenza d’appello: dopo oltre due ore di camera di consiglio i giudici confermano la sua condanna a cinque anni.
656. Carlo DE BENEDETTI (Debenedetti) Torino 14 novembre 1934. Imprenditore • Ex presidente del gruppo l’Espresso, pronto a lanciare un nuovo quotidiano (“Domani”), a inizio settembre 2020, quando Silvio Berlusconi finisce all’ospedale col Covid, al Festival della tv di Dogliani dice: «Faccio i miei auguri a Berlusconi, ma il mio giudizio su di lui rimane critico», «ha abbassato il livello di civismo e moralità del Paese. È l’Alberto Sordi della politica italiana. È stato molto nocivo al Paese». E poi, ricordando la lite giudiziaria che li ha coinvolti direttamente per il controllo della Mondadori: «Berlusconi è stato un grande imbroglione. Io l’ho punito severamente. Ha versato alla Cir 562 milioni, che è la più grande goduria che ho avuto nella mia vita, per uno che ha fatto di tutto per ostacolarmi. Per lui deve essere stato il più grande dolore della sua vita e per me la più grande goduria, anche se non ho toccato un euro personalmente». 57. Marina BERLUSCONI replica: «Le parole di un uomo in disarmo sotto tutti i punti di vista, dalle esperienze imprenditoriali fino ai rapporti famigliari, non possono suscitare altro che un sentimento di commiserazione». Da Forza Italia arriva una pioggia di reazioni. 189. Anna Maria BERNINI: «Una sortita che si commenta da sola. Ma il virus dell’invidia, evidentemente, è più forte della decenza»; 59. Mariastella GELMINI: «Farebbe bene ad astenersi da simili commenti, visto che perfino Di Maio ha imparato a rispettare gli avversari politici. Ma Di Maio, al confronto di De Benedetti, è un membro della Camera dei Lord». Negli stessi giorni, ad Aldo Cazzulo che gli chiede perché lanciare un quotidiano come “Domani”, in una fase difficile per l’economia e per l’editoria? risponde «Perché a me piace il giornalismo. Ho passato quarant’anni con Repubblica. Per Repubblica ho combattuto battaglie, ai tempi della guerra di Segrate. Mi sono attirato l’odio di Craxi, che non aveva altro motivo di odiarmi al di fuori dell’identificazione con Repubblica. Ho avuto un ottimo rapporto personale con Ezio Mauro ed Eugenio Scalfari…». Con Scalfari c’è stata una frattura. «…Ora abbiamo recuperato, ci telefoniamo tutte le domeniche. Insomma, penso immodestamente di aver fatto bene l’editore di Repubblica». Ciò non toglie che sia difficile oggi trovare spazio per un nuovo quotidiano. «Non credo. In Italia ci sono quotidiani di destra: Libero, Il Giornale, La Verità, Il Tempo. Ci sono quotidiani di centro: il Corriere, e ormai Repubblica. Ma non c’è più un riferimento culturale per quell’area riformista in cui mi sono identificato tutta la vita, fin da quando presiedevo l’associazione studenti del Politecnico di Torino». Di Repubblica si diceva che fosse un giornale partito. «Perché le cose avvenivano su Repubblica. La battaglia contro Berlusconi, le dieci domande, la lettera di Veronica. Prima ancora, la battaglia di Scalfari contro Craxi. Era un giornale molto politico. Ma se tu lo devitalizzi, il giornale non ha più senso per una ragione banale: quelli che la pensano come la pensava Repubblica sono delusi e la abbandonano; quelli che non si sono accorti che Repubblica è un giornale di centro non lo comprano, perché pensano ancora che sia di sinistra». Di 3. Giuseppe CONTE dice: «È un personaggio casuale: un avvocato che passava di lì. Un primo ministro che non si è mai preparato a fare non dico il primo ministro, ma almeno il politico. Si è trovato di fronte un problema enorme di cui non c’era esperienza: una pandemia, una piaga universale. L’ha gestita bene, con provvedimenti non facili da prendere» • 2021 - • A fine luglio 2022, di nuovo intervistato da Cazzullo in vista delle elezioni anticipate, dichiara: «Corriamo il pericolo più grave nella storia della Repubblica». Addirittura, ingegner De Benedetti? «Mai finora avevamo vissuto il rischio di uscire dalla nostra collocazione internazionale, di rompere le nostre alleanze storiche. Neppure nel 1948». Allora c’erano i comunisti. «Ma dopo l’attentato a Togliatti furono proprio i sovietici, nel loro cinismo, ad avvertire i comunisti di casa nostra di non provare a fare la rivoluzione. La linea era tracciata: c’era stata Yalta; poi ci sono stati i trattati di Roma che hanno creato l’Europa. L’Italia è stata messa sui binari. Ora, per la prima volta, rischia di deragliare». Perché dice questo? «Perché la vittoria della destra alle prossime elezioni sarebbe una catastrofe». Centrodestra. C’è pure Berlusconi. «Destra. Berlusconi non c’è più. Ci sono le sue badanti, che rispondono a Salvini. E c’è la Meloni. Ha visto il suo discorso in Spagna, dai franchisti di Vox?». Ha riconosciuto di aver sbagliato i toni. «I toni erano inequivocabilmente e tecnicamente fascisti. Del resto la sua storia, la sua cultura è quella. Ma i contenuti sono anche peggio». Perché? Giorgia Meloni ha espresso posizioni di destra. «No. Non è una questione ideologica. Qui non abbiamo di fronte i conservatori britannici. La nostra destra è biecamente fascista e nazionalista. La Meloni ha detto in sostanza: abbasso Bruxelles, viva le nazioni. Il suo modello è Orbán. Con lei alla guida, l’Italia diventerebbe come l’Ungheria» • 2023 - • A inizio marzo 2024, quando si parla dei presunti «dossieraggi» a carico di politici, vip, sportivi, manager e imprenditori opera di 624. Pasquale STRIANO (capi d’accusa accesso abusivo e rivelazione di segreto istruttorio), 1. Giorgia MELONI, intervistata da 754. Paolo DEL DEBBIO su Rete 4 dice: «È una questione molto brutta ma molto semplice da spiegare: alcuni funzionari dello Stato accedono a banche dati con dati sensibili, che dovrebbero essere usate per combattere la mafia, per passare informazioni sensibili su politici non amici ad alcuni giornali, particolarmente al giornale di De Benedetti, tessera numero uno del Pd, e ho letto anche al responsabile comunicazione del Pd per lanciare campagne di fango. Spero si arrivi ai mandanti, con nomi e cognomi». La commissione Antimafia lo mette insieme al direttore del “Domani” Emiliano Fittipaldi tra le persone da audire. A fine ottobre, in vista del 90° compleanno («Mio padre visse 99 anni e sette mesi, mia madre 98 e mezzo, mio fratello ha 92 anni e sta benissimo. Punto a un altro decennio»), nuova intervista di Cazzullo. Morto il Cavaliere (il 12 giugno 2023), precisa che il suo più grande avversario fu l’amministratore delegato e presidente della Fiat Cesare Romiti («A Torino tutti sapevano che Romiti ha fatto di tutto per distruggermi»), definisce Meloni «Il peggio del peggio. Ha messo insieme ministri trucidi come Salvini, ideologici come la Roccella, e incompetenti, come quasi tutti», «è il frutto dell’impoverimento subìto dall’Italia in questi vent’anni», 9. Elly SCHLEIN «Una brava donna, di buoni principi. Ce la mette tutta. Ma non è un leader che trascina il popolo. Non la vedo a capo di un governo di sinistra» • 2025 -.
657. Roberto FIORE Roma 15 aprile 1959. Politico • 2020 - • Fondatore di Forza nuova, «un passato tanto turbolento quanto noto: dalle associazioni sovversive nere degli anni Settanta (ricercato e condannato per questo reato, con pena mai scontata e prescritta durante gli anni di latitanza all’estero) fino alle formazioni del nuovo millennio. Passando anche dal Parlamento europeo, tra il 2008 e il 2009» (Giovanni Bianconi), il 10 ottobre 2021 è arrestato per gli scontri del 9 a Roma durante la manifestazione No Green Pass: tra i presunti registi dell’assalto alla Cgil, sembra «sia stato ripreso all’interno della sede». La gip Annalisa Marzano parla di «Una barbarie pianificata in segno di sfida alle istituzioni come un’azione di “sfregio” ai principi democratici, mirata a minare la pubblica sicurezza del vivere civile» e lo indica come la figura che «organizza, pianifica, sollecita, idealizza, istiga ma concretamente non si sporca le mani» • Il 2 marzo 2022 comincia il processo di primo grado per l’assalto alla sede della Cgil. Il 29 aprile lascia il carcere e va ai domiciliari • Il 20 dicembre 2023 il tribunale di Roma lo condanna a 8 anni e sei mesi (cori di protesta in aula: «La gente come noi non molla mai. Ora facciamo la guerra», vedi anche 405. Giuliano CASTELLINO e 1019. Luigi ARONICA) • Il 20 luglio 2024 si candida alla presidenza della Regione Umbria. Lanciando la proposta che le Autorità nazionali, regionali e comunali provvedano ad uno screening per tutti coloro che si sono vaccinati contro il Covid-19, in una nota sottolinea: «La crescente paura di milioni di italiani, che vedono familiari e conoscenti vittime di malori, morti improvvise e malattie varie non può essere ignorata», «Se lo Stato ha tradito il popolo nel 2021, rendendo obbligatorio il vaccino (Green Pass), oggi può recuperare credibilità solo attraverso un’azione di massa e capillare, che impegni tutta la Sanità. Forza Nuova si batterà da oggi su tutto il territorio nazionale per il raggiungimento di questo obiettivo, fondamentale ed urgente». A metà ottobre annuncia: «Devo purtroppo constatare che i nostri appelli per una coalizione fra le cinque liste del dissenso e antisistema sono andati a vuoto. Ritengo quindi poco serio e deleterio lo scontro fra formazioni che sui temi fondamentali la pensano allo stesso modo. Forza Nuova pertanto non si presenterà e dedicherà questo mese alla creazione ufficiale di tre sezioni (Val Nerina, Terni e Perugia) e dà appuntamento al popolo umbro già da dicembre con l’apertura di una prima sede sul territorio umbro» • 2025 -.
658. Laura PEDIO Brindisi 24 ottobre 1966. Magistrato • 2020 - • Nel dicembre 2019 col collega 219. Paolo STORARI ascolta le dichiarazioni con cui l’avvocato 270. Piero AMARA rivela l’esistenza di una loggia Ungheria formata da 39 personaggi che avrebbero provocato, in associazione tra loro, un qualche danno al corretto funzionamento del nostro sistema giudiziario e forse non solo a quello. A fine maggio 2021 773. Paolo MIELI (Magistrati e indagini: lo strano «metodo ungherese») scrive: «Per come sono andate le cose, è evidente che a Pedio (e al capo della Procura di Milano Francesco Greco) è subito parso che le indicazioni di Amara non fossero sufficientemente irrobustite da riscontri e che, perciò, quell’indagine non meritasse una corsia particolare. Storari fu di diverso avviso e, quattro mesi dopo l’interrogatorio, ritenne di denunciare questa sospetta lentezza al consigliere del Csm Piercamillo Davigo. Al quale consegnò copia dei verbali di Amara dopo esser stato da lui rassicurato circa la liceità di tale comportamento» (vedi 221. Piercamillo DAVIGO, 541. Francesco GRECO, 553. Fabio DE PASQUALE, 760. Sergio SPADARO). A fine luglio Giovanni Salvi, procuratore generale della Cassazione, chiede che il Csm mandi via Storari da Milano, e gli vieti di fare il pm anche altrove, adducendo tre rilievi disciplinari. Luigi Ferrarella: «È cioè l’aver violato le circolari Csm 1994 e 1995 nel modo scelto per far arrivare al Csm le proprie doglianze sull’asserita stasi investigativa; l’aver esposto Greco e Pedio “a una campagna di discredito” senza aver prima “mai formalizzato il proprio dissenso”; e l’aver taciuto ai colleghi (quando il 30 ottobre 2020 un giornalista del Fatto portò in Procura altri verbali di Amara ricevuti anonimi) di aver lui dato in aprile a Davigo copia di quegli stessi verbali, non astenendosi dall’indagine e oltretutto (stando alle relazioni di Pedio e Greco) “ostruendola” e “rallentandola”». A inizio ottobre Ferrarella fa il punto della situazione nell’inchiesta della Procura di Brescia su quella di Milano per il modo in cui sarebbero state trattate le dichiarazioni di Amara sulla presunta loggia Ungheria: «Il procuratore milanese Francesco Greco nel “paradiso” degli ormai archiviati, il suo vice Fabio De Pasquale nell’“inferno” di coloro che si avviano a essere processati, la sua vice Laura Pedio ancora nel “purgatorio” giudiziario di coloro che son sospesi (nel limbo cioè di accertamenti ancora in corso), e altri due pm (Paolo Storari e Sergio Spadaro) pure verso il giudizio assieme all’ex consigliere Csm Piercamillo Davigo» • Il 17 febbraio 2022 Davigo è rinviato a giudizio per rivelazione di atti d’ufficio • A fine gennaio 2023, Le accuse alle società della ministra del Turismo, si parla dell’incarico di consulenza affidato con la collega Maria Gravina al docente della Bocconi Nicola Pecchiari per studiare i bilanci della Visibilia editrice srl di 49. Daniela SANTANCHÈ • A metà aprile 2024 è ancora citata per il fascicolo Visibilia ricevuto con i colleghi Luigi Luzi e Gravina dal pm Roberto Fontana, passato al Csm • 2025 -.
659. Massimo AMMANITI Roma 22 luglio 1941. Psicanalista • 2020 - • Tra i più importanti specialisti del cervello e della mente dei bambini e degli adolescenti, a metà febbraio 2021, a Roberta Scorranese che gli chiede com’è stata la sua infanzia? risponde: «Un’infanzia particolare: mia madre se ne andò da casa negli anni Cinquanta, un’epoca in cui quasi nessuno lasciava il tetto coniugale, specie le donne. Eppure lei ci lasciò, ma non solo: andando via trovò se stessa, cominciò a lavorare, fece carriera. Assieme alla morte prematura di mia sorella, per una meningite fulminante, penso che questo sia stato decisivo nelle mie scelte di vita e lavoro. Tanto per capirci, nella mia scuola ero l’unico bambino figlio di separati». Chi era sua madre? «Si chiamava Filomena Giorgi. Donna curiosa e intelligente che, però, dovette sposarsi a soli diciotto anni in virtù di un matrimonio organizzato tra famiglie. Così entrò in una casa borghese, con un marito — mio padre — che era un pediatra bravo e rigoroso, ma di cultura tradizionalista. Diciamo pure fascista, via. Un orizzonte, quello, troppo circoscritto per lei, donna di sinistra e di vedute ampie». Sua madre seguì il suo nuovo amore e la sua vita cambiò, ma lontano da voi. «Dopo la separazione fondò addirittura una sua impresa di costruzioni, organizzò un coltissimo salotto culturale che finirà per accogliere persone come Pertini e Terracini, trovò se stessa grazie alla distanza da noi, da me». L’ha odiata? «Per anni ho nutrito un fortissimo rancore nei suoi confronti». E così decise di restare con suo padre? «Sì, mio fratello invece andò con lei. Ci fecero scegliere, pensi. Poi morì mia sorella. Meningite. All’epoca non ci si poteva fare nulla, ma mio padre ne restò segnato. Avvertì un senso di impotenza, come genitore e come pediatra, che lo spinse a dedicarsi ai bambini anima e corpo. Usciva di notte, lavorava molto e così, di fatto, non badava a me. Non è mai stato un “mammo”, insomma». A fine marzo definisce stanchezza da zooming le tante ore passate davanti agli schermi di computer, tablet o smartphone per lavorare o mantenere un minimo di rapporti sociali. A inizio settembre consiglia di proteggere l’anonimato degli studenti che non hanno fatto il vaccino per il Covid («potrebbe diventare il capro espiatorio del gruppo e subire le inevitabili angherie dei coetanei») • A metà marzo 2022 (Putin paranoico come Stalin? L’arroganza nasconde la sua paura) scrive: «Non credo che Putin sia mai stato visitato da uno psichiatra, ma colpisce ad esempio il suo atteggiamento freddo e distante nell’intervista rilasciata al regista americano Oliver Stone, anche quando risponde alla domanda che gli viene fatta sulla sua adolescenza, quando era un ragazzo di strada in un quartiere degradato. Lì aveva forgiato il suo carattere calloso e privo di emozioni che viene descritto nei trattati di psichiatria, apprendendo nelle lotte quotidiane le strategie di una cultura antisociale e violenta. Più volte si è espresso con queste parole: “Bisogna colpire per primo”, per evitare di dover subire le aggressioni degli altri che ai suoi occhi sono sempre nemici. Sicuramente nelle strade di Leningrado aveva imparato ben presto a diffidare dei compagni di strada, sempre pronti a tradirti per un pezzo di pane in più» • A inizio giugno 2023, a 142. Walter VELTRONI che l’ha definito «uno degli analisti più attenti della condizione mentale dei giovani» spiega che «i fratelli, quelli veri, non ci sono più. Se si fa un figlio è già tanto. Questo accresce il senso di solitudine. E così tutto si sposta nella dimensione del gruppo, in cui prevale costantemente il confronto con gli altri, il timore di un giudizio che ora circola velocemente e universalmente. L’adolescente aspetta il riconoscimento del gruppo e nel modo in cui gli altri ti guardano percepisce la propria immagine. Ma nel gruppo, inevitabilmente, c’è competizione, gelosia, talvolta sopraffazione e persino la tendenza a diventare complici. Il gruppo può diventare branco e spesso la coesione, garantita da un capo che ha la “cazzimma”, è data dalla violenza nei confronti delle ragazze o di chi è più debole, sia un immigrato o un dropout che dorme alla stazione. Nessuno pensi che, in fondo, è come prima. Se c’è una cosa che non bisogna fare è proprio questa. Identificare l’esperienza e la sofferenza dei ragazzi con il modo in cui i genitori hanno attraversato, nel passato, quel tempo della vita. “Quando io avevo la tua età…” è la frase che più li offende, che più li fa sentire inascoltati, che accentua la loro solitudine» • 2024 - • 2025 -.
660. Nicola LAGIOIA Bari 18 aprile 1973. Scrittore • Vincitore del Premio Viareggio nel 2010 con Riportando tutto a casa, dello Strega nel 2015 con La ferocia, il 23 aprile 2020 partecipa alla maratona letteraria in streaming Capolavori della letteratura, realizzata dalla Fondazione De Sanctis in collaborazione con il Centro per il libro e la lettura del Micat, con lui 348. Corrado AUGIAS, 1164. Gianrico CAROFIGLIO, 1485. Donato CARRISI, 379. Maurizio DE GIOVANNI, 301. Claudio MAGRIS, 834. Marco MISSIROLI, 450. Emanuele TREVI, 236. Sandro VERONESI ecc. • 2021 - • Dal 2017 direttore del Salone internazionale del libro di Torino, quando il 19 maggio 2022 inizia un’edizione con «al centro i ragazzi» assicura che «È il più bello di sempre» • A inizio aprile 2023 è annunciato che dal 2024 il suo posto sarà preso da 1117. Annalena BENINI. Dopo la contestazione che il 20 maggio ha impedito l’intervento della ministra 130. Eugenia ROCCELLA, prima parla di un governo che «può avere una virata autoritaria, che non vuol dire fascismo ma un’altra cosa: restrizione della libertà, dei diritti» poi, da 118. Lilli GRUBER a La7, aggiunge: «Ci sono cose che danno da pensare. È un governo i cui ministri parlano in modo disinvolto di sostituzione etnica mentre Mattarella ha detto che deve essere la persona, non l’etnia, a essere protetta. Un governo che considera chi la pensa diversamente a volte un nemico da isolare, da aggredire verbalmente o da irridere. Un governo che potrebbe mettere in discussione diritti acquisiti come l’aborto» • Il 9 maggio 2024, quando è di nuovo zittita, stavolta agli Stati Generali della Natalità di Roma, Roccella pubblica un post su Facebook: «Sono certa che la segretaria del Pd Elly Schlein, tutta la sinistra, gli intellettuali - Antonio Scurati, Roberto Saviano, Nicola Lagioia, Chiara Valerio — avranno parole inequivocabili di solidarietà nei miei confronti dopo l’atto di censura» • 2025 -.
661. Marco CARRAI Firenze 16 marzo 1975. Imprenditore • Potente uomo del «giglio magico» di 6. Matteo RENZI, a metà novembre 2020 è indagato per riciclaggio in concorso con la moglie Francesca Campana Comparini: al centro dell’inchiesta, 160 mila euro trovati nella borsetta di una signora del Togo durante un controllo all’aeroporto di Peretola, di cui lui è presidente: «Secondo le indiscrezioni giudiziarie, quei soldi erano destinati alla moglie di Carrai, proprietaria di un appartamento in centro che doveva essere affittato per un lungo periodo. Ma i magistrati inquirenti fiorentini sospettano che quel contratto fosse solo fittizio per trasferire illegalmente denaro dal Togo in Italia. Serviva anch’esso per finanziare la Fondazione Open o alcuni dei personaggi coinvolti nell’inchiesta? E ciò che sta cercando di appurare la Procura. Indiscrezioni, stavolta da parte della difesa, parlano invece di un’operazione pulita sulla quale “lo stesso Carrai aveva chiesto con trasparenza informazioni per far arrivare il denaro regolarmente dal Paese africano senza incorrere in sanzioni”» • A metà ottobre 2021 la Procura di Firenze chiude le indagini su Open: è accusato di finanziamento illecito con, tra gli altri, Renzi, 117. Maria Elena BOSCHI, 346. Luca LOTTI • Il 9 febbraio 2022 la Procura di Firenze chiede il rinvio a giudizio per lui, Renzi, Lotti, Boschi, ecc. Polemiche quando i giudici fanno mettere agli atti una lettera di 1103. Tiziano RENZI al figlio in cui si legge, tra l’altro, «Marco Carrai è un uomo falso». Il 13 dicembre l’indagine contro lui e la moglie con l’accusa di riciclaggio è archiviata per «infondatezza della notizia di reato». Resta, commenta, la memoria «delle visite notturne della Gdf, le umilianti perquisizioni a mia moglie incinta, la gogna mediatica» • 2023 - • Il 19 dicembre 2024 è prosciolto dall’accusa di finanziamento illecito ai partiti nell’inchiesta sulla fondazione Open insieme a Renzi, Boschi, Lotti ecc. Renzi pubblica sui social il nome del pm che lo aveva accusato scrivendo: «Mi spiace solo che vada in pensione dopodomani senza pagare per le sue perquisizioni illegittime e per la sua indagine incostituzionale» • 2025 -.
662. Gian Carlo CASELLI Alessandria 9 maggio 1939. Magistrato • 2020 - • A metà febbraio 2021 Caterina Malavenda (La prescrizione non è un privilegio per pochi) scrive che risulta «intollerabile l’idea, piuttosto diffusa e fatta propria anche da Gian Carlo Caselli sul Corriere, che la prescrizione sia un beneficio, riservato ai ricchi ed ai potenti, solo perché possono permettersi le parcelle di avvocati, che diventano, perciò e solo per questo, agguerriti e, dunque, capaci essi soli di trovare e sfruttare eccezioni, favorite da un codice traballante, fino a garantire ai propri clienti, ovviamente colpevoli, un risultato che non meritano, ma che hanno potuto conseguire, pagandoli profumatamente. È questa una tesi che umilia, soprattutto, i tanti avvocati che assistono persone comuni» • A metà aprile 2022, quando in commissione Giustizia alla Camera si vota la riforma del Csm, parla di «logica sbagliata» riguardo al fascicolo che conterrà l’attività annuale svolta dal magistrato, la tempestività nell’adozione dei procedimenti e l’esito dei procedimenti nei gradi successivi: «Ci vedo una logica che considera come bulloni da produrre a cottimo anche i provvedimenti giudiziari» • Dal 1993 al 1999 procuratore della Repubblica di Palermo, quando il 16 gennaio 2023 viene arrestato Matteo Messina Denaro, «il re di Cosa nostra» ma anche «l’ultimo dei padrini stragisti», a chi domanda È la sconfitta di Cosa Nostra? spiega: «Non dico domani, ma dopodomani, il rischio di rilassarci esiste. Purtroppo, una caratteristica ricorrente della nostra antimafia è una risposta spesso altalenante e ondivaga. Abbiamo una antimafia stop and go... . Ci svegliamo davanti a delitti orrendi o arresti clamorosi come quello di oggi, e allora se ne parla, si presta attenzione. Ma poi subentra subito l’indifferenza, il disinteresse, che è anticamera della sottovalutazione. Una specie di marcia del gambero, deleteria per il contrasto di una organizzazione che invece è strutturata nei secoli». A inizio febbraio, intervenendo sul 41 bis e sul caso di 115. Alfredo COSPITO dichiara che «si potrebbe partire confrontandosi sulla tesi se fuori del perimetro specifico della criminalità mafiosa il 41 bis non sia così indispensabile come lo è per i boss irriducibili. Se la tesi fosse condivisa si dovrebbe tradurla in un congruo aggiornamento della disciplina normativa sia dei circuiti carcerari di sicurezza sia della tipologia dei detenuti di ciascun circuito, riservando appunto ai mafiosi il regime di maggior rigore del 41 bis (blindandolo contro le ricorrenti tentazioni di rimuoverlo). In un simile contesto, l’eventuale revoca del 41 bis a Cospito non suonerebbe come provvedimento ad personam, ma piuttosto come rientrante in un disegno più ampio di carattere generale» • A metà luglio 2024, Carriere separate, le ragioni di un no: «Sia chiaro: differenziare Pm e giudici è una necessità, per ragioni di sostanza e di immagine. Occorre evitare commistioni improprie. Chi è stato Pm non può comparire il giorno dopo come giudice nello stesso tribunale in cui ha esercitato per anni funzioni requirenti (o viceversa). Ma questa è la separazione delle funzioni, che nel nostro ordinamento è ormai acquisita. Ben diversa è la separazione delle carriere, che postula due diversi concorsi di “reclutamento”, due diversi Csm e carriere (appunto) separate fra Pm e giudici. Chi si batte per questa opzione è convinto che i giudici non controllano con sufficiente rigore l’operato dei Pm perché sono colleghi (fa tendenza la semplificazione del caffè preso insieme al bar...), mentre uno “status” separato li libererebbe dai condizionamenti dell’accusa arginando lo strapotere di quest’ultima. Affermazione tanto suggestiva quanto errata: se nel processo fosse necessaria una eterogeneità di estrazione e di “appartenenza” tra controllori è controllati, ad essere separate dovrebbero essere piuttosto le carriere dei giudici di appello e quelle dei giudici di primo grado... Ma nessuno può ragionevolmente proporlo». A fine settembre, le polemiche «riesplose violente» dopo che i Pm del Tribunale di Palermo «hanno osato chiedere la condanna» di 2. Matteo SALVINI «con una requisitoria dibattimentale puntualmente motivata in fatto e in diritto» argomenta (Giustizia, i confini della critica): «I magistrati cui capiti la “sventura” (è purtroppo la parola giusta) di imbattersi in vicende “delicate” riguardanti imputati “eccellenti”, restii al controllo di legalità, devono mettere in conto polemiche e attacchi furiosi. È storia dei nostri ultimi trent’anni. Antesignano Berlusconi, che insaporiva le farneticazioni su golpe ed eversione giudiziaria sostenendo che “per fare questo lavoro (di magistrati) bisogna essere matti; se fanno questo lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana”» • 2025 -.
663. Stefania SANDRELLI Viareggio 5 giugno 1946. Attrice • Il 2 novembre 2020, quando muore Gigi Proietti, con cui formò una delle coppie più iconiche della nostra tv (Il maresciallo Rocca e Margherita Rizzo), racconta: «Già ci conoscevamo non bene benissimo, eravamo anche vicini di casa. Era andato a abitare, coincidenza, in quella che era stata la scuola elementare di mio figlio Vito. Mi fece leggere questo bellissimo progetto. Lo faccio volentieri, gli dissi, sarà un grande successo, gli avevo predetto, ma mi devi assicurare che il Maresciallo Rocca lo fai tu. Altrimenti non accetto» • Dopo che la pandemia di Covid-19 ne ha impedito l’uscita nelle sale, l’8 febbraio 2021 su Sky Cinema va in prima visione assoluta Lei mi parla ancora: di 413. Pupi AVATI, con 605. Renato POZZETTO, «racconta l’amore “immortale” di Nino e Caterina in una Ferrara di chiatte e balere, riprendendo il libro di Giuseppe Sgarbi, papà farmacista di Vittorio ed Elisabetta» (Paolo Baldini). A fine dicembre, intervistata da Emilia Costantini, la figlia Amanda (papà Gino Paoli) racconta: «Da Stefania, che se non fosse mia madre sarebbe perfetta, ho ereditato l’iracondia, quella che ti fa strillare come un’erinni, quella che vedi rosso e non sai controllarti in alcun modo, parli a sproposito dicendo cose di cui, in seguito, devi pentirti e chiedere scusa. Un difetto che lei stessa aveva ereditato da sua madre» • Presentato alla Festa del Cinema di Roma il 16 ottobre 2022, il 20 ottobre è nelle sale Astolfo di Gianni Di Gregorio: «Racconta i guai di un gentile professore settantenne che viene sfrattato dalla sua casa di Roma e decide di tornare al paesello nel palazzo di famiglia in rovina, dove raccoglie gli sbandati locali, litiga con il sindaco corrotto e s’innamora della quieta signora Stefania» (ibidem) • 2023 - • 2024 - • 2025 -.
664. Enrico VANZINA Roma 26 marzo 1949. Sceneggiatore • Dal primo luglio 2020 in streaming su Netflix Sotto il sole di Riccione di YouNuts!, omaggio al cinema vacanziero e al fratello Carlo, re dei cinepanettoni morto l’8 luglio 2018. Annunciata per il 15 ottobre l’uscita nelle sale del suo debutto da regista, Lockdown all’italiana, Massimo Gramellini scrive: «I social si sono scatenati come tori davanti alla muleta. Nessuno ovviamente ha già visto il film, ma è bastato associare il nome Vanzina a un evento nefasto per provocare un’ondata di moralismo emotivo. Non sono mancate le battute divertenti, “Nel 1986 avrebbe girato Natale a Chernobyl?”, ma si rimane esterrefatti dalla perentorietà di certi giudizi, o pregiudizi. Posso capire chi scuote il capo davanti all’estetica trash della locandina, ma da qui a scorgervi un’offesa ai morti ce ne corre. Il film non ironizza certo sullo strazio dei malati e dei loro parenti, ma sulla convivenza forzata di due coppie di coniugi in crisi: una condizione che quest’anno ha riguardato tantissimi italiani e sulla quale sono stati scritti centinaia di articoli di costume e di “meme” satirici e grotteschi, apparsi su quegli stessi social che oggi danno voce all’indignazione. La commedia — bella o brutta, si vedrà — viene massacrata a priori, neanche fosse un cinepanettone con infermiere scosciate inseguite da erotomani asintomatici per i corridoi di un ospedale, ma che ci volete fare?» • 2021 - • Il 27 gennaio 2022 viene pubblicato su Prime Video Tre sorelle, suo secondo film da regista: «Racconta l’estate (pre Covid) di tre sorellastre, stesso padre e madri diverse, che si ritrovano in vacanza al Circeo. Dopo molte delusioni, Serena Autieri, Giulia Bevilacqua e Chiara Francini più la massaggiatrice Rocio Munoz Morales vorrebbero cancellare gli uomini dalla loro vita. Invece ci ricascano. Cinepanettone balneare» (Paolo Baldini). Dal 13 luglio su Netflix Sotto il sole di Amalfi di Martina Pastori, cinepanettone di ritorno nato da una sua idea (sequel di Sotto il sole di Riccione) • Il 10 maggio 2023 è premiato con un David di Donatello speciale. A Giovanna Cavalli che chiede Una rivincita contro tanti critici che sui vostri film storcevano il naso risponde: «Questo mito va sfatato. In realtà ci apprezzavano. Solo una parte della sinistra era convinta che, siccome raccontavamo le vacanze a Cortina, la borghesia di via Montenapoleone, l’Italia di Craxi e Berlusconi, fossimo i cantori di quel mondo. Ora in compenso siamo di culto, leggono significati nascosti dove non ce ne sono» • Il 12 novembre 2024 esce il libro Noblesse oblige. Una storia di miseria e nobiltà: «Il mio primo romanzo umoristico, ambientato nel 1980. Un film comico su carta, di quelli che ormai non si girano più per il cinema. Quando gli italiani andavano in sala a ridere dell’Italia, un rito che si è perso» • 2025 -.
665. Antonio PATUELLI Bologna 10 febbraio 1951. Banchiere • Dal 28 gennaio 2013 presidente dell’Associazione Bancaria Italiana, il 10 luglio 2020 ottiene il quarto mandato • A inizio agosto 2021, intervistato da Fabrizio Caccia, il presidente del Copasir 56. Adolfo URSO dice: «Penso all’Autorità europea contro il riciclaggio appena istituita. Ecco, se posso permettermi, sono d’accordo col presidente dell’Abi, Patuelli: la sede giusta sarebbe proprio l’Italia, che nel contrasto al riciclaggio è all’avanguardia» • 2022 - • Ottenuto nel luglio 2022 il quinto mandato, a metà marzo 2023, intervistato da Andrea Rinaldi spiega: «Le banche sono società di estrema complessità, non hanno solo due piatti sulla bilancia – l’attivo e il passivo -, per cui l’equilibrio è qualcosa di estremamente complesso, ecco perché il lassismo è rischioso. Quando le banche centrali alzano i tassi di interesse, per le banche non è una festa generalizzata. I vantaggi si vedono subito e sono l’aumento dei ricavi, ma gli svantaggi si vedono solo più tardi: la crescita del costo della raccolta e le minusvalenze appunto sui portafogli titoli e le crisi di imprese che si traducono in insolvenze e sofferenze» • Il 30 maggio 2024 è eletto per un sesto mandato • 2025 -.
