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Massimo PARRINI Livorno 13 marzo 1970. Sociologo • Laurea in Economia Politica alla Bocconi (tesi in sociologia su Il reinserimento dei detenuti nella società attraverso il lavoro), ha cominciato a scrivere nel 1992 con il giornalino universitario “I fatti vostri” (seguito, nel 1994, dal libro Appunti semiseri dal pensionato Bocconi). Dal 1996 al 2012 ha collaborato con l’edizione del lunedì del “Foglio” (dal 2002 ha realizzato l’apertura di prima pagina), dal 2013 al 2019 con “Sportweek”, il magazine della “Gazzetta dello Sport” (rubrica Mettiamo in ordine), dal 2023 con la spremuta di giornali Anteprima (fino al 2024 con la rubrica Taccuino, poi con note pubblicate sotto forma di lettere al direttore). Con Giorgio Dell’Arti ha scritto il Catalogo dei Viventi (2007 e 2009, fino al 2010 un’omonima rubrica su “Panorama”). Nel 1999/2000 vice di Massimo Perrone all’agenzia sportiva Chilometri (poi confluita nella Dire), dal 2011 al 2012 ha collaborato con cinquantamila.it, nel 2013 ha creato calcioreference.com, nel 2019 l’Osservatorio IVI20.com. Dal 2001 al 2021 ha vissuto all’estero (Hong Kong, Lisbona, Londra, Praga, New York, Singapore, Lawrence Kansas, Tokyo, di nuovo Hong Kong), adesso vive in Umbria (base sul lago di Piediluco nei mesi caldi, a Terni in quelli freddi) • «Massimo è un pazzo. Bussò alla mia porta dieci anni fa con un foglio formato A3 sotto il braccio. Apro e vedo un ragazzo di 26 anni che mi fa “Io devo lavorare qui”. Entra e mi srotola questo foglio con sopra appiccicati tanti ritagli di giornale. Dice: “Le ho fatto il Foglio dei Fogli di questa settimana”. Pensi che era laureato in Economia alla Bocconi, però ha questa malattia. È capace di fare la classifica di tutti i cannonieri che hanno segnato al decimo minuto del secondo tempo. Ha un archivio incredibile di statistiche sul calcio che non vende a nessuno”» (Giorgio Dell’Arti a Candida Morvillo, “Vanity Fair” 9 novembre 2006) • «La prossima volta che vi chiederanno quale libro portereste sull’isola deserta rispondete tranquillamente Catalogo dei Viventi di Giorgio Dell’Arti e Massimo Parrini, edizioni Marsilio. Tecnicamente sarebbe un Chi è, ma anche un Perché è e un Come è, di “5.062 italiani notevoli” cioè mediaticamente rilevanti, italiani di cui si parla molto e che (nella maggior parte dei casi) parlano molto. In realtà, è molto di più. È un Google dell’italianità contemporanea (ma scritto bene, a differenza di Google). È un gioco tipo Trivial. È un pezzo di Risorgimento che mancava. Ricordate? Fatta l’Italia (fase uno) rimanevano da fare (fase due) gli italiani. Eccoli qui finalmente. Per questo Dell’Arti&Parrini possono essere considerati gli ultimi eredi di una tradizione patriottica che comincia con Garibaldi, Cavour e Mazzini. Il libro è stato presentato a Milano in Galleria proprio il giorno dei morti e siccome si intitola Catalogo dei Viventi qualcuno ha ironizzato sulla coincidenza. Un lapsus rivelatore perché il Catalogo oltre a tutte le cose dette prima è anche una versione attuale dell’Antologia di Spoon River, ne possiede il pathos, è una Spoon River dei vivi anziché dei morti. In ognuna di queste cinquemila e rotte biografie è celato un epitaffio, una frase, un discorso che meritano di essere sottratti alla dimensione effimera della cronaca (la fonte principale del libro sono i giornali) e incise su qualcosa di più solido della carta. La prima cosa che uno impara quando mette piede in una redazione è che i giornali non sono scritti sul marmo e che domani è un altro giorno si riscriverà. Dell’Arti&Parrini, che sono giornalisti (si esibiscono ogni lunedì sul Foglio dei Fogli), pensano evidentemente che qualcosa di quello che si scrive sui giornali meriterebbe d’essere salvata, che la cronaca a volte è già storia» (Antonio D’Orrico, “Corriere della Sera magazine” 9/11/2006) • «Io e Massimo Parrini e perciò io che sono vecchietto e lui che è giovane, fresco (è del 1970, io sono del 1945, io vivo in Italia, lui all’estero, sposato con una manager della Colgate), abbiamo cercato un punto di vista fresco… lontano dalle cazzimme del gossip salottiero» (Giorgio Dell’Arti a Pietrangelo Buttafuoco, “Panorama” 9/11/2006) • «[…] formidabile Catalogo dei Viventi di Giorgio Dell’Arti e Massimo Parrini […]» (Gian Antonio Stella, “Corriere della Sera” 13/12/2006) • «[…] Massimo Parrini, che di mestiere cura il Foglio dei fogli, la rosea edizione del Foglio che esce il lunedì. Deve essere lui il collettore, il setacciatore, l’organizzatore della spaventosa massa di notizie, l’anima felicemente artigiana di un’opera che per tanti versi si può considerare collettiva, in qualche modo persino corale. Ha 36 anni: l’età giusta per uno sforzo di tale portata» (Filippo Ceccarelli, “la Repubblica” 2/11/2006) • «[…] Dell’Arti e Parrini […] cronisti di forte tendenza archivistica […]» (Mattia Feltri, “La Stampa” 31/10/2006) • «Che tipo è Parrini? “È un livornese di 36 anni. Appena laureato alla Bocconi, mi ha cercato: ‘Io devo lavorare con lei’. Da allora ha sempre lavorato solo con me. L’ho rivisto pochi giorni fa. Erano cinque anni che non c’incontravamo”. Come sarebbe a dire? “Massimo ha sposato una bocconiana che gira il mondo per la Colgate. Hanno vissuto cinque anni a Hong Kong. Poi la moglie è stata trasferita a Lisbona, dove oggi vivono. Lui lavora da casa, entra nel nostro archivio con Internet, scrive, taglia, impasta. Ha un caratteraccio, ma è la mia vera fortuna. Un dono piovuto dal cielo”» (Giorgio Dell’Arti a Stefano Lorenzetto, “Il Giornale” 19/11/2006) • «[…] genio patologico, il livornese Massimo Parrini […]» (Alessandro Giuli, “Il Foglio” 11/11/2006) • «Giornalista d’archivio dal profilo estremamente colto, intellettuale, metodico e incline all’understatement ironico», «è il principale “biografo del presente” italiano, colui che attraverso il sito IVI20 e le sue collaborazioni giornalistiche tiene traccia di chi conta davvero in Italia» (la sintesi di alcune intelligenze artificiali) • Per Marsilio ha curato anche Juventus – Tutti i campioni in 160 immagini. Massimo Raffaeli (il manifesto): «Una lunga sequenza fotografica che proviene dall’Archivio Farabola di Milano, molto ricco e non ancora adeguatamente frequentato. Buona è la qualità delle riproduzioni laddove si rintracciano non poche rarità: una Juve 1932, quella del celebre Quinquennio, in grisaglia e borsalino mentre visita gli stabilimenti della Cines a Roma, poco prima di un incontro a Testaccio; un Sivori del ’61 mentre firma autografi a una claque di bambini che paiono usciti da un film di Truffaut; ancora un Sivori che accarezza Mariolino Corso, in un pre-partita del ’64, e sembra un passaggio di consegne o, anzi, una solenne investitura; infine un ruvido Heriberto Herrera che dalla buca di San Siro (campionato 1965-’66) chiama inutilmente ad attivare el movimiento le comparse di una squadra allora mediocre» • Sposato con la manager Sara Scrittore, nel 2024 inserita nel libro della Bocconi (Diana Cavalcoli) Changed by Women, 99 storie di donne che hanno inseguito il loro sogno e cambiato il futuro (la “Santa” spesso protagonista del Taccuino).
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