666. Raffaele NEVI Narni 9 marzo 1973. Politico • 2020 - • 2021 - • 2022 - • Dal 2018 deputato di Forza Italia, il 3 agosto 2023 diventa portavoce del partito subentrando a 455. Giorgio MULÈ • A fine novembre 2024, quando i forzisti non possono dire che il taglio del canone chiesto da 2. Matteo SALVINI «costringerebbe la Rai a pescare di più nel mercato pubblicitario, cosa non proprio graditissima a Mediaset» (Luca Angelini) attacca: «La Lega si dia una calmata. Salvini fa un po’ il paraculetto e dice che nel programma c’è anche la riduzione della pressione fiscale per difendere l’emendamento bocciato sul canone Rai. Ma quella mancetta di 0,50 euro a cittadino che avremmo regalato anche ai super-ricchi sarebbe costata 450 milioni di euro agli altri contribuenti» (poi si scusa per i toni) • A ottobre 2025, Lo scontro con la cedolare secca sugli affitti brevi, dichiara: «È una scelta profondamente sbagliata. Non eravamo stati informati e lo abbiamo letto solo nelle bozze. Non ci sembra equo equiparare la casa al trading sulle criptovalute: si abbassa il prelievo sulle valute digitali, ma si alza quello sugli immobili».
667. Gianluca FERRERO Torino 7 dicembre 1963. Commercialista • A fine novembre 2022 La crisi della Juventus: dopo le dimissioni in massa del Consiglio di amministrazione si dice che Exor, finanziaria degli Agnelli, lo indicherà come presidente • Il 18 gennaio 2023 succede a 133. Andrea AGNELLI e diventa presidente del club più scudettato d’Italia • Storico contabile della famiglia Agnelli, a inizio febbraio 2024 la Procura di Torino lo mette sotto inchiesta insieme a 70. John ELKANN e al notaio svizzero Urs Robert von Gruenigen per presunte irregolarità tributarie relative all’eredità di Gianni e Marella Agnelli, indagine aperta dopo l’esposto di 210. Margherita AGNELLI, che sull’eredità ha fatto causa ai suoi figli: avrebbero contribuito a vario titolo a impedire «l’assoggettamento all’imposizione fiscale della rendita vitalizia» che Marella riceveva dalla figlia, poco più di 8 milioni di euro nel 2018 e circa 580 mila nel 2019, quando la donna morì, il 23 febbraio, per un’evasione dell’Irpef — secondo l’accusa — di 3,5 milioni e di circa 244 mila euro • A inizio settembre 2025 chiede di patteggiare una condanna a 1 anno commutata in una sanzione pecuniaria da 73 mila euro, senza pene accessorie (Elkann chiede la messa alla prova con lavori socialmente utili, per Von Gruenigen è chiesta l’archiviazione). A metà dicembre il gip Antonio Borretta chiede per lui ed Elkann l’imputazione coatta: la richiesta riguarda due dei sei capi d’imputazione (dichiarazioni infedeli riferite a due annualità) che il procuratore aggiunto Marco Gianoglio e i sostituti Mario Bendoni e Giulia Marchetti avevano chiesto di archiviare. Ludovica Lopetti: «È accusato di dichiarazione infedele e truffa ai danni dello Stato per aver contribuito ad attuare il “disegno” per nascondere al Fisco italiano la vera residenza di Marella. Sul presupposto che la vedova dell’Avvocato fosse residente in Svizzera, sarebbe stata messa a segno un’evasione Irpef da 248,5 milioni e nascosta al Fisco una massa ereditaria (l’insieme dei beni del defunto) da 1 miliardo. Il commercialista risponde anche di falso in relazione alla dichiarazione sull’assetto della società semplice Dicembre — la cassaforte che consente a John Elkann il controllo dell’impero di famiglia — trasmessa alla Camera di Commercio di Torino con 17 anni di ritardo. I pm, va detto, potrebbero aderire all’indicazione del gip, formulando l’imputazione (e riportando così gli addebiti al perimetro originario), oppure proporre nuovamente l’archiviazione».
668. Alessandro ALFIERI Varese 2 febbraio 1972. Politico • Dal 2018 senatore del PD, a fine luglio 2020 Gian Antonio Stella, Le riforme da fare (a parole), scrive: «Leggere ora la forzista Mariastella Gelmini invocare “l’avvio d’una stagione di riforme decise e coraggiose da troppo tempo rinviate” parallelamente ai piddini Alessandro Alfieri e Andrea Romano (“i risultati raggiunti da Conte nella trattativa europea sono la base per l’apertura di una storica stagione di riforme”) consola ma insieme fa tornare a galla i soliti dubbi: non sarà la solita formula ripetuta inutilmente finora a pappagallo, un po’ da tutti a destra e a sinistra, oltre un migliaio di volte?» • 2021 - • 2022 - • A inizio aprile 2023 si legge che «L’incarico di responsabile Esteri potrebbe essere il nuovo terreno di scontro fra le due anime del Pd. La segretaria Elly Schlein l’avrebbe promesso a Peppe Provenzano, ma l’area Bonaccini gli preferirebbe Alessandro Alfieri» (Luca Angelini). Il 7 in segreteria gli vengono assegnate Riforme e Pnrr (gli esteri vanno a 126. Giuseppe PROVENZANO) • A fine ottobre 2024 esprime i mal di pancia dell’area vicina a 20. Stefano BONACCINI per la sconfitta di 37. Andrea ORLANDO contro 256. Marco BUCCI alle regionali della Liguria: «Purtroppo, sono prevalsi i veti. E ai veti è seguito un errore politico, pensare che si dovesse scegliere tra il 6% di Conte e il 2% di Renzi che si leggevano nei sondaggi» • A inizio dicembre 2025 è tra i firmatari di una proposta di legge presentata da 224. Graziano DELRIO per contrastare l’antisemitismo nelle scuole, nelle università e sul web (con 33. Simona MALPEZZI, 467. Alfredo BAZOLI, 77. Pier Ferdinando CASINI, 474. Filippo SENSI, 503. Walter VERINI, 235. Sandra ZAMPA) sconfessata dai vertici del partito perché fa sua la definizione di antisemitismo scritta dall’International Holocaust Remembrance Alliance che qualifica come antisemite molte delle critiche radicali contro lo Stato di Israele.
669. Francesca VERDINI Firenze 27 luglio 1992. Produttrice cinematografica • Figlia di 399. Denis VERDINI, dal 1999 fidanzata con 2. Matteo SALVINI, quando il leader leghista convoca per il 12 agosto 2020 una conferenza stampa a Forte dei marmi, si legge che «è in vacanza in Versilia con la figlia Mirta e la fidanzata Francesca Verdini» • 2021 - • Il 7 settembre 2022 si presentano mano nella mano sul red carpet alla Mostra del Cinema di Venezia, dove assistono alla prima del documentario su Zeffirelli. Il 18 presenzia «alla sua prima Pontida» • 2023 - • A inizio gennaio 2024 il padre e il fratello Tommaso sono al centro dell’inchiesta sugli appalti Anas: Verdini junior è arrestato per corruzione e turbativa d’asta (avrebbe aiutato una serie di ditte a partecipare e vincere, grazie all’accesso a informazioni riservate, appalti con l’Anas), al socio Fabio Pileri sono attribuite frasi tipo «Siamo il cognato del ministro», nelle carte giudiziarie spuntano i nomi dei sottosegretari leghisti 770. Federico FRENI («Sono gente che millanta») e 768. Edoardo RIXI («Zero preoccupazioni»). A marzo l’indagine sul pm 697. Antonio LAUDATI e sul finanziere 624. Pasquale STRIANO mette lei e il fidanzato tra gli oltre 800 spiati (politici, vip, campioni dello sport, imprenditori, manager) con accessi abusivi alle banche dati della Direzione nazionale antimafia • A metà novembre 2025, quando la sindaca di Genova 454. Silvia SALIS recita in consiglio comunale il rosario di insulti a sfondo sessuale di cui la gratificano sui social, «dall’altra parte della barricata politica» è la prima a farle eco. Erica Dellapasqua: «Questa volta ha pensato fosse troppo e così ha deciso di pubblicarli e rilanciarli sul suo profilo Instagram, gli insulti via social, contro entrambi e soprattutto contro il leader della Lega. “È tua figlia vero? Non posso pensare altro” le hanno scritto alludendo alla differenza di età, lei 33 e lui 52. E poi: “Che bassa autostima deve avere sta tizia, con quel panzone smidollato”. E poi ancora varie offese irripetibili, sull’aspetto fisico e a sfondo sessuale». A commento degli screen shot delle offese, scrive: «Mi dicono sempre di ignorare, di non rispondere. E hanno sicuramente ragione. Ma a volte mi metto a leggere e mi perdo dietro a tanto orrore. Non mi abituerò mai a leggere certe cose. Resto sempre allibita. Per la rabbia, per la volgarità, per il niente che c’è dietro a tanto odio. E mi chiedo: davvero mi devo abituare? Davvero dobbiamo solo fingere che non succeda? Boh».
670. Luca RICOLFI Torino 4 maggio 1950. Sociologo • 2020 - • A inizio luglio 2021, Quel fronte del no, dentro la sinistra, che incalza il Pd sul ddl Zan (vedi 95. Alessandro ZAN), Roberto Gressi parla de «l’idea che unisce un mondo variegato, in larga parte storicamente vicino al centrosinistra, robustamente convinto che solo se emendata questa legge possa passare. Un mondo che rimanda, insieme, una critica e un invito al Pd e al suo segretario, Enrico Letta, perché accetti una mediazione. È un’area di cui fanno parte, solo per segnalarne alcuni, Luca Ricolfi, Stefano Fassina e Giuseppe Vacca, Aurelio Mancuso e Ida Dominijanni, Cristina Comencini e Silvia Costa, Francesca Marinaro, Emma Fattorini, Cristina Gramolini». In un’intervista a “il Giornale” spiega: «La comunità Lgbt ha visto la ghiotta occasione di imporre a tutti la propria specifica e minoritaria visione del mondo. Aprire le porte a un uso opportunistico della scelta del genere, con i carcerati che chiedono il trasferimento nei reparti femminili e gli atleti “ex maschi” che gareggiano con le atlete». Il 14 ottobre esce il libro Il danno scolastico - La scuola progressista come macchina di disuguaglianza, scritto con la moglie Paola Mastrocola: «La scuola senza qualità è una macchina che genera disuguaglianza. Solo un cieco non vede come sono andate le cose: è la cultura progressista che ha inteso la democratizzazione non come mettere la cultura alta a disposizione di tutti, ma come “diritto al successo formativo”; e che ha demonizzato gli insegnanti che si opponevano all’abbassamento dell’asticella, o erano contrari a rilasciare falsi attestati. Ricevere un’ottima istruzione era l’unica carta in mano ai figli dei ceti bassi per competere con i figli di quelli alti» • A fine dicembre 2022, Aldo Cazzullo scrive che il suo libro La società signorile di massa «è la migliore descrizione dell’Italia di oggi che possa trovare» • Il 5 settembre 2023 esce La rivoluzione del merito. Angelo Panebianco: «Ricolfi pensa che la difesa del merito debba guardarsi da due nemici. Da un lato, la confusione fra merito e meritocrazia. Quello meritocratico è un ideale (il governo dei meritevoli) che ha pesanti implicazioni anti-egualitarie. È l’ideale di chi vuole ricostruire rigide barriere di classe, ma questa volta basate su un sistema di test presentati come obiettivi: di qua i meritevoli, di là tutti gli altri. Una cosa assai diversa da chi vuole che il talento individuale venga valorizzato e premiato senza prefigurare utopie sociali irrealizzabili o che, se realizzate, darebbero vita al contrario di una società libera e aperta. C’è però chi, contrastando la meritocrazia, ha gettato via anche il bambino (il merito) insieme all’acqua sporca. Il secondo nemico è rappresentato da un clima filosofico e culturale che, nel corso dei decenni, ha scavato nelle coscienze di tanti spingendoli a svalorizzare il merito scambiando ciò per una battaglia a favore dell’uguaglianza. Ricolfi passa in rassegna, mostrandone le debolezze, le idee di una lunga fila di pensatori che hanno contribuito al risultato negando diritto di cittadinanza al merito in una società democratica» • A metà aprile 2024 Mauro Magatti scrive che «Società signorile di massa — titolo di un libro di Luca Ricolfi di qualche anno fa — rimane la formula più centrata per descrivere l’Italia degli ultimi decenni, una volta esaurita la spinta creativa della ricostruzione e del boom economico» • 2025 -.
671. Monica BELLUCCI Città di Castello 30 settembre 1964. Attrice • 2020 - • A marzo 2021 in streaming Armi chimiche di Eran Riklis «racconta l’ultima missione di un agente del Mossad sotto copertura che deve trovare le prove delle forniture di gas tossici alla Siria da parte di una multinazionale belga. Con l’improbabile love story tra Ben Kingsley e Monica Bellucci» (Paolo Baldini). L’11 maggio è premiata con un David di Donatello speciale. Il 30 dicembre nelle sale La Befana vien di notte 2 - Le origini di Paola Randi «reinventa la leggenda della vecchina con le scarpe rotte trasformandola in una favola al femminile. La ladruncola Paola (Zoe Massenti), inseguita dal pessimo barone De Michelis (Fabio De Luigi), sta per finire al rogo ma viene salvata dalla strega Dolores (Monica Bellucci) e scopre di avere un dono» (ibidem) • Dal 15 settembre 2022 nelle sale Memory di Martin Campbell, «thriller di confine: il killer Liam Neeson, al servizio delle gang tra Texas e Messico, è all’ultima missione ma avverte i sintomi dell’Alzheimer, che ha già colpito il fratello, e si ribella al compito affidatogli: uccidere una ragazzina minorenne. Il boss che guida la compagnia criminale è la doppiogiochista Davana (Monica Bellucci)». Presentato fuori concorso alla 79ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, il 29 dello stesso mese è nelle sale Siccità di 937. Paolo VIRZÌ, «ritratto di una Roma in emergenza idrica: non piove da troppo tempo, il Tevere è in secca, la città è assediata dagli scarafaggi, assetata e senza sonno. Nel distopico contesto si muovono strani personaggi: il detenuto Silvio Orlando, il tassinaro Valerio Mastandrea, la diva Monica Bellucci, la dottoressa Claudia Pandolfi e l’avvocato Vinicio Marchioni» • Il 23 ottobre 2023 va in streaming su Prime Video Mafia Mamma di Catherine Hardwicke. Il 30 novembre è nelle sale Diabolik - Chi sei? dei Manetti Bros, presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma (sezione “Grand Public”) • Il 28 agosto 2024 è a Venezia col compagno Tim Burton • 2025 -.
672. Beatrice LORENZIN Roma 14 ottobre 1971. Politica • 2020 - • Già ministro della Salute (tra 2013 e 2018 nei governi di 12. Enrico LETTA, 6. Matteo RENZI, 25. Paolo GENTILONI), dal 2008 deputata (inizialmente col Pdl, dal 2019 col PD), a fine marzo 2021 Renato Benedetto, Hanno cambiato partito 125 deputati e 65 senatori. Come si è trasformato il parlamento in tre anni (e tre governi), scrive: «Qualche simbolo ha finito di esistere, in Aula e fuori. Come il “petaloso” Civica popolare — la peonia che ricordava una margherita — fondato da Beatrice Lorenzin per il voto del 2018 e archiviato un anno dopo» • A inizio agosto 2022, Paolo Mieli (Partito democratico e 5 Stelle, alleanze e occasioni perdute) sottolinea: «Berlusconi, nel 1994, non solo portò alla ribalta il popolo del centrodestra, ma unificò quelle masse pur così diverse e da allora, pur tra mille peripezie, quella moltitudine è rimasta un insieme. Per i leader della sinistra invece, usato un qualche riguardo per i provenienti dal Pci e dalla sinistra Dc, ha contato prevalentemente l’aritmetica. Tutto poteva entrare o uscire dal calderone dei propri votanti: il popolo di Lamberto Dini, quello di Antonio Ingroia, di Romano Misserville, o di Beatrice Lorenzin, ma anche quello di Vittorio Cecchi Gori e di infiniti altri». Il 25 settembre 2022 è eletta al Senato • A inizio marzo 2023 il suo nome finisce insieme a quello di 1192. Giulia GRILLO (ministro della salute dopo di lei) nel registro degli indagati della Procura di Bergamo per il mancato aggiornamento del Piano pandemico • A inizio luglio 2024 la Lega propone di abolire la sua legge che nel 2017 aveva introdotto l’obbligo di vaccinazione per iscrivere i bambini ad asilo nido e scuole dell’infanzia. L’immunologo 143. Sergio ABRIGNANI commenta: «Da ricercatore non posso che essere totalmente contrario. Appena si molla la presa le malattie infettive che possono essere prevenute col vaccino ritornano. Si è visto cosa è successo prima della legge Lorenzin, quando le coperture vaccinali si erano pericolosamente abbassate, anche al di sotto della soglia di sicurezza, tanto che sono emersi numerosi focolai di morbillo» • 2025 -.
673. Nadia TERRANOVA Messina 1 gennaio 1978. Scrittrice • Il 5 giugno 2020, Giornata dell’Ambiente, al “Corriere della Sera” che per l’occasione esce stampato su carta verde dice: «Io ho rinunciato al motorino e per Roma mi muovo a piedi o coi mezzi pubblici» • Il 20 aprile 2021 esce il libro per ragazzi Il segreto (illustrato da Mara Cerri) • 2022 - • 2023 - • A fine aprile 2024 fa sapere che prima che succedesse al collega 166. Antonio SCURATI, era stato cancellato un suo monologo sulle cariche delle forze di polizia contro gli studenti, a Pisa il 23 febbraio (doveva andare in onda a Che sarà). Intervistata da “il manifesto” racconta: «La redazione mi aveva invitata a scrivere un monologo, che io stessa avrei dovuto leggere. L'ho fatto, ma il testo non è stato reputato adatto alla puntata». Poi aggiunge: «A me sembra che quasi ci si aspetti una forma di autocensura. Quando ho raccontato questa vicenda alle persone che conosco mi è stato detto: be’, ma che ti aspettavi?. Come se si desse per scontato che si possa essere scomodi ma solo fino a un certo punto. Ecco, per paradosso, quasi preferisco chi è dichiaratamente servile a chi accetta di essere scomodo ma solo un po’» • Il 4 giugno 2025 il suo Quello che so di te è annunciato nella cinquina dello Strega (le era già successo con Addio fantasmi nel 2019, quando aveva vinto M. Il figlio del secolo di Scurati), il 3 luglio il premio va a 949. Andrea BAJANI (L’anniversario), lei finisce terza dietro a 1160. Elisabetta RASY (Perduto è questo mare).
674. Sergio COSTA Napoli 22 aprile 1959. Politico • Dal 2018 ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare nei governi di 3. Giuseppe CONTE, a inizio marzo 2020 Ivo Caizzi scrive: «Francia, Italia, Spagna e altri nove Paesi membri sostengono l’accelerazione sugli obiettivi di riduzioni delle emissioni inquinanti di CO2 entro il 2030, per consentire all’Ue di guidare l’impegno internazionale contro il surriscaldamento del pianeta. La Germania, che è il più grande e influente Paese membro, frena per tutelare le grandi industrie tedesche molto inquinanti, che preferirebbero tempi lunghi per introdurre tecnologie più sostenibili. Nel Consiglio dei ministri l’Italia, rappresentata dal responsabile dell’Ambiente Sergio Costa del M5S, punta a guidare il gruppo di Paesi favorevoli a una Legge sul clima con obiettivi più ambiziosi» • 2021 - • Terminata il 13 febbraio 2021 l’esperienza governativa, il 25 settembre 2022 è eletto alla Camera nel collegio uninominale Campania 1 - 02 (Napoli - Fuorigrotta): prende il 39,73% contro il 24,39 di 11. Luigi DI MAIO. Il 19 ottobre è eletto vicepresidente della Camera. Il 27 novembre, quando salgono a sette le vittime estratte dal fango che all’alba del 26 ha invaso il paese di Casamicciola, a Ischia, travolgendo case e auto, lui che da generale dei carabinieri forestali ha svolto sull’isola numerose attività d’indagine relative proprio all’abusivismo edilizio, parla di 27 mila domande di condono edilizio presentate dal 1985: «In questo dato, naturalmente, c’è tutto: dalla singola stanza edificata senza permesso alla casa costruita ex novo senza licenza. Ne ho viste molte realizzate sui crinali della montagna franosa o lungo i percorsi di scolo delle acque». Massimo Franco: «Il partito meno attaccato è Fratelli d’Italia: forse perché era spesso all’opposizione. Quello più in imbarazzo, invece, è il movimento di Conte. E non solo per le bordate che continuano ad arrivare dal Terzo polo di Carlo Calenda e Matteo Renzi, e dal Pd. La difficoltà nasce dal fatto che la responsabilità politica di quanto fu deciso a Palazzo Chigi ricade sull’allora premier grillino. Il fatto che prima abbia negato il condono, poi i Cinque Stelle lo abbiano imputato al solo Di Maio, evocando i contrasti con l’allora ministro grillino all’ambiente, Sergio Costa, è la conferma di un imbarazzo profondo. Ma se non era un condono, perché additare l’ex ministro scissionista? Se invece lo era, a dovere spiegare sono l’intero M5S e la Lega sua alleata» • Il 5 aprile 2023 un 26enne di Caldes, Andrea Papi, è ucciso da un orso mentre si allena correndo nei boschi sopra il paese della Val di Sole. Il presidente della Provincia autonoma di Trento, 337. Maurizio FUGATTI, stabilisce con un’ordinanza l’uccisione del killer «per motivi di ordine pubblico». Mentre la Lav annuncia ricorso al Tar, intervistato da Alessandra Arachi racconta: «Nel 2018 durante il mio primo ministero, proposi un progetto al presidente Fugatti per gli orsi, un progetto articolato, lo avrebbe finanziato tutto il ministero». Cosa prevedeva quel progetto? «Il monitoraggio degli orsi, per prima cosa. Poi un radiocollare con il sistema satellitare per gli orsi, che si sarebbero potuti rintracciare ovunque. Avremmo messo il collare al 98 per cento degli orsi». Una volta messi i collari cosa si poteva fare? «Si sarebbe segnalata la presenza degli orsi volta per volta, pubblicizzandola come si fa con i bollettini della neve. Segnalando i pericoli: dove stanno gli orsi con i cuccioli, dove mangiano, dove sono fermi, come si spostano. Questo per cominciare». Per poi fare cosa? «Quello che nel parco nazionale d’Abruzzo si fa da molti anni: rendere stabile la convivenza pacifica tra l’uomo e l’orso. In Abruzzo non ci sono problemi. Ormai sono passati cinquant’anni da quando si è cominciato a creare il rapporto tra gli orsi e gli esseri umani». Perché questo progetto non è stato realizzato? «Non è mai stato messo all’ordine del giorno della Conferenza delle Regioni». E adesso? Il ministro dell’Ambiente può fermare l’ordinanza per l’abbattimento dell’orso? «Il governatore per quell’ordinanza ha usato il testo unico delle leggi di pubblica-sicurezza, non il Pacobace, il piano di gestione degli orsi. Il ministro non può intervenire. Io da ministro non ho potuto farlo per l’orso Papillon». L’orso che fuggiva da tutte le prigioni dove veniva rinchiuso? «Già, non ho potuto fare niente per la libertà di Papillon. Soltanto un ricorso al Tar. Che ho perso». Adesso che fa Papillon? «Purtroppo è all’ergastolo» • Il 7 gennaio 2024, quando alla cerimonia di commemorazione di Acca Larenzia, ex sede dell’Msi dove il 7 gennaio 1978 furono uccisi due giovani esponenti del Fronte della Gioventù, Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta, vengono immortalati in video saluti romani al grido «Presente!», annuncia un esposto in procura per accertare se sia stato commesso il reato di apologia di fascismo • 2025 -.
675. Antonio ALBANESE Olginate 10 ottobre 1964. Attore • A settembre 2020 in streaming Come un gatto in tangenziale di 694. Riccardo MILANI, film campione d’incassi con 228. Paola CORTELLESI che racconta l’incontro tra una saggia borgatara e un manager con il mignolo alzato per la love story tra i figli minorenni (il film gli è valso nel 2018 il Nastro d’Argento e l’ottava candidatura al David di Donatello) • Il 26 agosto 2021 (anteprima il 14 e 15) è nelle sale Come un gatto in tangenziale 2 - Ritorno a Coccia di Morto • 2022 - • Il 12 gennaio 2023 è nelle sale Grazie ragazzi di Milani, «riuscito esempio di commedia sociale: l’attore in disarmo Antonio Cerami sbarca il lunario doppiando film hard quando viene contattato dall’amico trombone Michele per un corso di teatro ai detenuti» (Paolo Baldini). Il 20 giugno l’interpretazione gli vale il secondo Nastro. Il 23 novembre è nelle sale Cento domeniche, di cui è anche regista. Gian Antonio Stella: «Quella che Antonio Albanese narra in Cento domeniche, le troppe festività sacrificate al lavoro da una miriade di formiche operaie per strappare un futuro migliore alla famiglia, non è una vicenda umana isolata e individuale. È la storia di centinaia di migliaia di risparmiatori italiani che si fidavano dei loro storici istituti di credito, magari fondati un secolo e mezzo prima “con la firma del luogotenente di Vittorio Emanuele II!”, come si fidavano del parroco, del medico condotto, dell’acqua buona che usciva dai rubinetti. E pagarono carissimo un doppio tradimento. Economico e morale» (arriverà la nona candidatura al David, il 3 maggio 2024 gli sarà preferito il Michele Riondino di Palazzina Laf) • 2024 - • Il 7 ottobre 2025, dopo le regionali in Calabria vinte da 233. Roberto OCCHIUTO, Gianluca Mercuri scrive che lo sconfitto 184. Pasquale TRIDICO merita rispetto per aver tentato una sfida impossibile «ma con certe uscite – come il bollo dell’auto da abolire per lo stato penoso delle strade calabresi – ha ricordato il Cetto La Qualunque di Antonio Albanese». Il giorno dopo è Alessandro Trocino a scrivere che «è inciampato in gaffe e proposte ridicole, come l’assunzione di 7 mila forestali (vedi alla voce Cetto La Qualunque)».
676. Matteo RICHETTI Sassuolo 3 agosto 1974. Politico • Dal 2018 senatore del Pd, a metà giugno 2020 Francesco Verderami (La sindrome del 101 sulla corsa per il Quirinale. Renzi: “Il voto può sfuggire di mano”) Francesco Verderami scrive: «Il Pd vorrebbe perpetuare una linea di continuità politica al Quirinale, ma teme di veder vanificati i propri sforzi: oltre il problema dei rapporti di forza, a preoccupare i democratici è la “sindrome dei 101”, che cioè possa ripetersi quanto capitò nel 2006 con Prodi, la cui candidatura fu affondata da un centinaio di franchi tiratori. A sentire quel numero Renzi mette le mani avanti: “Io non c’entro. Dei miei, allora, gli unici a non votare Prodi furono Nardella e Richetti”» • 2021 - • Dal 20 febbraio 2022 presidente di Azione, il 17 settembre Richetti e le presunte molestie. Alessandro Trocino: «Una brutta storia, raccontata da Fanpage, con l’intervista alla presunta vittima, anonima. Lei, “Ambra”, nome di fantasia, aspirante funzionaria di partito, accusa “un senatore” di molestie sessuali, ma spiega che non riesce a trovare la forza di denunciare. Lui, il senatore accusato e fino a oggi ufficialmente senza nome, ha invece un profilo piuttosto noto: Matteo Richetti, presidente di Azione ricandidato in Emilia-Romagna alle elezioni del 25 settembre e braccio destro di Carlo Calenda. Lo stesso Richetti aveva già provveduto, diversi mesi fa, a denunciare per molestie e stalking la ragazza. Da una parte, dunque, l’accusa della ragazza. Dall’altra la controccusa, per una storia tutta da chiarire» (la donna deciderà di non procedere). Il 25 è eletto alla Camera, il 18 ottobre diventa capogruppo • A inizio luglio 2023 sottoscrive con 3. Giuseppe CONTE, 9. Elly SCHLEIN, 42. Nicola FRATOIANNI, 36. Angelo BONELLI, 75. Riccardo MAGI la proposta per un salario minimo fissato a 9 euro anche per parasubordinati e autonomi. Il 5 dicembre Conte strappa platealmente in Aula il disegno di legge, accusando il governo di averlo reso carta straccia. Luca Angelini: «La legge delega voluta dall’esecutivo ha, di fatto, chiuso ogni discorso sull’argomento, e a Montecitorio le opposizioni sono insorte. Schlein, Conte, Fratoianni, Magi e Richetti, che avevano sottoscritto la proposta, hanno tolto le loro firme perché non si riconoscono più nel testo arrivato alla Camera» • A fine marzo 2024 presenta una mozione per la sfiducia di 2. Matteo SALVINI motivata dai rapporti della Lega con Russia Unita, il partito di Valdimir Putin, il 3 aprile è respinta con 211 no, 129 sì, 3 astenuti • 2025 -.
677. Mario BALOTELLI Palermo 12 agosto 1990. Calciatore • All’Inter fino al triplete del 2010, vicecampione d’Europa con la nazionale nel 2012, lasciata nel 2016 l’Italia per la Francia dopo una doppia esperienza al Milan, ad agosto 2019 torna in patria ingaggiato dal Brescia, Il 19 gennaio 2020 entra nel finale di una sfida casalinga col Cagliari, otto minuti e si fa espellere «per un platealissimo “vaffa” all’arbitro, che lo aveva ammonito per un intervento ruvido su Pisacane. Un giallo che ci stava, l’entrata non era cattiva ma scomposta» (Carlos Passerini). L’allenatore Eugenio Corini lo difende: «Il cartellino giallo era eccessivo, Mario era sulla palla e non vede il difensore. Non riteneva giusta la decisione dell’arbitro e ha reagito. Era entrato con l’idea di farci vincere la partita, ma non abbiamo potuto sfruttarlo». Lui replica via Instagram: «È incredibile come un episodio possa cambiare sempre in troppo positivo o troppo negativo l’opinione di tutti drasticamente sull’essere e sulla professionalità di una persona. Proseguirò con il mio lavoro quotidiano anche questa volta, non è un problema. Voi continuate a giudicarmi come volete». A fine settembre il cantante Fausto Leali, espulso dal Grande fratello vip per aver parlato di «cose buone fatte dal Duce» e per aver chiamato «negro» suo fratello Enock Barwuah, dice: «Non sono razzista, sono soltanto timido. Uscirò a cena con Balotelli» • 2021 - • A inizio novembre 2022, quando una studentessa e giocatrice di calcio marchigiana di 15 anni, figlia di genitori nigeriani, racconta le offese subite per anni solo perché nera, le ultime da parte del padre di una ragazza della squadra avversaria, Elena Tebano scrive che «Spesso si è parlato di razzismo nello sport, a partire dei casi di Mario Balotelli o Paola Egonu. Qualcuno li ha accusati di esagerare, ma per capire appieno cosa devono affrontare gli italiani neri, anche i campioni sportivi, bisogna partire da storie (intollerabili) come questa» • A fine gennaio 2023 Massimo Gramellini scrive che del calciatore 307. Nicolò ZANIOLO «si può pensare tutto, anche niente (per esempio che è un sopravvalutato senza carattere, alla Balotelli)» • Il 4 novembre 2024, ritorno in Serie A col Genoa dopo tre anni abbondanti tra Svizzera e Turchia, entra all’86’ di una sfida col Parma e si fa ammonire (a fine campionato sarà svincolato) • 2025 -.
678. Diletta LEOTTA Catania 16 agosto 1991. Conduttrice tv • Scelta da 71. AMADEUS come co-conduttrice, il 4 febbraio 2020 è sul palco del Festival di Sanremo • A metà febbraio 2021 «l’incredibile storia della banda che, a Milano, non solo spiava i movimenti dei vip su Instagram, ma grazie alle foto che postavano, riusciva a ricostruire “zona, stabile, piano, tipologia di finestre e perfino la planimetria dell’appartamento”. È successo alla giornalista Diletta Leotta, all’influencer Eleonora Incardona, al calciatore dell’Inter Achraf Hakimi. La polizia ha arrestato quattro bosniaci». Dal 16 dicembre nelle sale Chi ha incastrato Babbo Natale? di 957. ALESSANDRO SIANI: «È la storia di un Santa Claus in crisi (Christian De Sica) che nella consegna dei regali ai bambini deve fronteggiare una multinazionale senza cuore. Lo salvano un truffatore napoletano (Siani) e la nipote Sasa (Diletta Leotta)» (Paolo Baldini) • 2022 - • A fine maggio 2023, prima di partire con l’intervista, Renato Franco la descrive così: «Aria da principessa Disney ma con quel tocco di Milo Manara, Diletta Leotta sembra incarnare il desiderio di un sogno irraggiungibile per tanti: bellezza, successo, soldi. Una vita da Instagram, meglio di quella vera. Anche la storia d’amore con Loris Karius — un pezzo di portiere tedesco, 1 e 90, chiaramente imparentato con qualche vichingo vicino a Thor — sembra uscita da una fiaba». Incinta («L’ho scoperto il 24 dicembre»), il 19 giugno arriva il suo podcast Mamma Dilettante. Il 16 agosto, giorno del suo 32° compleanno, nasce Aria Rose • 2024 - • Il 10 luglio 2025 Mediaset, bocciate Blasi e Leotta. Alessandro Trocino: «Tra le cose non politiche dette da Pier Silvio Berlusconi, spicca la bocciatura del programma La talpa (condotto da Diletta Leotta) e di The Couple (guidato da Ilary Blasi), con parole molto dure: “Sono due dei programmi più brutti che abbia mai visto. Mentre li guardavo mi veniva la pelle d’oca dalla rabbia”. La colpa? “È degli autori”».
679. ORNELLA MUTI - Francesca RIVELLI Roma 9 marzo 1955. Attrice • A fine giugno 2020 Candida Morvillo chiede a 605. Renato POZZETTO, lasciato solo a Roma dalla moglie che voleva restare a Milano, Non era gelosa delle attrici bellissime con cui lavorava: Edwige Fenech, Eleonora Giorgi, Ornella Muti? • A fine ottobre 2021, tra le persone arrestate dai Nas in un’operazione contro il traffico di sostanze stupefacenti, c’è la sorella Claudia, (Roma 16 giugno 1950) accusata di importazione e cessione di GBL, la droga dello stupro (patteggerà una pena ad un anno e cinque mesi) • L’11 gennaio 2022 vengono annunciate le 5 conduttrici che dal 1° al 5 febbraio affiancheranno, una per serata, 71. AMADEUS al Festival di Sanremo: in compagnia di 846. Sabrina FERILLI, Maria Chiara Giannetta, Lorena Cesarini e 1439. DRUSILLA FOER, «Il nome che fa più rumore è quello di Ornella Muti, l’attrice che è uscita dagli schermi dei cinema per entrare nell’immaginario collettivo degli italiani lavorando per Monicelli e Risi, per Verdone e Scola, per Francesca Archibugi e Paolo Virzì» (Renato Franco). Il 31 gennaio è protagonista della prima polemica del Festival. Maria Volpe: «Sul suo profilo Instagram, l’attrice ha postato una sua foto in bigodini, in una pausa delle prove al Teatro Ariston. E indossa una collanina con un ciondolo a forma di foglia di marijuana. Accanto a lei c’è la figlia Naike Rivelli: anche lei indossa una collanina con il ciondolo simile a quello della mamma; in più Naike ha anche un paio di orecchini con lo stesso tema. Gioiellini che non sono sfuggiti ai follower. Subito se ne sono accorti i deputati di Fratelli d’Italia, Federico Mollicone, commissario di Vigilanza Rai, e Maria Teresa Bellucci, capogruppo in commissione Affari Sociali: “Riconosciamo in Ornella Muti una grande icona del cinema italiano, ma riteniamo improprio il sostegno alla liberalizzazione della cannabis espresso in un post da parte della co-conduttrice di Sanremo”. Che aggiungono: “Non vorremmo che Sanremo possa diventare il megafono delle posizioni del fronte della cannabis libera e del referendum. Tanto più di fronte ai recenti fatti di cronaca che vedono coinvolta la sorella di Ornella Muti, Claudia, in una maxiretata per smercio di sostanze stupefacenti. La riteniamo un’esternazione impropria. L’uso della cannabis in Italia è illegale, se non per uso terapeutico”. La cannabis è una vera e propria battaglia per mamma e figlia. A settembre avevano lanciato una nuova linea di prodotti realizzati con la cannabis. Sui social avevano annunciato la nascita di una associazione che ha come obiettivo quello di dare supporto ai malati e proporre iniziative di “green economy”». Incalzata, spiega: «Mi curo omeopaticamente ed è una mia scelta, che grazie a Dio non è vietata, ma ci sono testi e persone più giuste di me per parlare di questi temi, dell’uso della cannabis per i bambini epilettici, per le persone malate: non è che un bambino debba fumare una canna, la cannabis è una pianta che dà oli, estratti, è una scelta del paziente se usarla o no». Quanto alla questione del referendum «legalizzare la cannabis forse sarebbe la cosa migliore visto che girano droghe più pesanti e pericolose. È come il bere, beviamo tutti, ma poi ci sono ragazzini che vanno in coma etilico. Bisogna stare attenti, vedere legalizzando cosa succede». Il primo febbraio Franco e Andrea Laffranchi dopo averla vista sul palco le danno cinque e mezzo: «Nomen omen. Ornella Muta. Non è colpa sua ma è vittima di un Festival che non riesce a uscire dai soliti schemi. Fino a mezzanotte viene relegata al ruolo di valletta e si limita a presentare le canzoni. Poi le danno il contentino della foto-intervista con i ricordi dei grandi con cui ha lavorato. Per il Festival un’occasione persa». Aldo Grasso commenta: «La prestazione di Ornella Muti non è stata esaltante. Ma perché nella galleria di attori che hanno lavorato con lei non c’era Celentano, con cui ha girato i suoi film più famosi? Mistero» • 2023 - • 2024 - • Il 3 marzo 2025, quando muore Eleonora Giorgi, «ricorda gli inizi insieme, cinquant’anni fa, sul set del melò Appassionata di Gianluigi Calderone (1974), lanciato dal press agent Enrico Lucherini anche con la trovata della presunta rivalità tra le due attrici: “Eravamo piccole... Io la ammiravo, Eleonora era in gamba, parlava di politica, pensavo ‘quanto è figa, io non ci riuscirei’”. Tutt’altro che antagoniste, hanno lavorato insieme anche nel 2003 nel suo film Uomini & donne, amori & bugie, e nella serie tv Lo Zio d’America, diretta da Rossella Izzo» (Natalia Distefano).
680. Pietro “Piero” PELÙ Firenze 10 febbraio 1962. Cantautore • Dal 4 all’8 febbraio 2020 è in gara sul palco dell’Ariston, ad Aldo Cazzullo e Andrea Laffranchi che gli chiedono che cosa ci fa El Diablo, il rocker maledetto, il musicista antisistema, al Festival di Sanremo? risponde che «Festeggia i quarant’anni di musica». La canzone con cui è in gara, Gigante, è dedicata a un bambino. «A mio nipote Rocco, tre anni, figlio di mia figlia Greta. Ma anche ai ragazzi del carcere minorile di Nisida: storie dure, infanzie negate. È scritta in un linguaggio abbastanza basico, con immagini legate al fantasy. Ma il verso “il tuo non è un pianto/ è il tuo primo canto” l’ho scritto con Erri De Luca». Ha mai fatto uso di droghe? «Sono un figlio degli anni 70, ho girato l’Italia a suonare negli anni 80 e 90... Ho perso moltissimi amici per la droga. Ringo, mio migliore amico e batterista dei Litfiba, è morto per overdose nel 1990. L’ho sognato tre giorni dopo, mi ha detto: tutto bene. Da allora lo sogno spesso, l’ultima volta mi ha detto: Piero, resta concentrato [...] Bisognerebbe insegnare a scuola sia l’educazione sessuale, sia a conoscere le droghe. Un ragazzo deve sapere se fuma una concentrazione di Thc più meno elevata. Quelle leggere andrebbero liberalizzate, per togliere alle mafie la principale fonte di reddito». Lei le usa per ispirarsi? «A dire il vero, ogni volta che fumavo una canna collassavo. Ho scoperto così di avere la pressione bassa» (in gara finisce al 5° posto) • Il 13 agosto 2021 muore Gino Strada, Mario Porqueddu ricorda quando con 245. JOVANOTTI e 612. LIGABUE destinarono alla sua Ong Emergency i proventi del loro singolo contro la guerra (Il mio nome è mai più, pubblicato il 17 giugno 1999) • Il 12 febbraio 2022 compie 60 anni, per l’occasione smentisce una volta di più la leggenda metropolitana che abbia cantato la sigla di Jeeg Robot d’acciaio: «Ah ah, magari. No, si chiamava Roberto Fogu il cantante. Forse l’equivoco è nato dal fatto che entrambi i nostri cognomi finissero per u. Comunque poi l’ho incisa anch’io» • 2023 - • A metà settembre 2024 è tra gli ospiti dell’undicesima edizione del Tempo delle Donne con, tra gli altri, 4. Mario DRAGHI e 169. Matteo Maria ZUPPI • 2025 -.
681. Susanna NICCHIARELLI Roma 6 maggio 1975. Regista • Il 5 settembre 2020 viene presentato alla 77ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia Miss Marx, Paolo Mereghetti gli dà 9: «Lontana dal raggelamento fassbinderiano come dagli incendi truffautiani, la messa in scena di Susanna Nicchiarelli cerca un equilibrio tra passione e riflessione capace di non sminuire la forza di una storia esemplare ma insieme di non trasformarla in un dispositivo per commuovere o indignare. Riuscendo a dimostrare una compattezza e un controllo della materia (senza una sbavatura o una esitazione) davvero notevolissimo. Brava!». Dal 17 nelle sale, è il «ritratto di Eleanor Marx, figlia minore dell’autore del Capitale, morta suicida a 43 anni in seguito a una delusione d’amore. L’attivista e la compagna innamorata dell’uomo sbagliato» (Paolo Baldini) • Candidata al David di Donatello per film e regia, l’11 maggio 2021 in entrambe le categorie è premiato Volevo nascondermi di 649. Giorgio DIRITTI. Nello stesso mese è tra le protagoniste dei 7 episodi della serie podcast Mama non Mama, in cui la vicedirettrice vicaria del “Corriere della Sera” Barbara Stefanelli dialoga con 6 donne che raccontano la loro esperienza di madre (e una che invece ha scelto di non diventarlo): oltre a lei, Ludovica Comello, 610. Elisa DI FRANCISCA, Carmen Consoli, Susanna Elena Goitini, 114. Ilaria CAPUA, 118. Lilli GRUBER • Il 9 settembre 2022 viene presentato alla 79ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia Chiara, il 7 dicembre il film arriva nelle sale: «Ripropone la figura di Chiara, la santa più amata, che fu vicina a Francesco e con lui condivise un bisogno rivoluzionario di povertà. Elogio dell’energia vitale della gioventù e della forza della fede: Chiara è Margherita Mazzucco, lanciata da L’amica geniale, mentre il poverello di Assisi ha il volto di Andrea Carpenzano» (candidata al David per la sceneggiatura originale, il 10 maggio 2023 le saranno preferiti 633. Roberto ANDÒ, Ugo Chiti e Massimo Gaudioso, autori de La stranezza) • 2023 - • Il 3 maggio 2024 vince con 249. Marco BELLOCCHIO il David di Donatello per la sceneggiatura adattata di Rapito (seconda statuetta, la prima nel 2018 per la sceneggiatura originale di Nico) • 2025 -.
682. Fiona MAY Slough (Regno Unito) 12 dicembre 1969. Ex lunghista • A fine gennaio 2020 Marco Bonarrigo parla di 258. Larissa IAPICHINO, figlia avuta dall’ex marito 1036. Gianni IAPICHINO, «Molti vedono in lei la salvatrice di un’atletica italiana un po’ spompata (chi salta 6 metri e 64 alla sua età ha talento da vendere)». Il 18 luglio, quando compie 18 anni, a Gaia Piccardi che le chiede I salti di mamma Fiona, due ori mondiali e due argenti olimpici, li ha studiati su YouTube? risponde: «Sono andata a vederli per curiosità, certo, ma io e lei abbiamo due stili completamente diversi e l’atletica in casa non è l’argomento principale». I paragoni con Fiona la accompagneranno per tutta la carriera. Lusso o fastidio? «Mamma è mamma, come si fa a non parlarne? Lei è un po’ ansiosa e durante le mie gare tende a fare cose strane: salta, urla, agli Europei Under 20 di Boras era insopportabile» • Medaglia d’argento nel 1996 ad Atlanta (battuta per dieci centimetri dalla nigeriana Chioma Ajunwa, appena due meglio della statunitense Jackie Joyner-Kersee) e nel 2000 a Sydney (battuta per 7 centimetri dalla tedesca Heike Drechsler), a fine giugno 2021 arriva un’altra delusione olimpica: Larissa, vittima di un infortunio, è costretta a rinunciare ai Giochi di Tokyo • A metà agosto 2022 Aldo Cazzullo scrive «Sara Simeoni ha sposato il proprio allenatore, Erminio Azzaro. Lo stesso ha fatto Fiona May»: in realtà il matrimonio è del 1994, quando Iapichino era ancora un astista, divenne suo allenatore nel 1997 • A inizio marzo 2023 con un salto di 6 metri e 97 Larissa vince l’argento nel lungo agli Europei indoor di Istanbul e supera il suo primato al coperto (resiste quello all’aperto, 7,11 metri stabilito a Budapest il 22 agosto 1998) • 2024 - • 2025 -.
683. Luca BIZZARRI Genova 13 luglio 1971. Attore • A maggio 2020 in streaming Un figlio di nome Erasmus di Alberto Ferrari «racconta la reunion dopo vent’anni di quattro ex studenti uniti da uno stage a Lisbona: Daniele Liotti, Ricky Memphis, Paolo Kessisoglu e Luca Bizzarri. La donna che tutti hanno amato è morta, lasciando un figlio di cui ognuno di loro potrebbe essere padre» (Paolo Baldini). A luglio, quando la ministra dell’istruzione 110. Lucia AZZOLINA dichiara «Abbiamo creato un software. Credetemi, non esisteva. Non avevamo un software che ci dicesse esattamente quanti metri quadrati abbiamo per ogni singola classe delle nostre scuole, quanti negli auditorium, quanti nelle palestre, quanti nelle sale docenti. Questo software lo abbiamo creato noi», l’episodio passerebbe forse inosservato senza l’eco social da lui sollevato («Quella del software non è terribile. È una stronzata, non puoi dire una stronzata ogni tre giorni») • A inizio ottobre 2021 Aldo Grasso («Quelli che il lunedì» a caccia del ritmo del varietà della sera) scrive: «Il programma condotto da Mia Ceran, Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu è stato spostato dalla domenica pomeriggio al lunedì sera, causa spacchettamento partite di calcio. Anzi, di calcio non si parla proprio più [...] le cose migliori le devono fare Luca e Paolo: la canzone parodia sulla Bestia, l’imitazione strepitosa del prof. Matteo Bassetti, il quiz “Chi vuol essere talebano”, con un buon ripasso del dialetto genovese [...]» • Il 9 giugno 2022 nelle sale Il giorno più bello di Andrea Zalone: «È la storia di Aurelio, creatore di matrimoni in crisi sentimentale che vede la sua attività a rischio e decide di vendere, ma per farlo dovrà prima organizzare le nozze perfette. Luca & Paolo show» (ibidem) • A inizio marzo 2023, intervistato da Renato Franco dice: «Credo che io e Paolo abbiamo una caratteristica rispetto ad altri comici: spariamo a 360 gradi. Io cerco di trovare il brutto in tutti, altra peculiarità dei genovesi. Quindi vado a scovare la magagna pure nelle persone che in teoria mi rappresenterebbero di più. Così alla fine l’unico che non ha amici sono io». Le hanno dato del fascista, ma anche del comunista, copre tutto l’arco parlamentare degli insulti... «È vero, ma succede molto più a destra che a sinistra, però. La grande differenza tra destra e sinistra è che la sinistra ride quasi esclusivamente di se stessa mentre la destra non ne è capace. Credo dipenda dal fatto che non ci sono — non dico comici — ma anche rappresentanti di destra che prendono in giro i loro capisaldi, che rimangono patrimoni intoccabili. E questo essere così aziendalisti è l’aspetto che forse gli fa vincere le elezioni». Il politicamente corretto la condiziona? «Un po’ sì: è brutto che non si possano fare più le battute grevi. A diMartedì ne avevo una sulla Schlein che mi faceva tanto ridere, solo che era greve... Ho pensato: ma perché mi devo far rompere le scatole per una battuta? L’ho tolta, anche se con una certa disperazione. Un vero peccato... Senza dimenticare l’ipocrisia enorme che ci circonda: se la stessa battuta l’avessi fatta sulla Santanché nessuno avrebbe detto nulla» • 2024 - • 2025 -.
684. ELISA - Elisa TOFFOLI Trieste 19 dicembre 1977. Cantante • A fine giugno 2020 Luciano Fontana (I due Giuseppe Conte di questa emergenza), criticando 3. Giuseppe CONTE scrive «per non parlare della sfilata degli Stati generali con centinaia di sigle consultate, con l’aggiunta di attori, artisti, sportivi e in chiusura la bravissima Elisa che amiamo alla radio o in concerto ma non capiamo cosa ci facesse agli Stati generali». A luglio in streaming Cobra non è del debuttante Mauro Russo, autore di videoclip, «racconta i tormenti di un rapper sensibile che, per rilanciarsi, è costretto ad avventurarsi nel mondo del crimine. Con la partecipazione speciale di divi della canzone come Clementino, Elisa, Max Pezzali, Tonino Carotone» (Paolo Baldini) • A inizio maggio 2021 è Francesco Verderami a tirarla in ballo ricordando che 4. Mario DRAGHI «non fu invitato agli Stati generali indetti dal governo, nonostante partecipassero anche cantanti e artisti, come Elisa e Monica Guerritore» • Il 15 gennaio 2022 Andrea Laffranchi, ascoltate le canzoni in gara all’imminente Festival di Sanremo, la mette al primo posto con un 8 in pagella: «Ha il vestito per uccidere. Una ballad con pianoforte e archi a guidare una voce che fa venire i brividi. Restando in metafora cinematografica sotto il vestito c’è molto». Il 4 febbraio, in coppia con Renato Franco, alza il voto a 8,5: «Ascoltarla cantare è come andare a fare un massaggio: trasmette vibes positive». Il 5 la sua O forse sei tu finisce al secondo posto, battuta dai Brividi di 326. MAHMOOD e 984. BLANCO • Il 10 febbraio 2023 a Sanremo è tra i grandi ospiti per la tradizionale serata dei duetti con 471. Eros RAMAZZOTTI, 725. Edoardo BENNATO, 38. FEDEZ, 955. Manuel AGNELLI, 1393. Biagio ANTONACCI • 2024 - • 2025 -.
685. Andrea BOCELLI La Sterza 22 settembre 1958. Cantante • Il 27 luglio 2020, a Roma nella Sala Capitolare presso il Chiostro del Convento di Santa Maria sopra Minerva, si tiene un convegno «negazionista» (Covid-19 in Italia, tra informazione, scienza e diritti) dove un 2. Matteo SALVINI in versione trumpiana rifiuta di indossare la mascherina: nella variopinta compagnia, con lo «Steve Bannon del Carroccio» 730. Armando SIRI e 81. Vittorio SGARBI c’è pure lui, che per l’occasione confessa di aver violato il lockdown nonostante le raccomandazioni dei figli • 2021 - • 2022 - • 2023 - • Il 15 ottobre 2024, quando durante un comizio nella contea di Montgomery, nord-ovest di Philadelphia, Trump ferma il comizio e mette 39 minuti di canzoni, nella playlist con gli Abba, Céline Dion, Pavarotti ed Elvis Presley c’è pure lui. A fine ottobre 590. Claudio RANIERI, parlando della Premier League vinta col Leicester nel 2016, racconta ad Alessandro Bocci: «Un’annata perfetta, irripetibile. Si sono allineati tutti i pianeti. Pensi che il maestro Bocelli mi ha telefonato perché voleva venire a cantare per noi. Si è accordato con la società per una data e casualmente è successo subito dopo che avevamo vinto il titolo. Una serata perfetta» • A fine gennaio 2025 Kimbal Musk, fratello di Elon in visita a Palazzo Chigi per incontrare il ministro della cultura 152. Alessandro GIULI, arriva accompagnato da sua moglie, Veronica Berti (sposata in seconde nozze il 21 marzo 2014 nel Santuario di Montenero, Livorno). Il 21 aprile, quando muore papa Francesco, racconta: «L’ultima volta che ho sentito la sua voce, in occasione del G7, papa Francesco mi è venuto incontro e mi ha detto: “Andrea, è tanto che non ci incontriamo, perché non mi vieni mai a trovare?”. Parole che mi hanno toccato e anche fatto sorridere, immaginando l’ipotesi, altamente improbabile, di me a Santa Marta che chiedo se il Papa è in casa».
686. Simone BOLELLI Budrio 8 ottobre 1985. Tennista • 2020 - • 2021 - • Già vincitore con 309. Fabio FOGNINI degli Australian Open 2015, il 24 novembre 2022 la loro vittoria a Malaga contro gli statunitensi Tommy Paul e Jack Sock riporta dopo 8 anni l’Italia in semifinale di Coppa Davis (il 26 non gioca il decisivo doppio perso contro i canadesi Félix Auger-Aliassime e Vasek Pospisil, sostituito da 100. Matteo BERRETTINI) • Sebbene mai in campo nella fase finale a Malaga (il doppio lo giocano 16. Jannik SINNER e 313. Lorenzo SONEGO) il 26 novembre 2023 è parte della squadra che dopo 47 anni riporta in Italia la Coppa Davis • Il 27 gennaio 2024, in coppia con 708. Andrea VAVASSORI, perde la finale degli Australian Open (sconfitti in due set dal doppio formato dall’indiano Rohan Bopanna e dall’australiano Matthew Ebden). L’8 giugno perdono anche la finale del Roland Garros (sempre in due set, stavolta contro il salvadoregno Marcelo Arévaloe il croato Mate Pavic). Sebbene mai in campo (il doppio, quando serve, lo giocano Berrettini e Sinner), il 24 novembre a Malaga vince la seconda Coppa Davis (il 23 novembre 2025 a Bologna arriverà la terza, grazie a Berrettini e 542. Fabio COBOLLI il doppio non è mai necessario) • 2025 -.
687. Sebastiano MAFFETTONE Napoli 1 aprile 1948. Filosofo • 2020 - • Il 3 luglio 2021 firma un intervento sull’identità di genere che «non giustifica un atteggiamento polemico nei confronti di posizioni come quella che sottintende il decreto Zan. Ma sfida il nostro modo abituale di pensare, cosa di per sé mai sbagliata. E ci aiuta a comprendere le ragioni di molti tra quanti non apprezzano il decreto stesso» (vedi 95. Alessandro ZAN, ma anche 670. Luca RICOLFI) • 2022 - • A fine giugno 2023 riflette con 778. Paolo BENANTI su Tecnologia alla scoperta del cervello e dei pensieri: «L’amore che nutriamo nel profondo del cuore, la rabbia che talvolta ci assale, persino la gioia per lo scudetto (riguarda uno di noi...) ci sembrano tutti stati d’animo intimi e segreti. Non è più così». Con Benanti firma a inizio ottobre un altro intervento, stavolta sullo scontro fra Elon Musk e il governo tedesco a proposito delle navi delle Ong che salvano migranti nel Mediterraneo: «Salta all’occhio e non smette di interrogarci che in questa nuova socialità mediata non dalle relazioni nella piazza ma dalle piattaforme, siamo ogni giorno più simili non alle democrazie ateniesi ma alla fattoria degli animali di Orwell, dove: “Tutti gli animali sono eguali, ma alcuni sono più eguali degli altri”» • Di nuovo la coppia con Benanti (ormai è un doppio quasi come quello formato da 686. Simone BOLELLI e 708. Andrea VAVASSORI, vedi sopra), a fine gennaio 2024 intervengono su fake news ed elezioni: «D’ora in avanti, le campagne elettorali saranno molto diverse. Meno presenza e più digitale. Come a dire che ne vedremo, ma anche ne sentiremo, delle belle…». A metà ottobre Se a dirci «ti ha lasciato» sarà una macchina: «“Non stiamo più assieme, rivoglio indietro le mie cose che ho lasciato nell’appartamento”. Un messaggio del genere sarà stato ricevuto da molti. Spesso i rapporti sentimentali vivono momenti di crisi se non rotture definitive. Con relative richieste reciproche dirette alla restituzione di oggetti e ricordi. Capita, come sappiamo. Spiacevole, ma normale. Meno usuale è, invece, quanto è successo la scorsa settimana a New York a tale Nick Spreen, un professionista del software. Spreen, infatti, si è visto recapitare un messaggio come quello da cui abbiamo iniziato sul suo iphone 15 pro speditogli da Apple, meglio dalla Apple intelligence text summary» • Siccome il tifoso del Napoli di cui sopra era lui, a fine maggio 2025 torna al singolare con un opinione dal titolo Lo sport, il calcio e il senso di una comunità: «Per un napoletano, per giunta tifoso, oggi come oggi è difficile parlare di altro. Come si capisce, altro che non sia lo scudetto del Napoli. Cercherò, però, di farlo in maniera diversa dal solito. Sostengo, infatti, che lo scudetto in questione è anche importante per ragioni extra-sportive. Che riguardano due aspetti importanti della società odierna, la demercificazione e la costruzione di reti sociali» (che resta il dubbio gli interessino meno di quelle di Politano&C.).
688. Roberto VECCHIONI Carate Brianza 25 giugno 1943. Cantautore • 2020 - • A inizio gennaio 2021, intervistata da Mario Luzzatto Fegiz, Gigliola Cinquetti racconta: «Pandemie permettendo, ho in programma un tour nell’estremo oriente. Nel repertorio The winner takes it all degli Abba, che vinsero l’Eurofestival quando io arrivai seconda. E poi, accanto a Sotto le stelle del Jazz di Paolo Conte, classici di varia natura e canzoni che avevo trascurato tipo Ho bisogno di vederti, Sera di Vecchioni» (brano che lei cantò al Festival di Sanremo 1968 classificandosi 8ª) • A fine luglio 2022, dopo che 52. Chiara FERRAGNI si è rivolta al sindaco di Milano 22. Beppe SALA per la violenza che cresce e la criminalità che le sembra fuori controllo, intervistato da Agostino Gramigna commenta: «Non voglio entrare nel merito delle sue opinioni. Ci mancherebbe. Credo tuttavia che dall’amministrazione di Giuliano Pisapia si siano fatti grossi passi in avanti su questo tema e mi pare sia sotto gli occhi di tutti. Naturalmente ogni cosa è perfettibile». Vecchioni lei considera Milano come una grande madre, senza la quale, ha detto, si cade. L’ha sempre difesa. Anche durante il lockdown. Non è troppo di parte... «La violenza, soprattutto in questo momento storico, mi pare sia un fenomeno molto complesso. Ci sono dati che andrebbero considerati con maggiore attenzione. Probabilmente è vero. Ma è troppo facile dire che non si è fatto nulla». A fine dicembre, intervistata da Elena Tebano, la figlia Francesca (primogenita avuta dalla prima moglie Irene Brozzi) confida: «A dire la verità non avevo nessuna intenzione di fare coming out con mio padre, perché avevo paura della sua reazione. È stato lui che è venuto a chiedermi». Come è successo? «Era maggio, io ero appena uscita dall’adolescenza. Mi chiese se frequentavo qualcuno: mi rovesciai addosso il succo che stavo bevendo. Fino ad allora non avevo detto nulla della mia vita sentimentale: non volevo mentire e quindi omettevo». Cosa rispose? «Che era complicato. Si allarmò subito: “Perché non me lo vuoi dire, cosa c’è che non va? È un drogato, un poco di buono?! Non sarà mica in galera, vero?”. Era troppo, non potevo non dirglielo: “È che non sto con un uomo, papà, sto con una donna!”. Rimase un attimo in silenzio. Poi mi disse: “Ma vaff… mi hai fatto spaventare… Non sapevo più cosa pensare! Ma non me lo potevi dire subito?!”» • Il 18 aprile 2023 muore a 36 anni Arrigo, il terzo dei suoi quattro figli (il secondo dalla seconda moglie, Daria Colombo, tra Carolina ed Edoardo). A fine novembre confida a Chiara Maffioletti: «È stato il dolore più grande della mia vita. Il più grande. Ma invece di sbalzarmi nell’inferno mi ha proiettato verso la speranza». Poi conclude: «Sono arrivato a 80 anni e me ne sento 40. Mi sento giovane, in divenire» • 2024 - • A inizio dicembre 2025 si legge che il telecronista sportivo Carlo Vanzini, malato di tumore al pancreas, «si dà forza con la famiglia e con i versi di Vecchioni (Pianterai un ulivo, convinto ancora di vederlo fiorire)».
689. DIODATO - Antonio DIODATO Aosta 30 agosto 1981. Cantautore • L’8 febbraio 2020 vince con Fai rumore il Festival di Sanremo. Il 3 aprile si aggiudica il David di Donatello per Che vita meravigliosa (canzone originale da La dea fortuna), il 6 luglio fa doppietta con il Nastro d’argento • Il 2 marzo 2021 è tra i big della prima serata del Festival di Sanremo (senza pubblico causa Covid-19) • 2022 - • 2023 - • Il 10 febbraio 2024, di nuovo al Festival, chiude 13° con Ti muovi. Renato Franco e Andrea Laffranchi gli hanno dato 7 e mezzo: «In un mare di cassa dritta e wannabe tormentoni, una canzone con l’eleganza del northern soul e un corpo di ballo che è teatro più che televisione». Il 3 maggio vince un altro David con La mia terra (da Palazzina Laf), il 27 giugno un’altra doppietta col Nastro.
690. PATTY PRAVO - Nicoletta STRAMBELLI Venezia 9 aprile 1948. Cantante • A metà agosto 2020, «Perché è meglio il tunnel che il ponte». Ecco lo studio che ha stregato il premier, Monica Guerzoni scrive che «Riecheggiando Patty Pravo i renziani la chiamano “la pazza idea di Conte”» (la canzone, del 1973, è tra i suoi più grandi successi con La bambola del 1968, Pensiero stupendo del 1978, ... e dimmi che non vuoi morire del 1997 • 2021 - • A fine ottobre 2022 l’ex marito 1410. Riccardo FOGLI racconta: «Nel 1972, io e Nicoletta eravamo due ragazzi. Ci presentarono. Ci guardammo. Nel giro di qualche ora eravamo nella stessa camera». Matrimonio celebrato da un fabbro scozzese, durò un paio d’anni: «Tutto finisce, anzi cambia. L’ho rivista nel 2013 a Tale e Quale, imitavo proprio lei» («fa la voce di Patty, identica» nota l’intervistatrice Giovanna Cavalli) • A inizio marzo 2023, Aldo Cazzullo le chiede: Quante volte si è sposata? «Di matrimoni ne ho celebrati cinque; ma veri solo tre». Il primo? «Con Gordon Fagetter, batterista a Londra». Il secondo? «Con Franco Baldieri, antiquario a Roma. Ci incontrammo e ci riconoscemmo. Passammo la notte insieme, e il mattino andammo in Campidoglio a chiedere i documenti per sposarci. Cavallina, la spia dei paparazzi, avvisò tutti: “C’è Patty Pravo che si sposa!”. Ero senza trucco, per fortuna sopra il pigiama avevo messo la pelliccia». Per lei Riccardo Fogli lasciò i Pooh. «Come dargli torto? (Patty sorride). In realtà ho saputo solo dopo che il suo manager l’aveva costretto a scegliere: non avrei mai voluto che si separasse dagli altri. Ci sposammo in Scozia, con il rito celtico». Come finì? «Ero a Londra per incidere un disco di Vangelis, quando incontrai Paul Martinez, che suonava il basso, e Paul Jeffrey, alla chitarra. Erano bellissimi, e ci amammo in tre». Sembra il testo di «Pensiero stupendo». Non c’era gelosia? «Gelosa non lo sono mai stata. C’era semmai una certa confusione. Aspettavo Martinez a Roma per partire insieme per un viaggio, quando mi dissero: “Qui sotto c’è un signore per lei con delle valigie bianche”. Una cosa cheap, che Martinez non avrebbe mai fatto. Infatti era Jeffrey: avevo sbagliato Paul. Il viaggio però riuscì lo stesso». Chi ha sposato dei due? «Martinez. Erano sempre loro a volersi sposare, e mi pareva brutto dire di no. Però in America andai con Jeffrey: scendemmo allo Chateau Marmont, a Los Angeles, e ci restammo un anno. Il problema sorse quando a San Francisco incontrai un altro musicista, Jack Johnson. Stracciai contratti miliardari con Jeffrey e lo lasciai lì. Ma venne fuori che le nozze con Baldieri non erano state annullate. L’avvocato mi tranquillizzò: la bigamia era punita; ma io sarei stata trigama. E la trigamia nel codice penale non è contemplata». E ora? «Ora sono felicemente sola». Al lettore Oscar De Gasperi che letta l’intervista la definisce «un’artista cinica sia per i valori morali del passato sia per quelli di oggi», Cazzullo risponde: «Io non so se Patty Pravo abbia accettato di raccontare per intero la propria vita per bisogno di sincerità, per un’opera di mitopoiesi (creazione di miti), o anche solo per épater le bourgeois, scandalizzare i benpensanti, obiettivo che nel suo caso gentile signor De Gasperi mi pare raggiunto. Posso dirle questo: che un artista non si giudica con i criteri della morale» • 2024 - • A fine marzo 2025, intervistata da Matteo Cruccu sbotta: «Un testamento? Ah ah non direi proprio, sono viva e vegeta». Cosa le manca di fare? «Ne ho viste talmente tante che, sinceramente, non ho un desiderio in particolare. Voglio che la vita mi sorprenda e mi prenderò quel che viene così come viene». Il 30 novembre 388. Carlo CONTI annuncia che parteciperà al Festival di Sanremo 2026.
691. Giacomo PORETTI Villa Cortese 26 aprile 1956. Attore • A gennaio 2020 in streaming Odio l’estate, film che segna il ritorno del trio con 516. Giovanni STORTI e 518. Aldo BAGLIO «dopo il flop di Fuga da Reuma Park e un distacco di quattro anni. Tre famiglie costrette a condividere le vacanze in un’Italia ammaccata e chiassosa. Il nullafacente innamorato di Massimo Ranieri, il venditore di accessori per scarpe precisino e male organizzato e il dentista snob e stressato» (Paolo Baldini) • Il 7 settembre 2021 esce il libro Turno di notte: Storia tragicomica di un infermiere che avrebbe voluto fare altro, terza fatica letteraria dopo Alto come un vaso di gerani e Al Paradiso è meglio credere: «A questo tengo più che agli altri. Del primo non mi sembrava vero mi dessero la possibilità di scriverlo. Il secondo era una storia un po’ distopica, credo l’abbiano apprezzata in due o tre. Questo è stato anche doloroso scriverlo». Racconta i suoi 11 anni all’ospedale di Legnano (entrato nel 1974 da ausiliario, uscì nel 1985 da caposala): «I ricordi più belli li ho in chirurgia plastica e traumatologia-ortopedia. C’era una tale carenza di infermieri che ti impiegavano subito a fare tutto, anche se non eri diplomato. Ma il reparto che mi ha segnato di più è stato medicina, con i pazienti di oncologia». A Elvira Serra che domanda Le dispiace essere associato sempre al trio? risponde: «No, affatto. Devo a loro la mia carriera artistica. Siamo al punto che quando esco con mia moglie qualcuno commenta: quella è la moglie di Aldo Giovanni e Giacomo!» • A inizio giugno 2023 Massimo Gramellini scrive (Il sol del Tafazzismo) che non è affatto vero che il Pd «ha cambiato dieci leader in sedici anni, perché sono sedici anni che a guidarlo con encomiabile coerenza è sempre lo stesso omino autolesionista immortalato dal comico Giacomo Poretti: il compagno Tafazzi». A inizio luglio è 1. Giorgia MELONI che parlando del Pnrr invita a smetterla con l’autolesionismo masochistico alla Tafazzi • A inizio maggio 2024 Storti, intervistato da Agostino Gramigna, «invita a raggiungere individualmente la consapevolezza di sé. Che nel suo ragionare filosofico ha un fine collettivo e politico: salvare il mondo dalla catastrofe naturale». Aldo e Giacomo sono sulla sua stessa linea? «Aldo vive principalmente in Sicilia e ha una campagna. Marcia bene». Giacomo? «Diciamo che è un po’ più difficile da convincere».
692. Antonio CHIAPPANI Orzinuovi 11 settembre 1953. Ex magistrato • A metà giugno 2020, appena nominato procuratore di Bergamo ma non ancora insediato, Fiorenza Sarzanini e Armando Di Landro (Il premier e i ministri ai pm sulla mancata zona rossa: il parere dei tecnici non era vincolante, meglio chiudere tutta la regione dopo) citano la sua frase «non tutto ciò che può apparire sbagliato è per forza un reato» • A fine novembre 2021, intervistato da Di Landro dice che sul rapporto dell’Oms che criticava la gestione italiana della prima fase dell’epidemia (poi ritirato) «ci hanno raccontato versioni diverse e incongruenze», «Ma allo stato non ci sono elementi per alcuna contestazione nei confronti del ministro della Sanità Roberto Speranza». Dove andrà questa inchiesta? Che risposta darete alle centinaia di famiglie che hanno presentato esposti? «La strada è difficilissima, stanno arrivando archiviazioni da tutti i tribunali d’Italia. La giurisprudenza al momento non riconosce il reato di epidemia colposa omissiva». E la mancata zona rossa a Nembro e Alzano? «Abbiamo dovuto porci una domanda per rispondere a questo: il virus si sarebbe sviluppato comunque o no? La risposta non è assolutamente facile» • Alla vigilia di Natale del 2022, Lo scandalo Qatargate, la procura da lui guidata congela, su richiesta della magistratura belga, 240 mila euro nei conti correnti di 191. Antonio PANZERI e di sua figlia 566. Silvia PANZERI • Il primo marzo 2023 la procura di Bergamo chiude l’indagine sulle morti per Covid nella Bergamasca: «emerse criticità nella gestione della prima fase della propagazione della pandemia» con una «inadeguata valutazione del rischio pandemico» spiega che «di fronte alle migliaia di morti e alle consulenze che ci dicono che potevano essere evitati, non potevamo archiviare». Accusate di epidemia colposa aggravata, omicidio colposo plurimo e rifiuto di atti di ufficio, 19 persone, tra cui l’ex presidente del Consiglio 3. Giuseppe CONTE, l’ex ministro della Salute 15. Roberto SPERANZA, il presidente della Lombardia 19. Attilio FONTANA e l’ex assessore regionale 203. Giulio GALLERA, ricevono un avviso di garanzia; l’8 marzo il Tribunale dei ministri di Roma dispone l’archiviazione per Conte e Speranza con motivazioni che sembrano «fare a pugni con l’impianto accusatorio della Procura di Bergamo»: «In una situazione di incertezza come quella sopra descritta non era esigibile da parte degli organi di governo l’adozione tout court di provvedimenti in grado di impedire ogni diffusione dei contagi che non tenessero conto della necessità di contemperare interessi diversi e in particolare la tutela della salute e la tenuta del tessuto socio economico della collettività. [...] È ragionevole ritenere che un lockdown anticipato non avrebbe avuto l’effetto di evitare l’epidemia che non può quindi ritenersi provocata dai rappresentanti di governo». L’8 giugno arriva per Conte e Speranza anche l’archiviazione del Tribunale dei ministri di Brescia. Il 24 luglio, come indicato dalla Procura, il Tribunale dei ministri di Brescia archivia le posizioni di Fontana, Gallera e altri 11 indagati. Il 12 settembre, compiuti 70 anni, va in pensione • 2024 - • 2025 -.
693. Cesare BATTISTI Cisterna di Latina 18 dicembre 1954. Terrorista • Condannato in via definitiva all’ergastolo per quattro omicidi (due in concorso) e altri reati commessi tra il 1978 e il 1979 come membro dei Proletari Armati per il Comunismo (PAC), arrestato in Bolivia il 12 gennaio 2019, prima ammissione di responsabilità il 25 marzo dello stesso anno (si dichiarò colpevole di tutti i reati per cui è stato condannato e chiese scusa ai familiari delle vittime), a fine agosto 2020 l’ex presidente del Brasile, Lula, ammette che concedergli l’asilo politico «fu un errore. Chiedo scusa». «Troppo tardi» la replica delle famiglie delle vittime • A fine aprile 2021, “Libération” pubblica un appello di personalità molto note come 387. Valeria BRUNI TEDESCHI che si rivolgono al presidente Emmanuel Macron perché rimetta in libertà 7 terroristi da anni in Francia chiamandoli «esiliati», Gianluca Mercuri parla de «La solita rive gauche, con le solite certezze: Italia inaffidabile, gli arrestati non sono assassini. Non è bastato il caso di Cesare Battisti, che lì negava e qui ha confessato» • A fine settembre 2022 si legge che il suo regime di carcerazione è stato declassificato da alta sicurezza a comune, la variazione scatena le critiche di esponenti di Fratelli d’Italia • A fine marzo 2023 è il ministro della Giustizia Éric Dupond-Moretti a tirarlo in ballo in vista della sentenza della Corte di Cassazione francese sull’estradizione di 10 ex militanti italiani di estrema sinistra da anni residenti Oltralpe: «Io li chiamo terroristi. Assassini. Vorrei ricordare che il signor Cesare Battisti, che è stato sostenuto da una parte dell’intellighenzia francese, appena è arrivato in Italia ha ammesso la sua colpevolezza, dopo avere criticato per anni la giustizia italiana» (l’estradizione sarà comunque negata) • 2024 - • 2025 -.
694. Riccardo MILANI Roma 15 aprile 1958. Regista • A settembre 2020 in streaming Come un gatto in tangenziale, film campione d’incassi con 675. Antonio ALBANESE e la moglie 228. Paola CORTELLESI, «storia dell’incontro tra una saggia borgatara e un manager con il mignolo alzato per la love story tra i figli minorenni» (Paolo Baldini). Nel 2018 ha vinto il Nastro d’argento come miglior commedia • Il 26 agosto 2021 nelle sale (dopo un’anteprima tra il 14 e il 15) Come un gatto in tangenziale 2 - Ritorno a Coccia di Morto, «Lei stavolta finisce ai servizi sociali nella parrocchia di Luca Argentero, lui prepara il più grande centro polifunzionale per le periferie» (ibidem) • Il 17 marzo 2022 nelle sale Corro da te «segue, in chiave di commedia sentimentale, la love story tra il quasi cinquantenne Gianni (Pierfrancesco Favino), cinico e ricchissimo, e Chiara (Miriam Leone), anima gentile costretta in carrozzina da un incidente d’auto. Lui si finge disabile per conquistarla, anche per una scommessa con gli amici. Sì, la redenzione è possibile». Il 20 giugno Come un gatto in tangenziale 2 e Corro da te vincono ex aequo il Nastro come miglior commedia (candidato al David giovani per il primo, gli viene preferito È stata la mano di Dio di 120. Paolo SORRENTINO) • Il 12 gennaio 2023 nelle sale Grazie ragazzi, «riuscito esempio di commedia sociale: l’attore in disarmo Antonio Cerami sbarca il lunario doppiando film hard quando viene contattato dall’amico trombone Michele per un corso di teatro ai detenuti. Con Antonio Albanese, Sonia Bergamasco, Fabrizio Bentivoglio, Vinicio Marchioni». Candidato al Nastro come miglior commedia, il 20 giugno gli viene preferito Mixed by Erry di Sydney Sibilia (il terzo Nastro arriverà il 27 giugno 2024 con Un mondo a parte) • 2024 - • 2025 -.
695. Giancarlo TANCREDI Milano 16 settembre 1961. Politico • 2020 - • 2021 - • 2022 - • 2023 - • 2024 - • Architetto, dal 2021 assessore alla Rigenerazione urbana del Comune di Milano, carriera che ha avuto una forte accelerazione quando il sindaco 22. Beppe SALA lo ha scelto per prendere il posto di 925. Pierfrancesco MARAN, eletto al parlamento europeo, è diventato un dirigente apicale di Palazzo Marino: direttore dell’Area pianificazione tematica e valorizzazione aree, «ha seguito tutte le partite strategiche per il futuro della città. Da Porta Nuova a Citylife, passando per la riqualificazione degli ex scali ferroviari, il Portello, Mind, Cascina Merlata, Expo, per arrivare alla vicenda infinita dello stadio di San Siro. Chi ci ha lavorato insieme gli riconosce visione e strategia. Meno concorde il giudizio sulla messa a terra dei progetti» (Maurizio Giannattasio). Sua idea di città affidata a un libro scritto con Riccardo Dell’Osso, Next Milano. 2015-2030 Urban Regeneration, ha parlato del pericolo di trasformare il capoluogo lombardo in una città impersonale, fatta di grattacieli e centri commerciali: «È evidente che se arriva un investitore e vuole piazzare una torre di 30 piani in un borgo storico, non va bene». Il 16 luglio 2025 la procura di Milano ne chiede l’arresto insieme ad altre cinque persone: 788. Manfredi CATELLA (fondatore e Ceo di Coima), Andrea Bezziccheri (imprenditore di Bluestone), Alessandro Scandurra (ex vicepresidente della Commissione paesaggio), Federico Pella (architetto, ex manager della J+S), 1429. Giuseppe MARINONI (presidente della Commissione Paesaggio del Comune). Gianluca Mercuri: «Sono accuse terribili quelle della Procura di Milano, accuse che non si limitano a singole personalità – ovviamente tutte presunte innocenti fino a prova contraria e iter giudiziari completati – ma che indicano un sistema marcio e colpiscono al cuore il cosiddetto modello Milano. Un modello che ha senz’altro proiettato la città su una scala internazionale ragguardevole, ma che ha spacciato per sviluppo avanguardistico quello che alla fine è un fenomeno “di incontrollata espansione edilizia che ha assunto dimensioni di rilievo notevolissimo” (parole del procuratore Marcello Viola)». Dalle carte dell’inchiesta emerge come uomo-chiave l’architetto Marinoni, voluto nel 2021 da lui e Sala alla guida della commissione Paesaggio, «secondo la prospettazione dell’accusa, Marinoni agisce in “salda intesa delittuosa” con Tancredi». Il 19 si parla di «dimissioni sempre più probabili», risollecitate dalla delegazione del Pd milanese e lombardo che ha incontrato il sindaco, il 21 annuncia con toni commossi di averle rassegnate ma si difende affermando «la mia coscienza è pulita» e attacca esprimendo «delusione per la posizione di alcune forze di maggioranza. Con buona pace del principio del garantismo» (il riferimento è al Pd, che ha condizionato il sostegno a Sala al suo passo indietro). Il sindaco dichiara: «Ha fatto un grande lavoro. Credo molto nella sua onestà». Il 23, in un’ora e mezzo d’interrogatorio, spiega: «Ho sempre agito nell’interesse del Comune e non ho mai favorito intenzionalmente Marinoni, né preso utilità». Nelle stesse ore si parla di un’intervista del programma 100 minuti di La7, vecchia di cinque mesi ma non andata in onda, in cui spiega il modello Milano, nel senso dell’utilizzo della pratica semplificata della Scia per sostituire «vecchi capannoni con edifici residenziali», nuove costruzioni che passavano per ristrutturazioni: «Lo facciamo da dieci anni. E siamo convinti di aver sempre rispettato la legge». Perché la legge che prevedeva un piano attuativo era del 1942, «ed è disapplicata». Secondo lui, a giustificare la deroga, c’è una circolare del ministero del 1969. Ma perché usare la Scia? «Altrimenti per riqualificare un’ex zona industriale contaminata invece di un anno se ne impiegherebbe 5, con un danno alla collettività». Quanto agli oneri di urbanizzazione e alla monetizzazione degli standard, la qualifica di «ristrutturazione» invece di «nuova costruzione» ha fatto perdere molti soldi al Comune, nega: «L’unico danno vero per l’amministrazione sono i progetti fermi perché stiamo incassando circa il 50% di meno. Invece sugli sconti sugli oneri io credo che effettivamente il 60% sia eccessivo, ma abbiamo dovuto applicarlo perché quelle sono ristrutturazioni. Recentemente abbiamo anche aggiornato gli oneri e le monetizzazioni». Alessandro Trocino: «Ma la vera frase rivelatrice dell’attitudine (non necessariamente illegale) della giunta è questa: “Il Comune non deve guadagnare ma solo rispondere ai bisogni della comunità, come riqualificare”. Peccato che incassando i soldi dovuti, da imprese che hanno enormi rendite, il Comune avrebbe potuto realizzare in proprio, o con un intervento marginale dei privati, molti di quegli interventi che oggi si ritengono urgenti: dalle case popolari alla ristrutturazione delle piscine comunali». Il 31 luglio il gip Mattia Fiorentini ordina per i 6 gli arresti domiciliari. Il 14 agosto il Tribunale del Riesame di Milano revoca l’arresto (liberi anche Marinoni e Pella): il collegio annulla l’accusa di falso e riqualifica l’ipotesi di reato in «corruzione per l’esercizio della funzione», applicando la misura della sospensione dall’esercizio di un pubblico ufficio o servizio e il divieto temporaneo di contrattare con la Pubblica amministrazione per un anno. Il 12 novembre, quando la sesta sezione della Cassazione annulla le misure interdittive, Sala fa sapere che lo reintegrerà nell’organico dei dirigenti comunali: «Dobbiamo trovare un ruolo che si adatti alle sue capacità. Per evitare qualunque tipo di imbarazzo, in primis a lui, un ruolo che non abbia a che fare con l’urbanistica. Segnalo che Giancarlo è stato a casa in questi mesi senza stipendio e la decisione di ieri è un piccolo risarcimento, ma noi cercheremo di aiutarlo, posto che è una grande risorsa per il Comune». Il 29 novembre gli è conferito un incarico dirigenziale «in posizione di staff nell’ambito della Direzione Cultura». Il 21 dicembre la Cassazione, in 15 pagine di motivazione, argomenta che i pm Siciliano-Petruzzella-Filippini-Clerici non hanno «descritto elementi indiziari sufficienti a dimostrare che Tancredi, nella veste di assessore, abbia dapprima favorito la nomina di Marinoni a presidente della Commissione per il paesaggio del Comune e poi concesso il patrocinio comunale gratuito al suo progetto di risanamento delle periferie (Studio di una Strategia Urbana e Paesaggistica “Porte Metropolitane”) con la precipua finalità di assecondare il presunto accordo corruttivo che avrebbe legato il Marinoni al Pella».
696. Iolanda APOSTOLICO Cassino 16 agosto 1964. Magistrato • 2020 - • 2021 - • 2022 - • Giudice del tribunale di Catania, il 29 settembre 2023 respinge il provvedimento del questore di Ragusa che disponeva il trattenimento di 4 tunisini nel Cpr di Pozzallo rimettendoli in libertà. Disapplicato il cosidetto decreto Cutro contestandone la legittimità sul piano costituzionale e delle norme europee, il governo annuncia ricorso. 1. Giorgia MELONI parla di «motivazioni incredibili»: uno, già espulso due anni fa, sarebbe tornato in Italia perché perseguitato per caratteristiche fisiche che i cercatori d’oro del suo Paese, secondo credenze locali, ritengono favorevoli alle loro attività (particolari linee della mano); uno temeva la reazione dei debitori dopo aver chiesto soldi per curare il padre; uno temeva la vendetta della famiglia della sua ragazza, annegata dopo aver tentato di sbarcare in Italia con lui; uno è sbarcato a Lampedusa in cerca di soldi per far partorire in sicurezza la moglie, dopo tre neonati persi. Per il governo il problema è che la sentenza ostacola lo snellimento e la moltiplicazione delle espulsioni. Sotto attacco, lei replica con una dichiarazione all’Ansa: «Non voglio entrare nella polemica, né nel merito della vicenda. Il mio provvedimento è impugnabile con ricorso per Cassazione, non devo stare a difenderlo. Non rientra nei miei compiti. E poi non si deve trasformare una questione giuridica in una vicenda personale». Il centrodestra convinto trattarsi di «sentenza ideologica», i giornali d’area esplorano i suoi profili social alla ricerca di tracce sinistrorse: segue su Facebook l’ong Open Arms e avrebbe condiviso campagne di “Potere al Popolo”, stesso gruppo per cui simpatizza il compagno. Il costituzionalista Fulco Lanchester le dà ragione, spiegando che le norme dei decreti Cutro e Migranti sono scritte male: «Violano la Costituzione. All’articolo 10 perché la mera provenienza da un Paese sicuro (sa Iddio se la Tunisia lo è riguardo alle libertà democratiche e ai diritti umani) non può automaticamente escludere dalla richiesta di asilo, come prevede il decreto Cutro. E all’articolo 13, perché la libertà personale è inviolabile e la Costituzione non ammette alcuna forma di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell’autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge». Il ministro della giustizia 23. Carlo NORDIO assicura che ci sono «fondate ragioni tecniche» per impugnare la sentenza, l’intenzione è di aspettare le motivazioni e, d’intesa con il Viminale, proporre ricorso, ma limitandosi a valutazioni «nel merito». (nessun invio di ispettori a Catania). Il 5 ottobre 2. Matteo SALVINI pubblica su X un video relativo a una manifestazione del 25 agosto 2018 su un molo del porto di Catania. «Io ero vicepremier e ministro dell’Interno, l’estrema sinistra manifesta per chiedere lo sbarco degli immigrati dalla nave Diciotti: la folla urla “assassini” e “animali” in faccia alla Polizia. Mi sembra di vedere alcuni volti familiari…». Quale sia il volto familiare che si vede in alcuni fotogrammi lo rende esplicito, poco più tardi, il leghista catanese Anastasio Carrà: «Sono certo di riconoscere la magistrata di Catania Iolanda Apostolico». Lei sceglie di non rispondere, Lara Sirignano scrive che «Ai colleghi più vicini la giudice ha raccontato di essere andata al porto perché sapeva che tra gli organizzatori dell’iniziativa c’erano associazioni cattoliche, di aver assistito alle cariche della polizia e di essersi frapposta tra manifestanti e agenti per evitare ulteriori scontri. Nelle immagini la giudice, a differenza degli altri, non urla slogan contro i poliziotti e si muove tra i due schieramenti. Con lei c’è il suo compagno, Massimo Mingrino, molto attivo su Fb sulle questioni dell’immigrazione e molto critico verso Salvini». Il vicesegretario leghista 220. Andrea CRIPPA attacca: «Se quella nel video è davvero la Apostolico va radiata». L’Associazione nazionale magistrati replica: «Valuteremo insieme alla diretta interessata se e come intervenire». Il presidente dell’Anm, 244. Giuseppe SANTALUCIA, invita a «valutare la terzietà dei giudici sulla base dei provvedimenti assunti e delle motivazione poste alla base, e a non fare invece lo screening al passato, alla vita privata di un magistrato, scavando a ritroso per anni». Poi aggiunge: «Non so bene come spunti il video, se era già online o se appartiene alle forze di polizia come sembrerebbe dal modo in cui sono state effettuate le riprese, alle spalle delle forze dell’ordine che contengono il corteo. Questo mi sembra più grave». 76. Maurizio LUPI osserva: «Come con il generale Vannacci, riteniamo che certi comportamenti siano inopportuni per chi ricopre ruoli e cariche pubbliche», 6. Matteo RENZI trova «scandaloso che un magistrato vada in piazza tra persone che urlano slogan vergognosi. Se vuoi fare politica, non fai il magistrato». Il 6 la questura di Catania chiarisce: «Si comunica che il video pubblicato non risulta tra gli atti d’Ufficio relativi all’evento in questione. Inoltre, negli atti redatti dagli operatori a seguito del servizio relativo alla suddetta manifestazione, non risulta menzionata la presenza della dottoressa Iolanda Apostolico né del marito». Nordio annuncia accertamenti perché «poteva, ma non doveva» partecipare alla manifestazione per la Diciotti. L’11 ottobre lei decide di non convalidare i trattenimenti nel cpr di Pozzallo disposti dal questore di Ragusa nei confronti di altri 4 richiedenti asilo tunisini, il ministro dell’interno 26. Matteo PIANTEDOSI annuncia che la decisione sarà impugnata. Mentre si parla di un carabiniere indicato come l’autore del video di cui sopra (sentito come persona informata sui fatti, per oltre 90 minuti, dal procuratore Agata Santonocito, ha detto «Non l’ho girato io»), il 15 si viene a sapere che è stata ascoltata come testimone in un processo per violenza e resistenza a pubblico ufficiale che vedeva il figlio, Francesco Moffa, imputato assieme ad altre 13 persone, tutte assolte a parte una (il 29 marzo 2019, a Padova, con altri militanti dei centri sociali, si era scontrato con le forze dell’ordine che li separavano dai militanti di Forza Nuova, in piazza contro l’aborto). Salvini stavolta commenta: «Madre e figlio. Bella famigliola». Il 26 novembre il ministro della difesa 17. Guido CROSETTO dichiara: «L’unico grande pericolo per la continuità del governo è quello di chi si sente fazione antagonista da sempre e che ha sempre affossato i governi di centrodestra: l’opposizione giudiziaria». Santalucia replica: «È fuorviante l’idea di una magistratura che rema contro, che possa anche farsi opposizione politico-partitica. Sono fake news che non hanno fondamento». Nelle stesse ore l’assemblea straordinaria convocata sul suo caso approva una mozione unitaria nella quale si legge che c’è «preoccupazione per gli attacchi da esponenti del governo, l’indipendenza delle toghe è il fondamento della moderna democrazia» • Mentre si attende il giudizio della Corte di Lussemburgo sul “decreto Cutro”, a fine ottobre 2024 Meloni attacca 1797. Marco PATARNELLO, sostituto procuratore generale della Cassazione aderente a Magistratura democratica, la corrente di sinistra dell’Anm, che in una chat ha scritto: «Meloni non ha inchieste giudiziarie a suo carico e quindi non si muove per interessi personali ma per visioni politiche e questo la rende molto più forte, e anche molto più pericolosa la sua azione...». Giovanni Bianconi spiega che la frase, estrapolata dal contesto, era un’esortazione al Csm, che dopo un anno non ha saputo partorire un documento a sua tutela. A inizio dicembre lascia la magistratura (per dedicarsi, si dice, a un agriturismo) • 2025 -.
697. Antonio LAUDATI Forino 17 aprile 1954. Ex magistrato • 2020 - • 2021 - • 2022 - • 2023 - • Sostituto procuratore della Direzione nazionale antimafia, in passato responsabile del servizio Sos (le movimentazioni di denaro sospette segnalate dalla Banca d’Italia), a fine febbraio 2024 è indagato dalla Procura di Perugia su una presunta attività di spionaggio illegale (accessi abusivi alle banche dati) insieme al tenente della Guardia di finanza 624. Pasquale STRIANO, inchiesta nata a fine 2022 da un esposto del ministro della difesa 17. Guido CROSETTO dopo un articolo del quotidiano Domani sui compensi ricevuti per attività di consulenza dalla società Leonardo prima di entrare nel governo. Domanda chiave Per conto di chi spiavano? 1. Giorgia MELONI attacca: «Ritengo gravissimo che in Italia ci siano dei funzionari dello Stato che hanno passato il loro tempo a violare la legge facendo verifiche su cittadini, comuni e non, a loro piacimento, per poi passare queste informazioni alla stampa, ed in particolare ad alcuni esponenti della stampa. Utilizzare così le banche dati pubbliche non c’entra niente con la libertà di stampa»; il ministro della giustizia 23. Carlo NORDIO: «Il diritto alla privacy, garantito dall’articolo 15 della nostra Costituzione, è diventato ormai una sorta di aspirazione metafisica»; il leader della Lega 2. Matteo SALVINI, tra gli «spiati» con la compagna 669. Francesca VERDINI: «Qui c’è evidentemente un sistema che aveva come avversario da abbattere la Lega e il centrodestra. Nessuno ora pensi di insabbiare lo scandalo-spioni. Chi sono i mandanti?». Il 6 marzo, nelle parole del procuratore nazionale antimafia 398. Giovanni MELILLO davanti alla commissione parlamentare antimafia, il caso Striano-Laudati sembra essere un pezzetto di un «gigantesco mercato clandestino di informazioni riservate che ha logiche complesse e toccano l’economia, gli apparati statali e gli interessi politici che ruotano intorno alla vita del Paese»; il 7 il procuratore capo di Perugia 371. Raffaele CANTONE, sentito prima dall’Antimafia e poi, in seduta secretata, dal Copasir (il Comitato di controllo sui servizi di sicurezza), sottolinea che sulla gestione del Gruppo Sos, inizialmente delegata solo a lui, aveva mostrato attenzione 277. Federico CAFIERO DE RAHO (tra 2017 e 2022 procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo) affidandone il coordinamento al procuratore aggiunto 1642. Giovanni RUSSO. Il 18 marzo, Laudati: «Mai costruiti dossier», non si presenta all’interrogatorio davanti alla Procura di Perugia, ma nega ogni accusa e ribadisce di aver agito «sotto il pieno controllo del procuratore nazionale antimafia» Cafiero De Raho (adesso deputato dei 5 Stelle, «inguaiato», «tirato in ballo» o «scaricato» a seconda dei giornali). A metà dicembre, come richiesto dai suoi difensori, il giudice dell’indagine preliminare dichiara la propria incompetenza ordinando la trasmissione del fascicolo da Perugia a Roma. Il 17 aprile, compiuti 70 anni, va in pensione • 2025 -.
698 Tommaso “Tommy” GILARDONI Deejay • 2020 - • 2021 - • 2022 - • Il 19 luglio 2023 diventa Il dj del caso La Russa: è indagato per violenza sessuale con 296. Leonardo LA RUSSA (i fatti risalgono alla notte tra il 18 e il 19 maggio). Il 20 Massimo Gramellini (Cuore di padre) scrive: «Se uno ha il figlio indagato per violenza sessuale, la cosa migliore che può fare è consegnarsi a un pensieroso silenzio. Ma se proprio sentisse l’insopprimibile esigenza di esternare sull’argomento, gli consiglierei di leggere l’intervista rilasciata a La Verità dal padre del compagno di avventure di Apache La Russa. E di dire esattamente l’opposto. Il signor Gilardoni, orgoglioso genitore dell’ormai celebre dj Tommy, non si ricorda bene da quanti anni suo figlio viva a Londra, né che cosa ci faccia di preciso. Però sa, e ci tiene a dirlo, che Tommy è un playboy “sempre circondato da bellissime ragazze”. E non resiste alla tentazione di iscriversi all’Etero Pride per aggiungere che “anch’io sono uno a cui piacciono le donne”, affinché si capisca che l’irresistibilità fa parte del patrimonio genetico. Quindi si avventura in un ragionamento che sembra uscito da un bar sport o dal microfono aperto di un commentatore di tuffi della Rai: “Al giorno d’oggi le ragazze magari fanno sesso, poi si accorgono con chi lo hanno fatto ed è un attimo che vanno a denunciare le persone”». Il 31 ottobre lui e La Russa sono prossimi a essere convocati dalla Procura di Milano per essere interrogati • A metà febbraio 2024 si legge che «Qualcuno aveva fatto assumere la droga dello stupro» alla ragazza che li ha denunciati • A inizio aprile 2025 i pm chiedono di archiviare l’inchiesta per violenza sessuale: la «ragazza era sincera» nel pensare di essere stata violentata ma un cocktail di cocaina e alcol le ha cancellato la memoria. Giuseppe Guastella: «Per i consulenti dei pm del procuratore Marcello Viola, la giovane è una persona “fragile con patologia psichiatrica” che, in presenza di mix di alcol, droga e farmaci, potrebbe aver perso i freni inibitori e subìto un’amnesia. “Un soggetto sovraeccitato e accentuato nei sensi” che potrebbe aver dato il consenso agli atti sessuali e poi aver rimosso tutto». Con la Russa rischiano comunque il processo per diffusione illecita dei video sessualmente espliciti che li scagionano. Il 30 ottobre arriva l’archiviazione. La pm 444. Rosaria STAGNARO e l’aggiunta 443. Letizia MANNELLA hanno già chiesto che i due vengano rinviati a giudizio per revenge porn perché si sono scambiati i video fatti nella notte del 19 maggio 2023. Il 17 dicembre è condannato ad un anno di reclusione, pena sospesa, per il video ricevuto da La Russa e poi inoltrato ad altre due persone (giudicata congrua l’offerta di 25 mila euro fatta dal figlio del presidente del Senato, il suo reato è dichiarato estinto ma il legale della ragazza fa sapere che farà appello perché «Come fa ad essere soddisfacente una somma di 25.000 euro che per legge dovrebbe includere i danni morali, esistenziali e la dinamica delle relazionali conseguenti al reato contestato, oltre alle spese?»).
699. Massimo ANTONELLI Roma 23 febbraio 1957. Medico • Direttore del dipartimento Anestesia e Rianimazione del Policlinico Gemelli, a fine agosto 2020 Margherita De Bac lo definisce «una delle punte di diamante del Comitato tecnico scientifico per l’emergenza Covid-19» • A fine luglio 2021 è indicato come uno «dei maggiori esperti di Covid in Italia» (con 231. Fabio CICILIANO e 642. Luca RICHELDI dialogano sulla necessità di accelerare la campagna vaccinale) • A metà febbraio 2022, quando i dati migliorano e finalmente possiamo toglierci la maschera all’aperto, invita alla cautela spiegando che la decongestione degli ospedali è lenta • 2023 - • 2024 - • 2025 -.
700. Federica CORSINI Nettuno 18 settembre 1969. Giornalista • 2020 - • 2021 - • 2022 - • 2023 - • Moglie di 50. Gennaro SANGIULIANO, diventa nota quando a inizio settembre 2024 il marito piangente le chiede scusa in tv per averla tradita con 267. Maria Rosaria BOCCIA, che intervistata da In Onda dichiara: «Lui raccontava sempre di non avere un rapporto reale con lei. Diceva che si erano allontanati da tanto tempo. Non voglio dire, ma io che ho fatto tanti viaggi con il ministro non ho mai conosciuto sua moglie». L’8 dicembre la trasmissione tv Report trasmette l’audio della telefonata con cui il marito le ha confessato la relazione extraconiugale (sarebbe stata Boccia a fornirlo ai colleghi Rai): col marito presentano una denuncia contro la donna per «Interferenze illecite nella vita privata». Aldo Grasso attacca («Report» e quei servizi spazzatura spacciati per giornalismo): «Ma è giornalismo del servizio pubblico mandare in onda una conversazione tra una moglie furibonda perché tradita e un marito che pavidamente accampa scuse? È uno scoop o solo una mascalzonata? Che cosa c’entra quel dialogo con l’informazione, con presunte irregolarità pubbliche?» • Il 23 ottobre 2025 per l’episodio di cui sopra il Garante della Privacy commina alla Rai una maxi multa da 150 mila euro. Lei, intervistata da Antonella Baccaro, commenta: «È stata trasmessa una conversazione con mio marito registrata a mia insaputa e in maniera illecita. Qui la politica non c’entra, non vedo come il Garante della Privacy, e lo dico da giornalista, potesse giungere a conclusioni differenti» (chi critica la decisione lo fa perché un membro del collegio, 792. Agostino GHIGLIA di Fratelli d’Italia, è entrato nella sede del partito poco prima di votare la sanzione, alimentando i sospetti di un intervento dall’alto). 1. Giorgia MELONI assicura: «Io non utilizzerei una telefonata tra coniugi nemmeno contro il mio peggior nemico».
701. Lorenzo CESA Arcinazzo Romano 16 agosto 1951. Politico • 2020 - • Dal 2005 segretario dell’Unione di Centro, quando il 19 gennaio 2021 l’appuntamento è alle 9 e mezza al Senato, dove 3. Giuseppe CONTE cerca una maggioranza che gli consenta di restare alla guida del governo dopo l’uscita di Italia viva (il giorno prima alla Camera ha ottenuto la maggioranza assoluta con 321 voti, 259 contrari, 27 astenuti), Gianluca Mercuri scrive che «I centristi dell’Udc per ora non si muovono, con Cesa marcato stretto dai leader del centrodestra, che lo invitano a continue riunioni». Conte salvo con 156 voti favorevoli, 140 contrari e 16 astensioni, passati 3 giorni Mercuri scrive: «Fino a ieri mattina, nelle riunioni politiche e nei salotti televisivi, si scherzava su Lorenzo Cesa, invitato di continuo alle riunioni dai leader del centrodestra: un modo — si diceva — per marcarlo stretto mentre da Palazzo Chigi arrivavano al segretario dell’Udc insistenti telefonate per convincerlo a entrare nella maggioranza. Una centralità da vecchia Dc, una ridda di voci sul prossimo cambio al ministero della Famiglia, dalla renziana Bonetti all’ultracattolica Binetti. Nessuno poteva immaginare che in città stesse arrivando lo sceriffo, direttamente dal Far West. Lo sceriffo è Nicola Gratteri, il Far West — il nostro Far West — la Calabria. Di solito l’uno e l’altra fanno fatica a suscitare attenzione e interesse. Stavolta è uno sconquasso. L’avviso di garanzia che ha raggiunto ieri Cesa — indagato per “associazione a delinquere aggravata dal metodo mafioso” — sconvolge le trattative per salvare il governo Conte e contribuisce ad avvicinare l’Italia alle elezioni. Cesa, per la cronaca, è travolto da un’inchiesta della Procura distrettuale di Catanzaro ribattezzata “Basso profilo”, che ha portato all’arresto di 49 persone, 13 in carcere e 36 ai domiciliari, tra cui l’assessore regionale al Bilancio Franco Talarico, Udc pure lui. Cesa, per la politica, si è dimesso da segretario dell’Udc. Giura la sua innocenza — lo accusano di scambio di voti e favori con la ’ndrangheta — ma intanto esce dai giochi di questa scivolosissima crisi di governo». Dimissioni da segretario dell’UdC respinte, il 18 maggio la Direzione Distrettuale Antimafia chiede il rinvio a giudizio di 78 persone ma stralcia dall’inchiesta la sua posizione nell’inchiesta “Basso profilo” • Il 5 agosto 2022 nasce la minilista formata dall’UdC con Coraggio Italia del sindaco di Venezia 195. Luigi BRUGNARO: aspira al 3% ma con il «paracadute» di collegi uninominali concessi da Meloni. L’11 dall’unione con Noi con l’Italia di 76. Maurizio LUPI e Italia al centro di 30. Giovanni TOTI nasce “Noi moderati”. Europarlamentare dal 2004 al 2006, deputato dal 2006 al 2014, di nuovo a Strasburgo dal 2014 al 2019, il 25 settembre 2022 è rieletto alla Camera nel collegio uninominale Molise - 01 (Campobasso) col 42,90% battendo il pentastellato Riccardo Di Palma ( 24,32%) e la candidata del centrosinistra Alessandra Salvatore (23,35%) • 2023 - • A inizio marzo 2024 il suo nome compare tra i politici, imprenditori, sportivi e vip spiati tra il 2019 e il 2023 con accessi non autorizzati alla banca dati della Dna (vedi 624 Pasquale STRIANO e 697. Antonio LAUDATI) • 2025 -.
702. Filippo ANELLI Noicattaro 15 aprile 1957. Medico • Dal 2018 presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo), a inizio novembre invoca: «La situazione tra un mese sarà drammatica, serve un lockdown totale in tutto il Paese». A Margherita De Bac che gli chiede perché? risponde: «Perché sono preoccupato, spaventato». Spaventato da cosa? «Se continua così il servizio sanitario nazionale non può farcela. Ogni posto letto dedicato al Covid viene tolto ai malati con altre patologie, volgarmente chiamate ordinari. Altro che ordinari. Hanno tumori del pancreas, ictus, gravi cardiopatie. Già adesso ci sono ritardi accumulati e migliaia di pazienti finiranno in coda». A fine dicembre dichiara che «Chi sta con i no vax è incompatibile con la professione» e quindi rischia provvedimenti disciplinari • A fine settembre 2021 apre il nuovo fronte sulla «terza dose»: i medici non vogliono che la precedenza venga data ai soggetti a maggior rischio, in base alla criticità del reparto dove prestano servizio e allo stato di salute («Se ci mettono dietro i cittadini fragili va anche bene. Purché quando tocca a noi medici non si faccia il tu sì tu no. Il virus circola e te lo puoi prendere anche quando vai a visitare un paziente a casa») • 2022 - • 2023 - • A fine ottobre 2024, dopo la discussa approvazione della legge che rende la maternità surrogata «reato universale», cioè perseguibile per gli italiani che la pratichino all’estero anche in un Paese in cui è legale, alla ministra per la famiglia 130. Eugenia ROCCELLA che dice «i medici in quanto pubblici ufficiali devono denunciare i casi di gestazione per altri», risponde: «Il nostro compito è curare, non denunciare». Negli stessi giorni, quando i lavoratori della sanità, insoddisfatti dalla manovra economica annunciano scioperi, spiega: «È una forma di protesta estrema che i medici non abbracciano volentieri. Ma qual è l’alternativa per far capire che abbiamo bisogno di un deciso segnale di inversione di tendenza e non di spiccioli?. Credo si possa fare molto nell’individuare altre risorse per medici e operatori sanitari. C’è un problema spaventoso, la fuga del personale all’estero dove gli stipendi sono migliori. Non è però solo una questione economica a muoverci, non è corporativismo. Noi vogliamo ribadire il valore del sistema sanitario italiano, che gli Usa ci invidiano, basato sulla garanzia della salute per tutti». E poi: «i medici di famiglia non hanno avuto un euro di aumento. Nella manovra si sono scordati di loro» • 2025 -.
703. Nicola MORRA Genova 5 luglio 1963. Politico • Dal 2013 senatore del Movimento 5 Stelle, dal 2018 presidente della Commissione parlamentare Antimafia, a metà gennaio 2020, quando in Calabria i pentastellati candidano alla presidenza della Regione un cugino di primo grado del boss Luigi Aiello (ucciso a Soveria Mannelli il 21 dicembre 2014), dichiara: «C’è da chiarire che penalmente parlando una parentela non ha e non può avere rilevanza alcuna. Penalmente però. In Calabria, terra di ”ndrangheta, c’è da ragionare “alla Gratteri”, o, se preferisce, “alla Di Matteo”. “Al minimo dubbio, nessun dubbio” diceva Gianroberto Casaleggio e mi sembra che sia questa la filosofia da sposare». Conclusione: «Il danno c’è se facciamo finta di nulla e mettiamo la polvere sotto il tappeto. Confido comunque nel fatto che prevarrà la coerenza». «Grillino duro e puro», a fine maggio Aldo Grasso (Per la competenza basta un cinguettio) ironizza sul suo «Tanti a sfottere Gallera. Ci sta. Ora però dovremmo interrogarci su come evitare che illogicità ed incompetenza, irrazionalità ed inettitudine, a tutti i livelli, trionfino»: «Il tweet è stato verificato più volte perché è un coraggioso ritratto di famiglia dall’interno. Volontario o involontario non importa. Illogicità, incompetenza, irrazionalità e inettitudine sono esattamente le doti che in larga misura il grillismo ha portato in Parlamento. La tragedia del coronavirus, il ruolo dell’Europa, la necessità nella tempesta di affidarsi a mani esperte vanno di pari passo con un ritrovato timido coraggio dei partiti tradizionali (reagire alla crisi immaginando un futuro) e il conseguente affievolirsi del movimentismo antisistema. Di fronte alla catastrofe, il populismo non paga più. Men che meno i vaffa, la cultura del No, la dottrina talebana della democrazia diretta, la subcultura. Nessuno meglio di Morra ha colto il dramma del M5s: illogicità, incompetenza, irrazionalità e inettitudine». Il 5 dicembre, Massimo Franco (L’implosione dei 5 Stelle che si proietta sul futuro del governo) scrive: «Con iattanza, il controverso presidente dell’Antimafia, Nicola Morra, ieri ha annunciato che “in Aula il 9 dicembre il M5S farà il M5S”. E cioè voterà contro il Mes. Si capirà presto quanto le parole sue e di altri avranno seguito. Il solo fatto che siano lanciate con un tasso di irresponsabilità così ostentato, tuttavia, segna di per sé l’immagine della principale forza di governo. Mostra quanto sia difficile il tentativo del ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, di plasmarne un profilo meno estremista» • Il 17 febbraio 2021 è tra i 15 senatori pentastellati che non votano la fiducia al governo di 4. Mario DRAGHI, il giorno dopo 135. Vito CRIMI, capo politico del M5S, lo espelle insieme agli altri 14. In diretta tv consegna a 141. Enrico MENTANA il suo platonico «amicus Plato sed magis amica veritas» (traduzione: Grillo mi è amico ma la «verità di più»). Il 23 marzo arriva il Caffè di Massimo Gramellini (Il boomerang Morra): «Ammettiamo, fino a prova contraria, che il senatore Morra sia vittima di uno scandalo di panna montata. Ammettiamo cioè che il presidente dell’Antimafia non si sia avventato verbalmente contro un direttore sanitario di Cosenza, sventolando con fare minaccioso i suoi titoli e la sua scorta, e che comunque non lo abbia fatto per perorare la vaccinazione degli anziani zii di sua moglie, come sostiene l’aggredito, ma per tutelare il diritto a essere vaccinati di tutti gli ultraottuagenari del collegio che lo ha eletto in Parlamento. Però Morra dovrà convenire che quella panna — il sospetto come anticamera della verità — è stata fomentata per anni dalla cultura a cui egli appartiene. Si tratta di una visione maramaldesca del mondo che preesiste ai Cinquestelle (basti ricordare chi insinuava maldicenze su Falcone), ma che il movimento di cui Morra ha fatto parte fino a poche settimane fa ha preteso di elevare a modello di lotta politica e quasi a stile di vita. Gli scandali esistono, ma vederli ovunque e ancora prima che vengano accertati, al solo scopo di abbattere l’avversario, equivale a non distinguere più quelli falsi dai veri. Facendo passare il principio pericolosissimo che per chiunque sia investito di un ruolo potenzialmente privilegiato debba sussistere un pregiudizio di colpevolezza. Morra si è ripreso in fronte un boomerang che aveva contribuito a lanciare e chi oggi gli chiede di dimettersi sta ponendo le condizioni per fare, un giorno, la sua stessa fine» • 2022 - • 2023 - • A fine ottobre 2024, quando a sorpresa in Liguria il candidato di centrodestra 256. Marco BUCCI batte quello del centrosinistra, 37. Andrea ORLANDO, per meno di novemila voti, Alessandro Trocino fa notare: « E Grillo? Dopo le ultime polemiche con Conte, ha disertato il voto. C’era in campo un candidato che gli è sempre stato fedele, quello che un tempo si definiva un “ortodosso”, il calabro-ligure Nicola Morra. Il suo risultato è stato scarso: non ha raggiunto neanche l’un per cento, ma quei 5 mila voti presi pesano» • 2025 -.
704. Davide CRIPPA Novara 11 aprile 1979. Politico • Dal 2013 deputato del Movimento 5 Stelle, dal 2019 capogruppo alla Camera, il 7 gennaio 2020 Emanuele Buzzi (Cartellini rossi) scrive: «La mannaia “intimata” dai vertici Cinque Stelle sta per abbattersi sul gruppo parlamentare. Trentatré persone nel mirino dei probiviri, otto candidati quasi sicuri dell’espulsione. Oggi a Roma è stato convocato un super vertice che vedrà impegnati gli organi del Movimento e i capigruppo. Al tavolo nella capitale si siederanno con Davide Crippa e Gianluca Perilli sia i tre componenti del collegio dei probiviri (Raffaella Andreola, Jacopo Berti e Fabiana Dadone) sia i tre del comitato di garanzia (Giancarlo Cancelleri, Vito Crimi e Roberta Lombardi). Nel mirino i parlamentari in ritardo con le restituzioni. Diverse le sanzioni da irrogare a seconda anche delle “lacune” e della tempistica. Sarebbero in tutto otto i parlamentari (sei deputati e due senatori) a rischio cacciata, quindici su cui pende la spada di Damocle di una sospensione e dieci a cui invece spetterebbe “solo” un richiamo» • Il 4 agosto 2021 Antonio Polito (Il passaggio alla via migliorista nel Movimento massimalista) scrive: «È nata nel M5S una corrente “migliorista”? Emanuele Macaluso, che ne fu il capo nel Pci, si starà rivoltando nella tomba per questo accostamento un po’ azzardato. E giustamente. Incomparabili sono storia e cultura politica dei due partiti e delle due ere. Però c’era una frase nell’intervista al Corriere della Sera di Davide Crippa, capogruppo pentastellato alla Camera, che ci ha riportato alla memoria proprio quel neologismo inventato quarant’anni fa. Parlando infatti dell’accordo raggiunto sulla riforma Cartabia, Crippa lo definisce “il miglior risultato possibile”. E in questa espressione c’è l’essenza della democrazia rappresentativa, fatta di compromessi ed emendamenti, nella quale il massimo è nemico del meglio (e di conseguenza la negazione della democrazia diretta: infatti la riforma non è stata sottoposta al voto dei militanti). E c’è anche la differenza radicale che esiste tra i partiti e i movimenti. I primi accettano di essere “parte”, e dunque si propongono di realizzare le proprie idee ma un po’ alla volta, accettando i rapporti di forza, e trovano nell’arena parlamentare il loro habitat naturale. I secondi, invece, nascono nelle piazze, e non accettano né alleanze né accordi, perché il loro obiettivo è troppo assoluto per essere oggetto di qualsiasi mercanteggiamento politico. I movimenti pretendono di realizzare la “volontà generale” (non è un caso che la piattaforma di Casaleggio si chiamasse Rousseau). I partiti democratici, invece, sanno che esiste solo la “volontà della maggioranza”, e che questa si forma in Parlamento nell’incontro e nello scontro tra le “volontà particolari”. Non sappiamo quanto Crippa sia consapevole delle conseguenze della sua frase. A giudicare dai numerosi veli di ipocrisia che vi ha steso sopra — per esempio che la riforma Cartabia ricalchi in definitiva la riforma Bonafede, solo un po’ corretta — non si può davvero scommettere che questi principi abbiano conquistato i Cinque Stelle, trasformandoli in un partito “normale”. Però il piccolo passo di Crippa potrebbe essere un grande passo per la politica italiana». A fine agosto, quando la Lega alla Camera vota contro il green pass, definisce l’accaduto «ancora più grave perché rischia di apparire come un modo per strizzare l’occhio ai violenti che in queste ore hanno minacciato e aggredito rappresentanti delle istituzioni, medici e giornalisti». A fine ottobre Gianluca Mercuri scrive che nei grillini «è in corso una rissa per la nomina a capogruppo alla Camera (il titolare Crippa resiste e l’ex ministro Bonafede scalpita)» • A metà luglio 2022 si parla di 5 Stelle a pezzi. Mercuri: «Dopo la scissione di Di Maio, ora Giuseppe Conte ne rischia un’altra, ispirata dal capogruppo alla Camera Davide Crippa che vuole votare la fiducia e infatti ha cercato (invano), insieme al Pd, di far passare Draghi, prima che al Senato, a Montecitorio, dove i grillini governisti sono più forti». Il 26 luglio si dimette da capogruppo. Il primo agosto 8. Beppe GRILLO posta l’immagine di un album di figurine, con in copertina i volti trasfigurati suo, di 11. Luigi DI MAIO, di 596. Laura CASTELLI e le foto di altri transfughi. La dedica: «Sono tutti zombie». Il 4 presenta alla Camera con 428. Federico D’INCÀ “Ambiente 2050”, un laboratorio che non sarà una vera e propria lista, ma un «collante» tra la politica e la società civile sui temi della transizione ecologica. Il 25 settembre, candidato al Senato nel collegio uninominale Campania - 05 (Giugliano in Campania), come indipendente sostenuto dalla coalizione di centro-sinistra in quota Impegno Civico, col 17,90 arriva terzo dietro 1363. Maria Domenica CASTELLONE del Movimento 5 Stelle (44,88%) ed Elena Scarlato del centro-destra (29,28%) • 2023 - • 2024 - • 2025 -.
705. Sara FUNARO Firenze 12 maggio 1976. Politica • 2020 - • 2021 - • 2022 - • Psicologa, esperta di migrazioni, diverse esperienze in giunta, a inizio novembre 2023 Firenze, scontro Schlein-Conte. Alessandro Trocino: «Qui la partita è complessa. Dario Nardella è all’ultimo mandato e propone la dem Sara Funaro. Ma Stefania Saccardi, di Italia Viva, vorrebbe ricandidarsi. E qui il Terzo Polo ha un capitale del 15 per cento. Che sarà diventato più esiguo, ma resta pur sempre un pacchetto di voti che può risultare decisivo. Per di più, Giuseppe Conte ha chiesto a Tomaso Montanari di candidarsi. Quest’ultimo ci starebbe ma con il sì del Pd. Peccato che il rettore di Siena abbia querelato in passato Nardella, sparando spesso a zero contro i dem. E peccato che Montanari, molto a sinistra, non avrebbe certo il via libera da Renzi» • Ottenuta la candidatura per succedere a 127. Dario NARDELLA, il 10 giugno chiude il primo turno in testa col 43% contro il 32% del candidato di centrodestra, 410. Eike SCHMIDT. Arrivato per il ballottaggio del 23 giugno l’endorsement della renziana 1148. Stefania SACCARDI (7,3% al primo turno), il 25 giugno è eletta col 60,56: Firenze diventa la più grande città guidata da una donna (per prima cosa ricorda il nonno Piero Bargellini, sindaco durante l’alluvione del 1966) • Finita nella lista di personaggi pubblici oggetto di insulti e commenti di ogni tipo sul sito Phica.eu, a inizio settembre 2025 si legge che la sua denuncia ha contribuito all’identificazione di Vittorio Vitiello, 45 anni, presunto gestore del sito. A inizio dicembre si dice contraria a concedere onorificenze a 369. Francesca ALBANESE, relatrice Onu per i territori palestinesi convinta che l’assalto di un gruppo pro Pal nella redazione della Stampa di Torino sia sì da condannare ma anche «un monito» per i giornalisti: «La libertà di informazione non può essere messa in discussione, non esistono condanne condizionate».
706. Luigi CAJAZZO Mazara del Vallo 29 agosto 1968. Avvocato • Dal 2018 Direttore Generale dell’Assessorato al Welfare e Sanità della Regione Lombardia, il 12 aprile 2020, Le ore cruciali nell’ospedale di Alzano: «Qui è il delirio, nessuno sa cosa fare», Marco Imarisio e Simona Ravizza scrivono: «A mezzogiorno di domenica 23 febbraio la notizia dei primi casi sospetti di Covid-19 all’ospedale di Alzano Lombardo piomba sulla riunione cominciata due ore prima all’unità di crisi dell’Azienda sociosanitaria territoriale Bergamo Est, a Seriate. Sono presenti almeno 20 persone, primari, dirigenti amministrativi, membri del Collegio di direzione che comprende anche le altre cinque strutture dell’Asst locale. Il direttore sanitario, Roberto Cosentina, riconosce che la situazione è di una gravità mai affrontata prima. Nessuno ha idea di nulla, si accettano proposte. I medici ne hanno una sola, all’unanimità. La permanenza di tanti degenti con polmoniti sospette mai sottoposti a tampone fino alla sera di sabato, impongono un’unica scelta. Bisogna chiudere il Pronto soccorso, e impedire l’ingresso negli altri reparti. “Trasformiamo il Pesenti-Fenaroli in un lazzaretto”, è la frase che viene utilizzata. Un presidio interamente Covid-19. Per evitare che l’ospedale faccia da cassa di risonanza al contagio che da lì a poco travolgerà la provincia di Bergamo. [...] Cosentina si dice d’accordo con i suoi medici. Chiudiamo, e cerchiamo di capire cosa sta succedendo. Anche perché ad Alzano Lombardo non esiste il reparto di Malattie infettive. Il suo superiore, il direttore generale della Asst Francesco Locati, avvisa Luigi Cajazzo, direttore dell’assessorato alla Sanità, che a sua volta riferisce subito dello scarso entusiasmo della Regione per questo provvedimento. Alle 14 intanto il cambio turno degli infermieri viene bloccato. Restano in servizio quelli che sono dentro. I medici chiedono anche l’isolamento dei malati di polmonite, ospitati fino a quel momento nei reparti di medicina insieme a pazienti con patologie diverse. Ma il Pesenti Fenaroli non è attrezzato per farlo. Alle 18 il direttore sanitario viene chiamato dal suo superiore Locati, che ha appena sentito Cajazzo. L’ordine è di riaprire, subito. La Regione non vuole lasciare sguarnito un presidio sul territorio, questa la spiegazione ufficiale». Il 10 giugno il titolo è Primo scossone in Regione. Salta il direttore della Sanità lombarda. Ravizza: «Il governatore Attilio Fontana li avvisa a uno a uno ieri in tarda serata. In Lombardia, c’è il cambio ai vertici della Sanità. Luigi Cajazzo, 51 anni, l’ex poliziotto della Mobile di Lecco seduto sulla poltrona di direttore generale dal maggio 2018, viene spostato. È una decisione che segna la volontà di un nuovo passo nella regione più colpita dal Covid-19 e dalle polemiche» (il passaggio di consegne con Marco Trivelli avverrà il 18 giugno). Il 23 ottobre Ospedale di Alzano, cinque indagati per epidemia colposa. La Finanza in Regione. Armando Di Landro: «In un rimpallo di dichiarazioni con contenuti diametralmente opposti, i dirigenti sanitari di entrambi i fronti finiscono indagati: l’inchiesta sulla gestione dell’ospedale di Alzano lombardo, che il 23 febbraio fu chiuso e riaperto nel giro di tre ore dopo la scoperta dei primi pazienti contagiati, riguarda l’ex direttore generale del Welfare lombardo Luigi Cajazzo, il suo vice Marco Salmoiraghi, la responsabile dell’unità organizzativa Polo ospedaliero Aida Andreassi, il direttore generale dell’azienda ospedaliera di Seriate Francesco Locati, e l’ex direttore sanitario (nel frattempo in pensione) Roberto Cosentina. Cajazzo, sentito a maggio dai pm di Bergamo come persona informata sui fatti e poche settimane dopo sostituito dalla giunta lombarda, allora aveva dichiarato che dalla direzione ospedaliera erano arrivate rassicurazioni sulla possibilità di riaprire rapidamente il pronto soccorso della Val Seriana. Locati, invece, in una sua memoria difensiva riportata nel libro dei giornalisti del Corriere Come nasce un’epidemia, ricorda di aver cercato più volte proprio Cajazzo, in quel lungo pomeriggio di domenica, senza ottenere risposte: fino alle 17.30, quando dalla Regione era arrivato l’ordine di riaprire. Una scelta che era sembrata incomprensibile, alla direzione ma anche ai medici, profondamente diversa dalla linea tenuta a Codogno, dove l’ospedale era stato chiuso solo tre giorni prima (e riaperto quasi tre mesi dopo)». A fine novembre Sanità lombarda, pronte 5 proposte di riforma: «Cambiare il rapporto con i privati». Ravizza: «L’emergenza Covid-19 mette in luce le criticità del modello lombardo. La decantata Sanità d’eccellenza della Lombardia, dove pubblico e privato sono nel corso degli anni messi sullo stesso piano, si scopre fragile davanti al virus. Difficoltà organizzative e lacune nei servizi sul territorio. Come se ne esce? In campo per cambiare adesso ci sono cinque proposte, con altrettanti documenti redatti nel corso degli ultimi mesi. Il Corriere li ha letti tutti. Uno è del ministero della Salute, richiesto dal ministro Roberto Speranza tramite l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas). Tre progetti di riforma sono elaborati da gruppi di studio creati all’interno della Regione stessa (in capo rispettivamente all’ex direttore generale del Welfare Luigi Cajazzo, a 5 saggi nominati dal governatore Attilio Fontana e alla Lega con Emanuele Monti). Un altro è del Pd» • A metà febbraio 2021 63. Letizia BRICHETTO MORATTI, da gennaio vicepresidente e assessora regionale al Welfare al posto del contestato 23. Giulio GALLERA, sostituisce il suo successore Trivelli con il veneto Giovanni Pavesi, che dirigeva l’Ulss di Vicenza. Gianluca Mercuri: «La domanda è: la nomina di un veneto può far sperare i lombardi che si vada verso il ripristino di una medicina territoriale drammaticamente mancata durante la pandemia?» • 2022 - • Da fine dicembre 2022 direttore generale dell’Asst Franciacorta nonostante sia indagato con l’accusa di epidemia colposa, a inizio marzo 2023 il microbiologo 148. Andrea CRISANTI, consulente della procura di Bergamo, lo mette con il presidente dell’lstituto superiore di sanità 116. Silvio BRUSAFERRO, il coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico 274. Agostino MIOZZO, il segretario generale del ministero della salute 1908. Giuseppe RUOCCO e il direttore della Prevenzione del ministero Claudio D’Amario, tra i responsabili della mancata attuazione del Piano pandemico del 2006: benché datato, secondo il senatore Pd conteneva indicazioni dettagliate su come affrontare una malattia a diffusione respiratoria ma «era stato scartato senza essere letto». A fine dicembre diventa direttore generale dell’Asst Spedali Civili di Brescia. A metà ottobre 2024, il gip di Milano Rossana Mongiardo archivierà la sua posizione e quella di Gallera: «Non può ritenersi indebita la mancata adozione di atti e provvedimenti attuativi del piano pandemico nazionale e regionale che […] sarebbero comunque risultati inidonei, nel caso specifico, a fronteggiare un’epidemia di livello mondiale»; nel novembre 2025 sara insignito del titolo di Cavaliere della Repubblica per le sue capacità organizzative nel miglioramento del sistema sanitario lombardo • 2024 - • 2025 -.
707. Francesca DONATO Ancona 25 agosto 1969. Politica • 2020 - • Dal 2019 eurodeputata leghista, a metà settembre 2021 Massimo Gramellini (A vaccin Donato) la definisce «tele-bana» «contesa dai talk per il ruolo di antagonista cattiva». A fine mese, scontenta del prevalere della «linea Giorgetti» su vaccini e green pass, lascia il partito, 2. Matteo SALVINI la saluta con un «tanti auguri a chi va via». Lei definisce la sua scelta «lunga e sofferta. Ho parlato puntualmente con Salvini del mio disagio, ma il segretario si trova in una posizione delicata. Rappresenta un partito con diverse anime, ma c’è una prevalenza della linea dei presidenti di Regione e dei ministri, capeggiati da Giorgetti, a favore delle scelte del governo Draghi. Il segretario ha cercato di dare forza a quanti, come me, giudicano che le decisioni sul green pass siano sproporzionate e inadeguate. Se è finito in minoranza? All’interno della segreteria del partito pare che sia così». E poi: «Io credo nella libertà individuale e nel principio di autodeterminazione delle scelte sulla salute. Principi inderogabili che questo governo sta violando. Non posso più stare in un partito che sostiene l’esecutivo Draghi» • A inizio marzo 2022 Aldo Grasso (Le leggi dei talk e i nuovi esperti di politica internazionale) scrive: «Abbiamo già visto Francesca Donato passare dal ruolo di no vax a quello di no pax. Era ospite di Non è l’Arena e sulle repressioni di San Pietroburgo non ha resistito: “Anche Stefano Puzzer è stato arrestato a Roma. Se dobbiamo parlare della libertà di espressione, non è che diamo dei grandi esempi anche in Italia”. Attenzione: dalla competenza alla stupidità il passo è breve». A fine novembre, quando il parlamento europeo riconosce la Russia come «Stato sponsor del terrorismo per le atrocità commesse dal regime di Putin contro il popolo ucraino», vota contro • 2023 - • Passata nel 2023 a Democrazia Cristiana Sicilia Nuova, il 30 marzo 2024 si legge: Una «quinta colonna» russa nell’Ue? Al centro del caso, il portale Voice of Europe, megafono di molti politici euroscettici: articoli spesso approssimativi, con errori tipici dei testi creati con l’intelligenza artificiale (donne scambiate per uomini), un esame dei servizi cechi ha scoperto che il codice sorgente era in parte scritto in cirillico, secondo il governo di Praga, dietro al sito ci sarebbe il propagandista ucraino filo-Cremlino Artem Marchevsky, finanziatore Viktor Medvedchuk, amico personale di Putin e arcirivale di Volodymyr Zelensky. Pagamenti agli eurodeputati stimati in centinaia di migliaia di euro (contanti e criptovalute), lei e Matteo Gazzini (Forza Italia), unici italiani intervistati, negano ogni coinvolgimento. Il 25 maggio il marito Angelo Onorato è trovato morto all’interno della sua vettura a Palermo con una fascetta da elettricista intorno al collo. L’analisi delle videocamere sembra avvalorare l’ipotesi del suicidio («L’auto era in un punto cieco, ma dalle registrazioni è evidente che nessun veicolo si è fermato nei pressi del Range Rover perché tutte le macchine “filmate” sono passate in un tempo incompatibile con una sosta»), lei sostiene sicura che «non può essersi ucciso». Dopo che l’autopsia non riscontra «segni di violenza sul corpo», si dice che al limite potrebbe trattarsi di istigazione al suicidio • 2025 -.
708. Andrea VAVASSORI Torino 5 maggio 1995. Tennista • 2020 - • 2021 - • 2022 - • 2023 - • Il 27 gennaio 2024, in coppia con 686. Simone BOLELLI, perde la finale degli Australian Open (sconfitti in due set dal doppio formato dall’indiano Rohan Bopanna e dall’australiano Matthew Ebden). L’8 giugno perdono anche la finale del Roland Garros (sempre in due set, stavolta contro il salvadoregno Marcelo Arévaloe il croato Mate Pavic). Il 5 settembre, in coppia con 482. Sara ERRANI vince gli Us Open, primo successo di un doppio misto italiano in uno Slam. Sebbene mai in campo (il doppio, quando serve, lo giocano 100. Matteo BERRETINI e 16. Jannik SINNER), il 24 novembre a Malaga vince la Coppa Davis • Il 4 giugno 2025 vince con Errani il misto del Roland Garros (da segnalare, per capire come la disciplina goda di improvvisa notorieta, che Alessandro Trocino il 9 giugno, citando il successo azzurro nel doppio femminile, scriverà «Paolini aveva già vinto un secondo Slam nel misto con Andrea Valvassori», gli saranno rimasti in testa da quando a scuola ha studiato la gerarchia feudale, vassalli, valvassori e vavassini...). Il 23 novembre a Bologna arriva il bis in Coppa Davis: grazie a Berrettini e 542. Fabio COBOLLI anche stavolta il doppio non è mai stato necessario.
709. GIORGIA - Giorgia TODRANI Roma 26 aprile 1971. Cantante • 2020 - • Il 5 dicembre 2021, commentando un duetto con 378. Claudio BAGLIONI visto in tv, Aldo Grasso scrive che «si piace troppo (invece di cantare si ascolta)» • 2022 - • 2023 - • Il 7 febbraio 2024, co-conduttrice del Festival di Sanremo con 71. AMADEUS, celebra i 30 anni di E poi, con cui nel 1994 fu settima tra le ”Nuove proposte” (l’anno dopo vinse tra i Campioni con Come saprei, nel 2023 è finita sesta con Parole dette male). Il 30 novembre è annunciata da 388. Carlo CONTI tra i partecipanti alla prossima edizione • L’11 febbraio 2025, quando parte il Sanremo numero 75 e il totonomi punta su di lei, «ad Andrea Laffranchi fa i dovuti scongiuri», lui con Renato Franco le assegna un 8 in pagella: «Sarebbe ora che Giorgia si decidesse... Nella vita o sei brava, o sei bella o sei elegante...». Il 15 la mettono con 156. ACHILLE LAURO tra «i grandi esclusi dal podio»: la sua La cura per me finisce sesta. 238. ELODIE commenta: «Io ci sono rimasta veramente male per Giorgia perché credo che sia stato irrispettoso per la sua carriera, il suo talento e il brano che aveva. Mi fa veramente inc... che lei non fosse in top 5. L’abbiamo osannata tutta la settimana e poi cosa è successo in questi giorni? La gente si è dimenticata di votarla perché tanto lei è Giorgia e non ne ha bisogno? Dove stava il sostegno? Dove stava il sostegno delle radio e dei giornalisti?». A fine febbraio 465. MOGOL la “rottama” «dicendo che la sua voce non ha emozione». Massimo Gramellini commenta: «Ma ormai va bene tutto, manca solo che un allenatore dichiari che Maradona non sapeva dribblare». A inizio novembre, a Laffranchi che dice I buu alla classifica di Sanremo sono un segnale... confida: «La reazione dell’Ariston è stata una secchiata in faccia... come a dire “aho, ci sei”. Ho pianto le mie uniche lacrime in 30 anni. Quando vinsi nel 1995 con Come saprei dissi solo “è fichissimo”: tutti pensarono che fossi una fredda».
710. Stefano COLETTA Roma 8 marzo 1965. Manager • Già direttore di Rai 3 (dal luglio 2017), dato in quota PD, il 14 gennaio 2020 diventa direttore di Rai 1 ottenendo anche la direzione della Prima serata • A settembre 2021, dopo che 1004. Loretta GOGGI è stata ferita dai commenti social alla sua esibizione ai Seat Music Awards per i 40 anni di Maledetta primavera («se non ti sei fatta un ritocchino, è meglio che te lo fai», «sembri la strega di Biancaneve» ecc.), fa sapere che sogna uno show di prima serata tutto per lei • 2022 - • Il 6 febbraio 2023, dopo che per 10 giorni la politica si è divisa sull’eventuale intervento del presidente ucraino Volodymyr Zelensky al Festival di Sanremo, annuncia che non si tratterà di un video ma di una lettera. Il 13 si parla de La bufera su Sanremo. Luca Angelini: «Prima ancora di partire, le polemiche sulla presenza di Zelensky. Poi quelle sul monologo di Paola Egonu, sull’appello degli Articolo 31 a legalizzare la cannabis, sulla foto del sottosegretario leghista Galeazzo Bignami in costume nazista strappata da Fedez, per finire con quella per il bacio fra lo stesso Fedez e Rosa Chemical. E ce ne saremo di sicuro dimenticata qualcuna». Antonella Baccaro scrive che, per non dare l’idea di una «purga ideologica», la vendetta non sarà consumata a caldo: «La verifica sui vertici della Rai, invocata da molti esponenti di Fratelli d’Italia per quelli che considerano atti di “killeraggio politico” andati in onda, alla vigilia delle Regionali di Lombardia e Lazio, nel corso del Festival di Sanremo, richiederà tempo. Nessun blitz è in vista sull’amministratore delegato Carlo Fuortes e sul direttore dell’Intrattenimento Stefano Coletta». Il 25 maggio lascia il posto a Marcello Ciannamea e passa alla direzione Distribuzione • 2024 - • 2025 -.
711. Marco GIALLINI Roma 4 aprile 1963. Attore • A luglio 2020 in streaming È per il tuo bene, «commedia condominiale, remake di un film spagnolo: racconta la tempesta in un bicchiere di tre coppie (Marco Giallini e Isabella Ferrari, Giuseppe Battiston e Claudia Pandolfi, Vincenzo Salemme e Valentina Lodovini) alle prese con i colpi di testa delle figlie» (Paolo Baldini) • A febbraio 2021 in streaming Domani è un altro giorno di Simone Spada, «un elogio dell’amicizia attraverso le vicende di Giuliano e Tommaso, ossia Marco Giallini, un attore malato terminale, e Valerio Mastandrea, il compagno d’avventure richiamato dal Canada per l’addio» (ibidem). «Ormai una superstar del cinema italiano» (sei candidature al David di Donatello, altrettante al Nastro, compresi quello vinti nel 2012 per ACAB - All Cops Are Bastards e Posti in piedi in paradiso e nel 2016 col cast di Perfetti sconosciuti), a fine maggio, a Candida Morvillo che gli chiede Com’è fatta la popolarità? risponde: «Al Festival della Letteratura di Mantova, duemila donne hanno rotto le transenne. Sono saltato giù dal palco come Ringo Starr. Pure per questo non abito in centro: c’è troppa gente e io a uno che per vedermi al cinema con la famiglia spende 40 euro non so dire “la foto no”». A luglio in streaming Ritorno al crimine di 1711. Massimiliano BRUNO, «secondo capitolo della saga di Non ci resta che il crimine ispirato a Ritorno al futuro di Robert Zemeckis. Alessandro Gassmann, Gianmarco Tognazzi e Marco Giallini sono tornati dagli Anni Ottanta e inseguono Sabrina, la donna che li ha fatti fessi e ora se la gode a Montecarlo»; a dicembre, sempre in streaming, Io sono Babbo Natale di Edoardo Falcone «ultimo film di Gigi Proietti, scomparso nel novembre 2020. Qui, accanto a Marco Giallini, è un infreddolito Babbo Natale che ha deciso di trasferirsi dal Polo a Roma e vorrebbe cedere il testimone a un ladruncolo appena uscito di galera, rifiutato dall’ex moglie psicologa che s’è rifatta una vita» • Il 10 marzo 2022 esce C’era una volta il crimine, terzo film della saga (questo ambientato nel 1943). Paolo Mereghetti ci va già duro: «Non ci sono parole di fronte a un tale scempio, a una tale nullità, a un tale abisso di supponenza e presunzione (perché chiamare questo C’era una volta il crimine un “film” è supponente e presuntuoso)» (dal primo al 15 dicembre 2023 Sky trasmetterà Non ci resta che il crimine - La serie). Dal 29 giugno è nelle sale La mia ombra è la tua di Eugenio Cappuccio: «Road movie esistenziale. Narra l’amicizia tra lo scrittore-eremita Marco Giallini, autore di un solo best seller riportato all’onore del mondo da un’influencer da milioni di followers, e il laureato Giuseppe Maggio chiuso nel suo bozzolo di post bamboccione» • 2023 - • 2024 - • 2025 -.
712. Paolo CREPET Torino 17 settembre 1951. Psicologo • 2020 - • 2021 - • 2022 - • Il 27 giugno 2023, quando esce il suo libro Prendetevi la luna. Un dialogo tra generazioni, 142. Walter VELTRONI lo definisce «uno degli analisti più attenti dello stato della condizione giovanile» • Il 25 giugno 2024 esce il libro Mordere il cielo. A fine novembre Massimo Gramellini dedica il Caffè a Tina Gesmundo, preside di un liceo barese che presentando la scuola ai genitori dei potenziali iscritti «Ha detto che non ha bisogno che arrivino Crepet o Galimberti a spiegarle come le famiglie abbiano scaricato sulla scuola la loro incapacità di educare: purtroppo lo sa già» • A inizio aprile 2025, in tour con lo spettacolo teatrale tratto da Mordere il cielo, spiega «I miei spettacoli? Non preparo niente, accendo una lampada e parlo. Io sento la gente, avverto quando l’attenzione scema un po’, la cosa più difficile è dare un senso al tuo discorso collegando tutto». E poi «Ho scritto 43 libri, le serate sono tante: abbiamo fatto 72 mila presenze in tutta Italia e sono numeri che richiedono responsabilità. La gente viene perché è confusa, cerca una stella polare, a una certa età ti danno credibilità: ci sono persone che mi ringraziano per una cosa che ho detto 25 anni fa e che sostengono abbia cambiato la loro vita». All’11 giugno, quando scrive «come dice Crepet», Massimo Gramellini è responsabile del 50% tondo tondo delle sue citazioni.
713. Stefano ACCORSI Bologna 2 marzo 1971. Attore • Già vincitore del David di Donatello nel 1999 (Radiofreccia) e nel 2017 (Veloce come il vento), l’8 maggio 2020, candidato per Il campione, gli è preferito 1238. Luigi LO CASCIO (Il traditore). A giugno in streaming La Dea Fortuna di 1503. FERZAN ÖZPETEK, «ritratto di un palcoscenico multietnico di affetti che si stringe intorno alla bella casa romana in cui vive la coppia Edoardo Leo - Stefano Accorsi. L’amica (Jasmine Trinca) che li spinse insieme ha bisogno di aiuto e torna nella loro vita» (Paolo Baldini). Il 6 luglio, candidato per questo film al Nastro d’argento (premio vinto nel 2001 per Le fate ignoranti e nel 2016, Veloce come il vento), gli è preferito 168. Pierfrancesco FAVINO (Hammamet) • A febbraio 2021 in streaming Lasciami andare di 563. Stefano MORDINI, «noir ambientato a Venezia, dal romanzo Sei tornato di Christopher Coake. Stefano Accorsi è un ingegnere oppresso da un grande dolore tra due donne, una casa spettrale, una medium». Il 14 ottobre 2021 è nelle sale Marilyn ha gli occhi neri di Simone Godano: «Segue il percorso di due irregolari che si conoscono in un centro diurno per persone con disagio mentale e ritrovano se stessi allestendo un bizzarro ristorante. Lui, Stefano Accorsi, è un cuoco irascibile come Braccio di Ferro. Lei, Miriam Leone, una bugiarda e mitomane» (ibidem) • A meta febbraio 2022, la copertina di “7” è dedicata alla generazione “50 special”: con 607. FABIO VOLO si interrogano sulla crisi di mezza età • 2023 - • 2024 - • 2025 -.
714. Riccardo FRACCARO Montebelluna 13 gennaio 1981. Politico • Dal 2013 deputato del Movimento 5 Stelle, già ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta tra il 2018 e il 2019 nel primo governo di 3. Giuseppe CONTE, dal 5 settembre 2019 sottosegretario alla presidenza del Consiglio nel Conte II, a metà giugno 2020 Il caso Regeni agita il governo. Pd e M5S divisi sulle navi all’Egitto: quando i genitori di Giulio, il giovane ricercatore trovato ucciso in alla periferia del Cairo il 3 febbraio 2016, attaccano «Questo governo ci ha traditi. Le navi e le armi che venderemo ad Al-Sisi serviranno a perpetuare le violazioni dei diritti umani» e lo sfogo «causa importanti ripercussioni politiche nella maggioranza», con il sottosegretario agli esteri Manlio Di Stefano è lui a gestire operativamente la partita • A inizio gennaio 2021, quando si parla di un rimpasto del governo Conte con tre ministri per Italia Viva, è messo tra quelli a rischio perché le «Critiche piovono» (causa caduta del governo, non sarà l’unico a perdere il posto quando il 13 febbraio arriverà a Palazzo Chigi 4. Mario DRAGHI) • Il 22 gennaio 2022, quando mancano due giorni all’inizio delle votazioni per il successore di 5. Sergio MATTARELLA, si dice che è stato scoperto a trattare con 2. Matteo SALVINI un pacchetto di voti dei 5 Stelle destinati, pare, a 201. Giulio TREMONTI. Lui nega: «Anche Matteo Salvini ha smentito le ricostruzioni uscite oggi sul Quirinale, seppellendo così le falsità riportate sul nostro incontro. Sta montando, e il mio caso ne è un esempio, un clima estremamente preoccupante e velenoso intorno all’elezione del presidente della Repubblica». Poi avverte: «Vorrei sgombrare subito il campo da ogni dubbio dicendo che non voterò mai Mario Draghi». A metà luglio, quando le dimissioni di Draghi da presidente del Consiglio sono solo congelate e le elezioni sembrano ormai vicine, Massimo Franco scrive che «C’è un tocco farsesco e deprimente, nel grillino Riccardo Fraccaro che posta un fotomontaggio con Conte raffigurato al posto del leghista Matteo Salvini mentre si diverte in spiaggia prima di far cadere il governo populista nell’agosto del 2020. È un’immagine che schernisce non più solo Salvini ma l’ex premier». Non potendosi candidare alle elezioni del 25 settembre per la regola del doppio mandato, il 12 ottobre termina la sua esperienza parlamentare • 2023 - • 2024 - • 2025 -.
715. Damiano D’INNOCENZO Roma 14 luglio 1988 716. Fabio D’INNOCENZO Roma 14 luglio 1988. Registi • Il 25 febbraio 2020 viene presentato in anteprima al Festival internazionale del cinema di Berlino Favolacce (tornano con l’Orso d’argento per la miglior sceneggiatura). Uscita nelle sale prevista per il 16 aprile, a seguito della pandemia di COVID-19 a partire dall’11 maggio la pellicola è distribuita sulle piattaforme on demand: «Commedia sociale con ombre, è il ritratto di un’umanità disperata che risponde al disagio con il sadismo, la perfidia psicotica, la voglia di sopraffazione. Elio Germano è la star». Il 6 luglio arriva il Nastro d’argento come miglior film e miglior sceneggiatura • L’11 maggio 2021, nonostante quattro candidature tornano a mani vuote dai David di Donatello: come film e regia gli viene preferito Volevo nascondermi di 649. Giorgio DIRITTI, come sceneggiatura originale Figli di Mattia Torre, per il David Giovani 18 regali di 1746. Francesco AMATO. Il 9 settembre è presentato in concorso a Venezia America Latina. Loro lo definiscono «misterioso, volutamente ambiguo, se volete thriller psicologico», Paolo Mereghetti gli dà solo un 5 e mezzo: «Personalmente ho condiviso questa discesa verso gli inferi umani fin verso la sua metà, quando il film sembrava una versione ammodernata del Gabinetto del dottor Caligari, con la confusione tra realtà e immaginazione dentro la testa del protagonista (arrivando a immaginare che potesse piacere molto anche al presidente della giuria, il coreano Bong Joon-ho). Ma poi l’aria che vivificava tutto è andata rarefacendosi, il personaggio ha cominciato a soffocare e così a finire sotto le macerie di questa programmatica scarnificazione è stato il film stesso. Peccato» • A gennaio 2022, quando il film arriva nelle sale, Paolo Baldini scrive: «Ritratto di un uomo apparentemente tranquillo e appagato che, come accadeva in Favolacce, si ritrova davanti a un avvenimento estremo e la sua esistenza viene sconvolta. Analisi del lato oscuro della mente. Dove il termine “Latina” del titolo non indica il Sudamerica ma la città delle paludi pontine. Elio Germano protagonista perfetto». Passati dalla scuola alberghiera ai copioni per 284. Matteo GARRONE, a metà febbraio, intervistati da Candida Morvillo, raccontano: «Negli anni in cui le cose ci sfuggivano di mano, l’unico modo di sfogare la rabbia era uno sull’altro. Rispondevamo coi colpi sul nostro corpo ai colpi che il mondo dava a noi». Il 3 giugno vincono il Nastro d’argento per il miglior soggetto • 2023 - • 2024 - • 2025 -.
717. Gianni CUPERLO Trieste 3 settembre 1961. Politico • 2020 - • 2021 - • Già deputato dal 2006 al 2018 (PD), il 10 agosto 2022, in vista delle elezioni anticipate, si legge Bologna, sfida Casini-Cuperlo. Alessandro Trocino: «Si segnala la corsa nel Pd ad accaparrarsi i pochi seggi blindati. Non è ancora chiusa la corsa tra Pier Ferdinando Casini e Gianni Cuperlo per uno scranno a Bologna». Il 25 settembre è eletto nel collegio plurinominale Lombardia 1 - 01. Già presidente del partito per un paio di mesi tra 2013 e 2014, alla vigilia di Natale la corsa alla segreteria del Pd diventa a quattro: con 20. Stefano BONACCINI, 9. Elly SCHLEIN, 151. Paola DE MICHELI si candida anche lui • A metà gennaio 2023, Massimo Franco (Un Pd appeso a identità che faticano a convivere) scrive che non ha tutti i torti «quando dice con crudezza che “la domanda vera è se c’è un futuro per questo partito”. L’interrogativo rimane pericolosamente in sospeso». Il primo febbraio 80. Goffredo BETTINI è dato ancora incerto fra lui e Schlein. Terzo col 7,96% nelle primarie dei circoli Pd, non si qualifica per le primarie “aperte” del 26 (non si schiera né con Schlein, né con Bonaccini) • 2024 - • A metà marzo 2025 I due partiti democratici («Dire diviso è dir poco»): quando a Strasburgo, voto sul piano ReArm Europe, 11 eurodeputati del Pd si astengono secondo le indicazioni della segretaria Schlein mentre 10 votano a favore, chiede la convocazione degli organismi dirigenti per «una discussione seria».
718. Aldo SPINELLI Palmi 4 gennaio 1940. Imprenditore • 2020 - • 2021 - • 2022 - • 2023 - • Ex patron del Genoa e del Livorno, a capo di un gruppo della logistica che opera nei porti, il 7 maggio 2024 finisce agli arresti domiciliari con altre sette persone, tra le quali spicca il governatore ligure 30. Giovanni TOTI; 1240. Paolo Emilio SIGNORINI, ex presidente dell’Autorità portuale e attuale presidente del colosso dell’energia Iren, è l’unico a finire in carcere a Marassi. Per la procura di Genova, esisteva un sistema di potere fatto di favori e tangenti tra amministrazione pubblica, cioè Regione e Autorità portuale, e aziende private. Luca Angelini: «Tra le varie accuse al governatore ligure l’aver accettato da Spinelli 74 mila euro per “trovare una soluzione” per privatizzare la spiaggia di Punta Dell’Olmo nell’ambito di un’operazione immobiliare di lusso. Inoltre, sempre secondo l’accusa, avrebbe facilitato la concessione di spazi portuali. Lo stesso avrebbe fatto Signorini in cambio, sempre da Spinelli, di soldi (15 mila euro), gioielli, e tanti soggiorni in hotel di lusso e puntate al casinò di Monte Carlo». Il 13 maggio, interrogato col figlio 1769. Roberto SPINELLI, nega di aver commesso reati: «Sono stato preso in giro da Toti». Giuseppe Guastella: «Toti gli avrebbe promesso cose che poi non sarebbe stato in grado di mantenere, dice Spinelli assistito dall’avvocato, Andrea Vernazza, che, quando gli chiedono a cosa si riferisca, fa cenno alla vicenda della privatizzazione della spiaggia di Punta dell’Olmo di Varazze, dove con il figlio ha realizzato un complesso immobiliare. Su quel magnifico tratto di arenile, però, “non si poteva fare niente per la Bolkestein”, la direttiva europea sulla gestione delle coste». Il figlio lo descrive come un uomo, oltre che anziano, prostrato dalla morte della moglie e fuori controllo, al punto di aver pensato di affiancargli un amministratore di sostegno: «Da anni gli dicevo di non dare soldi ai partiti, ma mio padre non riusciva a capire che non si poteva fare». Il 20 si legge che Ivana Semeraro, manager bocconiana, l’avrebbe fermato «spiegandogli che ai politici non si danno i soldi». Il 23 Toti ammette «il gruppo Spinelli sostiene i miei comitati dal 2015», ma nega la corruzione, il 26 si dimette. Il 29 luglio viene nominato presidente della sua holding Spininvest 898. David ERMINI, ex vicepresidente del Csm e attuale membro della Direzione del Pd. La stampa di destra attacca: «Spinelli si ingrazia il Pd per farsi scarcerare». Il 16 settembre patteggia una condanna a tre anni e due mesi di reclusione per corruzione (più la confisca di oltre 470 mila euro): «Non avrei patteggiato perché era tutto regolare, ma devo pensare alle 1.300 persone che lavorano per noi, duemila con l’indotto, ed alle loro famiglie. Mi hanno convinto gli avvocati perché altrimenti sarei rimasto solo nel processo». Il 18 dicembre il gip valida i patteggiamenti • 2025 -.
719. Raniero “Ranieri” GUERRA Verona 5 giugno 1953. Medico • Direttore generale aggiunto dell’Organizzazione mondiale della sanità, con sede a Ginevra, da febbraio 2020 è distaccato in Italia per seguire da vicino l’epidemia da Covid-19, il 20 aprile entra nel Comitato tecnico-scientifico (esperti e qualificati rappresentanti degli Enti e delle Amministrazioni dello Stato che supportano il Capo del Dipartimento della Protezione Civile nelle attività finalizzate al superamento dell’emergenza epidemiologica). A metà dicembre fa discutere un dossier dell’Oms con critiche alla gestione italiana della pandemia fatto ritirare subito dopo la pubblicazione da una “manina”: secondo alcune mail diffuse dalla trasmissione Report, la “manina” sarebbe la sua, lui nega. Francesco Zambon, funzionario dell’Oms, interrogato dalla procura di Bergamo ammette sue «pressioni per correggere il report» (con la “r” minuscola): nel rapporto, spiega, era scritto che il Piano pandemico italiano del 2017 era «una conferma» (copia e incolla) e non un aggiornamento di quello del 2006. Guerra, dall’ottobre 2013 direttore della prevenzione del ministero della Salute, è chiamato «a chiarire come mai non l’abbia mai aggiornato» • Il 13 maggio 2021 esce il libro di Zambon Il pesce piccolo: Una storia di virus e segreti. Paolo Mieli: «Nota un dettaglio curioso: Taiwan non fa parte dell’Organizzazione mondiale della sanità; ciò nonostante era dotata di un piano per affrontare la pandemia ad ogni evidenza migliore di quello dei Paesi “coperti” dall’Oms. Zambon è quel funzionario Oms costretto un anno fa a ritirare un rapporto già approvato dai vertici dell’Organizzazione nel quale si rivelava come il piano pandemico italiano — a differenza di quello di Taiwan — non era stato aggiornato dal lontano 2006. Mai. Ranieri Guerra, direttore vicario dell’Organizzazione mondiale della sanità — responsabile, sia pure non unico, di quel mancato aggiornamento — si occupò (assieme ad Hans Kluge direttore di Oms Europa) del caso in modo da non provocare alcun dispiacere al ministro della Sanità Roberto Speranza e soprattutto al presidente del Consiglio Giuseppe Conte che a fine gennaio era andato in tv a magnificare l’adeguatezza di quel piano. Come? In un battibaleno il report di Zambon è scomparso dalla circolazione; dopodiché l’autore del rapporto censurato è stato incoraggiato a lasciare l’Oms. Anche Ranieri Guerra ha, però, pagato un prezzo: per prudenza si è sentito costretto ad assentarsi dagli amati schermi televisivi attraverso i quali andava imponendosi come uno dei più solerti commentatori dell’intera vicenda Covid» • 2022 - • 2023 - • 2024 - • 2025 -.
720. Elena CECCHETTIN Padova 4 luglio 1999 • 2020 - • 2021 - • 2022 - • Il 15 novembre 2023, mentre continuano le ricerche della sorella minore Giulia, scomparsa, da quattro giorni con il suo ex ragazzo, 190. Filippo TURETTA, dichiara: «Era molto possessivo nei suoi confronti, era geloso anche del tempo che lei passava con me e questa cosa non mi faceva stare tranquilla, soprattutto quando uscivano da soli dopo che lei l’aveva lasciato». Il 17, Turetta ora indagato e ricercato — con un mandato di cattura europeo — per tentato omicidio (un video lo ritrae mentre colpisce Giulia per poi caricarla in macchina), racconta: «Aveva confidato alle amiche di avere paura di lui, ma a me non aveva detto nulla. Non voleva che lei si laureasse prima di lui, le diceva chiaramente che avrebbe dovuto aspettarlo, rallentare gli esami. E quando durante la loro relazione sono stati in crisi le ha detto che se l’avesse lasciato si sarebbe ucciso». Il 18 una squadra cinofila della protezione civile del Friuli-Venezia Giulia individua il cadavere di Giulia adagiato in un anfratto roccioso nel bosco tra Piancavallo e il lago di Barcis (provincia di Pordenone), lo stesso giorno Turetta è arrestato in Germania. Lei scrive: «Turetta viene spesso definito come mostro, invece mostro non è. Un mostro è un’eccezione, una persona esterna alla società, una persona della quale la società non deve prendersi la responsabilità. E invece la responsabilità c’è. I “mostri” non sono malati, sono figli sani del patriarcato, della cultura dello stupro. La cultura dello stupro è ciò che legittima ogni comportamento che va a ledere la figura della donna, a partire dalle cose a cui talvolta non viene nemmeno data importanza ma che di importanza ne hanno eccome, come il controllo, la possessività, il catcalling. Ogni uomo viene privilegiato da questa cultura. Viene spesso detto “non tutti gli uomini”. Tutti gli uomini no, ma sono sempre uomini. Nessun uomo è buono se non fa nulla per smantellare la società che li privilegia tanto. È responsabilità degli uomini in questa società patriarcale dato il loro privilegio e il loro potere, educare e richiamare amici e colleghi non appena sentano il minimo accenno di violenza sessista. Ditelo a quell’amico che controlla la propria ragazza, ditelo a quel collega che fa catcalling alle passanti, rendetevi ostili a comportamenti del genere accettati dalla società, che non sono altro che il preludio del femminicidio. Il femminicidio è un omicidio di Stato, perché lo Stato non ci tutela, perché non ci protegge. Il femminicidio non è un delitto passionale, è un delitto di potere. Serve un’educazione sessuale e affettiva capillare, serve insegnare che l’amore non è possesso. Bisogna finanziare i centri antiviolenza e bisogna dare la possibilità di chiedere aiuto a chi ne ha bisogno. Per Giulia non fate un minuto di silenzio, per Giulia bruciate tutto». In breve il numero delle persone che la seguono su instagram raggiunge quota 120mila, il suo continuo citare il «patriarcato» e il «catcalling» (l’importunare una ragazza per strada fino a minacciarla) non piacciono a tutti. Il 5 dicembre, al funerale, dice «guardo il cielo e ti vedo in mezzo alle stelle mentre fai a metà di un gelato con la mamma» (Marina Camerotto è morta cinquantunenne per un tumore il 20 ottobre 2022) • Il 2 febbraio 2025, in occasione del conferimento postumo della laurea in Ingegneria biomedica a Giulia (è stata uccisa pochi giorni prima di laurearsi), dice: «Ci hai sempre fatto sentire famiglia, hai creato legami. Riuscivi a trovare la via quando le strade della mia mente si confondevano. Non sai quanto io oggi sia fiera di te». Il 4 dicembre, quando Turetta è condannato all’ergastolo per omicidio aggravato dalla premeditazione, sequestro di persona e occultamento di cadavere, senza le aggravanti della crudeltà e dello stalking scrive su instagram: «Il non riconoscimento dello stalking è una mancanza di rispetto anche della famiglia della vittima e l’ennesima conferma che alle istituzioni non importa nulla delle donne. Sei vittima solo se sei morta, quello che subisci in vita te lo gestisci da sola» • 2025 -.
721. Andrea COSTA La Spezia 14 ottobre 1970. Politico • 2020 - • Membro della direzione nazionale di Noi con l’Italia (vedi 76. Maurizio LUPI), il primo marzo 2021 diventa sottosegretario alla salute nel governo di 4. Mario DRAGHI, a fine maggio non nasconde l’ottimismo sul contrasto dell’epidemia da Covid-19: «Se continuiamo così, a settembre avremo l’immunità di gregge. E ad agosto potremo cominciare a toglierci la mascherina all’aperto». A inizio giugno dice un primo sì alla riapertura delle discoteche, ma per entrare bisognerà esibire il green pass che dimostri la vaccinazione, l’avvenuta guarigione o l’esecuzione di un tampone con esito negativo nelle ore precedenti. A fine settembre annuncia che la capienza in cinema e teatri potrebbe salire da ottobre al 75-80% e, dopo qualche settimana, forse anche al 100% (con accesso sempre riservato a chi ha il green pass) • A inizio gennaio 2022 dichiara: «Il report quotidiano dei contagi è inutile perché di per sé non dice nulla. In questa fase dell’epidemia è bene soffermarsi su ricoveri e occupazione dei letti». A inizio aprile: «Il 92% degli italiani è protetto dal vaccino e c’è chi ha preso l’infezione sviluppando l’immunità naturale. Probabilmente, mi dicono gli scienziati, stiamo entrando finalmente nella cosiddetta fase endemica, di convivenza col virus. Insomma esistono tutti i presupposti per dare una prospettiva di pieno ritorno alla normalità dopo due anni di regole e sacrifici». Il 25 settembre, candidato alla Camera nel plurinominale per la lista Noi moderati, a causa del mancato raggiungimento della soglia di sbarramento del 3% non è eletto. Il 22 ottobre finisce la sua esperienza di governo • 2023 - • 2024 - • 2025 -.
722. Federico FORNARO Genova 9 dicembre 1962. Politico • Dal 2018 deputato, capogruppo di Liberi e Uguali-Articolo 1, a fine aprile 2020, quando viene eliminata l’Iva sulle mascherine chirurgiche, si legge che è una «battaglia vinta e rivendicata» da lui • 2021 - • Autore del libro Elettori ed eletti: maggioritario e proporzionale nella storia d’Italia (2017), a fine luglio 2022 spiega che «Negli ultimi dieci anni il centro è stato sovrastimato nel Palazzo, rispetto al dato poi riscontrato nel Paese». Il 25 settembre, candidato come capolista nel collegio plurinominale Piemonte 2 - 01 con la lista del PD cui aderisce Articolo 1, è rieletto alla Camera • A fine maggio 2023, quando il governo presenta nelle commissioni Lavoro e Affari costituzionali della Camera un emendamento al decreto Pubblica amministrazione che limita il controllo della Corte dei conti sul Pnrr (più precisamente la esclude dal «controllo concomitante» sulle spese dei fondi e proroga di un anno il cosiddetto «scudo erariale», cioè il non riconoscimento del danno erariale nei casi di colpa grave del funzionario), «le opposizioni insorgono», lui fa appello al Quirinale • A inizio marzo 2024 è citato tra gli spiati con accesi non autorizzati alla banca dati della Dna (vedi 624. Pasquale STRIANO e 697. Antonio LAUDATI) • A metà marzo 2025, quando Meloni attacca l’Europa di Ventotene, che fanno le opposizioni? «Le opposizioni insorgono», lui «fa forse l’intervento più forte ed efficace, prima di commuoversi. Chiede a Meloni di “inginocchiarsi di fronte a quegli uomini, padri dell’Europa, che non possono essere insultati, derisi e caricaturizzati. Se lei è qui, è anche grazie a loro”» (Alessandro Trocino).
723. Cesare CREMONINI Bologna 27 marzo 1980. Cantautore • Direttore artistico del numero di “Vanity Fair” in edicola il 18 novembre 2020, con un’e-mail invita 162. Vasco ROSSI a riflettere su un presente difficile: «Una piccola lettera sulla sopravvivenza» è la richiesta • Il 21 agosto 2021 con un intervento sul “Corriere della Sera” lancia una proposta: aumentare, in accordo con il Comitato tecnico scientifico (Cts) «di molto il numero di spettatori, vaccinati, muniti di green pass e tampone, che possono accedere senza distanziamento agli eventi musicali e culturali», arruolare agenzie di produzione e impresari nella campagna vaccinale per i giovani e dire basta a «rave della durata di un festival o concerti semi abusivi privi di controllo sanitario» • 2022 - • A inizio dicembre 2023, quando la Torre della Garisenda, che con gli Asinelli è il simbolo di Bologna, è a rischio collasso, l’amministrazione lancia una sottoscrizione che ha come testimonial lui e 182. Gianni MORANDI • A metà dicembre 2024, quando la scelta di affidare il concerto di Capodanno del Circo Massimo a 1211. TONY EFFE spacca il PD, Massimo Gramellini (Il ConcerTony) scrive che avrebbero potuto scegliere «una popstar ecumenica» come lui, ma forse l’hanno «ritenuta una scelta troppo banale» • A fine marzo 2025, intervistato da 142. Walter VELTRONI confida: «Io non vivo per ricevere l’attenzione del pubblico, ma la cerco costantemente, perché so che solo lui può completare il ciclo di una mia opera e anche della mia vita. La mia carriera insegna che il pubblico non ascolta solo con le orecchie, lo fa sempre anche con gli occhi. Comprende, vede l’invisibile e sa proteggerti».
724. Giovanni GORNO TEMPINI Brescia 18 febbraio 1962. Manager • Tra 2010 e 2015 amministratore delegato, dal 24 ottobre 2019 presidente di Cassa Depositi e Prestiti, a metà aprile 2020 è inserito ne La task force con 17 esperti guidata da Vittorio Colao per programmare la ripartenza • A fine novembre 2021, quando si decide come e con chi costituire un cloud nazionale che dovrebbe permetter l’interconnessione tra le varie amministrazioni pubbliche, uno dei potenziali attori è la CdP, presente in Tim con il 10% (lui siede nel consiglio d’amministrazione) • A inizio luglio 2022, quando la siccità rende evidente quanto sia importante la gestione dell’acqua, è questo è uno dei molti dossier che la Cdp si trova ad affrontare • 2023 - • A fine ottobre 2024 è citato tra le vittime dei dossieraggi della «macchina degli spioni» messa in piedi dal presidente di Fondazione Fiera Milano, 1208. Enrico PAZZALI, e dalla sua agenzia investigativa Equalize srl • «Ex ufficiale dei Carabinieri “uso a obbedir tacendo”», a inizio gennaio 2025, intervistato da Daniele Manca dice: «Parlare di economia spesso si riduce a parlare di numeri. È un errore. Soprattutto in un mondo dove la geopolitica è tornata prepotentemente a occupare un ruolo solo pochi anni fa impensabile. Pensi all’Europa. Il Piano Draghi non è solo quegli 800 miliardi di investimenti all’anno necessari per recuperare competitività. Ma anche e soprattutto quelle riforme che non costano nulla. Come il mercato unico dei capitali, l’Unione bancaria. Certo c’è un costo politico. Ma la politica e i partiti devono decidere se lavorano per vincere le prossime elezioni o per fare in modo che l’assetto europeo sia in grado di non far finire l’Unione come un vaso di coccio tra Stati Uniti in Cina».
725. Edoardo BENNATO Napoli 23 luglio 1946. Cantautore • Il 18 giugno 2020 esce il libro Girogirotondo. Codex latitudinis. A Candida Morvillo spiega che Girogirotondo viene da una canzone scritta per la figlia Gaia (16 anni il 30 agosto): «Siamo tutti sulla stessa barca, tutti della stessa razza. Ma i cattivi sfortunatamente sempre ai posti di comando, ah ah». «Codex latitudinis» è il sottotitolo del libro, che significa? «Racconta l’umanità delle nostre latitudini che ha progredito dovendo aguzzare l’ingegno per adattarsi a climi mutevoli o ostili. Per il libro, ho disegnato Cristoforo Colombo che sbarca nelle Americhe con spada e caravelle, quello è lo spartiacque fra era antica e moderna. In quella immagine, c’è la famiglia umana diventata adulta che incontra la famiglia bambina e non si riconoscono come appartenenti alla stessa specie. Il razzismo arriva lì. Nel corso di uno spostamento latitudinale lungo 40 mila anni, gli esseri umani hanno visto cambiare colore della pelle, ma tutti abbiamo le stesse potenzialità, mi rifiuto di credere che a Stoccolma si nasca intelligenti e al Cairo no. Intanto, mentre disegnavo Colombo, ovunque volevano buttare giù la sua statua, il che indica quanto certe contraddizioni siano attuali». Il libro è, di fatto, anche un’autobiografia? «Ho dovuto raccontare la mia vita per spiegare come sono arrivato qui. A 13 anni, avevo già girato il mondo su una nave da crociera suonando coi miei due fratelli. E ho sempre viaggiato, perché fa capire i fatti al di là della retorica. Ho conosciuto Salvador Allende, Fidel Castro, ho suonato per strada a Londra e ho scritto Arrivano i buoni: “Arrivano, arrivano, finalmente… e hanno già fatto un elenco di tutti i cattivi da eliminar... Ah Ah”» • Il 21 giugno 2021, gli azzurri che hanno vinto a Roma le prime tre partite degli europei di calcio, Gianluca Mercuri (Le notti magiche della Nazionale) scrive che «È bello vederli giocare, ma è bello pure vederli cantare, gli Azzurri, al ritorno in albergo: urlano a squarciagola note e versi di Bennato&Nannini, composti quando giusto un paio di loro erano nati, per un Mondiale splendido e finito male» (nel 1990) • Il 14 gennaio 2022 Gian Antonio Stella racconta la storia infinita (27 anni) dei cantieri della linea 6 della metropolitana di Napoli, già cantata da lui nel 1992 in Sotto Viale Augusto che ce sta? • Il 10 febbraio 2023, ospite al Festival di Sanremo nella serata delle cover, duetta con 1182. Leo GASSMANN • Il 16 gennaio 2024 muore il fratello Giorgio • 2025 -.
726. Massimo BOTTURA Modena 30 settembre 1962. Chef • Il 27 ottobre 2020 Prima Ora (L’autunno caldo del Covid) ospita un suo intervento dal titolo Le mie 5 idee per salvare i ristoranti italiani in cui premette: «Io credo che oggi un ristorante, in Italia, valga una bottega rinascimentale: facciamo cultura, siamo ambasciatori dell’agricoltura, siamo il motore del turismo gastronomico, facciamo formazione, ed ora abbiamo dato inizio ad una rivoluzione culinaria “umanistica” che coinvolge il sociale. L’ospitalità e la ristorazione, l’arte e l’architettura, il design e la luce sono gli assi portanti della nostra identità» • Il 4 dicembre 2021 Cook definisce i suoi tortellini di bollito in brodo «la ricetta perfetta»: «La tradizione vuole che un tortellino perfetto sia grande come l’ombelico di Venere. Per Massimo Bottura, chef tre stelle Michelin e numero uno al mondo secondo la World’s 50 Best Restaurants nel 2016 e nel 2018, anche il ripieno è importante. Anzi, essenziale. Fatto non con i soliti tagli di carne ma con quelli avanzati dal bollito. Insomma, un primo piatto anti-spreco» • Il 15 ottobre 2022 è sulla copertina di “7”. Intervistato da Angela Frenda ribadisce la sua visione: «Nel 2022 uno chef è molto più delle sue ricette. Io per esempio sono ambasciatore dell’Onu. Nelle nostre piccole botteghe artigiane tutti noi facciamo formazione, seguendo lo stile che era proprio del Rinascimento. Facciamo solidarietà. Facciamo attività sociale. Agricoltura. Turismo. Un cuoco che ha una voce squillante, ascoltata, deve a sua volta sentire forte il senso di responsabilità verso le nuove generazioni. Non puoi permetterti di metterli da parte» • Il 12 settembre 2023, intervistato stavolta da Alessandra dal Monte, parla del suo nuovo ristorante di Modena, Al Gatto Verde, «un “barbecue contemporaneo” in cui la chef canadese Jessica Rosval cucinerà le materie prime emiliane, dal cotechino all’anguilla, usando tecniche all’avanguardia e trasportandole sul fuoco»: «Come sempre mi ha ispirato l’arte contemporanea. L’anno scorso ho visto nella galleria modenese del mio amico Emilio Mazzoli una mostra di Mike Bidlo, artista americano che rifaceva alla sua maniera le opere dei grandi: “Not Pollock”, “Not Warhol”... Io ho copiato l’idea di Bidlo e l’ho fatta mia: mi sono reso conto che quando ho chiesto a Jessica Rosval di preparare la colazione a buffet, come mia nonna a Natale, poi è nato il barbecue della domenica. Che è sempre stato più di un barbecue: un “not barbecue”. Ecco, il concetto del “Gatto verde” era già lì, nel nostro cuore» • Il 13 giugno 2024 si apre a Savelletri (Fasano) il vertice G7, ospitato nella lussuosa Borgo Egnazia. Alessandro Trocino: «Gli illustri ospiti mangeranno bene, con i piatti di Massimo Bottura e di Vincenzo Elia» • 2025 - •
727. Carlo Maria VIGANÒ Varese 16 gennaio 1941. Vescovo • Dal 2011 al 2016 Nunzio apostolico negli Stati Uniti, a inizio settembre 2020, Negazionisti in piazza a Roma: l’emotività complottista sfida la razionalità scientifica, Goffredo Buccini parla di « un “Popolo delle mamme” preoccupato di sottrarre i bambini alla “dittatura sanitaria” e benedetto dall’arcivescovo Viganò, l’anti-Bergoglio persuaso che la pandemia esista, sì, ma sia la punizione di un Dio vendicativo contro divorziati e sodomiti» • A metà ottobre 2021, No pass, disoccupati, complottisti, centri sociali: le (molte) anime della protesta, Buccini torna ad occuparsi di lui: «Come i sanfedisti d’un tempo lontano, anche i ribelli del green pass possono pensare che lassù qualcuno li ami. Carlo Maria Viganò, dopo aver tuonato in videomessaggio contro “la tirannide globale” ed essersi spinto, crocefisso al collo, a sostenere che “i camion di Bergamo contenevano poche bare” e che ai medici d’ospedale era stato “vietato di somministrare cure” anti Covid, ha benedetto i diecimila di piazza del Popolo invitandoli a recitare il Padre Nostro prima della pugna. La predica complottista del controverso monsignore ostile a Bergoglio è stata poi oscurata dall’assalto di Castellino, Fiore e dei camerati di Forza nuova contro la sede della Cgil». A metà novembre Massimo Gramellini scrive «questa psicopandemia, come la chiama lo psicoprete monsignor Viganò» • 2022 - • A inizio gennaio 2023, Morto Ratzinger, l’ala conservatrice può perdere ogni freno, Gian Guido Vecchi scrive che «C’è la parte più estrema e colorita, rappresentata dall’ex nunzio a New York Carlo Maria Viganò» • Il 21 giugno 2024, L’accusa di scisma al cardinale che ripudia il Papa: il Dicastero per la Dottrina della Fede, “ministero” del Vaticano che deve vigilare sull’osservanza della dottrina cattolica, lo accusa di scisma — cioè di aver di fatto abbandonato la Chiesa cattolica apostolica romana —, di aver «negato la legittimità di Papa Francesco» e di aver «rifiutato il Concilio Vaticano II». È lui stesso Viganò a rivelarlo sui social, spiegando di essere stato convocato dal Dicastero per «prendere nota delle accuse e delle prove circa il delitto di scisma di cui è stato accusato». In una lunga dichiarazione pubblicata online afferma: «Ripudio, respingo e condanno gli scandali, gli errori e le eresie di Jorge Mario Bergoglio, la cui gestione del potere è assolutamente tirannica», («Considero un onore le accuse che mi sono state rivolte», aggiunge su X). Il Concilio Vaticano II (1962-65), considerato un importante adattamento della Chiesa al mondo moderno, rappresenta per lui «il cancro ideologico, teologico, morale e liturgico di cui la Chiesa sinodale bergogliana è la necessaria metastasi». Il Segretario di Stato 90. Pietro PAROLIN spiega che ha «assunto certi atteggiamenti di cui deve rispondere» e che il Vaticano gli sta dando la possibilità di difendersi («Sono molto dispiaciuto. L’ho sempre apprezzato come un grande lavoratore, molto fedele alla Santa Sede. Non so cosa sia successo»). Vecchi: «Era diventato famoso e sostenuto nell’ala più radicale degli oppositori di Francesco quando, nell’agosto 2018 era arrivato a chiedere le dimissioni del Papa, accusandolo di aver coperto il cardinale americano Theodore McCarrick, abusatore di seminaristi. Il “dossier Viganò” non sta in piedi, come verrà dimostrato, ma viene sostenuto per qualche tempo dalla galassia tradizionalista e di estrema destra che ha il suo epicentro negli Stati Uniti. Nel frattempo, Viganò scompare dalla circolazione, si fa sentire solo attraverso comunicati in Rete, e imbocca una china che lo porta ad accusare Francesco di essere “dalla parte del Nemico”, cioè Satana, e guidare con un “falso magistero” una Chiesa che vuole essere “braccio spirituale del Nuovo Ordine Mondiale e fautrice della Religione Universale” per rendere concreto “il piano della Massoneria e la preparazione dell’avvento dell’Anticristo”. Anche durante la pandemia sosterrà le idee dei complottisti no-vax e la teoria del “Great Reset” propagandata dal gruppo di estrema destra QAnon, la “psicopandemia” e la vaccinazione viste come tappe della “dittatura sanitaria” ordita dalla «élite» mondiale. Quando il Vaticano, a dicembre, ha permesso la benedizione delle coppie gay, ha attaccato “i falsi pastori, i servi di Satana, ad iniziare dall’usurpatore che siede sul Soglio di Pietro”. Si è fatto pure “riconsacrare vescovo” da Richard Williamson, il lefebvriano che fece saltare la ricomposizione dello scisma offerta da Benedetto XVI perché saltò fuori che era un antisemita negazionista della Shoah e sosteneva pubblicamente che le camera gas non fossero mai esistite. Da ultimo, ha fondato l’associazione “Exsurge Domine” e si è insediato all’eremo della Palanzana, un monastero vicino a Viterbo, con l’obiettivo di farne un seminario tradizionalista chiamato “Collegium traditionis” per accogliere “chierici e religiosi fatti oggetto delle epurazioni bergogliane”. È chiaro che la contestazione dello scisma fosse attesa». A inizio luglio, giudicato colpevole dall’ex Sant’Uffizio, viene scomunicato. «Sono note le sue affermazioni pubbliche dalle quali risulta il rifiuto di riconoscere e sottomettersi al Sommo Pontefice, della comunione con i membri della Chiesa e della legittimità e dell’autorità magisteriale del Concilio Vaticano II», scrive la Dottrina della Fede. Lui replica: «Ciò che mi è imputato come colpa è ora messo agli atti, a conferma della fede cattolica che integralmente professo» • 2025 -.
728. Gianfranco MICCICHÈ Palermo 1 aprile 1954. Politico • Già ministro per lo sviluppo e la coesione territoriale nel terzo governo di Silvio Berlusconi (2005-2006), dal 2017 presidente dell’Assemblea regionale siciliana, il 6 gennaio 2020 col governatore 66. Nello MUSUMECI ricordano Piersanti Mattarella, presidente della Regione Siciliana ucciso il 6 gennaio 1980 (al centro della Sala D’Ercole, ascolta senza intervenire il fratello 5. Sergio MATTARELLA) • 2021 - • A inizio agosto 2022, Il caso Sicilia, Musumeci lascia. Renzi rifiuta l’offerta di Forza Italia. Paola Di Caro: «Musumeci è da tempo contestato dall’ala più forte in Sicilia di FI, quella di Gianfranco Micciché, ma anche dalla Lega: chiedono un cambio e scartano una ricandidatura. FdI finora ha tenuto duro e la linea ad oggi è: se Musumeci vuole e gli alleati ci stanno, il candidato è lui. Che in effetti si dice disponibile, se verrà sostenuto dalla coalizione, ma resta una via strettissima. E FdI fa sapere che non proporrà altre candidature: “I nomi li facciano gli altri, noi non facciamo trattative”, dice Ignazio La Russa. Miccichè ha già proposto Stefania Prestigiacomo» (il 25 settembre sarà eletto 275. Renato SCHIFANI). Già deputato tra 1994 e 2006, europarlamentare per qualche mese nel 2018, il 25 settembre è eletto al Senato nel collegio plurinominale Sicilia - 01 • Il 18 gennaio 2023 lascia il seggio al Senato e torna all’Ars. Il 30 giugno L’inchiesta sulla droga alla Palermo bene e l’ex viceministro Miccichè: Mario Di Ferro, gestore del ristorante Villa Zito, accusato di essere uno degli spacciatori della Palermo bene, secondo la Procura gli avrebbe procurato e ceduto cocaina. Non è indagato, in passato ha ammesso di aver fatto uso di droga, adesso si dichiara del tutto estraneo: «Non sniffo più, ma il test antidroga no. Non devo dimostrare nulla a nessuno» dice, intervistato da Felice Cavallaro • Il 21 maggio 2024, Micciché: «Con l’auto blu in pescheria e dal veterinario». Alessandro Trocino: «C’erano i familiari, le buste della pescheria, le sigarette e persino il gatto per andare dal veterinario. Viaggiavano in molti sull'auto blu di Gianfranco Micchiché. La stessa che era riuscito a farsi dare da ex presidente dell’assemblea regionale siciliana, facendo passare una legge che l’assegnava ai deputati. Di quell’auto, secondo la procura di Palermo, ha fatto un uso ben poco istituzionale. Si sospetta anche che abbia trasportato la cocaina acquistata dallo chef Mario Ferro, poi indagato per spaccio». Lui replica: «Se è un illecito dare un passaggio a mia moglie, va bene, non posso negarlo. Forse ho fatto qualche leggerezza ma nulla di grave» • 2025 -.
729. ZEROCALCARE - Michele RECH Arezzo 12 dicembre 1983. Fumettista • 2020 - • A fine novembre 2021 Massimo Gramellini (La vita è Biella) scrive: «Benché Zerocalcare abbia ambientato la sua serie tv a Roma, spostandola a Biella solo per alcune scene e senza mai accostare esplicitamente la città piemontese alla depressione giovanile, si è scatenata un’aspra polemica sulla decisione di Zerocalcare di ambientare la sua serie tv a Biella per farne il simbolo della depressione giovanile. Non avere visto ciò di cui si parla è condizione indispensabile per poterne parlare sui social. Eppure, l’autore è stato quasi costretto a giustificarsi per avere scelto Biella e non Monza o Pordenone». Non è l’unica polemica scaturita dalla serie. Paolo Di Stefano (Zerocalcare, la creatività e l’odio di chi non capisce): «Il problema è: si capisce o non si capisce? A questo confortante dilemma è ridotta la discussione dei social sulla serie Strappare lungo i bordi di Zerocalcare. L’imputato è dunque il linguaggio e ci si “ingarella” sulla scelta del romanesco. Certo, è un metro di misura alquanto “ridicolo”, come ha detto lo stesso autore, Michele Rech: “La serie si può criticare per mille motivi: può essere brutta... Ma la questione del romanesco è ridicola, non vale nemmeno la pena discuterla…”. [...] bisognerebbe semmai soffermarsi sul valore artistico di Strappare lungo i bordi (personalmente sono rimasto colpito proprio dalla forza espressiva-musicale con cui, nell’insieme tra parola e immagine, viene narrata la storia e la filosofia paranoica, comica, angosciante di Calcare)» • 2022 - • A inizio giugno 2023 arriva su Netflix una nuova serie, Questo mondo non mi renderà cattivo. Stefania Ulivi: «Come sempre, fin dai fumetti autoprodotti, ha pescato dalla vita reale, qui le tensioni sociali all’interno della comunità legate all’arrivo di stranieri, tra chi pensa di doversi difendere dagli “invasori”, fomentati dall’estrema destra e chi insiste a credere che non ci si salva mai da soli. Una storia parallela a quella raccontata da Ken Loach nel suo ultimo film, The Old Oak». Lui spiega: «È un punto di riferimento a cui non mi accosterei mai, se non per la sensibilità verso certo temi. Questa l’ho scritta prima dell’altra, partiva da qualcosa che stava accadendo non solo a Roma e in Italia, e dai tanti Cesare incontrati nella mia vita. Ma non mi sentivo capace di raccontarla. In quel periodo avevo cominciato a misurarmi con il formato breve di Rebibbia quarantine per Propaganda live, ho pensato di tenerla da parte. Sono contento che sia la seconda perché mi consente di parlare a un pubblico che già conosce i personaggi» • A fine ottobre con Amnesty international annuncia che diserterà Lucca Comics per il patrocinio dell’ambasciata israeliana alla fiera del fumetto. 2. Matteo SALVINI attacca: «Questo si chiama razzismo»; 1297. Alfredo ANTONIOZZI, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, insinua: «Molti artisti, da sempre, fiutano l’area del dissenso più conveniente per fare business»; 42. Nicola FRATOIANNI lo difende: «Noi siamo dalla parte della pace, dalla parte di chi non si vuole rassegnare al fatto che l’unica risposta siano le armi contro le popolazioni civili. Ed è per questo che esigiamo che ci sia grande rispetto per la scelta di ZeroCalcare e di Amnesty» • A fine marzo 2024 è tra gli italiani giunti a Budapest per manifestare solidarietà a 181. Ilaria SALIS (racconta la vicenda con una serie di fumetti editi da Internazionale) • A inizio dicembre 2025, decide di disertare Più libri, più liberi, fiera nazionale della piccola e media editoria, che si tiene alla Nuvola di Roma perché ospita la casa editrice di estrema destra Passaggio al Bosco (anche il sindaco di Roma 24. Roberto GUALTIERI non si presenta in segno di dissenso).
730. Armando SIRI Genova 10 agosto 1971. Politico • Dal 2018 senatore della Lega, tra 2018 e 2019 sottosegretario (infrastrutture e trasporti, dimissioni dopo esser stato raggiunto da un avviso di garanzia) nel primo governo di 3. Giuseppe CONTE, il 27 luglio 2020, quando il premier si appresta a chiedere al Senato la proroga dello stato d’emergenza dal 31 luglio al 31 ottobre, contro la richiesta si tiene un convegno «negazionista»: segnalato nella variopinta compagnia, è orami noto come «lo Steve Bannon del Carroccio». Il 5 ottobre gli viene notificata la chiusura di un’inchiesra che lo riguarda: nel suo ruolo di sottosegretario avrebbe asservito i suoi poteri ad interessi privati e avrebbe ricevuto «indebitamente» la «promessa o dazione» di due mazzette da 30 mila e 8 mila euro, secondo il pm 1303. Paolo IELO si sarebbe attivato per realizzare un provvedimento ad hoc finalizzato a finanziare il progetto di completamento dell’aeroporto di Viterbo d’interesse di tre privati • Il 28 luglio 2021 scende in piazza con 250. Claudio BORGHI e 547. Simone PILLON per manifestare contro il Green Pass (il 25 settembre 2022, candidato alla Camera come capolista nel collegio plurinominale Emilia-Romagna - 01, non sarà eletto) • 2022 - • 2023 - • A fine gennaio 2024, quando il viceministro dell’economia e delle finanze 186. Maurizio LEO dichiara «l’evasione è un macigno, è come il terrorismo» parla di «una caccia alle streghe che esonda dai programmi del governo» • A metà marzo 2025, Le reazioni in Italia al piano di riarmo, la Lega si smarca e lui rilancia il niet di Salvini a «850 miliardi di debito per comprare armi» (l’uso dell’avverbio di negazione russo è opera di Monica Guerzoni).
731. Irene PIVETTI Milano 4 aprile 1963. Politica • 2020 - • Tra 1992 e 2001 deputata della Lega, tra 1994 e 1996 presidente della Camera, già indagata per una vicenda di mascherine importate dalla Cina, il 19 novembre 2021 si legge che è nei guai per la falsa vendita di tre Ferrari tra San Marino e la Cina. Giuseppe Guastella: «Per l’imprenditore cinese Zhou Xijian, disposto a sborsare 10 milioni di euro, l’unica cosa interessante era il marchio Ferrari di cui poteva fregiarsi, autorizzata da Maranello, la scuderia “Isolani racing team”, forse per usarlo nelle gare di auto in Asia o chissà cos’altro. Per aver mediato il passaggio del logo incassando quasi 8 milioni di euro, Pivetti si è vista notificare un sequestro per 3,5 milioni di euro non pagati al fisco dopo l’affare e rischia concretamente di essere processata per frode fiscale e auto riciclaggio». Il suo legale, l’avvocato Filippo Cocco, sostiene che «è pronta a chiarire ogni aspetto della vicenda e, una volta lette le carte, a farsi sentire dal pm». Il 29 il gip di Milano Giusy Barbara non convalida il sequestro preventivo, lei ribadisce che l’operazione italo-cinese è stata «assolutamente lecita. Le vetture che sono state vendute non sono quelle delle indagini, come è facile dimostrare dall’esame delle fatture sequestrate» • 2022 - • 2023 - • Il 26 settembre 2024 è condannata a 4 anni per evasione fiscale e riciclaggio per la falsa compravendita delle Ferrari (confiscati 3 milioni e 400 mila euro). Lei commenta: «Era prevedibile, il tema era fare passare la Pivetti come un evasore fiscale, ma questo non è vero: si è trattato di una normale, per quanto fortunata negli esiti positivi, transazione commerciale per la quale ho pagato tutte le tasse. Se mi sento una perseguitata dalla giustizia? Sì, ma non sono qui a fare la vittima, il problema non è mio ma di tutti i cittadini e il problema è che il sistema ogni tanto ha bisogno di prendere qualcuno come bersaglio, meglio se una persona con una visibilità» • Il 10 dicembre 2025 la condanna è confermata in appello, lei ribadisce l’innocenza e ricorre in Cassazione.
732. Romina POWER Los Angeles (Stati Uniti) 2 ottobre 1951. Cantante • In coppia con l’ex marito 276. AL BANO vincitrice del Festival di Sanremo 1984 (Ci sarà), secondi nel 1982 (Felicità) terzi nel 1987 (Nostalgia canaglia) e 1988 (Cara terra mia), quando a febbraio 2020 680. Piero PELÙ annuncia che sarà al Festival per festeggiare in quarant’anni di musica, ad Aldo Cazzullo e Andrea Laffranchi che ironizzano Con Al Bano & Romina e i Ricchi & Poveri? risponde: «Sanremo non è più quello di un tempo: negli anni 80 era inguardabile». Il 26 luglio, cinquant’anni dalle nozze, a Elvira Serra che dice il pubblico non riesce a pensarvi disgiunti risponde: «Forse perché ci hanno visti crescere. Hanno fatto un po’ l’abitudine a vederci insieme. O forse perché abbiamo inciso centinaia di canzoni e la musica è eterna: quando avremo lasciato i nostri corpi, le canzoni rimarranno» • 2021 - • A metà luglio 2022 Massimo Gramellini (E vissero Totti felici e contenti) scrive: «In cambio della nostra adorazione, chiediamo ai Famosi ciò che gli antichi non pretendevano nemmeno dagli Dei dell’Olimpo: la fedeltà e l’amore eterni. Dopo Al Bano e Romina, Brad e Angelina, si lasciano Ilary Blasi e Francesco Totti, gettando nello sconforto il Paese reale (nel senso di orfano di una famiglia reale). Tengono botta i Ferragnez, ma prepariamoci» • Il primo febbraio 2023, Zelensky a Sanremo parlerà anche al cuore dei russi. Maria Serena Natale: «Il Festival approda sulla tv di Stato russa con frammenti sparsi, finché nel 1983 la Televisione Centrale dell’Unione sovietica autorizza la messa in onda dell’intera serata conclusiva. Vince Tiziana Rivale con Sarà quel che sarà; quarti i Matia Bazar con Vacanze romane; quinto il pezzo cult di Toto Cutugno destinato a grandi imprese dagli Urali alla Kamchatka, L’italiano. Ultimo Pupo con Cieli azzurri, avrà le sue rivincite. Verranno i Ricchi e Poveri, Al Bano e Romina Power». A inizio maggio, intervistato da Cazzullo, Al Bano confessa di aver pensato di farla finita dopo la scomparsa della figlia Ylenia e il divorzio da lei • A fine giugno 2025, Gramellini (Il Power di Romina) scrive: «Perse la Siria e l’Iran, a Putin restano un pezzo di Ucraina e Al Bano, benché ieri quest’ultimo sia stato sottoposto a un massiccio bombardamento mediatico da parte di Romina Power, che ha criticato la sua decisione di cantare Felicità in Russia con Iva Zanicchi. “Non mi sembrano né il momento né il luogo”, lo ha sgridato pubblicamente la ex moglie amerikana».
733. Maria Andrea DELOGU Cesena 23 maggio 1982. Conduttrice tv • L’8 ottobre 2020 esce nelle sale Divorzio a Las Vegas di Umberto Carteni: «Segue la storia di Elena e Lorenzo, che per scherzo e per effetto del peyote si sposarono diciottenni a Las Vegas e, ora che lei sta per sposare un ricco tycoon, devono divorziare in fretta e furia tornando in Nevada. Andrea Delogu e Giampaolo Morelli sono le anime allegre in attesa del lieto fine» (Paolo Baldini) • A dicembre 2021 è tra le protagoniste del podcast Fortissime, viaggio alla scoperta di un altro genere di forza, partito a settembre dietro le quinte della Triennale di Milano, durante il Tempo delle Donne • A inizio settembre 2022, alla Triennale di Milano sempre per il Tempo delle Donne, è tra gli ospiti della serata Il nostro imPATTO con 628. Francesca MICHIELIN e 1257. Virginia RAFFAELE • 2023 - • 2024 - • Il 29 ottobre 2025 il fratello Evan, 18 anni, muore in un incidente stradale. Massimo Gramellini (La sorella di Evan): «Andrea Delogu è una campionessa di cubo di Rubik. Tu conti fino a 20 e lei lo ha già finito: ogni incastro al suo posto, come vorresti fosse la vita. Il talento di Andrea consiste nel trasformare le cose complicate in cose semplici, definite. Figlia di ex tossicodipendenti, ha passato l’infanzia a San Patrignano. Poteva essere un precipizio, o una palude. Ne ha fatto un trampolino. Andrea è una di quelle persone che sanno attraversare il dolore senza sfuggirlo, ma anche senza bruciarsi. Le caselle del cubo lei riesce sempre a riallinearle in qualche modo. Stavolta le ci vorrà più tempo. Perdere un fratello adolescente, e perderlo di colpo, in un incidente assurdo, è qualcosa di incomprensibile. Ma perdere Evan — “il fratello più bello del mondo”, diceva Andrea — un ragazzo che aveva 25 anni meno di lei e che amava come un figlio, rasenta l’intollerabile».
734. Luciano PORTOLANO Agrigento 18 settembre 1960. Generale • 2020 - • Comandante del Covi, il Comando operativo di vertice interforze, a fine agosto 2021, quando gli ultimi soldati statunitensi lasciano Kabul e finisce, dopo 20 anni, la presenza americana in Afghanistan, a Rinaldo Frignani che gli chiede quali sono i nostri meriti in Afghanistan? risponde: «Siamo stati noi ad appoggiare con forza l’apertura di incarichi di responsabilità al mondo femminile, come non era mai accaduto prima. Penso all’attività che abbiamo condotto insieme con Maria Bashir (prima e unica donna a ricoprire l’incarico di procuratore capo nella provincia di Herat, poi rimossa nel 2015 dall’allora presidente Ghani) per la riuscita dei programmi a favore dei diritti delle donne e al miglioramento della loro condizione» • 2022 - • 2023 - • Il 4 ottobre 2024 diventa capo di stato maggiore della difesa. Stavolta a Frignani dice: «Disponiamo di una struttura organica e di mezzi che, pur essendo adeguati per affrontare crisi locali, necessita di un potenziamento significativo per poter far fronte a scenari complessi e multipli» • Il 16 giugno 2025 la domanda di Frignani è A che punto è l’iter sulla difesa europea? «La costruzione di una difesa europea autonoma, coesa ed efficace è una sfida complessa, ma oggi più attuale che mai. Il recente Joint White Paper for European Defence Readiness 2030 rappresenta un passo importante per l’architettura militare dell’Unione. Il documento individua le aree di investimento comuni per potenziare le capacità congiunte, in primis il comando e controllo, e per rendere più solida e innovativa la base industriale europea della difesa. L’Ue dovrà, tra l’altro, rendere pienamente operativa la Military Planning And Conduct Capability (Mpcc), trasformandola in una struttura in grado di pianificare e condurre missioni militari complesse, istituire la figura di un comandante strategico unico, estendere gli standard Nato a tutti i Paesi membri, creare una rete di comunicazioni classificate e un centro di analisi delle informazioni riservate. Questo percorso richiede una solida partnership con la Nato, con cui dobbiamo evitare duplicazioni e promuovere sinergie strategiche».
735. Maria Cecilia GUERRA Nonantola 6 dicembre 1957. Politica • Già sottosegretaria al ministero del lavoro e delle politiche sociali tra 2011 e 2013 nel governo di 44. Mario MONTI, viceministro fino al 2014 in quello di 12. Enrico LETTA, dal settembre 2019 sottosegretaria dell’economia e finanze nei due governi di 3. Giuseppe CONTE, a inizio ottobre 2020, col ministro dell’economia 24. Roberto GUALTIERI che insiste per il modello tedesco (via gli scaglioni per fasce di reddito, al suo posto un’aliquota continua che cresce in parallelo al reddito stesso) Enrico Marro e Lorenzo Salvia scrivono che è una strada appoggiata da LeU (Liberi e Uguali), lei «l’aveva già proposta un anno fa» • Il 13 febbraio 2021 è confermata nel governo di 4. Mario DRAGHI • A inizio marzo 2022, Catasto ad alta tensione, «il nodo da risolvere è il destino dell’articolo 6, che riguarda la riforma del catasto per “il corretto classamento degli immobili”», lei lancia un ultimatum: «Se non viene approvato, si ritiene conclusa l’esperienza di governo». Già senatrice tra 2013 e 2018, il 25 settembre 2022, candidata nella lista Partito Democratico - Italia Democratica e Progressista, è eletta alla Camera nel collegio plurinominale Piemonte 1 - 01 • Ad aprile 2023 entra a far parte della segreteria del PD guidato da 9. Elly SCHLEIN, con delega alle politiche del lavoro • 2024 - • 2025 -.
736. Sergio RUBINI Grumo Appula 21 dicembre 1959. Attore • A dicembre 2020 in streaming Tutti per 1 - 1 per tutti di Giovanni Veronesi, «il sequel della saga italo-francese dai romanzi di Dumas sui moschettieri della regina all’ultima missione, interpretati da Pierfrancesco Favino, Valerio Mastandrea e Rocco Papaleo, stavolta senza Aramis-Sergio Rubini» (Paolo Baldini) • Anche regista, a gennaio in streaming 2021 Il grande spirito, «ambientato in un palazzo popolare di Taranto, su un terrazzo da cui si guardano i fumi chimici dell’Ilva. Il ladruncolo Rubini e lo sbandato Rocco Papaleo che si crede Toro seduto trovano in extremis una ragione di vita» (ibidem). Dal 13 al 15 dicembre nelle sale (il 30 dicembre in prima serata su Rai 1) I fratelli De Filippo «ripercorre la formidabile parabola di Titina, Eduardo e Peppino, protagonisti del teatro italiano del Novecento, figli mai riconosciuti di Eduardo Scarpetta. Dalle origini al successo: con interpreti poco noti ma efficaci, Rubini descrive e approfondisce la passione per il palcoscenico e i complessi rapporti che legarono i tre De Filippo» • Il 14 aprile 2022 nelle sale Storia di mia moglie di Ildikò Enyedi «riprende il romanzo-fiume di Milan Füst e narra l’attrazione fatale tra il capitano Jackob (Gijs Naber) e l’imprevedibile Lizzy (Léa Seydoux). Lui fece una scommessa: sposerò la prima donna che entra nel locale. Lei disse: perché no? E divenne la sua ossessione. Passione Anni Venti, con eccellente décor. Nel cast, Louis Garrel, Sergio Rubini, Jasmine Trinca» • A fine settembre 2023, impegnato sul set della miniserie Giacomo Leopardi – Vita e amori del poeta, spiega a Renato Franco: «È un Leopardi senza gobba. Nel senso che il nostro desiderio è quello di raccontare la vita di Leopardi, ma soprattutto il leopardismo, la sua visione del mondo, liberarlo dalla croce di essere esclusivamente il poeta del Sabato del villaggio o di versi — pur immortali — come quelli dell’Infinito». Presentata il 29 agosto 2024 all’81ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, sarà trasmessa in prima visione su Rai 1 il 7 e 8 gennaio 2025 • 2024 - • 2025 -.
737. Ettore PRANDINI Leno 27 luglio 1972. Imprenditore • 2020 - • 2021 - • Dal 2018 presidente di Coldiretti (la principale organizzazione agricola italiana con 1,6 milioni di associati), a inizio agosto 2022, quando in vista delle elezioni anticipate 2. Matteo SALVINI annuncia «La Lega tornerà presto a occuparsi ai massimi livelli di agricoltura e pesca» è a lui che pensa per l’agricoltura • A fine gennaio 2023, ricordando che ha stimato in centomila immigrati stagionali l’anno il fabbisogno per non far morire la nostra agricoltura e per «difendere la nostra sovranità alimentare», Goffredo Buccini lo definisce «non certo ostile al governo Meloni». A metà novembre, con 159 voti a favore, 53 contrari (M5S, Avs, +Europa) e 34 astenuti (Pd) la Camera approva in via definitiva la legge che vieta la produzione e la commercializzazione di cibi e mangimi animali di «carne coltivata», «A margine c’è da segnalare la rissa sfiorata tra Benedetto della Vedova (+Eu) e il presidente Coldiretti Ettore Prandini. Più che rissa, però, i video testimoniano l’aggressione verbale e il tono minaccioso di Prandini, infastidito dalla manifestazione di protesta» (Alessandro Trocino) • A inizio febbraio 2024, Europee, le voci sulle candidature, si legge che «potrebbe scendere in campo con Fdi». A metà giugno, quando grazie a un inaspettato cambio di fronte dell’Austria, il Consiglio Ue, che riunisce i ministri dei Paesi membri, appova la «Legge natura» (Nature restoration law) che punta a proteggere le aree naturali a rischio e a ripristinare quelle degradate, commenta: «Mi sembra un regolamento fortemente ideologizzato e mi spiace che venga approvato a fine legislatura quando la cosa migliore era rimandarlo alla nuova Commissione. Se si legge la norma è tutt’altro che a favore dell’ambiente e conferma questa idea che gli agricoltori siano un problema» • A metà aprile 2025 si legge che FdI vorrebbe che il prossimo governatore della Lombardia venisse dalle sue fila, il nome che circola è di nuovo il suo.
738. Massimiliano GIANSANTI Roma 19 marzo 1974. Imprenditore • 2020 - • Dal 2017 presidente di Confagricoltura, a metà giugno 2021, quando inizia alla Camera l’esame di una legge già approvata al Senato che riconosce ufficialmente l’agricoltura «biodinamica», Paolo Mieli scrive: «Giorgio Parisi — presidente dell’Accademia dei Lincei — si è detto preoccupato del fatto che in Italia possa arrivare un apprezzamento “ufficiale” a “pratiche che, di fatto, sono vicine alla magia”. La comunità scientifica italiana — pressoché al completo — gli ha dato ragione. Cosa che ha spinto ad esprimere perplessità — e gliene va dato atto — persino il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti legittimamente assai interessato all’approvazione della suddetta legge» (vedi anche 622. Elena CATTANEO) • 2022 - • A metà dicembre 2023, a Michelangelo Borrillo che gli chiede Sul no alla carne sintetica qual è la vostra posizione? risponde: «Confagricoltura da sempre promuove la ricerca in agricoltura, ma la carne sintetica non ha nulla a che vedere con i modelli agricoli. E poi c’è anche un problema di carattere etico dietro la titolarità dei brevetti per la produzione di carne sintetica: a me non sta bene che grandi fondi di investimento posano investire solo guardano il profitto» • A metà febbraio 2024, intervistato da Paolo Valentino dichiara: «L’Europa è sempre stata e sarà la mamma degli agricoltori. Rimaniamo europeisti convinti. Ma oggi gli incentivi sono la metà di quelli di 20 anni fa, quando nell’Ue eravamo in 15. La capacità competitiva dell’agricoltore italiano ed europeo è stata fortemente ridimensionata. A questo si aggiungono norme produttive proibite da noi e ammesse in altri Paesi del mondo, costi e regole del lavoro non equiparabili, crisi degli accordi multilaterali, aumento del costo del denaro. Le aziende agricole non ce la fanno più. Von der Leyen tardivamente ha annunciato alcune misure, ma manca una visione strategica». A settembre è eletto Presidente del COPA, organizzazione che rappresenta gli agricoltori europei • A metà luglio 2025 dichiara: «Nessuno si aspettava i dazi americani al 30%: Donald Trump ci ha applicato dazi corrispondenti a quelli del Messico e del Sudafrica, e francamente noi europei, considerato che siamo una grande potenza economica, politica e un grande alleato degli Usa ci aspettavamo un trattamento diverso».
739. Vanna “Wanna” MARCHI Castel Guelfo di Bologna 2 settembre 1942. Personaggio televisivo • A inizio ottobre 2020, Check-up della maggioranza: Conte, il premier postpopulista che resta sempre in piedi (aiutato da partiti deboli), 98. Pier Luigi BERSANI dice: «Anche se ai nostri occhi potrà sembrare Wanna Marchi ai cittadini piace». A metà novembre Massimo Gramellini (Guarda come ciondolo) scrive: «Non abbiamo posti per la terapia intensiva, ma abbiamo Giuseppe Tiani, il manager che gestisce gli appalti della sanità in Puglia maneggiando un ciondolo liberamente ispirato al “pendolino” del compianto Maurizio Mosca. Tiani se lo è sfilato dal collo durante un’audizione alla commissione Affari Costituzionali, il sancta sanctorum della democrazia. Leggendo un testo scritto — forse un dépliant, forse le memorie di Vanna Marchi — ha spiegato che si trattava di un micropurificatore d’aria. Per la modica cifra di 50 euro, ha detto, questa meraviglia di produzione israeliana genera dei cationi in grado di inibire qualsiasi virus di segno positivo si aggiri nel raggio di un metro cubo» • 2021 - • 2022 - • A inizio ottobre 2023 ancora Gramellini (Elogio dell’invisibile): «Quattromila persone stipate in un palazzetto ad ascoltare un guru indiano sono l’elefante in mezzo alla stanza. Per quel che voglio dire qui, non importa se il guru di Milano sia il nuovo Osho o l’ennesima Wanna Marchi». Altro Caffè a inizio dicembre, quando due maestre elementari, a Genova e a Coverciano, spiegano in classe che Babbo Natale non esiste: «Su questa materia occorre muoversi con i piedi di piombo, altrimenti il rischio è di inciampare in Wanna Marchi o peggio: la fabbrica delle illusioni alimenta legioni di cialtroni e di fanatici» • A fine febbraio 2024 si legge che tra le cause della rottura tra 38. FEDEZ e 52. Chiara FERRAGNI ci sarebbe la «mancata difesa di lei da parte di lui durante un podcast in cui Marco Travaglio l’ha paragonata a Wanna Marchi» • Il 4 marzo 2025 la figlia Stefania Nobile è arrestata con l’ex compagno Davide Lacerenza, titolare della Gintoneria, locale vip di Milano, con le accuse di autoriciclaggio, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione e detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Per l’occasione, Gramellini ricorda che con la figlia ha «costruito un impero sulla coglionaggine altrui, vendendo intrugli contro le due emergenze percepite del Paese: la pancia e il malocchio».
740. Francesco MILLERI Città di Castello 1959. Manager • 2020 - • Dal gennaio 2018 amministore delegato di Luxottica (poi EssilorLuxottica), a metà settembre 2021 Daniele Manca scrive che il valore della partecipazione di Leonardo Del Vecchio «è più che raddoppiato in cinque anni, da quando con Francesco Milleri al suo fianco e oggi AD del gruppo italo-francese, è tornato sulla tolda di comando» • Del Vecchio muore il 27 giugno 2022, il 28 il consiglio d’amministrazione del gruppo lo nomina presidente di EssilorLuxottica. Il primo agosto, il testamento di Del Vecchio gli assegna 340 milioni di azioni. Valentina Iorio e Daniela Polizzi: «Si compongono di un testamento pubblico, steso dal notaio il 10 ottobre 2017, e di tre brevi testamenti olografi, scritti di proprio pugno da Leonardo Del Vecchio, le ultime volontà del fondatore di Luxottica, di cui è stata richiesta la registrazione lo stesso giorno. Fra le tre integrazioni successive al testamento pubblico, tutte redatte a mano dal fondatore di Luxottica, la prima è datata anch’essa ottobre 2017 e serve per destinare a Francesco Milleri la partecipazione al capitale della società Acqua Mundi. Due anni dopo al suo braccio destro lascia un pacchetto di azioni Essilux. “A integrazione delle mie precedenti disposizioni testamentarie, lego a Francesco Milleri le n. 350.000 azioni EssilorLuxottica”, si legge nel documento. Nella terza scheda testamentaria, scritta il 30 marzo 2021, l’imprenditore amplia il pacchetto di azioni destinate a Milleri» • 2023 - • A fine novembre 2024, intervistato da Manca dice: «Dobbiamo uscire dal lamento che l’Italia, l’Europa hanno perso il treno della tecnologia. Dell’intelligenza artificiale. Lasciamo che siano gli altri a dirlo. Noi intanto facciamolo, magari potremo dare loro qualche sorpresa» • A fine novembre 2025 L’inchiesta sulla scalata di Montepaschi a Mediobanca: con 480. Francesco Gaetano CALTAGIRONE e 1075. Luigi LOVAGLIO è indagato per le ipotesi di reato di «aggiotaggio» e di «ostacolo alle Autorità di vigilanza» per aver - secondo gli inquirenti - concordato l’«Ops-Offerta pubblica di scambio» da 13,5 miliardi di euro (accolta in Borsa dal 62% di adesioni) con la quale Monte dei Paschi di Siena, di cui il governo era il primo azionista, tra gennaio e ottobre 2025 ha conquistato il controllo di Mediobanca, a sua volta prima azionista con il 13,2% di Generali in cui possiedono quote significative Caltagirone e Delfin (la società finanziaria e cassaforte di investimento con sede in Lussemburgo controllata dalla famiglia Del Vecchio di cui è presidente dal luglio 2022).
741. Luca ZINGARETTI Roma 11 novembre 1961. Attore • 2020 - • Noto per l’interpretazione de Il commissario Montalbano nella serie televisiva, a metà marzo 2021 Massimo Gramellini scrive che «rispetto a suo fratello come collaboratore ai testi annovera Camilleri, mica Bettini» (vedi 21. Nicola ZINGARETTI e 80. Goffredo BETTINI). L’11 novembre, intervistato da Aldo Cazzullo per il 60° compleanno, racconta: «In una piccola libreria comprai un romanzo di Camilleri: era Il cane di terracotta. Scoprii questo personaggio strepitoso. Avrei comprato volentieri i diritti, ma non avevo né i soldi, né il nome. Per fortuna se li procurò un piccolo produttore, Carlo Degli Esposti. Dissi alla mia agente: anche se cercano un attore alto e biondo, voglio quella parte. Scelsero me». Camilleri che disse? «Che avrei fatto un bel lavoro. Anche se lui aveva in mente un altro tipo di attore, tipo Pietro Germi quando fa il commissario Ingravallo» • Il 27 aprile esce il podcast Solo è il coraggio, in cui legge il testo tratto dall’omonimo libro su Giovanni Falcone di 103. Roberto SAVIANO • 2023 - • Il 25 ottobre 2024 è presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma La casa degli sguardi, suo esordio da regista. A Valerio Cappelli racconta: «Da tempo pensavo a come immaginarmi le sceneggiature. Ci fu un tentativo quando Alberto Sironi si sentì male sul set di Montalbano e per tre episodi dovetti prendere in mano la situazione. Cadde il timore di non essere all’altezza». Quanto alla moglie 534. Luisa RANIERI, «Le feci una corte lunga e serrata, con tanti fiori. Ci dicemmo, scusi il bisticcio. se son rose fioriranno. Ci prendemmo i nostri tempi. Se stiamo insieme dopo tanti anni, che è un miracolo, è perché condividiamo» • A metà luglio 2025 denuncia: «A Fiumicino, quando depositi i bagagli, ho assistito a una scena che veramente... C’era la moglie di un politico nazionale che è passata davanti a tutti, con la scorta che le diceva: “Prego, prego”. Ma io dico, vi chiedo: ma non vi vergognate? Non vi vergognate neanche per andare in vacanza? Vergognatevi». Lui non fa nomi, ma si legge che a usufruire della presunta corsia preferenziale sarebbe stata Olga Sokhnenko, moglie del ministro delle imprese e del Made in Italy 56. Adolfo URSO.
742. Antonio SANÒ Conselve 21 settembre 1976. Ingegnere • 2020 - • Direttore di llmeteo.it, a metà giugno 2021 lo intervistano su Il caldo all’improvviso, direttamente dal Sahara • A metà settembre 2022, le Marche alle prese con un’alluvione che provoca dieci morti, spiega I temporali autorigeneranti • A inizio novembre 2023, tre morti in Toscana, due dispersi in Veneto ecc. risponde alla domanda Ma cos’è questo Ciaran? («un tipo di depressione che si sviluppa al di fuori della fascia intertropicale») • A metà febbraio 2024, Le misure antismog in Lombardia, la domanda è Basta fermare le auto? («Sarebbe più utile diminuire la temperatura delle abitazioni e le ore di riscaldamento»).
743. Renato CURCIO Monterotondo 23 settembre 1941. Ex terrorista • Tra i fondatori delle Brigate Rosse, arrestato nel 1974 e di nuovo l’anno seguente dopo un’evasione, condannato a 28 anni di reclusione per i reati di concorso morale in omicidio, costituzione di associazione sovversiva e altre imputazioni, in libertà dal 1998, a inizio agosto 2020 Cossiga e gli ex Br, le lettere inedite: «Mi sento in colpa per la sua prigionia». Giovanni Bianconi: «Un anno dopo il fallito tentativo di concedergli la grazia nell’estate 1991, l’ormai ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga incontrò Renato Curcio, uno dei fondatori delle Brigate rosse. Il colloquio avvenne a quattr’occhi, nel carcere romano di Rebibbia, il 25 novembre 1992, quando Cossiga aveva lasciato il Quirinale da sei mesi. Parlarono di molte cose, dal “carattere sociale e politico del fenomeno armato”, che l’ex capo dello Stato non definiva terrorismo bensì “sovversivismo di sinistra”, al caso Moro, alla vicenda della grazia abortita. Cossiga spiegò che nelle sue intenzioni quell’atto di clemenza unilaterale doveva essere un primo passo per superare le leggi di emergenza a cui lui stesso aveva contributo, prima da ministro dell’Interno e poi da presidente del Consiglio, quando le Br avevano lanciato il loro “attacco al cuore dello Stato”. I vertici delle forze di sicurezza erano d’accordo, ma i parenti delle vittime no, al pari di alcune forze politiche; in primo luogo l’ex Pci divenuto Partito democratico della sinistra» • 2021 - • A fine ottobre 2022 si legge che un’impronta digitale potrebbe riaprire il caso dell’uccisione, il 5 giugno 1975, della moglie Margherita «Mara» Cagol, fondatrice con lui delle Brigate Rosse (Si cerca il terrorista che scappò). Il 13 novembre muore a 90 anni Vittorio Vallarino Gancia, nello scontro a fuoco per la cui liberazione persero la vita la moglie e un carabiniere, Giovanni D’Alfonso • A inizio maggio 2023 si legge che il cold case del terrorismo italiano rischia di rimanere senza soluzione per via di una sentenza scomparsa, probabilmente persa a causa di un’alluvione, ostacolo insuperabile per la difesa e ininfluente per l’accusa, che chiede di autorizzare nuove indagini su ciò che avvenne il 5 giugno 1975 alla cascina Spiotta • Il 2 marzo 2024 Massimo Gramellini (Curcio una voltai) scrive: «La notizia, freschissima, è che ieri la Procura di Torino ha indagato Renato Curcio e altri tre brigatisti rossi per lo scontro a fuoco del 4 giugno 1975 (sic) in cui persero la vita l’appuntato Giovanni D’Alfonso e la terrorista Mara Cagol. La posizione dell’anarchico Bresci e del brigante Musolino è ancora sotto il vaglio degli inquirenti» • 2025 -.
744. Francesco PROVOLO Ottaviano 10 agosto 1953. Prefetto • Dal gennaio 2016 al novembre 2017 prefetto di Pescara, il 18 gennaio 2020, a tre anni dalla tragedia dell’Hotel Rigopiano (investito da una slavina di 120.000 tonnellate, 29 vittime, almeno una morta solo per l’assideramento dovuto ai ritardi e al caos organizzativo all’origine della tragedia), è tra i 7 accusati di frode in processo penale e depistaggio: secondo l’accusa, avrebbero omesso di riportare nelle loro relazioni le segnalazioni di soccorso che il 18 gennaio 2017 erano pervenute in Prefettura, in particolare da parte del cameriere Gabriele D’Angelo, una delle 29 vittime. E avrebbero cercato di nascondere anche i brogliacci delle chiamate • 2021 - • Il 24 novembre 2022 la Procura di Pescara ne chiede la condanna a 12 anni • Il 23 febbraio 2023 è assolto con tutto il suo staff. Alla lettura della sentenza, esplode la rabbia dei parenti delle vittime: «Li avete ammazzati un’altra volta», «Vi dovete vergognare» • Il 14 febbraio 2024 la Corte d’Appello dell’Aquila lo condanna in secondo grado a un anno e otto mesi per falso e omissioni di atti di ufficio (per la mancata convocazione della sala operativa). Il 27 novembre il sostituto procuratore generale di Cassazione chiede per lui un nuovo processo d’Appello (si chiede di valutare anche le accuse di concorso in omicidio colposo, in lesioni colpose e in depistaggio per le quali era stato assolto). Il 3 dicembre la sesta sezione penale della Cassazione lo condanna in via definitiva a 3 anni e 8 mesi. I suoi avvocati, Gian Domenico Caiazza e Sergio Della Rocca, scrivono al “Corriere della Sera” per precisare: «La Corte di Cassazione ha innanzitutto respinto il ricorso del Procuratore generale de L’Aquila, che chiedeva venissero annullate le due sentenze assolutorie del dott. Provolo in ordine sia alle morti ed alle lesioni occorse in quella tragedia, sia al depistaggio delle indagini delle quali egli sarebbe stato addirittura l’ispiratore; accuse - è bene ricordarlo - per le quali la Procura di Pescara aveva (per fortuna inutilmente) chiesto la strabiliante condanna del Provolo a 12 anni di reclusione. La notizia è dunque che, finalmente in via definitiva, si è accertato che il Prefetto Provolo non ha nulla, ma proprio nulla a che fare con quella immane tragedia. La notizia invece incredibilmente da Voi enfatizzata addirittura nel titolo dell’articolo, di conferma della marginale condanna (un anno e otto mesi, pena sospesa e non menzione) per avere il Prefetto convocato il Centro Coordinamento Soccorsi solo il 18 mattina (ed invece il solo Comitato Operativo Viabilità allargato nei due giorni precedenti), non ha proprio nulla a che fare con l’evento tragico. Voi scrivete, contro il vero, che proprio quelle “carenze istituzionali…uccisero 29 persone e ne ferirono altre 9 all’Hotel Rigopiano”; cioè, esattamente quello che la Cassazione ha definitivamente escluso, rigettando sul punto il ricorso della Procura Generale e delle parti civili contro la duplice assoluzione del Prefetto dalle principali, gravi ed infamanti accuse a lui rivolte» • 2025 -.
745. Domenico FURGIUELE Lamezia Terme 1 gennaio 1983. Politico • 2020 - • 2021 - • Dal 2018 deputato della Lega, alle elezioni anticipate del 25 settembre 2022 è rieletto nel collegio uninominale Calabria - 01 (Corigliano - Rossano) col 38,12% battendo 1350. Vittoria BALDINO del Movimento 5 Stelle (35,25%) e Giovanni Papasso del centrosinistra (18,20%). A fine novembre Il pasticcio del bonus matrimoni. Gianluca Mercuri: «Ventimila euro da regalare a chi si sposa in chiesa, sotto forma di detrazioni fiscali. Segnarsi i nomi dei parlamentari della Lega che hanno seriamente depositato questa proposta di legge: Simone Billi, Ingrid Bisa, Alberto Gusmeroli, Umberto Pretto e Domenico Furgiuele. Motivo: i matrimoni religiosi sono in calo maggiore rispetto ai matrimoni civili perché costano di più, quindi vanno sovvenzionati. Palazzo Chigi ha dovuto chiarire che non è un’iniziativa del governo, perché il governo “è al lavoro per sostenere la famiglia con misure concrete e realizzabili”» • 2023 - • Il 12 giugno 2024, Il 5 Stelle Donno aggredito alla Camera, pugni e calci dai leghisti, è espulso per aver mimato il gesto della Decima mas (si becca 15 giorni di sospensione) • A fine giugno 2025, in tribunale a Roma per una querela ricevuta da 2. Matteo SALVINI per averlo definito «ministro della malavita», 103. Roberto SAVIANO dichiara: «Ritengo di avere tutto il diritto di utilizzare il paradigma di Salvemini per criticare Salvini. Era riferito a Giolitti, un politico di razza, non come Salvini. Quando i partiti del nord andavano tra i “terroni” a manipolarli, a condizionarli. Salvini difende il suo deputato Domenico Furgiuele, suocero di Salvatore Mazzei, condannato per estorsione aggravata dal metodo mafioso» • 2025 -.
746. Giovanni DI LORENZO Castelnuovo Garfagnana 4 agosto 1993. Calciatore • 2020 - • L’11 luglio 2021, vittoria ai rigori a Wembley contro l’Inghilterra, si laurea campione d’Europa. Mario Sconcerti (Bravi tutti, siamo entrati in un’altra epoca): «Questo è il momento di essere liberi e ringraziare tutti. Non tanto Mancini, che è stato sempre il più ringraziato, quanto i ragazzi, quelli insoliti come Di Lorenzo e Emerson, quelli sfiniti come Barella e Verratti. Quelli che ci hanno salvato tante volte come Chiesa e quelli che ci sono sempre stati come Bonucci e Chiellini, la nostra anima. Ringraziare l’estro di Insigne, l’errore inutile di Jorginho. Grazie a tutti quelli che hanno preso questo treno così strano e colorato da non pensare fosse il nostro» • 2022 - • Dal 2019 al Napoli, il 4 maggio 2023, pareggio con l’Udinese, vince lo scudetto. Monica Scozzafava gli dà un 9 in pagella: «Segna il gol che vale un campionato (a Lecce) e chiama a raccolta i compagni. Quelli in campo e quelli in panchina. Perché alla festa devono esserci tutti. Nessuno escluso: è questa l'immagine di un capitano, Giovanni Di Lorenzo, che 5 anni fa era in serie D. Costanza, dedizione e talento: ha vinto un Europeo e ora lo scudetto col Napoli, giocando praticamente sempre: pasta e cuore di capitano senza mai urlare: fermezza e autorevolezza, in silenzio» • Il 20 giugno 2024 a Gelsenkirchen l’Italia perde 1-0 una sfida con la Spagna valida per i campionati europei (non fosse stato per 185. Gianluigi DONNARUMMA, sarebbe finita molto peggio). Paolo Tomaselli gli dà 4 («un’apnea sfiancante»). Il 24 giugno a Lipsia, 1-1 in extremis con la Croazia (gol al 98’ di 1123. Mattia ZACCAGNI) che vale il passaggio del turno, va giusto un po’ meglio: 5 («non è proprio la sua stagione»). In attesa degli ottavi di finale, mentre ci sono dubbi se sia davvero il ct 69. Luciano SPALLETI a fare la formazione, Massimo Gramellini ironizza «però chi altri potrebbe volere Di Lorenzo titolare?» (i due hanno vinto insieme lo scudetto a Napoli). Il 29 giugno a Berlino, sconfitta 2-0 con la Svizzera negli ottavi di finale, altro 4. Tomaselli: «Visto che per Spalletti è come un figlio, calcisticamente parlando, allora si può parlare di un caso di nepotismo in piena regola. Quattro partite, una peggio dell’altra» (nel 2-1 dell’esordio con l’Albania gli aveva però dato 6 scrivendo «DiLo sta tornando») • Il 23 maggio 2025, vittoria 2-0 col Cagliari, conquista il suo secondo scudetto. Scozzava stavolta scende a 7,5: «La pasta è sempre quella del capitano coraggioso. Non quello che ha meritato applausi in tutte le gare della stagione del terzo scudetto, ma lontanissimo quello depresso della stagione da horror. Meno gol ma tanta sostanza, in campo e nello spogliatoio. Un figlio di Napoli, ormai».
747. Diego DELLA VALLE Sant’Elpidio a Mare 30 dicembre 1953. Imprenditore • 2020 - • Presidente e amministratore delegato di Tod’s, il 9 aprile 2021 annuncia l’ingresso di 52. Chiara FERRAGNI nel consiglio d’amministrazione. Lui spiega: «La conoscenza di Chiara del mondo dei giovani sarà sicuramente preziosa. Inoltre, insieme, cercheremo di costruire progetti solidali e di sostegno per chi ha più bisogno, sensibilizzando e coinvolgendo sempre di più le nuove generazioni in operazioni di questo tipo» • Il 3 agosto 2022 Tod’s lancia un’Opa a 40 euro per azione per l’addio alla Borsa: esborso massimo in caso di adesione totalitaria all’offerta di 338,149 milioni di euro, l’intento della famiglia è quello di «rafforzare il posizionamento dei marchi nella parte alta del mercato della qualità e del lusso, con un elevato livello di desiderabilità». Si ritiene - spiega una nota - che il perseguimento di questi obiettivi di medio e lungo periodo sia meno agevole mantenendo lo status di società quotata, con le limitazioni derivanti dalla necessità di ottenere risultati comunque soggetti a verifiche di breve periodo (le adesioni sotto il 90%, a ottobre l’offerta viene ritirata) • 2023 - • A metà febbraio 2024 si legge che il gruppo Tod’s ha disegnato un’alleanza con il fondo L Catterton, sede a Londra, interessi nei beni di consumo a livello mondiale (ha investito in Etro e Birkenstock), piattaforma indipendente con 34 miliardi di investimenti. Il progetto passerà da un’Opa amichevole sulla totalità del capitale di Tod’s e dal suo successivo delisting, cioè dall’uscita dalla Borsa, offerta 43 euro per azione, nell’ambito di un’operazione del controvalore massimo di 512.2 milioni (la famiglia Della Valle manterrà il controllo con il 54% del capitale, L Catterton rileverà il 36%, la Delphine, holding che fa capo al gruppo Lvmh, già azionista di minoranza di Tod’s, rimarrà con il suo 10%). Stavolta l’operazione riesce: a maggio, dopo 24 anni, il delisting da Piazza Affari diventa ufficiale. A fine settembre cede la carica di ad a John Galantic • Il 25 luglio 2025 riceve una delle più alte onorificenze culturali della Repubblica francese: il titolo di Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres. L’8 ottobre i pm di Milano chiedono per Tod’s Spa l’amministrazione giudiziaria: non avrebbe controllato fenomeni di «sfruttamento del lavoro» da parte di due aziende cinesi che lavoravano in subappalto per il marchio (le condotte più gravi si sarebbero verificate nelle Marche). Tod's respinge le accuse.
748. Luca TELESE Cagliari 10 aprile 1970. Conduttore tv • 2020 - • Il 2 novembre 2021, Yara, un video di troppo nell’inchiesta. Luigi Ferrarella: «Il video del furgone bianco di Massimo Bossetti che continua a girare intorno alla palestra di Yara Gambirasio il giorno della scomparsa della 13enne, per il cui delitto verrà poi condannato all’ergastolo nel 2018: attorno a questo video, trasmesso alle tv prima del processo dai carabinieri, nel 2015 fu aspra la polemica quando emerse che ai Tg era stato taciuto che non fosse una ripresa del furgone dell’indagato, ma il montaggio di fotogrammi di diversa provenienza per verificare la compatibilità tra un furgone nei “frame” e il furgone di Bossetti. Ora il Tribunale di Milano esclude che i giornalisti (da Telese a Giuzzi, da Belpietro a Sallusti) pur usando aspri epiteti come video “patacca” o “taroccato” avessero diffamato l’allora capo dei Ris di Parma che ne aveva querelati decine: e non solo perché muovevano da un fatto oggettivo, ma anche per un argomento più sottile e attuale. Il gip Fabrizio Filice osserva infatti che “la diffusione mediatica” di quel video, “il cui scopo era dichiaratamente non probatorio” (tanto da non far parte degli atti veri del processo vero) “ma comunicativo” (sul piano parallelo del processo mediatico), di fatto lese “il fondamentale principio della presunzione di innocenza dell’imputato che, anche in base alla direttiva Ue n.343 del 2016, deve proteggere gli indagati da mediatiche sovraesposizioni deliberatamente volte a presentarli all’opinione pubblica come colpevoli prima dell’accertamento processuale definitivo”» • A metà luglio 2022 Aldo Grasso scrive «i Travaglio, i De Masi, i Telese, tutti quelli che hanno tenuto bordone agli scappati di casa e ai putiniani nostrani» • 2023 - • Il 7 aprile 2024, quando arrivano le dimissioni del ministro della cultura 50. Gennaro SANGIULIANO, nella ricostruzione del “Corriere della Sera” il momento chiave è alle 14,18, quando l’Ansa fa sapere che 267. Maria Rosaria BOCCIA parlerà su La7 a In onda, trasmissione che conduce con 1465. Marianna APRILE • Il 7 ottobre 2025, 369. Francesca ALBANESE si alza e se ne va quando a In onda viene nominata 34. Liliana SEGRE.
749. Michela DI BIASE Roma 17 ottobre 1980. Politica • Dal 2018 consigliera regionale nel Lazio del PD, a metà agosto 2020 la possibile ricandidatura di 54. Virginia RAGGI a sindaca di Roma fa «emergere» la sua possibile contro candidatura • 2021 - • A metà agosto 2022 Mogli e maschilismo, Di Biase si sfoga: mentre da giorni si parla delle coppie in politica, con qualche presunto favoritismo nelle candidature (vedi 42. Nicola FRATOIANNI con la sua vice, e moglie, 1271. Elisabetta PICCOLOTTI, che parla di «fango»), tocca a lei: moglie di 28. Dario FRANCESCHINI in procinto di essere candidata in un collegio sicuro, dichiara: «Faccio politica da 16 anni nel Pd, basta con questo atteggiamento maschilista e misogino». E poi: «Per anni ho evitato di replicare agli attacchi di chi mi bollava come “moglie di”. Ora però non è più giusto stare in silenzio anche pensando alle nostre figlie e ai valori in cui vogliamo che crescano. Dobbiamo opporci a chi pretende di raccontare le donne attraverso l’uomo (marito, padre, fratello) che hanno accanto». Il 25 settembre è eletta alla Camera come capolista nel collegio plurinominale Lazio 1 - 02 • A dicembre 2023 un’inchiesta del programma Report l’accusa insieme a 95. Alessandro ZAN: «Hanno società che guadagnano sui diritti». Alessandra Arachi: «A Michela Di Biase viene contestato di aver messo in piedi una società per la consulenza della certificazione della parità di genere, in anticipo rispetto alle altre, la “Obiettivo 5”. Report ipotizza che questo sia avvenuto grazie alle sue entrature politiche». Lei rspinge le accuse: «Né personalmente ne a nome di Obiettivo Cinque ho mai avuto interlocuzioni con politici finalizzate all’approvazione della certificazione di parità nel codice dei contratti. Inoltre non ero in Parlamento quando è stata approvata la legge» • 2024 - • Cofirmataria di una proposta di legge che introducendo la necessità del «consenso libero e attuale» in materia di violenza sessuale sembra avviata verso un via libera bipartisan, quando a fine novembre 2025 in Commissione al Senato arriva lo stop della Lega perché, spiega 2. Matteo SALVINI, «Questa sorta di consenso preliminare informato e attuale, così com’è scritto, lascia lo spazio alla libera interpretazione del singolo e a vendette personali che intaserebbero i tribunali», replica: «Quelle di Salvini sono parole raccapriccianti e sessiste».
750. Gianluca SCAMACCA Roma 1 gennaio 1999. Calciatore • 2020 - • In forza al Sassuolo, a metà novembre 2021 Mario Sconcerti lo cita parlando della Nazionale e di un declino che viene da lontano: «L’unico centravanti italiano nelle prime dieci squadre italiane è Immobile, gli altri sono tutti stranieri. Restano due ragazzi, Raspadori e Scamacca, un isolato, Pinamonti, e due vecchi, Quagliarella e Caputo». Chiuso il campionato con 16 reti, sarà sesto nella classifica marcatori, secondo italiano dietro il capocannoniere 248. Ciro IMMOBILE • Il 29 marzo 2022, cinque giorni dopo la disfatta dell’eliminazione dal Mondiale, la Nazionale riparte con un’amichevole in Turchia: «Dopo anni di immobilismo, vedremo se abbiamo finalmente un centravanti con Scamacca» scrive alla viglia Gianluca Mercuri. Gli azzurri si impongono 3-2 ma lui resta a secco mentre 356. Giacomo RASPADORI, suo partner d’attacco anche al Sassuolo, fa una doppietta. Alessandro Bocci gli dà 6: «Un debutto pieno di volontà: fa a sportellate, cerca di leggere il gioco, capisce i movimenti anche se non trova l’acuto. Mancini ci deve lavorare, ma può essere il centravanti del futuro» • Passato all’Aston Villa, il 17 ottobre 2023 a Wembley (nel frattempo è diventato ct 69. Luciano SPALLETTI), in un match con l’Inghilterra valido per la qualificazione agli Europei, porta in vantaggio la Nazionale, ma alla fine i padroni di casa si impongono 3-1. Paolo Tomaselli gli dà 6,5: «Il centravanti “costruito a computer” (copyright Spalletti) trova la password per il primo gol in azzurro proprio nella porta magica, quella dei rigori del 2021. Poi fa i conti con la batteria un po’ scarica». Il 7 giugno, a Praga, non scende in campo nella finale di Conference League vinta dalla sua squadra 2-1 contro la Fiorentina • Passato all’Atalanta, l’11 aprile 2024, «nel tempio di Anfield», sfida di Europa League contro il Liverpool, in quella che «può già essere collocata tra le più grandi imprese del calcio italiano» è «super (doppietta)» nel «3-0 pazzesco» dei bergamaschi. Marina Belotti: «La star è Scamacca, l’uomo dell’Europa che si prenota per l’Europeo, con 5 gol nella competizione nelle ultime 4 partite giocate e 13 stagionali. Il Davide che batte Golia a Liverpool si chiama Gianluca e si è portato a casa il pallone. Se i nerazzurri sono più vicini a Dublino, è gran parte merito suo» (il 22 maggio arriva un altro 3-0 nella finale col Bayer Leverkusen, ma stavolta rimane a secco). Chiuso il campionato con 12 gol (undicesimo - ma primo italiano - nella classifica cannonieri), a metà giugno, alla vigilia dell’esordio degli azzurri agli Europei, Massimo Gramellini racconta che durante la visita in una scuola, chiesto a dei dodicenni se fossero «in tensione per la partita» si è sentito rispondere «Quale partita?»: «Ignoravano chi fosse Scamacca, mentre sapevano tutto di Sinner e qualcosa di Tamberi». Finita l’avventura azzurra il 29 giugno con un’ingloriosa eliminazione contro la Svizzera agli ottavi di finale, a metà luglio Gramellini, commentando la Partita del Cuore scrive che «il talentuoso Renzi offre un assist a Schlein che nemmeno Rodri (vabbè, non esageriamo) e lei, pur legnosetta, inquadra la porta meglio di Scamacca (qui, purtroppo, non esageriamo per niente)».
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